Tag - diritto allo studio

Burkina Faso, concorso nazionale per sostenere le ragazze nelle materie scientifiche
Ottantaquattro giovani donne selezionate in diverse regioni del Burkina Faso si sono ritrovate a Ouagadougou per confrontarsi in matematica, fisica e chimica. Sono le partecipanti alla prima edizione di HAKILI Mousso, concorso nazionale promosso dalla Presidenza per sostenere le ragazze che vogliono proseguire gli studi scientifici, ancora spesso segnati da stereotipi di genere, aspettative sociali e opportunità formative e professionali non sempre accessibili allo stesso modo. Alle migliori sono andati premi economici, computer, motociclette, borse di studio e altri sostegni pensati per accom... Questo è un articolo di approfondimento riservato ai nostri abbonati. Scegli l'abbonamento che preferisci (al costo di un caffè la settimana) e prosegui con la lettura dell'articolo. Se sei già abbonato effettua l'accesso qui sotto o utilizza il pulsante "accedi" in alto a destra.   ABBONATI / SOSTIENI   L'Indipendente non ha alcuna pubblicità né riceve alcun contributo pubblico. E nemmeno alcun contatto con partiti politici. Esiste solo grazie ai suoi abbonati. Solo così possiamo garantire ai nostri lettori un'informazione veramente libera, imparziale ma soprattutto senza padroni. Grazie se vorrai aiutarci in questo progetto ambizioso. Username Password Ricordami     Password dimenticata The post Burkina Faso, concorso nazionale per sostenere le ragazze nelle materie scientifiche appeared first on L'Indipendente.
October 21, 2026
L'INDIPENDENTE
Nonostante gli annunci del PNNR, In Italia mancano 236.000 alloggi per studenti
Le tende degli universitari sono tornate in questi giorni davanti alla Camera e nei piazzali di diversi atenei, riportando al centro il costo degli affitti e il diritto allo studio. Ma mentre l’esecutivo di Giorgia Meloni rivendica i risultati del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) sull’housing universitario, la stima contenuta nella Relazione annuale sui servizi pubblici 2026 del CNEL segnala una distanza molto ampia rispetto agli standard europei: per arrivare entro il 2030 a una copertura del 18% degli iscritti, infatti, all’Italia mancano 235.887 posti letto. Per realizzarli, occorrerebbero circa 4,7 miliardi di euro. La distanza emerge soprattutto se si considera il punto di partenza. Nel 2021, secondo le elaborazioni richiamate dal CNEL, l’offerta di residenze universitarie copriva appena il 2,2% degli iscritti, per un totale di circa 41mila posti. Il deficit stimato rappresenta ancora il 70% dell’obiettivo fissato per il 2030. Quasi metà delle risorse aggiuntive necessarie si concentra in sole tre Regioni: il Lazio avrebbe bisogno di 45.911 posti letto, con una spesa stimata di 916,7 milioni di euro; la Campania di 32.280 posti e 764,3 milioni; la Lombardia di 35.096 posti e 700,7 milioni. Tra i territori italiani, soltanto la Provincia autonoma di Bolzano avrebbe già raggiunto il parametro europeo. I dati diramati dal CNEL si inseriscono in un confronto acceso sui risultati del PNRR. A inizio settembre il Ministero dell’Università aveva annunciato oltre 63.200 nuovi posti letto, superando il traguardo dei 60mila previsto dal piano: circa 33mila risultavano già attivi, mentre altri 30mila erano attesi entro il 2027, una volta completati gli adempimenti con Cassa depositi e prestiti. In seguito, la ministra Anna Maria Bernini ha parlato di 73.223 posti in più nell’arco di quattro anni, precisando che 43mila sono già operativi e che altri 30mila sono contrattualizzati e dovrebbero essere consegnati entro metà 2027. Le cifre, diffuse in momenti diversi, non cancellano comunque il divario indicato dalla stima sul fabbisogno complessivo. Restano poi le contestazioni sul costo delle stanze e sulla natura dell’offerta. Nella mobilitazione “Cara Italia, quanto ci costi?”, l’Unione degli universitari sostiene che appena il 3,8% dei posti realizzati sia gestito dal pubblico. Il sindacato critica inoltre l’impiego di risorse per strutture private con canoni che, in alcuni casi, possono raggiungere i mille euro mensili. Gli studenti chiedono che la prossima manovra finanziaria affronti il problema con nuovi stanziamenti: 1,7 miliardi per coprire tutte le borse di studio necessarie, 4 miliardi per l’edilizia pubblica, 2 miliardi per ridurre progressivamente le tasse universitarie e 1,5 miliardi per servizi come trasporti gratuiti, mense a prezzi calmierati e assistenza psicologica. Il ritardo si innesta in una più ampia emergenza abitativa. Gli alloggi pubblici pesano appena il 2,7% del patrimonio residenziale nazionale, contro il 17% della Francia, il 24% di Austria e Svezia e il 29% dei Paesi Bassi. A ciò si aggiunge che 60.730 unità, poco meno del 9% del totale, non sono assegnabili, quasi sempre poiché occorrono interventi di manutenzione straordinaria: la quota va dall’1,65% della Campania al 21,66% della Liguria. Decine di migliaia di famiglie, nel frattempo, restano in attesa. The post Nonostante gli annunci del PNNR, In Italia mancano 236.000 alloggi per studenti appeared first on L'Indipendente.
