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L’ICE è diventata la polizia politica di Trump
A gennaio la polizia anti-immigrazione degli Stati Uniti era sulla bocca di tutti. Le proteste attraversavano il Paese da costa a costa, attirando l’attenzione internazionale e mettendo sotto pressione l’amministrazione Trump. Di ICE si era parlato anche in occasione delle Olimpiadi invernali, in un caso che aveva provocato indignazione e contestazioni politiche anche in Italia. A nove mesi di distanza da quei fatti, l’ICE pare scomparso dai radar. Le proteste non si sono fermate, ma la loro intensità è calata notevolmente, senza mai riuscire a superare la dimensione della cronaca locale. Eppu... Questo è un articolo di approfondimento riservato ai nostri abbonati. Scegli l'abbonamento che preferisci (al costo di un caffè la settimana) e prosegui con la lettura dell'articolo. Se sei già abbonato effettua l'accesso qui sotto o utilizza il pulsante "accedi" in alto a destra.   ABBONATI / SOSTIENI   L'Indipendente non ha alcuna pubblicità né riceve alcun contributo pubblico. E nemmeno alcun contatto con partiti politici. Esiste solo grazie ai suoi abbonati. Solo così possiamo garantire ai nostri lettori un'informazione veramente libera, imparziale ma soprattutto senza padroni. Grazie se vorrai aiutarci in questo progetto ambizioso. The post L’ICE è diventata la polizia politica di Trump appeared first on L'Indipendente.
October 18, 2026
L'INDIPENDENTE
Madami: “Fuori I’ICE da New YORK”
Giovedì 8 Ottobre, nel quartiere Marble Hill di New York, nel Bronx, intorno alle 16, un agente dell’ICE (Immigration and customs enforcement), durante Le operazioni di arresto di un uomo di origine domenicana, che si trovava in macchina con il figlio di cinque anni, ha sparato sette colpi ferendolo al collo. L’uomo, di nome Oscar Belgal, ha 28 anni ed è stato portato via mentre il bambino è stato affidato alle cure di un famigliare. Il sindaco Madami durante una conferenza stampa ha dichiarato: “Nelle ultime ore sono stato al telefono con il Presidente Trump e il Segretario Mullin, per negoziare il rilascio dell’, uomo colpito dagli agenti dell’Ice. Le trattative non hanno avuto successo. Pochi istanti fa l’ICE ha fatto salire l’uomo su un veicolo senza contrassegni e lo ha portato via rapidamente. Voglio dirlo chiaramente: quello che é accaduto oggi è stato un oltraggio e milioni di nostri concittadini si stanno chiedendo se saranno all sicuro per le strade, nelle scuole, sui luoghi di lavoro. Questa sera un bambino di 5 anni siede traumatizzato e terrorizzato. Questa sera i newyorkesi di tutti e cinque i distretti si domandano se le loro libertà civili saranno rispettate, se davvero l’ordine pubblico debba avere le sembianze di un uomo mascherato armato di fucile. Sappiamo che l’ICE è marcia fino al midollo. La sparatoria di oggi è un’ulteriore, devastante conferma di ciò che sappiamo da tempo: l’ICE opera nell’impunità, semina caos e terrore in tutto il Paese, e ha ucciso molti più nostri concittadini di quanti potrebbe mai sostenere di aver salvato. Non accetteremo la sua crudeltà. Sappiamo, e l’ho detto chiaramente sia al Presidente che in pubblico, l’ICE mina la sicurezza pubblica”. Redazione Italia
October 10, 2026
Pressenza
Non c’è fumetto senza fuochetto: Carlos Latuff
… domenica 4 ottobre ci sono le elezioni presidenziali in Brasile: come le vede un vignettista brasilibanportoghese Ho deciso di dedicare una rubrica (con cadenza alla come viene) ad alcuni disegnatori/fumettisti/vignettisti che mi piacciono, che penso siano meno conosciuti di quanto meritino o per altri motivi che non devo spiegare a nessuno… Benigno Moi A pochi giorni dalle delicate elezioni presidenziali in
