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All’Università di Cagliari, per il progetto “Venti di pace”, l’incontro con Bassam Aramin e Rami Elhanan
Si è svolto, ieri  a Cagliari, l’incontro “Venti di Pace” con Bassam Aramin e Rami Elhanan. Ha introdotto la professoressa Alessandra Marchi. Bassam, palestinese, e Rami, israeliano, hanno entrambi perso una figlia a causa della violenza del conflitto. Da queste esperienze è nato un impegno condiviso per il dialogo e per il riconoscimento del dolore dell’altro. La loro storia è raccontata da Carola Benedetto e nel libro, Mio padre, tuo padre, De Agostini. L’incontro ha offerto l’occasione di ascoltare direttamente la loro testimonianza e di riflettere insieme su come interrompere la spirale della violenza. L’appuntamento fa parte del progetto “Venti di pace”, realizzato anche con il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università degli Studi di Cagliari, e rientra nella XII edizione del Festival della Letteratura del Mediterraneo, nel progetto “Nuovi Linguaggi per l’immaginario”, nel Festival Letterario Anderas e nel Festival del Mondo Eco. Dopo l’incontro che si è svolto ieri a Villacidro, promosso dalla Fondazione Dessì, con gli studenti del liceo classico e linguistico Piga e l’istituto Marconi e Lussu di S. Gavino, mentre all’Università erano presenti gli studenti dell’istituto comprensivo Loru e Dessi, nella presentazione è stato detto che dobbiamo trovare il modo di farci sentire facendo propri i problemi degli altri. La professoressa Marchi è intervenuta in particolare sul disegno di legge in votazione in questi giorni al Parlamento sulla definizione di antisemitismo, che verrà declinato come antisionismo, e quindi chiunque criticherà il governo israeliano e le sue politiche genocidiarie in Palestina e di nuove illegali occupazioni da parte dei coloni israeliani in Cisgiordania, verrà accusato appunto di antisemitismo, con la possibilità prevista nella legge di sanzioni amministrative e penali molto gravi. I due scrittori, alle domande posate dagli studenti e non solo, hanno chiarito, in particolare l’israeliano Rami che il vittimismo viene inculcato fin dall’infanzia, e porta in seguito il militare diciottenne a decidere se davanti a lui, c’è solo un vecchio nonno, oppure un pericoloso terrorista da sopprimere. I media europei ti dicono che nelle critiche ad Israele si tratta di antisemitismo e quindi si blocca qualunque dibattito; d’altra parte gli europei sono bloccati con questo senso di colpa. Non risolviamo lo scontro guardandoci indietro ma guardando avanti. Ed ancora Rami dice che occorre il rispetto per tutte e tutti “dal fiume al mare”, tutti dovrebbero vivere sicuri. E rivolgendosi a Bassam: «Mi hai insegnato l’umanità”. Una ragione per vivere dopo aver perso ventinove anni fa una figlia e Bassam e la moglie non sono dei terroristi, a volte ci vogliono venti anni per costruire un’amicizia e basta un solo minuto per avere un nemico. Tutti i conflitti nascono dalla rabbia, l’ignoranza e il pregiudizio ed anche la mancanza di leader dei due popoli. Carla Fonzo ha chiesto se esistono, come decenni fa, gruppi di donne palestinesi ed israeliane che cercano di costruire percorsi di Pace, un lavoro che svolse l’europarlamentare Luisa Morgantini. Il rischio concreto è quello della assuefazione allo sterminio, e quindi a non reagire più alle immagini di donne e bambini, operatori sanitari e tanti giornalisti ammazzati. In chiusura è stata ricordata la frase di Martin Luther King: «Alla fine non ricorderemo i nomi dei nostri nemici, ma il silenzio dei nostri amici».   Redazione Cagliari
October 15, 2026
Pressenza
Rami Elhanan e Bassam Aramin in Italia: dal dolore alla pace, parte la candidatura al Nobel
