ARGENTINA: IN MIGLIAIA IN PIAZZA CON NI UNA MENOS A 11 ANNI DALLA SUA PRIMA STORICA MOBILITAZIONE
Il movimento femminista argentino Ni Una Menos è sceso in piazza ieri, mercoledì
3 giugno, per ribadire alcune istanze imprescindibili per il movimento e per
celebrare l’undicesimo anniversario della prima storica mobilitazione.
La manifestazione è stata imponente ed è stata l’occasione per migliaia di
persone di protestare, una volta in più, contro il definanziamento delle
politiche di genere portato avanti dal governo, colpevole anche di relativizzare
la figura penale del femminicidio in un Paese ancora caratterizzato da forti
discriminazioni di genere e da tassi di femminicidio che, per Ni Una Menos, sono
“da emergenza sociale”. La chiamata del movimento femminista è quindi caduta in
un contesto politico, sociale, ed economico molto difficile, di cui “la politica
di crudeltà organizzata” del governo Milei è l’espressione più diretta.
A pesare in maniera determinante sulla partecipazione – la più alta degli ultimi
anni – è stata tuttavia anche la forte commozione, e rabbia, generata dagli
ultimi femminicidi registrati nel Paese. Femminicidi particolarmente efferati ai
danni di tre ragazzine, l’ultimo dei quali ha coinvolto una quattordicenne
sequestrata, violentata e uccisa nella città di Cordoba, presumibilmente da un
uomo già condannato per gli stessi reati.
Abbiamo approfondito i contorni della mobilitazione e tracciato il profilo, e il
portato, di questa realtà femminista con Alberta Bottini, docente presso
l’Universidad Nacional de Quilmes Ascolta o scarica