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All’IC “Magiotti” di Montevarchi (AR) incontri con la Marina Militare sin dalla prima media
L’istituto comprensivo “Raffaello Magiotti” di Montevarchi, nella provincia di Arezzo, nella mattinata del 20 febbraio scorso ha ospitato un incontro con gli ufficiali della Marina Militare italiana del comando interregionale marittimo nord di La Spezia, che hanno illustrato le opportunità formative e professionali del corpo militare di appartenenza agli alunni e alle alunne delle classi prime della scuola secondaria di primo grado (qui l’iniziativa sul sito della scuola). In questa occasione di orientamento scolastico, probabilmente, tra le altre cose, vogliamo ribadirlo, rivolto ai ragazzi e alle ragazze di prima media, avranno suggerito la possibilità di proseguire gli studi negli istituti militari di istruzione secondaria superiore. All’incontro era presente anche una delegazione dell’associazione marinai d’Italia della sezione di Montevarchi (qui la notizia sul giornale locale). In un tempo storico come quello attuale, attraversato da guerre sempre più sanguinose in tante, troppe, parti del mondo con il rischio che la cosiddetta guerra mondiale a pezzi divenga vera e propria guerra mondiale, la consuetudine di aprire le porte delle scuole al brand della Difesa ci lascia interdetti sul piano deontologico e politico perché il Ministero della Difesa non è una comune azienda del territorio, non rispecchia un comparto produttivo qualunque. Come l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sostiene da tempo, la “cultura della difesa” e della “sicurezza” sta proliferando in tutti i livelli della società civile, da un lato modella la percezione collettiva dall’altra colpisce gli spazi e la libertà di dissenso. Siamo chiaramente immersi nella propaganda di guerra ibrida. Tornando all’istituto “Magiotti”, a fine incontro, alla biblioteca scolastica è stato donato un volume in edizione limitata della Marina; così il governo nell’ultima manovra ha donato agli italiani e alle italiane un aumento delle spese militari, con la previsione di passare dall’attuale 2% del PIL (circa 45 miliardi di euro all’anno) al 2,5% del PIL nel 2028 (quindi 61 miliardi di euro all’anno). Come liberarci da questa stretta in divisa velata da buon esempio e garanzia per il futuro? Come ribattere che l’economia di guerra è deplorevole, e foriera soltanto di disastri su larga scala? Vogliamo rovesciare i signori della guerra che affondano l’economia del paese, e bocciamo la cultura della difesa con maggiore forza se chiede di entrare nelle scuole. Qui alcuni scatti dell’iniziativa. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
La militarizzazione delle scuole attraverso i protocolli con la Guardia di Finanza
Nel settembre del 2024 il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha firmato un protocollo d’intesa di valenza triennale con la Guardia di Finanza proseguendo l’impostazione che nel 2017 l’allora ministra Valeria Fedeli (in quota PD/CGIL) aveva tracciato in un analogo protocollo. Oltre a ben mostrare la natura bipartisan della militarizzazione delle scuole, questi protocolli si mostrano ben attivi e pervasivi degli spazi scolastici. I protocolli fanno sì che la Guardia di Finanzia entri nelle scuole dalla porta principale, nella maggior parte dei casi senza passare da nessun organo collegiale. Segnaliamo dunque le attività che hanno coinvolto alcune scuole negli ultimi giorni. All’Istituto Comprensivo Scianna – Cirincione (Palermo) il 28 gennaio 2025 circa 400 bambini e bambine delle classi IV primaria e 2° media hanno assistito a lezioni sull’ “evasione fiscale, il contrasto alla contraffazione, la lotta all’uso di sostanze stupefacenti”, con tanto di presentazione delle unità cinofile, particolare che sicuramente ha destato ancor di più l’interesse dei minori. Continuiamo a chiederci: è davvero necessario che ad affrontare questi temi siano persone in divisa? Si tratta