Tag - ricchezza

Il mondo degli Epstein
In precedenza abbiamo visto: 1) come le grandi concentrazioni di capitale nella modernità, e specialmente nel mondo contemporaneo, operino come mezzi di esercizio di Potere (e solo marginalmente di consumo), 2) come non vi sia connessione tra qualità personali e gestione di grandi capitalizzazioni e 3) come questa disconnessione tra […] L'articolo Il mondo degli Epstein su Contropiano.
February 8, 2026
Contropiano
L’Italia è più ricca solo sulla carta: diminuisce il potere d’acquisto rispetto al 2021
Il rapporto su “La ricchezza dei settori istituzionali in Italia – Anni 2005-2024“, elaborato congiuntamente da Istat e Banca d’Italia, ci dice che il portafoglio degli italiani gode di ottima salute… se consideriamo solo i valori nominali e l’ultimo anno. Al contrario, sul lungo periodo e sul potere d’acquisto fotografa […] L'articolo L’Italia è più ricca solo sulla carta: diminuisce il potere d’acquisto rispetto al 2021 su Contropiano.
February 2, 2026
Contropiano
Davos, i miliardari e il potere crescente della ricchezza
> L´intervento di Donald Trump al Forum Economico Mondiale a Davos fa luce su > come la ricchezza e il potere politico siano sempre più strettamente legati. > Anche in Austria cresce la concentrazione della ricchezza, ciononostante, > anche in tempi di consolidamento del bilancio, si continua a rinunciare al > gettito fiscale derivante dal patrimonio. Un commento di Barbara Schuster, > vice capo economista del Momentum Institut. Come l’amen nella preghiera, i potenti e i ricchi si incontrano ogni anno a Davos per il World Economic Forum per discutere di questioni globali attuali, del futuro del mondo e dell’economia. Allo stesso tempo, le ONG sfruttano i riflettori mediatici di questo incontro per sottolineare uno sviluppo preoccupante, particolarmente evidente proprio in questo contesto: la crescente disuguaglianza di ricchezza e reddito. Come da tradizione, all’apertura del forum anche Oxfam ha pubblicato un nuovo Inequality Report. CRESCITA DEL PATRIMONIO = CRESCITA DEL POTERE POLITICO Il rapporto evidenzia ancora una volta lo squilibrio delle disuguaglianze sociali a livello mondiale: i miliardari possiedono più che mai prima. Nel solo anno 2025, il loro patrimonio è cresciuto tre volte più velocemente rispetto agli anni precedenti. Si sono aggiunti 2,5 trilioni di dollari. 2.500.000.000.000 dollari, un importo superiore alla ricchezza complessiva della metà più povera della popolazione mondiale. Nel mondo ci sono più di 3.000 miliardari: un numero mai visto prima. E il loro patrimonio cresce alla velocità della luce. Complessivamente, i miliardari controllano ormai circa 18,3 trilioni di dollari, pari all’intero prodotto interno lordo (PIL) dell’Unione Europea nel 2023. Questa estrema concentrazione di ricchezza non è un problema astratto di distribuzione, ma una disparità sempre più evidente nella vita quotidiana delle persone. La ricchezza, infatti, significa potere politico, che viene esercitato in modo sempre più aperto, anche per garantire i privilegi esistenti. Non è necessario aver studiato economia per rendersi conto che la questione della ricchezza è totalmente fuori controllo. Anche gli stessi super ricchi hanno già riconosciuto che una disuguaglianza esorbitante, come quella che tutti stiamo vivendo, è estremamente pericolosa. Settimana scorsa, 400 milionari e miliardari provenienti da 24 Paesi hanno esortato i leader di tutto il mondo ad aumentare le tasse per i super ricchi, poiché cresce la preoccupazione che i più ricchi si stiano comprando influenza politica. Uno sguardo oltreoceano rivela che questa preoccupazione sembra essere ormai realtà. LA RICCHEZZA REGNA SOVRANA: IL GABINETTO DI TRUMP COME ESEMPIO ESTREMO Il vertice economico mondiale di quest’anno è stato ulteriormente oscurato dalla visita