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In Italia quasi 6 milioni di stranieri sostengono demografia e lavoro
Il lavoro di studio e monitoraggio dei processi migratori in Italia elaborato nel 2025 da Ennio Codini e Livia Elisa Ortensi, membri del Comitato Scientifico della Fondazione ISMU ETS, è stato presentato lo scorso 25 febbraio. La 31ª edizione della ricerca colloca il caso italiano nello scenario internazionale analizzando le politiche migratorie dell’Unione europea, le nuove forme di esternalizzazione delle procedure di asilo e rimpatrio e il ruolo dei partiti sovranisti nel dibattito pubblico e focalizzando l’attenzione sugli effetti dei conflitti in Ucraina e a Gaza e alla crescente messa in discussione, a livello globale, dei principi del diritto internazionale. In base ai dati analizzati, il rapporto stima che al 1° gennaio 2025 in Italia fossero presenti 5 milioni e 898mila stranieri, con un incremento di 143mila unità rispetto all’anno precedente. Crescono i residenti, che raggiungono quota 5 milioni e 371mila, mentre restano sostanzialmente stabili i soggiornanti regolari non iscritti in anagrafe (188mila) e le persone in condizione di irregolarità, stimate in 339mila. Per quanto riguarda gli ingressi in Italia, nel 2025 gli arrivi via mare risultano stabili (66mila, -0,5% rispetto al 2024), ma nel Mediterraneo centrale si sono verificate tragedie per almeno 1.342 morti e dispersi. In calo gli arrivi via terra: nel 2024 erano stati circa 7.300 arrivi alla frontiera italo-slovena, mentre nei primi otto mesi del 2025 si sono attestati intorno a 3.900. Particolarmente rilevante è la presenza di minori stranieri non accompagnati, che costituiscono circa un terzo degli arrivi da Egitto, Eritrea ed Etiopia e raggiungono il 40% tra i somali; complessivamente, circa la metà dei minori non accompagnati proviene dall’Egitto o dalla Guinea. Sul fronte del lavoro, in un contesto di progressivo invecchiamento demografico, l’immigrazione continua a rappresentare un fattore cruciale per la tenuta del mercato del lavoro. Nel 2024 le forze di lavoro straniere sono cresciute di oltre il 4%, arrivando a rappresentare circa l’11% del totale, mentre oltre 133mila dei nuovi occupati erano cittadini stranieri. Per quanto riguarda le provenienze, al 1° gennaio 2025 i romeni rappresentano la comunità più numerosa con 1 milione e 53mila residenti (19,6% del totale), seguiti da albanesi e marocchini (entrambi al 7,7%). Nel loro insieme, queste tre comunità rappresentano il 35% dei residenti stranieri e si configurano come collettività storicamente consolidate e stabilmente radicate. Seguono i cittadini cinesi (5,8%) e ucraini (5,3%), mentre altre cinque cittadinanze – Bangladesh, India, Egitto, Pakistan e Filippine – presentano singolarmente quote pari o superiori al 3% e contribuiscono al totale per un altro 16,5%. Nel complesso, dieci cittadinanze concentrano quasi due terzi degli stranieri residenti in Italia. Quanto al genere, gli uomini rappresentano la quasi totalità degli arrivi tra i bangladesi e i pakistani. La presenza femminile, pur rimanendo minoritaria, è più elevata tra gli arrivi dalla Guinea (22,6%) e dalla Siria (17,5%); per quest’ultima cittadinanza si osserva anche una quota significativa di minori accompagnati (14,5%), indicativa di flussi a carattere