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80 anni di Repubblica, da oggi al 2 giugno le iniziative per disarmo e nonviolenza
Da Verona a Firenze, da Roma a Monte Sole: la società civile per un’Italia che ripudia la guerra celebra gli 80 anni della Repubblica e rilancia la campagna “Un’altra difesa è possibile” Di fronte alla corsa al riarmo che sta travolgendo l’Europa, la società civile italiana alza la voce e si mobilita. Lo fa rivendicando i capisaldi della Costituzione e ricordando che la sicurezza non si misura in miliardi di spesa militare, che la dignità dei popoli non si difende con le bombe, che la pace non è assenza di guerra, ma costruzione quotidiana di giustizia e diritti. Lo fa ricordando che fin dall’inizio chi ha fondato la Repubblica italiana ha scelto di ripudiare la guerra, e che quella scelta vale ancora oggi. Una grande mobilitazione, in risposta all’appello lanciato da Rete Italiana Pace e Disarmo e Sbilanciamoci per celebrare gli 80 anni della Repubblica con iniziative civili, pacifiste e nonviolente: in tutta Italia si sono moltiplicate fiaccolate, biciclettate, convegni e presidi. Un calendario fitto, che parte stasera da Verona e culmina il 2 giugno in più città italiane. Obiettivo comune: restituire alla Festa della Repubblica il suo autentico carattere costituzionale, quello di una Repubblica che ripudia la guerra, sottraendola alle parate militari e al clima di riarmo che domina il dibattito pubblico europeo. Il nostro appello ha mosso l’Italia, perché la risposta è stata straordinaria: decine di realtà (associazioni, reti locali, comunità ecclesiali, sindacati, scuole) hanno aderito e organizzato proprie iniziative, animate da un filo conduttore: l’articolo 11 della Costituzione non è retorica, è un impegno concreto che oggi, di fronte alla corsa al riarmo europeo, va rivendicato con forza. Il calendario da stasera al 2 giugno Giovedì 28 maggio – VERONA · Fiaccolata «Chiamata alla Pace» – ore 20.30 Fiaccolata interreligiosa ed ecumenica dal Municipio al Duomo, promossa da Chiesa di Verona, Comune, Scuola di Pace e Nonviolenza e Comitato veronese per le iniziative di pace. Apertura con il sindaco Damiano Tommasi, conclusione con il vescovo Domenico Pompili. Una chiamata collettiva per chiedere l’istituzione della difesa civile, non armata e nonviolenta. → Informazioni e dettagli: https://retepacedisarmo.org/evento/chiamata-alla-pace-per-ripudiare-la-guerra/ Venerdì 29 maggio – VITERBO · Convegno «La nostra Repubblica della Pace» – ore 17.00 Convegno promosso dal Tavolo della Pace di Viterbo con interventi su geopolitica, economia e valori costituzionali. Previsto collegamento dalla Siria con volontarie di Operazione Colomba – Corpo nonviolento della Comunità Papa Giovanni XXIII. → Informazioni e dettagli: https://retepacedisarmo.org/evento/la-nostra-repubblica-della-pace/ Venerdì 29 maggio – LA SPEZIA · Convegno ecumenico «Eirene» – ore 17.45 Il gruppo interconfessionale «Eirene, Cristiani per la Pace» presenta la Nota Pastorale CEI «Educare a una pace disarmata e disarmante» e il cammino ecumenico delle Chiese italiane per la nonviolenza. In diretta YouTube. Promosso da ACLI, Azione Cattolica, Chiese evangeliche battista e metodista, Movimento dei Focolari e altri. → Informazioni e dettagli: https://retepacedisarmo.org/evento/per-una-pace-disarmata-e-disarmante-il-cammino-ecumenico-per-la-pace-e-la-nonviolenza/  