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Dalla base di Aviano il rifornimento per i raid sull’Iran
“La base aerea di Aviano in Italia, è una delle principali installazioni dell’US Air Force che ospita gli aerei cisterna per il rifornimento in volo dei caccia a lungo raggio impiegati per bombardare in Iran”. Altro che – come ripetono Meloni, Crosetto e Tajani – non siamo in guerra e che non cooperiamo con le operazioni delle forze armate statunitensi ed israeliane contro Teheran. A rilevare l’importanza strategica della grande base aerea friulana per la campagna di guerra contro l’Iran è l’autorevole The Wall Street Journal che il 23 marzo ha pubblicato un lungo e dettagliato articolo su come l’Europa stia giocando “silenziosamente” un ruolo chiave nella Guerra in Iran. Non sono però solo gli aerei tanker dell’aeronautica militare statunitense ad operare con sempre maggiore intensità dallo scalo di Aviano. Nei giorni scorsi è stato registrato infatti l’arrivo di alcuni aerei radar di pronto allarme e controllo (airborne early warning) Grumman “E-2D Advanced Hawkeyes” in dotazione a US Navy. I velivoli sono giunti in Italia dalla Naval Air Station di Norfolk, Virginia, via Lajes (Azzorre) e appartengono al VAW-121 “Bluetails”, squadrone di comando e controllo aereo della Marina di guerra statunitense. I Grumman “E-2D Hawkeye” hanno un’autonomia di oltre 2.800 km e volano a 550 Km all’ora; vengono destinati principalmente a scopi di sorveglianza per la difesa delle unità di superficie. Sono dotati di sofisticate suite elettroniche, sistemi satellitari e del nuovo radar APY-9 che sarebbe in grado di individuare anche velivoli stealth e aerei di piccole dimensioni. I velivoli possono essere impiegati anche come piattaforme di controllo per guidare attacchi con sistemi missilistici di precisione come gli AIM-120 AMRAAM e gli SM-6. “L’arrivo alla base di Aviano degli E-2D Hawkeye ha rafforzato temporaneamente la copertura radar e di pronto allarme di tutto il sud Europa, ma tutte le indicazioni strategiche suggeriscono che Aviano è principalmente un punto di passaggio logistico per i velivoli che si posizionano principalmente in tutto il Golfo Persico”, commentano gli analisti di ItaMilRadar. “L’arrivo coordinato di non meno di cinque E-2Ds conferma un flusso di dislocamento strutturato”, aggiunge ItaMilRadar. “I velivoli osservati a Lajes il 16 marzo scorso sono gli stessi che sono stati tracciati ad Aviano, enfatizzando il ruolo delle Azzorre quale trampolino di lancio transatlantico. Tuttavia, più che da servire come destinazione finale, Aviano opera come centro strategico di sosta per gli assetti destinati allo scacchiere mediorientale, un modello frequentemente osservato durante precedenti dispiegamenti di US Navy”. Gli analisti militari ritengono che il trasferimento di questi aerei nella regione del Golfo Persico punti a rafforzare le operazioni USA di contrasto ai velivoli senza pilota e ai missili da crociera che l’Iran sa impiegando per colpire le installazioni e i sistemi radar ospitati dai paesi arabi alleati di Washington. “È evidente lo scopo di conseguire un assetto nettamente superiore per proteggere le linee marittime e le basi militari nel Mar Rosso e nel Golfo dagli stormi di droni”, riporta ItaMilRadar. “Mentre la presenza temporanea ad Aviano degli Advanced Hawkeyes ha fornito un immediato impulso all’architettura di sorveglianza europea lungo tutti gli assetti NATO, il focus strategico resta comunque rivolto principalmente al Medio oriente. L’accresciuto supporto dei velivoli cisterna e il maggiore impiego temporale osservato recentemente supporta la teoria che essi serviranno per ultimare lo scudo anti-droni in questa regione”. In verità i cinque E-2D di US Navy insieme ad un grande aereo tanker KC-46A di US Air Force hanno lasciato Aviano nella mattinata di lunedì 23 marzo per dirigersi verso il Golfo Persico. Dalla base aerea friulana, il 17 febbraio sono decollati dodici cacciabombardieri Lockheed Martin F-16 “Fighting Falcon” (a doppia capacità, convenzionale e nucleare) in dotazione al 