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Il movimento NO MUOS: sabato 8 agosto a Messina e 13 settembre a Niscemi
Il movimento No MUOS aderisce alla manifestazione No Ponte e parteciperà al corteo contro il Ponte sullo Stretto in programma sabato 8 agosto a Messina. “La presenza del movimento nasce dalla convinzione che la difesa del territorio non possa essere separata dalle scelte di sviluppo che riguardano la Sicilia – proclama il Coordinamento regionale siciliano dei Comitati No MUOS nel comunicato divulgato oggi, 30 luglio – Il Ponte sullo Stretto rappresenta una grande opera inutile alle comunità, proposta come risposta ai problemi del Mezzogiorno mentre continuano a rimanere irrisolte le criticità che incidono sulla vita quotidiana delle persone: trasporti, sanità, dissesto idrogeologico, servizi pubblici, tutela dell’ambiente e contrasto allo spopolamento”. “L’esperienza maturata nella lunga opposizione al MUOS ha mostrato come decisioni strategiche di grande impatto possano essere assunte senza un reale coinvolgimento delle comunità locali – precisa il comunicato – Per questo il movimento ritiene che la discussione sul Ponte non riguardi soltanto un’infrastruttura, ma il modello di sviluppo che si intende costruire per la Sicilia e per l’intero Paese”. “Dal punto di vista del movimento No MUOS, la mobilitazione contro il Ponte sullo Stretto e quella contro il MUOS appartengono allo stesso orizzonte di difesa dei territori e di opposizione alla militarizzazione e a un modello di sviluppo che privilegia grandi opere e infrastrutture strategiche rispetto ai bisogni delle comunità – ribadisce i Coordinamento – Per questo, dopo la partecipazione al corteo dell’8 agosto a Messina, il movimento tornerà a manifestare a Niscemi nel pomeriggio del 13 settembre, chiamando alla partecipazione tutte le realtà che condividono la difesa dei territori, della pace, dei beni comuni e di un diverso modello di sviluppo”. Nel comunicato inoltre il Comitato informa che i dettagli organizzativi della manifestazione saranno diffusi nei prossimi giorni e riferisce il testo del documento di adesione (pubblicato online su sito No MUOS – https://www.nomuos.info/8-agosto-a-messina-manifestazione-no-ponte-il-no-muos-aderisce-e-partecipa/): > Da anni, con il MUOS vediamo concretamente cosa significa la militarizzazione > del territorio. La Sicilia viene trasformata in un nodo strategico delle > telecomunicazioni militari statunitensi e NATO, subordinando spazi, risorse e > infrastrutture a interessi che non hanno nulla a che vedere con i bisogni di > chi ci vive. Gli effetti li vediamo ogni giorno: controllo del territorio, > presenza militare, vincoli imposti alle comunità e un modello di sviluppo > costruito attorno alla funzione strategica dell’isola, non alla qualità della > vita della popolazione. > > Il Sud viene visto come piattaforma da utilizzare per la guerra, la logistica > e i grandi interessi economici, invece che come un territorio da tutelare e > far vivere. Un esempio lampante di ciò è stato il trattamento riservato a > Niscemi dopo la frana di quest’anno. Tutt’ora i fondi non sono completamente > arrivati e i cittadini pagano il prezzo dell’intenzionale negligenza della > politica italiana. > > È dentro questo stesso modello che dobbiamo leggere il Ponte sullo Stretto, > venduto da decenni come la soluzione ai problemi di un Sud condannato al > sottosviluppo da precise scelte politiche. Un’opera presentata come simbolo di > progresso, mentre trasporti, sanità, servizi e infrastrutture essenziali > continuano a essere insufficienti all’interno dell’isola. Il Ponte rientra nel > processo di trasformazione del Sud in un corridoio strategico per merci, > grandi opere e interessi militari, da attraversare e utilizzare secondo le > necessità della classe dirigente, mentre chi ci vive continua a pagare il > prezzo della precarietà, dell’emigrazione