Tag - bergamo

LE QUESTURE DI BERGAMO E LECCO VIETANO LE INIZIATIVE PER LA PALESTINA DEL 7 OTTOBRE
Per la Palestina e la sua Resistenza, contro genocidio e occupazione, sabato 10 ottobre mobilitazione globale partita dall’appello lanciato da sindacati e forze politiche palestinesi. In Italia decine le mobilitazioni di piazza, Brescia compresa, con il Coordinamento Palestina, ore 15 da piazza Garibaldi. Direzione: l’azienda armiera Leonardo. Già domani, 7 ottobre, in Italia 2 iniziative di piazza per la Palestina, una a Bergamo (piazza Matteotti, h 17.30) con Gpi, Udap e Rete Bergamo per la Palestina e una a Lecco (piazza Cermenati, ore 18) con “Lecco antisionista”. In entrambi i casi le Questure hanno vietato le piazze. A Bergamo è stata lanciata una conferenza stampa domani alle ore 18 in piazza Vittorio Veneto. * Da Bergamo Omar, Giovani Palestinesi d’Italia. Ascolta o scarica. * Da Lecco Corrado, di Lecco Antisionista. Ascolta o scarica.
October 6, 2026
Radio Onda d`Urto
BERGAMO: PRESIDIO AL CONSIGLIO COMUNALE SULL’AMPLIAMENTO DELL’AEROPORTO DI ORIO. POLITICA LOCALE SPACCATA IN DUE
Si è svolta ieri, martedì 22 settembre, alle 17.30 la mobilitazione contro il Piano di sviluppo dell’aeroporto di Orio al Serio in Piazza Matteotti a Bergamo, davanti alla sede comunale al cui interno si svolgeva il Consiglio sul futuro dello scalo bergamasco. In Aula consiliare si è parlato del futuro dell’aeroporto di Orio al Serio e del Piano di sviluppo aeroportuale 2029-2043, presentato in Consiglio comunale dal presidente di Sacbo Giovanni Sanga e da Stefano Paleari, coordinatore scientifico del Piano nazionale degli aeroporti. Un piano che prevede oltre 500 milioni di euro di investimenti e uno scenario di crescita fino a 23,4 milioni di passeggeri con forte impatto sulla viabilita’ locale . Il dibattito politico in Consiglio comunale si è concentrato principalmente sulla ricerca di un equilibrio: la sindaca Elena Carnevali ha ribadito la necessità di conciliare sostenibilità ambientale e sociale, lavoro e sviluppo economico, mentre la maggioranza ha approvato un ordine del giorno che chiede, tra le altre cose, una riduzione progressiva dei voli notturni tra le 23 e le 6, tempi più rapidi per il piano antirumore, compensazioni ambientali e interventi di rinaturalizzazione nei quartieri maggiormente interessati dall’attività aeroportuale. Sul tema sono però emerse divisioni politiche, anche all’interno della maggioranza. La lista Futura ha votato contro, sostenendo la necessità di mettere al centro la tutela delle comunità e contestando l’idea che la crescita coincida automaticamente con lo sviluppo. Anche le opposizioni hanno presentato posizioni differenti: Forza Italia ha sostenuto la possibilità di conciliare il potenziamento dello scalo con la tutela dei residenti, mentre Fratelli d’Italia ha evidenziato le preoccupazioni legate all’aumento dei passeggeri, al rumore e all’inquinamento, con particolare riferimento ai quartieri più esposti come Colognola, Boccaleone, San Tomaso, Carnovali e Malpensata. In Piazza Matteotti, nel frattempo, si svolgeva il flash mob a cui hanno aderito diverse realtà e gruppi (politici e non) del territorio. «L’ordine del giorno della maggioranza approvato ieri sera in Consiglio Comunale sottovaluta l’impatto dello scalo sul territorio, inverte le priorità anteponendo le logiche di sviluppo a ogni costo dello scalo alla salute, alla qualità della vita e alla tutela ambientale, e non risponde alle aspettative dei cittadini», ha dichiarato Alfredo Di Sirio, segretario provinciale di Sinistra Italiana Bergamo. Ai nostri microfoni lo stesso Alfredo Di Sirio raggiunto nel corso del presidio Ascolta o scarica  Diverse le richieste avanzate: aprire una moratoria sull’iter del Master Plan e congelare qualsiasi aumento dei voli, pianificando la riduzione dei movimenti e il rientro nei limiti del rumore entro la fine del mandato, lo stop ai voli notturni, un ampliamento dell’indagine epidemiologica con approfondimenti mirati sugli studi già effettuati in altri contesti aeroportuali, dato sul rumore reali e realizzazione immediata (e non rimandata al 2039) delle aree di sicurezza a fondo pista. «Meno aerei, più case popolari» è invece lo slogan di Rifondazione Comunista Bergamo, che ha partecipato al presidio rappresentato da Ezio Locatelli, segretario provinciale, e Francesco Macario, segretario cittadino. «Per quanto ci riguarda ci siamo sempre battuti in tutte le sedi politiche e istituzionali contro una idea di sviluppo aeroportuale che calpesta i diritti più elementari di vivibilità e salubrità ambientale. Meno aerei e più case popolari è uno degli slogan con cui ci siamo presentati oggi al presidio per dire che bisogna finirla di fare gli interessi di pochi a discapito di molti problemi sociali e ambientali che non trovano risposta alcuna».
