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UNPERCENTOEQUO: campagna tassazione grandi patrimoni supera 18.000 firme in una settimana
La campagna per la tassazione dei grandi patrimoni supera le 18.000 firme in una settimana e iniziano i banchetti e le presentazioni in tutta Italia. Cresce il Comitato Promotore: oltre 80 adesioni illustri La campagna per la proposta di legge di iniziativa popolare “UNPERCENTOEQUO” registra una partenza straordinaria. A soli sette giorni dal lancio ufficiale, sono già state raccolte oltre 18.000 firme, pari al 37% della soglia necessaria. Un dato particolarmente significativo è la partecipazione giovanile: oltre la metà dei sottoscrittori ha meno di 42 anni, a testimonianza di una domanda crescente di equità fiscale tra le nuove generazioni. Il Comitato Promotore si rafforza costantemente, superando oggi le 80 adesioni. Si uniscono alla causa figure di spicco del mondo accademico, politico e dell’informazione, tra cui: Francesca Druetti (Segretaria di Possibile), i docenti universitari Filippo Barbera, Alessandra De Rossi, Francesco Sylos Labini, Elena Mazzoni (Coordinatrice Rete dei Numeri Pari), Giuliano Marrucci (Ottolina TV) e il giornalista e pacifista Alfio Nicotra. Per dare ulteriore impulso alla mobilitazione, è stato lanciato il video promozionale “GOODBYE, BERTINOTTI!”, un contenuto pensato per stimolare la riflessione e il dibattito pubblico sul tema della giustizia sociale e redistributiva. Dalla Rete al Territorio: le mobilitazioni La campagna non si limita allo spazio digitale. Da oggi, venerdì 22 maggio, prende il via una fitta agenda di eventi, presidi e banchetti su tutto il territorio nazionale. Gli attivisti di UNPERCENTOEQUO saranno in piazza per raccogliere firme, distribuire le magliette “TAX THE RICH” e discutere concretamente la proposta di legge con i cittadini. Appello al sostegno Il Comitato ricorda che è possibile firmare la proposta di legge, in modo semplice e veloce, tramite SPID o CIE al portale ufficiale. “Siamo partiti con una forza incredibile, ma il traguardo richiede l’impegno di tutti” – dichiarano i promotori. “Invitiamo ogni cittadino a firmare e a diventare protagonista attivo della campagna, organizzando nuovi banchetti o diffondendo l’iniziativa nei propri circuiti di riferimento.” Per consultare il calendario completo delle iniziative (in allegato e in continuo aggiornamento) e per proporre nuove mobilitazioni, è possibile visitare il sito www.unpercentoequo.it o scrivere direttamente ai canali ufficiali della campagna. Contatti e Social: • Sito Web: www.unpercentoequo.it • Instagram: instagram.com/unpercentoequo • Facebook: facebook.com/share/1BNzdYET5r/ • YouTube: youtube.com/@unpercentoequo   Ufficio Stampa Comitato Promotore UNPERCENTOEQUO Redazione Italia
May 22, 2026
Pressenza
Firmo por Cuba. Parte la campagna globale di raccolte firme per difendere il popolo cubano
È partita da alcuni giorni una nuova campagna di solidarietà e sostegno internazionalista a Cuba e alla sua sovranità, contro l’aggressione imperialista statunitense. Cuba is not alone – Firmo por Cuba è il nome della Campagna Globale promossa dall’International Workers Institute, dalla World Federation of Trade Unions – Regional Office […] L'articolo Firmo por Cuba. Parte la campagna globale di raccolte firme per difendere il popolo cubano su Contropiano.