Tornano finalmente in Italia Rami Elhanan, israeliano, e Bassam Aramin, palestinese, i due padri protagonisti di Apeirogon (scritto da Colum McCann, Feltrinelli), e del più recente Mio padre, tuo padre – Due uomini contro l’odio israelopalestinese (di Carola Benedetto e Luciana Ciliento, De Agostini Libri, 2025). Rami e Bassam, uniti dal dolore per la perdita violenta delle proprie figlie e dalla convinzione che riconoscere l’umanità dell’altro sia il primo passo verso la pace, hanno trasformato nel tempo una tragedia personale insostenibile in un percorso di dialogo e riconciliazione per le due comunità. I due vivono tuttora in Israele e in Palestina e la loro venuta in Italia ha proprio l’obiettivo di far conoscere la loro storia di coraggio straordinario e la loro visione di un altro futuro possibile, che sfida non solo la narrazione attuale, ma anche la complessità di sostenere questa loro scelta di non rispondere al dolore con altro dolore nelle rispettive comunità, alla violenza con altra violenza, ma di costruire invece un futuro di pace e rispetto per entrambi i popoli. E lo fanno insieme con le rispettive famiglie e le associazioni binazionali Combatants for Peace e Parents Circle. Dal 13 al 21 ottobre 2026 Rami e Bassam saranno in Italia per incontrare le persone in una serie di appuntamenti in tutto il Paese, dalla Sardegna al Piemonte, fino a Fiesole in Toscana. Il viaggio sarà anche l’occasione per ufficializzare la loro candidatura al Premio Nobel per la Pace, promossa dall’ANPI Nicola Grosa, dal Comitato di fatto nato appositamente e presieduto pro bono da Paolo Verri e dalle autrici di Mio padre, tuo padre. Il Comitato ha già raccolto in pochissimo tempo centinaia di adesioni spontanee da parte di cittadini, associazioni, realtà culturali e sociali e comunità religiose di diversa provenienza. Un sostegno ampio e trasversale, che testimonia l’interesse e la partecipazione intorno all’iniziativa. Per aderire basta scrivere a info@anpinicolagrosa.it. Rami e Bassam arrivano in Italia non solo per raccontare la loro storia, ma soprattutto per incontrare quella degli altri: studenti, insegnanti, giornalisti, istituzioni e cittadini saranno chiamati ad ascoltare, discutere e confrontarsi con una domanda semplice e radicale: se due padri che hanno perso le proprie figlie hanno scelto di incontrarsi invece di odiarsi, quanto possiamo fare anche noi per costruire la pace? Un messaggio che diventa ancora più forte quando è rivolto agli studenti. Portare nelle scuole la loro storia significa offrire ai giovani uno spazio per interrogarsi sulla guerra, sulla convivenza, sulla responsabilità individuale e sulla possibilità di scegliere un futuro diverso da quello determinato dall’odio e dalla vendetta. Per gli adulti è uno sguardo di speranza su un futuro che pare dominato da prevaricazione e violenza. Il loro messaggio infatti non cancella il dolore e non semplifica la complessità del conflitto. Al contrario, parte proprio dalla sofferenza per affermare che la pace non può essere costruita negando il dolore dell’altro, ma riconoscendolo. La candidatura al Premio Nobel per la Pace vuole dare un riconoscimento internazionale a questo percorso e alla forza di una testimonianza che, attraverso l’incontro personale, il dialogo e l’educazione, continua a seminare una cultura della riconciliazione. Il progetto del viaggio in Italia è sostenuto da Giampiero Leo, Portavoce del Coordinamento Interconfessionale del Piemonte, che ne ha riconosciuto fin dall’inizio il valore e ha voluto coinvolgere il Comitato per i Diritti Umani della Regione Piemonte, la Fondazione CRT e la Fondazione Compagnia di San Paolo a supporto dell’iniziativa. Partner sostenitori del tour sono, in ordine di evento, Fondazione Giuseppe Dessì, Progetto Nuovi linguaggi per l’immaginario, Associazione Genti Arrubia, Festival della Letteratura del Mediterraneo, Università degli Studi di Cagliari – Dipartimento  di Scienze Politiche, Fondazione Faustino Onnis, Festival Letterario Anderas, Comune di Quartu Sant’Elena, Fondazione di Sardegna, l’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, Torino Spiritualità, il Festival Bang di Pinerolo, il Comune di Pinerolo, il Comune di Trofarello e il Comune di Fiesole. PROGRAMMA Sardegna, 13 e 14 ottobre 2026 (Gli orari e alcuni dettagli organizzativi sono in corso di definizione.) Il programma prenderà il via in Sardegna, con un incontro a Villacidro (provincia del Medio Campidano), martedì 13 ottobre alle 10:30, dove Rami e Bassam incontreranno gli studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado dell’Istituto Comprensivo Loru Dessì e del Liceo Classico e Linguistico Piga. Mercoledì 14 ottobre alle 10 saranno invece all’Università degli Studi di Cagliari, al Dipartimento di Scienze Politiche, per un incontro con studenti universitari e con gli studenti dei licei di Quartu Sant’Elena e Selargius. Interverrà la prof.ssa Alessandra Marchi per il Dipartimento e il prof. Marco