September 23, 2026
Radio Onda d`Urto
#Grumello del Monte ( #Bergamo) - Festa in Rosso 2026 Venerdì 18 settembre, ore 21- A sostegno del popolo #palestinese e del popolo #cubano in lotta, contro il #genocidio e il #bloqueo Intervengono: Eyas Awad, José Luis Darias Suarez, Mauro Magistrati, Antonio Mazzeo
September 15, 2026
Antonio Mazzeo
#Grumello del Monte ( #Bergamo) 16-20 settembre - Festa in Rosso 2026 Venerdì 18 - A sostegno del popolo #palestinese e del popolo #cubano in lotta, contro il #genocidio e il #bloqueo Intervengono: Eyas Awad, José Luis Darias Suarez, Mauro Magistrati, Antonio Mazzeo
September 13, 2026
Antonio Mazzeo
BERGAMO: “NO AL NUOVO PIANO DI SVILUPPO DELLO SCALO DI ORIO AL SERIO”. PARTECIPATO PRESIDIO DAVANTI ALLA SACBO
È stato molto partecipato il presidio chiamato nel tardo pomeriggio di oggi, giovedì 10 settembre, davanti sede bergamasca di SacBo, la società che gestisce lo scalo aeroportuale bergamasco. Obiettivo dell’iniziativa, manifestare la propria opposizione al nuovo piano di sviluppo dell’aeroporto di Orio al Serio, trafficato hub del low-cost in tutto il Nord Italia. Tra i partecipanti, abitanti del territorio, ma anche comitati cittadini e ambientalisti, esponenti politici e realtà locali che da anni si battono contro l’inquinamento ambientale e i rischi sanitari a cui sono soggette le aree più esposte allo scalo. Tra loro anche lavoratori e lavoratrici dell’aeroporto – legati ai sindacati di base, come la Cub – per ribadire all’unisono come “la salute delle persone che vivono nei comuni limitrofi all’aeroporto è prioritaria rispetto agli obiettivi di crescita dello scalo orobico”. Una mobilitazione destinata a crescere e di cui è già previsto un prossimo appuntamento: il 22 settembre, sotto il Comune di Bergamo, ovvero quando in Consiglio comunale approderà proprio il maxiampliamento di Orio al Serio. Ai nostri microfoni Sara Agostinelli, giornalista e nostra collaboratrice, in collegamento dal presidio Ascolta o scarica
September 10, 2026
Radio Onda d`Urto
L’accesso alla protezione internazionale presso la Questura di Bergamo: una procedura senza criteri trasparenti
M.A. 1 Davanti alla Questura di Bergamo si assiste ormai da mesi a una situazione che difficilmente può essere considerata fisiologica in uno Stato di diritto: persone che intendono richiedere protezione internazionale sono costrette a trascorrere la notte all’aperto, in attesa di un accesso che non risulta né garantito né disciplinato da criteri chiari e trasparenti. Tale ricostruzione non si fonda su episodi isolati, ma su osservazioni dirette e testimonianze raccolte in più occasioni tra settembre 2025 e giugno 2026. Le informazioni raccolte evidenziano una modalità di gestione degli accessi nella quale l’ingresso agli uffici della Questura appare affidato a procedure caratterizzate da ampi margini di discrezionalità e dall’assenza di criteri oggettivi, verificabili e preventivamente conoscibili dai richiedenti, con possibili conseguenze sull’effettività del diritto di presentare domanda di protezione internazionale. Dalle testimonianze raccolte sul posto è emerso che la selezione delle persone ammesse alla formalizzazione della domanda non ha seguito criteri oggettivi e verificabili. Di fatto, un richiedente ha descritto il processo di accesso come sostanzialmente “random“, evidenziando l’assenza di parametri. Tale percezione è stata successivamente corroborata dalle dichiarazioni rese da un agente in servizio, il quale ha affermato che le persone ammesse alla richiesta di asilo sono state individuate “sulla base di niente“. Un’altra persona impiegata presso la Questura ha riferito che l’ispettore incaricato avrebbe tenuto conto della condizione di vulnerabilità delle persone per stabilire chi avrebbe potuto accedere alla procedura. Tale criterio, tuttavia, è apparso difficilmente verificabile e non ha trovato riscontro nelle osservazioni effettuate. In un caso osservato, ad esempio, tra le persone in attesa vi era una persona con una bombola di ossigeno, una condizione di vulnerabilità immediatamente evidente, alla quale non è stato comunque consentito l’accesso alla procedura. Questo episodio ha sollevato