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Hudson Valley vs ICE: no al detention center a Chester
Juan è in America da diciotto anni. Viene da Puebla, Messico. Ogni mattina scende dalla collina dove sorge Chester per raggiungere le serre a valle, dove raccoglie i frutti che finiranno sulle tavole di New York City. Tutti lo conoscono: i vicini, i commercianti della via principale, persino i poliziotti. Chester è una di quelle cittadine anonime e tranquille tipiche dell’Hudson Valley. Quattromila abitanti a un’ora da New York City, una strada principale, qualche negozio, il cream cheese per cui la zona è famosa e un castello trasformato in parco giochi per bambini/e. I tassi di criminalità sono praticamente inesistenti. Però, dall’8 gennaio, qualcosa comincia a cambiare. Il Dipartimento della Homeland Security pubblica un avviso: intende acquistare un magazzino nell’area industriale per trasformarlo in un “centro di detenzione e processamento” dell’Immigration and Customs Enforcement. Capacità: 1.500 persone. La notizia fa il giro dei media locali, poi arriva al Washington Post e al New York Times, fino alla stampa internazionale. Il 13 febbraio, l’agenzia conferma ufficialmente: «L’ICE ha acquistato una struttura a Chester, New York. Sarà un centro di detenzione ben strutturato che soddisfa i nostri standard». Per braccianti come Juan, che ogni mattina scendono dalla collina per nutrire la città, la paura della deportazione non è più un pensiero lontano: è diventata realtà. > «Sono qui con mia sorella e mia nipote», dice Juan, chiedendo di restare > anonimo. «Qui c’è solo una strada principale e tutti si conoscono. Se arriva > l’ICE, mi deporta in un giorno». «L’edificio in questione è un ex-centro di distribuzione di ricambi auto Pep Boys. Secondo il Washington Post, d’estate le temperature al suo interno diventano insopportabili, paragonabili a stare intrappolati in una baracca di alluminio. Ma c’è un dettaglio che non è sfuggito a molti: il magazzino appartiene a una società riconducibile a Carl Icahn, ex-consulente industriale dell’amministrazione Trump e uno dei suoi maggiori finanziatori. «Stiamo davvero parlando di costruire centri di detenzione», si chiede il reverendo Richard Witt, direttore esecutivo della Rural and Migrant Ministry, «oppure si tratta di pompare denaro pubblico nelle tasche di un amico del presidente?» * Photo by Henry Smith/American Image News Service La struttura si trova a meno di tre chilometri da una scuola elementare, diverse chiese e un parco pubblico. «È l’unica località proposta nello Stato di New York e verrebbe probabilmente utilizzata per detenere persone provenienti da tutto lo Stato, non solo dall’Hudson Valley», spiega Vanessa Cid, attivista di For the Many, movimento di base che organizza le comunità nella Hudson Valley per la giustizia abitativa e migratoria. «Questa struttura avrà un impatto su tutti i newyorkesi, non solo sui residenti di Chester e della valle. Aumenterà la presenza dell’ICE e i rapimenti nella Hudson Valley e oltre. Non vogliamo che nessuno, da nessuna parte, venga rapito e detenuto». Non è la prima volta che l’Orange County ospita strutture di detenzione: già oggi la contea affitta gran parte della sua prigione all’agenzia federale, guadagnando milioni di dollari. Witt conosce bene questo meccanismo e cita il precedente di Batavia, una cittadina nell’ovest dello Stato che costruì un centro anni fa. «Batavia non è più conosciuta per essere una bella città, ma solo per la struttura di detenzione. Ora l’Orange County diventerà nota come il luogo di raccolta per madri e padri innocenti». L’impatto sulla comunità è già tangibile, soprattutto tra i lavoratori agricoli. La Rural and Migrant Ministry, fondata nel 1981, accompagna da decenni le famiglie rurali