e dell’abbandono. > > Le lotte contro il MUOS e il Ponte fanno quindi parte della stessa opposizione > a un modello che decide quale funzione debbano avere i nostri territori. > > Per questo come No MUOS rilanciamo la mobilitazione No Ponte e saremo al > corteo di sabato 8 agosto, alle ore 18.30, a Messina, con partenza da piazza > Cairoli. > > Dal nostro punto di vista, la lotta contro il Ponte sullo Stretto si colloca > nello stesso solco della lotta contro il MUOS. Per questo torneremo a > manifestare tutti insieme a Niscemi nel pomeriggio del 13 settembre, chiamando > alla mobilitazione tutte le realtà che si battono contro la militarizzazione > dei territori e per un diverso modello di sviluppo. > > NO AL PONTE E ALLE GRANDI OPERE INUTILI! > > NO ALLE BASI USA E ALLA MILITARIZZAZIONE DEL TERRITORIO! > > ORGANIZZIAMOCI E LOTTIAMO! Redazione Italia
July 30, 2026
Pressenza
Adesso chiudiamo la Stretto di Messina spa
Il piano giudiziario ci interessa fino a un certo punto. Non ci ritroviamo nel giustizialismo e, soprattutto, pensiamo che le lotte politiche non si vincano nelle aule di tribunale. I procedimenti giudiziari possono contribuire ad accertare responsabilità, rallentare processi decisionali o riparare torti, ma una questione politica può trovare soluzione soltanto sul terreno della politica. E se guardiamo a quella rete di interessi materiali e assetti di potere consolidati, che denunciamo da anni e che l’inchiesta oggi sembra confermare ed esporre pubblicamente, questa lotta politica prende la forma di una rivendicazione ben precisa: chiudere la Stretto di Messina SpA. Questo non basterebbe, da solo, a cancellare definitivamente la minaccia del ponte, ma interromperebbe quella continuità amministrativa, istituzionale e politica che consente al progetto di sopravvivere da decenni, anche in assenza della fatidica prima pietra, attraversando governi di diverso colore e senza mai essere realmente accantonato. Un progetto che sopravvive per l’esistenza di un blocco sociale che si nutre del ponte – non soltanto della sua eventuale realizzazione, ma anche della sua interminabile progettazione e dei continui rinvii che alimentano costi, incarichi, compensi, relazioni e interessi – e di cui fanno parte, in forme e con ruoli diversi, vari attori della governance tecnico-politica dell’opera, a cominciare dalla società concessionaria. Mai come adesso sembra crollare la rappresentazione, spesso evocata, di una governance orientata esclusivamente all’interesse pubblico per il solo fatto di essere collocata entro strutture pubbliche. Al contrario, e al di là delle eventuali responsabilità penali che verranno accertate dalla magistratura, si intravedono dinamiche di carriera, reti di relazioni e interessi convergenti: un blocco sociale, appunto, che guarda al ponte come a un meccanismo di governo (e saccheggio) del territorio, ben più che a una infrastruttura da costruire. E dove, fatalmente, possono finire con il trovare terreno fertile anche dinamiche corruttive – come del resto la storia delle grandi opere insegna. Ecco perché crediamo che le vicende di queste ore non bastino a mettere la parola “fine”, ma al contrario ci richiamano alle nostre responsabilità. Non deleghiamo la nostra lotta, né all’ambito partitico-istituzionale né a quello giudiziario. La lotta è delle persone che abitano i territori dello Stretto, dei Sud, e di chi ci accompagna in solidarietà. 𝐈𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨 𝟖 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐭𝐨𝐫𝐧𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐢𝐧 𝐩𝐢𝐚𝐳𝐳𝐚 𝐚 𝐌𝐞𝐬𝐬𝐢𝐧𝐚, 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐚 𝐠𝐫𝐚𝐧 𝐯𝐨𝐜𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐮𝐬𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐭𝐫𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐌𝐞𝐬𝐬𝐢𝐧𝐚 𝐒𝐩𝐀. Assemblea NO ponte Redazione Sicilia
June 11, 2026
Pressenza