May 20, 2026
Contropiano
Un’altra difesa è possibile
Campagna per la difesa civile non armata e nonviolenta   In Italia tra il 2024 e il 2025 la spesa militare è aumentata del 20%, arrivando ai 48 miliardi e facendo sì che il nostro paese si classifichi come 12esimo al mondo per spese militari. Secondo il rapporto del SIPRI (Stockholm International Peace Research Institute) non si tratta di un trend isolato, in Europa infatti si è registrato un aumento del 14% in spese militari rispetto al 2024, portando così la spesa collettiva a raggiungere gli 864 miliardi di dollari.  Uno sviluppo che nel 2026 si rivela ancora più preoccupante, specie dopo la serie di interventi bellici di cui siamo stati testimoni sin dai primi mesi del nuovo anno, che hanno contribuito alla crescente instabilità geopolitica, portando alla presentazione di svariate proposte di programmi di riarmo Europeo.    Tuttavia, in contrasto con l’incremento di questa ideologia della guerra, il 16 Marzo 2026 è stata depositata presso la corte di cassazione una proposta di legge di iniziativa popolare per “Istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta”. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di stabilire un luogo istituzionale che possa contribuire alla difesa civile con le autonomie e modalità di lavoro delle varie componenti già esistenti, come Servizio civile, Corpi civili di pace e Protezione civile. Tramite l’istituzione di questo dipartimento si promuoverebbe in parallelo una Campagna per il disarmo e la difesa civile, così come già si ipotizza anche la creazione di un Istituto di ricerca su Pace e Disarmo.    La presentazione di tale proposta di legge origina dall’Articolo 52 della nostra Costituzione, che prevede, tra le modalità di adempimento al dovere di difesa, anche gli strumenti civili. Questa possibilità è stata riconosciuta anche dalla Corte costituzionale nel 1985, e del resto si fonda su due dei dodici principi fondamentali della Costituzione, gli articoli 2 e 11, che stabiliscono la solidarietà inderogabile e il ripudio della guerra. La proposta è stata depositata dalle campagna “Un’altra difesa è possibile” ed è promossa dalla CNESC, dalla Rete Italiana Pace e Disarmo e da Sbilanciamoci! Si tratterebbe, fondamentalmente, di un messaggio forte e chiaro: in un contesto europeo sempre più orientato al conflitto e al riarmo, la vera sicurezza sarà raggiunta solo diffondendo concretamente una cultura di educazione alla pace, coesione sociale e cooperazione internazionale.    La proposta è redatta seguendo 5 articoli principali: difesa civile non armata e nonviolenta; fondo nazionale per la difesa civile non armata e nonviolenta, scelta di destinazione di una quota dell’imposta sul reddito delle persone fisiche; copertura finanziaria; entrata in vigore.  Vediamo ora in breve che cosa prevede ciascun articolo.   Articolo 1: difesa civile non armata e nonviolenta Il primo punto sottolinea il riconoscimento, da parte della Costituzione, della difesa civile, non armata e nonviolenta come complementare alla difesa militare e finalizzata alla tutela delle persone. Inoltre stabilisce chi opera con il Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta, quali competenze vi collaborano e vi si coordinano, e quali sono le funzioni del Dipartimento.    Articolo 2: Fondo nazionale per la difesa civile, non armata e nonviolenta Il secondo punto stabilisce l’istituzione del Fondo nazionale per la difesa civile, non armata e nonviolenta, per finanziare le attività e le strutture del Dipartimento. La dotazione finanziaria del fondo è determinata dalla legge di bilancio, ed è alimentata dagli stanziamenti a carico del bilancio dello Stato e da eventuali ulteriori contributi. Le modalità di gestione, utilizzo e rendicontazione sono definite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.   Articolo 3: Scelta di destinazione di una quota dell’imposta sul reddito delle persone fisiche  Il terzo punto definisce la possibilità di destinare il sei per mille al Fondo nazionale per la difesa civile, non armata e nonviolenta.   