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CPR: LA “DERIVA MANICOMIALE” DEI LAGER PER MIGRANTI CONTINUA TRA VIOLENZE, ABUSI E SILENZIO ISTITUZIONALE
La linea di violenze e abusi che ha caratterizzato i CPR negli ultimi anni non si è fermata. Nelle prime settimane del 2026 sono diversi i video diffusi che mostrano la realtà che si vive all’interno dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio: persone in evidente stato di agitazione, trincee costruite con coperte intorno ai letti, urla disperate nei corridoi. “Negli ultimi giorni noi abbiamo ricevuto le testimonianze e dei video molto espliciti di almeno tre persone con evidenti problemi di salute mentale, probabilmente quattro” commenta ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Nicola Cocco, medico della Rete Mai più Lager – No ai CPR e della SIMM – Società Italiana di Medicina delle Migrazioni “quello che ci preoccupa moltissimo è che nonostante tutte queste evidenze che poi noi ogni volta segnaliamo dovutamente alla prefettura, ad ATS, agli stessi garanti dei diritti delle persone private della libertà personale non c’è mai un intervento significativo se non nei casi proprio più estremi. È in atto e lo ribadiamo una vera e propria deriva manicomiale all’interno dei CPR e purtroppo continuiamo a riceverne le prove e le testimonianze.” Un altro nodo critico di questo inizio anno riguarda il CPR di Gradisca d’Isonzo, dove una nuova direttiva ha limitato drasticamente l’uso dei telefoni cellulari. Una scelta motivata ufficialmente da ragioni di “sicurezza” dalle Questure, ma che nei fatti elimina l’unico strumento di garanzia costituzionale per i trattenuti: senza smartphone, non esiste possibilità di documentare abusi; non si possono inviare foto di cartelle cliniche ai legali; non si possono denunciare violazioni dei diritti umani. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, l’intervento di Nicola Cocco, medico della Rete Mai più Lager – No ai CPR e della SIMM – Società Italiana di Medicina delle Migrazioni. Ascolta o scarica.
CPR: TRA AUTOLESIONISMO, VIOLENZA E PROTESTE. NUOVA DENUNCIA DELLA RETE “MAI PIÙ LAGER – NO AI CPR”
Ancora violenze e violazioni nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio, i Cpr, lager di Stato per migranti. L’ultimo caso denunciato dalla rete Mai più Lager – No CPR riguarda il CPR di Gradisca d’Isonzo, dove sabato 30 agosto, un giovane si è ferito in un gesto autolesivo ed è stato poi deriso e picchiato dagli agenti. “L’autolesionismo è sangue, è dolore, non semplice sofferenza psichica: è il linguaggio della disperazione” spiega ai microfoni di Radio Onda d’Urto Nicola Cocco, medico infettivologo della rete Mai più Lager – No CPR. Le proteste comunque non si fermano: dal CPR di Milano è in corso da oltre due settimane uno sciopero della fame, mentre in altre strutture si denunciano condizioni sanitarie e comunicative gravi, dalla scabbia nascosta a Bari fino alla privazione dei telefoni a Trapani. “I CPR sono stati definiti ambienti torturanti” ricorda Cocco, citando anche prese di posizione dell’OMS e della letteratura scientifica internazionale. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, l’intervento di Nicola Cocco, medico della rete Mai più Lager – No ai CPR. Ascolta o scarica
CPR: A GRADISCA D’ISONZO SI DENUNCIA L’EPIDEMIA DI SCABBIA, TRA ABUSI E VIOLENZE
Da oltre un mese la Rete Mai più Lager – No ai CPR denuncia la presenza di una epidemia di scabbia nel CPR di Gradisca d’Isonzo, che sta colpendo i migranti detenuti. Nonostante le segnalazioni, le autorità competenti non hanno preso misure adeguate, rischiando di peggiorare la situazione sanitaria. Il contagio si diffonde rapidamente in un ambiente già degradato, dove le condizioni igieniche sono precarie e le persone sono trattate come numeri. La situazione non si limita alla scabbia: la sofferenza psicologica dei detenuti è altrettanto grave, con episodi di violenza da parte delle forze di polizia, come nel caso di un migrante che chiedeva assistenza psichiatrica. “Nel 2025 è inaccettabile avere luoghi dove le persone vengono deumanizzate e chiamate per numero, sono costrette a subire un’epidemia di scabbia a causa delle condizioni igienico-sanitarie precarie del luogo. Non vedono riconosciuto un tentativo di diagnosi individuale, ma vengono semplicemente trattate con “un po’ di crema”, non vengono applicate chiare misure di isolamento da contatto e non viene rispettato il criterio di inidoneità al trattenimento per patologie contagiose” Commenta ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Nicola Cocco, medico della Rete Mai più Lager – No ai CPR e della SIMM – Società Italiana di Medicina delle Migrazioni. Ascolta o scarica.
CPR: TRA VIOLENZA, ABUSI E CRIMINALIZZAZIONE DELLE PROTESTE. DA GRADISCA D’ISONZO L’ENNESIMO VIDEO REPRESSIVO CONTRO UN MIGRANTE RECLUSO
I Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) in Italia continuano a essere teatri di violenza, sofferenza, abbandono e degrado. Le strutture, destinate alla detenzione di migranti in attesa di rimpatrio, sono ormai da tempo oggetto di segnalazioni che denunciano l’assenza di condizioni igieniche adeguate, la scarsa qualità del cibo e la mancanza di assistenza sanitaria. Il centro di Gradisca d’Isonzo (Gorizia) è stato protagonista in particolare di numerose rivolte negli ultimi tempi. La risposta è stata una repressione dura e sistematica come testimonia un video filtrato dall’interno e diffuso dalle Rete Mai più Lager – No ai CPR che mostra un uomo in biancheria intima che corre tra le celle, inseguito da agenti in tenuta antisommossa: una volta raggiunto, viene circondato e portato di peso in una stanza separata. Quando torna davanti al cellular che sta riprendendo, il migrante è a terra, con il volto insanguinato. Questi episodi non sono isolati e si verificano in molte altre strutture del Paese, come il CPR di Palazzo San Gervasio e quello di Macomer in Sardegna, dove le difficoltà per i detenuti sono simili. Le proteste all’interno dei CPR, solitamente nate per denunciare le loro condizioni di vita, sono ora criminalizzate dal Decreto Sicurezza, che ha introdotto il reato di “rivolta” in questi contesti. La legge ha amplificato la paura di chi si trova già in una situazione di vulnerabilità, impedendo molte volte la possibilità di manifestare disappunto. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto l’intervento di Nicola Cocco, medico della Rete Mai più Lager – No ai CPR e della SIMM – Società Italiana di Medicina delle Migrazioni. Ascolta o scarica.