del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. La sua presenza ha dominato i titoli dei giornali. La visita di Donald Trump rende particolarmente evidente il legame tra ricchezza e influenza politica. Il suo gabinetto è il più ricco nella storia degli Stati Uniti. Il patrimonio complessivo stimato dei membri del governo ammonta a diversi miliardi di dollari. La persona “più povera” del gabinetto dispone di un patrimonio nell’ordine dei milioni. LA CONCENTRAZIONE DELLA RICCHEZZA AUMENTA ANCHE IN AUSTRIA Ma anche in Austria la ricchezza è sempre più concentrata. Il 5% delle famiglie più ricche possiede più della metà del patrimonio. Le dieci persone più ricche dell’Austria sono oggi sette volte più ricche rispetto a vent’anni fa. Nello stesso periodo, il patrimonio del quinto più povero della popolazione è appena triplicato. Il divario tra ricchi e poveri continua quindi ad aumentare. Allo stesso tempo, l’Austria ha sistematicamente ridotto le imposte sul patrimonio. Solo un misero 1,1% del gettito fiscale totale proviene dalle imposte sul patrimonio, un valore minimo a livello internazionale. Su 100 euro di imposte, circa 80 provengono dal lavoro e dai consumi. Chi possiede un patrimonio versa un contributo fiscale trascurabile. In tempi di consolidamento del bilancio, la struttura fiscale sbilanciata diventa un boomerang. Uno sguardo all’attuale risanamento del bilancio mostra uno schema irrefutabile: a risparmiare sono soprattutto i nuclei familiari. Più della metà del pacchetto di misure di risparmio grava direttamente o prevalentemente sulle famiglie, sui lavoratori e sui pensionati. Più di due terzi delle misure di risparmio riguardano la spesa: meno prestazioni, meno investimenti pubblici, tasse più elevate. Ciò grava non solo sui bilanci, ma frena anche la domanda, perché alla gente mancano i soldi e così viene indebolita la crescita – l’ossessione unilaterale del governo per il risparmio. in questo modo aggrava ulteriormente il problema di bilancio in un momento di rallentamento dell’economia. UNA POLITICA DI BILANCIO EQUA QUANDO SI GUARDA ALLE ENTRATE Il lato delle entrate, invece, rimane finora un tabù politico. L’Austria è fanalino di coda a livello internazionale per quanto riguarda le imposte sul patrimonio: nella media UE, il patrimonio è tassato circa 3 volte di più che in Austria. Organizzazioni internazionali come l’OCSE e il Fondo Monetario Internazionale criticano da anni il fatto che in Austria, rispetto alla media internazionale, il patrimonio e i redditi da esso derivanti contribuiscano in misura insufficiente al gettito fiscale complessivo. Raccomandano quindi all’Austria di tassare maggiormente il patrimonio e si pronunciano a favore dell’introduzione di un’imposta di successione. Anche una modernizzazione dell’imposta sugli immobili, la cui base imponibile si riferisce ancora a valori catastali degli anni ’70, è attesa da tempo. La politica di bilancio non è una legge naturale, ma sempre una questione di priorità. Chi chiede ulteriori sforzi di risparmio, ma allo stesso tempo esclude le entrate dal dibattito e non è disposto a togliersi i guanti di velluto quando si tratta di tassare i super ricchi, sceglie la strada del risanamento del bilancio a spese di coloro che già hanno abbastanza difficoltà. -------------------------------------------------------------------------------- TRADUZIONE DAL TEDESCO DI ANNA SETTE. REVISIONE DI THOMAS SCHMID. Pressenza Wien
February 1, 2026
Pressenza
Socialismo o barbarie
Il capitalismo predone e colonialista di Donald Trump è solo il punto di arrivo del fallimento sociale e morale del capitalismo e della democrazia liberali. Il nuovo rapporto dell’organizzazione internazionale Oxfam ci presenta un livello di diseguaglianza e sproporzione nella distribuzione di ciò che definiamo ricchezza, che non ha precedenti […] L'articolo Socialismo o barbarie su Contropiano.