Sabato 30 maggio – ROMA · Biciclettata costituzionale – ore 9.00 Partenza da Piazza Vittorio Emanuele verso Porta San Paolo, simbolo della Resistenza. In bicicletta come le staffette partigiane con Ascanio Celestini, Giuseppe Cederna, la staffetta partigiana Luciana Romoli, i dirigenti di ANPI e CGIL. Tappe davanti a scuole, ospedali e luoghi di lavoro per ricordare i fondamenti della Costituzione e raccogliere firme per la proposta di legge «Un’altra difesa è possibile». → Informazioni e dettagli: https://retepacedisarmo.org/evento/la-nostra-repubblica-della-pace-del-lavoro-dei-diritti-dellambiente/ Sabato 30 maggio – ROMA (Spin Time) · Conferenza stampa Mondiario 2026/2027 – ore 11.00 La Fondazione Nigrizia e il presidente ANPI Gianfranco Pagliarulo presentano il Mondiario scolastico sugli 80 anni della Repubblica. Alle ore 15.00 i bambini del doposcuola danno vita a una nuova Assemblea Costituente. → Informazioni e dettagli: https://retepacedisarmo.org/evento/conferenza-stampa-lancio-mondiario-2026-2027/ Lunedì 1° giugno – VICENZA (in streaming) · «Un’altra difesa è possibile» – ore 20.30 Il «Primo lunedì del mese» – anno XXIX – dedica la puntata all’istituzione di un nuovo modello di difesa civile, con Laura Milani (CNESC – Comunità Papa Giovanni XXIII) e Salvatore Marra (CGIL Nazionale – Confederazione Europea dei Sindacati). → Informazioni e dettagli: https://retepacedisarmo.org/evento/unaltra-difesa-e-possibile-al-primo-lunedi-del-mese/ Il 2 giugno la Repubblica della Pace si mobilita nelle comunità 2 giugno – FANO (PU) · «FestAltra» al Parco Urbano Polverari – ore 10.00–19.00 La Rete Pace e Disarmo di Fano e Pesaro propone una giornata alternativa alla parata militare: biciclettata, passeggiata naturalistica, spazi per bambini, letture, giochi e pesca a favore di Emergency. Dibattito sul futuro del parco urbano con amministratori e società civile. Una festa che denuncia la «complicità tra guerra, potere e profitto» e valorizza dialogo e cura. → Informazioni e dettagli: https://retepacedisarmo.org/evento/festaltra/ 2 giugno – FIRENZE · Pax Christi: «Festa delle Forze Disarmate» – ore 10.30 Testimonianza pubblica davanti alla Caserma «Predieri», dove sarà ubicato il futuro Comando NATO per il Centro-Sud. Credenti e non credenti insieme, con canti, riflessioni e preghiere, per esprimere contrarietà alla guerra e praticare concretamente la nonviolenza. → Informazioni e dettagli: https://retepacedisarmo.org/evento/festa-della-repubblica-delle-forze-disarmate/ 2 giugno – MONTE SOLE (BO) · Al Poggiolo, tra memoria e nonviolenza – ore 14.30 Scuola di Pace di Monte Sole e Poggiolo Rifugio Re_esistente promuovono un dialogo su «La difesa civile, non armata e nonviolenta prepara la pace» con Pasquale Pugliese (Movimento Nonviolento) ed Elena Moncelli (Scuola di Pace). Coro «AcCanto al Sasso» con repertorio di canti di resistenza. Raccolta firme per «Un’altra difesa è possibile» durante tutta la giornata. → Informazioni e dettagli: https://retepacedisarmo.org/evento/il-plebiscito-popolare-che-ha-instaurato-la-repubblica/ 2 giugno – FAENZA (RA) · «One Day, in Africa» – ore 16.30 Piazza della Libertà. Festa multietnica con colori, sapori e suoni di diverse tradizioni del mondo, trasformata anche in momento per celebrare la Festa della Repubblica che