Articolo 4 – Copertura finanziaria Il quarto punto prevede la riduzione degli stanziamenti economici qualora fosse necessario ai fini del bilancio triennale, anche attraverso misure di razionalizzazione e revisione della spesa.    Articolo 5 – Entrata in vigore  Il quinto articolo stabilisce l’entrata in vigore della legge il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.    Questo è solo un riassunto sommario degli articoli completi, redatto per contribuire ad una migliore comprensione. Vuoi leggere la proposta completa? Clicca qui!   E’ bene sottolineare che questa proposta di legge è di iniziativa popolare, ma che cosa vuol dire concretamente? L’iniziativa popolare di un disegno di legge è sancita dall’articolo 71 della Costituzione italiana, e consente la presentazione presso la corte di cassazione di un progetto redatto in articoli tramite il raccoglimento di almeno 50.000 firme popolari.  Questo significa che per la presentazione della legge bisogna firmarne la proposta, così da raggiungere la quota minima. Se sei d’accordo con l’istituzione del Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta aiutaci anche tu, accedi e firma qui! Ogni contributo è fondamentale, solo così riusciremo a portare la nostra iniziativa in parlamento!   Scritto da Anita Moretti – Tirocinante Centro per la Pace di Forlì   Sitografia https://www.ilsole24ore.com/art/nel-2025-spesa-militare-dell-italia-cresce-20percento-ma-e-di-sotto-2percento-pil-AIurgqkC https://www.rainews.it/articoli/2026/04/il-mondo-si-riarma-2887-miliardi-in-spese-militari-nel-2025-italia-oltre-48-miliardi-126d24a6-8506-4c70-a7a4-b8df64970f21.html https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008 https://www.difesacivilenonviolenta.org/la-campagna/ https://www.difesacivilenonviolenta.org/la-proposta-di-legge/ https://www.movimentononviolento.it/campagne/campagna-difesa-civile-non-armata-e-nonviolenta Redazione Romagna
May 15, 2026
Pressenza
Al via la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare “Imposta grandi patrimoni”
Parte oggi ufficialmente la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare “Imposta grandi patrimoni” promossa dal Comitato Promotore 1% Equo, una misura che introduce un contributo progressivo sui grandi patrimoni superiori ai 2 milioni di euro, con l’obiettivo di ridurre le disuguaglianze e rafforzare sanità, istruzione e servizi pubblici. Per l’avvio della campagna è prevista una conferenza stampa pubblica domani 15.5.2026 alle ore 10,30 in Piazza Affari a Milano, con la partecipazione di diversi esponenti del Comitato Promotore. Secondo i promotori, la proposta rappresenterebbe un primo segnale di ripristino della progressività fiscale prevista dall’articolo 53 della Costituzione. La misura interesserebbe meno di 500 mila persone, in un contesto segnato dalla crescita del numero di famiglie in povertà assoluta e relativa. Nei prossimi sei mesi il Comitato promotore avvierà la raccolta delle 50 mila firme necessarie per la presentazione della proposta, sia tramite piattaforma elettronica sia attraverso banchetti organizzati in tutto il Paese. L’obiettivo dichiarato è raccogliere un numero maggiore di adesioni per promuovere un confronto pubblico sul tema delle disuguaglianze sociali ed economiche. Tra i promotori, più di 60, figurano – tra gli altri – Maurizio Acerbo, Fausto Bertinotti, Vittorio Agnoletto, Paolo Maddalena (Vice Presidente emerito della Corte Costituzionale), e un ampio gruppo di economisti ed economiste tra cui Pier Giorgio Ardeni, Guendalina Azzolin, Riccardo Bellofiore, Emiliano Brancaccio, Guglielmo Forges Davanzati, Andrea Fumagalli, Marta Fana, Clara Mattei, Mario Tiberi, Giovanna Vertova, Alessandro Volpi.Sostengono inoltre la proposta Daniela Padoan, Gabriele Polo, Dino Greco, Laura Marchetti, Maura Cossutta, Paolo Ferrero, Ugo Mattei, Cristina Morini, Piero Sansonetti, sindacalisti come Vincenzo Greco ed Eliana Como, insieme a