“LIBERARE ÖCALAN, DIFENDERE IL ROJAVA”: SABATO 14 FEBBRAIO 2026 MANIFESTAZIONI A ROMA, MILANO E CAGLIARIIl 15 febbraio 2026 ricorrerà il ventisettesimo anniversario del rapimento del
leader e cofondatore del Partito dei Lavoratori del Kurdistan Abdullah Öcalan
nel 1999, a Nairobi, in Kenya. Da quel giorno Öcalan è detenuto
sull’isola-carcere di Imrali, nel mar di Marmara, in Turchia.
Il leader del Movimento di liberazione curdo si trovava in Kenya perché diretto
in Sud Africa, dove Nelson Mandela gli aveva offerto asilo politico dopo che
diversi paesi europei – Italia compresa – glielo avevano negato. Da mesi,
infatti, aveva lasciato la Siria – minacciata dalla Turchia di invasione se non
l’avesse cacciato dal proprio territorio – per intraprendere un viaggio in
Europa in cerca di appoggio diplomatico per una soluzione politica della
questione curda.
La cattura di Öcalan, e la sua consegna allo stato turco, furono orchestrate dai
servizi segreti di diverse potenze capitaliste e imperialiste globali. Per
questo il Movimento di liberazione curdo parla di “complotto internazionale”.
Ogni anno, il 15 febbraio – il “giorno nero” – le comunità curde, che vedono in
Öcalan la propria avanguardia politica, scendono in piazza in Kurdistan, in
Europa e nel mondo insieme alle persone solidali con la loro causa.
Quest’anno, 2026, l’anniversario del rapimento di Öcalan cade in un momento
storico nel quale l’esperienza rivoluzionaria di autogoverno della Siria del
nord-est (Rojava) secondo il modello del confederalismo democratico (ideato
proprio dal leader del movimento curdo) affronta una minaccia esistenziale –
l’ennesima – a causa della pesante offensiva mossa dal cosiddetto governo di
transizione siriano dai primi giorni del mese di gennaio.
Per questo in Italia, sabato 14 febbraio 2026 sono previste tre manifestazioni
di piazza: a Roma (Piazza Indipendenza, ore 14.30), a Milano (Largo Cairoli, ore
14.30) e a Cagliari (Piazza Garibaldi, ore 17). La parola d’ordine, quest’anno,
è “Liberare Öcalan, difendere il Rojava”.
Su Radio Onda d’Urto è intervenuto, per presentare i cortei, Tiziano Saccucci
dell’Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia. Ascolta o scarica.
*La rete locale della campgana “Rise up 4 Rojava” ha organizzato una partenza
collettiva per raggiungere il corteo di Milano da Brescia: appuntamento alle ore
13 alla Stazione Fs.
Riportiamo di seguito il comunicato di Uiki Onlus, Rete Kurdistan, Centro
socio-culturale Ararat di Roma e Associazione confederalismo democratico
Kurdistan di Milano:
Kobane è sotto assedio. Undici anni fa era l’ISIS a stringere d’assedio la città
simbolo della resistenza curda, oggi sono le forze del nuovo governo siriano,
affiancate da milizie filoturche, a chiudere ogni via di fuga. Cambiano gli
attori, ma non la logica: cancellare l’esperimento politico curdo e ridurlo a
una parentesi da archiviare con la forza.
Il ritiro forzato delle Forze della Siria Democratica (SDF) da Raqqa, Tabqa e
Deir ez-Zor ha ridotto drasticamente il territorio amministrato
dall’Amministrazione Autonoma Democratica del Nord-Est della Siria (DAANES).
Kobane è oggi senza elettricità, acqua, riscaldamento, carburante e collegamenti
internet, mentre migliaia di civili provenienti dai villaggi circostanti hanno
trovato rifugio in città, aggravando una situazione già al collasso. Bambini,
anziani e famiglie dormono all’aperto o in tende improvvisate, mentre le
strutture sanitarie operano senza corrente. Le SDF continuano a difendere la
popolazione civile e a garantire la custodia dei prigionieri ISIS, ma il
collasso di prigioni e campi rischia di favorire fughe di massa e la
riorganizzazione di cellule jihadiste, minacciando la stabilità regionale e la
sicurezza internazionale.
Alla base della DAANES c’è il Confederalismo Democratico, il progetto politico
sviluppato da Abdullah Öcalan, leader storico del movimento curdo. La sua
visione rifiuta lo Stato-nazione come strumento di oppressione e propone
autonomie locali, consigli popolari, parità di genere, economia cooperativa e
autodifesa comunitaria. Questo modello ha ispirato la costruzione di un progetto
di Siria plurale, dove curdi, arabi, cristiani, ezidi e altre minoranze hanno
coabitato, sperimentando forme di democrazia diretta e convivenza tra identità
diverse. È qui che l’ISIS è stato sconfitto, al prezzo di migliaia di vite,
dimostrando che un Medio Oriente libero e democratico è possibile.
La rivoluzione del Rojava e l’esperimento dell’autogoverno sono oggi messi in
pericolo non solo dalle offensive militari, ma anche dall’inerzia della comunità
internazionale, che osserva mentre città come Kobane vengono isolate e private
dei servizi essenziali. In questo contesto, la liberazione di Abdullah Öcalan
rimane centrale. Dal 1999, Öcalan è detenuto in isolamento sull’isola-prigione
di Imrali: la sua detenzione non rappresenta solo una violazione dei diritti
umani, ma costituisce un ostacolo alla pace e alla risoluzione della questione
curda in ognuno dei paesi in cui il Kurdistan è diviso. Öcalan ha più volte
proposto soluzioni politiche e negoziati per il riconoscimento dei diritti dei
curdi all’interno dei paesi in cui questi vivono, e la sua liberazione è un
passo fondamentale per sostenere l’autogoverno del Rojava e le prospettive di
stabilità regionale. Inoltre il leader curdo ha mostrato la sua volontà di
concludere il conflitto ancora una volta il 27 febbraio scorso, aprendo la via
ad un nuovo processo di pace con lo scioglimento del PKK. Quel processo, è ora
più fragile che mai.
Come nel passato, la resistenza continua. A Kobane, la popolazione civile si
mobilita per difendere la città, con donne e uomini, curdi ed ezidi, armeni e
siriaci che sostengono la difesa dei quartieri. Quello che è in gioco non è
soltanto un territorio, ma un intero modello politico: la possibilità concreta
di costruire una Siria democratica, plurale e inclusiva, che sfidi il
fondamentalismo e il centralismo autoritario.
Il 14 febbraio 2026 ci ritroveremo in corteo a Roma e Milano per chiedere la
liberazione di Abdullah Öcalan e di tutti i prigionieri politici in Turchia, per
difendere la rivoluzione curda e il futuro delle comunità del Nord-Est della
Siria. Tacere oggi significherebbe voltare le spalle a chi ha combattuto l’ISIS
e tradire chi dimostra, da oltre dieci anni, che un Medio Oriente libero e
democratico è possibile. La resistenza continua, e noi saremo al loro fianco.
ROMA – 14 Febbraio ore 14:30 – Piazza indipendenza
MILANO – 14 Febbraio ore 14:30 – Largo Cairoli
Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia
Retekurdistan Italia
Comitato Il tempo è Arrivato – Libertà per Öcalan
Centro Socio-Culturale Ararat
Associazione Confederalismo Democratico Kurdistan