ripudia la guerra. → Informazioni e dettagli: https://retepacedisarmo.org/evento/one-day-in-africa/ 2 giugno – BIELLA · «Cara Costituzione ti voglio bene» – ore 18.00 Mai come Ora 2026 promuove una lettura pubblica della Costituzione italiana in tutti i quartieri della città, davanti ai monumenti ai caduti per la libertà. Un gesto civile semplice e potente: riscoprire insieme le parole dei Padri e delle Madri Costituenti – pace, diritti, inclusione, lavoro, ambiente – e ricordarsi cittadine e cittadini. L’iniziativa aderisce all’appello di Rete Italiana Pace e Disarmo e Sbilanciamoci! e si svolge contemporaneamente in nove luoghi del Biellese: dai Portici del Municipio in centro a piazze e lapidi dei quartieri Chiavazza, Riva, San Paolo, Piazzo, Valle Oropa, Vernato Thes, Oremo Barazzetto Vandorno, Pavignano Vaglio Colma e Villaggio Lamarmora. → Informazioni e dettagli: https://retepacedisarmo.org/evento/cara-costituzione-ti-voglio-bene/ 2 giugno – REGGIO EMILIA · «In cammino per la Difesa civile» – ore 18.00 Ritrovo al Giardino dei Giusti per «La Festa della Repubblica che ripudia la guerra. In cammino per la Difesa civile non armata e nonviolenta»: incontro e riflessione in un luogo simbolico. Oltre il 2 giugno: si continua a camminare Domenica 7 giugno – PADOVA · «Cammino per una Repubblica di Pace» – ore 18.00 Piazza Castello, con arrivo al Municipio. Un corteo promosso da un’ampia coalizione di realtà padovane – ACLI, ANPI, ARCI, CGIL, CISL, UIL, Emergency, Libera, Legambiente, Comunità di Sant’Egidio, Beati i Costruttori di Pace, Azione Cattolica, AGESCI e molti altri – per ribadire che la strada per la pace va percorsa «con caparbietà, con ostinazione, con i nostri corpi». In caso di pioggia l’evento è annullato. → Informazioni e dettagli: https://retepacedisarmo.org/evento/cammino-per-una-repubblica-di-pace/ Il cuore della proposta collettiva: la Campagna «Un’altra difesa è possibile» Tutte queste iniziative condividono un obiettivo concreto: rilanciare la raccolta di firme per la proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione di un Dipartimento della Difesa Civile, Non Armata e Nonviolenta. In un momento in cui i governi europei gareggiano nell’aumentare i bilanci militari (con la spesa globale che nel 2025 ha toccato il record storico di 2.887 miliardi di dollari) la proposta pone una domanda necessaria: esistono strumenti alternativi e nonviolenti per garantire sicurezza e risolvere i conflitti? La risposta delle nostre reti è sì, e vogliamo dunque creare quelle “istituzioni di Pace” che possano concretizzare questo percorso alternativo alla guerra e alla distruzione Invitiamo tutte le organizzazioni aderenti, i cittadini e le cittadine a farsi promotori della raccolta firme nelle proprie reti e comunità. Tutte le informazioni su www.difesacivilenonviolenta.org! Rete Italiana Pace e Disarmo
May 28, 2026
Pressenza
La privatizzazione della politica internazionale
Non si tratta di un dettaglio. Un ricco editore greco, Theodore Kyriakou, soprannominato Theo e da poco acquirente del gruppo “Repubblica”, insieme all’Atlantic Council, un centro di studi legatissimo alla Nato, finanziato da Goldman Sachs, JPMorgan Chase, Bank of America, Blackstone, RBC Capital Markets, HSBC Chevron e ExxonMobil, e diretto […] L'articolo La privatizzazione della politica internazionale su Contropiano.