Pitzalis porterà il saluto istituzionale. Gli eventi in Sardegna dal titolo Venti di pace sono organizzati in collaborazione da Fondazione Giuseppe Dessì, progetto Nuovi linguaggi per l’immaginario, Associazione Genti Arrubia, Festival della Letteratura del Mediterraneo, Università degli Studi di Cagliari – Dipartimento  di Scienze Politiche e Sociali, Fondazione Faustino Onnis, Festival Letterario Anderas, Comune di Quartu Sant’Elena, Fondazione di Sardegna. Piemonte, dal 15 al 19 ottobre 2026 Giovedì 15 ottobre alle 15 è previsto un corso di formazione sulle prospettive di pace in Asia occidentale, realizzato in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti del Piemonte. L’iniziativa sarà accreditata ai fini della formazione professionale dei giornalisti. Conduce l’incontro il Presidente dell’ODG Piemonte, Stefano Tallia, intervengono Carola Benedetto e Luciana Ciliento. Venerdì 16 ottobre, di mattina, nell’ambito di Torino Spiritualità, Rami e Bassam incontreranno gli studenti delle scuole al Circolo dei Lettori. Sabato 17 ottobre alle 10, al Teatro San Giuseppe di Torino, il programma proseguirà con un incontro pubblico, sempre a cura di Torino Spiritualità. Aprono i lavori Giampiero Leo, Portavoce del Coordinamento Interconfessionale e Vicepresidente del Comitato Diritti Umani della Regione Piemonte, e Paolo Verri, Presidente pro bono del Comitato per il Nobel dei padri. Nel pomeriggio è previsto invece un firmacopie presso la Libreria La Torre di Chieri. Alle 21 è previsto un altro incontro pubblico a Trofarello, al Velario del Centro Marzanati, organizzato dal Comune di Trofarello, in collaborazione con l’associazione cult. Energia e Tenerezza. Modera il dialogo tra i protagonisti del libro e le due autrici Sara Bauducco. Interventi musicali a cura del M. Elisabetta Piras, letture e canto di Susanna Paisio. Domenica 18 ottobre, ore 18, è in programma una mini-presentazione di Mio padre, tuo padre a cura della Libreria Claudiana alla Casa del Quartiere di San Salvario. Seguirà una cena sociale interculturale halal e kosher organizzata dall’ANPI Nicola Grosa, rappresentata dal Presidente Augusto Montaruli. Interviene in apertura Davide Nicco, Presidente del Consiglio Regionale e del Comitato Diritti Umani.  Per prenotazioni: 329 1039730 oppure via mail a info@casadelquartiere.it Lunedì 19 ottobre il viaggio farà tappa a Pinerolo: in mattinata Rami e Bassam incontreranno gli studenti dell’Istituto Prever. Alle ore 18 saranno ospiti del Festival Bang OFF, in un incontro moderato dal vescovo Derio Olivero, organizzato in collaborazione con il Comune di Pinerolo. Toscana, 20 e 21 ottobre 2026 Infine, tra martedì 20 e mercoledì 21 ottobre, il viaggio si concluderà a Fiesole, con un incontro aperto alla cittadinanza organizzato dal Comune di Fiesole. Informazioni https://anpinicolagrosa.it/2026/07/20/le-adesioni-al-comitato-per-il-nobel-della-pace-a-rami-elhanan-e-bassan-aramin/ Per aderire info@anpinicolagrosa.it Per sostenere il progetto e partecipare alla raccolta fondi https://dona.casadelquartiere.it/nobel_per_la_pace/~mia-donazione Pagina Facebook https://www.facebook.com/profile.php?id=61594276747793 Ufficio stampa: Silvia Bianco silvia@lawhite.it   Redazione Italia
September 18, 2026
Pressenza
Da Torino la proposta di assegnare il Premio Nobel per la Pace a Bassam Aramin e Rami Elhanan
Augusto Montaruli, presidente della sezione ANPI Nicola Grosa di Torino, racconta come è nata l’idea di costituire un comitato per proporre di assegnare il Premio Nobel per la Pace a Bassam Aramin, palestinese, e Rami Elhanan, israeliano, protagonisti dei libri Apeirogon e “Mio padre, tuo padre. Due uomini contro l’odio israelo-palestinese” e padri di due bambine vittime della violenza militare e terroristica. Camminavo in San Salvario quando vedo Alberto Giolitti, presidente dell’Associazione Baretti, fuori dal teatro che gestisce; senza nemmeno un accenno di saluto e con piglio da duro del cinema, scegliete voi il genere, mi dice: “Devi leggere Apeirogon!” Obbedisco e mi reco in una delle librerie del quartiere, tutte bellissime e tutte gestire da donne e acquisto il libro. Inizio subito a leggerlo. La lettura è lenta ed emotivamente faticosa e dolorosa. Arrivo alla conclusione con la conferma che il mondo è complesso, che non puoi dividerlo tra buoni e cattivi, tra vittime e carnefici a seconda del luogo in cui si vive. La storia di Bassam Aramin, palestinese, e di Rami Elhanan, israeliano, – due padri che pur avendo perso una figlia per mano avversa e in modo violento perseguono da decenni la strada del dialogo – lo dimostra in modo tragico e commovente.