PER CHI È ROMA? Sabato 31 ottobre, il programmaPubblichiamo il programma dell’iniziativa “Per chi è Roma“, alla cui
organizzazione insieme agli altri promotori dell’appello hanno contribuito la
presidente e il vicepresidente di Carteinregola- ODV . Sono invitate cittadine e
cittadini e realtà del territorio.
PER CHI È ROMA?
Il futuro della città si decide insieme.
Sabato 31 ottobre 2026
9.30 – 18.00
Spazio Pubblico, Via di Porta Maggiore 52, Roma
“Per chi è Roma?” nasce per creare uno spazio di incontro, confronto e
iniziativa sulla città pubblica e sul diritto all’abitare. Una giornata per
mettere in comune le visioni, le esperienze e i saperi delle tante realtà di
cittadinanza attiva che in questi anni hanno proposto alternative alle scelte di
governo della città. La giornata si articolerà in quattro tavoli tematici –
trasformazioni urbanistiche, politiche per l’abitare, questione ecologica e
modello di sviluppo urbano – per avviare un percorso di elaborazione comune e
costruire insieme un’idea diversa di Roma.
Per chi è Roma? È la domanda da cui vogliamo partire e che attraverserà questa
prima giornata di confronto. È la domanda che abbiamo posto pubblicamente
all’inizio dell’estate, in un appello ampiamente sottoscritto da cittadine e
cittadini romani.
Chi riesce oggi a vivere davvero questa città? Chi può permettersi di abitarla,
di muoversi, di accedere ai suoi servizi e alle sue opportunità? E soprattutto:
come possiamo costruire una città più giusta, capace di contrastare le
disuguaglianze invece di riprodurle?
Oggi a Roma il diritto a vivere la città e a trarre vantaggio dalle opportunità
che offre è diventato un privilegio. La pressione del turismo e della rendita
hanno trasformato intere parti della città, rendendo sempre più difficile
immaginare che chi vive del proprio lavoro possa abitarci. La distanza tra chi
beneficia delle trasformazioni in atto e chi ne paga le conseguenze in termini
di disagi e disfunzioni è sempre più ampia e evidente. Gentrificazione ed
espulsioni non si fermano al centro ma hanno raggiunto le periferie storiche,
dove destinare più della metà del proprio salario alla casa è diventato, per
molte persone, una condizione ordinaria. Crescono i tempi e i costi degli
spostamenti, i servizi fondamentali sono insufficienti, le condizioni di lavoro
peggiorano, e prendersi cura della propria salute, studiare e far studiare i
propri cari, coltivare relazioni, progetti e aspirazioni è precluso a una
porzione crescente di chi vive a Roma.
Le scelte di chi governa la città su questi temi sono sembrate spesso
ambivalenti, contraddittorie, senza un reale confronto con la città e non
adeguate all’entità delle sfide. La città è animata allo stesso tempo da una
straordinaria ricchezza di iniziative di cittadinanza attiva che si oppongono ad
alcune delle trasformazioni in atto e propongono visioni e progettualità
alternative. Un mosaico di realtà, situazioni e storie diverse, così come
diverse sono le forme di interlocuzione con chi governa la città, che crediamo
debba e possa essere ricomposto per dare forza alle singole battaglie e
costruire insieme un’idea diversa di Roma.
“Per chi è Roma?” si rivolge a queste realtà per offrire uno spazio non solo di
analisi e discussione, ma di produzione di idee, alleanze e iniziativa. Vuole
immaginare una città a misura di chi la abita, accessibile, pubblica, inclusiva
e sana, nella quale la prossimità sia un diritto e la diversità una ricchezza da
difendere. L’obiettivo è avviare un percorso di elaborazione comune articolato
in quattro tavoli tematici: le trasformazioni urbanistiche, per interrogarsi
sulle scelte che stanno ridisegnando Roma e sugli interessi che le orientano; le
politiche per l’abitare, per affrontare la crisi abitativa e ricostruire il
diritto alla casa come componente essenziale del diritto alla città; la
questione ecologica, per mettere al centro salute, ambiente, mobilità, suolo,
energia e giustizia climatica; e la questione economica e del lavoro, per
problematizzare il ‘modello di sviluppo’ urbano, chi beneficia della ricchezza
prodotta e chi invece ne paga i costi.