e i braccianti nella loro lotta per migliori condizioni di lavoro e di vita. Molti provengono dall’America Centrale e del Sud, dai Caraibi, ma anche da paesi come l’Egitto e la Cina. L’agricoltura muove oltre sei miliardi di dollari all’anno nello Stato di New York. «I contadini di New York esistono per nutrire New York City – spiega Witt – portare via le persone ha un impatto economico enorme». Nella via principale di Chester, nei caffè e nei negozi, non si parla d’altro. I migranti che raccolgono frutta nelle serre e lavorano nella ristorazione hanno già cominciato a limitare i propri movimenti. «Le persone hanno paura di uscire. L’ICE si mette davanti alle lavanderie e ai supermercati – racconta Witt – la gente ha paura di camminare per la strada, di lasciare i figli a scuola. C’è un’enorme crescita dell’ansia. Questo vale anche per chi non è immigrato, ma dipende dagli immigrati per la propria attività. La paura sta colpendo tutti». Photo by Henry Smith/American Image News Service Di fronte a questa minaccia, la risposta non si è fatta attendere. «Quando ci siamo mobilitati per la prima volta a Chester il 2 gennaio, poco dopo la fuga di notizie sulla stampa e prima che molti avessero sentito parlare del centro, si sono presentate meno di una dozzina di persone – spiega Cid – il 12 gennaio, circa 700 persone hanno risposto alla nostra chiamata per presentarsi a una riunione del consiglio comunale. Alla fine di gennaio, circa 800 persone si sono presentate a un’altra manifestazione. È incredibile quanti membri della comunità si siano uniti a questa lotta così rapidamente. È ancora più sorprendente dato che questa è un’area molto rurale — solo circa 4.000 persone vivono a Chester». > «Ovunque le persone provano paura e rabbia mentre l’ICE terrorizza le comunità > – aggiunge Cid – l’agenzia ha aumentato massicciamente la sua attività nella > Hudson Valley da quando è entrata in carica la seconda amministrazione Trump; > gli avvistamenti confermati e i rapimenti di residenti della valle sono > esplosi rispetto al primo mandato di Trump. Questa agenzia federale canaglia > non può essere riformata. Deve essere abolita». «C’è un’enorme voglia di opposizione – conferma Daniel Atonna, consigliere comunale di Poughkeepsie e organizzatore del Mid-Hudson Valley DSA – l’Hudson Valley è davvero una sola comunità, e siamo molto preoccupati che i nostri vicini vengano rapiti. Se questa struttura aprirà, rapiranno migliaia di persone per le strade di tutta la Hudson Valley, e li manderanno qui a Chester». Photo by Henry Smith/American Image News Service Il 29 gennaio, tra 600 e 800 persone sono tornate in strada durante un meeting del Town Board, il consiglio che amministra la città. La pressione ha prodotto risultati: il consiglio ha approvato due risoluzioni, una contraria alla costruzione del centro, l’altra a sostegno del NY MELT Act, che obbligherebbe gli agenti a portare cartellini identificativi. Parallelamente, For the Many ha fatto pressione sul rappresentante democratico Pat Ryan affinché rifiutasse le donazioni dei dirigenti di Palantir, uno dei più grandi contractor dell’ICE, e destinasse i fondi già ricevuti a organizzazioni locali di difesa degli immigrati. Ryan ha accettato. Dietro Chester si nasconde qualcosa di molto più ampio. Secondo documenti interni trapelati a dicembre e pubblicati dal Washington Post, la cittadina fa parte di un piano nazionale per costruire 23 nuovi centri su tutto il territorio, per un totale di 76.500 posti letto. Il piano è finanziato dal Big Beautiful Bill, la legge che ha quasi raddoppiato i fondi dell’agenzia, che oggi detiene settantamila persone al giorno – un record storico. > «A prima vista sembra che riguardi solo Chester», spiega Witt, «ma a uno > sguardo più attento, riguarda l’intera