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VIII Conferenza Biennale ASAI: gli studi africanistici italiani si confrontano sulle “Acque d’Africa”
Oltre duecento studiose e studiosi, quasi novanta dei quali provenienti da istituzioni straniere, trenta panel, tre giornate di confronto interdisciplinare e una crescente apertura internazionale: l’VIII Conferenza Biennale dell’Associazione per gli Studi Africani in Italia (ASAI), dedicata al tema Acque d’Africa. Flussi, destini e contesti, che si è svolta a Pavia si è conclusa confermando il ruolo dell’associazione come principale punto di riferimento per gli studi africanistici nel panorama accademico italiano e uno spazio sempre più aperto al dialogo internazionale. Ospitata dal Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Pavia, la conferenza ha riunito ricercatrici e ricercatori provenienti da numerose università italiane ed estere, offrendo tre intense giornate di discussione sulle molteplici dimensioni delle Afriche contemporanee e storiche. Il tema dell’acqua, scelto come filo conduttore dell’edizione 2026, è stato affrontato nelle sue molteplici declinazioni: dalle trasformazioni ambientali alle migrazioni, dalle politiche delle risorse naturali ai patrimoni culturali, dalle memorie coloniali alle pratiche di restituzione, fino alle dinamiche economiche, sociali e religiose che attraversano il continente. I lavori si sono articolati in circa trenta panel, alcuni organizzati in doppia sessione, e hanno visto alternarsi contributi provenienti da discipline diverse – storia, antropologia, geografia, studi politici, relazioni internazionali, linguistica, letterature, sociologia, diritto e studi ambientali – confermando il carattere profondamente interdisciplinare della ricerca africanistica. Uno degli aspetti più significativi di questa edizione è stato il suo marcato respiro internazionale. Più della metà dei panel si è infatti svolta in inglese o francese, mentre la partecipazione di quasi novanta studiose e studiosi affiliati a istituzioni straniere testimonia il crescente inserimento di ASAI nelle reti internazionali della ricerca. Una direzione che l’associazione intende consolidare nelle prossime edizioni, rafforzando il dialogo tra la comunità scientifica italiana e quella internazionale. Momento centrale della conferenza sono state le due keynote lectures, affidate a Pierluigi Valsecchi e Jacqueline Goldin, studiosi di riferimento nel panorama internazionale degli studi africani. Pierluigi Valsecchi ha aperto i lavori con una riflessione dal titolo L’eterno ritorno dei capi africani: riflessioni di storia e cultura politica, offrendo una lettura di lungo periodo sulle leadership politiche africane e sui processi di costruzione del potere nel continente. Jacqueline Goldin ha invece concluso la conferenza con una lecture intitolata Diamonds on the soles of our feet. science at the river’s edge: whose knowledge counts? dedicata alle sfide contemporanee legate all’acqua, alle disuguaglianze ambientali e alla giustizia sociale, proponendo una riflessione interdisciplinare che ha stimolato un intenso dibattito tra i partecipanti. Entrambi gli interventi hanno rappresentato momenti di particolare rilievo scientifico, contribuendo a inquadrare il tema della conferenza in una prospettiva ampia, capace di coniugare storia, politica, ambiente e società. Accanto ai panel scientifici, la conferenza ha ospitato una serie di iniziative collaterali dedicate alla diffusione della ricerca. Sono state presentate le prime monografie di Elia Vitturini, Alessio Iocchi ed Elisa Prosperetti, offrendo ai giovani studiosi un’importante occasione di confronto con la comunità scientifica. Particolarmente apprezzata è stata anche la proiezione del documentario River Nomads, dei registi Eric Hahonou e Lotte Pelckmans, che ha arricchito il programma con uno sguardo visuale sulle relazioni tra ambiente, mobilità e società africane. La conferenza ha rappresentato ancora una volta non solo un momento di presentazione dei risultati della ricerca, ma soprattutto