giuristi, storici e studiosi tra cui Guido Liguori, Angelo d’Orsi, Paolo Berdini, Roberto La Macchia e Loris Caruso.Dal mondo della cultura e della musica hanno aderito, tra gli altri, Gang, Pierpaolo Capovilla, Dario Mangiaracina (La Rappresentante di Lista) e Militant A (Assalti Frontali). Secondo le stime del Comitato promotore, il gettito potrebbe arrivare fino a 65 miliardi di euro annui dalla patrimoniale e fino a 8 miliardi dalla riforma della tassa di successione. Le risorse, viene spiegato, sarebbero destinate a sanità pubblica, istruzione, politiche abitative, tutela ambientale, sicurezza sul lavoro, disabilità, sostegno al reddito e riduzione dell’Irpef sui lavoratori. “È una scelta di giustizia: chiedere a chi ha di più di contribuire di più per garantire diritti fondamentali a tutte e tutti” dichiarano i promotori. Per firmare e avere informazioni:  www.unpercentoequo.it Per scaricare la proposta di legge https://unpercentoequo.it/proposta-di-legge-imposta-grandi-patrimoni.pdf   Rifondazione Comunista - Sinistra Europea
May 14, 2026
Pressenza
Rifondazione Comunista, depositate firme per consultazione interna su “campo largo”. Locatelli: “Serve unione delle forze contro la guerra”
Rifondazione Comunista – con la segreteria di Maurizio Acerbo – ha proposto, a maggioranza risicata del Comitato Politico Nazionale (Cpn), di entrare nel “campo largo” col centrosinistra e quindi col PD, con l’intenzione di costituire un “Fronte Costituzionale e Antifascista per cacciare il governo Meloni”. Una decisione che è stata percepita, da gran parte degli iscritti, come una posizione arbitraria e calata dall’alto e che smentisce clamorosamente quanto affermato nel documento approvato dall’ultimo Congresso: “…Non si pone quindi il tema di un nostro ingresso nel centrosinistra o nel cosiddetto campo largo sia perché esso così com’è non è in grado di rappresentare un argine alla destra, sia perché stante la nostra debolezza saremmo sostanzialmente ininfluenti.” Il PD, come forza politica di centro, si è contraddistinto nei suoi governi per aver inseguito il neoliberismo e per aver approvato l’aumento delle spese militari, oltre ai tagli al welfare state esattamente come hanno fatto le destre negli ultimi anni. Per queste ragioni, questa mattina, 14 maggio 2026, sono state consegnate nelle mani della Segreteria Nazionale di Rifondazione Comunista 2.202 firme di iscritte e iscritti al Partito, sulle oltre 2.500 finora raccolte, in parte ancora in corso di spedizione, relative alla richiesta di consultazione interna sulle scelte da intraprendere alle prossime elezioni politiche e su un’eventuale adesione al “campo largo” con il centro-sinistra. Si tratta di un numero di gran lunga superiore alle firme prescritte dall’art.15 dello Statuto del Partito per l’indizione di una consultazione interna. Il comunicato stampa di stamattina redatto dai proponenti – Daniela Alessandri, Fabrizio Baggi, Eliana Ferrari, Paolo Ferrero, Loredana Fraleone, Tonia Guerra, Ezio Locatelli, Vito Meloni, Antonello Patta, Matteo Tarenghi, Sandro Targetti, Roberto Villani – afferma: “La richiesta di consultazione si è resa necessaria per superare lo stallo dovuto all’assenza di una chiara indicazione sulla collocazione di Rifondazione alle prossime elezioni politiche. (…) Da qui la richiesta della consultazione della base del Partito. Una consultazione da svolgere al più presto in modo che si possa decidere con chiarezza la strada da intraprendere. Preso atto che a livello di gruppi dirigenti si è in presenza di una spaccatura politica e di orientamenti contraddittori, la richiesta è di dare la parola alle iscritte e agli iscritti. Questa è la maniera migliore per superare le attuali divisioni del gruppo dirigente. Da qui l’importanza che si arrivi a una consultazione della base del Partito, da tenersi entro la fine di giugno, nel rispetto delle procedure democratiche previste dallo Statuto. Una consultazione fatta all’ultimo momento, in autunno o a ridosso delle elezioni, quando oramai le scelte sono state compiute, sarebbe soltanto una presa in giro.” A rilasciare dichiarazioni in merito, a Pressenza Italia, è stato Ezio Locatelli, già segretario provinciale di Rifondazione Comunista di Torino dal 2012 e deputato di PRC nel 2006.  “La richiesta di consultazione è resa necessaria dal cambio di linea politica intervenuto a seguito della decisione, assunta dal Cpn su proposta del segretario nazionale, di lavorare per un’alleanza con il Pd e il campo largo. Esattamente il contrario di quanto era stato deciso in sede congressuale. Dopo tutto quello che è successo in questi mesi mi sembra che quel giudizio non possa venire meno. Anzi. Per questo la nostra proposta è di lavorare alla costruzione di una colazione alternativa sia al centrodestra e al centrosinistra, in contrapposizione col sistema di guerra, riarmo, autoritarismo e liberismo. Preso atto che su questo punto si è in presenza di una spaccatura a livello di organismi dirigenti la cosa più appropriata è di dare la parola direttamente alle iscritte e agli iscritti. Un punto deve essere chiaro. la consultazione deve tenersi entro l’estate, non all’ultimo momento, a ridosso delle elezioni quando le scelte sono state compiute. In questo caso non sarebbe più una consultazione ma una presa in giro, la presa d’atto di un fatto compiuto.” – ha dichiarato Locatelli. La richiesta di consultazione interna è legittimata anche dal fatto che sin dall’inizio, nel Comitato Politico Nazionale, i numeri sui vari documenti sono stati risicati e la stessa rielezione del segretario è avvenuta con un solo voto di scarto. Come ha dichiarato Locatelli, “la nostra proposta sin dall’inizio come “documento 2” è stata quella di una gestione unitaria del partito, di pieno riconoscimento del pluralismo interno”. Purtroppo questa gestione è stata rifiutata fin da subito: “Ero e rimango convinto che la cosa più sbagliata, da evitare assolutamente, è di trasformare una diversità in divisione stando sul piano di una gestione monocratica del partito. Ancor oggi, più che mai, rimango convinto di questo” – ha sottolineato l’ex-deputato. Il momento critico interno a Rifondazione, secondo Locatelli, “è dovuto, tra le altre cose, alla divaricazione di linea politica che si è prodotta all’interno del gruppo dirigente tra chi pensa che bisogna andare col campo largo e chi invece pensa, io tra questi, che occorra costruire una coalizione contro la destra e alternativa al Pd e al centrosinistra, una coalizione contro la guerra, il riarmo, il liberismo. Con questo non voglio disconoscere che ci sia una competizione tra progressisti e reazionari ma questa competizione è largamente sovradeterminata dalla condivisione delle stesse politiche di fondo in tema di riarmo, di guerra, di austerità, di politiche che hanno attribuito un potere smisurato alla finanza, alle imprese. Queste politiche hanno distrutto l’esistenza di una immensa quantità di persone, sono quelle che in tutta Europa hanno spianato e continuano a spianare la strada alla destra come tendenza generale. Lo spazio del cambiamento non può stare dentro questo quadro caratterizzato da una commistione d’intenti e di interessi deleteria. Occorrerebbe investire sullo sviluppo e la convergenza dei movimenti e delle forze contro la guerra, fuori dal bipolarismo politico militare che connota l’attuale quadro politico.” Nonostante ciò, lo storico dirigente del PRC si è detto ottimista sulla raccolta firme per una consultazione interna, che è inevitabilmente un segnale forte da parte della base del partito per impedire che Rifondazione diventi una “stampella-complice” di politiche neoliberiste di un eventuale “centro-sinistra”. “Fatte le debite proporzioni è come se 15 milioni di elettori e elettrici italiani avessero sottoscritto una richiesta di referendum.” – ha dichiarato Locatelli. “Un segnale che non può essere negato o ignorato.” – rimarca Locatelli – “Il nostro progetto è sempre stato quello di costruire un movimento e una sinistra antiliberista, anticapitalista, contro