regione. Si tratta di costruire una > struttura vicino alla base aerea di Stewart per espellere le persone, > affittando spazi per svuotare l’Hudson Valley, il Connecticut occidentale, il > New Jersey settentrionale e la Pennsylvania orientale. Si tratta di uno sforzo > nazionale complessivo per costruire queste strutture. Si tratta di trasformare > il nostro paese in uno Stato di Polizia». L’espansione è già in corso: nuovi uffici dell’ICE stanno sorgendo a New Windsor, a Woodbury e a Roseland. Tutti i sedi si trovano a meno di un’ora e mezza da Chester, creando una rete di controllo sul territorio. I numeri confermano l’accelerazione su scala nazionale. A metà gennaio, più di 75.000 immigrati si trovavano in detenzione, rispetto ai 40.000 di un anno prima. Le strutture utilizzate sono più che raddoppiate, arrivando a 225 siti in 48 stati. Ma l’amministrazione Trump sta compiendo ulteriori passi: a gennaio sono stati spesi 102 milioni di dollari per un magazzino nel Maryland, 84 milioni in Pennsylvania, più di 70 milioni in Arizona. Mentre il governo costruisce la sua infrastruttura della deportazione, da Chester parte un movimento di resistenza per difendere la valle e opporsi all’ICE. Il costo umano è altissimo. «Abbiamo un ragazzo di sedici anni che ha già perso il padre e ogni giorno ha paura di perdere la madre», racconta Witt. «È qualcosa che un sedicenne dovrebbe affrontare?» La pressione si fa sentire tra i giovani lavoratori: molti stanno abbandonando la scuola per prendersi cura delle famiglie. «Le famiglie con cui lavoriamo non sono criminali», sottolinea Witt. «Sono uomini e donne che lavorano duramente. Non sono qui solo per sfuggire a persecuzioni e povertà, ma anche per contribuire alle nostre comunità, alla nostra economia. Ci stanno nutrendo». Photo by Henry Smith/American Image News Service Mentre i ristoranti si svuotano, cresce la determinazione. «La paura sta colpendo tutti», ammette Witt, «ma stiamo vedendo anche qualcos’altro: una comunità che si unisce, che dice no. Le persone alle manifestazioni sono gente comune – non solo attivisti ma anche madri, padri… persone normali insomma. Non permetteremo che i nostri vicini vengano rapiti dalle loro case». Come è successo a Batavia, se il centro verrà costruito, le proteste continueranno. «Le persone continueranno a resistere contro quella che percepiscono come detenzione ingiusta, rapimenti e abusi». «Vogliamo che i nostri fratelli e sorelle in Italia e in Europa sappiano che non condividiamo ciò che è stato detto e fatto da molti dei nostri funzionari eletti, specialmente dal Presidente – aggiunge Witt – siamo in molti a credere che la visione e la forza dell’America si fondino sulla diversità: persone che si uniscono, lavorano, vivono insieme. È da qui che l’America trae la sua forza e la sua pace». «For the Many organizza persone comuni in tutta la Hudson Valley per fare pressione su chi detiene il potere», spiega inoltre Vanessa Cid. «Siamo riusciti a ottenere che Pat Ryan rifiutasse le donazioni di Palantir con un post sui social media. Immaginate quanto saremmo efficaci se ci presentassimo in massa ogni volta, come abbiamo fatto a Chester. È questo che ci vuole per tenere fuori l’ICE e fermare questi attacchi alle nostre comunità. Ed è per questo che ci stiamo organizzando». Immagine di copertina di Henry Smith/American Image News Service SOSTIENI, DIFENDI, DIFFONDI DINAMOPRESS Per sostenere Dinamopress si può donare sul nostro conto bancario, Dinamo Aps Banca Etica IT60Y0501803200000016790388 tutti i fondi verranno utilizzati per sostenere direttamente il progetto: pagare il sito, supportare i e le redattrici, comprare il materiale di cui abbiamo bisogno L'articolo Hudson Valley vs ICE: no al detention center a Chester proviene da DINAMOpress.
