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Confini e frontiere
Il confine è immobile, ha i suoi tracciati, ti aspetta, sai dove si trova, è un passaggio obbligato, fa parte del linguaggio perché segna spesso il passaggio tra due lingue differenti, oltre che fra due Stati. È come lo spazio bianco tra le parole, il segnale che permette di individuare i significati che gli stanno intorno. La frontiera invece è mobile, è frutto di un progetto che continua ma cambia, contiene passato e futuro, il suo destino è il transito, la trasformazione, la negoziazione, l’intesa o l’incomprensione, i movimenti mentali, gli orizzonti politici. La frontiera è ermeneutica, il confine è semiotico: la prima va interpretata, del secondo si prende atto. Non si deve fare confusione. Sono avvenute e stanno avvenendo guerre per i confini, per le frontiere invece si misurano i progetti, i risvolti culturali a lungo termine. Se fosse per le frontiere non ci dovrebbe essere guerra tra Russia e Ucraina perché insieme custodiscono una cultura comune, sulla quale però le ragioni di potenza economiche e militari hanno esercitato la loro deleteria influenza: di qua la NATO di là gli altri. E così la contrapposizione continua, insulto alla caduta del muro di Berlino: ancora confini. Il confine si salva però quando diventa relazionale, quando permette o addirittura incoraggia gli scambi. I confini spaziali interpersonali, ad esempio attraverso la prossemica, sono indispensabili per definire i rispettivi margini di manovra e anche per salvaguardare le individualità. I confini interstatali sono invece frutto di scontri: le immigrazioni, considerate in termini di frontiera hanno necessità di un progetto, viste in termini di confini riportano tutto alla solita volontà di potenza. Questi li ‘prendo’ io, questi altri li ‘prendi’ tu. In ogni caso è davvero la vita, individuale e sociale, a ridare respiro, a metterci alla prova, al di fuori delle logiche a noi estranee. Due esperienze di viaggio in camper – insieme all’emozionante racconto di Luís Sepúlveda, La frontiera scomparsa – mi hanno fornito l’esempio. Anni fa eravamo in un bosco della Svezia quando, a un certo punto, vediamo a lato strada un vecchio piloncino di pietra con su scritto ‘Norge‘: era avvenuto un passaggio come fosse del tutto naturale, ci potevamo immaginare di seguire un tracciato di pellegrini o esploratori che si affidano a vari segnali. Ci si stava dicendo che eravamo entrati in Norvegia. Nient’altro, il semplice retaggio arcaico e insieme moderno della pietra miliare. In giorni recenti ci trovavamo su una stretta strada di campagna, in Polonia, in mezzo a campi sterminati, diretti in Lituania. A un certo punto, vicino a una fattoria, vediamo un uomo con davanti un cono stradale a metà del passaggio. Faccio un cenno di saluto, vedo che ha una divisa mimetica, mi fermo, mi dice: «Hi, good morning, welcome». Stavamo entrando in Lituania. Ci sono confini quasi impercettibili, addirittura lì, a pochissimi chilometri in linea d’aria dal territorio russo di Kaliningrad su cui i media stanno costruendo ansia crescente. Finché però l’umanità batte la ragion di Stato nulla è perduto. The post Confini e frontiere appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 29, 2026
L'INDIPENDENTE
No, Israele non ha “il diritto di esistere”. Anzi, tutt’altro
A differenza dell’affermazione sionista secondo cui “Israele ha il diritto di esistere”, la mia asserzione si fonda sul diritto internazionale. Naturalmente, data la propensione di Israele a violare tali leggi, non sorprende che continuino a rivendicare un diritto privo di fondamento nella realtà. La notizia che, nel pieno del genocidio […] L'articolo No, Israele non ha “il diritto di esistere”. Anzi, tutt’altro su Contropiano.
July 19, 2026
Contropiano
Governare le migrazioni producendo irregolarità – di Antonio Ciniero
La notizia degli arresti eseguiti all’alba del 18 maggio - dodici persone accusate di tratta, caporalato e sfruttamento lavorativo ai danni di braccianti indiani - non rappresenta purtroppo un’eccezione. È, piuttosto, l’ennesima manifestazione di un sistema che continua a produrre vulnerabilità, ricattabilità e sfruttamento come effetti strutturali del modo in cui in Italia viene [...]
May 26, 2026
Effimera
Addomesticare le frontiere
di Mauro Armanino Dalla pelle alle parole, dai volti alle porte, ogni confine nasce prima nelle coscienze che sulle mappe: solo ricostruendo legami, responsabilità e umanità condivisa sarà possibile disarmare …
Il nuovo regolamento UE sui rimpatri prepara l’ICE europea
All’inizio di questa settimana la Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento Europeo ha dato via libera alla nuova proposta del Regolamento Rimpatri, che dopo un breve passaggio in plenaria diventerà oggetto di trattative del trilogo, cioè di Strasburgo con Consiglio e Commissione Europei. […] L'articolo Il nuovo regolamento UE sui rimpatri prepara l’ICE europea su Contropiano.
March 14, 2026
Contropiano
Per la libertà di movimento – di Gennaro Avallone
Pubblichiamo un estratto dal cap. 4 del libro di Gennaro Avallone, Libertà di movimento. Nessuna persona deve morire di frontiere, pubblicato da DeriveApprodi, 2025. In tempi in cui si susseguono provvedimenti sempre più repressivi sui migranti in nome di una millantata sicurezza, la riflessione di Avallone appare più che mai necessaria. La vera sicurezza [...]
February 14, 2026
Effimera
Frontiera italo-francese: testimonianze di chi attraversa ogni giorno
“Ero un uomo, prima di lasciare il Sudan”, mi dice un ragazzo di 25 anni, alto e robusto. “Poi sono andato in Libia “. E mi fa vedere una foto su Facebook: due scheletri. La foto è in bianco e … Leggi tutto L'articolo Frontiera italo-francese: testimonianze di chi attraversa ogni giorno sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.