di temi complessi che vanno affrontati in termini complessi e da chi conosce il lavoro di docente; per quanto ancora i/le docenti saranno disponibili ad affidare le loro cattedre a chi di scuola non sa nulla? Per quanto ancora si accetterà supinamente di esporre bambini e bambine a personale in divisa? Passa anche da qui la militarizzazione della società da cui la scuola dovrebbe tenersi molto lontana. Guardia di Finanza in azione anche all’ IPSS Isabella Morra di Matera dove l’incontro si è svolto nell’ambito dell’Alternanza scuola-lavoro con i ragazzi e le ragazze delle classi quinte; e qui l’intento delle forze dell’ordine diventa molto più chiaro: “Durante l’incontro sono stati illustrati i compiti della Guardia di Finanza e i percorsi di accesso al Corpo attraverso i concorsi per ufficiali, ispettori e finanzieri”. Ecco cosa vengono principalmente a fare: a reclutare i nostri studenti e le nostre studentesse, ammaliandoli con la prospettiva di un lavoro sicuro a fronte della precarietà e del lavoro povero che li aspetta; e intanto si inculcano i valori tipici del militarismo: legge, regole, sanzioni, amore per la patria e per la divisa. Il tour della Guardia di Finanza passa anche da Arezzo, all’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore di Sansepolcro dove classi di prima, seconda e terza il 4 febbraio sono state convogliate ad assistere ad una lezione di educazione alla legalità economica. Si tratta dunque di azioni capillari sul territorio nazionale, frutto concreto dei protocolli di intesa che, a differenza di altri, diventano fortemente operativi e diffusi. Siamo certi infatti che moltissime altre situazioni di questo tipo vengono proposte a alunni e alunne di tutto il territorio nazionale. Ma non c’è solo la Guardia di Finanza, anche la polizia di stato infatti non perde occasione per incontrare i giovani; ad esempio a Catanzaro nei primi giorni di febbraio 500 studenti hanno assistito a una conferenza su economia e legalità tenuta dal direttore della banca BCC di Calabria Ulteriore, dal questore e dal prefetto di Catanzaro; la sfilata istituzionale si è completata con il vicepresidente nazionale di un sindacato di polizia, con il sindaco di Catanzaro, il direttore generale dell’US di Catanzaro e l’assessore regionale all’ambiente. Immaginiamo i nostri 500 studenti intenti a sbirciare sui loro telefonini mentre i bla bla bla di politici e poliziotti… come è possibile anche solo immaginare di sottoporre dei giovani a una sfilata di parole del genere? Come possono pensare che queste siano le forme adatte per far arrivare questo genere di contenuti? Eppure continuano e le scuole si adeguano. Anche noi come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università continueremo a ribadire che l’esposizione di giovani e giovanissimi al fascino delle divise non è affatto una cosa normale; continueremo a chiedere ai docenti italiani di riappropriarsi della loro funzione educativa senza appaltarla a chi non ha competenze educative e entra nelle nostre scuole con un progetto ben preciso: diffondere la cultura della difesa nel paese a partire dalle nostre scuole. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! 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Arezzo: manifestazione antimilitarista e di resistenza all’imperialismo
Ad Arezzo varie associazioni, che in questi mesi hanno contribuito alle mobilitazioni per la Palestina, per il 4 novembre hanno organizzato un presidio anti militarista e anti imperialista in Piazza della Stazione. Il presidio, a cui hanno partecipato alcune decine di persone, tra cui studenti e insegnanti, è durato un paio d’ore, durante le quali si sono succeduti interventi sulla militarizzazione della società e della scuola e sono stati distribuiti volantini. La manifestazione è stata indetta da Collettivo Millepiani, Partito Comunista dei Lavoratori. Resistenza Popolare, Partito dei CARC, con l’adesione dei Cobas Scuola e del Sindacato Generale di Base.