March 3, 2026
DINAMOpress
USA: “LA NUOVA ETA’ DELL’ORO” VAGHEGGIATA DA TRUMP SI SCONTRA CON CAROVITA E INFLAZIONE CHE COLPISCONO DURAMENTE GLI STATES
Usa. Nel discorso più lungo – e sconclusionato – di sempre allo Stato dell’Unione, nella notte (italiana) di mercoledì 25 febbraio Trump traccia un bilancio del suo secondo mandato, sostenendo che ‘il Paese è tornato, più forte e ricco che mai’. Il tycoon ha poi vagheggiato di ‘svolta epocale e nuova età dell’oro’ e si è detto pronto a “difendere il Paese dalle minacce”, le stesse che la Casa Bianca rivolge, in queste ore, in particolare all’Iran: “preferisco risolvere la questione con la diplomazia – ha detto – ma una cosa è certa: non permetterò mai all’Iran di avere l’arma nucleare”. L’attenzione principale però è andata all’interno degli States. Ai giudici della Corte Suprema seduti tra le prime file, Trump ha detto che la decisione sui dazi è stata “infelice”. “Trump non ha detto la verità – è la risposta dei dem -. Gli americani stanno pagando il prezzo dei dazi, mentre il tycoon già pensa a nuove tariffe”. Proprio la situazione economica degli Usa, al netto dei profitti miliardari della Borsa e dei colossi finanziari e dell’hi tech, è al centro delle reali preoccupazioni di Trump, con lo sguardo già rivolto al voto di midterm, nel novembre 2026. Carovita, inflazione, occupazione stanno segnando in maniera decisa un nuovo, pesante calo del tasso di approvazione del tycoon, scivolata al 36% di favorevoli. Un sondaggio Cnn pubblicato subito prima del discorso sullo Stato dell’Unione mostra poi come solo il 32% degli intervistati ritenga che “Trump abbia posto l’attenzione giusta sui problemi del Paese”, mentre il restante 68% valuta che il presidente “non sia concentrato sulle questioni più urgenti degli Usa, a partire dal costo della vita”. L’intervista su Radio Onda d’Urto a Martino Mazzonis, giornalista, americanista e nostro collaboratore. Ascolta o scarica
February 25, 2026
Radio Onda d`Urto
Taser in Italia: morti e marketing – Boomerang Coloniale: Israele, Europol, ICE – Operazione City: una controlettura@0
Estratti dalla puntata del 23 febbraio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia TASER IN ITALIA: MORTI E MARKETING “Tra agosto e ottobre 2025 quattro persone in Italia sono morte a seguito di fermi di carabinieri e polizia. Le forze dell’ordine coinvolte nelle operazioni sono state indagate: in tre occasioni per omicidio colposo, in una per eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi. ” Nella perizia forense sulla morte di Elton Bani, l’uso del taser viene indicato – per la prima volta in Italia – come causa corresponsabile di un decesso. Grazie a una recente inchiesta di Laura Carrer, torniamo a parlare di Axon, di come stia plasmando le forze dell’ordine, del suo ingresso nel mercato italiano e della sua narrazione aziendale… che spesso confligge con la realtà. Leggi l’inchiesta su IrpiMedia “BOOMERANG COLONIALE”: ISRAELE, ICE, EUROPOL E APPARATI DI CONTROLLO L’israelificazione dell’Occidente passa, tra le varie cose, dalle relazioni tra servizi di sicurezza (israeliani, statunitensi, europei), spesso veicolate e coadiuvate da aziende tecnologiche private. I colossi della sorveglianza e del warfare cibernetico testano i loro prodotti nei fronti di guerra e nei territori occupati, mentre esportano tecniche e tecnologie repressive da applicare alla War on Migrants e alla repressione nelle metropoli occidentali: un esempio di quello che Aimé Césaire ha chiamato “boomerang coloniale”. In questa puntata vediamo da vicino il caso di Europol: le sue relazioni con l’intelligence israeliana, la sua funzione di lobby nella privatizzazione delle relazioni geopolitiche, ma anche come – attraverso la riforma in fase di attuazione – questa agenzia si stiamo trasformando in una forza di polizia operativa dalle prassi opache e con immensi poteri. Sulla riforma di Euopol e i suoi Research and Industry Days OPERAZIONE CITY: UNA