January 21, 2026
Contropiano
Furundulla 304 – La ricoperta dell’America
…se dobbiamo fare a chi le spara più grosse (le cazzate,  intendo)… di Benigno Moi Assodato che le vignette non vanno spiegate… ma sono un sasso buttato come spunto di riflessione, per ogni vignetta almeno un link (forse) Bella scoperta!! S/Bilancia La concentrazione di ricchezza mette a rischio la democrazia Padrino parte IV L’origine del nome dato alla rubrica Furundulla: hastagasa
January 19, 2026
La Bottega del Barbieri
La “patrimoniale” non deve essere più un tabù ma un atto doveroso
I soldi ci sarebbero, e tanti. Il problema è andare a prenderseli dove stanno e redistribuirli sulla base delle esigenze della collettività. Un obiettivo di buon senso che però incontra ostacoli feroci quando si pronuncia la parola/tabù “patrimoniale” ossia una tassazione sui grandi patrimoni. Secondo la Banca d’Italia, la ricchezza privata […] L'articolo La “patrimoniale” non deve essere più un tabù ma un atto doveroso su Contropiano.
November 26, 2025
Contropiano
Qualità della vita in Italia: una classifica molto da rivedere
Nell’Indagine annuale sulla qualità della vita nelle province italiane, realizzata da ItaliaOggi e Ital Communications, in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma, nell’edizione del 2025 si conferma Milano come capofila. In fondo alla classifica si confermano Caltanissetta (107esima), preceduta da Crotone (106esima), che scende di cinque posizioni in un anno […] L'articolo Qualità della vita in Italia: una classifica molto da rivedere su Contropiano.
November 17, 2025
Contropiano
Violenza massima
La vita è massacrata. La violenza della potenza  è al suo massimo.  ll sistema America, ancora oggi il  più potente  al mondo, ha deciso di remunerare con  $ 1.000/000/000.000  ( mille miliardi di dollari)  il l lavoro di un anno di un solo imprenditore (Musk). Inoltre,   consente ad una sola persona (Trump) di demolire a suo piacere e senza limiti tutti i principi fondatori della convivenza umana.  Musk è stato ricompensato (in anticipo !) perché  si è impegnato a produrre a palate robots  taxi,  auto senza guida umana, la conquista di Marte  ed   altre macchine AI rivoluzionarie (ci saranno anche i soldati robots ?) E ciò nel mentre circa 5 miliardi di persone su Terra soffrono e muoiono perché non hanno alcuna copertura di base per la loro salute. Peraltro,   mai il sistema America ha voluto spendere un centesimo  per sradicare  la povertà salvo  per fare opera di carità in tutto il mondo anche con milioni e milioni di dollari  per « aiutare »  i poveri  a mal « sopravvivere » in modo che cantino la gloria di Uncle Sam e  si dimostrino a lui riconoscenti per  l’eternità.    Trump, capo supremo del più forte esercito al mondo, ha sconvolto il mondo lanciando una guerra commerciale contro tutti i paesi, individualmente, compresi i paesi  alleati/sudditi; ha minacciato pubblicamente la sicurezza della Groenlandia-DK, del Canada, Panama, Messico e ora ha rilanciato verso il Venezuela e la  Colombia la vecchia politica USA colonialista della cannoniera ; continua con pervicacia   l’espulsione  di migliaia d’immigrati residenti negli USA da anni;  ha smantellato,con l’aiuto di Musk, l’apparato statale statunitense; ha ridotto le principali misure   del sistema di carità sociale  USA. Negli USA, la guerra reale dei ricchi contro i poveri  è di gran lunga la più avanzata al mondo; ha instaurato un sistema di terrore verso i giudici che si oppongono alle sue prevaricazioni  della Legge; lo stesso vale per il mondo universitario  e dei media; persiste con arroganza e incuranza  a mettere   in pericolo la vita del Pianeta continuando  a  finanziare le energie fossili