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Dossier 4 novembre: oltre 200 manifestazioni con le Forze Armate in tutta Italia per il 2025
IL 4 NOVEMBRE NON È LA NOSTRA FESTA… …MENTRE LA MILITARIZZAZIONE AVANZA NELLE SCUOLE! INTRODUZIONE La Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate è stata ufficialmente istituita con la legge n. 27 del 1° marzo 2024. Nata per celebrare la fine della Prima Guerra Mondiale e il completamento dell’Unità d’Italia, si configura come una giornata di ricordo e omaggio ai Caduti, simboleggiata dalla tumulazione del Milite Ignoto nel 1921.   L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sin dall’anno 2023 ha lanciato l’appello dal titolo il 4 novembre non è la nostra festa (qui l’appello) con il quale si motiva la contrarietà ad ogni guerra e il ricorso al conflitto armato come soluzione alle controversie internazionali, soluzione che – come insegna la storia mondiale – non è mai stata tale, semmai ha aperto a revanscismi, vendette trasversali, occupazioni di terre, spostamenti di confini e migrazioni forzate di popolazioni. In breve, una “festa” (blasfemia della definizione!) volta a normalizzare la guerra, ad esaltare il concetto di Patria e Nazione, la retorica militarista del sacrificio, a dimenticare il ruolo dell’Italia, Paese aggressore nell’inutile strage, nel paradossale oblio proprio di quei militi, per lo più contadini, rimasti senza nome, senza tomba, che si vorrebbero onorare. Che il 4 novembre sia una data significativa per la cultura della difesa  lo testimoniano la rilevanza che questa giornata assume nei Programmi di Comunicazione del Ministero della Difesa (ad es. quelli del 2019 e del  2025), veri e propri progetti di diffusione e ramificazione della Cultura della difesa (concetto che rimanda alla creazione di un nemico, necessario a giustificare la spesa militare) nei settori più disparati della società civile e – oggi non a caso – nelle scuole. Nel programma del 2025 il Ministero della Difesa introduce la nuova filosofia basata su due pilastri: 1. promuovere la difesa come un sistema unitario di tutte le forze armate; 2. promuovere la consapevolezza, nella società civile, che la difesa sia un sistema non relegato a funzioni militari, ma civili: occupazionali, sanitarie, di ricerca, di tutela ambientale; 3. il fine è quello di trasformare la percezione dei cittadini dell’inutilità dei costi, delle spese per la difesa, in consapevolezza della proficuità degli investimenti, sebbene poi il settore economico delle armi costituisce soltanto lo 0,5% del PIL nazionale. Emblematico, in tal senso, lo slogan e il tema centrale della campagna di comunicazione del Ministero della Difesa per quest’anno: Difesa, la forza che unisce. Il 4 novembre, come dimostrano i video promozionali della giornata, è una data che si presta perfettamente a tale strumentalizzazione, tanto da indurre dal 2024, l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università a organizzare, in collaborazione con enti accreditati dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, al fine di approfondire e diffondere la cultura della pace e del dialogo, convegni mattutini nazionali a cui seguono pacifiche manifestazioni locali, in luoghi significativi, espressione della su citata cultura della difesa.  Il 4 novembre del 2025, come abbiamo raccontato (qui e qui), il convegno dal titolo “La scuola non si arruola”, organizzato con CESTES-PROTEO, ha subito un intervento censorio del Ministero dell’Istruzione e del Merito, che il 31 ottobre ha annullato la possibilità di esonero dal servizio per tutto il personale scolastico come corso di formazione, con la motivazione che «l’iniziativa non era coerente con le finalità di formazione professionale del personale docente presentando contenuti e finalità estranei agli ambiti formativi riconducibili alle competenze professionali dei docenti, così come definite nel CCNL scuola e nell’Allegato 1 della Direttiva 170/2016». Al convegno si erano iscritte/i 1400 docenti. La formazione avrebbe affrontato temi quali la politica di pace per un mondo multipolare, la decolonizzazione dello sguardo, la didattica della storia dei genocidi, il ReArm Europe, la militarizzazione della conoscenza e la lotta per la demilitarizzazione del sapere. Un corso come tanti già organizzati dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, sull’educazione alla pace e al rifiuto delle armi come soluzione dei conflitti. La reale motivazione è stata data però dallo stesso Ministro Giuseppe Valditara qualche giorno dopo, in risposta alle proteste che si sono sollevate, dichiarando all’ANSA che «Il corso ha d’altro canto i connotati di una iniziativa propagandistica di natura prettamente politica. […] scambia la formazione per una occasione di indottrinamento contro il Governo. I tempi in cui pretendevano di fare propaganda nelle scuole sono passati. Noi difendiamo la scuola costituzionale, che mette al centro il rispetto verso lo studente e la necessità di una formazione seria e non ideologica». Cosa il ministro intenda «per non ideologica e rispettosa dello studente» ce lo chiarisce il suo silenzio rispetto all’altro fatto accaduto sempre il 31 ottobre, mentre era concentrato a “censurare” il corso. All’Expo Training di Milano, evento dal carattere orientativo, «30.000 metri quadri di orientamento al futuro, 5 mila colloqui di lavoro per trovarlo», come reclamizzava il sito, tra forze armate e forze dell’ordine (immancabili nelle fiere e nelle giornate di orientamento!) c’era anche il frequentatissimo stand Baschi Azzurri della polizia penitenziaria. Un video ripreso dall’agenzia La Press mostra come gli agenti abbiamo trasformato la giornata orientativa in un vero e proprio corso di uso alle armi: «Guarda in giù, premi il grilletto, così vedrai come spara, […] l’otturatore andrà avanti, […] non siamo a Fortnite»- dice l’agente dopo avere chiesto  a uno studente se fosse destro o mancino e avergli passato l’arma (una mitraglietta Beretta M12, scarica) indicandogli di puntarla verso il basso e spiegando come utilizzare il dito medio per la pressione, come tirare, ecc. Gli studenti erano minorenni e, come scritto, svolgevano una giornata di orientamento. Esattamente un anno prima, sempre all’Expo Training, si sono svolte le lezioni di manganello, nell’ormai abituale, complice silenzio del Ministero. Tuttavia, nonostante la revoca dell’accreditamento da parte del Ministero, l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ha  comunque effettuato l’incontro (qui) a cui hanno partecipato in diretta 600 docenti e, a oggi, risulta visualizzato da più di 7000 utenti. Nello stesso pomeriggio sono state svolte una cinquantina di manifestazioni in più città italiane, trasformando la giornata in un vero e proprio evento contro la guerra, a più livelli (qui). I tempi “dell’indottrinamento pacifista” e del rispetto della costituzione sono passati, ci avvisa il Ministro, la propaganda deve rimanere nelle mani dei Ministeri, Difesa in primis; i valori della Costituzione devono essere sostituiti con quelli della Patria, del Sacrificio e della Cultura militare; rispettare gli studenti e le studentesse vuol dire orientarli verso un possibile arruolamento. In mancanza di lavoro che non sia precario, malpagato, senza diritti, una carriera militare è – come ha dichiarato il Ministro Crosetto – un’opportunità occupazionale. A rinforzo della retorica culturale in atto, il 4 novembre l’Italia si è trasformato in un grande museo a cielo aperto. Per l’occasione centinaia di musei, aree archeologiche e luoghi d’arte sono stati aperti gratuitamente per offrire ai cittadini e alle cittadine un viaggio nel cuore della nostra storia (qui la lista dei musei aperti e qui il prolungamento dei giorni di apertura gratuita). Il comune di Roma pubblicizza la deposizione della corona di alloro al monumento del Milite Ignoto alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dei vertici della Difesa. Mattarella ha anche presieduto la cerimonia ad Ancona, dove la Marina Militare ha organizzato l’evento e il MIM tramite l’ufficio scolastico regionale ha invia alle scuole i dettagli, con la richiesta della presenza di 250 studenti. A Torino la Biblioteca Reale, il Palazzo delle ex Regie Segreterie di Stato, antica sede di ministeri sabaudi e, dal 1866, della Prefettura di Torino, la Galleria affacciata sui Giardini Reali e altri edifici storici torinesi, sede di sei istituzioni pubbliche, aprono le loro porte per offrire un percorso insolito, nel cuore della città. Anche la città di Roma pubblicizza le aperture come attività turistiche e così, Milano, Napoli, Palermo, Bologna, per fermarci ad alcuni capoluoghi. Per le scuole la giornata, come tutti gli anni, viene avviata con una nota del MIM  che sollecita le scuole a «celebrare, in special modo, il sacrificio di tanti giovani chiamati alle armi le cui vite vennero spezzate nell’ immane tragedia della guerra». Continua la nota: «Attualmente le Forze Armate sono impegnate in azioni strategiche volte alla gestione e soluzione di situazioni di crisi interne ed esterne al territorio nazionale. L’intenso impegno nel difficile processo di difesa della sicurezza e della pace in tante tormentate regioni del pianeta è riconosciuto a livello internazionale. La giornata del 4 novembre rappresenta l’occasione per sensibilizzare le studentesse e gli studenti sull’importanza della solidarietà, del senso di appartenenza e della dedizione propri di queste donne e uomini in divisa che vegliano sui diritti umani, aiutano i profughi, si interpongono nelle situazioni di tensione. Su tutto il territorio nazionale, pertanto, verranno organizzate conferenze nelle scuole di ogni ordine e grado statali e paritarie. Gli argomenti saranno incentrati sulle circostanze storiche e le fasi salienti della Grande Guerra, in relazione anche alle odierne missioni di pace delle Forze Armate. Ciò considerato, le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, statali e paritarie, nel rispetto della propria autonomia sono invitate a promuovere iniziative o partecipare a quelle che verranno realizzate d’intesa con le articolazioni periferiche del Ministero della Difesa». La nota è coerente con il Programma di comunicazione della difesa 2025  volto a un’operazione di brand marketing, vera e propria rivoluzione filosofica  (non solo semantica) del Sistema Difesa: «Le Forze Armate dovranno effettivamente diventare nel più breve tempo possibile un unicum realmente integrato, per meglio conseguire gli effetti strategici desiderati nell’ambiente fisico, in quello cognitivo e, infine, quello virtuale. […] Lo Strumento militare moderno, per poter operare nello scenario delineato sopra, deve ESSERE uno Strumento integrato e multi-dominio». In unione con il  Comitato per lo sviluppo e la valorizzazione della cultura della difesa (2023) occorrerà «promuovere una visione innovativa e aperta della cultura della difesa, coinvolgendo la società civile, il mondo universitario, l’industria e l’ambiente dell’informazione». Il documento sollecita una mutua contaminazione reciprocamente vantaggiosa con il mondo civile che richiede – ribadiamo perché importante nel gioco sottile del consenso – il divulgare la consapevolezza che gli investimenti in ricerca e sviluppo nel settore non risultino costi inutili per la società, ma investimenti, appunto, fecondi anche per il sistema Paese (per l’occupazione, lo sviluppo complessivo del sistema industriale, per la leadership tecnologica, per la crescita del Paese anche in termini di  entrate economiche). Al brand marketing si unisce così l’operazione di brand washing evidenziando come le funzioni della difesa non siano solo militari ma anche industriali, sanitarie, formative, giurisdizionali, di ricerca, sviluppo e innovazione, di tutela ambientale:«Nelle articolate connotazioni sopra brevemente delineate della “Cultura della Difesa”, emerge anche il ruolo fondamentale della comunicazione istituzionale nella sua corretta diffusione sia a livello istituzionale sia nella collettività. In questa direzione va posto ogni sforzo per far conoscere l’entusiasmo, la passione, e la dedizione – in sintesi i valori – che caratterizzano l’agire del personale e il senso di appartenenza alla Difesa». Insomma, una difesa al servizio del cittadino e della cittadina. E il 4 novembre (a cui il documento dedica la Scheda dell’All.2) è individuato come giorno particolarmente significativo per la contaminazione tra mondo militare e mondo dell’istruzione cosa che il MIM con la sua nota recepisce in pieno. La nota del MIM è preceduta da un’altra del 22 ottobre in cui si chiede ai dirigenti degli uffici scolastici regionali e ai dirigenti scolastici di individuare le scuole per la consegna della bandiera italiana; il 28 ottobre come allegato ad un’ulteriore nota segue l’elenco delle provincie individuate (36), e l’elenco dei referenti del Ministero. L’iniziativa è svolta ovviamente in collaborazione con il Ministero della Difesa. Non è mancata il 4 novembre 2025, oltre al propagandistico intervento di Valditara e del governo, la lettera agli studenti del Ministro sul valore di questa giornata al fine di condividere con gli studenti e le studentesse il senso profondo della ricorrenza: «Il 4 novembre 1918, anzitutto, entrava in vigore l’armistizio firmato il giorno prima a Villa Giusti a Padova, l’atto che certificava la resa dell’Impero Austro-Ungarico all’Italia e, soprattutto, la fine di un massacro nel quale persero la propria vita oltre 600mila italiani, in gran parte giovani. La Grande Guerra fu una tragedia immane e nella celebrazione odierna bisogna rifuggire qualunque esaltazione bellicista, a maggior ragione di fronte alla morte e alla distruzione che sono tornate a infestare il territorio europeo. Dobbiamo tuttavia onorare quei ragazzi, quegli italiani, che in nome di un ideale alto e nobile (l’unità di un popolo, la conclusione del Risorgimento), hanno sacrificato la propria vita. Il loro ricordo deve indurci ad apprezzare ancor più profondamente la Pace e la Libertà». Il Ministero della difesa ha organizzato anche la Mostra-Concorso Artistico “Non ti scordar di me”, (qui) nella sede del Gruppo Medaglie d’Oro al Valor Militare a Roma, protagonisti 50 giovani studenti e studentesse della scuola primaria dell’Istituto comprensivo “B. Gigli” di Monte Roberto che «hanno interpretato la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate attraverso il linguaggio universale dell’arte, esprimendo con colori e immagini i valori di memoria, unità e pace. Così recita il sito del Ministero». La consegna delle bandiere avviene o alla presenza dei prefetti o dei militari nelle scuole o con uscite didattiche delle scuole presso i reparti militari. Oltre alle scuole selezionate dai ministeri, sono state svolte anche donazioni di bandiere organizzate dai comuni o da reparti locali (ad esempio gli Alpini). Ecco alcune scuole dove si è svolta la consegna: IC di via U. Boccioni di Roma, Istituto Comprensivo Assemini 2 (Cagliari, dove si sottolinea il privilegio di essere stati selezionati!), Marina Militare (Ancona) nell’ex V Circolo Didattico, Istituto di Istruzione Superiore Ten. Col G Familiari (Reggio Calabria), Comune di Malegno (Brescia), Comune di Valbrembo (Bergamo), IIC “Giuseppe Montalto” di Misiliscemi (Trapani). La consegna della bandiera si è prolungata anche nei giorni successivi: è il caso della scuola F. Querini di Venezia, della scuola M. Marinelli di Ancona in occasione di specifiche ricorrenze legate ad eroi della patria locali. Le circolari dei DS nel migliore dei casi si limitano a pubblicare la nota ministeriale, nei casi peggiori come l’IC di Castelvetrano di Trapani, invitano i docenti a prepararsi all’evento con “Attività didattiche finalizzate” a cui dedicare il periodo 28 ottobre – 4 novembre; le attività sono fatte rientrare nell’Educazione civica: la costituzione, la pace, l’unità e il servizio per il bene comune; invitano le classi a realizzare «Produzioni creative: elaborazione di disegni, poesie, pensieri o cartelloni sul tema dell’unità nazionale e della bandiera italiana e, ricordando il Momento commemorativo (4 novembre), invitano ogni plesso a organizzare un breve momento simbolico, con: esposizione della bandiera italiana; lettura di brani significativi da parte degli alunni; eventuale intervento di rappresentanti istituzionali o delle Forze Armate, ove possibile». Infine, «i docenti sono invitati a documentare le attività svolte con foto e brevi video, da condividere sul sito dell’Istituto e sui canali ufficiali». La maggior parte delle circolari rimandano alle commemorazioni comunali (come esempio qui e qui e qui e qui) e alcune indicano anche le classi che vi parteciperanno o la presenza di una delegazione di studenti (circolare n. 69 del Istituto Comprensivo San Tommaso D’Aquino Priverno e Prossedi o dell’ IC De Giorgi Lizzanello, o dell’IC M. T. di Calcutta di Valmontone o l’ IC Bariano); in alcuni rari casi i DS richiamano il rispetto della libertà di insegnamento come ad esempio  l’IC Aiello. Siti internet si preoccupano di preparare percorsi didattici