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Ho visto “Naza”
Ho visto Naza e pensavo sarebbe stato come averlo già visto. Avevo infatti già letto e riletto tutti i rapporti di Breaking The Silence, l’associazione fondata da ex militari israeliani che raccoglie le confessioni dei soldati dell’Idf. Avevo letto le inchieste di +972 sui programmi di intelligenza artificiale utilizzati per […] L'articolo Ho visto “Naza” su Contropiano.
September 30, 2026
Contropiano
I ‘lager’ dei nazisti nei disegni in mostra a Casale Monferrato
DA DOMANI, VENERDÌ 25 SETTEMBRE, FINO ALL’11 OTTOBRE NEL CASTELLO DEL MONFERRATO È IN ESPOSIZIONE LA COLLEZIONE DI DISEGNI CHE ILLUSTRANO LA STORIA DEGLI IMI, ‘INTERNATI MILITARI ITALIANI’ NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO DALL’8 SETTEMBRE 1943 ALLA LIBERAZIONE NEL 1945. Il seguente venerdì, 2 ottobre, si terrà l’incontro in cui, con Gerardo Severino, verrà ricostruita la storia del soldato inglese Tom Harry Darbyshire che, unitosi alla resistenza italiana, il 14 gennaio 1945 venne fucilato a Casale Monferrato insieme ai 12 partigiani della Banda Tom. Intitolata I disegni raccontano i campi di prigionia, la mostra documentaria e storico-artistica è composta da due collezioni. Nella rassegna sono esposti 25 dei 34 disegni di Antonio Colaleo raccolti da Antonella Bartolo in Matite sbriciolate. I militari italiani nei lager nazisti: un testimone, un album, una storia comune e 11 pannelli infografici che spiegano la storia raffigurata nelle immagini e, come in Le matite sbriciolate di nonno Antonio, narrata anche con le illustrazioni di Sara Mancuso. Curatori dell’allestimento sono Antonella Bartolo e Andrea Desana, dirigente dell’ANRP e presidente dell’associazione Vi riporteremo a casa in Monferrato che, dopo aver svolto le ricerche ed espletate le pratiche per il rimpatrio delle salme, con la cerimonia celebrata il 22 novembre 2022, ha provveduto alla tumulazione nel famedio di Casale Monferrato e nel cimitero di San Salvatore Monferrato dei 7 monferrini fino ad allora sepolti nei cimiteri militari Amburgo e Francoforte. Un impegno a cui Andrea Desana si è dedicato con molte premure. Suo padre, Paolo Desana, senatore in carica dal 1958 al 1963, l’anno in cui venne approvata la Legge 930 sulla DOC, Denominazione di Origine Controllata dei vini italiani, da lui promossa, durante la seconda guerra mondiale era un tenente artiglieria e l’8 settembre 1943 venne arrestato in Francia, quindi deportato in un campo in Polonia e poi in altri lager nazisti in Germania, una dozzina. «Al ritorno pesava 43 chili, mentre il suo peso forma era di 90 – racconta Andrea Desana – Se nella primavera del 1945 al campo di Unterluss non fossero arrivati gli inglesi… io adesso non sarei a raccontare la storia di mio padre, e di tutti i 650 mila soldati italiani come lui e come Pinetto Giorcelli, un suo compagno di branda in vari campi che è scomparso l’anno scorso alla veneranda età di 105 anni». Le testimonianze dei reduci dai lager nazisti hanno contribuito a documentare l’olocausto. Ma non è solo per questo motivo che la storia degli imi, acronimo di ‘internati militari italiani’, per oltre 70 anni dimenticata, oggi è molto attuale perché in cui si inserisce la storia dei 150 mila soldati che dal ’43 al ’45 si rifiutarono di tornare in patria, allora divisa in due, quella settentrionale con la complicità dei fascisti occupata dai nazisti, dove sarebbero stati intruppati nelle milizie repubblichine alleate all’esercito hitleriano. «All’insegna del motto NO si dichiararono disertori e praticarono la resistenza senz’armi – spiega Andrea Desana – Erano per la maggior parte giovani e giovanissimi, le leve dei nati negli anni ’20, ragazzi che tra il 1943 e il 1945 avevano dai 18 ai 23 anni. Furono i “volontari del lager nazisti” che, con questa scelta durissima, che fecero consapevoli delle conseguenze, cioè il patire fame e sofferenze e, oltre che per denutrizione, sfiancamento e malattia, il rischio di venire uccisi per ritorsione, anziché combattere contro di loro affiancarono i partigiani nella lotta contro i regimi dittatoriali e genocidari». Raccontare la loro storia è un’impegno civile che coinvolge i contemporanei a recuperare documenti e materiali e, mediante l’elaborazione dei ricordi, costruire la post-memoria: «Non essendoci più i diretti protagonisti, delle loro esperienze e delle vicende storiche che loro hanno vissuto parliamo noi, i loro figli e nipoti, che per tramandarne la memoria alle generazioni future le narriamo, oltre che con le