Il 21 marzo il “Nuestra América Convoy” romperà l’assedio di Cuba
Sono passati pochi giorni dal lancio della “Nuestra América Flotilla”, una
missione per rompere l’assedio criminale portato avanti dagli Stati Uniti nei
confronti di Cuba. L’obiettivo era quello di costruire un movimento di
solidarietà intorno a una missione tutta politica, che porterà anche medicinali
e altri aiuti al popolo cubano condotto verso la crisi umanitaria
dall’imperialismo yankee.
La risposta solidale è stata però così immediata e vasta che i vari promotori
hanno annunciato che la Flotilla si è trasformata in un Convoglio. “In risposta
alla travolgente solidarietà mondiale con Cuba – è stato scritto in un documento
inviato ad Agence France-Press – l’idea iniziale della Flotilla è diventata un
Convoglio coordinato via aria, terra e mare, che convergerà all’Avana il 21
marzo“.
Manca precisamente un mese, dunque, a quella che si preannuncia una grande
missione di solidarietà con il popolo cubano, ispirata dalle Flotille che lo
scorso autunno si sono dirette contro l’assedio genocida di Gaza da parte di
Israele. E infatti, dopo Thiago Ávila, anche Greta Thunberg ha dichiarato il
proprio sostegno pubblico al movimento solidale con Cuba.
“Gli Stati Uniti stanno compiendo in questo momento un atto brutale di punizione
collettiva contro il popolo cubano“, ha detto l’attivista svedese. Ha poi
aggiunto: “Sostengo questo convoglio a Cuba […] perché la solidarietà
internazionale è l’unica forza abbastanza potente da poter affrontare figure
imperiali come Trump e Netanyahu“.
Il riconoscere una continuità tra le politiche imperialiste di Washington in
Medio Oriente, attraverso lo stato sionista, e i crimini condotti per oltre 60
anni col bloqueo (o più recentemente con il sequestro di Nicolás Maduro) contro
tutte le esperienze alternative latinoamericane è centrale, perché evidenzia
tutto il carattere antimperialista di iniziative come quella del Nuestra América
Convoy.
Anche in questo caso, come era per Gaza, il nodo è tutto politico. Sul sito del
convoglio si legge: “Insieme possiamo rompere l’assedio, salvare vite umane e
difendere la causa dell’autodeterminazione cubana“. Non è solo una missione
umanitaria, ma è anzi innanzitutto un tassello di una più larga lotta politica
per rompere l’embargo statunitense sull’isola e difendere la sovranità del
popolo cubano, impegnato nella propria transizione socialista.
Che la risposta solidale sia stata così ampia fa ben sperare, ma è importante
mantenere alta l’attenzione e rendere quanto più possibile “visibile” il
movimento intorno alla missione di rottura dell’assedio statunitense. Ovvero,
mettere in campo iniziative pubbliche di sostegno, in tutte le forme possibili.
È questa la forza di cui ha parlato Greta Thunberg.
Una forza che potrebbe incrinare ulteriormente l’operato dell’amministrazione
Trump, che già non sta riscuotendo grandi successi, oltre ad alienargli molte
delle “simpatie” passate. Alla campagna del Convoy hanno aderito Megan Romer e
Ashik Siddique, che co-presiedono i Democratic Socialists of America e già in
passato l’opinione dei cittadini statunitensi ha spesso rivelato che non c’è più
un reale sostegno all’embargo, che anzi viene visto persino come dannoso per la
stessa economia stelle-e-strisce.
Per far fronte a questa situazione, si è già messa in moto la propaganda di
media asserviti e gusanos che oggi vivono negli States (il cui esponente di
punta è certamente “Narco” Rubio). Ad esempio, tra i circoli dell’esilio cubano
è stata stigmatizzata la presenza di Mariela Castro Espín (figlia di Raúl
Castro) nel Consiglio consultivo – in cui è presente anche Gustavo Petro,
presidente della Colombia – che deve decidere gli indirizzi strategici della
rete di solidarietà. L’operazione, dicono, è tutta “un’opera di propaganda
dell’Avana“.
Gli organizzatori sono stati invece chiari sul fatto che l’obiettivo è tutto
politico e riguarda anche la difesa dell’autodeterminazione del popolo cubano,
che da 67 anni resiste all’imperialismo.
Al momento, i dettagli specifici sui porti e gli aeroporti di partenza rimangono
riservati per evitare possibili impedimenti diplomatici o legali, ma nel
frattempo è necessario far sì che da qui al 21 marzo queste polemiche
strumentali vengano fatte sparire sotto il rumore delle piazze solidali con
Cuba.
Redazione Italia