per la giornata del 4 novembre come  fantavolando, offrire materiali come Pinterest; Facebook promuove la condivisione materiali scuola primaria, il sito teca didattica, il canale annaEduvision con l’inquietante video sul 4 novembre rivolto ai bambini e le bambine. Dalla Val d’Aosta alla Sicilia tutte le regioni d’Italia sono state coinvolte nella cerimonia del 4 novembre. Le principali attività svolte durante le commemorazioni (svolte non solo davanti ai monumenti ai caduti, ma anche nei cimiteri!) vanno dall’alzabandiera, alle marce, all’intonazione dell’inno nazionale, a riflessioni delle scolaresche, a retorici discorsi sulla guerra come mezzo per l’acquisizione delle libertà, della democrazia e della pace fino alla consegna di piccoli lavoretti. Oltre alla presenza delle forze armate le cerimonie sono quasi sempre presenziate anche dal parroco locale, con la celebrazione della messa. Insomma, che non si dimentichi il ruolo guerresco dei cappellani militari, a cui si rivolse Lorenzo Milani nella sua celebre lettera e, oggi, lo stesso Cardinale Matteo Zuppi, che ne chiede la trasformazione in semplice sostegno nello svolgimento di un servizio delicato, emotivamente ed eticamente. Al Nord le sezioni degli Alpini hanno avuto ruolo significativo, in tanti casi sono presenti le prefetture, sempre la giunta comunale, spesso promotrice delle iniziative. Non manca il mistificante richiamo al 4 novembre come giornata della pace: nei discorsi dei sindaci, dei rappresentanti delle forze dell’ordine e delle forze armate colpisce la retorica pacifista. Si riportano alcuni passaggi dei discorsi: * La memoria dei nostri Caduti ci richiama ogni giorno al dovere di costruire una comunità più giusta, solidale e unita; * La bandiera consegnata non è solo un simbolo. È una promessa: che i valori per cui tanti hanno combattuto continuino a vivere nel cuore delle nuove generazioni; * […] momento che unisce storia, memoria e impegno civico; * […]i bambini hanno cantato con emozione l’Inno d’Italia, contribuendo con entusiasmo a questo importante momento di ricordo e condivisione civica. * – Voi bambini e ragazzi siete il futuro della nostra comunità, la memoria di ciò che è stato e la promessa di ciò che sarà: imparate a riconoscere nei colori della bandiera un impegno a rispettare gli altri, a collaborare, ad amare il vostro paese con gesti concreti e semplici. * Far partecipare i bambini il 4 novembre è importante per trasmettere loro il significato della Giornata: onorare i caduti e il sacrificio di chi ha servito il Paese, ma anche riflettere sull’importanza della pace e dell’unità nazionale, coltivando un senso di appartenenza alla comunità e ai suoi valori. Sui cartelloni dei bambini e delle bambine si leggono slogan come: * Noi siamo la scia che segue il vostro esempio…. * Nati per unirci (i settori della difesa), memoria e gratitudine, guardiani del futuro. * Gli occhi lucidi dei veterani raccontavano storie che nessun libro potrà mai contenere. Nei discorsi ricorre spesso la parola pace, nel tentativo di fare subire alla ricorrenza una metamorfosi strumentale all’esaltazione dei valori militari e guerreschi: le vittime della I Guerra mondiale si trasformano in eroi, l’inutile carneficina diviene un inno ai valori di unità, Patria e bandiera, i valori militari diventano valori civili. Infine, non mancano le foto che riprendono le scolaresche in posture quali il saluto militare, le mani sul petto (a simulare il giuramento), le adunate, le braccia alzate sventolanti bandierine, le coccarde tricolore sul petto, mentre piccoli sindaci dei Consigli Comunali dei ragazzi, indossano le fasce tricolore. La presenza degli alunni e delle alunne è considerata un valore aggiunto in grado di dare alla giornata maggiore significatività. In fondo, è tutto molto coerente. Le Nuove Indicazioni Nazionali per il primo ciclo dell’istruzione promuovono il ruolo civilizzatore dell’Occidente, il significato bonario del colonialismo, in funzione dello sviluppo dei popoli incolti, che non conoscono le nostre grandiose istituzioni che azzardiamo ancora a definire democratiche. La formazione al conflitto sano come confronto, discussione, compromesso, perde ogni importanza educativa.  La pace fra le nazioni si ottiene con la forza delle truppe schierate ai confini, con il filo spinato, con i muri. La pace sociale non discende dalla giustizia, dall’uguaglianza, dalla cooperazione nella differenza, ma dalla sterilizzazione della protesta, la criminalizzazione del dissenso. Credere, obbedire per combattere, parafrasando il vecchio minaccioso slogan fascista, è il mantra della pedagogia della competizione, del merito che viene al vincitore a fronte dello sconfitto, e ogni arma è valida per conseguirlo. L’uguaglianza, almeno quella che deriverebbe da buone pratiche riformatrici, visto che ogni rivoluzione sembra ormai inattuale, è anch’essa un valore archiviato. Oggi vige il principio della normalizzazione, del modello standardizzato di buon cittadino. testa bassa al lavoro, obbediente, accettante, consenziente, complice della sua servitù materiale e morale. Si impara da piccoli. Di seguito una tabella riassuntiva delle attività svolte e delle scuole coinvolte dove ci è stato possibile ricostruire le “celebrazioni”. Le segnalazioni sono state riportate a titolo esemplificativo al fine di segnalare l’entità del fenomeno e la sua diffusione nella consapevolezza della sua non esaustività. INIZIATIVE 4 NOVEMBRE NORD ITALIA NordCittàLinkAttività svolte (come descritte dalle pagine web consultate)Valle D’AostaAostaquiAosta, Cimitero di Sant’Orso, cerimonia che la sezione valdostana dell’ANA (Alpini) organizza ogni anno con il Gruppo Aosta, per rendere onore ai soldati che lì riposano. Hanno partecipato 32 ragazze e ragazzi della scuola primaria, accompagnati dalle insegnanti.    quiInvitate le scolaresche di ogni ordine grado alle celebrazioni: Alzabandiera, deposizione di una corona al Monumento al Soldato Valdostano e discorsi ufficiali delle autorità locali e militari. Apertura al pubblico della Caserma “Cesare Battisti”, esposizione di mezzi e materiali dell’Esercito, organizzate attività dimostrative come l’arrampicata su ponte tibetano o simulatori di tiro. La Valle d’Aosta – con la sua storia autonoma, l’identità bilingue e il retaggio militare di frontiera – vive il 4 novembre anche come occasione per riaffermare valori civici, unità territoriale, coesione intergenerazionale. Courmayeur (Aosta)quiCerimonia intensa e solenne che ha unito memoria, gratitudine e speranza. La consegna della bandiera agli studenti dell’IC “Eugenia Martinet” (infanzia, primaria e secondaria) segna il passaggio del testimone tra chi ha difeso la Patria e chi ne costruirà il futuro. «La bandiera consegnata non è solo un simbolo. È una promessa: che i valori per cui tanti hanno combattuto continuino a vivere nel cuore delle nuove generazioni». Verrès (Aosta)quiAl termine della cerimonia sono stati consegnati gli attestati di Maturità Civica ai neodiciottenni della “classe 2007”, un simbolo di fiducia e responsabilità verso la comunità.PiemonteBorriana (Biella) quiAlla cerimonia parteciperanno anche gli alunni della classe quinta della Scuola Primaria “P.G. Frassati”, a testimonianza dell’importanza di tramandare la memoria storica alle nuove generazioni Valle San Nicolao (Biella)quiCon la partecipazione delle associazioni e dei bambini e delle bambine della scuola primaria e dell’infanzia. A seguito dell’alzabandiera i ragazzi e le ragazze hanno deposto la corona di alloro presso il monumento ai Caduti di tutte le guerre e, in seguito, è stata benedetta l’onorificenza. La sindaca ha sottolineato l’importanza della pace, un valore che va tramandato in un mondo di troppi conflitti. L’intervento si è concluso con i ringraziamenti alle Forze Armate per il prezioso contributo. I bambini e le bambine della scuola primaria e dell’infanzia, al termine delle allocuzioni, hanno recitato una poesia e deposto un omaggio floreale da loro realizzato, presso il monumento. BiellaquiMartedì 4 novembre le classi seconda e quinta della scuola primaria Pietro Micca, si sono recate ai giardini degli Alpini a raccogliere le foglie e ad ammirare il paesaggio mutato dal mago Autunno. Gaglianico (Biella)quiInvitate le scuole (ma nelle foto si cedono bambini accompagnati dai genitori). Il vicesindaco Mazzali: «Importante mantenere sempre vivo il valore della memoria, dell’unità nazionale e del sacrificio di chi ha dato la propria vita nelle guerre, promuovendo soprattutto l’educazione alla pace nelle scuole». Cerrione (Biella)quiAlla presenza delle classi della scuola primaria e della scuola secondaria di I grado viene deposta la corona d’alloro nei parchi della rimembranza. NovaraquiEmozionante la presenza delle scuole novaresi per un passaggio di testimone tra chi ha vissuto la storia e chi la studia per costruire il domani. «Gli occhi lucidi dei veterani raccontavano storie che nessun libro potrà mai contenere. Le classi delle scuole novaresi, presenti con curiosità e rispetto, hanno assistito a un frammento di memoria viva». Aqui Terme (Alessandria)quiCon cerimonie in ricordo dei caduti, omaggi alla libertà e alla pace e un forte messaggio per i giovani, le varie rappresentanze sottolineano l’importanza della memoria storica e del servizio delle Forze Armate e di sicurezza, con eventi che riflettono le celebrazioni nazionali.  quiA Novara, AssoArma, nel pomeriggio ha organizzato un concerto della Fanfara dei Bersaglieri per onorare i veterani e i caduti, portando musica e memoria storica nella città e valorizzando i valori militari e civici con la partecipazione di autorità locali e di giovani.   quiLa 2C TUR accompagnata dal prof. Viviano ha partecipato alla celebrazione presso il Monumento dedicato agli Eroi Caduti in Guerra. Arona (Novara)quiMassiccia la partecipazione di studenti alla cerimonia del 4 novembre, anniversario della Vittoria. Con il corso musicale erano rappresentati gli allievi della scuola secondaria di primo grado della Giovanni XXIII, allievi dell’Istituto Marcelliane e quelli dell’Enaip. Complessivamente almeno 150 studenti, accompagnati da insegnanti e dirigenti. Villastellone  (Torino)qui Alzabandiera al monumento dei caduti e rappresentazione teatrale delle classi quinte elementari. Condove (Torino)quiGli alunni e le alunne della scuola primaria “Cosimo Bertacchi”, con sventolanti bandierine italiane, hanno partecipato alla commemorazione per ricordare il sacrificio di chi ha difeso la nostra libertà e i valori della pace. Mappano (Torino)quiCon una circolare interna, la Ds invita a partecipare le classi V della Primaria al Giorno dell’Unità Nazionale e alla Giornata delle Forze Armate. Collegno (Torino)quiDavanti agli alunni e alle alunne della vicina scuola Boselli, presenti in gran numero all’iniziativa, il Sindaco e lo storico Claudio Vercelli hanno ricordato e reso omaggio ai collegnesi che hanno sacrificato la propria vita per la nostra patria. La manifestazione è poi proseguita con la presentazione del saggio “Alpini ribelli – Studi storici sulle Penne Nere nella Resistenza 1943-1945”. Ciriè (Torino)quiCelebrata con la partecipazione attiva degli studenti e delle studentesse della scuola secondaria di San Carlo, i ragazzi e le ragazze delle classi terze hanno preso parte alla cerimonia del 4 novembre, affiancando le istituzioni, le associazioni d’arma e i rappresentanti del Comune in un momento che unisce storia, memoria e impegno civico. L’iniziativa è stata promossa dall’Istituto Comprensivo di Ciriè, che ogni anno rinnova la partecipazione a questa ricorrenza per educare le nuove generazioni al rispetto della Costituzione e dei valori democratici. Balangero (Torino)quiNel giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate il Comune di Balangero invita tutta la cittadinanza all’evento Medio Oriente Ucraina, perché le guerre non finiscono mai. Parteciperanno i ragazzi e le ragazze delle scuole di Balangero e le autorità civili e militari. Interverranno il Sindaco Franco Romeo ed il Gen. Giacomo Perotto, esperto di storia militare. Ceres (Torino)quiAccanto agli Alpini erano presenti anche una delegazione dei Carabinieri, una rappresentanza dei Carabinieri Forestali e dell’Arma Aeronautica. Insieme a loro, il gonfalone del Comune, il gagliardetto del Gruppo Alpini, il labaro del Corpo Musicale Alpino, la bandiera dei Combattenti e Reduci e la bandiera dell’Istituto comprensivo “Leonardo Murialdo”, portata dagli alunni e dalle alunne della scuola.   Chieri (Torino)quiCerimonia ufficiale alla presenza delle Autorità civili, militari e religiose e degli studenti delle scuole chieresi Sezzadio (Alessandria)quiPer la Festa dell’Unità Nazionale e giornata delle Forze Armate erano presenti anche i bambini delle scuole. «Far partecipare i bambini il 4 novembre è importante per trasmettere loro il significato della Giornata: onorare i caduti e il sacrificio di chi ha servito il Paese», ma anche riflettere sull’importanza della pace e dell’unità nazionale, coltivando un senso di appartenenza alla comunità e ai suoi valori. Cervere (Cuneo)quiIl comune ringrazia i bambini, le bambine e alpini per essere stati presenti e per dire ogni anno, tutti insieme, “presente!” Santa Vittoria d’Alba (Cuneo)quiNella locandina dopo le celebrazioni gli alpini offrono la merenda ai bambini! Rifreddo (Cuneo)quiUn evento che oltre ad amministratori e cittadini, ha visto anche la partecipazione dei ragazzi e delle ragazze delle locali scuole elementari che hanno ricordato, attraverso brevi brani letterari, le brutture delle guerre e comunicato al resto della popolazione la loro aspirazione ai valori della fratellanza e della pace. Trinità (Cuneo)quiGli Alpini locali e la sindaca hanno reso onore alle vittime di guerra. Toccanti i momenti segnati dall’interpretazione delle letture dei soldati al fronte e poesie sul tema, da parte dei bambini e delle bambine della quinta della scuola primaria e della terza della scuola secondaria di primo grado. Racconigi (Cuneo)quiAlla cerimonia gli studenti e le studentesse dell’Istituto di Istruzione Superiore “Arimondi-Eula” di Racconigi partecipano con una riflessione. Novello (Cuneo)quiI bambini e le bambine della Scuola Primaria di Novello hanno celebrato la Festa portando con loro alcuni lavoretti a tema che hanno poi consegnato all’Amministrazione come ricordo della giornata, recitando inoltre alcune poesie dedicate agli Alpini. Monteu Roero (Cuneo)quiCon i Carabinieri, le insegnanti, gli alunni e le alunne della scuola primaria, alle ore 10.00, presso il monumento ai caduti per ricordare il senso del dovere e la necessità di superare i conflitti partendo da quelli nelle nostre comunità. Monasterolo (Cuneo)quiPresenti i bambini e le bambine della scuola primaria che hanno scandito, uno ad uno, i nomi dei caduti monasterolesi nelle due guerre mondiali, oltre ad alcune letture. Fossano (Cuneo)quiCelebrazione accompagnate dall’iniziativa Caserme in piazza, con la mostra di mezzi e attrezzature delle due caserme fossanesi e delle associazioni di volontariato. La deposizione di una corona al monumento ai caduti alpini nella Prima guerra mondiale in piazza Don Picco e all’onore al monumento dei caduti con picchetto militare e alzabandiera in largo Eroi. I bambini, le bambine e l’inno alla pace. In piazza Castello si sono poi tenuti i discorsi delle autorità civili e militari e, in occasione di Caserme in piazza, le letture dei bambini e delle bambine delle scuole elementari e medie di Fossano, con poesie e un coro, il cui denominatore comune è stato il valore della pace. Saluzzo (Cuneo)quiL’Amministrazione civica ha invitato le associazioni combattentistiche e d’arma previsto l’intervento degli studenti dell’Istituto comprensivo “Rosa bianca”. Costigliole Saluzzo (Cuneo)quiL’Amministrazione comunale ed il Consiglio comunale dei Ragazzi e delle Ragazze invitano la Cittadinanza alle celebrazioni. Baldissero d’Alba (Cuneo)quiPartecipazione alla cerimonia delle scuole dell’infanzia e primaria di Baldissero d’Alba. Marene (Cuneo)quiLa ricorrenza ha coinvolto numerosi marenesi, le autorità civili e militari e religiose, oltre ai bambini e alle bambine della scuola primaria. Valdieri (Cuneo) e scuola edile di Cuneo Inaugurazione della Panchina Tricolore, Accompagnati dalle note dell’Inno Nazionale, i ragazzi della Scuola Edile hanno deposto una corona d’alloro al Monumento ai Caduti, per poi svelare la Panchina Tricolore da loro realizzata. Gli studenti e le studentesse della Scuola Edile di Cuneo hanno condiviso il loro pensiero: «In classe abbiamo letto, discusso e riflettuto sul significato dell’impegno civico, della Costituzione e del dovere verso la comunità. Realizzare la Panchina Tricolore ci ha fatto sentire parte di una comunità viva, dove scuola, territorio e istituzioni collaborano per educare alla cittadinanza e alla memoria. Per noi, che studiamo costruzioni edili, è anche un modo per ricordare che ‘costruire’ non significa solo alzare muri, ma creare ponti tra persone, valori e generazioni». AstiquiAd arricchire la commemorazione la presenza degli studenti e