Source - il Rovescio

Forza Nuova, Alba Dorata e British National Party a Predappio per il 25 aprile!
Riceviamo e diffondiamo: «Lo siamo tutti, cara Cate […] Se non lo fossimo, dovremmo rivoltarci, tirare le bombe, rischiare la pelle. Chi lascia fare e s’accontenta, è già un fascista» Cesare Pavese, La Casa in collina SUL RADUNO NAZIFASCISTA “LA FINE DELL’ANTIFASCISMO” A PREDAPPIO. E se queste merde avessero ragione? E’ di oggi (21/04) la notizia che i fascio-nazisti di Forza Nuova, capeggiati dal loro milionario capo-padrone, Roberto Fiore, insieme ad altri due partiti neo-nazisti, il greco Alba Dorata e l’inglese British National Party, organizzeranno in uno stabile di proprietà di Domenico Morosini (commerciante fascista di paccottiglia mussoliniana e proprietario di Villa Carpena, ex residenza forlivese del dittatore, oggi museo privato) nel giorno della “liberazione”, il 25 aprile, un convegno dall’eloquente titolo “La fine dell’antifascismo”. La scelta è ricaduta sul “paese natale di Mussolini”, secondo noi, sì per ovvi fini propagandistici (nonché la scelta provocatoria della data, così come di renderla pubblica quattro giorni prima: abbastanza per far loro pubblicità, non abbastanza per organizzare una risposta antifascista reale) ma anche perché, e ci piange il cuore dirlo, tra le colline romagnole questi mercenari del capitale si sentono tranquilli. La tragedia, infatti, è che queste merde (in doppioppetto, ma con al seguito sicari e picchiatori da strada) non hanno tutti i torti a parlare di “fine dell’antifascismo”, se in una terra come la Romagna, che ha avuto una storica mobilitazione popolare partigiana durante il periodo della guerra civile antifascista, oggi non si muove una foglia di fronte a una provocazione simile. Lungi da noi osannare il 25 aprile come data simbolo di una liberazione che non c’è mai davvero stata (basti citare la quasi totalità di prefetti, giudici, poliziotti e questori fascisti reintegrati nel neonato regime democratico e invece le centinaia di partigianx incarceratx o perseguitatx per le loro azioni) anche perché si è passatx dal fascismo mussoliniano al capitalismo made in USA con tutto quello che ne è conseguito e le cui conseguenze vediamo ancora oggi più che mai (sudditanza neo-coloniale agli yankee, liberalismo sfrenato, strategia della tensione, tentati golpe orditi/patrocinati dalla CIA), ma ogni simbolo può essere svuotato o completato di significato, da chi lo fa proprio. E’ pur vero che i fascisti sono al governo in Italia, e che da decenni ormai si sta erodendo qualsivoglia senso di fratellanza/sorellanza e di solidarietà tra lx oppressx, ma una sberla così in pieno volto senza nemmeno un grido, o meglio, un gesto, di dissenso, senza un minimo di opposizione, senza una sana dose di giusta rabbia, fa davvero paura. Perché se passa questo, oggi, domani cos’altro passerà, in sordina, come se nulla fosse?! Perché se già abbiamo normalizzato le morti in mare e alle frontiere di chi scappa dalle tragedia che il nostro colonialismo impianta nel loro paese; se abbiamo normalizzato che politicx e padroni fanno quello che vogliono e “tanto non possiamo farci nulla”; se abbiamo normalizzato che le carceri sono sempre più luoghi di tortura dove seppellire le eccedenze marginali di questa società da incubo; se abbiamo normalizzato un genocidio altamente tecnologico in diretta social; se abbiamo normalizzato l’esistenza del 41bis, un regime di tumulazione in vita per prigionierx (tra cui comunistx e un anarchico, Alfredo Cospito); se abbiamo normalizzato che le nostre città siano diventate dei deserti di asfalto e vetrine, dove se ti bevi una birra su un marciapiede ti becchi un DASPO; se abbiamo normalizzato, e lo abbiamo fatto, già tutto questo e molto altro e se normalizziamo che dei nazisti, che hanno sulle spalle morti ammazzati, pestaggi, stragi (Fiore è stato indagato e se ne andò in latitanza in Inghilterra dove fondò il suo impero, Easy London, per la strage di Bologna del 2 agosto) possano venire tra le “nostre” colline, in aperta provocazione, allora siamo già cadutx anche noi nel fascismo, siamo già un po’ fascistx, e hanno vinto loro. Se invece non siamo dispostx ad accettarlo, perché la vita che abbiamo nei nostri sogni e nel cuore è una vita che non è disposta a scendere a patti con questi assassini e sicari al servizio degli oppressori, allora DOBBIAMO FARE QUALCOSA! Per non lasciarci con solo alcuni slogan, impegniamoci a costruire, nel tempo, anzi, ricostruire, un antifascismo che sappia dare risposte concrete a situazioni come questa, che ci è capitata tra capo e collo come l’ennesima piccola-grande emergenza, che poi, il minuto dopo averla scrollata dallo schermo, già non esiste più. Seminiamo, nuovamente, faticosamente, nel nostro territorio (dalla bassa fino agli appennini) un antifascismo che non sia solo un fregio – seppur sentito – da sfoggiare nelle ricorrenze, ma una pratica di conflitto e di solidarietà. Contro il fascismo in ogni sua forma, anche quello che abbiamo introiettato, sotto le spoglie dell’abitudine alla banalità del male. Qui l’articolo (preso da quel giornalaccio del Resto del Carlino, che per la cronaca è storicamente filo fascista) che racconta per sommi capi questa brutta e gravissima faccenda: https://www.ilrestodelcarlino.it/forli/cronaca/sfregio-25-aprile-predappio-finito-antifascismo-vkbxyrpi