familiare. Per quanto riguarda i bambini, è stimato che siano circa 930mila gli alunni con cittadinanza non italiana (CNI) iscritti dalle scuole dell’infanzia a quelle secondarie di secondo grado, con un’incidenza dell’11,6% sul totale della popolazione scolastica. “I processi di stabilizzazione si riflettono nella crescita delle acquisizioni di cittadinanza italiana – sottolinea la Fondazione ISMU ETS – che nel decennio 2015-2024 superano 1 milione e 600mila unità e, a partire dal 2022, sono tornate stabilmente oltre la soglia delle 200mila l’anno, dopo un periodo (2017-2021) caratterizzato da livelli inferiori per effetto di fattori socio-politici ed economici, della pandemia da Covid19 e di cambiamenti intervenuti nelle modalità di acquisizione (es. quella per matrimonio). Particolarmente rilevante è il contributo dei minori e dei giovani sotto i 20 anni, che nel decennio totalizzano oltre 620mila acquisizioni, segnalando il peso crescente delle seconde generazioni, immigrate o nate in Italia, che accedono alla cittadinanza per trasmissione dai genitori (art. 14, L. 91/1992) o per “elezione” al compimento della maggiore età (art. 4)”. Fondazione ISMU ETS inoltre evidenzia una progressiva trasformazione della composizione religiosa della popolazione straniera residente in Italia. I cristiani rimangono il gruppo più numeroso nel loro complesso, ma la loro incidenza continua a ridursi, scendendo al 52,0% del totale (nel 2024 erano il 53,0%), per effetto della contrazione relativa di cattolici (dal 17,0% al 16,6%), ortodossi (dal 29,1% al 28,6%) ed evangelici (dal 2,8% al 2,6%). Fanno eccezione i copti, in lieve aumento (1,7%). Cresce l’incidenza dei musulmani, che raggiungono il 31,0% degli stranieri residenti, mentre restano sostanzialmente stabili le altre appartenenze: buddisti (3,3%), induisti (2,1%), sikh (1,7%) e fedeli di altre religioni (0,4%). Atei o agnostici scendono lievemente al 9,4%. Tra i musulmani, i marocchini restano la maggioranza (416mila, +0,5% rispetto all’anno precedente), seguiti dai cittadini del Bangladesh (176mila), del Pakistan (165mila) e dell’Albania (158mila). Tra i cristiani ortodossi, i romeni rappresentano da soli il 55,5% del totale (874mila), seguiti da ucraini (259mila) e moldovi (88mila). Infine, tra i cattolici al primo posto si collocano i filippini (circa 140mila), seguiti da peruviani (90mila) e albanesi (89mila). 31° Rapporto sulle migrazioni / edizione 2025 : – sintesi e infografiche https://www.ismu.org/wp-content/uploads/2026/02/31-Rapporto_ISMU_REPORT_Infografiche-1.pdf – report completo https://www.ismu.org/wp-content/uploads/2026/02/31_Rapporto-ISMU_2025_Web.pdf Giovanni Caprio
March 3, 2026
Pressenza
Un nemico perfetto
Il ddl Meloni non “gestisce” l’immigrazione: fabbrica paura, criminalizza il soccorso e usa i migranti come prototipo per comprimere diritti e democrazia C’è una verità che andrebbe stampata a caratteri …
February 12, 2026
Osservatorio Repressione
Bastardo senza gloria
«Figlio nostro, ma chi cazzo sei diventato?» È quello che gli dovrebbero gridare in coro nonni e bisnonni: quelli che attraversarono l’Atlantico con la pancia vuota e il sogno cucito dentro la giacca. Gli avi di Gregory Bovino, il capo dei nazisti assassini della Border Patrol. Bovino, figlio di immigrati […] L'articolo Bastardo senza gloria su Contropiano.