delle studentesse delle classi 5A e 5B della Scuola Primaria “Francesco Baracca” di Asti, accompagnati dai propri docenti. Costigliole d’Asti (Asti)quiAlla cerimonia coinvolti tutti gli ordini di scuola (scuola dell’infanzia, scuola primaria, scuola secondaria) con interventi in onore ai caduti. VercelliquiI bambini e le bambine di cinque anni della scuola dell’infanzia di Pezzana, insieme ad alcuni alunni e alunne della scuola primaria, hanno partecipato alla commemorazione dei caduti davanti al Comune. Accompagnati dal vicesindaco e dal presidente dell’associazione combattenti e reduci, hanno deposto la corona d’alloro in memoria di chi ha sacrificato la propria vita per la patria. Durante la cerimonia, i bambini e le bambine hanno cantato con emozione l’Inno d’Italia, contribuendo con entusiasmo a questo importante momento di ricordo e condivisione civica. Vercelliqui       e quiI rappresentanti di classe dell’I.T.I. “G.C. Faccio” hanno partecipato con orgoglio alle celebrazioni davanti al Monumento ai Caduti. Dopo la funzione religiosa, il corteo ha raggiunto piazza Cesare Battisti per il tradizionale momento degli Onori ai caduti di tutte le guerre con la deposizione delle corone d’alloro. Come di consueto, i Labari delle associazioni combattentistiche e d’arma hanno fatto da cornice alla cerimonia alla quale hanno partecipato anche alcune classi degli istituti scolastici cittadini con i loro insegnanti. Moncrivello (Vercelli)  quiCerimonia alla presenza delle scuole per ricordare insieme il sacrificio di chi ha servito la Patria per consegnarci pace, libertà e unità.LombardiaLeccoquiAlzabandiera e cerimonia civile, con la lettura del bollettino della vittoria e del messaggio del Presidente della Repubblica, seguiti dagli interventi delle autorità, degli studenti e delle studentesse del progetto Unicef “Scuola Amica”, con la partecipazione degli alunni e delle alunne della scuola primaria dell’Ics Lecco 1 e le ragazze e i ragazzi del liceo Bertacchi. Tante sigle militari e di associazioni come quella dei mutilati e invalidi, famiglie caduti e dispersi in guerra. «Voi bambini e ragazzi siete il futuro della nostra comunità, la memoria di ciò che è stato e la promessa di ciò che sarà: imparate a riconoscere nei colori della bandiera un impegno a rispettare gli altri, a collaborare, ad amare il vostro paese con gesti concreti e semplici», ha detto la presidente della provincia di Lecco Alessandra Hofmann. Primaluna (Lecco)quiNel volantino in memoria ai caduti la partecipazione delle scuole alla presenza delle autorità, dei Gruppi Alpini sez. Primaluna e Cortabbio, del corpo docenti, delle bambine delle bambine della Scuola Primaria.  Barzanò (Lecco)quiAl termine della funzione religiosa, sul sagrato della chiesa la popolazione ha deposto la corona d’alloro; ad attenderli tanti studenti e studentesse delle classi quinte della scuola primaria, che hanno condiviso alcune riflessioni di solidarietà, gioia e speranza. Merate (Lecco)quiI ragazzi e le ragazze della scuola secondaria di primo grado Manzoni si sono riuniti in piazza Libertà con i loro insegnanti, la dirigente, il gruppo alpini, il sindaco etc. tra canti patriottici, lettura di poesie, l’assessora ha spinto ad avere sempre un pensiero antimilitarista e proteso alla pace, scartando il concetto della deterrenza lasciato dalla Seconda guerra mondiale (ci sono foto ma senza simboli propri di nazionalismo e militari, gli alpini non si vedono). Casatenovo (Lecco)quiAlla cerimonia interverranno gli alunni e le alunne delle scuole, le Associazioni Casatesi, le Autorità Militari, Civili e Religiose. Valmadrera (Lecco)quiUn momento toccante ha visto protagonisti i bambini e le bambine delle scuole primarie e secondarie, i/le quali hanno letto poesie e citazioni sul tema della memoria e della pace, portando una voce giovane e carica di speranza. Mariano Comense (Como)quiNel video cerimonia con gli alpini ed altri reparti delle forze armate e delle forze dell’ordine con scolaresche coinvolte che muovono bandierine sventolanti e bambini seduti intorno al tricolore. Menaggio (Como)quiDal discorso del sindaco alle scuole:«condividere con le scuole una cerimonia dedicata alla celebrazione del 4 novembre per fare in modo che voi, cittadine e cittadini di domani, conosciate appieno il significato di questa giornata. […] ricordare, in special modo, tutti coloro che, anche giovanissimi, hanno sacrificato il bene supremo della vita per un ideale di Patria e di attaccamento al dovere: […] valori di ogni cittadino perbene. […] per ricordare chi, col sacrificio della vita, ci ha donato la libertà e la pace. […] Il 4 novembre serve a questo, a ricordarci che […] la Libertà e la Democrazia di cui godiamo ogni giorno, non sono piovuti dal cielo ma sono il frutto del lavoro e del sacrificio, a volte anche a costo della vita, dei nostri nonni e bisnonni. E anche chi è qui oggi in divisa, che sia ancora in servizio o in congedo, ha svolto e svolge il suo compito per garantire a noi una vita il più possibile serena, libera e democratica. […]. […] Fate in modo che rispetto e senso del dovere siano il cardine del vostro essere Donne e Uomini protagonisti del futuro. Amate il vostro Paese e la Comunità in cui vivete e siate orgogliosi dell’Italia, della sua Bandiera e della sua Storia». Rovello Porro (Como)quiCerimonia con la presenza del consiglio comunale dei ragazzi. SondrioquiCerimonia alla presenza delle scuole promossa dal prefetto. Dopo un lungo corteo, il gruppo si è radunato al Parco della Rimembranza, dove li attendevano diverse scolaresche del capoluogo, definite una presenza importante.  Campovico (Sondrio)quiCoinvolta nella cerimonia la scuola primaria Gianolo. Berbenno (Bergamo)quiMomento intenso e carico di significato. Nonostante la pioggia, i bambini e le bambine delle scuole, accompagnati da insegnanti e famiglie, hanno portato in piazza ombrelli colorati, sorrisi e canti di Pace. Terno d’Isola (Bergamo)quiNella locandina partecipazione e interventi delle scuole. Capriate San Gervasio (Bergamo)quiAlunni e alunne della scuola primaria di San Gervasio «intonano l’inno nazionale, marciano sul posto con la mano sul cuore». Ome (Brescia)quiAlzabandiera per la scuola secondaria di Polaveno. Polaveno (Brescia)quiCerimonia con letture e canti da parte degli alunni e delle alunne della Scuola Secondaria. Muscoline (Brescia)quiScuola Primaria Mario Lodi: Cerimonia dell’alzabandiera e celebrazione con gli alunni e le alunne. MilanoquiCerimonia di consegna della bandiera italiana da parte di una rappresentanza militare ad alcuni istituti scolastici sul territorio nazionale. Per la città di Milano è stato scelto il Liceo “Carlo Tenca”. Alla cerimonia hanno partecipato, in rappresentanza di tutta la scuola, le classi 4^L, 4^M, 5^A, 5^F, 5^G, 5^H, 5^M e alcuni alunni e alunne dell’indirizzo musicale. Gorla (Milano)quiCorteo con alunni e alunne della scuola primaria, insediamento del consiglio comunale dei ragazzi, Alzabandiera, preghiera e lezioni di storia con espressioni quali Benedire questi cristiani caduti! Presenti FFAA e Forze dell’ordine. Boffalora (Milano)quiCerimonia alla presenza di bambini, bambine e insegnanti al corteo istituzionale, presenza che ha reso la celebrazione ancora più significativa. Colturano (Milano)quiSvolta il 9 novembre, la commemorazione è iniziata con la Santa Messa in suffragio dei caduti di tutte le guerre, nel Salone della Scuola per l’infanzia “C. Rodari”, seguita dalla Commemorazione presso il Monumento ai Caduti di fronte al Municipio, alla presenza delle autorità civili, religiose e militari, delle associazioni, della scuola e di numerosi cittadini e cittadine. Marcallo con Casone (Milano)quiCerimonia con i rappresentanti del Consiglio comunale dei ragazzi, trasforma la giornata in giornata per la pace. Poltello e Cassina De Pecchi (Milano)quiCelebrazioni in Martesana con le scuole. Monzaqui   e qui   e qui     e qui          Sul monumento ai Caduti ringraziamenti alle forze armate per l’impegno nel garantire la sicurezza dei civili in varie parti del mondo. Sulla scalinata del Comune alcune persone hanno mostrato la bandiera della pace e uno striscione con la scritta “No al riarmo”. Organizzata per domenica 7 novembre una mostra, con visita guidata, di mezzi, materiali e uniformi delle Forze Armate e dei Corpi di Soccorso a cura di AssoArma Monza e Brianza. Nei giorni successivi i valori delle forze armate sono stati portati nelle classi come mostra l’ultimo link. «Una folla di militari per Monza: Se la festa dell’Unità nazionale e delle Forze Armate si celebra il 4 novembre, la trasmissione del suo significato e dei valori vanno ben oltre questa data. Con questa convinzione il presidente del consiglio comunale Marco Pellegrini e l’assessore all’istruzione Valentina Mozzoni hanno organizzato un incontro tra giovanissimi studenti e appartenenti alle Forze dell’Ordine, con la partecipazione dell’assessore al sociale Stefano Pellegrini e l’adesione della Filarmonica di Azzano. “L’obiettivo – spiega Marco Pellegrini – è contribuire alla conoscenza dei valori dell’Italia, coltivare il valore della pace e del rispetto delle regole. Un grazie al dirigente scolastico Silvia Barbara Gori e alle insegnanti”. Sono stati i rappresentanti di Esercito, Aeronautica, Marina Militare, Guardia di Finanza, Carabinieri, Polizia di Stato e Polizia Municipale a varcare la soglia delle aule delle classi quinte delle scuole di Frasso, Marzocchino, Ripa e Seravezza. Presenti anche gli alpini». VaresequiIn piazza San Vittore – Arco Mera, un momento solenne dedicato ai Caduti e alla riaffermazione dei principi irrinunciabili di libertà, democrazia e coesione nazionale della Repubblica. Alla cerimonia hanno partecipato il Prefetto di Varese, il Presidente della Provincia, il Sottosegretario della Regione Lombardia, i rappresentanti dei Comuni di Varese, Busto Arsizio, Gallarate e Saronno con i rispettivi gonfaloni e varie autorità civili, militari e religiose. Significativa la presenza delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, e delle rappresentanze del mondo della scuola, dell’Università. Tra il pubblico anche una rappresentanza di studenti e studentesse delle università di Como e Varese e della società civile. Velate (Varese)quiIl 4 novembre è stato celebrato anche alla scuola primaria Settembrini di Velate. I bambini e le bambine hanno realizzato due cartelloni in cui tante mani si uniscono a formare il simbolo della pace e la chioma di un albero. Nel giardino della scuola si è svolto un momento simbolico con la deposizione di fiori sulle steli. In corteo è stato raggiunto il monumento ai caduti. Tre bambini hanno letto una lettera scritta da un’alunna al Milite ignoto. Busto Arsizio (Varese)quiArticolato il programma di iniziative e collaborazioni approntato dal Comune di Busto. Agli studenti e alle studentesse è dedicato il 7 novembre. La Sezione Bersaglieri “Nino Tramonti” propone un appuntamento speciale, dal titolo “L’inno svelato” sul nostro inno nazionale periodicamente rubricato come marcetta. L’incontro è tenuto da Michele D’Andrea impegnato da anni nello studio della storia, del cerimoniale e della musica del Risorgimento e della araldica militare, con un passato nella dirigenza del Quirinale. Bosco Valtravaglia e Montegrino (Varese)quiLezioni degli alpini e della protezione civile nelle scuole di Bosco Valtravaglia e Montegrino per trasmettere i valori di libertà e unità. Cerimonia religiosa e visita al monumento ai caduti. Luino, Saronno e altre città (Varese)qui     e qui     e qui     e quiIl Comando Provinciale Carabinieri di Varese ha promosso una serie di incontri presso diversi istituti presenti nei maggiori centri del territorio provinciale, tra cui anche Luino, raggiungendo complessivamente circa 400 alunni e alunne. Un momento pensato per spiegare il senso profondo di questa ricorrenza e il messaggio del tema scelto quest’anno: Difesa, la forza che unisce. Gli studenti e le studentesse dell’“Aldo Moro” hanno cantato l’inno nazionale. Il partito di F.lli di Italia attacca l’amministrazione per la cerimonia sottotono. Maccagno con Pino e Veddasca, Cadero, Garabiolo, Campagnano (Varese)quiQuattro comuni nella stessa segnalazione. La locandina segnala per domenica 9 novembre la partecipazione delle scolaresche.    Lavena Ponte Tresa (Varese)quiAlla cerimonia hanno preso parte anche gli alunni e le alunne delle classi quinte della scuola primaria e delle classi terze della scuola secondaria di primo grado, che hanno contribuito a rendere ancora più significativo il momento di riflessione e memoria collettiva. La partecipazione dei giovani rappresenta un segno importante di continuità e di trasmissione dei valori civili alle nuove generazioni. Tradate (Varese)quiLa celebrazione vede la presenza dei rappresentanti del Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze, della cittadinanza e delle scolaresche. Cislago (Varese)quiGli alunni e le alunne delle scuole elementari e medie di Cislago hanno preso parte alle celebrazioni organizzate in paese in collaborazione con l’Associazione Bersaglieri. Venegono Superiore (Varese)quiDurante la cerimonia è intervenuto il consiglio comunale dei ragazzi e gli alunni e le alunne delle classi quinte della scuola primaria “Marconi”. il momento più significativo i brani patriottici. Castiglione Olona (Varese)quiUna cerimonia con protagonisti il corpo filarmonico “Santa Cecilia”, la Protezione Civile, gli Alpini e gli studenti e le studentesse della Scuola Secondaria di I grado “Cardinal Branda Castiglioni”. Per lo spettacolo “La leggenda del Piave – Musica, storia e memoria” gli studenti e le studentesse hanno letto e analizzato il celebre brano “La leggenda del Piave”, scoprendo come la musica possa diventare memoria collettiva. Gli Alpini hanno condiviso ricordi e valori di solidarietà e impegno civile.Trentino-Alto AdigeTrentoqui                                             e quiOltre alla consueta cerimonia commemorativa in piazza Santa Maria Maggiore, alla presenza delle principali autorità e con reparti schierati, è stata organizzata “la Cittadella dell’Unità Nazionale” nella centralissima Piazza del Duomo dove le Forze Armate presenti in Trentino espongono mezzi e materiali speciali in loro dotazione con stand informativi. L’attività è curata dal 2° Reggimento Genio Guastatori dell’Esercito (con il supporto del Comando Truppe Alpine di Bolzano), dai Comandi Provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza (con il supporto dei due rispettivi comandi regionali), dalla Sezione della Capitaneria di Porto di Riva del Garda e del Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana della Provincia autonome di Trento. L’iniziativa, svolta anche con il coinvolgimento delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, è rivolta a tutta la cittadinanza, ma con particolare riguardo alle Scuole per le quali è stato coinvolto il Dipartimento di Istruzione e Cultura della PAT. Aperto al pubblico il Museo Nazionale Storico degli Alpini al Doss Trento. L’evento rappresenta un’occasione di incontro tra istituzioni e cittadini, per rinnovare insieme il legame tra le Forze Armate e la Nazione. Letti i messaggi del Ministro della Difesa e del Capo dello Stato, seguiti i saluti delle autorità e la consegna delle Onorificenze al Merito della Repubblica Italiana (OMRI), attribuite a undici cittadini trentini che si sono distinti nei campi del servizio pubblico, delle scienze, delle arti, del volontariato e dell’impegno civile e sociale. […] consegnate le Medaglie d’Onore ai familiari di sette ex Internati Militari Italiani (IMI), deportati e costretti al lavoro coatto nei campi di prigionia nazisti tra il 1943 e il 1945. «Un riconoscimento che rinnova la memoria di chi, in condizioni disumane, scelse di non aderire alla Repubblica di Salò, pagando con la prigionia la propria fedeltà allo Stato italiano». BolzanoquiLa giornata, alla quale hanno preso parte le autorità civili e militari e le rappresentanze di esercito, carabinieri, guardia di finanza, polizia di stato e polizia penitenziaria, si è aperta con l’alzabandiera solenne sulle note della fanfara della Brigata alpina Taurinense. Sono state consegnate tredici onorificenze dell’ordine al merito della Repubblica ad altrettanti cittadini e militari che si sono distinti per l’impegno in favore della comunità. La cerimonia si è conclusa con la consegna di una bandiera tricolore ad una classe della scuola secondaria di primo grado “Anna Frank” di Bolzano.VenetoZero Branco (Treviso)quiL’istituto comprensivo con cinque plessi scolastici (infanzia, primaria e secondaria di primo grado) ha partecipato alla cerimonia. Viene sottolineato il ruolo dell’educazione come il mezzo più potente per il cambiamento sociale.  Marcon (Venezia)quiAlla cerimonia partecipa la scuola primaria D. Manin.  