I quattro tavoli vogliono così contribuire a leggere insieme dimensioni che
troppo spesso vengono affrontate separatamente. Casa, territorio, ambiente ed
economia sono parti dello stesso conflitto sulla trasformazione della città e
sulla distribuzione delle sue risorse e opportunità. Metterle in relazione
significa provare a costruire una visione comune e avanzare proposte capaci di
rispondere alla domanda da cui partiamo: che città vogliamo e, soprattutto, per
chi?
Compila il form di registrazione: https://forms.gle/akoPGyTPpDN1Czzx7
PROGRAMMA DELLA GIORNATA
9.30 | Benvenuto e registrazioni dei partecipanti
10.00 – 11.00 | Plenaria
INTRODUZIONE | Per chi è Roma? Il percorso e la giornata di oggi
SPUNTI | La mappatura dei fondi immobiliari a Roma Filippo Poltronieri
(RomaToday)
11.00 – 13.00 | Tavoli di lavoro – prima parte
Dopo una breve relazione introduttiva a cura del gruppo promotore di “Per chi è
Roma”, ciascuno dei tavoli tematici lavorerà in maniera aperta e orizzontale per
raccoglierà contributi, idee e proposte.
Tavolo 1 | Modello di sviluppo, economie e lavoro
Oltre turismo, immobiliare e rendita, di cosa vive e vivrà Roma?
Tavolo 2 | Trasformazioni urbanistiche
Cosa significa tutelare l’interesse pubblico nei processi di trasformazione
urbana?
13.00 – 14.30 | Pranzo
14.30 – 16.30 | Tavoli di lavoro – seconda parte
Tavolo 3 | Questione ambientale e ecologica
Come affrontare la crisi climatica e ambientale per una città vivibile per tutte
e tutti?
Tavolo 4 | Politiche per l’abitare
Qual è il ruolo delle politiche abitative a Roma?
Pausa caffé
17.00 – 18.30 | Plenaria conclusiva
PLENARIA | Restituzione dei tavoli di lavoro
SPUNTI | Da Madrid a Roma: organizzarsi per il diritto alla città
collegamento con il Sindacato de Inquilinas e Inquilinos de Madrid
Chiusura dei lavori
LEGGEREZZE | Aperitivo e chiacchiere
1. Modello di sviluppo, economie e lavoro
Oltre turismo, immobiliare e rendita, di cosa vive e vivrà Roma?
La struttura produttiva di Roma è storicamente fragile e diseguale, con ampi
segmenti di lavoro povero e precario e con un peso crescente di attività che
estraggono valore dalla città senza restituirlo ai territori e a chi li abita.
Rendita immobiliare e finanziaria, valorizzazione speculativa del suolo e
turistificazione rischiano così di trasformare Roma in una città che produce
ricchezza ma non la redistribuisce, che attrae capitali ma espelle persone.
Tuttavia, Roma dispone di risorse economiche, sociali e produttive importanti: i
servizi avanzati, il commercio, la cultura, l’audiovisivo, l’università e la
ricerca, la pubblica amministrazione, oltre a un vasto patrimonio di competenze
diffuse e radicate in economie territoriali di prossimità.
In un contesto come questo la domanda “di cosa può vivere Roma?” è centrale.
Quale economia sosteniamo? Quali investimenti privati debbono essere favoriti,
attratti, sostenuti, e quali devono invece essere regolati o respinti? Come
tradurre la mera accumulazione e creazione di ricchezza nella generazione di
valore diffuso e non esclusivamente economico? Come promuovere la qualificazione
della struttura produttiva verso settori a più alta produttività garantendo al
contempo sostenibilità sociale e ambientale? E soprattutto, chi si appropria del
valore prodotto a Roma e quali scelte politiche possono orientare questo valore
verso il benessere collettivo?
2. Trasformazioni urbanistiche
Cosa significa l’interesse pubblico nei processi di trasformazione urbana?