la guerra, una sinistra autonoma sul piano politico e progettuale dai poli esistenti. Guai a non avvedersi che il bipolarismo cancella questo spazio mirando a distruggere la sinistra di alternativa. Peraltro parliamo di un sistema bipolare in crisi drammatica, di credibilità come dimostrano tutte le indagini e le elezioni degli ultimi tempi. E’ del tutto illusorio pensare di ricondurre i giovani che sono scesi in piazza contro il genocidio a Gaza o che hanno dato la vittoria all’ultimo referendum o pensare di ricondurre il malcontento sociale che c’è in questo momento nell’alveo del bipolarismo politico. Occorrerebbe trarne le conseguenze ponendosi in alternativa a questo sistema, costruendo in maniera molto aperta, senza settarismo alcuno, una soggettività che dia centralità al tema della lotta alla guerra e alle diseguaglianze come unica possibilità di invertire la tendenza ad una continua regressione sociale e democratica.” Come la storia politica recente ha insegnato più volte, le logiche del frontismo con il fine unico di abbattere la destra hanno prodotto l’esatto opposto: svolte a destra dei centro-sinistra, consolidando negli anni l’unità della destra. Le recenti elezioni amministrative a Londra ne sono una dimostrazione: il Labour Party è crollato e l’estrema destra del Reform UK di Nigel Farage è primo partito. L’attuale premier labourista inglese Keir Starmer ha avviato una palese svolta a destra (con tanto di sostegno esplicito ad Israele e al sionismo) che nulla dovrebbe c’entrare – oltre la parentesi di Tony Blair – con il Labour Party. Il Labour Party ha cacciato dal partito Jeremy Corbyn, il regista Ken Loach e tutta l’ala sinistra per fare una politica alla Tony Blair guerrafondaia e neoliberista. La recente sconfitta del Labour Party di Starmer conferma che i centristi neoliberisti aprono la strada all’estrema destra sostenuta da Trump e Musk. Come è stato in Italia con il passaggio da Renzi-Gentiloni a Salvini-Meloni, ciò dimostra che chi vuole fare la destra per impedire alla destra di salire al potere, si ritrova la destra al potere. È normale che la gente, alla copia, preferisca l’originale. “La nostra proposta non è assemblaggio solo di forze politiche minoritarie, ma riguarda l’unione di forze politiche, sociali e di movimento che vogliono costruire un’alternativa radicale al bipolarismo centrodestra e centrosinistra” – rimarca Locatelli. Il frontismo ha ragione d’esistere laddove ha come obiettivo temi e programmi radicali che più forze condividono per un’alternativa alle politiche vigenti. Laddove il frontismo è una coalizione (come quelle del centro-sinistra) di forze diverse unite dal fine esclusivo di impedire alla destra di vincere, significa creare una chimera.   Per ulteriori informazioni sul dibattito interno: > Rifondazione Comunista, Ezio Locatelli: “Campo largo? Ci sono responsabilità > di un’intera classe politica su riarmo, guerra, alleanze militari e coperture > politiche” > Rifondazione Comunista: un fronte costituzionale e antifascista per cacciare > il governo Meloni Lorenzo Poli
May 14, 2026
Pressenza
Puntata del 05/05/2026@0
Il primo argomento della puntata è stato l’evento intitolato: Il lavoro e l’America Latina nell’era delle piattaforme – Lavoro, informalità e gig economy tra libri, politica e musica che si svolgerà venerdì 8 maggio presso Salone Sala Musica al Cecchi Point. Per parlarne abbiamo intervistato Federico De Stavola, autore del libro “A sud della piattaforma – Flussi logistici, economie barocche e capitalismo digitale in America Latina”. Nell’intervista siamo partiti con la descrizione del suo libro, che si addentra nella descrizione del fenomeno per il quale i “nuovi” lavori creati dalla gig economy sono andati a sostituire una serie di lavori informali che già tradizionalmente erano svolti dalle fasce più povere della popolazione (nel caso di studio specifico del testo di De Stavola parliamo del Messico). Questo ha portato ad un peggioramento delle vite di questi