Gazzera (Venezia)quiLa classe seconda A dell'”IC Don Milani” ha partecipato alla celebrazione. Villafranca PadovanaquiScuola secondaria di primo grado “Dante Alighieri”, le classi 3A e 3B dell’Istituto ricevono la bandiera dai carabinieri. Ponte San Nicolò (Padova)  quiCerimonia di commemorazione con la partecipazione delle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado. Bovolenta (Padova)quiCerimonia di commemorazione con la partecipazione delle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado. Conselve (Padova)quiCommosse letture di pensieri, poesie e lettere dal Fronte, da parte degli studenti delle Scuole conselvane.  Inneggiamento alla Pace, quale bene supremo che, oggi, appare avvinto da un’allarmante precarietà. Campiglia dei Berici (Vicenza)quiCommemorazione con la partecipazione degli alunni e delle alunne della scuola primaria e secondaria di primo grado. Illasi e Cellore (Verona)quiMattinata di emozioni nel celebrare la giornata dell’unità nazionale e delle forze armate con le associazioni e con i cittadini e le cittadine più giovani rappresentati dalle scuole primaria di Cellore e di Illasi e dai bambini e bambine della Scuola dell’Infanzia “Ai nostri caduti” e della Scuola dell’infanzia bilingue “San Giuseppe” che sono stati preparati dalle loro insegnanti. Friuli-Venezia GiuliaPordenonequiSul piazzale erano schierati uomini e donne di Esercito, Aeronautica, Guardia di Finanza, Carabinieri, Polizia di Stato, insieme ai Bersaglieri con la fanfara, gli Alpini e la Cavalleria in uniforme storica dei Lancieri di Novara. Presenti anche numerose Associazioni Combattentistiche e d’Arma, con labari e vessilli che hanno reso la celebrazione ancora più solenne. Presente un dirigente scolastico e diverse scolaresche tra le quali: scuola materna don Giuseppe Lozer, primaria Odorico da Pordenone, secondaria Lozer. Hanno intonato canti patriottici come La canzone del Piave, Signore delle cime, Sul cappello e Monte Canino. Meduno (Pordenone)quiCommemorazione con la Scuola Secondaria di Primo Grado. UdinequiApertura della caserma della Brigata Julia per il 4 novembre 2025 (Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate) a cittadini, studenti e studentesse. Visco (Udine)quiLe scuole dell’infanzia e primaria hanno assistito alla cerimonia dell’alzabandiera e deposizione di corone per ricordare i caduti e celebrare l’unità nazionale attraverso i valori di patria e Solidarietà. Remanzacco (Udine)quiLa commemorazione si è tenuta con le scuole di Remanzacco e il consiglio comunale dei ragazzi presso il Monumento ai Caduti nella scuola dell’Infanzia.LiguriaGenovaquiAlla cerimonia erano presenti tutte le rappresentanze delle Forze Armate, le istituzioni locali e gli studenti di alcune scuole genovesi che hanno intonato l’inno d’Italia. Bordighera (Imperia)quiI ragazzi e le ragazze delle scuole di Bordighera, dalle classi primarie e gli studenti del Montale hanno preso la parola con letture e riflessioni, hanno arricchito la cerimonia. Riva Ligure (Imperia)quiCerimonia alla presenza delle scolaresche. La SpeziaquiIl consigliere regionale Medusei attacca l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università: «qualcuno, che non intendo citare, ha pensato di organizzare una contro manifestazione “contro la militarizzazione di scuole, università e territori”. Che dire amici, mi esimo dal commentare simili iniziative, dove viene persino cambiato il nome di Piazza Domenica Chiodo definendola “Piazza Palestina libera”, che NULLA hanno a che vedere con il significato di questa giornata. Appelli ANTIMILITARISTI e ANTIPATRIOTTICI privi di ogni logica, che offendono la storia e il sacrificio di tantissimi italiani. Grazie ancora agli uomini e donne che servono il nostro Paese con impegno, dedizione e senso del dovere, difendendo la pace, la libertà e la sicurezza di tutti, ANCHE DI CHI OGGI LE ATTACCA».Emilia-RomagnaReggio Emiliaqui   e quiReggio Emilia nell’invito del sindaco alla cittadinanza si sottolinea l’importanza di «rinnovare un patto tra generazioni e ringrazio le scuole, gli insegnanti e gli studenti che partecipano a queste celebrazioni, portando con sé la curiosità e la forza del futuro». Nella pagina Facebook una cittadina lamenta l’assenza delle scolaresche. Goro (Ferrara)quiAlla commemorazione hanno partecipato i ragazzi e le ragazze della scuola secondaria dell’Istituto Comprensivo A. Manzoni di Mesola. Aosta 4 novembre 2025 Aosta 4 novembre 2025 Aosta 4 novembre 2025 Aosta 4 novembre 2025 Aosta 4 novembre 2025 Aosta 4 novembre 2025 Boffalora (MI) 4 novembre 2025 Cervere (CN) 4 novembre 2025 Cervere (CN) 4 novembre 2025 Cislago (VA) 4 novembre 2025 Colturano (MI) 4 novembre 2025 Colturano (MI) 4 novembre 2025 Colturano (MI) 4 novembre 2025 Colturano (MI) 4 novembre 2025 Illasi (VR) 4 novembre 2025 Illasi (VR) 4 novembre 2025 Condove (TO) 4 novembre 2025 Novara 4 novembre 2025 Rifreddo (CN) 4 novembre 2025 Sezzadio (AL) 4 novembre 2025 Sezzadio (AL) 4 novembre 2025 Valdieri (CN) 4 novembre 2025 Valle San Nicolao (BI) 4 novembre 2025 Valmadrera (LC) 4 novembre 2025 Valmadrera (LC) 4 novembre 2025 Valmadrera (LC) 4 novembre 2025 Valmadrera (LC) 4 novembre 2025 Valmadrera (LC) 4 novembre 2025 Valmadrera (LC) 4 novembre 2025 Valmadrera (LC) 4 novembre 2025 Venegono Superiore (VA) 4 novembre 2025 INIZIATIVE 4 NOVEMBRE CENTRO ITALIA Centrocittàlinkattività svolteToscanaPratoquiMercoledì 5 novembre 2025 si è svolta una conferenza (relatore Ten. Col. Paolo CESPI) presso l’I.T.S. Tullio Buzzi al fine di illustrare agli studenti del 4° e 5° anno delle scuole secondarie di secondo grado contenuti di particolare interesse storico-culturale. Al termine della conferenza, il comandante gen. B. Michele VICARI ha consegnato una bandiera nazionale al dirigente scolastico quale autorità rappresentante della scuola. Viareggio (Lucca)quiI rappresentanti di esercito, aeronautica, marina militare, guardia di finanza, alpini, carabinieri, polizia di stato e polizia municipale hanno fatto visita alle classi quinte delle scuole di Frasso, Marzocchino, Ripa e Seravezza. Massarosa (Lucca)quiSono state deposte corone di fiori insieme agli alunni delle scuole del territorio. Lancio in aria di palloncini con i colori della pace. ArezzoquiA fare da cornice all’evento sono state le esecuzioni musicali degli studenti del liceo classico musicale “F. Petrarca”. L’organizzazione è stata curata in collaborazione con l’ufficio scolastico provinciale di Arezzo. Cortona e Sansepolcro (Arezzo)quiCerimonie con la partecipazione delle scuole. Castiglion Fiorentino (Arezzo)quiAl termine delle consuete celebrazioni (monumento ai caduti e sacrario di Palazzo San Michele), Gustavo Cavallini dell’associazione Artume ha mostrato i due nuovi pezzi, un fazzoletto patriottico riguardante la guerra Italo-Turca e un gagliardetto simbolo della Guerra proveniente dalla Russia, che arricchiscono la collezione di bandiere italiane risalenti alle varie guerre a cui ha partecipato l’Italia ed esposte nella terza cella del Corridoio delle Carceri a Palazzo Pretorio. Successivamente inaugurazione della mostra “Echi dalla Grande Guerra 1915-1919: Messaggi di un’epoca in conflitto” allestita nell’androne di Palazzo San Michele. Nel percorso espositivo sono raccolti 23 manifesti che testimoniano l’intero arco del conflitto: dalla chiamata alle armi all’invito a sottoscrivere i prestiti di guerra, dalla diffusione di norme e decreti governativi alle rappresentazioni idealizzate del fronte e dell’eroismo militare. Accanto a questi, trovano spazio anche manifesti e documenti legati alla memoria locale: nomi e luoghi di Castiglion Fiorentino che portano incisa la traccia di quegli anni, rendendo viva e concreta la storia che ci viene consegnata. Presente anche il consiglio comunale dei ragazzi. Pergine Valdarno (Arezzo)quiGli alunni e le alunne della scuola primaria e della secondaria di primo grado hanno cantato l’Inno di Mameli e Il Piave mormorava, accompagnati dalla Filarmonica S. Cecilia di Laterina e rendendo omaggio ai caduti.MarcheAnconaqui      Prevista per la celebrazione la consegna della bandiera il 19 novembre all’istituto “Posatora Piano Archi”, valutata la coerenza degli elementi proposti con le finalità educative richiamate dal MIM e la presenza dei requisiti indicati. Anconaqui         qui per il video   qui per il video dei bambiniCerimonia presso il Porto Antico molo “Luigi Rizzo”, Ancona, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con schieramento e sfilata delle forze armate. Per l’occasione è stata richiesta: «a Codesto spettabile Ufficio Scolastico Regionale, di voler prevedere una rappresentanza complessiva di circa 250 studenti (compresi i relativi accompagnatori), auspicabilmente tra scuola primaria e secondaria di 1° grado, che saranno allineati in una area protetta da una tensostruttura e adiacente alle Brigate schierate, in modo da avere adeguata visibilità». L’invito a partecipare all’evento è rivolto alle classi quinte della scuola primaria e alle classi prime/ seconde della scuola secondaria di primo grado degli Istituti Comprensivi e Omnicomprensivi della provincia di Ancona. Vallefoglia (Pesaro e Urbino)   Tavullia (Pesaro e Urbino)qui     e quiCerimonia con gli studenti e le studentesse dell’Istituto Comprensivo Pian del Bruscolo e della scuola primaria Tavullia.UmbriaAttigliano (Terni)qui     qui Hanno reso omaggio ai caduti la Scuola dell’Infanzia e la Scuola Primaria di Penna in Teverina (4 o 5 novembre) e gli alunni e le alunne della scuola primaria e secondaria (9 novembre). GubbioquiCorteo che ha attraversato i principali monumenti in onore dei caduti alla presenza dei bambini delle scuole. San Venanzo (Terni)quiCelebrazioni con le scuole come da locandina.LazioMontalto di Castro (Viterbo)quiPresenti alla cerimonia l’amministrazione comunale, la sezione locale dei Bersaglieri, le Associazioni di Volontariato, le Forze Armate, i Parroci, i cittadini e gli alunni della scuola primaria di Pescia Romana. A loro in particolare che va il messaggio più importante «la pace non è mai scontata: va difesa, coltivata e costruita ogni giorno, con impegno e con coraggio». LadispoliquiAlla cerimonia hanno partecipato insegnanti, studentesse e studenti degli istituti comprensivi che si sono schierati in modo ordinato; è seguito l’alzabandiera e la deposizione di una corona di alloro al monumento dei caduti. Recitata una preghiera in onore dei tanti militari che hanno sacrificato la loro vita per difendere la Patria. Gli alunni di alcune classi delle scuole hanno letto riflessioni foriere di pace. Graffignano e Sipicciano (Viterbo)quiDeposizione di fiori ai monumenti ai caduti alla presenza dei ragazzi e delle ragazze della Scuola Secondaria di I grado e i bambini della Scuola dell’Infanzia di Graffignano, i bambini della Scuola Primaria di Sipicciano. Forze dell’ordine in congedo e Onorificenza al Merito della Repubblica Italiana ad un cittadino. Fabrica di Roma (Viterbo)quiCelebrazioni con le scuole. Civitella D’Agliano (Viterbo)quiCelebrazioni con la scuola dell’infanzia e la scuola primaria. Frosinonequi     e qui   e quiL’alzabandiera e la deposizione della corona ai Caduti, lettura dei messaggi istituzionali, consegna delle Onorificenze al Merito della Repubblica Italiana e consegna della Bandiera Nazionale alla Scuola Primaria “Plesso Vicebrigadiere dei Carabinieri Mario Carcasole” di Ceccano. Al termine della cerimonia è stata inaugurata la mostra “Caserme in Piazza”, aperta alla cittadinanza, con visite programmate di studenti e studentesse degli Istituti scolastici della Provincia. Trivigliano (Frosinone)  quiLe classi IV e V della scuola primaria e le due classi III della scuola secondaria di primo grado partecipano alla cerimonia con un momento di riflessione. Villa Santo Stefano (Frosinone)quiSi è reso omaggio a tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita per la Patria e per la libertà. Hanno preso parte alla cerimonia: gli alunni, le alunne e i docenti della scuola il Comandante della stazione dei Carabinieri, il Parroco, il Dirigente scolastico, insieme all’Amministrazione comunale e ai cittadini presenti. Un momento sentito di memoria, gratitudine e riflessione. Si è ricordato il valore della pace, il senso di appartenenza alla nostra Nazione e il ruolo fondamentale delle Forze Armate, che ogni giorno garantiscono sicurezza, libertà e difesa dei valori democratici. Giuliano di Roma (Frosinone)quiCerimonia con la scuola secondaria di 1 grado. RomaquiScuola “Nostra Signora di Lourdes” (infanzia e primaria) – incontra il Capitano Chiara Camaioni della Marina Militare che con parole semplici ma efficaci ha permesso a tutti i bambini e le bambine di comprendere l’importante lavoro di difesa e aiuto delle Nostre Forze Armate e il loro coinvolgimento nelle Missioni Umanitarie. Fiumicino (Roma)qui   e quiCerimonia alla presenza di alunne e alunni della scuola primaria con i comandanti delle FFAA: «L’entusiasmo dei ragazzi si è visibilmente manifestato dopo i momenti formali, quando è decollata la visita all’area logistico-operativa delle studentesse e degli studenti della vicina scuola primaria Istituto G.B. Grassi e dell’I.I.S. Baffi di Fiumicino accompagnati dal personale specializzato del Centro. Una mostra statica allestita per l’occasione ha permesso loro di sognare ad occhi aperti, osservando da vicino i velivoli storici, i mezzi antincendio e di soccorso in dotazione al Centro, i veicoli tattici e i tanti materiali che l’ente provvede a rifornire a supporto di tutta l’Aeronautica Militare». Agosta (Roma)quiDurante la cerimonia, studenti, studentesse e insegnanti hanno affrontato temi di grande attualità e importanza: la Costituzione, la tutela dell’ambiente, il rispetto del prossimo, e la responsabilità di ciascuno nel costruire un futuro di armonia e solidarietà. Bracciano (Roma)quiGià uscito un articolo dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università (link). Frascati (Roma)qui«La cerimonia di quest’anno è stata particolarmente suggestiva ed emozionante, grazie alla partecipazione entusiasta e commovente dei bambini delle scuole primarie di Frascati che hanno reso l’evento ancora più significativo con i loro contributi e la loro energia. Ognuno di loro, sotto la guida attenta di maestre e personale scolastico, ha preparato un pensiero, una canzone, una poesia, un disegno che ha poi donato agli uomini e alle donne delle Forze armate presenti oggi in piazza Marconi». Tarquinia (Roma)quiAlla commemorazione presenza di varie associazioni locali e le scuole. Castelnuovo di Porto (Roma)quiAlla commemorazione presenza di varie associazioni locali e delle classi V e III dell’I.C. Guido Pitocco. Colonna (Roma)quiPartecipazione delle scuole, con l’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, la Polizia Locale, i Carabinieri, la Protezione Civile, l’amministrazione comunale e l’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci – Sezione di Colonna. Gli studenti e le studentesse dell’I.C. don Lorenzo Milani – plesso Tiberio Gulluni – hanno partecipato attivamente preparando riflessioni e letture per ricordare chi ha sacrificato la propria vita per la libertà e per rinnovare i valori di pace, unità e solidarietà. Artena (Roma)quiCerimonia con la partecipazione delle bambine e dei bambini AnzioquiCerimonia con cittadini, studentesse e studenti con benedizione del parroco e ringraziamenti del sindaco alle FFAA. Montelanico (Roma)quiLa ricorrenza è stata celebrata presso il monumento dei caduti insieme ai ragazzi e alle ragazze della scuola. Grottaferrata (Roma)quiPartecipazione delle scolaresche con intonazione finale dell’inno di Mameli. Zagarolo (Roma)quiDelegazione degli studenti e delle studentesse dell’Istituto Rita Levi Montalcini di Valle Martella e del Liceo Borsellino Falcone di Zagarolo, la Fly Roma Scuola di Volo ha permesso il passaggio degli aerei tricolori su Zagarolo. Valmontone (Roma)quiHanno partecipato le classi quinte della Scuola Primaria del C.U. come da circolare della D.S. Latinaqui       e quiA Borgo Bainsizza dopo la lettura dei messaggi istituzionali del ministro della Difesa e del Presidente della Repubblica, hanno rivolto il loro saluto ai presenti il comandante della 4ª Brigata Telecomunicazioni dell’Aeronautica militare e la prefetta di Latina Vittoria Ciaramella, la quale nel suo discorso ha ricordato il sacrificio di migliaia di uomini e donne, militari e civili, che hanno offerto la propria vita per la conquista degli ideali di unità, libertà e pace. La prefetta ha rivolto un commosso pensiero al comandante del 70° Stormo dell’Aeronautica militare di Latina Simone Mettini e all’allievo Lorenzo Nucheli, morti nell’incidente aereo del primo ottobre a Sabaudia. Erano presenti gli alunni e le alunne della scuola primaria IC Fabiano-Milani. LatinaquiIl comando provinciale della guardia di finanza di Latina ha aperto alla cittadinanza la sede di Palazzo M, visitata dagli alunni e le alunne di varie classi degli istituti comprensivi Tasso, Corradini, Volta e Cena. Nel corso dell’incontro è stata illustrata la storia della Caserma “Michele Savarese” e il significato delle celebrazioni del 4 novembre. Visione di un filmato istituzionale sul ruolo delle Fiamme gialle e dimostrazione di due militari cinofili con al seguito i cani “Jessy e Gingo”, che hanno effettuato la simulazione di un controllo antidroga su persone e automezzi. LatinaquiA Cisterna, il 3 novembre, era presente una delegazione dell’Istituto “Ramadù”. Nel corso della commemorazione sono stati ricordati i decorati Simone Corsi e Alfonso Volpi, il caduto in missione Massimiliano Ramadù (a cui la scuola è intitolata!), il generale Franco Angioni, «che ha saputo incarnare pienamente lo spirito delle nostre Forze Armate e il volto migliore dell’Italia nel mondo», e i tre carabinieri morti tragicamente il 14 ottobre scorso a Castel d’Azzano (Verona). Particolarmente commovente l’applauso rivolto a Ivo Castellucci, reduce cisternese che domani festeggerà il 104° compleanno sull’Altare della Patria a Roma. GaetaquiPresenza delle scuole alla Cerimonia; Le associazioni degli ex combattenti rimarcano il loro insegnamento dei valori di unità e patria e dell’importanza della difesa della nostra nazione. Nel video il ricordo del fiume colorato di sangue.AbruzzoPescaraquiPer le scuole, saranno presenti gli studenti e le studentesse del liceo Marconi, istituto professionale De Cecco e istituto tecnico statale Aterno Manthonè. Monte Odorisio (Chieti)quiCon la partecipazione attiva di studenti, studentesse e docenti si è commemorato anche il caduto locale Giuseppe Manzi di Marcellino caduto per la Patria. San Salvo (Chieti)qui«San Salvo ricorda i caduti: protagonisti gli studenti e il senso di comunità». I valori della Repubblica trasmessi ai giovani: emozione e partecipazione. Pizzoli (Aquila)quiLa scuola Falcone-Borsellino ha reso omaggio ai Caduti in guerra presso il monumento di Montereale. Castelnuovo (RM) 4 novembre 2025 Colonna (RM) 4 novembre 2025 Frascati (RM) 4 novembre 2025 Pergine Valdarno (AR) 4 novembre 2025 Pergine Valdarno (AR) 4 novembre 2025 Latina 4 novembre 2025 Latina 4 novembre 2025 Zagarolo (RM) 4 novembre 2025 Zagarolo (RM) 4 novembre 2025 Zagarolo (RM) 4 novembre 2025 INIZIATIVE 4 NOVEMBRE SUD ITALIA E ISOLE Sud e isolecittàlinkattività svolteMoliseCampobassoqui     e quiConsegna della bandiera alla scuola intitolata al sottotenente Leopoldo Montini che prestò il suo servizio nelle forze armate durante la Prima guerra mondiale, decorato con la medaglia d’oro al valor militare che gli fu assegnata postuma.  