May 19, 2026
Contropiano
TORNA L’EBOLA NELL’EST DELLA REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO, TRA CONFLITTO PERMANENTE E CAOS POLITICO
Sono già novantuno i morti accertati e oltre trecento i casi sospetti addebitati ad un nuovo ceppo del virus Ebola che torna nella Repubblica Democratica del Congo per la diciassettesima volta dal 1976. “Non è pandemia, ma si diffonde in fretta” informano i vertici dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che hanno lanciato l’allarme. Il direttore generale dell’organizzazione internazionale basata a Ginevra Tedros Adhanom Ghebreyesus ha puntualizzato che “esistono notevoli incertezze sul numero reale di persone infette e sulla diffusione geografica”. Data la situazione potenzialmente esplosiva, le frontiere tra Repubblica Democratica del Congo, Uganda e Ruanda, sono già state chiuse.  Il virus sarebbe partito dall’Uganda mietendo due vittime, per poi diffondersi nella provincia congolese dell’Ituri, epicentro attuale dei casi segnalati, in particolare nel capoluogo Bunia. Due morti sono stati registrati anche nelle province del Nord e Sud Kivu. Come raccontato ai nostri microfoni da Leopoldo Rebellato, attivo nell’est del paese dagli anni ottanta, si tratta di territori dove le comunicazioni sono complesse, dato che “la rete internet è scadente o inesistente” e in pochi dispongono di una radio. A questo si aggiunge una “guerra sempre in atto” per la gestione del potere e delle immense risorse naturali presenti nel sottosuolo. Ad esempio “a Kavumu, nel Sud Kivu, pochi giorni fa ci sono stati 460 militari uccisi”. Il problema della mancanza di strutture sanitarie adeguate per la gestione del virus e l’assenza di infrastrutture per i laboratori mobili che “sarebbero necessari” anche per registrare i contagi, confermano l’incertezza delle autorità sui dati. Autorità che nell’Ituri rispondono al potere centrale di Kinshasa, ma che in Nord e Sud Kivu sono rappresentate dai ribelli filoruandesi dell’M23, “uno stato nello stato, un bubbone”. Il virus in questione è il Bundibugyo, provoca sintomi quali febbre, dolori muscolari, affaticamento, mal di testa e mal di gola. Si diffonde attraverso gli scambi di fluidi corporei da persona a persona o con il contatto con il sangue di una persona infetta. Non esistono attualmente vaccini per far fronte a questo ceppo del virus. Negli ultimi cinquant’anni Ebola ha ucciso oltre 15 mila persone in tutto il continente. Il punto con Leopoldo Rebellato, presidente dell’associazione Incontro fra i Popoli. Ascolta o scarica  
May 18, 2026
Radio Onda d`Urto
Le madri della Repubblica
Il 21 e 22 giugno alle ore 19.00 a Roma, presso L’ANMIG – Auditorium della Casa Madre – a Piazza Adriana 3, verrà presentato “Le Madri della Repubblica – voci, canti, storie”, un progetto corale ideato e progettato dall’Associazione teatrale “Controchiave” e dal coro “Inni e canti di Lotta Giovanna Marini” diretto da Sandra Alos Cotronei. Lo spettacolo è promosso dall’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra (ANMIG) in collaborazione con L’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani (ANPC), è parte integrante del progetto “Vie Maestre” e primo passo verso l’intitolazione di una strada alle 21 Madri anche nella città di Roma come in tanti altri luoghi del Paese. Lo spettacolo, sugella un evento importante anzi più di uno: l’ottantesimo anniversario del Referendum che ha dato vita alla Repubblica e la conseguente nascita della Costituzione. Lo spettacolo vuole raccontare e allo stesso tempo rendere omaggio alle 21 Madri Costituenti che hanno contribuito con il loro pensiero, la loro azione ed il loro impegno politico alla scrittura di uno dei documenti giuridici più avanzati al mondo. Le 21 Madri attraverso questa “Perform-azione” ci parleranno