uno spazio di costruzione di nuove collaborazioni scientifiche, favorendo l’incontro tra generazioni di studiose e studiosi e tra differenti approcci disciplinari. Un momento significativo della Conferenza è stato l’assegnazione della Borsa di studio ASAI per la migliore tesi di dottorato in Africanistica, attribuita all’unanimità a Elvira Pietrobon per la tesi Sull’abitare contadino. Spazi in divenire nel Sud del Mali, discussa presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia. Il riconoscimento testimonia l’attenzione dell’associazione nei confronti delle nuove generazioni di ricercatrici e ricercatori e dell’innovazione scientifica negli studi africanistici. In un momento storico in cui il continente africano occupa una posizione sempre più centrale nei grandi temi del nostro tempo – dalle trasformazioni climatiche alle migrazioni, dalle disuguaglianze globali ai nuovi equilibri geopolitici – occasioni di confronto come la Conferenza ASAI assumono un valore che va oltre la comunità accademica. Promuovere una conoscenza rigorosa, plurale e interdisciplinare delle Afriche significa contribuire a superare stereotipi e narrazioni semplificate, offrendo strumenti indispensabili per comprendere un continente protagonista delle sfide del XXI secolo. In questa prospettiva, ASAI continua a rappresentare uno spazio privilegiato di dialogo scientifico, internazionale e intergenerazionale, capace di mettere in relazione ricerca, società e dibattito pubblico. La crescente partecipazione di studiose e studiosi provenienti da contesti diversi e il consolidamento della dimensione internazionale della Conferenza confermano la vitalità di un settore di studi sempre più capace di dialogare con le grandi questioni del presente, contribuendo alla costruzione di una conoscenza critica, aperta e condivisa delle Afriche contemporanee. Nel corso della conferenza si sono inoltre svolte le elezioni per il rinnovo del Consiglio Direttivo di ASAI, che entrerà ufficialmente in carica a partire da gennaio 2027 per il successivo biennio. Alla Presidenza è stata riconfermata Daniela Melfa, professoressa ordinaria dell’Università degli Studi di Messina, a testimonianza della continuità del lavoro svolto negli ultimi anni per il consolidamento e l’internazionalizzazione dell’associazione. Nel nuovo Consiglio Direttivo è stata inoltre riconfermata Federica Colomo (Università Roma Tre), mentre fanno il loro ingresso Stefano Bellucci (Leiden University), Alessandro Gusman (Università di Torino) e Alessandra Brivio (Università degli Studi di Milano). Il nuovo assetto del Direttivo riflette la pluralità disciplinare e internazionale che caratterizza oggi ASAI e accompagnerà l’associazione nelle prossime sfide scientifiche e organizzative. Migliore tesi di dottorato in Africanistica Redazione Italia
July 7, 2026
Pressenza
Pavia ospita l’VIII Conferenza Biennale ASAI: gli studi africanistici italiani si confrontano sulle “Acque d’Africa”
Oltre duecento studiose e studiosi, quasi novanta dei quali provenienti da istituzioni straniere, trenta panel, tre giornate di confronto interdisciplinare e una crescente apertura internazionale. Si è conclusa a Pavia l’VIII Conferenza Biennale dell’Associazione per gli Studi Africani in Italia (ASAI), dedicata al tema Acque d’Africa. Flussi, destini e contesti, confermando il ruolo dell’associazione come principale punto di riferimento per gli studi africanistici nel panorama accademico italiano e uno spazio sempre più aperto al dialogo internazionale. Ospitata dal Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Pavia, la conferenza ha riunito ricercatrici e ricercatori provenienti da numerose università italiane ed estere, offrendo tre intense giornate di discussione sulle molteplici dimensioni delle Afriche contemporanee e storiche. Il tema dell’acqua, scelto come filo conduttore dell’edizione 2026, è stato affrontato nelle sue molteplici declinazioni: dalle trasformazioni ambientali alle migrazioni, dalle politiche delle risorse naturali ai patrimoni culturali, dalle memorie