October 16, 2026
L'INDIPENDENTE
OCCUPATI A TORINO I LICEI REGINA MARGHERITA, GIULIO E LAGRANGE@0
Contro il modello di scuola caserma, contro il razzismo del tetto del 30% per studenti stranieri nelle scuole e contro la guerra, sono stati occupati da lunedi il liceo Giulio e Regina Margherita e da martedì il Lagrange.  L’occupazione mira a portare l’attenzione sul diritto allo studio, perchè i soldi vengano spesi, non in misure razziste o per il riarmo, ma per risolvere i veri problemi. Gli studenti raccontano di infrastrutture pericolanti con tetti che crollano, porte bucate, termosifoni non funzionanti e scuole che si trasformano in veri e propri cantieri con la pioggia che si infiltra nelle palestre e nei corridoi. L’autorganizzazione ha visto il rinsaldamento con tra studenti e docenti: quando la scuola è sotto attacco lo è sia per chi ci studia, che per chi lavora. (link regina) Iniziano le occupazioni nel resto d’Italia, in particolare il liceo Cavour, il Primo Levi e il Civita a Roma. L’ispirazione viene anche dalle mobilitazioni delle scuole superiori francesi che hanno portato nel pomeriggio di ieri 100.000 studenti in piazza a Parigi e almeno mezzo milione in tutto il paese. Ne parliamo con Zeno del Collettivo del liceo Regina Margherita: Di seguito l’intervento ai nostri microfoni dal liceo Giulio occupato: Foto di copertina di Julian Nelaj
October 7, 2026
Radio Blackout - Info
OCCUPATI A TORINO I LICEI REGINA MARGHERITA, GIULIO E LAGRANGE@1
Contro il modello di scuola caserma, contro il razzismo del tetto del 30% per studenti stranieri nelle scuole e contro la guerra, sono stati occupati da lunedi il liceo Giulio e Regina Margherita e da martedì il Lagrange.  L’occupazione mira a portare l’attenzione sul diritto allo studio, perchè i soldi vengano spesi, non in misure razziste o per il riarmo, ma per risolvere i veri problemi. Gli studenti raccontano di infrastrutture pericolanti con tetti che crollano, porte bucate, termosifoni non funzionanti e scuole che si trasformano in veri e propri cantieri con la pioggia che si infiltra nelle palestre e nei corridoi. L’autorganizzazione ha visto il rinsaldamento con tra studenti e docenti: quando la scuola è sotto attacco lo è sia per chi ci studia, che per chi lavora. (link regina) Iniziano le occupazioni nel resto d’Italia, in particolare il liceo Cavour, il Primo Levi e il Civita a Roma. L’ispirazione viene anche dalle mobilitazioni delle scuole superiori francesi che hanno portato nel pomeriggio di ieri 100.000 studenti in piazza a Parigi e almeno mezzo milione in tutto il paese. Ne parliamo con Zeno del Collettivo del liceo Regina Margherita: Di seguito l’intervento ai nostri microfoni dal liceo Giulio occupato: Foto di copertina di Julian Nelaj
October 7, 2026
Radio Blackout - Info
Roma. Studenti sfrattati occupano l’atrio di uno studentato privato… costruito coi soldi del PNRR
Ieri sera diversi studenti hanno occupato l’atrio del Seraphicum, uno studentato privato costruito però con i soldi del PNRR, ovvero del grande programma di investimenti che doveva rendere “all’avanguardia” l’Unione Europea. Invece, come dimostra questo caso, è servito solo a gonfiare i profitti privati e, in parte, a stendere un […] L'articolo Roma. Studenti sfrattati occupano l’atrio di uno studentato privato… costruito coi soldi del PNRR su Contropiano.
October 2, 2026
Contropiano
Roma. Studenti stranieri sfrattati dal diritto allo studio, le forze dell’ordine minacciano chi protesta
Gli studenti romani tornano a piantare le tende, questa volta di fronte all’Ente per il diritto allo studio regionale, DiSCo Lazio. Le proteste sono partite già la scorsa settimana, dopo che l’istituzione ha deciso di sfrattare 20 studenti stranieri (alcuni di loro scappati da situazioni di conflitto) dagli alloggi estivi […] L'articolo Roma. Studenti stranieri sfrattati dal diritto allo studio, le forze dell’ordine minacciano chi protesta su Contropiano.
September 22, 2026
Contropiano
Il bluff degli Student Hotel a Pisa: il Sindaco Conti inaugura la speculazione abitativa e festeggia la distruzione del Diritto allo Studio
L’inaugurazione del nuovo studentato privato in via Alessandro Della Spina è l’occasione per il Sindaco Michele Conti di rilanciare la narrazione secondo cui l’iniziativa privata “alza l’asticella della qualità” e “calmiera il mercato”. Si tratta di un teorema economico totalmente … Leggi tutto L'articolo Il bluff degli Student Hotel a Pisa: il Sindaco Conti inaugura la speculazione abitativa e festeggia la distruzione del Diritto allo Studio sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.