di loro, della loro storia, dei loro legami con il mondo femminile delle associazioni e di come sono arrivate a prendere parola in quella grande sala. Il coro “Inni e Canti di Lotta Giovanna Marini” che nel corso della sua storia ha portato in lungo ed in largo nel nostro Paese i canti della resistenza e della lotta che tanti lavoratori e lavoratrici hanno cantato per resistere alle ingiustizie, tornerà sul palco ancora una volta a dare voce a questi canti. Questi ultimi, nello svolgersi delle vicende storiche, sono stati utilissimi per dare forza alle classi più fragili per combattere contro chi costruiva il proprio potere economico e politico attraverso lo sfruttamento di braccianti, contadini ed operai. Ma le classi operaie e contadine hanno saputo alzarsi e combattere anche grazie a questi canti, che con i loro testi battaglieri ed irriverenti, hanno contribuito ad alimentare le lotte per la libertà e l’uguaglianza. L’associazione “Controchiave” risponderà alle voci del Coro con un discorso che ci svelerà le identità di queste 21 donne e ci aiuterà a comprendere il ruolo fondamentale che queste hanno avuto nel redigere il documento. Le voci dei e delle performer punteranno soprattutto l’accento nelle sfumature di un linguaggio che sostanziava i discorsi di tutte le Madri Costituenti e che metteva a fuoco i temi del lavoro, della famiglia, dell’aborto, del divorzio e della parità di diritti tra uomo e donna. I canti, le biografie e le vicende storiche si rispecchieranno negli occhi dei volti delle 21 Madri della nostra Repubblica nell’istallazione curata da Maria Chiara Calvani con le allieve dei corsi di disegno. > “Insieme alle allieve abbiamo fatto riemergere le loro espressioni da foto > ingiallite e sbiadite, espressioni attente e vigili che non perdevano > l’occasione per portare nell’aula dell’Assemblea Costituente la voce di una > moltitudine di donne e madri, in un tempo storico devastato dalla guerra ed in > un’Italia immersa mani e piedi nella miseria e nella sofferenza”. Lo spettacolo parla a tutti noi ed alla realtà sociale e politica che stiamo vivendo e stiamo agendo ogni giorno e ci tiene legati con un filo alla nostra storia perché possiamo ancora ritrovare quella coscienza e vederla come una risorsa per combattere nel presente. Maria Chiara Calvani Redazione Italia
May 11, 2026
Pressenza
La Repubblica italiana è donna
Una riflessione sul 25 aprile “I capi mancavano in Israele; mancavano, finché non venni io, Debora, finché non venni io, come una madre in Israele. Si sceglievano nuovi dèi e la guerra era alle porte“. Giudici 5,7-8 Le parole di una donna giudice, consigliera militare, profetessa e poetessa. Una donna che guiderà alla vittoria il suo popolo sul re cananeo Sisara che, fuggiasco, sarà poi ucciso da un’altra donna, Giaele. Una storia della Bibbia poco nota. Ma che pone in risalto il ruolo delle donne nella liberazione del popolo. Un monito a riconoscere questo ruolo anche per noi, che viviamo in una società garantita da una Costituzione che il popolo italiano ha recentemente rifiutato di modificare a colpi di maggioranza. Un richiamo a non dimenticare che – dobbiamo sempre ricordarlo – la Repubblica italiana è donna. Esattamente ottant’anni fa si era in campagna elettorale per il referendum istituzionale, chiamato a scegliere tra monarchia o repubblica, e per eleggere i membri dell’Assemblea costituente. Per la prima volta votavano le donne. Mai successo prima in Italia. Ottant’anni fa le nostre nonne erano in assoluto le prime italiane a votare. Dopo vent’anni di fascismo, che aveva relegato la donna italiana in una posizione sempre più subalterna, la guerra partigiana la vide protagonista a pieno titolo e rese inevitabile il riconoscimento di un ruolo paritario. Io ho ancora conosciuto cape partigiane, che