e boicottando  le misure degli altri paesi contro  il cambiamento  climatico e la grave contaminazione chimica del Pianeta; infine,  tratta con disprezzo i diritti di tutti gli  abitanti della Terra. Siamo in presenza di un autocrata cosciente, convinto. In quanto presidente del paese più potente,  di essere la persona che puo’ fare tutto quello che vuole, compreso cambiare i dati  reali, mentire,  accusare ingiustamente, fare e disfare le regole  e le relazioni tra i paesi secondo i suoi interessi.. Si tratta di un « fuorilegge », di un predatore globale, di una violenza massima  e che trova nella   forza della sua violenza la propria legittimazione. La vita della Terra quale conosciuta è insensatamente in fase di dissoluzione  ad opera delle due violenze   fondate sulla  egemonia planetaria acquisita rispettivamente dal  denaro (sistema finanziario) e dalle armi (sistema autocratico militare). Il nostro pianeta è come una pentola sotto  pressione della forza   delle due violenze.  Delle due, quella rappresentata da Trump è la più perversa. La violenza assoluta del sistema del denaro rappresentata da Musk può sembrare meno catastrofica perché , si dice, «almeno produce beni e tecnologia ». E’ una illusione  perché le due violenze sono strettamente legate, si intrecciano necessariamente  La forza del  denaro scatena più passioni e violenze  indicibili dappertutto, in tutti i paesi, in tutti i campi in tutte le classi e in tutte le età. Qualche cifra: * Solo 19  Stati al mondo su 200 hanno un PIL annuo superiore a 1000 miliardi di dollari. Stati come la Svizzera, l’Argentina ,Singapore, il  SudAfrica, il Belgio,  la Norvegia,….e tutti gli altri sono al disotto; * Con mille miliardi di $ si possono comprare 50.000 aerei da caccia (ciascuno costa 20 milioni) ! Eh  si , mille miliardi sono una somma enorme, rappresentano più di un terzo della spesa  militare  mondiale del 2024; * L’UNICEF informa che ha potuto allocare nel 2024, 1,2 miliardo nel settore WASH (Water, Sanitation, Hygiene) con   il risultato di consentire  a 31 milioni di bambini  di accedere all’acqua potabile buona  su basi sicure. 450 milioni di bambini (su  2,3 miliardi  di bambini, quasi un terzo della popolazione mondiale)  sono privati di acqua potabile.  Una  centesima di  quanto offerto a Musk potrebbe azzerare il  numero dei bambini senza acqua potabile. Ma  la vita dei bambini non sembra valere tanto. per cui la violenza del denaro continuerà  a far morire milioni di bambini nei prossimi anni;  * il salario medio lordo annuo  di un operaio in Francia nel 2024 è di poco superiore à 30  mila euro. Per raggiungere la remunerazione accordata a Musk, l’operaio francese  deve lavorare più di 33 milioni di anni ! E che dire dell’operaio pakistano? Forse avranno cosi il tempo di andare su Marte con le navicelle spaziali di Musk…..e non tornare ; Il fatto che quanto detto  accada è in sè un non-senso assoluto, di una  violenza  incommensurabile e indescrivibile.  Che fare ? Rivoltarsi.  Come ?  In primo luogo,   battendosi con ogni mezzo per delegittimare, dimostrare la totale assenza di razionalità , saggezza e  pertinenza  delle forme prese dall’egemonia del sistema finanziario attuale e dell’autocrazia militarista.  