CONTROLETTURA Prosegue l’iter processuale per l’Operazione City, volta a sanzionare gli eventi di piazza del 4 marzo 2023. Grazie al contributo di una compagna e di un compagno cercheremo di ricontestualizzare le mobilitazioni in solidarietà con il prigioniero anarchico Alfredo Cospito, contro il 41bis e l’ergastolo ostativo: cosa stava avvenendo, come stava reagendo lo Stato, cosa stava intaccando quella lotta. Approfondiremo l’arsenale sanzionatorio messo in campo, dalla normalizzazione dell’utilizzo del reato di Devastazione e Saccheggio al cosiddetto “quasi reato” (la possibilità di applicare misure di sicurezza pure in assenza del compimento formale del reato). Affronteremo quindi l’appiattimento del corteo a una dimensione “militare”, così come operato dalla Procura, cercando di ribaltare la prospettiva e di riconoscere le strategie e le condotte messe in campo dal dispositivo militare-muscolare volte alla repressione e al condizionamento degli eventi.
February 24, 2026
Radio Blackout - Info
Taser in Italia: morti e marketing – Boomerang Coloniale: Israele, Europol, ICE – Operazione City: una controlettura@1
Estratti dalla puntata del 23 febbraio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia TASER IN ITALIA: MORTI E MARKETING “Tra agosto e ottobre 2025 quattro persone in Italia sono morte a seguito di fermi di carabinieri e polizia. Le forze dell’ordine coinvolte nelle operazioni sono state indagate: in tre occasioni per omicidio colposo, in una per eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi. ” Nella perizia forense sulla morte di Elton Bani, l’uso del taser viene indicato – per la prima volta in Italia – come causa corresponsabile di un decesso. Grazie a una recente inchiesta di Laura Carrer, torniamo a parlare di Axon, di come stia plasmando le forze dell’ordine, del suo ingresso nel mercato italiano e della sua narrazione aziendale… che spesso confligge con la realtà. Leggi l’inchiesta su IrpiMedia “BOOMERANG COLONIALE”: ISRAELE, ICE, EUROPOL E APPARATI DI CONTROLLO L’israelificazione dell’Occidente passa, tra le varie cose, dalle relazioni tra servizi di sicurezza (israeliani, statunitensi, europei), spesso veicolate e coadiuvate da aziende tecnologiche private. I colossi della sorveglianza e del warfare cibernetico testano i loro prodotti nei fronti di guerra e nei territori occupati, mentre esportano tecniche e tecnologie repressive da applicare alla War on Migrants e alla repressione nelle metropoli occidentali: un esempio di quello che Aimé Césaire ha chiamato “boomerang coloniale”. In questa puntata vediamo da vicino il caso di Europol: le sue relazioni con l’intelligence israeliana, la sua funzione di lobby nella privatizzazione delle relazioni geopolitiche, ma anche come – attraverso la riforma in fase di attuazione – questa agenzia si stiamo trasformando in una forza di polizia operativa dalle prassi opache e con immensi poteri. Sulla riforma di Euopol e i suoi Research and Industry Days OPERAZIONE CITY: UNA CONTROLETTURA Prosegue l’iter processuale per l’Operazione City, volta a sanzionare gli eventi di piazza del 4 marzo 2023. Grazie al contributo di una compagna e di un compagno cercheremo di ricontestualizzare le mobilitazioni in solidarietà con il prigioniero anarchico Alfredo Cospito, contro il 41bis e l’ergastolo ostativo: cosa stava avvenendo, come stava reagendo lo Stato, cosa stava intaccando quella lotta. Approfondiremo l’arsenale sanzionatorio messo in campo, dalla normalizzazione dell’utilizzo del reato di Devastazione e Saccheggio al cosiddetto “quasi reato” (la possibilità di applicare misure di sicurezza pure in assenza del compimento formale del reato). Affronteremo quindi l’appiattimento del corteo a una dimensione “militare”, così come operato dalla Procura, cercando di ribaltare la prospettiva e di riconoscere le strategie e le condotte messe in campo dal dispositivo militare-muscolare volte alla repressione e al condizionamento degli eventi.