PSYCHO HILL FEST VOL.3
18 e 19 LUGLIO 2025PSYCHO HILL FEST VOL.3Parco Del Colle Del Pionta WE ARE BACK AGAIN! The Craziest Music Fest Ever Vol. 3 2 Giorni di Musica Live e Dj Sets Infuocati Eco-Festa Respect and Good Vibes Only! INGRESSO GRATUITO Area Food & DrinkCocktail Spot by Mengo 2.0 Street Market Spazio Giochi Stands Partner Etici Spazio Arte La line-Up delle due giornate: VENERDÌ […]
June 25, 2025
ALLternative.it
Scrivere, per affrontare l’abisso
IL BOICOTTAGGIO RESTA UNO STRUMENTO IMPORTANTE PER TUTTE LE ESPERIENZE DI LOTTA NONVIOLENTA. RIVOLGENDOSI AL PRESIDENTE DELLA CITTADELLA DELLA PACE DI RONDINE, STRAORDINARIA ESPERIENZA CHE DA ANNI METTE INSIEME GIOVANI PROVENIENTI DA PAESI TEATRO DI CONFLITTI ARMATI O POST-CONFLITTI, SCRIVE CLAUDIO TOSI: «AL PRESIDENTE FINK RICORDIAMO CHE LA NONVIOLENZA HA DA SEMPRE CON SÉ LE PRATICHE INDIVIDUALI DEL DIALOGO, DEL DIGIUNO, DEL RIFIUTO, DELL’’OBIEZIONE DI COSCIENZA E QUELLE COLLETTIVE DELLO SCIOPERO, DELLA MARCIA E DEL BOICOTTAGGIO. E CONTESTIAMO CON FORZA L’AFFERMAZIONE CHE LA STRADA PER LA PACE, PROPRIA DELL’ESPERIENZA DI RONDINE SIA “INCOMPATIBILE CON QUALSIASI FORMA DI BOICOTTAGGIO, DI CENSURA, DI CHIUSURA. QUELLO SPIRITO VIVE DEL LIBERO SCAMBIO DI IDEE, DI PERSONE, DI LAVORO, DI IMPRESA”… IN UN MOMENTO IN CUI LO STATO DI ISRAELE, TRAMITE GLI ORDINI DEL SUO GOVERNO DEMOCRATICAMENTE ELETTO, NEGA IL CIBO A UN INTERO POPOLO, INCURANTE DEGLI EFFETTI MORTALI SU BAMBINI, DONNE, CIVILI INERMI NELL’IMMEDIATO E NELLA DURATA, FORSE È UN FIN TROPPO TIMIDO SEGNALE ASTENERSI DALL’ACQUISTO, BOICOTTARE MERCI, ANNULLARE CONTRATTI…» In queste ora due marce, da sempre strumento di lotta nonviolenta, tentano di entrare in Palestina: la March to Gaza partita dall’Egitto e la Carovana Sumud partita dalla Tunisia (foto di Gaza FREEstyle) -------------------------------------------------------------------------------- Oggi che Israele ha scelto di attaccare l’Iran compiendo un atto di “antiterrorismo preventivo” c’è il rischio che parlare di Gaza sia fuori moda. Ma c’è anche il rischio che l’attacco all’Iran proprio questo abbia come obiettivo, spostare lo sguardo dall’orrore, serrare le fila del proprio popolo, zittendo le voci della Diaspora che sempre più sono critiche verso il massacro genocida dei Gazawi. E allora, con doppio disagio scrivo a chi da troppo tempo non parla e da chi un messaggio chiaro, non al suo governo, ma all’intera comunità ebraica, potrebbe mandare. Sono legato alla Cittadella della Pace di Rondine, lo “spazio terzo” vicino Arezzo, dove ragazze e ragazzi provenienti dai luoghi di conflitto convivono insieme, studiando e gestendo la propria quotidianità da esseri umani di pari dignità, e affrontano i propri pregiudizi sull’altro a partire dalla relazione con uno degli altri. Lì, nel giardino dei giusti in cui crescono alberi dedicati a Gandhi, Freire, Capitini e Langer, è ricordata una delle persone che ho più ammirato, la professoressa Clotilde Pontecorvo, filosofa, psicologa, eminente psico-pedagoga che con il suo lavoro “ha contribuito significativamente alla ricerca e alle pratiche educative, soprattutto dimostrando e richiamando l’importanza del dialogo e della collaborazione nei processi di apprendimento1” come si legge nel sito del Centro Studi a suo nome, di cui mi onoro di fare parte. È grazie a questa connessione che ho potuto leggere la lettera che Enrico Fink, il presidente della Comunità ebraica di Firenze, ha inviato