hanno avuto la responsabilità militare di centinaia di uomini. E se fai la guerra come un uomo, allora perché non potresti votare come un uomo? Il diritto di voto alle donne non era scontato, nemmeno nel campo “progressista”: perché la donna, meno razionale e più umorale – dicevano – avrebbe potuto nutrire affetto e attaccamento alla monarchia. Ma non andò così. Il voto femminile fu massicciamente repubblicano. Grazie a madri, mogli, figlie e sorelle che in mezzo secolo avevano visto partire i loro uomini per la Libia, per il confine alpino, per l’Etiopia, per la Spagna, per la Jugoslavia, per la Grecia, per la Russia (mezzo secolo di guerre di aggressione prima monarchiche e poi monarchico-fasciste); uomini che non sono tornati, o che sono tornati mutilati, malati, psichicamente disturbati. Grazie alla storia e al voto di queste donne la nostra Costituzione repubblicana dice: “L’Italia ripudia la guerra”. La loro autorità nasce dall’esperienza delle donne della Resistenza, che seppero assumerla quando i capi si dileguavano, l’autorità mancava, il re fuggiva, c’era il disordine, l’arbitrio, le truppe tedesche e i fiancheggiatori fascisti. Ecco allora le Debore d’Italia che, con forza e democraticamente, ripristinano l’autorità, ci donano una Costituzione senza falsi dèi, senza teste coronate e senza capi supremi, e una Costituzione contro la guerra. Una Costituzione che può sempre essere migliorata e che nasce come l’abbraccio di una donna, un abbraccio che vuole essere ampio, accogliente, vasto.   Emanuele Fiume Qui l’articolo originale Redazione Italia
April 24, 2026
Pressenza
25 aprile La memoria condivisa: la verità non è negoziabile
Tu da che parte stai? “C’è che noi nella Storia siamo dalla parte del riscatto, loro dall’altra. Da noi niente va perduto, nessun gesto, nessuno sparo. Tutto servirà, se non a liberare noi, a liberare i nostri figli, a costruire un’umanità senza rabbia, serena, in cui si possa non essere cattivi.” Così scriveva il partigiano Italo Calvino. Nulla è andato sprecato, e aveva ragione, non soltanto perché a quella straordinaria stagione di lotta dobbiamo la liberazione dal regime fascista, ma perché la battaglia per costruire un orizzonte collettivo di emancipazione, giustizia e libertà è ancora tutta da combattere. C’è davvero oggi la necessità di costruire una nuova Resistenza popolare, che superi i confini e le distanze, che si opponga alle logiche autoritarie e reazionarie che caratterizzano il nostro tempo, che si opponga all’uso dell’intelligenza e delle risorse collettive impiegate non a favore del benessere comune ma per il riarmo, la militarizzazione, il genocidio, la guerra voluta da USA e Israele che sta spingendo il mondo nella più grave crisi degli ultimi 50 anni. In questo contesto globale segnato da conflitti, crisi democratiche e profonde disuguaglianze, parlare di Resistenza significa anche interrogarsi su quale idea di umanità vogliamo costruire: una società fondata sulla competizione e sull’esclusione, o una comunità fondata sulla dignità, sui diritti e sulla solidarietà. È una Resistenza nuova che, in ogni luogo — nelle scuole, nelle università, sui posti di lavoro, nelle piazze e ovunque sia possibile — deve invertire la rotta. È una Resistenza nuova che sta prendendo forma anche nei gesti quotidiani di chi rifiuta l’indifferenza e sceglie la responsabilità. Una resistenza che ha cominciato ad esplodere con la grande energia che ha portato nelle piazze migliaia e migliaia di persone, di ragazzi che hanno alzato la voce contro la guerra, le ingiustizie, la sofferenza del popolo palestinese e, più recentemente, la tutela della Costituzione con la vittoria referendaria. Una resistenza non solo di grandi atti, ma di pratiche diffuse, di partecipazione, di cura della democrazia. Quest’anno