February 24, 2026
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Taser in Italia: morti e marketing – Boomerang Coloniale: Israele, Europol, ICE – Operazione City: una controlettura@2
Estratti dalla puntata del 23 febbraio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia TASER IN ITALIA: MORTI E MARKETING “Tra agosto e ottobre 2025 quattro persone in Italia sono morte a seguito di fermi di carabinieri e polizia. Le forze dell’ordine coinvolte nelle operazioni sono state indagate: in tre occasioni per omicidio colposo, in una per eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi. ” Nella perizia forense sulla morte di Elton Bani, l’uso del taser viene indicato – per la prima volta in Italia – come causa corresponsabile di un decesso. Grazie a una recente inchiesta di Laura Carrer, torniamo a parlare di Axon, di come stia plasmando le forze dell’ordine, del suo ingresso nel mercato italiano e della sua narrazione aziendale… che spesso confligge con la realtà. Leggi l’inchiesta su IrpiMedia “BOOMERANG COLONIALE”: ISRAELE, ICE, EUROPOL E APPARATI DI CONTROLLO L’israelificazione dell’Occidente passa, tra le varie cose, dalle relazioni tra servizi di sicurezza (israeliani, statunitensi, europei), spesso veicolate e coadiuvate da aziende tecnologiche private. I colossi della sorveglianza e del warfare cibernetico testano i loro prodotti nei fronti di guerra e nei territori occupati, mentre esportano tecniche e tecnologie repressive da applicare alla War on Migrants e alla repressione nelle metropoli occidentali: un esempio di quello che Aimé Césaire ha chiamato “boomerang coloniale”. In questa puntata vediamo da vicino il caso di Europol: le sue relazioni con l’intelligence israeliana, la sua funzione di lobby nella privatizzazione delle relazioni geopolitiche, ma anche come – attraverso la riforma in fase di attuazione – questa agenzia si stiamo trasformando in una forza di polizia operativa dalle prassi opache e con immensi poteri. Sulla riforma di Euopol e i suoi Research and Industry Days OPERAZIONE CITY: UNA CONTROLETTURA Prosegue l’iter processuale per l’Operazione City, volta a sanzionare gli eventi di piazza del 4 marzo 2023. Grazie al contributo di una compagna e di un compagno cercheremo di ricontestualizzare le mobilitazioni in solidarietà con il prigioniero anarchico Alfredo Cospito, contro il 41bis e l’ergastolo ostativo: cosa stava avvenendo, come stava reagendo lo Stato, cosa stava intaccando quella lotta. Approfondiremo l’arsenale sanzionatorio messo in campo, dalla normalizzazione dell’utilizzo del reato di Devastazione e Saccheggio al cosiddetto “quasi reato” (la possibilità di applicare misure di sicurezza pure in assenza del compimento formale del reato). Affronteremo quindi l’appiattimento del corteo a una dimensione “militare”, così come operato dalla Procura, cercando di ribaltare la prospettiva e di riconoscere le strategie e le condotte messe in campo dal dispositivo militare-muscolare volte alla repressione e al condizionamento degli eventi.