La scuola è rappresentata dalle classi 5C e 5D della Scuola primaria e la classe 2D della Scuola secondaria di primo grado. La manifestazione si è tenuta nel centro della città; gli alunni e le alunne hanno anche visitato gli stand delle varie forze armate dove hanno assistito a dimostrazioni.CampaniaBeneventoqui   e quiPresenti una rappresentanza di studenti e studentesse di alcuni Istituti di Benevento e della provincia. “Unità come strumento di coesione e sviluppo”. La festa è ricordata come sola festa delle forze armate. Montesarchio (Benevento)quiGli studenti e le studentesse delle classi VA, VC, VE della Scuola Primaria e della IIIC della Scuola Secondaria di Primo Grado dell’Istituto Comprensivo “Primo Montesarchio” hanno partecipato alla cerimonia di commemorazione in Piazza Umberto I a Montesarchio. Paduli (Benevento)quiI piccoli alunni e alunne della scuola dell’infanzia e i più grandi della primaria e della secondaria hanno partecipato alla commemorazione. Maddaloni (Caserta)qui   quiGli alunni e le alunne della Scuola Primaria, della Scuola Secondaria di I grado, del Liceo Classico e del Liceo Classico Europeo, accompagnati dai loro docenti, hanno partecipato alla festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Sant’Antimo (Napoli)quiCelebrata con orgoglio la festa alla presenza degli studenti e delle studentesse: «Un momento di memoria e riconoscenza verso tutti coloro che hanno servito e servono la Patria con coraggio e dedizione». Visciano (Napoli)qui     e quiCoinvolte tutti gradi di scuola alla celebrazione. Messa, discorso del sindaco e tanti interventi di bambini e bambine che indossano simboli tricolore. Fanno da sfondo cartelloni inneggianti al 4 novembre. Aversa (Caserta)quiGli alunni e le alunne dell’IC Giovanni Pascoli, hanno seguito in classe la cerimonia del 4 novembre trasmessa in televisione. SalernoquiGli studenti e le studentesse della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo Statale “Rita Levi-Montalcini” si sono recati presso il Comando Provinciale Carabinieri di Salerno, dove si è svolta l’iniziativa “Caserme Aperte”. Gli allievi, accompagnati dal corpo docente, hanno potuto visitare una mostra statica di mezzi e apparecchiature in dotazione all’Arma dei Carabinieri e conoscere da vicino alcuni dei Reparti Speciali dislocati nell’ambito del Comando Provinciale di Salerno. Nocera Superiore (Salerno)qui   quiL’Istituto Comprensivo “Nuceria” ha partecipato al corteo cittadino in occasione del 4 novembre. Esibizione degli studenti e delle studentesse della scuola secondaria di primo grado, che hanno intonato “La Leggenda del Piave”. Omignano (Salerno)quiScuole presenti alla cerimonia, posture patriottiche e inno nazionale cantato dalle bambine e dai bambini. Amalfi (Salerno)quiGli alunni e le alunne hanno sventolato bandierine ai piedi del monumento che Amalfi dedicò ai suoi caduti nelle due guerre mondiali. PugliaStornarella (Foggia)quiLa cerimonia di commemorazione ha visto la partecipazione attiva delle scuole del territorio. Carpino (Foggia)quiCommemorazione della 107° giornata dell’Unità nazionale e delle forze armate con i bambini e le bambine delle scuole. Ruvo di Puglia (Bari)qui   quiL’amministrazione comunale ha organizzato cerimonie che hanno visto la partecipazione delle scuole. La scuola primaria “Bovio” ha ospitato la cerimonia dedicata alla commemorazione dei fratelli Carrante, due soldati caduti nella Prima Guerra Mondiale Bitonto (Bari)quiGli alunni e le alunne della classe 5^A della scuola primaria “V.F. Cassano”, in rappresentanza dell’istituto, hanno partecipato alla manifestazione ufficiale. Modugno (Bari)quiGli alunni e le alunne delle classi V del plesso De Amicis e le classi III della scuola secondaria di 1° grado dell’I.C. De Amicis-D. Alighieri hanno presenziato all’alza bandiera e preso parte al corteo. Gravina in Puglia (Bari)quiIl programma comunale prevede cerimonie alla presenza delle autorità civili, militari e religiose, con letture e canti eseguiti dagli alunni e alunne delle scuole gravinesi. Brindisi (Taranto, Grottaglie)qui qui   e quiOltre duecento studenti, studentesse e docenti provenienti dagli Istituti scolastici comprensivi di Brindisi hanno preso parte alla cerimonia ufficiale che si è svolta in piazza S. Teresa. Sava (Taranto)quiCerimonia alla presenza delle scuole. Seclì (Lecce)quiL’amministrazione comunale ha organizzato un corteo e una cerimonia al Monumento ai Caduti, hanno partecipato attivamente gli alunni e le alunne della scuola Primaria di Seclì. Galatina (Lecce)quiIl Liceo “Vallone” ha partecipato alla cerimonia ufficiale e, tra gli interventi, anche un discorso pronunciato da uno studente della classe 5° DSA, che, secondo il post su Instagram«ha rappresentato con maturità e consapevolezza il pensiero delle giovani generazioni». Nardò (Lecce)quiCerimonia alla presenza delle scolaresche. Racale (Lecce)quiLe classi quinte della Scuola Primaria e gli studenti e le studentesse della Scuola Secondaria di Primo Grado hanno partecipato con emozione e consapevolezza alla cerimonia cittadina. Tricase (Lecce)qui    quiLa scuola dell’infanzia e della primaria dell’IC “Via Apulia”, la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria IC “G. Pascoli” hanno reso omaggio ai caduti con canzoni, simboli di pace e corone d’alloro.BasilicataPalazzo San Gervasio (Potenza)quiGli studenti e le studentesse hanno partecipato con entusiasmo a una serie di attività volte a ricordare il valore della pace, del coraggio e del sacrificio di chi ha servito e serve l’Italia. Letture e riflessioni storiche. Realizzazione di elaborati artistici e cartelloni commemorativi. Matera quiAlla cerimonia intervistata la presidente della consulta degli studenti: la festa «ci ricorda l’appartenenza alla nostra nazione». Pisticci (Matera)qui    Gli alunni e le alunne delle classi VA e VB della scuola primaria e gli alunni delle classi III A e III B della scuola secondaria di primo grado dell’IC di Pisticci hanno partecipato alle celebrazioni organizzate dall’amministrazione comunale.CalabriaSanta Maria del Cedro (Cosenza)quiCoinvolti tutti i plessi della scuola dei comuni di Santa Maria del Cedro, Grisolia, Verbicaro, Orsomarso. CrotonequiCerimonia con le scuole e il coro delle ragazze e dei ragazzi. Protagonisti la musica e le scuole. Rende (Cosenza)quiLe insegnanti, gli studenti, le studentesse e i collaboratori della Scuola Primaria “L. Chiodo” e della scuola secondaria di primo grado di Zumpano, unitamente alle autorità presenti, hanno voluto tenere vivo il ricordo, anche nei più giovani, dei fatti storici che «portarono al processo di unificazione e dei soldati e civili che sacrificarono la propria vita». Tortora (Cosenza)quiI dirigenti scolastici dell’Istituto Tecnico per il Turismo e della Scuola secondaria di primo grado Statale “Amedeo Fulco” hanno reso possibile la partecipazione degli alunni e delle alunne, accompagnati dai rispettivi insegnanti, testimoniando l’importanza del coinvolgimento delle nuove generazioni nella memoria storica e nei valori fondanti della nostra Repubblica. Francavilla Marittima (Cosenza)quiIl sindaco «ha rivolto un pensiero a tutti i militari che hanno sacrificato la vita per la pace, la libertà e la fratellanza. Gli alunni, guidati dai loro insegnanti, hanno reso omaggio ai caduti con poesie, pensieri e canti, offrendo a tutti momenti di grande emozione». Rogliano (Cosenza)quiLe scolaresche con riflessioni e messaggi di speranza, hanno reso omaggio a chi ha difeso la libertà e hanno rinnovato l’impegno a costruire un futuro di dialogo e solidarietà. Paola (Cosenza)quiLe classi terze della scuola secondaria di I grado, sedi Colonne e Telesio, parteciperanno alla cerimonia ufficiale del 4 novembre per celebrare la giornata del 4 novembre quale evento di grande valore civile e patriottico. Diamante (Cosenza)quiIn Piazza XI Febbraio, «il silenzio e il rispetto si sono uniti alle note solenni della memoria», mentre autorità civili, militari e religiose hanno reso omaggio a chi ha donato la vita per la libertà e per la pace. Le parole dei presenti (amministrazione comunale e forze dell’ordine) «hanno toccato il cuore di tutti, ricordandoci che l’unità e il sacrificio non appartengono solo al passato, ma vivono ancora oggi nel senso di comunità e nel servizio quotidiano. Particolarmente toccante il contributo delle scuole di Diamante, protagoniste con letture dedicate alla memoria dei Caduti, accompagnati dalle melodie del Maestro Pietro Perrone: un incontro di voci giovani e speranze che si sono intrecciate alla memoria, in un abbraccio tra generazioni». Squillace (Catanzaro)quiScuola protagonista: il ponte tra passato e futuro. Fondamentale il ruolo degli istituti scolastici, in particolare il liceo artistico di Squillace. L’evento è stato un’autentica lezione di storia e civiltà. I giovani «hanno dato senso ad ogni gesto, la memoria continua grazie a loro». Bivongi (Reggio Calabria)quiFoto e testimonianze della presenza degli studenti e insegnanti delle scuole locali alle celebrazioni del 4 novembre. Stilo (Reggio Calabria)quiCerimonia presso il monumento ai caduti, con la partecipazione delle scuole che, dopo la messa, si è svolta presso il monumento ai caduti. San Luca (Reggio Calabria)quiBambini e bambine presenti alle celebrazioni con “lezioni di storia” sul percorso che ha portato all’unità. SardegnaSanta Teresa Gallura (Olbia-Tempio)quiDurante la cerimonia, si terrà un’esibizione della scuola civica di Musica Gallura, che accompagnerà i momenti commemorativi con brani dedicati. Parteciperanno alla cerimonia gli alunni della scuola primaria dell’IC “P.F.M. Magnon”, che renderanno omaggio ai caduti con un momento di riflessione e memoria condivisa. Oliena (Nuoro)quiCircolare della Ds che invita alla commemorazione. Ilbono (Nuoro)quiScuola G. Deledda lavori per rendere il 4 novembre una giornata significativa, coinvolte le classi quarte e quinte della scuola di Arzana. Selargius (Cagliari)  quiTre classi quinte della primaria hanno partecipato con un corteo di bandiere e portato alla commemorazione lavori svolti a scuola.SiciliaSanta Domenica Vittoria (Messina)quiI ragazzi e le ragazze delle scuole e i loro insegnanti partecipano dimostrando sensibilità; presenza delle Forze dell’Ordine, dei dipendenti comunali e dei volontari della Protezione Civile, tutti benedetti dal parroco: «La memoria dei nostri Caduti ci richiama ogni giorno al dovere di costruire una comunità più giusta, solidale e unita». Merì (Messina)quiAlla cerimonia hanno preso parte gli alunni e le alunne delle classi quinte della scuola primaria e tutte le classi della scuola secondaria “Merì”, che con la loro presenza hanno reso ancora più sentito questo momento di memoria e riflessione. Carlentini (Siracusa)quiIC Carlo V, con il baby consiglio comunale con il baby sindaco. FloridiaquiFloridia ha reso omaggio ai valori dell’Unità Nazionale e al sacrificio delle Forze Armate, con la tradizionale cerimonia del 4 novembre. Un momento solenne che, come ogni anno, ha visto la partecipazione delle autorità civili, militari e religiose, delle scuole e degli istituti della città. Rosolini (Siracusa)quiAlla commemorazione ha partecipato una rappresentanza di studenti e studentesse delle classi Quinte di Scuola Primaria e della classe 3A della Scuola Secondaria. Lercara Friddi (Palermo)  qui      Partecipano tutte le sedi dell’IC (Lercera, Vicari Casronuovo). Durante la cerimonia, gli alunni e le alunne hanno sfilato in corteo fino alla sede del Municipio e al Monumento ai Caduti dei rispettivi comuni, accompagnati da docenti, autorità e cittadini. Con poesie, canti, cartelloni, coccarde e bandierine, hanno espresso un messaggio chiaro: la pace non è solo l’assenza di guerra, ma un impegno quotidiano fondato su rispetto, solidarietà e responsabilità. Un momento di profonda partecipazione e riflessione che ha unito scuola, istituzioni e comunità in un simbolico abbraccio di memoria, legalità e speranza. Ficarazzi (Palermo)quiGli alunni e le alunne delle classi III D, G, L della scuola secondaria e le classi VD e VH della scuola primaria hanno preso parte alla tradizionale cerimonia di commemorazione. Cinisi (Palermo)quiLa cerimonia è stata arricchita dalla splendida esibizione dell’orchestra della scuola secondaria di primo grado G. Meli e il coro dei ragazzi e delle ragazze della V primaria dell’Istituto Tenente Anania, Istituto Comprensivo Cinisi che hanno accompagnato i momenti più significativi con grande sensibilità e partecipazione. AgrigentoquiI momenti solenni della cerimonia militare impreziositi dagli interventi musicali della banda e del coro del Liceo Classico e Musicale “Empedocle” di Agrigento, e letture degli studenti e studentesse dell’Istituto Scolastico “Nicolò Gallo” di Agrigento. Naro (Agrigento)quiCircolare della Dirigente che nell’invitare alla partecipazione ricorda che«l’evento rientra a buon diritto tra le ore di Educazione Civica». Resuttano (Caltanissetta)quiDomenica 9 novembre la scuola partecipa alle commemorazioni in onore dei caduti. Acireale (Catania)quiVisita alla caserma dei carabinieri per celebrare la giornata. Pachino (Catania)quiScolaresche in piazza per le celebrazioni. Militello in val di Catania (Catania)quiCerimonia alla presenza delle scuole che partecipano con cartelloni sul 4 novembre. San Gregorio (Catania)quiCerimonia con corteo alla presenza di bambine e bambini accompagnati dalle maestre. EnnaquiCerimonia al monumento ai caduti, schieramento dei reparti interforze, alzabandiera e corpo bandistico della città. Il prefetto ha ricordato l’azione delle nostre forze armate nelle missioni internazionali e a tutela della sicurezza interna dei cittadini e delle cittadine. La cerimonia si è conclusa con la lettura di alcuni messaggi da parte dei piccoli alunni degli IC De Amicis, Neglia – Savarese e Santa Chiara di Enna, che hanno arricchito la giornata con le riflessioni da loro preparate nell’ambito della propria attività scolastica. Bitonto (BA) 4 novembre 2025 Bitonto (BA) 4 novembre 2025 Bitonto (BA) 4 novembre 2025 Bitonto (BA) 4 novembre 2025 Ficarazzi (PA) 4 novembre 2025 Ficarazzi (PA) 4 novembre 2025 Ficarazzi (PA) 4 novembre 2025 Ficarazzi (PA) 4 novembre 2025 Castronovo (PA) 4 novembre 2025 Lercara Friddi (PA) 4 novembre 2025 Lercara Friddi (PA) 4 novembre 2025 Nocera Superiore (SA) 4 novembre 2025 Nocera Superiore (SA) 4 novembre 2025 Paduli (BN) 4 novembre 2025 Palazzo San Gervasio (PZ) 4 novembre 2025 Palazzo San Gervasio (PZ) 4 novembre 2025 Palazzo San Gervasio (PZ) 4 novembre 2025 Palazzo San Gervasio (PZ) 4 novembre 2025 Palazzo San Gervasio (PZ) 4 novembre 2025 Palazzo San Gervasio (PZ) 4 novembre 2025 Palazzo San Gervasio (PZ) 4 novembre 2025 Palazzo San Gervasio (PZ) 4 novembre 2025 Palazzo San Gervasio (PZ) 4 novembre 2025 Palazzo San Gervasio (PZ) 4 novembre 2025 Palazzo San Gervasio (PZ) 4 novembre 2025 Palazzo San Gervasio (PZ) 4 novembre 2025 Palazzo San Gervasio (PZ) 4 novembre 2025 Palazzo San Gervasio (PZ) 4 novembre 2025 Palazzo San Gervasio (PZ) 4 novembre 2025 Palazzo San Gervasio (PZ) 4 novembre 2025 Palazzo San Gervasio (PZ) 4 novembre 2025 Palazzo San Gervasio (PZ) 4 novembre 2025 Palazzo San Gervasio (PZ) 4 novembre 2025 Palazzo San Gervasio (PZ) 4 novembre 2025 Pisticci (MT) 4 novembre 2025 Racale (LE) 4 novembre 2025 Rende (CZ) 4 novembre 2025 Rende (CZ) 4 novembre 2025 Rende (CZ) 4 novembre 2025 Rogliano (CS) 4 novembre 2025 Rogliano (CS) 4 novembre 2025 Tortora (CS) 4 novembre 2025 Tricase (LE) 4 novembre 2025 Tricase (LE) 4 novembre 2025 Tricase (LE) 4 novembre 2025 Tricase (LE) 4 novembre 2025 Tricase (LE) 4 novembre 2025 Tricase (LE) 4 novembre 2025 Tricase (LE) 4 novembre 2025 Tricase (LE) 4 novembre 2025 Tricase (LE) 4 novembre 2025 SCARICA QUI IL DOSSIER 4 NOVEMBRE 2025 IN PDF. Dossier 4 novembreDownload Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- SOSTIENI L’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Festa degli Alberi nelle scuole italiane con Forestali (Carabinieri)