lo scorso 10 giugno al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani per chiedergli di non seguire Emilia Romagna e Puglia, con iniziative “volte a interrompere i rapporti economici e istituzionali con il governo israeliano”, nel nome del dialogo e della pace. I toni della lettera di Fink suonano onesti e profondamente sentiti, citando la Cittadella di Rondine Fink si appella a Giani chiedendo “di restare fedeli allo spirito che da lungo tempo è lo spirito con cui la nostra Regione si è mossa, è che è lo spirito di Rondine. Lo spirito di creare apertura dove prevale il desiderio di rinchiudersi; di creare dialogo dove prevale la paura del confronto; di portare chi si combatte a cercare strade per la costruzione della pace”. E noi, da pacifisti e nonviolenti non possiamo che essere coscienti che il dialogo e il confronto saranno gli strumenti per tornare a far parlare l’umanità in questo luogo martoriato che è la Palestina, dove un intero popolo è etichettato come nemico e dichiarato tout-court terrorista dallo stato di Israele, al quale con la forza della nonviolenza stiamo cercando di far arrivare il messaggio della pace, che ha al centro il riconoscimento dell’altro come essere umano. Sempre a Rondine, il 6 giugno il presidente Mattarella ha inaugurato lo You-topic-fest 2025 e plaudendo per il vivere nel quotidiano l’incontro con l’altro che lì si realizza ha affermato: “Non possiamo ignorare l’umanità altrui, isolarla in una bolla di solitudine. Questo richiede naturalmente di riflettere sull’importanza di condividere, conoscere l’altro. Per questo il rapporto personale è indispensabile nella vita quotidiana come nei rapporti tra gli Stati.2” E nel rispondergli, il presidente di Rondine Franco Vaccari, riferendosi alla necessità di seguire il messaggio, disarmato e disarmante di papa Leone XIV che “i nemici si incontrino e si guardino negli occhi perché ai popoli sia restituita una speranza e data la dignità che meritano, la dignità della pace3”. Ma, c’è un ma, in tutto questo auspicare, in tutto questo ricordarci cosa si deve fare per inoltrarsi nella lunga e tenace e dolorosa via verso la pace. È necessario trovarne l’imbocco. È indispensabile aprire un varco, nel muro dell’offesa, nella barbarie dell’affamare, nella crudeltà dell’uccidere. E allora al presidente Fink ricordiamo che la nonviolenza ha da sempre con sé le pratiche individuali del dialogo, del digiuno, del rifiuto, dell’’obiezione di coscienza e quelle collettive dello sciopero, della marcia e del boicottaggio. E contestiamo con forza l’affermazione che la strada per la pace, propria dell’esperienza di Rondine sia “incompatibile con qualsiasi forma di boicottaggio, di censura, di chiusura. Quello spirito vive del libero scambio di idee, di persone, di lavoro, di impresa”. Ci dispiace, presidente Fink, non è uno strappo alla ricerca della pace rifiutarsi di comprare le merci dell’aggressore, mandare un segnale chiaro di una distanza, di una separazione. Perché a Rondine, con difficoltà, Hutu e Tutsi, Russi e Ucraini vivono insieme, lavano i panni sporchi nella stessa lavatrice, condividono il pane. E allora, in un momento in cui lo Stato di Israele, tramite gli ordini del suo Governo democraticamente eletto, nega il cibo a un intero popolo, incurante degli effetti mortali su bambini, donne, civili inermi nell’immediato e nella durata, forse è un fin troppo timido segnale astenersi dall’acquisto, boicottare