February 24, 2026
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Anarres del 23 gennaio. Rojava. Stati Uniti: Ice senza freni. Olimpiadi. Sangue, sfruttamento e buoni affari…
Ascolta e diffondi l’audio della puntata: Dirette, approfondimenti, idee, proposte, appuntamenti: Rojava. Attacco al confederalismo democratico Nelle stesse settimane dell’insurrezione iraniana il governo islamista di Damasco ha sferrato un durissimo attacco al Rojava. L’esercito siriano ha attaccatole aree della Siria del nord che erano sotto il controllo delle forze del Confederalismo Democratico, le stesse forze che avevano liberato il nord est della Siria dai massacratori dell’ISIS. La spartizione tra potenze globali e regionali dell’influenza sulla Siria è costruita sulla pelle di quanti negli ultimi quindici anni hanno saputo costruire, tra mille difficoltà ed aporie, un’alternativa laica, pluralista, fondata sulla parità di genere e la concreta messa in crisi degli oppressivi sistemi patriarcali. Il governo siriano ei suoi finanziatori adAnkara e Riad puntanoalla cancellazione di un’esperienza che, pur con innegabililimiti, ha rappresentato un’alternativa a un’ordine sociale strutturato sull’oppressione delle donne, la reazione religiosa, le divisioni settarie e il bieco sfruttamento. Ne abbiamo parlato con Federico Stati Uniti. L’ICE scatenata La caccia agli immigrati irregolari negli Stati Uniti si è trasformata in una strategia del terrore: il governo federale mette sotto inchiesta i suoi oppositori, mentre gli agenti conducono i raid con cinismo, facendosi servire a tavola dalle persone che poi arresteranno. È quanto succede in Minnesota, diventato il cuore della svolta autoritaria dell’amministrazione Trump, che ha messo sotto inchiesta il governatore Tim Walz, e il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, entrambi democratici, accusati di «ostacolare le attività dell’Ice». I loro nomi si aggiungono al lungo elenco di oppositori del governo finiti nel mirino del dipartimento di Giustizia e del Pentagono. Lemilizie pattugliano i dintorni delle scuole ed arrestano persino i bambini. I somali, tutti profughi di guerra vengono rastrellati per le strade, dove è caccia strada per strada e dove si sono create reti di vicinato per avvertire del pericolo. Alcuni video mostrano la brutalità della polizia di frontiera che picchia espruzza in faccia a persone ammanettate.ICE “dichiara” il diritto di entrare nelle case senza mandato. É una guerra. Civile Ne abbiamo parlato con Robertino Barbieri Olimpiadi. Sangue, sfruttamento e buoni affari Nella Milano capitale del lavoro povero le Olimpiadi sono state volontariato non retribuito o lavoro precario nell’indotto turistico, ma anche un appoggio ideologico all’insostenibile modello di città esclusiva ed escludente. Ne abbiamo parlato con ABO Di Monte Appuntamenti: Siria e Iran: una libertà senza confini Sabato 24 gennaio ore 10,30 punto infoal Balon Nè shah né mullah. A fianco di chi lotta contro i dittatori di ieri, oggi e domani in Iran e in Siria ore 15 piazza Vittorio Veneto partecipiamo al corteo per il Rojava Sabato 21 febbraio Con i disertori russi ed ucraini per un mondo senza eserciti e frontiere giornata di informazione e lotta antimilitarista ore 10,30 al Balon Sabato 28 febbraio Cena sovversiva benefit “una nuova casa per la FAT!” ore 20 in corso Palermo 46 prenotazioni antimilitarista.to@gmail.com Venerdì 6 marzo Sorvegliare e punire: il nuovo pacchetto sicurezza ore 21 in corso Palermo 46 Interverrà l’avvocato Eugenio Losco A-Distro e SeriRiot ogni mercoledì dalle 18 alle 20 in corso Palermo 46 (A)distro – libri, giornali, documenti e… tanto altro SeriRiot – serigrafia autoprodotta benefit lotte Vieni a spulciare tra i libri e le riviste, le magliette e i volantini! Sostieni l’autoproduzione e l’informazione libera dallo stato e dal mercato! Informati su lotte e appuntamenti! Federazione Anarchica Torinese corso Palermo 46 Riunioni – aperte agli interessati – ogni martedì dalle 20,30 per info scrivete a fai_torino@autistici.org Contatti: FB @senzafrontiere.to/ Telegram https://t.me/SenzaFrontiere Iscriviti alla nostra newsletter mandando una mail ad: anarres@inventati.org www.anarresinfo.org
February 23, 2026
Radio Blackout - Info
Storia di drone triste supervera
Per chi se la fosse persa questa storia di droni, laser e narcotrafficanti all’attacco di El Paso ha il sapore di una satira distopica., Riassunto. Un paio di giorni fa, a sorpresa, viene dichiarato chiuso lo spazio aereo fino diecimila metri sopra alla cittadina texana sul confine, dirimmpetto a Ciudad […] L'articolo Storia di drone triste supervera su Contropiano.