A Roma come altrove, le trasformazioni e il governo urbanistico della città sono
spesso il risultato di negoziazioni tra pubblico e privato, dove è crescente il
peso, l’interesse e il guadagno di privati e fondi immobiliari e sempre più
difficile identificare e garantire un’adeguata tutela dell’interesse pubblico.
Negli ultimi anni il governo dell’urbanistica si è orientato sempre più verso la
semplificazione delle norme e delle procedure. Questo orientamento ha spesso
indebolito la tutela del patrimonio e dell’interesse pubblico nei processi di
trasformazione della città.
Come è possibile invertire l’equazione per produrre benefici pubblici diffusi?
In che modo il valore prodotto dalle trasformazioni può essere trattenuto e
redistribuito a favore della città? Cosa significa “rigenerazione urbana” e come
evitare che si riduca alla mera valorizzazione immobiliare o peggio inasprisca
le disuguaglianze socio-spaziali? E prima ancora: come deve essere
reinterpretata la nozione di interesse pubblico? Come promuovere una effettiva
partecipazione alle scelte? Con quali strumenti, logiche e processi?
3. Politiche Abitative
Qual è il ruolo delle politiche abitative a Roma?
La questione abitativa a Roma non è un’emergenza ma una crisi strutturale
destinata ad aggravarsi. Il rinnovato interesse degli ultimi anni per le
politiche dell’abitare si scontra tuttavia con gli effetti di oltre trent’anni
di abbandono e di scelte sbagliate, che in molti casi continuano a essere
riproposte. L’azione del Comune, condizionata anche da vincoli normativi e
finanziari posti a diversi livelli di governo, finisce così per assumere un
carattere prevalentemente emergenziale, limitandosi a “rattoppare” le
manifestazioni più acute della crisi.
Come è possibile fare la differenza e rispondere in maniera strutturale alle
enormi sfide che affronta la città in materia abitativa? Quali nuovi
investimenti, innovazioni e strategie sono possibili per ampliare e migliorare
sostanzialmente l’offerta di casa pubblica, e impedire definitivamente ulteriori
dismissioni? Come imporre ai privati vincoli di destinazione ad edilizia sociale
che rispondano adeguatamente alle esigenze dei nuclei a medio-basso reddito?
Come rendere lo strumento del canone concordato più efficace in tal senso? Come
limitare e disincentivare la conversione di immobili ad usi turistici così come
ad altri utilizzi non residenziali? Come intervenire sul fenomeno degli immobili
vuoti, sia privati che pubblici? Come contrastare in termini sia regolativi che
politici la rendita, la speculazione, lo strapotere fondi immobiliari, e
impedire ulteriore gentrificazione ed espulsioni? Quali pressioni può esercitare
su questi temi un Comune come Roma nei confronti dei livelli di governo
superiori?
4. Questione ambientale ed ecologica
Come affrontare la crisi climatica e ambientale per una città vivibile per tutte
e tutti?
La crisi climatica ed ecologica incide sempre più direttamente sulla qualità
dell’abitare e della vita quotidiana. Le ondate di calore rendono evidente come
la distribuzione diseguale di verde, ombra, spazi pubblici vivibili e abitazioni
efficienti esponga gli abitanti a rischi diversi, aggravando le disuguaglianze
economiche, sociali e territoriali.
In che modo le politiche di mitigazione e adattamento possono superare un
approccio emergenziale e settoriale, diventando criteri strutturali per il
governo della città? Come rendere la città più vivibile e proteggere dai rischi
ambientali le persone e i quartieri più vulnerabili? Come ampliare e distribuire
in modo più equo il verde, l’ombra, i rifugi climatici e gli spazi d’acqua
pubblici? Come migliorare il comfort e l’efficienza energetica delle abitazioni,
a partire da quelle pubbliche e da quelle dei nuclei a basso reddito? Come
ripensare lo spazio pubblico, la mobilità e la prossimità dei servizi alla luce
delle esigenze di mitigazione e adattamento? Come evitare che gli interventi di
riqualificazione ambientale producano dinamiche di espulsione delle fasce più
fragili? E infine, come promuovere queste iniziative senza ulteriore consumo di
suolo?
Per osservazioni e precisazioni scrivere a laboratoriocarteinregola@gmail.com
27 ottobre 2026