interrogativi su come siano state individuate e valutate le condizioni di vulnerabilità degli altri richiedenti, se persino una situazione di fragilità così manifesta non è sembrata essere stata considerata ai fini dell’accesso. È stato inoltre osservato come, in alcune circostanze, le donne abbiano beneficiato di un accesso più agevolato alla procedura, sebbene tale elemento non abbia consentito di stabilire l’esistenza di un criterio sistematico. In particolare, secondo quanto osservato, tra le ore 8:15 e le ore 8:45 un ispettore della Questura, sempre lo stesso, usciva dall’edificio e chiamava nominativamente le persone che, in quella giornata, potevano accedere alla formalizzazione della propria domanda, il tutto in modo completamente discrezionale. In altri casi, tuttavia, non infrequenti secondo quanto osservato e secondo quanto riferito dai presenti, alle persone in attesa – spesso accampate davanti alla Questura fin dalla notte precedente – veniva comunicato che “la Questura è chiusa” oppure che il sistema informatico non era funzionante, con la conseguenza che l’accesso veniva negato indistintamente a tutti coloro che attendevano di formalizzare la propria domanda di protezione internazionale. Le informazioni raccolte delineano un sistema di gestione degli accessi privo di criteri trasparenti e preventivamente conoscibili, con il rischio di compromettere principi fondamentali dell’azione amministrativa quali imparzialità, uguaglianza e certezza delle procedure. Tale modalità operativa solleva interrogativi rilevanti: sulla base di quali criteri viene determinato chi può accedere alla formalizzazione della domanda e chi invece è costretto ad attendere? Quali garanzie sono previste affinché l’accesso a un diritto soggettivo non dipenda da valutazioni non conoscibili dagli interessati? Il quadro normativo vigente al momento delle osservazioni prevedeva un termine preciso per la formalizzazione della domanda di protezione internazionale: il Decreto legislativo 25/2008 stabiliva che la domanda dovesse essere formalizzata entro tre giorni lavorativi dalla manifestazione della volontà di chiedere protezione (art. 26, co. 2-bis), termine prorogabile fino a dieci giorni lavorativi esclusivamente in presenza di un numero elevato di richieste. Nonostante tale previsione, la prassi osservata presso la Questura di Bergamo si è discostata da tale quadro normativo. I tempi di attesa rilevati sono apparsi prolungati e sistematici, mentre l’accesso alla formalizzazione risultava di fatto ostacolato. L’individuazione delle persone ammesse sembrava inoltre avvenire in assenza di criteri oggettivi e trasparenti. In questo contesto, il diritto di asilo – riconosciuto anche dall’articolo 10, comma 3, della Costituzione – è stato compromesso. Ancora più problematico è apparso il carattere strutturale della situazione osservata. Non si è trattato, infatti, di episodi isolati o di disfunzioni occasionali, bensì di una prassi che, secondo quanto riscontrato, si è protratta per mesi sotto gli occhi delle istituzioni, degli operatori del settore e delle associazioni impegnate nella tutela dei diritti dei richiedenti asilo. Nonostante un tentativo promosso dal CIR (Consiglio Italiano per i Rifugiati) volto a favorire un accesso più ordinato e chiaro alle procedure, tale iniziativa non avrebbe prodotto risultati duraturi. Al contrario, la possibilità di ottenere un appuntamento per la presentazione della domanda di protezione internazionale risulta, di fatto, preclusa, poiché la Questura non procede al rilascio di appuntamenti tramite PEC. In tale contesto, l’unica possibilità per molte persone è stata quella di presentarsi fisicamente davanti alla Questura più volte consecutive, arrivando in alcuni casi ad attendere fino a tre mesi, come riferito da un agente di polizia presente sul posto, nella speranza di rientrare tra le persone ammesse alla formalizzazione della domanda. Resta da monitorare come tale quadro sia destinato a evolvere alla luce dei cambiamenti introdotti dal nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo e della sua progressiva attuazione, verificando se e in quale misura tali modifiche incideranno concretamente sulle modalità di accesso alle procedure di protezione internazionale. Resta tuttavia centrale una questione: indipendentemente dagli sviluppi normativi futuri, l’accesso alla procedura deve essere garantito attraverso modalità chiare, trasparenti e verificabili, affinché la possibilità di esercitare un diritto fondamentale non dipenda da meccanismi non conoscibili agli interessati. 1. Lavoro come operatore legale nel campo del diritto dell’immigrazione all’interno di un C.A.S. in provincia di Milano ↩︎