La Giornata nazionale degli alberi istituita dalla legge n.10 del 2013 ha finalità molto più ambiziose che piantare una decina di specie autoctone una volta l’anno. Indicata come Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani sancisce di perseguire “[…] politiche di riduzione delle emissioni, la prevenzione del dissesto idrogeologico e la protezione del suolo, il miglioramento della qualità dell’aria” e per ultimo “la valorizzazione delle tradizioni legate all’albero nella cultura italiana e la vivibilità degli insediamenti urbani“.  La legge prevede il coinvolgimento delle scuole di ogni ordine e grado per la messa a dimora, in aree pubbliche individuate d’intesa con ciascun Comune, di piantine di specie autoctone con il Corpo forestale dello Stato, che nel frattempo con la riforma Madia del 7 agosto 2015 n.124 è stato assorbito dall’Arma dei Carabinieri smettendo di essere una forza di Polizia ad ordinamento civile dipendente dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Nelle scuole si educano le nuove generazioni a comportamenti individuali virtuosi, mentre le politiche nazionali vanno nella direzione opposta con guerre e distruzione.  Stando all’ultimo rapporto del SIPRI, nel quinquennio 2020-2024 l’Italia ha superato la Gran Bretagna per produzione di armamenti e si posiziona tra i colossi mondiali dell’industria di morte dopo Stati Uniti, Francia, Russia, Cina e Germania. Non è possibile conciliare il riarmo con minori emissioni di gas serra.  Tornando alla giornata dell’albero, in alcuni Comuni il compito della piantumazione è stato affidato ad agronomi, uffici del verde cittadino, associazioni ecologiste, soggetti competenti che non appartengono al settore militare. Di seguito invece abbiamo voluto elencare un insieme minimo e casuale di Comuni e scuole che per questa festa hanno collaborato strettamente con il corpo dei Carabinieri Forestali. A Cividale del Friuli, in Friuli Venezia Giulia, cento studenti delle scuole superiori di primo grado con i Carabinieri del Centro Anticrimine Natura (CAN) di Udine e il reparto Biodiversità di Tarvisio. Ogni pianta ha il suo codice Qr ed è inserita nel portale online dei forestali.  A Mombercelli (Asti), in Piemonte, presso la scuola superiore di primo grado “Costanzo Zandrino” erano presenti anche le scuole primarie di Agliano e Castelnuovo Calcea, e i Carabinieri Forestali di Nizza.  Oltre duecento studenti della provincia della Spezia, in Liguria: la scuola primaria di secondo grado dell’IC “Val di Vara 2” di Varese Ligure, l’IC “Val di Vara” nel comune di Brugnato e la scuola “Favaro” nel comune di La Spezia, e i Carabinieri Forestali. A Savona nel Comune di Millesimo una breve iniziativa con la scuola primaria del plesso “Lele Luzzati”.  Nella provincia di Varese, in Lombardia, scuola materna “Edmondo De Amicis” ad Arcisate, scuola materna “San Salvatore” a Malnate, scuola primaria “Dante Alighieri” a Marchirolo, scuola primaria “G. Besozzi” a Sangiano, scuola dell’infanzia a Brezzo di Bedaro, scuola primaria “Enrico Fermi” a Fagnano Olona, scuola primaria “Milite Ignoto” a Somma Lombardo, scuola primaria “San Giovanni Bosco” a Varese.  Iniziative con Carabinieri per le scuole di Rovigo, a Ceci in provincia di Piacenza, a Rieti.  Il Comando Regione Carabinieri Forestale “Abruzzo e Molise” ha organizzato oltre 100 eventi con le scuole a livello locale e due iniziative a livello regionale. Il Reparto PNALM (Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise) di Pescasseroli con i Nuclei Carabinieri Parco territoriali e la collaborazione degli IC del territorio hanno messo a dimora nuove piante in diversi plessi scolastici, a: Gioia dei Marsi, Lecce nei Marsi, Villavallelonga, Vallerotonda, Picinisco, Campoli Appennino, Pescasseroli, Barrea, Villetta Barrea, Scanno, Colli a Volturno e Balsorano.  Nella provincia di Salerno, in Campania, e nella provincia Barletta-Andria-Trani, in Puglia. In Calabria sul Lungomare Falcomatà circa 150 alunni del Convitto Nazionale di Stato “T. Campanella” hanno piantato un giovane Albero di Falcone.  In conclusione, affinché la festa degli alberi rappresenti l’ultimo tassello di un vasto programma di politica verde e non si tramuti in un cerimoniale vuoto nel quale i bambini e le bambine sono strumentalizzati come rosee comparse, dovremmo effettivamente ripensare le politiche mondiali energetiche oggi in essere, diminuire l’impatto antropico sull’ecosistema, rivoluzionare il modo che usiamo di fare politica. Se la politica, dal locale al sovranazionale, continuerà a ignorare le tutele ambientali già scritte, per noi sarà impossibile consegnare un futuro vivibile ai bambini di domani.  Piantare alberi nei cortili delle scuole o rinfoltire i boschi una volta l’anno, non è sufficiente.  Maria Pastore, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
Humanity 1 trattenuta a Ortona: l’ennesimo fermo contro il soccorso civile
Dopo lo sbarco di 85 persone, tra cui vari minori non accompagnati, avvenuto lunedì 1° dicembre, la nave di soccorso Humanity 1, dell’organizzazione SOS Humanity, è stata nuovamente trattenuta dalle autorità italiane. Il fermo provvisorio è scattato martedì 2 dicembre 2025 nel porto abruzzese, con l’accusa di non aver comunicato con il Centro di coordinamento libico, in base agli obblighi imposti dalla legge Piantedosi. L’ordine è stato firmato da Ministero dell’Interno, Guardia di Finanza e Ministero dei Trasporti, e resterà in vigore finché la Prefettura non avrà concluso l’indagine. Il fermo si basa sull’ipotesi di violazione della legge Piantedosi per non aver contattato il centro di coordinamento libico. Ma SOS Humanity respinge le accuse, spiegando che la mancata comunicazione è una scelta legittima, coerente con il diritto internazionale e condivisa da tutte le organizzazioni della Justice Fleet Alliance. Approfondimenti/In mare JUSTICE FLEET ALLIANCE: LE ONG DEL MEDITERRANEO INTERROMPONO I CONTATTI CON TRIPOLI «Non è solo moralmente giusto, ma anche giuridicamente necessario» Giulia Stella Ingallina 17 Novembre 2025 «Questo fermo provvisorio è incompatibile con il diritto internazionale» afferma Marie Michel, esperta politica di SOS Humanity. «La cosiddetta Guardia Costiera libica è responsabile di gravi violazioni dei diritti umani. Rifiutarsi di comunicare con attori coinvolti in questi crimini è l’unico modo per difendere il diritto marittimo e i diritti umani». E aggiunge: «Mentre questi attori continuano a essere sostenuti dall’Unione Europea, le navi che salvano vite vengono bloccate. La capacità di soccorso diminuisce e le morti in mare aumentano». La Humanity 1 è solo l’ultima di una lunga serie di navi della flotta di soccorso civile colpite da fermi amministrativi e procedure punitive. Un provvedimento del tutto illegittimo, come del resto hanno ribadito più volte le sentenze dei tribunali italiani ma che Piantedosi continua a non leggere, che blocca ancora una volta una nave umanitaria (è il terzo fermo subito da Humanity 1), e che arriva al termine di una missione complessa, segnata da condizioni meteo avverse, operazioni di salvataggio ravvicinate e un trasferimento prolungato verso un porto assegnato a oltre 1.300 chilometri di distanza. Ph: Sofia Bifulco – SOS Humanity LA RICOSTRUZIONE DELLA MISSIONE E DEI SOCCORSI1 Il 19 novembre la nave Humanity lascia Siracusa e raggiunge l’area SAR. Il 24 novembre il primo soccorso: 75 persone in pericolo. La segnalazione arriva da Alarm Phone: una barca di legno sovraccarica e senza motore, nella zona SAR tunisina. Le condizioni sono critiche: disidratazione, ipotermia, maltempo e mare grosso. Tutte le 75 persone vengono soccorse e, poche ore dopo, trasferite su una motovedetta della Guardia Costiera italiana e condotte a Lampedusa, permettendo alla Humanity 1 di rimettersi subito in navigazione verso nuove possibili emergenze. Il 24 novembre il secondo soccorso: 85 naufraghi in area SAR libica. A circa 100 km dalla costa libica, l’equipaggio individua una barca blu alla deriva, con tre motori spenti e oltre 80 persone a bordo. Le comunicazioni con MRCC Roma, JRCC Malta e il centro tedesco MRCC Bremen iniziano subito. Tra le 09:14 e le 11:15, si alternano valutazioni, soccorsi con le RHIB, distribuzione di giubbotti di salvataggio e mail ufficiali ai centri SAR. Alle 10:49, tutti gli 85 naufraghi sono al sicuro a bordo della Humanity 1. Alle 10:59, la nave comunica formalmente che non può coordinarsi con il MRCC libico, né trasferire i sopravvissuti in Libia, poiché non costituisce un porto sicuro, come stabilito dal diritto internazionale e ribadito dal Tribunale di Catanzaro. Il 1° dicembre l’arrivo a Ortona: dopo quasi una settimana in mare, attraversando il Golfo di Taranto per evitare il maltempo, le 85 persone sfiancate dal viaggio vengono finalmente sbarcate nel porto di Ortona. Ph: Marcel Beloqui Evardone – Alcuni scatti dall’operazione SAR di SOS Humanity «Una traversata inutile e pericolosa». Il maltempo e la distanza del porto assegnato hanno determinato un lungo e rischioso trasferimento che ha aggravato le condizioni fisiche e psicologiche delle persone soccorse. «Questa lunga traversata è stata inutile e pericolosa per la salute fisica e mentale delle persone che abbiamo avuto a bordo» ha denunciato Stefania, responsabile della protezione sanitaria. «Abbiamo registrato casi di scabbia, infezioni respiratorie, febbre alta, dolori muscolari, malattie parassitarie. Alcune persone erano sotto antibiotici. Molti ci hanno raccontato torture subite in Libia». SOS Humanity aveva chiesto più volte l’assegnazione di un porto vicino, ma MRCC Roma ha respinto ogni richiesta. «Il diritto internazionale prescrive lo sbarco senza indugio» ha ricordato Sofia Bifulco, coordinatrice della comunicazione. «Davanti a noi c’erano porti raggiungibili in poche ore. Invece sono state esposte persone vulnerabili a quasi una settimana di transito inutile». 1. Leggi la ricostruzione completa di Sos Humanity ↩︎
Riflessione sul patto di fiducia tra Stato e cittadini, a partire da una triste sentenza
Pubblichiamo di seguito la riflessione che la giurista Rosanna Pierleoni ha scritto per Pressenza Italia come commento alla vicenda della famiglia anglo-australiana che vive nel bosco in Abruzzo. Un riflessione intrisa di umanesimo che fornisce un parere critico ed esplicativo da parte di una persona competente in materia. Di pochi giorni fa l’ordinanza del Tribunale per i minorenni dell’Aquila che sta portando sul fronte popolare tanto malcontento e che sta avviando, forse per la prima volta, una dolorosa ma inevitabile riflessione sull’articolato sistema che regola la sottrazione di minori nel nostro Paese. Credo sia importante lasciare che questo tema abbia dignità di tema pubblico, perché si tratta di prassi che toccano il rapporto di potere tra Stato e cittadini, e delineano i confini della potestà sui minori: magistratura e assistenti sociali da un lato, le famiglie dall’altro. È altresì importante, a mio avviso, che il tema venga trattato nel rispetto delle parti, delle visioni, e della immane sofferenza dei bambini e delle famiglie coinvolte, che sono all’incirca 35.000 ogni anno, cifre in aumento ogni anno. Il discorso nasce con quella che viene definita a livello mediatico “la famiglia nel bosco”, una famiglia che ha scelto di vivere nella casa di proprietà, nel verde, a 10 km dal centro abitato a Palmoli, in Abruzzo, e di garantirsi sostentamento in modo autonomo. La miccia che ha innescato un discorso controverso e appassionato nel nostro Paese, forse perché ogni rimosso cerca prima o poi l’espediente per uscire fuori. E questa è una ferita del nostro apparato giuridico e democratico troppo grave perché noi si possa continuare a tenerla nascosta o quale unico appannaggio di qualche associazione e qualche – poco partecipata – manifestazione dei parenti dei bambini. È giunto il momento che società civile e istituzioni si facciano carico di questo peso e diano qualche risposta concreta. Alle tante critiche mosse a coloro che prendono le parti della famiglia ricordo che il buon cittadino è colui che si impegna, si interessa alle cose della 𝑝𝑜𝑙𝑖𝑠, chiede conto, perché tirerà fuori la parte migliore di chi lo governa, che è un uomo come noi e – in quanto tale – è soggetto ai richiami più limpidi e a quelli più oscuri della mente. Un atteggiamento servile, pigro, fanatico, stimolerà sempre il volto peggiore del potere. Dunque, a mio avviso, non bisogna temere di esprimere il proprio giudizio. Inoltre, è verissimo che gli organi di magistratura devono essere liberi nel loro operato, ma allo stesso tempo il nostro sistema tollera molto bene la critica pubblica, no? Facciamone buon uso, senza mai trascendere in comportamenti violenti e persecutori verso i singoli. I fatti: la famiglia ha uno stile di vita che si discosta dalla media per una scelta personale, coerente e ragionata, nonché condivisa dai due genitori. Ha elettricità tramite fotovoltaico, usa la rete per videochiamare i parenti e per lavoro o per guardare qualche documentario, ha il riscaldamento tramite camino e stufa termica (essendo soli 40 mq c’è una temperatura media molto alta in inverno, sui 21/22 gradi), ha un bagno a secco esterno, ha una casa che a detta dei giornalisti con cui ho parlato personalmente e dei vicini è dignitosa e ben tenuta. I bambini conoscono due lingue e hanno molte competenze pratiche, dal cucito, alla cura dell’orto, dal riuso di materiali, alla costruzione di piccoli oggetti; consumano cibo dell’orto autoprodotto e altro cibo reperito una volta a settimana in città. I bambini sono abituati a partecipare attivamente al benessere e alle incombenze familiari. Fanno equitazione con il cavallo di famiglia, sotto la guida della madre che è istruttrice di equitazione. Hanno rapporti quotidiani con altri animali. Sono curati da medici di fiducia; sono sani. Sono seguiti con istruzione domiciliare. Intrattengono relazioni costanti con persone del vicinato, adulti e bambini. Vanno in biblioteca spesso. Viene loro letta una fiaba ogni sera nel letto. Nel provvedimento si parla – solo in riferimento alla bimba di 8 anni, dacché i gemelli ne hanno ancora sei – di un ritardo nel far pervenire alla scuola statale l’attestazione dell’istruzione impartita: una falla burocratica dunque, rientrata presto. Tutto qua. Secondo il Ministero dell’Istruzione e del Merito, risulta regolarmente espletato l’obbligo scolastico (ANSA, 24 novembre 2025). Interroga come una faccenda risolvibile con poco approfondimento sia stata inserita quale motivazione nell’ordinanza di allontanamento. Si parla poi di condizioni abitative non idonee in quanto l’abitazione non avrebbe i requisiti di agibilità e non rispetterebbe la normativa antisismica. Anche se la documentazione del geometra e dell’ingegnere che attestano l’assenza di lesioni strutturali non fosse considerata valida, questa mi sembra una motivazione non sufficiente se prendiamo in esame le condizioni edilizie e antisismiche di oltre metà degli istituti scolastici italiani (con bambini rimasti seppelliti sotto le macerie mentre erano tra i banchi di scuola), ma anche di alloggi per gli studenti universitari, case popolari, case private abusive, soluzioni abitative precarie assegnate dopo calamità varie. Basti poi pensare agli scandali legati agli abusi o a mancate regolarità di tipo edilizio da cui sono scaturiti danno e morte, come ad esempio nel famoso caso di Rigopiano o della Casa dello Studente a L’Aquila, solo per restare in Abruzzo. Affinché i cittadini non vivano questa motivazione come faziosa e la sentenza in modo persecutorio è importante limare il divario tra quanto si esige dai cittadini e quanto le istituzioni fanno a loro volta. Nella sentenza si propone poi una dottrina pedagogica secondo cui i bambini versavano in condizioni di isolamento e su come questo li avrebbe esposti tra qualche anno a rischi relazionali seri, facendo loro maturare condotte aggressive, tra cui il bullismo. Si fa coincidere il bisogno di socialità unicamente con la frequenza scolastica, nonostante