il 25 aprile si carica di una tensione sociale, politica e storica di enorme portata. Quest’anno davvero si avverte che non può essere solo una ricorrenza da calendario civile: è il momento in cui l’Italia sta tornando a confrontarsi e a riappropriarsi del proprio atto di nascita più autentico. Il 25 aprile del 1945, con la liberazione dal nazifascismo, non si concluse soltanto una guerra, ma si credette nella possibilità concreta di costruire un nuovo futuro: una Repubblica fondata sulla libertà, sulla dignità della persona e sulla democrazia. È la prima forma di un patto costituzionale che diventerà la nostra Costituzione. Il 25 aprile è e deve restare la festa di tutti: non appartiene a una parte politica e non può essere confinato a una memoria di parte. Il 25 aprile è il fondamento stesso della convivenza civile italiana, è il valore identitario che ci lega tutti, è il punto da cui discendono i diritti e le libertà di cui godiamo oggi e che troppo spesso stanno cedendo nella loro impalcatura. Un immenso patrimonio comune che non può essere svuotato del suo significato storico e morale. Il 25 aprile è continuamente oggetto di una narrazione che, soprattutto negli ultimi tempi, sta tentando di trasformarlo in una generica giornata di “pacificazione nazionale”, come ha dichiarato la seconda carica dello Stato, Ignazio La Russa, suscitando un acceso dibattito che vorrebbe indirizzare il 25 aprile verso una prospettiva in cui tutte le memorie si equivalgono e tutte le scelte vengono poste sullo stesso piano. Vorrebbe passare come una prospettiva conciliatoria dopo 80 anni, ma in realtà nasconde una narrazione e un intento profondamente distorsivi. Chiariamolo: la Storia non è neutrale, ci chiama a scegliere da che parte stare, e quelle scelte avranno per noi e per gli altri un peso etico e politico che non può essere cancellato di fronte alla Storia. I partigiani che hanno speso la vita per la Resistenza e la liberazione dal nazifascismo non possono stare sullo stesso piano dei giovani caduti per difendere la Repubblica di Salò. La Storia è un severo tribunale che non assolve: i partigiani sono morti per restituire libertà e dignità a un Paese oppresso, i giovani di Salò hanno difeso fino alla morte un regime autoritario e collaborazionista con l’occupante nazista. Il rispetto, che pure si deve per ciascuna morte, non può però tradursi in una equiparazione morale dei valori e delle finalità per i quali si è data la vita. La morte non santifica, non trasforma automaticamente in eroe chiunque cada: sono le idee, le scelte, i valori collettivi a dare senso a una vita e alla stessa morte. Il 25 aprile non cancella queste differenze, ma esalta quella consapevolezza di una morte affrontata dalla parte giusta della Storia, quella che ha scelto la democrazia contro la dittatura, i diritti contro l’oppressione. Eppure questa data continua a essere divisiva, non tanto per i rigurgiti e le nostalgie marginali, quanto piuttosto perché manca spesso nella coscienza collettiva una piena e consapevole condivisione del suo più profondo significato. Spesso si riduce a rituale, a vuota celebrazione svuotata di contenuto: in questo scenario il rischio più grande non è il conflitto delle idee, ma l’indifferenza. Ogni cittadino democratico deve sentire la responsabilità di difendere e onorare la Resistenza, che non significa aderire a un’ideologia, ma sapere riconoscere il valore universale della libertà e della Costituzione. Ognuno è chiamato ogni giorno a vigilare affinché quei principi non siano erosi dal tempo, dalle ideologie politiche e dalle opportunistiche propagande, banalizzati e piegati a interessi contingenti. Trasmettere alle nuove generazioni il senso di quella scelta collettiva che ha reso possibile l’Italia repubblicana, libera e democratica