“Devi leggere Apeirogon” diventa uno slogan da diffondere, ma non basta. Penso – e su questo trovo subito l’appoggio del comitato di sezione – che occorra un’iniziativa forte, concreta e simbolica allo stesso tempo: proporre come sezione ANPI Nicola Grosa di San Salvario il Premio Nobel per la Pace per i nostri due padri. Chiediamo il supporto e l’adesione delle realtà religiose della nostra città, partendo dal fatto che il nostro quartiere, molti non lo sanno, è definito la Piccola Gerusalemme. Riceviamo, grazie a Valentino Castellani che lo presiede, il sostegno e l’adesione del Comitato Interfedi della città di Torino, oltre che del Tavolo della Speranza su iniziativa di Giampiero Leo e della Comunità Valdese. Forti di queste adesioni significative scriviamo ai capigruppo di Camera e Senato di tutte le forze politiche presenti in Parlamento chiedendo non solo di sostenere, ma di essere protagonisti di questa proposta, avanzando, loro che sono titolati a farlo, la candidatura dei nostri due padri al Nobel per la Pace. A loro diciamo che è l’occasione per avere una proposta trasversale, che va oltre le divisioni politiche. Qui l’incontro è mancato, il silenzio molto rumoroso viene rotto solo da una risposta simbolicamente affermativa dei capigruppo PD di Camera e Senato. Almeno loro hanno risposto. Nel frattempo, arriva la telefonata di Sax Nicosia, direttore artistico del Baretti : “Apriamo la stagione del Baretti con “Salam/Shalom – Due padri”.” È il racconto dei due padri interpretato da Massimo Somaglino e Alessandro Lussiana. “Nel teatro, come nella vita, la famiglia esiste quando le differenze convivono e si sostengono. Il palcoscenico, con la sua luce imperfetta, è il nostro laboratorio di equilibrio, il luogo dove provare a ricomporre un’armonia possibile… “ Così Sax Nicosia presenta lo spettacolo. Quell’armonia possibile è la nostra motivazione a sostegno della candidatura al Nobel per la Pace. Quell’armonia possibile, cioè un mondo migliore e giusto, che esiste, ma talvolta non lo vediamo e, soprattutto, non lo sosteniamo. A quel punto non sapevamo se e come continuare, ma proprio mentre ci confrontavamo con i nostri dubbi e le nostre indecisioni è arrivato l’incontro che ha dato una svolta a tutta questa vicenda: la presentazione alla Libreria Claudiana del libro “Mio padre, tuo padre. Due uomini contro l’odio israelo-palestinese” (2025, DeAgostini) di Carola Benedetto e Luciana Ciliento. Bellissimo e con un format narrativo che tocca il cuore e ti regala complicità e voglia di continuare, un libro che ripercorre la storia di Rami e Bassam attraverso il dialogo tra le due figlie uccise. Quella voglia di continuare ci porta a regalare copie del libro ai ragazzi e alle ragazze dell’associazione di Animazione Interculturale ASAI (del nostro quartiere), invitandoli a confrontarsi con le autrici. Ed è proprio l’accoglienza che quei ragazzi hanno fatto al libro e alle autrici a convincerci a continuare con loro, con Carola e Luciana. Ed è con loro che stiamo organizzando la visita a Torino dei “nostri padri”, che vedrà numerosi eventi pubblici il prossimo ottobre, tra i quali Torino Spiritualità. Lo stiamo facendo con la collaborazione di molti; per citarne alcuni, Paolo Verri, Giampiero Leo, la Comunità Valdese, chiedendo contributi economici a fondazioni ed enti e attivando un crowdfunding con la Casa del Quartiere di San Salvario che ci aiuterà a salutare Rami e Bassam con una cena halal e kosher aperta e popolare. E quello sarà l’incontro più bello. Ora è nato il Comitato per il sostegno al Nobel per la Pace, – presieduto da Paolo Verri – per convogliare il supporto alla candidatura di Bassam e Rami, cui stanno aderendo moltissime associazioni, cittadini comuni e personalità, tutti uniti dal desiderio di costruirlo davvero questo mondo giusto e possibile, seguendo il segno che i due padri hanno tracciato per noi. Per sostenerci economicamente vai al link https://dona.casadelquartiere.it/nobel_per_la_pace/~mia-donazione Per aderire al Comitato scrivi a info@anpinicolagrosa.it     Redazione Torino
July 19, 2026
Pressenza