Bisogna fortemente demistificare  le loro finalità,  imposte cinicamente  in nome della nazione, del popolo, della ricchezza , dell’efficienza, della competitività, del progresso scientifico, della tecnologia salvatrice, insistendo sul fatto che esse  agiscono sistematicamente in  favore dei pochi  e non di tutti,  dei più potenti  e non  di coloro che  hanno bisogno  di altri beni, altri  servizi, altri orizzonti (di vita, di libertà ,  di emancipazione);   dei più ricchi e non dei poveri, dei « lasciati da parte » come è ampiamente dimostrato nel corso degli ultimi  quaranta anni. E come accadrà per gli  800 miliardi di euro decisi dall ‘UE per il riarmo dell’Europa. . I beneficiari  saranno unicamente coloro la cui economia é legata all’industria delle armi (che bel onore !) Nel frattempo,  essi contribueranno a distruggere  milioni di esseri umani, la natura e le società umane ! In nome di una fasulla « sicurezza europea » !! In  secondo luogo, valorizzare sempre più il mondo delle leggi, la giustiziabilità  dei principi costituzionali  del XX° secolo e del loro rinforzo ed estensione. Altrimenti detto, rinnovare la resistenza attraverso la mobilitazione dei cittadini in favore del rispetto delle leggi.  Abbandonare le petizioni indirizzate ai  dominanti e moltiplicare quelle rivolte ai cittadini e, soprattutto,  moltiplicare il ricorso ai tribunali,  intensificando  le « class actions »  (anche transnazionali)», le iniziative che associano  decine e decine di gruppi, associazioni,  diversi partiti,  diverse collettività locali. In terzo luogo, di questi tempi non sono possibili compromessi al ribasso. Non accordare  alcun minimo di serietà, di fondatezza e  di giustificazione a tutto ciò che  nel mondo è  Trump-equivalente. La forza dei dominanti risiede sovente nella tendenza al compromesso da parte dei sudditi, in nome dell’efficienza e di «salvare il salvabile». E’ stato molto doloroso vedere come  la maggioranza dei governi europei sono andati in udienza presso il presidente deglii StatiUniti per «negoziare» nuovi patti  commerciali , invece di rigettare con coerenza ed insieme l’insensata guerra commerciale. Lo stesso dicasi per quanto riguarda il dovere dei poteri pubblici  di far rispettare gli obiettivi collettivi decisi per la lotta contro il cambiamento climatico. Anche in questo caso, i cittadini devono esprimere con più forza e coerenza il loro rigetto della sottomissione vergognosa di tanti governi agli interessi corporativi e privati  del  mondo del business e della  finanza. I loro interessi  attuali non sono buoni per il futuro dell’Umanità e della Terra.    Riccardo Petrella
November 16, 2025
Pressenza
Verso un’Italia che consuma meno e in modo più consapevole
Tra gli obiettivi che gli italiani ritengono prioritari da perseguire, ritornano istanze di pace e diritti civili (per il 64%), una maggiore attenzione e cura delle persone attraverso il contrasto alla fame e alla povertà e alle differenze e violenze di genere (lo chiede il 55%) e la garanzia per tutti di un lavoro dignitoso e della riduzione delle disuguaglianze economiche (62%). Sono alcuni dei dati dell’anteprima digitale del “Rapporto Coop 2025 – Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani”, redatto dall’Ufficio Studi di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori-Coop) con la collaborazione scientifica di Nomisma, il supporto d’analisi di NielsenIQ e i contributi originali di Circana, GS1-Osservatorio Immagino, CSO Servizi, GfK, Mediobanca Ufficio Studi. Cambia anche il rapporto degli italiani con il consumo e a essere messa in discussione è l’essenza stessa della società dei consumi. Al posto del piacere del possesso, l’Italia di oggi scopre il vero valore nelle esperienze di vita e gli italiani acquistano solo le cose indispensabili, amano il second hand e riparano gli oggetti piuttosto che sostituirli. E anche quando si torna a spendere in acquisti tecnologici (16,5 miliardi di euro negli ultimi 12 mesi, +1,2% su base annua) lo si fa privilegiando l’utilità alla gratificazione e meno elettronica di consumo (gli acquisti annui di smartphone si riducono di 2 milioni di unità rispetto al 2022). A mutare