April 22, 2026
il Rovescio
“Made in Italy per l’industria del genocidio”. Dossier dei Giovani Palestinesi in Italia
Segnaliamo che questo importante strumento di lotta, che ricostruisce puntualmente i rapporti mai interrotti dello Stato italiano con Israele in ambito militare (e non solo), è scaricabile a questo indirizzo: https://sabotiamolaguerra.noblogs.org/post/2026/04/16/presentazione-del-dossier-made-in-italy-per-lindustria-del-genocidio-esportazioni-militari-ed-energetiche-per-israele-viterbo-12-04-2026/
April 21, 2026
il Rovescio
Ci resta quindi il sabotaggio
Riprendiamo da https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/04/14/ci-resta-quindi-il-sabotaggio/: Nella notte del 7 aprile, Chamel Abdulkarim, dipendente di un’azienda di logistica, ha incendiato un magazzino della multinazionale Kimberly-Clark Corporation a Ontario, in California, causando il crollo e la completa distruzione dello stabilimento di 110.000 metri quadrati. I danni ammontano a oltre 600 milioni di dollari, tra prodotti e struttura. Chamel è stato arrestato poco dopo e si trova attualmente imprigionato presso il West Valley Detention Center senza possibilità di cauzione. Nel video girato da lui stesso mentre appicca il fuoco, scandisce le parole «Non ci pagate abbastanza per vivere… ecco che se ne va il vostro magazzino». Ci resta quindi il sabotaggio «Non ci pagano abbastanza per vivere, per fortuna un accendino costa poco». È quanto ci racconta un dipendente di una fabbrica di carta igienica in California, che si riprende mentre dà fuoco a enormi rotoli di quella stessa carta igienica. Poche ore dopo, l’intero stabilimento di 100.000 m² è andato completamente distrutto dalle fiamme. Il valore simbolico e la concreta efficacia di questo gesto sono immensi. Chi non ha mai sognato di dare fuoco al proprio posto di lavoro, di gettare il padrone fuori dalla finestra o, più semplicemente, di mandare a farsi fottere chi ci sfrutta fino all’osso? Il lavoro salariato è oggi più violento che mai, perché tutte le strutture di protezione che la socialdemocrazia gli aveva attribuito sono fatalmente crollate. Ci si batte per essere sfruttati in modo misero, senza alcun orgoglio, ma solo per paura della miseria. In realtà, solo chi ne trae vantaggio continua a crederci: i grandi o piccoli imprenditori, i vecchi dirigenti corrotti, i padroni e i capisquadra. Si intravede una sorta di schema. Probabilmente quello dell’oppressione di classe, ma nelle rivolte della Generazione Z in tutto il mondo, negli ultimi mesi, si può anche vedere la frattura generazionale di un mondo in cui la promessa di un lavoro e di una vita agiata non funziona più. Oggi, quando si è giovani, si patisce sia che si abbia un lavoro sia che non lo si abbia. La vendetta si intravede anche nel gesto del nostro eroe dei tempi moderni. La vendetta, condannata dalla morale borghese e dalla giustizia classista, si manifesta qui come risposta allo sfruttamento e alla precarietà e sconvolge ciò che alcuni definirebbero “lo spettacolo”. Questo gesto ci ricorda la nostra capacità di agire e di sconvolgere l’ordine costituito. Ci insegnano fin da bambini che vendicarsi è sbagliato, ma vendicarsi di una profonda ingiustizia, di un’oppressione (sistemica o meno), è un’arma potente che non dobbiamo mai dimenticare. Oggi gli scioperi a singhiozzo dei vecchi sindacati sono solo un passatempo per i padroni e i governanti. Le manifestazioni-passeggiata, concordate mano nella mano con la prefettura, non sono altro che controrivoluzione e non ingannano quasi più nessuno. Il sabotaggio collettivo o individuale e l’azione diretta si impongono quindi come le uniche opzioni per distruggere ciò che ci sta distruggendo. Siamo trattenuti solo dall’illusione del comfort offerto dallo sfruttamento, che mese dopo mese si dimostra sempre più insufficiente. Se la persona che ci ha offerto il quadro della distruzione del proprio posto di lavoro ci dona qualcosa, non dobbiamo dimenticare che gliela dovranno far pagare e che noi gli daremo tutto il nostro sostegno: si è fatto rinchiudere per liberare qualcosa dentro di noi. La sua rabbia e il suo disgusto ci parlano, perché sono ciò che proviamo anche noi ogni giorno nei nostri luoghi di lavoro. Viva il sabotaggio! Jean Burnout [Pubblicato in francese in https://lagrappe.info/?Alors-il-nous-reste-le-sabotage-1995 | Tradotto in italiano e pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/04/14/ci-resta-quindi-il-sabotaggio/]
April 20, 2026
il Rovescio
Il fermo di massa del 29 marzo a Roma manda in tilt pm e questura
Si tratta di un fatto ormai noto: lo scorso 29 marzo, a Roma, la Questura ha cercato di impedire le iniziative di commemorazione di Sara e Sandro sperimentando – dietro palese spinta del governo – il nuovo “fermo preventivo” contro 91 persone (per lo più compagne e compagni anarchici, ma non solo). A differenza di quanto dice questo articolo, per molti il fermo si è protratto fin dopo le 20. Chi è stato fermato ha potuto constatare con i propri occhi la confusione degli sbirri di fronte all’applicazione della nuova legge. La cosa appare confermata: https://ilmanifesto.it/il-fermo-degli-anarchici-manda-in-tilt-pm-e-poliziotti-2
April 18, 2026
il Rovescio