coloniali alle pratiche di restituzione, fino alle dinamiche economiche, sociali e religiose che attraversano il continente. I lavori si sono articolati in circa trenta panel, alcuni organizzati in doppia sessione, e hanno visto alternarsi contributi provenienti da discipline diverse – storia, antropologia, geografia, studi politici, relazioni internazionali, linguistica, letterature, sociologia, diritto e studi ambientali – confermando il carattere profondamente interdisciplinare della ricerca africanistica. Uno degli aspetti più significativi di questa edizione è stato il suo marcato respiro internazionale. Più della metà dei panel si è infatti svolta in inglese o francese, mentre la partecipazione di quasi novanta studiose e studiosi affiliati a istituzioni straniere testimonia il crescente inserimento di ASAI nelle reti internazionali della ricerca. Una direzione che l’associazione intende consolidare nelle prossime edizioni, rafforzando il dialogo tra la comunità scientifica italiana e quella internazionale. Momento centrale della conferenza sono state le due keynote lectures, affidate a Pierluigi Valsecchi e Jacqueline Goldin, studiosi di riferimento nel panorama internazionale degli studi africani. Pierluigi Valsecchi ha aperto i lavori con una riflessione dal titolo L’eterno ritorno dei capi africani: riflessioni di storia e cultura politica, offrendo una lettura di lungo periodo sulle leadership politiche africane e sui processi di costruzione del potere nel continente. Jacqueline Goldin ha invece concluso la conferenza con una lecture intitolata Diamonds on the soles of our feet. science at the river’s edge: whose knowledge counts? dedicata alle sfide contemporanee legate all’acqua, alle disuguaglianze ambientali e alla giustizia sociale, proponendo una riflessione interdisciplinare che ha stimolato un intenso dibattito tra i partecipanti. Entrambi gli interventi hanno rappresentato momenti di particolare rilievo scientifico, contribuendo a inquadrare il tema della conferenza in una prospettiva ampia, capace di coniugare storia, politica, ambiente e società. Accanto ai panel scientifici, la conferenza ha ospitato una serie di iniziative collaterali dedicate alla diffusione della ricerca. Sono state presentate le prime monografie di Elia Vitturini, Alessio Iocchi ed Elisa Prosperetti, offrendo ai giovani studiosi un’importante occasione di confronto con la comunità scientifica. Particolarmente apprezzata è stata anche la proiezione del documentario River Nomads, dei registi Eric Hahonou e Lotte Pelckmans, che ha arricchito il programma con uno sguardo visuale sulle relazioni tra ambiente, mobilità e società africane. La conferenza ha rappresentato ancora una volta non solo un momento di presentazione dei risultati della ricerca, ma soprattutto uno spazio di costruzione di nuove collaborazioni scientifiche, favorendo l’incontro tra generazioni di studiose e studiosi e tra differenti approcci disciplinari. Il rinnovo degli organi direttivi Nel corso della conferenza si sono inoltre svolte le elezioni per il rinnovo del Consiglio Direttivo di ASAI, che entrerà ufficialmente in carica a partire da gennaio 2027 per il successivo biennio. Alla Presidenza è stata riconfermata Daniela Melfa, professoressa ordinaria dell’Università degli Studi di Messina, a testimonianza della continuità del lavoro svolto negli ultimi anni per il consolidamento e l’internazionalizzazione dell’associazione. Nel nuovo Consiglio Direttivo è stata inoltre riconfermata Federica Colomo (Università Roma Tre), mentre fanno il loro ingresso Stefano Bellucci (Leiden University), Alessandro Gusman (Università di Torino) e Alessandra Brivio (Università degli Studi di Milano). Il nuovo assetto del Direttivo riflette la pluralità disciplinare e internazionale che caratterizza oggi ASAI e accompagnerà l’associazione nelle prossime sfide scientifiche e organizzative. Migliore tesi di dottorato in Africanistica Un altro momento significativo della Conferenza è stato l’assegnazione della Borsa di studio ASAI per la migliore tesi