il nostro ordinamento preveda l’istruzione parentale, considerandola dunque adeguata. Inoltre si prendono in esame non dei danni certi e attuali, ma dei danni prevedibili e futuri. Si ipotizza, rendendo questa ipotesi una certezza, che questi bambini matureranno condotte aggressive. Nella mia esperienza come mediatrice familiare nelle scuole ho potuto vedere come i casi di bullismo siano in continua crescita. Dobbiamo dunque considerare che il modello educativo dominante, condiviso dalla maggior parte degli italiani, non sia molto migliore in tal senso. Sottrarremo allora i bambini anche a tutti quei nuclei familiari che hanno ragazzi con problemi di bullismo, e a tutti coloro i cui figli trascorrono molte ore chiusi in casa davanti a internet? Ricordiamo che la sindrome da ritiro sociale “hikikomori” è in continuo aumento nella nostra società. Se questo non accade dobbiamo ritenere che la dottrina pedagogica a fondamento dell’ordinanza sia ideologicamente orientata: essa ritiene un sistema educativo idoneo, anche se causa ritiro sociale e violenza, e l’altro non idoneo, nonostante non ci siano prove attuali che dimostrino la sua idoneità a creare simili condotte. Ma anche se questo rischio di socialità ridotta fosse reale, non si può in alcun modo immaginare di intervenire allontanando forzatamente il minore dal proprio nucleo familiare, impedendo il rapporto con il padre e una relazione normale e libera con la madre, che ricordiamo si trova nella medesima struttura impossibilitata a vederli liberamente: quella con i genitori è la relazione primaria per sperimentare l’alterità. In alcun modo la frequentazione dei propri pari può essere considerata in alternativa al rapporto con i genitori, da cui i figli, soprattutto nei primi anni di vita, traggono sicurezza, protezione, senso di appartenenza, riconoscimento. Nella sentenza si parla poi di come questi bambini abbiano un ritardo rispetto ai bambini della loro età. Viene introdotto un concetto di “metro”: qual è insomma il metro di questo paragone se noi abbiamo bambini, e persino adulti, che non conoscono affatto la propria lingua, che sono abituati a ripetere slogan anziché chiedersi il perché delle cose, che hanno perso ogni forma di sapere, mestiere, conoscenza, sia di tipo letterario artistico che di tipo manuale? L’ordinanza spiega anche che la decisione sia maturata perché la famiglia avrebbe danneggiato i bambini esponendoli a livello mediatico nel programma “Le Iene”. Si fa qui riferimento a delle normative internazionali che prevedono la tutela della privacy. Stupisce un uso così improprio delle fonti indicate: queste norme tutelano da violazioni della privacy compiute da terzi che siano in conflitto di interessi con gli interessati. Vi si potrebbe ricorrere, quindi, per proteggere e risarcire la famiglia dalla vergognosa esposizione mediatica del loro caso, ma su questo mi sembra che ben poco sia stato fatto. La famiglia aveva un atteggiamento piuttosto riservato, non essendo nemmeno presente sui social: dobbiamo presumere abbiamo partecipato alla trasmissione per avere quell’ascolto che dalle istituzioni non riuscivano ad avere, per dimostrare agli italiani di essere in grado di curare i loro figli, perché avevano il terrore di perderli. Ma in alcun modo possiamo immaginare che volessero danneggiare i propri figli, come emerge dall’ordinanza. Che dire allora di tutti quei genitori che fanno uso intensivo dei social, condividendo foto e spezzoni della vita dei propri figli, e ancor di più di coloro che traggono da questa attività seguiti professionali, vendite, introiti di diverso genere? Si tratta di famiglie di “influencer” sotto gli occhi di tutti, a cui non risulta siano mai stati sottratti i figli. A questi si aggiungono tutti quei minori che aprono illegalmente account e ne fanno un uso quanto meno improprio, evidentemente senza adeguato controllo dei genitori. Vi chiedo: che ruolo dà la nostra società alla diversità, non a parole, nei fatti? Simili condotte mediatiche e giudiziarie sono pericolosamente prossime alla vera e propria persecuzione delle minoranze. Questi provvedimenti sembrano fare continuo riferimento a un concetto di “norma”, che come sappiamo nelle varie epoche ha sempre generato violenza e oscenità. Quali sono il ruolo del diritto e della psicologia nel farci comprendere un simile concetto, in che modo possono aiutarci a non farcene schiacciare? Urge una riforma urgente e radicale dell’intero sistema di sottrazione di minore in Italia. I casi di allontanamento devono essere di extrema ratio perché nessuna casa famiglia né famiglia affidataria potrà mai garantire quel senso di appartenenza che il bambino sperimenta con le proprie radici. Il legame con i genitori va preservato ad ogni costo, fatti salvi casi estremi di violenza non risolvibili e non gestibili altrimenti ove non vi sia neppure l’aiuto di altri familiari. In tutti gli altri casi, nonostante il rilievo di alcune criticità, lo Stato deve aiutare in ogni modo il nucleo familiare a farcela in autonomia. Inoltre, le decisioni di allontanamento devono essere riviste ciclicamente e in tempi brevi e mai si dovrebbe venire a sapere di genitori che per anni non riescono più ad avere un contatto che sia uno con i loro figli o che non sappiano neppure dove siano stati destinati. Sono certa che qualora le istituzioni iniziassero un cammino di risanamento di questo strappo, istituendo commissioni esterne e professionisti indipendenti; qualora facessero marcia indietro su alcune valutazioni parziali o superficiali, e attribuissero le responsabilità laddove rinvenute, il patto di fiducia tra Stato e cittadini tornerà a saldarsi e il malcontento popolare scemerà automaticamente e i cittadini acquisiranno nuova fiducia per digerire quei casi comunque dolorosi, ma residuali, di allontanamento. Qualora questo non accadesse il patto di fiducia già gravemente compromesso non potrà che spezzarsi una volta per tutte. Nonostante tutto, ho fiducia.   ROSANNA PIERLEONI Rosanna Pierleoni nasce nel 1984 ad Avezzano. Dopo il liceo classico, consegue la laurea magistrale in giurisprudenza all’Università Tor Vergata di Roma. Completa poi tre master interdisciplinari che le forniscono competenze psico-educative e giuridiche nell’ambito dei minori e della famiglia, con abilitazione alla mediazione familiare e alla consulenza specialistica. È autrice di un saggio sull’adozione internazionale e di diversi romanzi.   Redazione Italia
I figli sono proprietà di uno Stato opprimente lontano dalla gente
Come se si potesse inventare la felicità negli occhi di tre bimbi piccoli, come se fosse finto l’amore dato da due genitori, la cura messa, come fossero inventati il contesto di una casa nel bosco rimessa negli anni con impegno, e uno stile di vita scelto consapevolmente, come fosse uno scherzo o un set cinematografico, il trauma di una separazione imposta, la violenza di Stato. Come se fosse fasulla l’ennesima raccapricciante disposizione di un tribunale dei minori le cui motivazioni anche in questo caso, paiono folli e aberranti, e manco è la prima ne sarà l’ultima volta di un simile schifo, bambini separati dalle famiglie per futili motivi o per vere e proprie falsità, e invece fare finta di niente e permettere situazioni di vero e proprio degrado, di violenza, di pericolo. Come se fosse falso vero che nel 2014 i bambini in case famiglia erano 20.000 Nel 2025 sono 44.000 (più del doppio) e che i soldi che le case famiglia prendono come sovvenzione sono 1 miliardo e passa l’anno, approssimativamente 25.000 euro a bambino l’anno. Sì, è tutto finto, togliamogli i bambini, mettiamoli in una struttura asettica e imponiamo loro  tutta una serie di cose, compreso il trattamento sanitario obbligatorio per legge, alias la serie di vaccini obbligatori all’asilo. Dai, forza! già che ci siamo spargiamo in giro pure che è tutto finto, il loro amore, il loro legame, la cura l’uno per l’altro, il loro impegno, le loro scelte portate avanti per anni, il loro dolore, l’ingiustizia subita, il trauma dei bambini…. tutto finto, tutto una commedia, funzionale a distogliere, coraggio, andiamo a scriverlo o a dirlo in giro, tanto è tutta “roba” degli altri, mica la nostra vero??! Al di là delle strumentalizzazioni dell’idiota di turno, compreso qualcuno al governo. Ma qualcuno ha veramente compreso il messaggio che è stato passato?? No??! Il messaggio è chiarissimo. Il messaggio è che, anche i figli sono una proprietà dello Stato. Di uno Stato che fa sempre più paura, di uno Stato sempre meno capace di essere vicino ai bisogni delle persone, uno Stato sempre più lontano dal rappresentare un reale aiuto e che in cambio invece è sempre più opprimente nell’imporre la propria violenza, uno Stato che dispone regole sempre più spesso applicate in modo cieco, senza intelligenza né costrutto alcuno, tanto più forti e aberranti verso i deboli e tanto più permissive verso i forti e gli arroganti. Uno Stato fatto da istituzioni che funzionano sempre più ad uso e consumo di pochi, dove sempre di più la corruzione la fa da padrona, dove menefreghismo e il lasciar fare anche dinanzi a palesi storture, sono diventati il contesto di fondo quotidiano. Uno Stato dove fanno da padroni i più arroganti, i più ammanicati, i più corrotti, i più figli di puttana, che usano il potere delle istituzioni come fosse cosa propria, invece che per metterle al servizio generale. Uno Stato che per sua mano anche in questo caso invece che essere di aiuto, ha prodotto un trauma enorme a 5 persone, di cui 3 bambini piccoli, sani, belli, accuditi con cura, e con la felicità negli occhi come non si vede più nei bambini di oggi. Una violenza inaudita, con motivazioni strumentali, e sicuramente lontanissime dal motivare una violenza e un danno simili. Se si adottassero gli stessi criteri stringenti che sono stati adottati per questa famiglia, non ne rimarrebbe più uno di bambino in famiglia. Strappare i figli a due genitori amorevoli come Nathan e Catherine é un messaggio chiarissimo, lampante: io Stato, siccome non sei remissivo, non fai come dico io, non ti adegui alle mie disposizioni, giuste o sbagliate che siano, sebbene i tuoi figli siano con evidenza felici, nonostante siano accuditi, nonostante siano sani e belli come il sole, sereni e spensierati, nonostante vengano istruiti avvalendosi dell’educazione parentale, e che sappiano già due lingue meglio di tantissimi altri bambini, conoscano la scienza applicata, la biologia dal vivo, nonostante conoscano la matematica e affrontino gli esami come tutti gli altri bambini, nonostante i vostri figli abbiano comunque contatto e relazioni con altri bambini del paese vicino e di figli di amici vari. Io Stato, ve li tolgo i figli, li strappo dal loro ambiente, li strappo dalle vostre braccia che li hanno cresciuti con amore e cura, gli produco un trauma e un danno enorme, produco a giustificazione una serie di motivazioni per mano di un giudice, motivazioni oltremodo opinabili, strumentali, spesso inesistenti, ma io Stato, lo posso fare, ti tolgo i figli per metterli in una struttura fredda e asettica con persone sconosciute, e non solo, io Stato, non ti permetto nemmeno di stare coi tuoi figli in questa struttura, perché così ho deciso. Io Stato, per mano di una singola persona, chiamata giudice, così ho deciso. Questo è il messaggio Io Stato, sempre più lontano da tutto e da tutti, io lo posso fare, tanto non pago niente, tanto non mi costa niente, tanto faccio come voglio senza rendere conto a nessuno, meno che mai alla popolazione e alla gente. Io Stato dispongo come voglio, e al tempo stesso ( testimonianza vera di una ex insegnante in pensione) me ne frego se sul mio territorio invece ho migliaia di “alunni che non si sa se mangiassero, con chi dormissero, se dormissero, dove dormissero…[…] Alunni che non si è mai saputo come mai non si lavassero. […] Altri che ho implorato padri perché me li mandassero a scuola che sparivano per mesi. Altri alunni che erano morti dentro, senza curiosità e scintilla negli occhi, lobotomizzati davanti al triangolino in questo gioco di omologazione di anime verso il basso.[…] Alunni sessualizzati a sei anni,  altri con gli attacchi d’ansia da prestazione, sempre a sei anni. Altri alunni ancora, certificati per caratteristiche caratteriali, perché è un magico mondo in cui si “prendono soldi”… “Ho visto di tutto in questi 35 anni in cui faccio la maestra elementare, tranne i servizi sociali, quelli li ho visti veramente poco. Molto poco. Troppo poco. Guarda quanto diventano reali e si preoccupano invece, quando ci sono di mezzo bambini felici…. Perché in questo mondo che abbiamo costruito ad arte per essere una merda invivibile, come si permette qualcuno di dare ai figli gli strumenti per sopravvivere? Chi cazzo sono convinti di essere? A volte provo talmente tanto schifo…” Questa sopra la testimonianza di una ex insegnante di questo stesso Stato che strappa i figli a suo insindacabile giudizio, a genitori amorevoli, ma poi permette tutto questo e anche di molto peggio. Uno Stato dove si vuole rendere “normale” la patologia e si rende patologica la normalità. Chi ancora ha un’anima dentro, nonostante che ci viva, a questo Stato di cose, non si sente più di appartenere. Luca Cellini
“Non è isolamento, è libertà”, la vita della famiglia che vive nel bosco in Abruzzo raccontata da dentro
In seguito al caso della famiglia che vive nel bosco in Abruzzo, pubblichiamo questo post con conseguente video intervista della famiglia anglo-australiana, vittima di un abuso di potere disciplinare, oltre che una repressione amministrativa derivante da un forte ignoranza educativa che rispecchia perfettamente la nostra società odierna follemente superficiale e consumista. Oggi vi portiamo a conoscere Nathan, Catherine e i loro stupendi figli. Una famiglia molto unità, insieme hanno fatto una scelta, vivere liberi nel bosco. Una storia di amore, di cura, di scelte consapevoli, di tempo che rallenta passato insieme, di fatiche anche, ma di tanta  bellezza. Ciò fino che non è intervenuta la “mano” dello Stato. Catherine Birmingham è un’ex cavallerizza con passaporto maltese. Nathan Trevallion faceva lo chef prima di diventare imprenditore di mobili pregiati. Nathan e Catherine si sono conosciuti a Bali in Indonesia «nel 2016, dove Nathan viveva già da sei anni e lavorava prima come chef e poi come commerciante di mobili di pregio. Invece io sono arrivata lì dopo aver lavorato per diversi anni in Germania e in Giappone come istruttrice di equitazione di massimo livello. Abbiamo fatto amicizia passeggiando sulla spiaggia insieme ai nostri sette cani, dove giorno dopo giorno ci siamo innamorati». Nel cuore dell’Abruzzo, tra alberi e silenzi, questa famiglia anglo-australiana ha costruito con le proprie mani una casa da 20.000 euro, vivono off-grid, con la corrente in casa prodotta da pannelli fotovoltaici ma senza essere attaccati alla rete elettrica nazionale, perciò senza bollette né sprechi, hanno l’acqua in casa per lavarsi, per cucinare ma non attraverso la rete idrica bensì stoccata dentro fusti di acciaio inox. Mangiano i loro prodotti quelli della coltivazione del loro orto, passano moltissimo tempo insieme crescendo i loro figli con il metodo unschooling, che non significa che i figli non apprendono ciò che gli serve, bensì che sono i genitori stessi a insegnare ai figli, non una ma più lingue da parlare, le basi della matematica, delle scienze, della biologia, del disegno, della storia, ecc. Una scelta di vita voluta, cercata, affrontata con amore, che ha fatto il giro del web e spaccato l’opinione pubblica: utopia o pericolo? libertà o abbandono? Guardate il video e ognuno si faccia una propria idea. Il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila ha deciso: che i tre bambini dovevano essere allontanati dai loro genitori, la famiglia venire spaccata, genitori da una parte e bambini da inserire in una “comunità educativa”. Intorno, un’ondata di proteste. La domanda da porsi è dov’è il confine tra tutela e ingiustizia, abuso, violenza di Stato? Chi decide cosa significa “vivere bene”? In questo video si può vedere chi sono davvero Nathan e Catherine. Come vivono, cosa pensano, perché hanno scelto questa strada. Poche ore fa i loro figli sono stati portati via. Uno schieramento di carabinieri in borghese e assistenti sociali si sono presentati nella loro abitazione e hanno prelevato i tre bambini di Nathan e Catherine. Questa non è più solo la storia di Nathan e Catherine, è diventata una battaglia per la libertà, la giustizia e il diritto di vivere in modo diverso. Redazione Italia
Manovra del governo e disastro Termoli: salta la gigafactory, affonda l’industria
La possibile rinuncia di ACC alla Gigafactory di Termoli arriva mentre il Governo Meloni presenta una manovra economica che non stanzia un euro per salvare l’industria, non interviene sul costo dell’energia, non pianifica la transizione e non impone alcuna condizionalità agli incentivi pubblici. Il risultato è davanti a tutti: un […] L'articolo Manovra del governo e disastro Termoli: salta la gigafactory, affonda l’industria su Contropiano.