January 27, 2026
Contropiano
STATI UNITI: TRUMP CROLLA NEI SONDAGGI MA “I MOVIMENTI CONTRO L’ICE DEVONO ORGANIZZARSI”
Si terrà oggi un’udienza su richiesta del Minnesota per emanare un’ordinanza restrittiva temporanea contro le attività della polizia anti migranti, l’ICE di Trump, nello stato USA. Questo dopo i dieci colpi esplosi per uccidere l’infermiere 37enne Alex Pretti da parte di un agente dell’ICE. Come testimoniato da video e testimonianze, la vittima non impugnava alcuna arma, al contrario di quanto sostenuto da Trump. Cresce in questo clima il ruolo dei “copwatcher”, cittadini e cittadine che si organizzano per “filmare i poliziotti” e documentare le loro azioni per denunciarne eventuali abusi. Il Presidente USA in difficoltà cerca tuttavia di scaricare tutte le responsabilità sui Democratici:  gli omicidi della polizia anti-immigrazione secondo lui  sono colpa del “caos provocato dai democratici”  ha detto stanotte,  sostenendo che incoraggiano “agitatori di sinistra a ostacolare illegalmente le operazioni per arrestare i peggiori dei peggiori”. Ha chiesto quindi al Congresso di mettere fine alle cosiddette “città santuario”. The Donald però  non ha chiuso all’ipotesi che l’ICE lasci la città.  In una intervista telefonica al Wall Street Journal  ha detto “a un certo punto ce ne andremo. Abbiamo fatto, hanno fatto un lavoro fenomenale”. Secondo diversi osservatori però, l’amministrazione Trump è in caduta libera nei sondaggi e crescono le divisioni anche nel partito Repubblicano, che si preoccupa in vista delle elezioni di metà mandato previste per novembre. L’analisi di Raffaella Baritono, docente di Storia e Istituzioni dell’America del Nord all’Università di Bologna. Ascolta o scarica L’analisi di Mario Maffi, già docente di Cultura Anglo-americana all’Università statale di Milano. Ascolta o scarica  
January 26, 2026
Radio Onda d`Urto
Minneapolis (Usa). Oggi sciopero sociale contro l’ICE
Minneapolis, sciopero sociale contro le truppe di occupazione interna di Trump, l’Ice, contrastate da giorni nelle strade da migliaia di solidali, per impedire raid e rastrellamenti di migranti. “Non andremo a fare la spesa. Non andremo al lavoro. Non andremo a scuola venerdì 23 gennaio”, hanno detto i promotori. Tra […] L'articolo Minneapolis (Usa). Oggi sciopero sociale contro l’ICE su Contropiano.
January 23, 2026
Contropiano
USB: basta ritardi, sfruttamento, discriminazioni… regolarizzazione subito
Giovedì 29 gennaio: mobilitazione nazionale. È notizia di queste ore che il governo Meloni si stia apprestando a varare l’ennesimo pacchetto sicurezza, dopo il DL approvato appena pochi mesi fa. Anche stavolta, gli obiettivi della stretta securitaria sono i “nemici pubblici” socialmente pericolosi che il governo individua nelle persone migranti e giovani di seconda generazione bollate come “maranza”. Per loro si prevedono criteri ancora più penalizzanti per l’accesso alla cittadinanza e ai permessi di soggiorno, norme peggiorative sono già state inserite nella legge di bilancio 2026, a dimostrazione della volontà xenofoba del Governo. Inoltre, il nuovo pacchetto prevede la possibilità di privatizzare l’esecuzione di sfratti e sgomberi a guardie giurate private, andando a colpire in molti casi proprio le persone migranti che studiano e lavorano in questo paese, ma non accedono a un salario dignitoso e tantomeno al diritto alla casa. In Italia i lavoratori stranieri considerati “irregolari” sono secondo stime approssimativa quasi 800.00, quasi sempre determinati da ritardi degli uffici preposti. Inoltre per presentare questa domanda si è quasi sempre costretti a notti fuori dalle questure, mesi di attesa per ricevere un permesso di soggiorno, impossibilità a comunicare con uffici pubblici, che trattano queste persone come cittadini di serie Z. Sovente, errori puramente formali legati alle differenze linguistiche, si tramutano in ulteriori ritardi nella concessione del permesso di soggiorno. Il Ministero dell’Interno, attraverso le commissioni territoriali, impiega ormai anni per convocare i richiedenti asilo e decidere