lavoratori perchè di fatto sono passati da un vero impiego autonomo ad uno falso, dove l’effettivo datore di lavoro è costituito da un algoritmo che spinge ad un forte sfruttamento a fronte di una paga misera. Oltre al libro di De Stavola, in questo incontro verrà presentato anche un testo di Gianmarco Peterlongo e ci saranno gli interventi di Alessandro Peregalli (Università Federale Diamantina) e Susanna de Guio (sociologa) per tracciare un quadro sui moderni capitalisti che sono saliti alla ribalta delle scene politiche di vari paesi dell’America Latina e Centrale modificando il volto dello sfruttamento in questi paesi. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Mariano RSU FIOM nello stabilimento della Leonardo divisione aeronautica di Caselle su i due comunicati de* lavorat* degli stabilimenti del torinese. I 2 comunicati, uno dello stabilimento di Caselle e l’altro dello stabilimento di Torino, spingono nella stessa direzione -> verso uno sciopero nazionale generale unitario dei “sindacati antifascisti” per la liberazione della Palestina ed affianco alla Global Sumud Flotilla. Per dare continuità e valore politico/sindacale alle mobilitazioni di questo autunno/inverno e per dare corpo allo schierarsi della classe operaia che dall’interno delle fabbriche di armi non vuole/può più accettare che la produzione di Leonardo contribuisca allo sterminio genocida del popolo palestinese. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Giuseppe Gomini RSU FIOM Ducati motori a Bologna sulla petizione che si trova su: https://www.change.org/p/sciopero-generale-per-la-flotilla?recruited_by_id=00167a60-1242-11f0-949f-a1afb148fded&recruiter=1370714622&share_id=SHcvbyCx5W Giuseppe chiede di firmare per fare pressione direttamente dalla base operaia per uno sciopero generale in solidarietà alla Global Sumud Flotilla: “La chiamata allo sciopero generale parte ancora una volta con l’appello dei portuali di Livorno e di Genova: la flottiglia è di nuovo stata bloccata con un atto di pirateria del governo genocida di Israele. Questa è una chiamata per convergere subito su una mobilitazione unitaria, come quella del 3 ottobre. Le organizzazioni sindacali devono promuovere la lotta e l’unità per dare continuità agli impegni che pubblicamente hanno preso, contro il riarmo e in solidarietà alla Palestina e ai popoli oppressi, perché la determinazione dei lavoratori e degli studenti non arretra: non farlo significherebbe fare un passo indietro rispetto a quello che abbiamo faticosamente costruito dopo il 3 ottobre. La determinazione dei lavoratori non si arresta, né contro l’ondata di repressione, né contro la repressione che subiamo sui posti di lavoro. L’assedio posto alla Palestina è lo stesso che ci incatena ovunque, anche nelle aziende, perché vuol dire alimentare un’economia di guerra, che per noi si traduce in precarietà delle nostre vite: troppe aziende lucrano sulle nostre morti, sia le morti sul lavoro che quelle tra le vittime civili palestinesi e libanesi, che sono figlie della stessa logica dell’odioso sistema capitalista che governa e impone al mondo violenza e odio. Questa stessa economia di guerra vuol dire soprattutto chiudere ospedali qui e distruggerne a Gaza, vuol dire ricatto tra lavorare per la guerra o fare la fame. La Palestina è in ognuno di noi lavoratori, perché la nostra determinazione non è devota all’immobilismo, né ai tempi diplomatici. Per lo sciopero generale”. Buon ascolto
La petizione per sospendere l’accordo di associazione UE-Israele raggiunge un milione di firme
Un milione di firme in soli tre mesi. L’Iniziativa dei Cittadini Europei (ECI) “Justice for Palestine” ha segnato un traguardo storico, diventando la petizione popolare più veloce di sempre a raggiungere la quota necessaria per obbligare la Commissione Europea a una risposta ufficiale. Lanciata lo scorso 13 gennaio, l’iniziativa ha […] L'articolo La petizione per sospendere l’accordo di associazione UE-Israele raggiunge un milione di firme su Contropiano.