31st Fighter Wing della US Air Force di stanza proprio ad Aviano. I velivoli da guerra hanno attraversato tutto il Mediterraneo per poi dirigersi in uno degli scali aerei che gli Stati Uniti controllano in Medio oriente, forse in Giordania o negli Emirati Arabi Uniti. Dal 28 febbraio questi cacciabombardieri partecipano agli strike contro l’Iran. Nei giorni successivi sono stati tracciati numerosi atterraggi ad Aviano di aerei cisterna statunitensi. Mercoledì 11 marzo un grande Boeing KC-135 ha sorvolato lo spazio aereo friulano per rifornire in volo una decina di caccia F-16 del 31st Fighter Wing, decollati presumibilmente per raggiungere ancora l’area di conflitto. Sempre giorno 11 ad Aviano è atterrato un aereo cargo Lockheed C-5 “Galaxy” del 436 Airlift Wing di US Air Force proveniente dalla base di Dover, Delaware. Il velivolo viene impiegato di norma per il trasferimento ai teatri operativi di personale militare, armi, munizioni e perfino di aerei d’attacco. articolo originale: https://pagineesteri.it/2026/03/25/mondo/dalla-base-di-aviano-il-rifornimento-per-i-raid-sulliran/ Antonio Mazzeo
March 25, 2026
Pressenza
Le ragioni della guerra all'Iran
Dietro le ragioni della guerra all'Iran c'è tutto tranne quella "umanitaria". Gli interessi di Trump e Netanyahu sono abbastanza chiare: dagli interessi sul petrolio per salvare dal collasso l'economia americana a quella di ridisegnare completamente il medioriente da parte degli israeliani che mentre attaccano Iran, attaccano anche il Libano mentre proseguono le operazioni in Cisgiordania. Ne abbiamo parlato con Alessandro Volpi, docente di Storia contemporanea, di Storia del movimento operaio e sindacale e di Storia presso l’Università di Pisa, nonché collaboratore di Altreconomia.  Durata 20' ca.
March 4, 2026
Radio Onda Rossa
MESOPOTAMIA: ISRAELE BOMBARDA L’IRAN E ANNUNCIA L’INIZIO DELL’OPERAZIONE “LEONE NASCENTE”. DECINE DI MORTI E CENTINAIA DI FERITI
In questa puntata di Mesopotamia – Notizie dal Vicino Oriente, ci siamo occupate dell’operazione “Leone Nascente”, nome con cui è stata definita la nuova agressione israeliana all’Iran, iniziata la notte tra giovedì 12 e venerdì 13 giugno 2025. Israele dà così il via all’ennesima escalation in Medio Oriente: 200 aerei da guerra partiti da Tel Aviv hanno iniziato a bombardare il territorio iraniano nella notte e le operazioni proseguono ancora in queste ore, tanto che alti ufficiali dell’esercito israeliano hanno dichiarato: “Siamo in guerra. Non è un’operazione”. I raid stanno colpendo impianti nucleari e militari, fabbriche di missili, ma anche infrastrutture industriali, aeroporti – come quello di Tabriz – e abitazioni civili. Tra le vittime si contano scienziati impiegati nel settore nucleare e alti ufficiali, tra cui il comandante delle Guardie Rivoluzionarie, Hossein Salami, il capo della forza Quds, Esmail Qaani, e il capo di stato maggiore delle forze armate, Mohammad Bagheri. I bombardamenti israeliani continuano in diverse località del paese mentre le autorità iraniane hanno diffuso un primo bilancio: almeno 78 morti e 376 feriti. Da Teheran, il nuovo comandante dei Pasdaran, Mohammad Pakpour, ha dichiarato: “Apriremo le porte dell’inferno a Israele.” Al momento, però, non si registrano risposte militari significative. Stamattina si è parlato dell’abbattimento di alcuni droni da parte dell’esercito giordano nello spazio aereo sopra Amman. Intanto, l’Iran ha chiesto e ottenuto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, prevista per stasera alle 21 (ora italiana). Su richiesta iraniana, si terrà anche una riunione straordinaria dell’Aiea, l’agenzia ONU per l’energia nucleare, convocata per lunedì. Come possiamo interpretare questo attacco? Cosa c’è dietro la scelta israeliana di attaccare ora? Quale è il clima tra la popolazione civile iraniana? Ne parliamo con Farian Sabahi, ricercatrice senior in Storia contemporanea all’Università di Insubria nel campus di Varese e Aram Ghasemy, regista teatrale e coreografa iraniana che vive in Italia da molti anni. Ascolta o scarica
June 13, 2025
Radio Onda d`Urto