Livorno, i portuali bloccano una nave carica di materiale bellico destinato alle basi USA
È in corso un blocco al porto di Livorno. I portuali legati ad USB e al Gruppo
Autonomo Portuali (GAP), insieme alla Global Sumud Flotilla, sono tornati in
azione contro l’impiego dei porti italiani per il transito di materiali bellici
e dual use. L’obiettivo di oggi è la nave SUNAID X, che si occupa del trasporto
dei carichi militari statunitensi per la DLA (Defense Logistics Agency)
destinati alla base americana di Sigonella. Tre barche della Global Sumud
Flotilla sono scese in mare e hanno bloccando l’accesso della nave allo scalo,
mentre i portuali stanno presidiando il varco al quale dovrebbe attraccare e
hanno proclamato lo sciopero all’interno del terminal. «State rifornendo una
base militare coinvolta nella guerra imperialista e nel genocidio dei
palestinesi», hanno comunicato via radio all’imbarcazione, accusata di
trasportare almeno quattro container di «materiali pericolosi» tra cui
componentistica per droni. «Il porto per voi è bloccato, non siete i benvenuti.
Siamo contro la macchina della guerra e non lasceremo che dai nostri porti
passino armi e componenti militari. Cambiate rotta e andatevene». In questo
momento, la Guardia di Finanza ha fermato le imbarcazioni della Global Sumud
Flotilla, ma per ora la SUNAID X resta fuori dall’imboccatura del porto.
La SUNAID X ha preso recentemente il posto della VM Vita nel trasporto di
materiali per la DLA, l’agenzia logistica della difesa delle forze armate
statunitensi, che viaggia dal porto di Livorno a quello di Augusta per
consegnare il suo carico alla base militare di Sigonella. La DLA gestisce la
catena di approvvigionamento globale per tutte le forze armate statunitensi,
compresi l’Esercito, la Marina, l’Aeronautica e i Marines. Acquista e
distribuisce beni di consumo, come cibo, carburante, uniformi, materiali da
costruzione e parti di ricambio per veicoli militari e aerei, organizzando lo
stoccaggio e il trasporto di tali merci verso tutte le basi militari
statunitensi. In Italia rifornisce le basi della Naval Air Station Sigonella in
Sicilia, la Naval Support Activity Napoli, la Camp Darby situata tra Pisa e
Livorno e un’altra base a Civitavecchia.
«Su questa imbarcazione ci sono quattro container di “materiali pericolosi” di
classe IMO, tra cui batterie particolari di utilizzo per droni, e forse anche
droni non armati,» dice Giovanni Ceraolo, rappresentante di USB Porti di
Livorno, a L’Indipendente. «Oltre a materiale chimico, gas, equipaggiamento
vario e non meglio identificato,» aggiunge. «Noi rifiutiamo di essere un
ingranaggio di questa logistica di guerra. Per noi che si utilizzi un porto
civile come questo di Livorno, e che i portuali siano costretti ad essere
complici di questi traffici, è una cosa inaccettabile. È uno dei motivi
principali dello sciopero del 30 ottobre, dove più di cento porti a livello
mondiale sciopereranno contemporaneamente contro il traffico di armi, contro la
guerra, contro il riarmo».
Per i lavoratori portuali il blocco di questa nave si inserisce anche in un
percorso di denuncia dell’utilizzo delle basi statunitensi – in particolare
quella di Sigonella – nei recentissimi conflitti bellici. «È ormai ufficiale che
la base di Sigonella è stata utilizzata per coordinare operazioni nell’ultimo
conflitto in Iran,» ha continuato Ceraolo, ricordando i ringraziamenti di questa
estate del segretario generale della NATO Mark Rutte all’Italia per i circa 500
aerei americani partiti dalle basi USA nel Belpaese. «Questi conflitti hanno
bisogno di una rete logistica importante, altrimenti non si potrebbero fare. Se
un drone deve partire da Sigonella per andare a fare attività di ricognizione
per bombardamenti in Iran, bisogna che il drone arrivi a Sigonella, che le
batterie vi arrivino, e questi droni e queste batterie vi arrivano perché
passano da porti civili tra cui anche quello di Livorno. Ed è questo che
dobbiamo – e possiamo – fermare».
I portuali e la GSF erano pronti da tutta la notte per quest’azione. La SUNAID X
infatti era arrivata nei radar di Livorno intorno alle 4 del mattino di oggi, ma
è stato solo nel primo pomeriggio che le è stato concesso l’accesso – subito
bloccato dalle barche della Global. «Questo è il primo passo per dire che è ora
di agire. L’obiettivo è impedirgli l’accesso al porto, ma ogni ora che lo
ritardiamo perdono comunque un sacco di soldi,» dichiara Luca Poggi a
L’Indipendente. 29 anni, romano, è uno dei membri dell’equipaggio ora in mare.
«La volontà è di unire le lotte in vista dello sciopero del 30 ottobre, e
ricordare come l’azione diretta sia una pratica concreta contro l’economia della
guerra e del genocidio. Le proteste contro il carovita, il prezzo del gasolio,
la repressione, e la questione palestinese sono collegate. L’Italia è il secondo
paese in UE per tagli al welfare e al sociale per fare spazio al riarmo. I soldi
che vengono spesi per il genocidio dei palestinesi, per la guerra in Iran, sono
soldi che vengono tolti alle scuole, ai trasporti, alla sanità, alla ricerca. È
ora di dire basta».
The post Livorno, i portuali bloccano una nave carica di materiale bellico
destinato alle basi USA appeared first on L'Indipendente.