Bergamo blinda la partita Atalanta-Hapoel: bandiere palestinesi vietate, città in presidio
Con Ferragosto alle spalle da pochi giorni e il campionato di calcio non ancora ufficialmente iniziato, sembrava che la partita tra Atalanta e l’Hapoel Tel Aviv potesse rappresentare un evento come tanti. Invece, a poche ore dal fischio d’inizio, la situazione si è fatta complessa. La New Balance Arena di Bergamo e l’area circostante saranno infatti sottoposte questa sera a un imponente dispositivo di sicurezza, con un massiccio dispiegamento di forze dell’ordine. La presenza della squadra israeliana e di circa mille suoi sostenitori ha infatti convinto le autorità a predisporre rinforzi, controlli straordinari, sistemi antidroni e un divieto di sorvolo. Agli ingressi saranno bloccate anche le bandiere palestinesi. Da giorni vanno avanti mobilitazioni che vedono in prima linea i membri bergamaschi della Global Sumud Flotilla, mentre nel tardo pomeriggio si terrà il raduno della Rete Bergamo per la Palestina. Il dispositivo di sicurezza è stato definito in diversi incontri in Prefettura e Questura. Il ministero dell’Interno ha concesso rinforzi da altre città, l’utilizzo di un elicottero e apparecchiature anti drone per bloccare i telecomandi dei velivoli. L’Ente nazionale per l’aviazione civile ha emesso un Notam che stabilisce il divieto di sorvolo per ogni tipo di velivolo, compresi i droni e i Vfr, in un’ampia porzione di cielo sopra lo stadio. Ne sono esclusi i mezzi di linea e quelli d’emergenza. Il divieto è già scattato da ieri pomeriggio e resterà valido fino allo svuotamento dell’impianto post gara. Particolarmente rigidi saranno i controlli ai cancelli, aperti dalle 18.30. La Questura ha chiesto all’Atalanta di aumentare il numero degli steward e il filtraggio riguarderà, oltre a fumogeni e oggetti pericolosi, anche striscioni e vessilli ritenuti provocatori secondo le direttive Uefa. Tra questi rientrano le bandiere palestinesi, che non potranno essere introdotte nell’impianto. La società ha invitato il pubblico ad arrivare con largo anticipo per limitare code e attese. Nel cantiere dello scolmatore del Tremana è stato messo al sicuro tutto ciò che potrebbe essere usato come arma e l’area è stata circondata da recinzioni. Oltre alla consueta ordinanza contro la vendita di alcolici, il Comune ha istituito il divieto di sosta con rimozione forzata sulle vie attorno allo stadio e disposto la chiusura di viale Giulio Cesare e via Lazzaretto. Il clima esterno resta vibrante: martedì sera, la fazione bergamasca della Global Sumud Flotilla ha illuminato le pareti dello stadio con la proiezione “Boycott Israel”. Rivendicando «Un gesto di luce contro il genocidio a Gaza», gli attivisti hanno evidenziato in una nota come il boicottaggio di Israele non sia più un’opzione politica tra le altre, ma «una necessità umanitaria, un dovere morale verso il popolo palestinese, che sta pagando con la vita il silenzio e la complicità internazionale». Il comunicato prosegue con un’accusa netta: «Ogni partita di calcio favorisce la normalizzazione della violenza, ogni accordo commerciale è complicità. Non si costruisce cooperazione con chi bombarda ospedali, scuole e campi profughi. Bergamo non può essere complice». Alle 18 di oggi, inoltre, il piazzale di via Pitentino ospiterà il raduno della Rete Bergamo per la Palestina. Promuovendo i motti “Show Hapoel the red card” e “No alla partita della vergogna”, la sigla chiarisce la propria posizione: «Di fronte al genocidio in atto in Palestina non c’è spazio per la neutralità. Il sionismo ha massacrato quasi 600 sportivi e dirigenti palestinesi, radendo al suolo gli impianti e negando