di dottorato in Africanistica, attribuita all’unanimità a Elvira Pietrobon per la tesi Sull’abitare contadino. Spazi in divenire nel Sud del Mali, discussa presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia. Il riconoscimento testimonia l’attenzione dell’associazione nei confronti delle nuove generazioni di ricercatrici e ricercatori e dell’innovazione scientifica negli studi africanistici. In un momento storico in cui il continente africano occupa una posizione sempre più centrale nei grandi temi del nostro tempo – dalle trasformazioni climatiche alle migrazioni, dalle disuguaglianze globali ai nuovi equilibri geopolitici – occasioni di confronto come la Conferenza ASAI assumono un valore che va oltre la comunità accademica. Promuovere una conoscenza rigorosa, plurale e interdisciplinare delle Afriche significa contribuire a superare stereotipi e narrazioni semplificate, offrendo strumenti indispensabili per comprendere un continente protagonista delle sfide del XXI secolo. In questa prospettiva, ASAI continua a rappresentare uno spazio privilegiato di dialogo scientifico, internazionale e intergenerazionale, capace di mettere in relazione ricerca, società e dibattito pubblico. La crescente partecipazione di studiose e studiosi provenienti da contesti diversi e il consolidamento della dimensione internazionale della Conferenza confermano la vitalità di un settore di studi sempre più capace di dialogare con le grandi questioni del presente, contribuendo alla costruzione di una conoscenza critica, aperta e condivisa delle Afriche contemporanee. Redazione Italia
July 6, 2026
Pressenza
“IL DDL ROMEO PER IL CONTRASTO ALL’ANTISEMITISMO E LE SUE CONSEGUENZE SULL’UNIVERSITA'”. SEMINARIO ONLINE MERCOLEDI 29 APRILE
Sesamo (Società per gli Studi sul Medio Oriente) e Asai (Associazione per gli studi africani in Italia) hanno organizzato mercoledi 29 aprile, online su zoom dalle 15 alle 17, il seminario “Il DDL Romeo per il contrasto all’antisemitismo e le sue conseguenze per l’Università”. L’incontro sarà dedicato a una riflessione sul decreto legge che recepisce la definizione IHRA di antisemitismo e sui possibili rischi per la libertà accademica. Sesamo e Asai in merito al disegno di legge, approvato lo scorso 4 marzo dal Senato, esprimono preoccupazione in ragione del rischio di attacchi alla libertà di espressione, di ricerca e insegnamento. In particolare, rilevano come siano preoccupanti i riferimenti alla Definizione operativa di antisemitismo promossa dall’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA). Come è noto, questa definizione è stata oggetto di ampie critiche a livello internazionale, anche da parte di numerosi/e studiosi/e, giuristi/e e intellettuali, tra cui esperte/i di origine ebraica, che hanno dimostrato come essa venga utilizzata per limitare la libertà di espressione, la ricerca accademica e la legittima critica politica, a causa dell’equivalenza tra antisemitismo (razzismo/discriminazione anti-ebraica), critica alle politiche dello stato di Israele, e antisionismo (dissenso verso un particolare progetto politico) che la Definizione delinea. Queste preoccupazioni non sono unicamente di carattere teorico-scientifico. Negli ultimi anni, diverse istituzioni accademiche, organizzazioni della società civile ed enti pubblici hanno analizzato l’effetto negativo che la definizione dell’IHRA ha sulla ricerca, l’insegnamento e il dibattito pubblico anche a fini repressivi. La Corte Internazionale di Giustizia sta esaminando la condotta di Israele per violazioni gravissime del diritto internazionale umanitario. In questo contesto, adottare una definizione che può qualificare come antisemita la denuncia di quei fatti significa non proteggere le persone ebree, ma criminalizzare chi si batte contro un genocidio e chi esprime solidarietà con il popolo palestinese. Link per partecipare: https://us02web.zoom.us/j/89100662037 La presentazione con Francesca Biancani dell’Universita’ di Bologna, una delle relatrici del seminario Ascolta o scarica     
April 28, 2026
Radio Onda d`Urto