è anche il rapporto degli italiani con il cibo, che resta comunque privilegiato. I consumi (e le preparazioni) alimentari tornano innanzitutto nella sfera domestica. Nei primi sei mesi del 2025 la spesa per la ristorazione fuori casa cala di un -2,2% rispetto al 2024 e un italiano su 3 vi rinuncerà ulteriormente nei mesi a venire. Contestualmente si registra una ripresa importante nei carrelli della spesa, con le vendite nella grande distribuzione che, nei primi sei mesi del 2025, fanno registrare una crescita su base annua, rispettivamente, del +3,8% a valore e del +2% a volume. A fare da traino frutta e verdura e altri comparti del fresco. Mentre negli ultimi 12 mesi i sostituti vegetali delle proteine animali sono cresciuti 10 volte di più delle carni. Perfetto contraltare di questi comportamenti è il fatto che il cibo ha acquisito nella percezione corrente e maggioritaria una funzione di alleato della salute; la longevità si conquista a tavola, ma non si disdegna nemmeno l’utilizzo di farmaci ad hoc. Ogni grammo conta e il controllo peso che quasi 1 italiano su 4 fa almeno una volta a settimana può spiegare il vero e proprio boom di vendite delle bilance sia per la persona che per gli alimenti. Gli italiani devono comunque fare i conti con le persistenti difficoltà reddituali che fanno sì che resti alta anche a tavola la ricerca del risparmio e di soluzioni di maggiore convenienza. Questa ricerca sembra rivolgersi però in minor misura all’utilizzo del discount che nel primo semestre registra una crescita a volume del +1,8%, ma piuttosto agli scaffali dei supermercati che mettono a segno un +2,7% dove gli italiani prediligono i prodotti in promozione e quelli a marchio del distributore. “Mentre l’Italia, si legge nell’anteprima del Rapporto, a dispetto di una stabilità politica e sociale che oggi la caratterizza positivamente nel confronto europeo, purtroppo dal punto di vista economico sembra aver definitivamente esaurito l’abbrivio della crescita record del periodo post pandemico. Così, le stime dei previsori macroeconomici individuano per il biennio 2025-2026 una crescita su base annua del Pil di mezzo punto percentuale, mentre le previsioni degli opinion leaders intervistati sono ancora più pessimistiche (+0,1% nel 2026). L’economia italiana torna al male antico di una produttività declinante. A fronte di un’occupazione in crescita (sono 840.000 i nuovi occupati), fa difetto all’Italia la produttività per ora lavorata che è prevista in decrescita fino al -1,4% in maniera opposta rispetto al resto d’Europa. Segno evidente dell’assenza nell’economia nazionale dei settori ad alto valore aggiunto e di conseguenza di un lavoro poco qualificato e meno pagato. Nei settori di impiego dei nuovi lavoratori troviamo infatti in maggioranza costruzioni, commercio, alberghi e ristoranti e fa impressione per converso il dato del titolo di studio; il numero di occupati con licenza media è sceso di oltre 647mila unità, a fronte di un aumento di 687mila diplomati e 800mila laureati. È proprio la mancata crescita della produttività a non far ripartire l’ascensore sociale, oramai fermo da anni. Basti pensare che il 10% della popolazione italiana detiene il 58% della ricchezza del Paese (peggio di noi solo i tedeschi) e a fruttare sono più le rendite (da finanza e da immobili) che il lavoro, soprattutto se è lavoro autonomo. Il sistema Italia recupera il livello complessivo dei redditi delle famiglie solo in virtù del forte aumento del totale delle ore lavorate (2,3 miliardi in più di ore lavorate nel corso degli ultimi 5 anni)”. Qui per approfondire: https://italiani.coop/rapporto-coop-2025-anteprima-digitale/.   Giovanni Caprio
September 11, 2025
Pressenza