il rilascio o meno di un permesso di soggiorno definitivo, lasciando di fatto le persone per un periodo infinito nella precarietà e nell’incertezza più assoluta. Dopo anni di attese, permanenza in Italia, anni di lavoro e di percorsi di inserimento sociale le persone spesso si vedono negato un permesso di soggiorno definitivo e dunque diventano irregolari, anche a causa della cancellazione del permesso di soggiorno per protezione speciale che, per quanto limitato, era una possibilità di regolarizzazione per moltissime persone che hanno un percorso di vita in Italia da tanti anni. Quella della richiesta di asilo è una forma di diritto sotto forte attacco, da parte dei diversi governi di diverso colore che si sono succeduti in Italia negli ultimi anni, e che ora è ulteriormente a rischio tramite l’azione della Commissione Europea, che sta cancellando questo diritto alla radice attraverso il Patto su Migrazione e Asilo che entrerà in vigore proprio nel 2026. Oltre a tutto questo, abbiamo visto come il decreto flussi rappresenti un perverso meccanismo di irregolarità di Stato, ove le autorità autorizzano l’ingresso regolare di lavoratori stranieri attraverso un’offerta di lavoro, ma che lascia gli stessi nelle mani di truffe e criminalità, permettendo che gli stessi vengano ricattati e truffati. Un meccanismo che dopo averli fatti entrare regolarmente li fa diventare irregolari: a causa di un Governo che si rifiuta di emanare una circolare che regolarizzi le situazioni di questi lavoratori che attualmente rappresenta oltre centomila lavoratori presenti in Italia. Centinaia di migliaia di lavoratori e lavoratrici straniere in Italia che da anni vivono, contribuiscono alla ricchezza di questo Paese e alla sua crescita. Lavoro domestico, agricoltura, edilizia ristorazione sono solo esempi di settori dove queste persone sono fondamentali ed essenziali. Settori che senza questi lavoratori e lavoratrici non potrebbero andare avanti, settori che si fermerebbero completamente se questi lavoratori decidessero di incrociare le braccia, di scioperare e di bloccare tutto. A questa situazione si somma, infine, la condizione dei veri e propri lager presenti su territorio italiano: i CPR, veri e propri santuari della detenzione illegale, dove sovente avviene la somministrazione di farmaci a carattere psicotropo e che sta di fatto condannando intere generazioni a forme di dipendenza. Per questo motivo come Unione Sindacale di Base e con le altre associazioni aderenti abbiamo deciso di lanciare questa giornata di mobilitazione nazionale in tutta Italia per il 29 gennaio perché i lavoratori stranieri sono stanchi di ritardi, attese, truffe, discriminazioni, prese in giro e repressione. Davanti alle Prefetture e Commissioni Territoriali lanceremo presidi e richiederemo incontri con le autorità per chiedere un cambio rotta radicale nelle politiche nei confronti di lavoratori e lavoratrici stranieri, e per dire che non ci piegheremo davanti alla deriva securitaria che il governo Meloni cerca di imprimere. La sicurezza sociale non è la caccia al migrante ma diritto all’abitare, ai documenti, a un salario degno per tutte e tutti! Adesso basta! • regolarizzazione subito per tutti i lavoratori e lavoratrici stranieri presenti in Italia attraverso il rilascio di un permesso di soggiorno per lavoro o ricerca lavoro e il riconoscimento del diritto di residenza • ripristino della possibilità di richiesta del permesso per protezione speciale • assunzioni nelle questure e nelle prefetture, digitalizzazione delle prenotazioni per ridurre i tempi di attesa per i rilasci di permessi di soggiorno • chiusura immediata dei CPR Unione Sindacale di Base
January 20, 2026
Pressenza
BLACK HISTORY MONTH TORINO 2026