descrizioni storiografiche, anche con immagini eloquenti come i disegni in mostra in questi giorni a Casale Monferrato». Furono 650 mila i militari italiani che… Questa è la storia di uno di loro in cui si rispecchia la storia di tutti, il capitano Antonio Colaleo, che visse quei due anni negli stessi lager dello scrittore Giovanni Guareschi e dell’attore Gianrico Tedeschi e li documentò attraverso 34 disegni tratteggiati e colorati con le sue matite sbriciolate. Quei disegni erano il ricordo di cui più andava orgoglioso Nonno Antonio, come in famiglia tutti chiamavano il capitano Colaleo. Sua nuora, Antonella Bartolo, è partita proprio dai disegni per raccogliere altri ricordi di Nonno Antonio e ripercorrere il suo viaggio, ordinando con chiarezza e precisione le ricerche degli storici, incontrando gli ultimi testimoni, confrontando memorie scritte e fotografiche, visitando i luoghi della detenzione per verificare cosa resti di quella Storia. Così nel libro si intrecciano passato e presente e si sviluppa un racconto di grande umanità: oltre il documento, la presa diretta con la voce, gli occhi, il cuore di uomini che hanno lottato per coerenza con le proprie convinzioni, per garantire un domani di dignità e libertà a se stessi, ai propri cari, al Paese. Una lettura che fa buona Memoria – https://www.store.rubbettinoeditore.it/catalogo/matite-sbriciolate/ Il testo affronta un tema comune a nonni e bisnonni di tante famiglie italiane e mai affrontato nei libri scolastici: la deportazione militare italiana dopo l’8 settembre ’43. Attraverso la scoperta di alcuni disegni realizzati da nonno Antonio, prigioniero di guerra, due fratellini Agata e Nicola si raccontano la difficile condizione della detenzione dei soldati italiani nei lager nazisti. – https://www.voglinoeditrice.it/shop/le-matite-sbriciolate-di-nonno-antonio/   “Ricordare gli Internati Militari Italiani significa custodire una pagina fondamentale della nostra storia e trasmettere alle nuove generazioni il valore delle scelte compiute, anche nelle condizioni più drammatiche, in difesa della libertà e della dignità”, rammenta Giovanni Battista Filiberti, presidente del Comitato Unitario Antifascista e del Consiglio Comunale della Città di Casale Monferrato. INFORMAZIONI: https://comune.casale-monferrato.al.it/novita/celebrazioni-per-la-giornata-degli-internati-italiani-nei-campi-di-concentramento-tedeschi-durante-la-seconda-guerra-mondiale/   Redazione Piemonte Orientale
September 24, 2026
Pressenza
Spegniamo subito il rogo sionista dei libri!
Come scrittori, ricercatori storici, poeti, editori, lavoratori dell’editoria, docenti, lettori esprimiamo il nostro più acceso dissenso e la più forte opposizione possibile al Disegno di legge S. 1004, noto come DDL Romeo. Questo editto repressivo non è volto soltanto a tacitare ogni critica e mobilitazione dei movimenti sociali e politici […] L'articolo Spegniamo subito il rogo sionista dei libri! su Contropiano.
September 17, 2026
Contropiano
Nazional-sionismo pericolo per gli ebrei
-------------------------------------------------------------------------------- Image by David Peterson from Pixabay -------------------------------------------------------------------------------- In questi giorni nella commissione Affari costituzionali alla Camera, prende il via la discussione sul Decreto di legge Antisemitismo. Dal momento che la legge italiana vieta la propaganda razzista, è ovvio che vieta anche la propaganda antisemita. Dunque perché questo decreto? La decisione di perseguire specificamente l’antisemitismo – quando le autorità israeliane tacciano di antisemitismo persino l’ONU – non è rivolta a punire chi agisce contro gli ebrei in quanto ebrei, ma è rivolta a difendere uno stato genocida e perseguire chi lo denuncia. Il Decreto Legge si ispira alla definizione proposta dall’International Holocaust Remembrance Alliance secondo cui, tra l’altro, sarebbe antisemita fare paragoni tra la politica israeliana e quella dei nazisti. Purtroppo è impossibile comprendere la storia contemporanea se si ignora che l’occupazione, l’apartheid, la pulizia etnica, il genocidio, la tortura, e soprattutto la definizione di Israele come Stato degli ebrei sono manifestazioni di nazismo. Il Decreto Legge che si discute il 9 di settembre mi vieta di scrivere quello che ho scritto. Eppure lo penso. E lo pensano molti. Da quando Israele ha scatenato un genocidio contro la popolazione di Gaza, da quando i coloni israeliani hanno intensificato un’aggressione contro gli abitanti palestinesi della Cisgiordania, da