ogni diritto elementare. Impedire il match tra Atalanta e Hapoel Tel Aviv significa rifiutare di sdoganare la pulizia etnica e le politiche coloniali israeliane. Lo sport non può essere la copertura per i crimini di un regime genocida». Uno scenario analogo si era venuto a creare lo scorso novembre a Bologna, in occasione della partita di basket di Eurolega tra Virtus Segafredo e la società israeliana Maccabi Tel Aviv, quando un intero quadrante del capoluogo emiliano era stato blindato con circa 500 membri delle forze dell’ordine schierati, una zona rossa a doppio filtro istituita attorno al PalaDozza e scuole chiuse in anticipo. Il mese precedente si teneva invece a Udine il match Italia-Israele per le qualificazioni ai mondiali di calcio. In quel caso era stata modificata la viabilità cittadina, con segnali stradali temporanei, divieti di sosta e la chiusura di diverse strade nei pressi dello stadio e dell’hotel in cui soggiornavano i calciatori israeliani. Comitati e quotidiani locali denunciarono una città militarizzata, con elicotteri che la sorvolano in continuazione, droni e cecchini sui tetti. L’anno precedente, in corrispondenza del medesimo evento, il Comune friulano aveva imposto il divieto assoluto di avvicinarsi allo stadio e istituito una zona rossa militarizzata attorno all’impianto. Poi, nel marzo del 2024, pesanti restrizioni per i tifosi e un ingente dispiegamento di forze dell’ordine avevano segnato il contesto della partita calcistica di Europa League tra la Fiorentina e gli israeliani del Maccabi Haifa a Firenze. The post Bergamo blinda la partita Atalanta-Hapoel: bandiere palestinesi vietate, città in presidio appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 20, 2026
L'INDIPENDENTE
BERGAMO: SACMO CHIEDE UN NUOVO SVILUPPO DELL’AEROPORTO. ATS CERTIFICA UNA PERSISTENZA DEL DISTURBO ACUSTICO
E stato presentato il 30 luglio il risultato conclusivo dello studio epidemiologico sull’impatto sanitario dell’aeroporto di Orio al Serio (Il Caravaggio), da ATS Bergamo in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano-Bicocca e finanziati da SACBO, la societa’ che gestisce lo scalo. Il monitoraggio, durato tre anni, aggiorna e segue la linea metodologica della precedente indagine del 2015, ed evidenzia una sostanziale stabilità del quadro sanitario generale, ponendo però l’accento sulla persistenza del disturbo da impatto acustico. Arriva dopo un mese che SACBO ha annunciato un nuovo piano di sviluppo dell’aeroporto In sintesi nessun aumento dei rischi sanitari nei territori più esposti allo scalo rispetto alle aree più lontane: i dati su mortalità, ricoveri, consumi di farmaci e qualità dell’aria confermano un quadro sostanzialmente sovrapponibile a quello dell’indagine del 2015, in un’area gia’ fortemente compromessa per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico. Resta forte l’attenzione sull’impatto acustico: il rumore dell’attività aeroportuale continua a rappresentare il principale elemento di disturbo per i residenti. Dal monitoraggio sono rimasti esclusi lavoratori e lavoratrici del Caravaggio. I Comuni dell’area aeroportuale e la Provincia di Bergamo hanno chiesto che sulla questione venga fatto di più: “Dal 2015 nulla è cambiato su questo fronte, servono interventi concreti e mirati. Se aumentano i movimenti, le mitigazioni non paiono sufficienti a diminuire le problematiche”. Le considerazioni di Sara Agostinelli nostra collaboratrice Ascolta o scarica 
August 3, 2026
Radio Onda d`Urto
L’associazione “Studenti e Bersaglieri” organizza Formazione Scuola-Lavoro di ispirazione militare