deve diventare l’imperativo morale di ognuno di noi. Il 25 aprile non chiede unanimismo ma consapevolezza, non vuole retorica ma memoria critica. Perché la libertà, una volta conquistata, non è un bene garantito per sempre, ma una tensione sempre viva che non deve mai allentare la guardia, per essere pronti a saper identificare i tentativi che cercano di svuotarla. È un impegno, non un anniversario: un impegno a continuare a scegliere ogni giorno, anche quando la memoria sembra offuscarsi e la verità vacillare, continuare a scegliere la parte giusta della Storia, riconoscere i segnali di regressione e avere il coraggio di opporsi. Il 25 aprile non è solo un anniversario. È una scelta che si rinnova ogni giorno. Anche quando la memoria si affievolisce. Anche quando la verità viene messa in discussione. Continuare a scegliere da che parte stare: questa è, ancora oggi, la sua eredità più profonda. EVENTI 25 APRILE * Corteo regionale Porta Capuana, ore 11.00 * Festa della Resistenza presso l’ex OPG “Je so’ pazzo” a Materdei, ore 19.30 * “Esistenze – Atto 2”, performance del Teatro Popolare, ore 20.30 * Cena popolare, musiche e danze Eventi curati dall’ANPI “25 aprile 2026 – 80 anni di Repubblica antifascista”: * ANPI Sezione Collinare “Aedo Violante”, ore 10.30, via Luca Giordano angolo Scuola Vanvitelli: musiche, performance, poesie, brani e letture di articoli della Costituzione * Largo Berlinguer, ore 9.00: letture dalla Costituzione * “Il fiore del partigiano”, percorso della memoria ore 9.00–11.00, da Piazza Mercato a Piazza XXV Aprile * Presidio antifascista Piazza del Plebiscito (Prefettura), ore 14.00–16.00 * Bacoli: corteo cittadino con il Confalone accompagnato dalla banda musicale “Città di Bacoli”, Piazza Marconi ore 11.00 * Ercolano, via Cegnacolo 2, ore 10.30: omaggio ad Antonio Gramsci * Forio, Piazza Medaglie d’Oro, ore 10.00–13.00 * Castellammare, ore 10.30: raduno Piazza Matteotti e corteo * Saviano, Piazza 25 Aprile, ore 9.30 * Nola, Piazza Duomo, ore 10.00 Gina Esposito
April 24, 2026
Pressenza
Mattarella cancella la Resistenza
Abbiamo ascoltato e poi riletto il discorso di fine anno del due volte presidente della Repubblica, per essere sicuri di non aver capito male. Alla fine ci siamo dovuti arrendere: la Resistenza – come parola, patrimonio storico, esperienza collettiva di liberazione, impegno e sacrificio popolare, riscatto di dignità di un […] L'articolo Mattarella cancella la Resistenza su Contropiano.
January 1, 2026
Contropiano
“La Repubblica” saudita
A Repubblica e La Stampa i giornalisti protestano e sono in sciopero perché il gruppo Gedi, di proprietà degli Elkann, ha deciso di vendere le testate di famiglia all’armatore miliardario greco Kyriakou, maggior azionista della holding Antenna, di cui una quota del 30% sarebbe in mano al principe saudita, Mohammed […] L'articolo “La Repubblica” saudita su Contropiano.
December 14, 2025
Contropiano
Il “monito” serve
Cinquemila operai incazzati in piazza a Genova, un “trattore” si porta via la blindatura della polizia, volano lacrimogeni (anche quelli proibiti). Tutte le tv se ne occupano, i video sono tanti e parlano da soli… Come danno la notizia i giornali mainstream? La Repubblica – editore Elkann – esibisce un […] L'articolo Il “monito” serve su Contropiano.
December 5, 2025
Contropiano
Il potere pretende la libertà di mentire
Allora. Come protocollo vuole, il proprietario – Alain Elkann, nipote dell’Avvocato Gianni Agnelli e distruttore della Fiat – ha fatto visita ai suoi dipendente della sezione informazione, sottomarchio La Stampa, per mostrare il proprio volto umano di imprenditore sensibile. “L’attacco che questa redazione ha subito due giorni fa è stato […] L'articolo Il potere pretende la libertà di mentire su Contropiano.
December 1, 2025
Contropiano