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Milano, 12 marzo: Presentazione “Disarmati” di Riccardo Bottazzo con Osservatorio contro la militarizzazione
GIOVEDÌ 12 MARZO 2026, ORE 19.00 MILANO, CASA EMERGENCY Giovedì, 12 marzo 2026, alle ore 19.00 a Milano presso Casa Emergency si terrà la presentazione del libro Disarmati di Riccardo Bottazzo. Si tratta di un viaggio tra i Paesi che hanno scelto di vivere senza esercito. Attraverso esempi concreti, il libro mostra come il disarmo possa essere una scelta politica consapevole e sostenibile. La nonviolenza emerge come strategia reale, capace di generare stabilità, diritti e benessere sociale. Con Riccardo Bottazzo, giornalista e scrittore e Roberta Leoni, docente e presidente Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Modera Jacopo Mocchi, giornalista freelance. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Newroz 2026- Centro socio culturale Ararat
Come da oltre un secolo, celebriamo il Newroz, all’ombra di pesanti sacrifici, sofferenze e violenza che in questi giorni tesi coinvolgono fortemente anche l’Iran. Ma come abbiamo imparato dal mitologico fuoco del Newroz, acceso da Kawa il Fabbro e dallo spirito di resistenza dei suoi seguaci contemporanei, questa festa non segna semplicemente l’arrivo della primavera e di un nuovo giro attorno al sole.  Newroz è il nome della ribellione contro l’oppressione, della luce contro l’oscurità e della libertà contro la resa. Accogliamo questo Newroz e vi aspettiamo numerosi.       L'articolo Newroz 2026- Centro socio culturale Ararat proviene da Retekurdistan.it.
March 6, 2026
Retekurdistan.it
Fuori Alfredo dal 41 bis! Iniziative a Carrara e a Pisa, 14 e 18 marzo 2026
Riceviamo e diffondiamo: Qui in pdf: fuori-alfredo-dal-41-bis-carrara-pisa-14-18-marzo-2026 Fuori Alfredo dal 41 bis Iniziative a Carrara e a Pisa, 14 e 18 marzo 2026 Ai servi del potere dico una cosa sola: potete tenermi in galera per il resto della vita ma rassegnatevi, non riuscirete a togliermi la coerenza e il rispetto di me stesso, né tanto meno il piacere e la voglia di combattervi. Alfredo Cospito, 2021 Il 41 bis impiegato contro i rivoluzionari è una tra le principali espressioni dell’offensiva repressiva avviata dagli ultimi governi. Alfredo Cospito, anarchico finito in carcere nel 2012 per aver colpito uno dei responsabili del disastro nucleare che verrà, dopo quasi 10 anni veniva trasferito in regime di 41 bis e al contempo messo a rischio di una condanna all’ergastolo ostativo. La nuova inquisizione di Stato desiderava un annientamento totale. Tuttavia, in particolare dopo l’inizio di un lunghissimo sciopero della fame da parte di Alfredo, si è sviluppato un grande movimento di solidarietà internazionale, che ha infranto la coltre di silenzio che vigeva su un regime detentivo prima di allora inviolabile e ostacolato la macchina della repressione. Risale allo scorso anno la sentenza di non luogo a procedere nei confronti di una decina di anarchici, tra cui Alfredo Cospito, inquisiti a Perugia per la pubblicazione di un giornale anarchico rivoluzionario. Un’inchiesta che era stata un importante sostegno al trasferimento in 41 bis. A prescindere da condanne e assoluzioni, sappiamo bene come il ministero della galera sia capace di scovare sempre nuove motivazioni per mantenere Alfredo in quella tomba per vivi. Così come sappiamo quanto il 41 bis sia un perno fondamentale nel sistema carcerario. Lo vediamo oggi con la riorganizzazione del regime detentivo al fine di concentrare una consistente parte dei detenuti in alcune carceri in Sardegna. Con l’approssimarsi della scadenza dei primi quattro anni di applicazione di questo regime nei confronti di Alfredo, torniamo in piazza contro il 41 bis. Nell’attuale contesto di guerra la tortura bianca del 41 bis è un monito contro quanti potrebbero decidere di farla finita con lo Stato e il capitalismo. Contro tutti i padroni della guerra, dello sfruttamento e delle tecno-scienze, continueremo sempre a sostenere le ragioni dell’azione diretta e rivoluzionaria. Presidi Sabato 14 marzo 2026: Marina di Carrara, piazza Ingolstadt, ore 17:30. Mercoledì 18 marzo 2026: Pisa, piazza Vittorio Emanuele II, ore 17:30.