Febbraio 2026 segnerà l’avvio della quinta edizione della rassegna culturale Black History Month Torino. L’evento, promosso dall’Associazione Donne dell’Africa Subsahariana e II Generazione, si svolgerà sul territorio della città metropolitana di Torino, coinvolgendo più di 25 luoghi storici di grande importanza in 6 comuni (Torino, Rivalta di Torino, Pino Torinese, Carmagnola, Settimo Torinese e Collegno) e dando vita a oltre 85 manifestazioni culturali, artistiche e sociali in 28 giorni.  Questa rassegna, erede di una tradizione storica e internazionale che risale al 1926, cercherà per la quarta volta nella nostra città di celebrare e diffondere la storia degli afrodiscendenti con l’obiettivo di instillare un senso di orgoglio e contrastare i discorsi razzisti che promuovono l’idea di una presunta inferiorità nei successi ottenuti dalla comunità nera.  Nel 2026, il Black History Month Torino si concentrerà su 3 temi principali: “colonialismo commerciale, donne e potere, protagonisti nell’arte e nello sport”.  I temi dell’edizione 2026  – Colonialismo commerciale  – Donne e potere  – Protagonisti nell’arte e nello sport La selezione di queste tematiche è il risultato di un’attenta valutazione del contesto socio-politico contemporaneo e del desiderio di portare all’attenzione e analizzare le dinamiche del nostro tempo e le relative criticità.  Colonialismo commerciale, ieri come oggi, si manifesta attraverso lo sfruttamento delle risorse, il controllo politico ed economico e la creazione di profonde disuguaglianze, con effetti anche culturali e identitari sulle popolazioni locali. La decolonizzazione economica mira a ridurre la dipendenza dalle potenze coloniali e dalle multinazionali, promuovendo giustizia, sovranità sulle risorse e uno sviluppo sostenibile e rispettoso delle comunità. Tuttavia, questa transizione è ostacolata dalle strutture economiche esistenti e dalla dipendenza dei Paesi sfruttati, rendendo fondamentale diffondere educazione e consapevolezza attraverso momenti di confronto pubblico e rilettura critica degli equilibri economici globali, anche alla luce del ruolo delle nuove tecnologie. Donne e potere, le donne hanno storicamente avuto un accesso limitato al potere a causa di stereotipi di genere, discriminazioni e barriere sociali. Nonostante i progressi recenti, soprattutto nell’attivismo e nel terzo settore, continuano a incontrare difficoltà nell’accesso e nel mantenimento di ruoli decisionali. Per rafforzare l’empowerment femminile sono fondamentali educazione, mentorship e politiche di reale parità di genere. Il festival intende creare uno spazio di confronto coinvolgendo giovani donne afrodiscendenti in Europa e in Africa, che affrontano ostacoli aggiuntivi legati a dinamiche culturali, storiche e sociali, per valorizzarne le competenze e favorire l’accesso a opportunità professionali e istituzionali. Protagonisti nell’arte e nello sport, i giovani artisti e atleti afrodiscendenti svolgono un ruolo fondamentale come modelli positivi, capaci di ispirare le nuove generazioni e promuovere diversità e inclusione. Il festival valorizza la loro espressione creativa e sportiva in Italia e in Europa, dando spazio a linguaggi artistici e discipline diverse e alle loro testimonianze. L’arte africana, ricca di simbolismo, spiritualità e valore comunitario, ha avuto un forte impatto sulla cultura globale e merita maggiore riconoscimento. Nonostante le difficoltà legate a discriminazioni e mancanza di opportunità, il successo di questi protagonisti rafforza l’orgoglio e l’identità afrodiscendente. Anche quest’anno, il BHMT verrà proposto per l’intero mese di febbraio. L’edizione del 2026, proprio come le precedenti, sarà realizzata in collaborazione con una serie di enti e istituzioni torinesi e piemontesi. Inoltre, la rassegna è il risultato di un lavoro collettivo che vede il coinvolgimento diretto e attivo di numerose associazioni e fondazioni del territorio.  L’obiettivo è creare nuove connessioni con cittadinə, scuole e artistə. BHMTO aspira a coinvolgere la città in un evento rilevante non solo per celebrare la sua multiculturalità distintiva, ma anche come stimolo per promuovere e consolidare politiche dedicate alle minoranze etniche, alle comunità diasporiche, ai giovani afrodiscendenti e alle scuole, che rappresentano il principale ambito di intervento in questo contesto multiculturale.  Redazione Torino
January 9, 2026
Pressenza