Un nuovo rapporto Amnesty dettaglia le violenze dell’ICE negli USA
Un nuovo rapporto diramato da Amnesty, intitolato “Noi avevamo i fischietti, loro le armi” denuncia massicce violazioni dei diritti umani perpetrate dall’Agenzia per il controllo delle dogane e dell’immigrazione (ICE), dall’Agenzia delle dogane e della polizia di frontiera (Cbp) e da altre agenzie federali statunitensi. Basato su 154 interviste e sull’analisi di 29 video e tre fotografie, l’analisi prende in esame quattro operazioni: Washington DC (Federal Takeover), Chicago (Midway Blitz), New Orleans (Catahoula Crunch) e Minneapolis-St. Paul (Metro Surge e PARRIS). Nell’inchiesta, che si basa su ricerche effettuate tra i mesi di marzo e giugno 2026 nei quattro territori oggetto di analisi e in cui Amnesty chiede l’abolizione dell’ICE, vengono dettagliati arresti arbitrari, discriminazioni razziali, uso eccessivo della forza, uccisioni illegali, sorveglianza illecita e detenzioni crudeli. Uno dei nuclei centrali del rapporto riguarda le modalità con cui gli agenti dell’ICE, della Border Patrol e di altre agenzie federali avrebbero selezionato le persone da fermare. In tutti e quattro gli scenari ricorre infatti, secondo Amnesty, un modello fondato su razza, colore della pelle, origine nazionale o etnica, lingua, accento, luogo di lavoro e quartiere frequentato. In numerosi casi la verifica dello status migratorio sarebbe avvenuta soltanto dopo il fermo; anche cittadini statunitensi, titolari di uno status regolare, richiedenti asilo, rifugiati e persone indigene sarebbero stati sottoposti a controlli o detenzioni. L’organizzazione qualifica questo schema come una forma sistematica di profilazione razziale. I controlli si sono infatti concentrati in cantieri, ristoranti, parcheggi di ferramenta e quartieri associati alle comunità migranti. In termini numerici, l’operazione Midway Blitz a Chicago ha portato a circa 3.800 detenzioni e 2.500 deportazioni; a Minneapolis-Saint Paul l’operazione Metro Surge, durata 70 giorni, ha superato i 4.000 arresti; a New Orleans, con l’operazione Catahoula Crunch, gli arresti erano già 370 a metà dicembre; nella più ampia regione metropolitana di Washington (DMV), gli arresti dell’ICE hanno raggiunto quasi 20.000 tra gennaio 2025 e marzo 2026. Il quadro descritto non si limita agli arresti. Amnesty documenta ingressi nelle abitazioni senza mandato, con armi spianate, raid notturni di impostazione militare, veicoli accerchiati, finestrini infranti e persone gettate a terra pur senza opporre resistenza. Gli agenti hanno aperto il fuoco contro sette persone; tre di loro sono state uccise – Silverio Villegas González a Chicago, Renee Good e Alex Pretti a Minneapolis – e per Amnesty queste tre uccisioni potrebbero configurarsi come esecuzioni extragiudiziali. È la vicenda di Renee Good, cittadina statunitense uccisa mentre con la moglie cercava di avvisare i vicini dell’arrivo degli agenti, a dare il nome al rapporto: il titolo riprende infatti le parole con cui Becca Good, sua moglie, ha ricordato quel momento in una dichiarazione diffusa dopo la morte di Renee: «Mercoledì 7 gennaio ci siamo fermati per sostenere i nostri vicini. Noi avevamo i fischietti. Loro avevano le pistole». Il rapporto documenta anche condizioni detentive che definisce crudeli, disumane o degradanti in strutture pensate per trattenimenti di poche ore, come il centro di Broadview a Chicago, gli uffici di Chantilly in Virginia e l’edificio federale di Fort Snelling in Minnesota: le persone vi sarebbero rimaste per giorni, ben oltre il limite regolamentare di 72 ore, in condizioni di sovraffollamento, senza