April 18, 2026
Contropiano
Giornata importante contro il riarmo per il Forum per la Pace Versilia
Oggi due rappresentanti del Forum hanno incontrato il Sindaco di Camaiore Marcello Pierucci, che è anche Presidente della Provincia di Lucca. Si è conclusa così la raccolta firme per la campagna Comuni per la Pace contro il riarmo lanciata la scorsa estate da StopRearm Italia con lo scopo di sollecitare delibere comunali sulla falsariga di un odg stilato dai promotori della campagna stessa. Camaiore lo discuterà e approverà in Consiglio e i 33 Comuni della Provincia saranno invitati a fare lo stesso. Massarosa seguirà lo stesso iter, mentre Viareggio è in stallo e in attesa di rinnovare i suoi organi amministrativi fra due mesi. La firma di sindaco e vicesindaco di Camaiore dimostra una volontà politica testimoniata anche dalla delibera di due anni fa in sostegno alla campagna Basta favori ai mercanti di armi, per impedire il depotenziamento della L.185/90 sull’export di armamenti. Le firme raccolte in Versilia sono quasi duemila e potrebbero essere molte di più se si riuscisse a scalfire indifferenza,  diffidenza,  confusione e rassegnazione comunque presenti. Occorre una massa critica: se lo propone il nascente Coordinamento toscano guidato da Rete Italiana Pace e Disarmo con tre potenti iniziative già in cantiere: la giornata nazionale No Kings a Roma il 28 marzo; un referendum propositivo in partenza fra una settimana e una giornata delle Forze Disarmate appena prima del 2 giugno. La violenza della guerra ci assedia, ma sappiamo che la maggior parte dei cittadini è contraria, fosse anche solo per gli insostenibili costi del vivere che le guerre portano con sé, oltre ai fondamentali imprescindibili aspetti etici, umani, culturali e ambientali di un no alla corsa verso l’abisso.   Redazione Toscana
March 12, 2026
Pressenza
Raccolta firme e Proposta di Delibera di Iniziativa Popolare per l’interruzione dei rapporti fra Roma Capitale e lo Stato di Israele
Venerdì 23 gennaio 2026 il Comitato promotore “Roma sa da che parte stare” depositerà in Campidoglio una Proposta di Delibera di Iniziativa Popolare finalizzata all’interruzione immediata di ogni rapporto fra Roma Capitale e lo Stato di Israele. In questi mesi, a partire dalla presunta tregua, il genocidio a Gaza e la pulizia etnica in Cisgiordania e Gerusalemme est non si sono fermati. Centinaia di bombardamenti che hanno ucciso circa 500 palestinesi, di cui cento bambini, blocco dei rifornimenti, espulsione di decine di associazioni internazionali. A Gaza si muore ancora di freddo e di fame. In Cisgiordania continuano gli attacchi dei coloni e dell’esercito. Non intendiamo accettare che la nostra città intrattenga, stante questa situazione, un qualsivoglia tipo di rapporto con lo Stato genocidario di Israele e le sue aziende. Di fronte all’inerzia e alle complicità delle istituzioni, numerose realtà della solidarietà alla Palestina e alcuni sindacati di base hanno deciso di promuovere l’iniziativa popolare, come prevede lo Statuto di Roma Capitale. La raccolta delle firme partirà sabato 24 con banchetti in tutta la città è proseguirà per i prossimi tre mesi nei quartieri, sui posti di lavoro, nelle scuole e nelle università. L’obiettivo del Comitato “Roma sa da che parte stare” è quello di raccogliere molte più firme delle 5.000 necessarie affinché l’Assemblea Capitolina sia obbligata a pronunciarsi sulla rottura di ogni rapporto con lo Stato di Israele, a partire da quelli con MEKOROT e TEVA. Conferenza stampa di presentazione della delibera popolare venerdì 23 gennaio, alle 12.00 in piazza del Campidoglio. Comitato “Roma sa da che parte stare” Redazione Roma
January 17, 2026
Pressenza
Ritirare l’Italia da Eurovision 2026: USB Rai lancia la raccolta firme
La “tregua” di Trump ha mostrato da tempo la sua vera natura: una trappola attraverso cui imbrigliare Gaza in uno stillicidio continuo di attacchi, mentre oltre la metà della Striscia torna sotto occupazione, con i palestinesi che non possono nemmeno reagire senza incappare nell’accusa di violazione di cessate il fuoco. […] L'articolo Ritirare l’Italia da Eurovision 2026: USB Rai lancia la raccolta firme su Contropiano.
December 7, 2025
Contropiano