Al nostro indirizzo mail è stata segnalata l’esistenza di una associazione di volontariato dal nome “Studenti e Bersaglieri” di Seriate che si propone di trasmettere alle nuove generazioni lo spirito del servizio di leva e i valori dei fanti piumati. Sulla sua pagina Facebook l’associazione, in questi giorni, sta pubblicando ritratti di adolescenti in divisa, gli studenti e le studentesse che tra 60 aspiranti hanno superato la selezione e parteciperanno al campo estivo di ispirazione militare. Hanno risposto a dei test attitudinali, a un colloquio individuale, fatto la visita medica e la prova della divisa. Quest’anno il campo prende il nome di “Trieste 2026”, si terrà dal 17 al 28 giugno a Piazzatorre, nelle zone montane di Bergamo. Dal 2021, anno della sua costituzione, la proposta è rivolta agli studenti e alle studentesse del terzo e del quarto anno delle scuole secondarie di secondo grado. Dodici giorni di attività certificabile come FSL formazione scuola lavoro per circa 50 ore, e i brevetti conseguiti sono spendibili nel mondo del lavoro e del volontariato civile. Al termine del corso, è possibile entrare a tutti gli effetti nell’associazione “Studenti e Bersaglieri” o in altre realtà di volontariato che collaborano a questo progetto, ottenendo ulteriori crediti scolastici. L’associazione “Studenti e Bersaglieri” ottiene, per pubblicizzarsi, spazi nelle sale comunali e nelle scuole. Dalle casse cittadine spesso le arrivano contributi economici per sostenere le spese del campo estivo, qualcosa come delle borse di studio per chi desidera partecipare ma non può pagare la quota di iscrizione. Tutti gli anni, durante il campo estivo si vive secondo orari rigidi, con attività scandite tra l’alzabandiera e l’ammaina bandiera. Si fa addestramento militare con marcia e prove di abilità fisica, si maneggiano armi corte e lunghe, si apprende a usare droni e ricetrasmittenti. Alle lezioni marziali si aggiungono incontri con i professionisti del soccorso sanitario e della protezione civile, e “formazione civica” con visite alla Questura, all’Accademia della Guardia di Finanza, al Comando provinciale dei Carabinieri e in una base elicotteristica dell’Esercito Italiano. È anche prevista la simulazione di un processo penale e la visita in un carcere vero, non simulato, a tu per tu con veri detenuti. Una specie di schiaffo morale e paternalistico, il culmine del sociodramma tra divisa e corpo sociale. Il messaggio sottinteso a noi appare essere questo «se proprio si vogliono infrangere le regole della convivenza sociale lo si faccia con addosso una divisa, agli ordini di un superiore ideale militari». Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università disconosciamo l’utilità formativa di questo tipo di esperienze all’interno delle scuole e nell’ambito della Formazione Scuola-Lavoro. Denunciamo anzi il carattere involutivo della cultura del valore militare, l’obbligo dell’arruolamento e la cieca obbedienza fino al sacrificio della vita in luogo della contrattazione politica, complessità che salva vite e futuro. Puntellare l’oggi con celebrazioni sul Risorgimento, l’identità nazionale e le guerre mondiali, secondo gli intenti delle realtà combattentistiche e del sistema Difesa, per noi non è passione per la Storia ma un appiattimento grossolano che annienta le capacità generative della parte non militarizzata della società. Ringraziamo chi ci ha scritto, e vi ricordiamo che potete contattarci a questo indirizzo osservatorionomili@gmail.com per segnalarci casi di militarizzazione degli spazi e delle attività dentro e fuori le scuole. A tutela dello spirito democratico dell’istruzione pubblica e di questo Paese. Di seguito alcune foto che documentano la valenza militaristica dell’iniziativa, che dovrebbe essere bandita da qualsiasi scuola e da qualsiasi iniziativa di Formazione Scuola-Lavoro. default Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Costruire arche ai piedi delle Alpi
-------------------------------------------------------------------------------- «Il presente è percepibile solo in superficie È lavorato in profondità da solchi sotterranei, da invisibili correnti sotto un terreno apparentemente fermo e solido…» (Edgar Morin, «La via») A volte per ritrovare i sogni di imprese tremendamente difficili o il senso di quello che pazientemente facciamo creando oggi i mondi differenti che vorremmo vivere basta mettere lo zaino in spalla. “Transizioni fest”, quest’anno dedicato al tema della convivialità, è nato tra i boschi della Brianza da un’idea della cooperativa Liberi sogni, ma è stato presto condiviso con tanti altri e per il 2026 ha fatto tappa in Val Cavallina, ospiti della cooperativa L’innesto: qui, a piedi delle Alpi, 180 persone diverse per età, passioni, saperi, provenienza (9 regioni) si sono incontrate dal 30 maggio al 2 giugno. Chi ha partecipato sapeva bene che non sarebbero bastate le parole per comporre i disegni collettivi in grado di mostrare ciò che spesso nella vita di ogni giorno ci sfugge: per questo tutti hanno contribuito in diversi modi a realizzare questo atipico festival. Qualcuno, ad esempio, ha caricato su un furgone frutta e verdura di agricoltura contadina per i pasti del festival, malgrado non potesse fermarsi per ragioni familiari. I. è un cuoco e ha chiamato invece da Firenze: da ragazzo aveva vissuto un campo in natura con Liberi sogni di cui ha sempre conservato un ricordo meraviglioso e per contraccambiare oggi si è reso disponibile in cucina. A. invece è un ragazzo che ha attraversato un periodo difficile, rinchiudendosi in casa: ha accettato di dare una mano prima nei progetti di agricoltura sociale e ora al festival per le tante questioni logistiche a cui far fronte. Già, la logistica e l’accoglienza: punto di riferimento fondamentale per tutti e tutte è stata Nicole, vent’anni ma lucidità e cordialità a palate. Naturalmente tutti i partecipanti sono stati coinvolti a dare una mano: dalle pulizie al lavaggio dei piatti passando per il montaggio e lo smontaggio delle tende. Dopo gli incontri e i laboratori, puntuale rimbalzava una voce dalla cucina: “Qualcuno può dare una mano ad apparecchiare?”. Per far emergere uno spirito comunitario sono stati importanti i pasti condivisi sotto un’accogliente tettoia, ma anche i giochi di gruppo della prima serata. Già nel pomeriggio, il giocare ha mostrato tutto il suo potente collante sociale capace di abbattere barriere di qualsiasi tipo tra i più grandi, quando la cooperativa L’Innesto ha presentato il Pirlì, antica trottola in legno di origine medievale, di fatto il progenitore comunitario del flipper, di cui si trovano versioni simili nei Paesi bassi come nel bergamasco. Le giornate hanno intrecciato in modo splendido discussioni e laboratori su temi diversi (immaginazione e narrazione, comunità, democrazia, tecnologie e pratiche conviviali, abitare condiviso, intelligenza collettiva e cambiamenti climatici…), con tanti ospiti (che hanno saputo sempre mettersi in cerchio), ma anche uno spettacolo Rosmarino, per la rimembranza, ti prego amore, ricorda di e con Candelaria Romero, attrice e scrittrice argentina, vissuta in esilio in Bolivia e in Svezia). Difficile raccontare tutta la ricchezza condivisa. Costruire arche per le comunità zapatiste significa creare spazi di autonomia e reti di resistenza comunitaria per proteggersi dalla crescente violenza delle crisi che sono inevitabilmente locali e globali. Ecco, Transizioni fest è stato prima di tutto un grande cantiere messo su per costruire arche e per essere più consapevoli che in realtà tanti e tante ovunque sono già un cantiere sociale di questo tipo. Che inevitabilmente è spesso alle prese con l’impatto devastante di norme che definiscono l’abitare, l’educazione, la salute, la socialità e soffocano il coraggio di tanti gruppi: anche per questo un laboratorio di grande interesse è stato dedicato alla critica al sistema normativo e alle possibili forme di resistenza e liberazione dal basso. Per la redazione di Comune, la presentazione del libro Gridare, fare, pensare mondi nuovi (Eleuthera), che raccoglie testi di Marco Calabria, è stato uno scambio di rara intensità con oltre cinquanta persone. Si è discusso di come fare mondi nuovi significa non delegare ma cominciare dal qui e ora, di quanto qualsiasi processo di cambiamento profondo sia necessariamente limitato e contraddittorio ma non per questo futile, dell’importanza di partire dalla vita di ogni giorno delle persone comuni senza rincorrere modelli eroici e spesso macisti del cambiamento. Si è ragionato insieme anche del non-fare per imparare a prendere sul serio le proprie vulnerabilità e a proteggersi a vicenda. E di come la costruzione di mondi nuovi e multipli passi per la ricomposizioni delle relazioni sociali e della fiducia. “Per Ernesto De Martino il mondo è prima di tutto un contesto affidabile, cioè fatto di fiducia tra le persone – ha detto Stefania Consigliere durante la presentazione del libro – Il problema oggi è che siamo costretti a fare molta fatica ogni mattina a costruire il mondo… In un mondo di fiducia, ad esempio, nessuno muore da solo. Ma sappiamo anche che la fiducia non basta, servono la giustizia e la nostra capacità di non delegare ad altri, neanche a macchine o a ideologie. Ci può aiutare una domanda: e se ipotizzassimo che il mondo è costruito sulla collaborazione?