merci, annullare contratti. E al presidente Fink forse vorremmo chiedere un gesto diverso dal cercare di mantenere tranquilli i commerci o dall’attendere l’iniziativa del presidente Giani di protesta “a gran voce a nome della Toscana contro la guerra in medio oriente” per unirsi con la propria bandiera all’incontro. Perché siamo sicuri, e l’incontro “Israele e la diaspora al tempo di Gaza4” a cui abbiamo assistito alla Casa della Memoria e della storia indetto dalla Fondazione Gramsci con esponenti anche di Jewish voice for peace e Lea ce lo conferma, che se la Comunità ebraica di Firenze scendesse in piazza con le sue bandiere per uno sciopero della fame in solidarietà con la popolazione palestinese di Gaza non riceverebbe che applausi e solidarietà dall’intera Regione e troverebbero Rondine e l’intera Comunità nonviolenta al loro fianco. -------------------------------------------------------------------------------- 1 https://www.centrostudicmpontecorvo.it/clotilde-e-maurizio-pontecorvo 2 https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2025-06/rondine-you-topic-fest-2025-mattarella-discorso-6-giugno-news.html 3 Ibid. 4 https://www.radioradicale.it/scheda/761716/israele-e-la-diaspora-al-tempo-di-gaza-confronto-o-separazione -------------------------------------------------------------------------------- APPUNTAMENTI BDS Italia comunica che nei giorni 13-14 giugno, in occasione della quinta giornata nazionale della campagna TEVA? NO GRAZIE, si svolgeranno azioni in diverse città: MILANO 14 giugno, ore 10,30-12,30, flashmob davanti alla sede del Corriere della Sera (Via Solferino angolo Moscova) e a quella de Il Giorno (C.so Buenos Aires, 54) con lettura dei nomi degli operatori sanitari uccisi a Gaza e volantinaggio per informare sulla campagna di boicottaggio Teva MODENA 14 giugno, ore 17,30-19, presidio permanente in Piazzetta Muratori, lettura dei nomi degli operatori sanitari uccisi BOLOGNA 13 giugno, ore 18 – Piazza Nettuno Flashmob con lettura nomi degli operatori sanitari uccisi a Gaza e volantinaggio per informare sulla campagna di boicottaggio Teva BERGAMO 14 giugno ore 11:30 – 12:45, volantinaggi presso il mercato di zona Stadio; ore 15:30 – 19, volantinaggi presso evento organizzato da Associazione di Amicizia Bergamo Palestina, Parco Olmi della Malpensata FIRENZE 13 giugno ore 15-18, Piazza Duomo, interventi e volantinaggio sulla campagna di boicottaggio Teva ROMA 14 giugno,ore 11-14, Piazza Capranica, lettura nomi degli operatori sanitari uccisi a Gaza e volantinaggio per informare sulla campagna di boicottaggio Teva VARESE 14 giugno, ore 10,30, Ospedale di Varese, flash mob con lettura nomi degli operatori sanitari uccisi a Gaza e volantinaggio per informare sulla campagna di boicottaggio Teva PORTO RECANATI 14 giugno, ore 18, Lungomare Lepanto, lettura dei nomi dei sanitari uccisi e volantinaggio Teva No, grazie. CIVITANOVA 14 giugno, ore 10, Piazza XX Settembre / Corso Dalmazia, presidio con striscione No Teva e volantinaggio FANO 14 giugno, dalle 15,30, Tensostruttura Lido, banchetto BDS No Teva con info e volantini PESARO 15 giugno, ore 16,30, parco Miralfiore. Intervento No Teva durante la “Festa al Miralfiore” Informazioni: Sandra Cangemi, 335 7745510, bdsmilanoedintorni@gmail.com -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Scrivere, per affrontare l’abisso proviene da Comune-info.
June 13, 2025
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