February 18, 2026
Contropiano
Stati Uniti. Le squadracce di Trump
L’ondata di indignazione per l’assassinio di Renee Good e Alex Pretti lo scorso gennaio ha reso ancora più incandescenti le strade di Minneapolis. Il nuovo capo dell’ICE, Homan, ha scelto di spostare i 2000 agenti dalla città al resto dello Stato, di rinchiudere i migranti rastrellati in galera, per evitare le proteste di fronte ai centri di raccolta nei quartieri. Ma è solo un aggiustamento di tiro: la direzione resta la medesima. Ingenti fondi sono stati stanziati per lCE, con l’obiettivo di raddoppiare gli effettivi. Chi critica l’ICE e supporta le reti di resistenza nei quartieri finisce in galera. Kyle Wagner è stato arrestato per aver definito “gestapo” gli agenti che stanno terrorizzando la sua città, invitando a seguirli e smascherarli. Non c’è stato bisogno di decreti sicurezza, dato che in USA siamo in democratura ormai consolidata. Quello di Wagner è un fermo preventivo. Ne abbiamo parlato con Martino Mazzonis, giornalista Ascolta la diretta:
February 13, 2026
Radio Blackout - Info
Amerikan ICE: nel cuore della bestia
L’America sta attualmente vivendo una vera e propria occupazione totale da parte dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement degli Stati Uniti) e di altre agenzie federali del Dipartimento della Sicurezza Interna. L’ICE esiste dal 2003, ma la sua attività e le conseguenti tattiche fasciste si sono intensificate da quando sono stati […] L'articolo Amerikan ICE: nel cuore della bestia su Contropiano.
February 11, 2026
Contropiano
DATI SANITARI AFFIDATI AD AZIENDE LEGATE ALL’INTELLIGENCE ISRAELIANA
LE AZIENDE SANITARIE ITALIANE AFFIDANO LA PROPRIA CYBERSICUREZZA AD IMPRESE LEGATE ALLE UNITA’ SPECIALI DELL’IDF La pandemia ha accelerato i processi di digitalizzazione della sanità, tanto che le viene dedicata una delle voci principali del PNRR. Questa enorme mole di dati però corre il rischio di venire utilizzata per “fini secondari”. Un caso eclatante di utilizzo secondario dei dati sanitari è quello di ELITE, la piattaforma in dotazione all’ICE che usa i dati di Medicaid per compilare le deportation list. Ma chi controlla i dati sanitari italiani ed europei I fascicoli sanitari elettronici di milioni di persone che hanno avuto accesso alle cure in italia, lo stesso tipo di dati che negli Stati Uniti l’ICE utilizza per deportare le persone senza documenti, sono nelle “cassaforti digitali” di aziende israeliane legate alle unità speciali dell’esercito sionista, in particolar modo all’unità 8200, la stessa che ha progettato LAVENDER, l’intelligenza artificiale usata da Israele per colpire i palestinesi.
February 10, 2026
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