Educare per prevenire: l’Abruzzo ha bisogno ora della legge sull’educazione di genere
Presentata una proposta di legge regionale dal Partito Democratico In Abruzzo il 28 ottobre è stata  presentata in Consiglio Regionale una proposta di legge che potrebbe segnare una svolta concreta nella prevenzione della violenza di genere: la legge regionale per la “promozione dell’educazione alla parità di genere e alla prevenzione delle discriminazioni e della violenza di genere nelle istituzioni scolastiche, universitarie e formative”, presentata dal consigliere regionale Silvio Paolucci (Partito Democratico), primo firmatario. Un testo semplice ma essenziale, che individua nella scuola e nelle istituzioni formative il primo presidio per costruire una società libera da stereotipi, discriminazioni e violenze. La proposta prevede percorsi strutturati di educazione di genere, rivolti non solo agli studenti e alle studentesse, ma anche al personale docente e alle figure educative, con l’obiettivo di fornire strumenti per riconoscere e contrastare le disuguaglianze, e promuovere relazioni basate sul rispetto reciproco. Ma ciò che rende questa legge particolarmente importante è la previsione di uno stanziamento di fondi regionali dedicati, indispensabili per trasformare le parole in azioni concrete. La legge, infatti, non si limita a promuovere “progetti” estemporanei, ma prevede un impegno strutturale e continuativo della Regione, riconoscendo il valore dell’educazione come strumento di prevenzione e trasformazione sociale. È una legge che va approvata subito. Non tra qualche mese, non “quando ci saranno le condizioni”. Il tempo politico, in questo caso, coincide con il tempo della responsabilità: a dicembre si discute il bilancio regionale, e solo un’approvazione tempestiva consentirebbe di destinare risorse già nel prossimo esercizio finanziario, permettendo così alle scuole e alle università abruzzesi di attivare percorsi formativi dal prossimo anno scolastico. Ogni rinvio rischia di tradursi in un anno perso — e un anno perso, su questi temi, significa continuare a contare i numeri della violenza come se fossero fatalità. L’educazione di genere non è un “tema culturale” di nicchia, ma un’urgenza collettiva. Riguarda tutte e tutti. E non può essere lasciata alla buona volontà delle singole famiglie, che spesso non dispongono degli strumenti o delle competenze per affrontare con profondità questioni complesse come il consenso, la parità, la libertà nelle relazioni. Educare al rispetto è un compito pubblico, e come tale deve essere sostenuto da politiche pubbliche, istituzioni e risorse dedicate. Non si tratta di “insegnare un’ideologia”, come spesso qualcuno tenta di ridurre il discorso. Si tratta di insegnare a vivere in una società più giusta, di prevenire la violenza prima che si manifesti, di dare alle nuove generazioni il linguaggio per nominare ciò che subiscono o vedono accadere, e per intervenire. Perché la violenza di genere non nasce dal nulla: è il risultato di stereotipi che si imparano, di ruoli che si impongono, di silenzi che si tramandano. Ecco perché questa legge non è un dettaglio amministrativo, ma una scelta politica di civiltà. Serve coraggio per approvarla ora, senza tergiversare, senza farsi frenare dal calcolo o dal timore di aprire un dibattito pubblico acceso. Ma la politica regionale ha il dovere di assumersi questa responsabilità: quella di investire sull’educazione come prima forma di prevenzione, di mettere le nuove generazioni nelle condizioni di crescere libere da modelli tossici, di costruire un Abruzzo che non si limiti a condannare la violenza dopo che è accaduta, ma che agisca prima, attraverso la conoscenza, il pensiero critico e la cultura del rispetto. È tempo che la Regione Abruzzo mostri con i fatti da che parte sta. La violenza di genere si combatte anche nei bilanci, con le scelte di spesa e con la volontà di rendere stabile un impegno educativo che troppo spesso viene affidato solo alle emergenze. Ogni legge che parla di educazione è una legge che parla di futuro. Ma questa, in particolare, parla del futuro delle relazioni, dei corpi, dei diritti. Per questo non può aspettare.   Benedetta La Penna
Raccontare un femminicidio senza uccidere due volte
I femminicidi non sono fatti privati, sono questioni politiche Ho scelto di non scrivere subito del femminicidio di Lettomanoppello, accaduto il 9 ottobre. Non per distacco, ma per rispetto. Perché troppe volte, dopo un femminicidio, assistiamo a una corsa a occupare lo spazio del dolore — politici in cerca di consenso, media affamati di titoli, commentatori pronti a riempire il silenzio con parole vuote. Io credo che prima di parlare, serva ascoltare. Perché le parole contano, e quando sono sbagliate, possono ferire una seconda volta. E in effetti, ancora una volta, le parole sono state sbagliate. Nei giorni successivi al FEMMINICIDIO di Cleria Mancini, uccisa dall’ex marito Antonio Mancini, il racconto mediatico si è subito piegato verso la giustificazione, verso la spettacolarizzazione. I titoli dei giornali hanno parlato di “raptus”, di “tragedia familiare”, di un uomo “fuori di sé”, “pazzo”, “accecato dalla gelosia”. Ecco cos’è la narrazione tossica. È quella che, invece di nominare la violenza per ciò che è — un atto di potere — la svuota di significato politico. È quella che sposta il focus dall’assassinio di una donna alla disperazione dell’uomo che l’ha uccisa. È quella che descrive il carnefice come una vittima delle proprie emozioni, riducendo la violenza patriarcale a un gesto di follia individuale. Chiamare un femminicida “pazzo” non è solo un errore lessicale. È un modo per deresponsabilizzare — lui, e con lui la società intera. Se era “pazzo”, allora non poteva controllarsi. Se era “fuori di sé”, allora non c’era premeditazione. Se è “un raptus”, allora nessuno poteva evitarlo. Così, in un colpo solo, si cancella l’origine sistemica della violenza maschile e si solleva la collettività dal dovere di interrogarsi su cosa l’abbia resa possibile. Ma la verità è che non c’è nessun raptus. Ci sono dinamiche di controllo, di possesso, di dominio. C’è un uomo che non accetta la libertà della donna accanto a sé, e una cultura che, in mille modi sottili, lo autorizza a pensare che quella libertà gli appartenga. Emanuela voleva vivere la sua vita, e per questo è stata uccisa. È questo che bisogna dire. Tutto il resto — “il gesto di follia”, “il momento di buio”, “la mente malata” — sono tentativi di spostare lo sguardo, di allontanare la violenza da noi, di ridurla a un fatto privato. Invece no: i femminicidi non sono fatti privati, sono questioni politiche. Accadono perché esiste un sistema che educa alla sopraffazione, che assegna agli uomini il potere e alle donne la colpa. Accadono perché lo Stato continua a tagliare risorse ai centri antiviolenza, perché la stampa continua a raccontare la violenza come un’anomalia, e non come un sintomo di un ordine sociale malato. La narrazione tossica non è solo una cattiva abitudine giornalistica. È un dispositivo culturale di difesa. Serve a mantenere l’illusione che la violenza sia eccezionale, imprevedibile, non nostra. Ma ogni volta che leggiamo “una donna è stata trovata morta” invece di “un uomo l’ha uccisa”, cancelliamo il soggetto. Ogni volta che scriviamo “lui l’amava troppo”, legittimiamo l’idea che l’amore possa essere una scusa per la violenza. Ogni volta che un giornale titola “tragedia della gelosia”, stiamo dicendo alle prossime Emanuele che la loro libertà è pericolosa. Per questo oggi non scrivo per commentare, ma per denunciare. Per dire che il modo in cui raccontiamo i femminicidi è parte del problema. Che il giornalismo, se non cambia sguardo, diventa complice. Fare cultura femminista significa questo: smontare le parole che proteggono il potere, nominare la violenza per quello che è, ridare voce e dignità alle donne che non possono più parlare. Cleria Mancini non è morta per un raptus. È stata uccisa da un uomo e da una cultura che gli ha permesso di credere che il suo corpo e la sua vita gli appartenessero. Raccontarlo senza ipocrisie è il primo passo per impedire che accada ancora. Le parole non bastano, ma sono l’inizio di ogni cambiamento. E allora che questo cambiamento cominci da noi — da chi scrive, da chi legge, da chi ascolta, da chi insegna. Perché ogni volta che scegliamo di raccontare la verità, togliamo ossigeno alla cultura della violenza e restituiamo giustizia a chi non può più difendersi. Benedetta La Penna
Ombrina Mare poteva essere bocciato
L’Italia vince arbitrato internazionale contro la multinazionale proponente Centomila presenze in due manifestazioni, a Pescara nel 2013 (40.000) e a Lanciano nel 2015 (60.000). Ombrina Mare 2, progetto petrolifero al largo della costa teatina, è nome legato ad una stagione di ampia partecipazione sociale all’opposizione a quella che i movimenti ambientalisti definirono “deriva petrolifera”. Tutto iniziò, nel 2007, contro il progetto del Centro Oli ad Ortona, primo di una lunghissima lista di progetti di estrazione a terra e a mare contro cui si espresse un vastissimo fronte di associazioni, cittadini, istituzioni e partiti politici. Nel 2007 erano pochissimi i no al progetto ortonese, otto anni dopo alla manifestazione di Lanciano parteciparono praticamente tutti i partiti politici e le istituzioni locali e persino la Chiesa cattolica. Dopo il disastro al largo del Golfo del Messico nel 2010 l’Italia cambiò la legge sulle concessioni, imponendo un limite a quelle in mare, e l’iter autorizzativo di Ombrina Mare 2 si bloccò. Due anni dopo il governo Monti con un decreto dell’allora ministro Corrado Passera eliminò questo limite e l’iter fu riavviato. Partì la vasta opposizione popolare che culminò nelle due manifestazioni e portò ad un nuovo cambio di rotta che portò alla bocciatura definitiva del progetto. La Rockhopper, multinazionale proponente, dopo qualche anno decise di trascinare l’Italia in un arbitrato internazionale sulla base del Trattato della Carta dell’Energia, nonostante il nostro Paese ne era uscito anni prima. Ad agosto 2022 l’Italia fu condannata a risarcire 190 milioni di euro alla multinazionale. Lo Stato italiano ha presentato appello contro questa condanna in base al Trattato Internazionale per il Regolamento delle Controversie relative agli Investimenti. Appello che è stato vinto dall’Italia portando così all’annullamento della condanna a risarcire la Rockhopper. La notizia è stata resa nota dalla stessa multinazionale. «La questione del risarcimento da 190 milioni di euro aveva avuto una vasta eco in Italia dove, invece di contestare le folli clausole capestro contenute nel Trattato dell’Energia improvvidamente firmato a metà anni ’90 dai nostri governanti, era stata montata ad arte una feroce critica alla sacrosanta protesta anti-trivelle del popolo abruzzese – ha sottolineato Augusto De Sanctis, Forum H2O – Avevamo ragione allora a contestare sia la deriva fossile, in piena epoca di crisi climatica, sia il trattato dell’Energia, da cui poi si è ritirata pure la UE. Il clima non lo si difende a chiacchiere o addirittura scavando nuovi pozzi di petrolio per giunta in un mare chiuso come l’Adriatico; serve invece abbandonare subito tutte le fossili». «Con grande gioia oggi possiamo festeggiare la sconfitta della società petrolifera Rockhopper che aveva chiesto un risarcimento di 190 milioni di euro all’Italia: riceveranno 0 euro e non potranno più ricattare la nostra comunità come avevano fatto – esulta alla notizia della cancellazione del risarcimento Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Rivendico con orgoglio che siamo riusciti a fermare il devastante progetto di una gigantesca raffineria galleggiante Ombrina 2 davanti al Parco della Costa Teatina solo grazie a un meravigliosa mobilitazione popolare NoOmbrina che ha costretto tutte le forze politiche nazionali a dire no». «Vorrei abbracciare tutte le persone con cui abbiamo condiviso una lunga lotta ecologista e comunitaria in difesa dei beni comuni, del nostro mare e della nostra terra, dall’irresponsabilità politica e dal saccheggio di un capitalismo predatorio – conclude Acerbo – La lotta contro il progetto Ombrina2 è stata (come quella contro la Sangrochimica ngli anni ’70) ha dimostrato che il popolo unito può vincere e con lo stesso spirito invito domenica e lunedì ad andare a votare in massa per i referendum». Alessio Di Florio