EireneFest Bergamo – libri sulla pace e la nonviolenza alla 67ª Fiera dei Librai di Bergamo
Domenica 19 Aprile si è svolto il primo evento di Eirenefest 2026 ed è stato a
Bergamo che inaugura una nuova stagione di Festival del libro per la Pace e la
Nonviolenza. Come l’anno scorso Eirenefest si svolge a Bergamo all’interno e in
collaborazione con la Fiera dei Librai di Bergamo.
Il primo ebento in programma consisteva nella presentazione del volume di
Victoria Amelina, Guardando le donne guardare la guerra. Diario di una
scrittrice dal fronte ucraino, Guanda 2025. L’incontro con Yaryna Grusha,
curatrice dell’edizione italiana del libro è stato coordinato da Laura Cicirata
della Fondazione Serughetti La Porta.
Cosa può fare una scrittrice in tempo di guerra? Mostrare ad altri cosa era
successo e continuava a succedere nel suo paese, contagiare il maggior numero di
persone possibili con la verità in modo che anche loro possano contagiare con la
verità altre persone. Victoria Amelina è stata uccisa nel campo di battaglia
della verità, aveva 37 anni.
Victoria Amelina è stata scrittrice, giornalista, poetessa e attivista ucraina
deceduta in seguito alle ferite riportate nell’attacco missilistico su
Kramatorsk effettuato dall’esercito russo il 27 giugno 2023, che ha colpito un
ristorante pieno di civili. Victoria ha lasciato un vuoto, ma ha anche
un’eredità che doveva essere custodita e tramandata. La sua voce non doveva
disperdersi.
Yaryna Grusha, curatrice dell’edizione italiana del libro, traduttrice e docente
di Lingua e Letteratura ucraina all’Università Statale di Milano, impegnata
nella promozione della cultura ucraina in Italia, fa parte della stessa
generazione della scrittrice scomparsa.
Con un gruppo di amici ha collaborato a una redazione internazionale per la
pubblicazione del manoscritto di Amelina rimasto incompelto: Looking at Women,
Looking at War. A War and Justice Diary (scritto in inglese, tradotto in
diciassette lingue e pubblicato in contemporanea in sei paesi), senza
modificarne la struttura originale e senza alterare la voce di Victoria. Sono
state aggiunte – dice Yaryna – solo alcune note a piè di pagina assieme a
qualche commento storico di spiegazione del contesto.
L’intero racconto del libro ruota attorno al concetto di giustizia e di una pace
altrettanto giusta. È così, annota la stessa Amelina, che «la ricerca della
giustizia mi ha trasformato da scrittrice e madre in una investigatrice di
crimini di guerra». Lo ha fatto attraverso lunghi viaggi nelle zone di confine,
occupate e liberate, che Amelina farà assieme a tante donne ucraine dopo il 24
febbraio 2022, raccogliendo le loro storie straordinarie nel libro, seguendole
nella loro impresa di perseguire la giustizia.
Raccontando le loro vicende, Victoria racconta anche la propria e di un paese
che resiste in tempo di guerra che non accenna a finire. Nel frattempo, in
Ucraina la vita va avanti e ancora si resiste anche mantenendo proposte
culturali e cura per la salute mentale, in altre parole rafforzandosi
dall’interno: occorre ricalibrare l’attenzione e lo sguardo per una guerra
iniziata oltre 4 anni fa e forse è già diventata una “guerra lunga” (il 2025 è
stato l’anno più difficile per il numero di morti civili e per le rigidità
dell’inverno).
“La storia ucraina si ripete e va raccontata ed è strettamente legata alla
storia e al significato di questo libro”, spiega Grusha, nel solco di altri
testimoni del passato: nel manoscritto, Victoria intreccia la storia ucraina
dell’inizio del Novecento con il presente, partendo dalla mancata punizione per
i crimini russi commessi contro gli ucraini. In questo parallelismo, tra la
generazione degli artisti ucraini degli anni 60 (e prima ancora con le
persecuzioni del gruppo “Risorgimento giustiziato” degli anni 30) e la
generazione di oggi, la narrazione è ricca di immagini e testimonianze, dove la
cronaca si fonde con il privato, la storia con la memoria.
Le sue testimoni privilegiate sono le donne, sono loro che guardano la guerra
accadere e attraversare le loro vite e scelgono di fare qualcosa. E incontriamo
grazie a lei le donne che si uniscono alla resistenza: la bibliotecaria del
piccolo villaggio di Kapytolivka, non se ne andrà dopo l’invasione russa perché
quel posto non serve solo per i libri ma per assistenza e come ritrovo per i
bambini. In quello stesso villaggio vive Volodymyr Vakulenko, lo scrittore per
l’infanzia il cui corpo è stato trovato in una fossa comune a Izyum dopo la
ritirata russa a ottobre 2022.Victoria ritroverà il suo diario sepolto nel
giardino e ne curerà la pubblicazione.
Redazione Italia