“. Probabilmente la creazione di relazioni di fiducia oggi ha a che fare con il bisogno di imparare ad ascoltare e con un’idea del tempo diversa da quella dell’orologio capitalista di cui ha parlato Claudio Orrù, che ha dedicato molte attenzioni al pensiero di Ivan Illich e all’Università della terra nata in Chiapas da due amici e collaboratori di Illich come Gustavo Esteva e Sergio Beltràn. «Nella lingua tojolabal, parlata da alcune comunità indigene zapatiste – ha detto Claudio – non esiste quello che noi traduciamo come “io parlo”, ma esistono verbi che implicano sempre sia l’azione di chi parla sia quella di chi ascolta, ci sono dunque sempre due soggetti agenti, sia l’io che il tu, e non un soggetto e un oggetto». Pensare alla costruzione delle arche, per le comunità zapatiste significa favorire cambiamenti profondi e complessi che hanno bisogno di “120 anni”. Insomma, è urgente uno sguardo diverso che punti al tempo lungo. La tormenta in corso sarà lunga e difficile, come dimostra il tempo di guerra che viviamo. Un orizzonte di senso, ha aggiunto Daniele, No tav accolto più volte in Rojava, resta il “facciamo quello che diciamo” abbracciato del movimento di liberazione curdo. Si tratta anche di non cadere nella frustrazione perché costretti a misurare i processi di cambiamento con le griglie dei bilanci aziendali o con quelli dei bandi pubblici. «Non dobbiamo mai dimenticare che costruiamo cornici altre – ha detto Matteo di Liberi sogni – Non siamo chiamati a prevedere tutto, ma a creare fiducia, collaborazione e liberare liberandoci. Perfino a fare nostra una certa disciplina intesa come fatica di attenzione all’altro e ai tempi lunghi». Dopo numerosi interventi, la presentazione di questo libro dedicato alla capacità di immaginare, riconoscere e creare mondi nuovi si è conclusa prima con le parole e con l’emozione di Licia: «Incontri come questo ti fanno sentire parte di una collettività diffusa, anche se, come nel mio caso, sono alla prese con il mondo della scuola e con la vita di un paese dove è facile sentirsi soli…». Poi con la lettura di un verso di una poesia di Marco Calabria: «Siate incapaci di accettare la realtà! Vi prego». L’arca dei sogni liberi che rifiuta le logiche di guerra prende forma ai piedi delle Alpi, qualcuno ha già voglia di progettare l’edizione 2027. Come la Flotilla, quell’arca ha iniziato a consegnare ovunque senso e aiuti. Un momento della presentazione di Gridare, fare, pensare mondi nuovi (Eleuthera) con Gianluca Carmosino, Stefania Consigliere e Claudio Orrù Si chiama Valle delle sorgenti, il “Centro di conoscenza e fruizione della biodiversità della Val Cavallina” che ha ospitato Transizioni fest 2026 Ad accogliere i partecipanti del Transizioni fest, in un panorama naturalistico meraviglioso, la prima sera è arrivata anche la luna. La terza sera invece è stato un temporale a portare il suo saluto Alla storia di un gioco comunitario come il Pirlì, la cooperativa L’Innesto ha dedicato una ricerca promossa con l’Associazione Giochi Antichi e l’Università di Bergamo: Il Pirlì c’era una volta e c’è ancora Fare colazione, pranzare e cenare insieme: difficile trovare un modo migliore per costruire relazioni di fiducia tra persone che non si conoscono Uno dei laboratori promosso lunedì 1 giugno sul tema delle energie Anche i bambini e le bambine hanno voluto dare una mano all’autogestione del piccolo grande festival dedicato alla convivialità Un momento dell’incontro Immaginario e libertà che ha aperto il Transizioni fest -------------------------------------------------------------------------------- Il comitato promotore di Transizioni fest 2026: -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Costruire arche ai piedi delle Alpi proviene da Comune-info.
June 2, 2026
Comune-info