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Assemblea nazionale 4 marzo per il rilancio della campagna “La Conoscenza non marcia”
La campagna “La conoscenza non marcia” è una iniziativa che unisce una rete di realtà organizzate del mondo della scuola e dell’università, che ha l’obiettivo di darsi uno strumento per interrompere i rapporti tra l’istruzione pubblica e il complesso militare-industriale, e dunque con la sua complicità con il genocidio del popolo palestinese. Invertire la tendenza del nostro sistema d’istruzione ad essere uno strumento delle politiche di guerra. In Israele esso è completamente sussunto nel progetto genocida, sia attraverso la collaborazione materiale nell’industria bellica, sia con la produzione di saperi – che Marx chiamava “i mezzi della produzione intellettuale” – che giustificano ideologicamente l’oppressione dei palestinesi. Come abbiamo visto durante la fase più acuta del genocidio israeliano del popolo palestinese, la presenza dell’industria militare, e di varie organizzazione o fondazioni che fungono da tramite, mostrava l’assorbimento dei luoghi dell’istruzione nelle filiere produttive del settore militare: secondo i dati di altreconomia, in Italia, sui 31 atenei esaminati, 23 hanno rapporti con Leonardo S.p.a., 20 con Thales-Alenia, 8 con MBDA Italia, l’ultima azienda meno conosciuta ma che gioca un ruolo importante nella produzione di missili terra-aria. Il giro di denaro inserito in queste collaborazioni è di grande rilevanza. Ma a questo dato di partenza si aggiungono le trasformazioni imposte dal cosiddetto piano di riarmo europeo (o, emblematicamente, Readiness 2030): il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha più volte annunciato la necessità di un rapporto unico ed organico tra ricerca, difesa e industria militare. Il modello è quello della cittadella dell’aerospazio a Torino – nell’ambito del progetto NATO denominato DIANA (Defence Innovation Accelerator North Atlantic) – costruito su una cubatura donata da Leonardo s.p.a. al Politecnico. A questo si aggiungono le necessità, più volte richiamate, di produrre un’abitudine e una preparazione (una readiness, appunto) alla guerra ed alla necessità di sacrificare sé stessi e i propri cari contro un nemico costruito, sempre più concentrato sull’immagine della federazione Russa. In questo contesto vediamo aumentare le iniziative militari nelle scuole: gite in basi militari, reclutamento, PCTO con il settore difesa, tutto a creare uno “stato mentale di guerra”. Come ogni situazione bellica, il contesto si configura con una economia di guerra, in cui siamo abbondantemente scivolati, che si declina sul piano esterno e su quello interno: qualunque dissenso o ragionamento sulla complessità viene assorbito nella logica dell’amico/nemico e dunque da reprimere. Non a caso diversi documenti (tra cui il più inquietante è quello sulla guerra ibrida) e i tentativi legati alle iniziative di legge che equiparano l’antisionismo all’antisemitismo, identificano la produzione culturale come territorio da criminalizzare. In questo contesto pensiamo di doverci dare degli strumenti: abbiamo pensato alla campagna “la conoscenza non marcia”, alla possibilità di elaborare una proposta di legge e di avanzare momenti di dibatitto ed organizzazione per contrastare queste dinamiche, ed è su questo che chiamiamo alla discussione il 4 marzo 2026 – online alle ore 17.30. CLICCA QUI PER COLLEGARTI ALLA RIUNIONE SU ZOOM. Segui la pagina Facebook de La conoscenza non marcia e la pagina dedicata all’interno del sito dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università.
Sviluppare la mobilitazione a fianco dell’America Latina
L’assemblea nazionale “Bring them home!”, svoltasi al Nuovo Cinema l’Aquila a Roma, ha rilanciato con forza la campagna di liberazione per il legittimo presidente venezuelano Nicolás Maduro e la “prima combattente” Cilia Flores, oltre a ribadire il proprio caloroso sostegno ai processi di transizione socialista ed alle esperienze progressiste in […] L'articolo Sviluppare la mobilitazione a fianco dell’America Latina su Contropiano.
February 8, 2026
Contropiano
La ribellione gentile della campagna profonda
di Gianluca Ricciato Da un po’ di anni parlare del Salento, soprattutto in certi ambienti, significa parlare di desertificazione, di turismo, di xylella, di aumento dei prezzi, di coppie di anziani ricchi che comprano masserie, e litigare su tutto questo. A volte mi faccio trascinare da questa inutile litania funebre della società del terzo millennio in terra meridiana, a volta
January 23, 2026
La Bottega del Barbieri
Una Campagna politica nazionale con Nuestra America per il Socialismo del XXI Secolo
Con 51 voti contrari e 49 favorevoli il Senato statunitense ha bocciato una risoluzione “bipartisan” che avrebbe impedito all’amministrazione repubblicana qualsiasi tipo di azione militare in territorio venezuelano senza il lasciapassare del Congresso che, nell’architettura istituzionale nord-americana, sarebbe il responsabile delle dichiarazioni di guerra. Mentre questo “semaforo verde” per l’aggressione […] L'articolo Una Campagna politica nazionale con Nuestra America per il Socialismo del XXI Secolo su Contropiano.
November 15, 2025
Contropiano
Revocare l’accordo di cooperazione militare con Israele
Gira da alcuni giorni un messaggio social legato alla campagna per interromper l’accordo di cooperazione militare con Israele, lo riportiamo qui di seguito invitando a diffonderlo per ogni canale. --------------------------------------------------------------------------------   Abbiamo creato un link per chiedere ai membri delle commissioni Difesa di Camera e Senato che il governo Italiano interrompa l’accordo di cooperazione militare con Israele che si rinnova automaticamente l’8 giugno: https://Revoca.short.gy/Scrivi Fate girare! Per info sul memorandum di intesa: https://www.peacelink.it/conflitti/a/50739.html https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/05/23/diffida-rinnovo-memorandum-italia-israele-news/7999587/ Al primo link si apre in automatico la mail da inviare già pronta! Dovete solo firmare alla fine. i vogliono pochi secondi. Gli stessi che impiega un drone a uccidere un bambino. L’Italia è il terzo fornitore di armi a Israele. Oltre 14.000 bambini palestinesi uccisi dai bombardamenti israeliani. Oltre 200 bambini palestinesi detenuti come ostaggi nelle prigioni israeliane senza nessuna accusa (a volte il lancio di pietre). Oltre 46 i bambini fatti morire di fame negli ultimi due mesi. Un secondo per dire basta allo sterminio di innocenti. Redazione Italia
May 27, 2025
Pressenza