assistenza sanitaria e con l’accesso ad avvocati e familiari negato, fino a ipotizzare casi di detenzione incommunicado (in cui il detenuto viene isolato totalmente dal mondo esterno) e possibili sparizioni forzate. Amnesty segnala inoltre l’uso diffuso dell’applicazione di riconoscimento facciale Mobile Fortify, che incrocia i volti fotografati con oltre 200 milioni di documenti governativi e i cui esiti, secondo quanto raccolto dall’organizzazione, sarebbero talvolta considerati dagli agenti più affidabili degli stessi documenti d’identità. Le conseguenze, sostiene Amnesty, si sono estese ben oltre le persone arrestate o espulse. In diversi quartieri migranti e altre persone razzializzate avrebbero evitato per settimane o mesi di uscire di casa, andare al lavoro, frequentare la scuola, ricevere cure mediche, recarsi nei luoghi di culto o presentarsi agli appuntamenti con le autorità migratorie e alle udienze. I minori avrebbero assistito all’arresto di genitori e caregiver, subito separazioni familiari e assunto nuove responsabilità domestiche. Parallelamente, il rapporto racconta la nascita di reti di quartiere – numeri di emergenza, pattugliamenti civili, corsi sui propri diritti e sistemi di allerta basati sui fischietti – nate per monitorare e segnalare la presenza degli agenti federali. Secondo Amnesty si tratta di un’impunità strutturale che, come evidenzia il rapporto, precede la stessa amministrazione Trump – risalendo alla nascita dell’ICE nel 2003 e attraversando governi di entrambi gli schieramenti – ma che l’amministrazione in carica ha aggravato con il sostegno pubblico agli agenti coinvolti e l’indebolimento degli organi di controllo interni. L’organizzazione chiede perciò non semplici riforme, ma l’abolizione immediata dell’ICE, insieme alla fine delle politiche di detenzione ed espulsione di massa, definite dell’organizzazione «crudeli» e «razzise», delle pratiche discriminatorie nell’applicazione delle norme migratorie e della sorveglianza di massa. The post Un nuovo rapporto Amnesty dettaglia le violenze dell’ICE negli USA appeared first on L'INDIPENDENTE.
September 30, 2026
L'INDIPENDENTE
I fascisti della «fine dei tempi» stanno…
… stanno progettando la fuga dal nostro mondo. La nostra missione è chiara. di Naomi Klein e Astra Taylor; pubblicato sul «Guardian». Abbiamo ripreso la traduzione di Lavinia Marchetti (dal suo sito). Un’alleanza empia sta lavorando per un futuro apocalittico dal quale soltanto pochi eletti usciranno indenni. Sta diventando chiaro come possiamo fermarli. Quando Jeff Bezos annunciò il progetto di
September 15, 2026
La Bottega del Barbieri
Remigrazione, deportazioni e razza negli Stati Uniti di Trump. L’incessante lotta del capitale contro la libertà – di Marco Antonio Pirrone
Invisibile e crudele, nel silenzio complice di buona parte della sinistra italiana e internazionale, la remigrazione[1] — termine proposto e rilanciato dai movimenti della destra internazionale ed europea[2], dalla più moderata a quella estrema di stampo neofascista e neonazista, ma che si sta diffondendo sempre di più anche nel linguaggio politico istituzionale — negli [...]
September 4, 2026
Effimera
L’azienda orwelliana dietro i nuovi guanti a scossa elettrica dell’ICE
Nel 2022, il vicecapo Adam Glueck, del dipartimento di polizia di Cape Girardeau, nel Missouri sud-orientale, acquistò guanti a scossa elettrica per i suoi agenti dopo averli scoperti in una fiera. E i suoi dipendenti, disse, non ne avevano mai abbastanza. “Se in questo momento provassi a togliere i guanti […] L'articolo L’azienda orwelliana dietro i nuovi guanti a scossa elettrica dell’ICE su Contropiano.
August 17, 2026
Contropiano