March 6, 2026
il Rovescio
Corpi, luoghi, frontiere. Invito a contribuire a un’iniziativa contro la mercificazione dei territori
Riceviamo e diffondiamo: Qui il sito dell’iniziativa in costruzione: https://luoghicorpifrontiere.noblogs.org/ INVITO A CONTRIBUIRE ALL’INCONTRO “CORPI, LUOGHI, FRONTIERE”. – TRE GIORNI CONTRO LA MERCIFICAZIONE DEI TERRITORI SALENTO 26-27-28 GIUGNO 2026 Nell’antica Grecia, la Xénia indicava il rituale dell’ospitalità verso lo straniero che bussava alla porta. Viaggiatore, naufrago o fuggitivo, l’ospite riceveva cure e onori che un giorno avrebbe dovuto ricambiare. Nel corso dei secoli, le regole della Xénia hanno reso il Mediterraneo uno spazio di ibridazioni e incroci, uno spazio di possibilità, dove l’alterità e l’ignoto contaminavano l’identità dei popoli. Oggi, nell’eco lontana di quell’idea, noi abitanti di un piccolo frammento di terra mediterranea sappiamo di vivere ai margini di quel centro di potere chiamato Occidente. Un Impero che ha costretto l’orizzonte universale della storia entro i confini della sua sovranità. A costo di migrazioni forzate, desertificazione, genocidi e distruzione degli ecosistemi, la sua violenza ha imposto il dominio del profitto e il pensiero unico dello sviluppo tecno-industriale inarrestabile. Nel territorio in cui viviamo, al confine meridionale dell’Impero, si parla ancora il griko, un’antica lingua derivata dal greco. In griko, sséno, mutazione di xénos, indica la provenienza da un generico altrove. Ancora oggi, mentre il Mediterraneo è uno spazio di respingimenti, frontiere militarizzate e mercato turistico, sentiamo il legame a questa radice storica ed è questa concezione dello spazio che vogliamo abitare e attraversare. Mentre il potere attribuisce agli stranieri la responsabilità della miseria in cui ha fatto sprofondare intere popolazioni, riconosciamo come complici coloro che, come noi, vivono ai margini dell’Impero e rappresentano una breccia aperta su molteplici possibilità. Vivere ai margini ci permette di vedere da vicino le mura della fortezza, ma anche le sue crepe. Qui, la frontiera è un avvertimento ma anche una sfida. E’ la linea fisica o immaginaria che separa brutalmente la speranza dalla disperazione, il privilegio dallo sfruttamento, il turista dal clandestino. Ma a volte, i centri di detenzione vanno a fuoco. Viviamo in un territorio devastato dal saccheggio capitalista. Una violenza che, dopo lo spopolamento causato dall’emigrazione dei braccianti agricoli senza terra, è proseguita con l’ installazione di impianti industriali predatori. L’acciaieria di Taranto, il complesso petrolchimico di Brindisi e l’estrazione petrolifera in Lucania sono solo le ferite più visibili di un territorio fatto oggetto di operazioni cosmetiche per essere appetibile sul mercato turistico. Proposta Vogliamo organizzare tre giorni di incontri nel nostro territorio, il Salento, per dare voce ad esperienze di lotta provenienti da diversi luoghi ed elaborare insieme analisi politiche a misura delle esigenze del nostro tempo. L’interconnessione dei luoghi di amicizia potrebbe assomigliare a un’esperienza di vicinanza, una mujawara, -come lo definirebbero le nostre compagne libanesi, poiché crediamo che la solidarietà non si basi sul compimento di una «buona azione militante», ma sul considerare le altre lotte come parte delle nostre e viceversa. Riconoscersi è il motore dell’internazionalismo. Cominciamo con l’abitare un luogo dove condividere storie e prospettive, cibo, musica; un luogo di cui saremo ospiti –sséni– sulle rive del Mediterraneo. Organizzeremo, nello spazio di un campeggio, giornate di discussione e convivialità ma anche di scoperta dei territori e condivisione dei progetti di lotta. Vi chiediamo di partecipare alla costruzione di questo incontro proponendo interventi sulle vostre esperienze, analisi e pratiche sviluppate tra centri e margini; rapporti tra frontiere e attraversamenti, tra militarizzazione, speculazione turistica da un lato, ed esperienze di resistenza, sussistenza e solidarietà internazionalista dall’altro. Pubblicheremo prossimamente altri approfondimenti. Organizzeremo le proposte di intervento che perverranno al seguente indirizzo: maisiaturista@riseup.net
March 5, 2026
il Rovescio