quando cioè lo stato di Israele ha iniziato la pulizia etnica con l’intento di realizzare la soluzione finale della questione palestinese, in molti paesi occidentali si sono adottate misure di repressione contro chiunque esprima protesta e solidarietà con i palestinesi. Tra coloro che sono stati attaccati dalle autorità tedesche come antisemiti ci sono numerosi intellettuali ebrei. Lo stesso accade negli Stati Uniti, dove un governo dichiaratamente razzista perseguita chi protesta contro il genocidio. L’Europa, responsabile dello sterminio di oltre sei milioni di ebrei non ha pagato alcun prezzo per risarcirli, ma in compenso gli ha offerto la possibilità di occupare da padroni un territorio su cui gli inglesi esercitavano il loro dominio coloniale, e ha successivamente appoggiato l’aggressione contro i palestinesi che venivano cacciati dalle loro case per far posto alle vittime degli europei. Era del tutto prevedibile che questo avrebbe provocato una violenta risposta da parte dei palestinesi. Ma dopo decenni di false promesse sulla creazione di uno stato palestinese, dopo l’arrogante rifiuto da parte di Israele di una soluzione concordata di questo genere, dopo la detenzione di massa della popolazione palestinese in campi di concentramento, era prevedibile che la reazione prima o poi sarebbe stata violenta. Il 7 ottobre questa risposta è venuta. Quel che ne è seguito è il genocidio, già in atto in maniera strisciante da 75 anni. Non sappiamo in che misura Netanyahu sia stato al corrente di quel che Hamas stava preparando, e lo abbia lasciato accadere per scatenare poi quello che ha scatenato. Non lo sappiamo perché Netanyahu si è opposto a un’indagine sul suo operato. Finora. Oggi Haaretz ha pubblicato notizie che possono costringere Israele a fare i conti con la verità (Revealed: Netanyahu Received an Explicit Warning Days Before Oct. 7. He Didn’t Brief Israel’s Security Chiefs). Potremo continuare a dire la verità sul genocidio, se passa il Decreto legge in discussione? Razzismo divino Intanto, alle domande di un intervistatore della BBC, Yehuida Shimon, un avvocato israeliano che difende i coloni armati da Smotrich e Ben Gvir per aggredire gli abitanti palestinesi della Cisgiordania, ha risposto che i coloni israeliani hanno tutto il diritto di uccidere gli abitanti di un intero villaggio per rispondere all’uccisione di un colono da parte di palestinesi che si stavano difendendo contro un’aggressione. L’intervistatore gli ha fatto osservare che in questo modo per lui la vita di un israeliano vale quella di centinaia o anche migliaia di vite palestinesi. Il signor Yehuda ha risposto: “Una vita ebrea vale quella di dieci milioni di palestinesi”. Poiché il giornalista gli fa notare che la sua risposta ha qualcosa di razzista, l’avvocato non lo nega, ma conclude dicendo: “Sai, la verità è che Dio ha scelto noi, e per questo tutti voi siete invidiosi” ((Dal website della BBC del 3 Agosto 2026). Non credo né mai ho creduto nell’identità etnica o nazionale, nell’appartenenza e nel diritto di sangue. Per quanto mi riguarda sono solo sanguinose superstizioni. Non ho mai creduto che esista un’identità fondata sul sangue o sulla terra. Credo piuttosto che esistano processi di identificazione dinamica che si fondano sui libri che hai letto, sui musicisti che hai amato, sulle città in cui hai vissuto. Per quanto mi riguarda sono un po’ italiano ma certamente anche un po’ francese, sono molto russo e abbastanza anche spagnolo. Ma direi che più di tutto sono ebreo anche se mia madre non era ebrea. La parola ebreo ha avuto per me molti significati: mio padre, partigiano comunista, mi ha insegnato che gli ebrei erano le vittime del nazismo. Poi ho imparato che gli ebrei non sono stati solo vittime, ma sono anche stati i primi a concepire la politica e il diritto come sfere indipendenti dall’appartenenza nazionale. Proprio perché costretti alla condizione di esuli spesso perseguitati dalle maggioranze razziste, gli ebrei sono quelli che hanno più di tutti voluto e affermato l’indipendenza del diritto dall’appartenenza. E sono quelli più odiati dai razzisti che credono nell’identità, nel sangue e nella patria. Perciò la parola ebreo è diventata per me sinonimo di libertà del pensiero, e di emancipazione dall’ossessione dell’identità. Nel suo libro sull’antisemitismo Jean Paul Sartre scrive che “l’universale è ebraico, essendo oggetto d’intelligenza… per l’antisemita l’intelligenza è ebraica,… il vero francese, radicato nella sua provincia… non ha bisogno di intelligenza” (L’antisemitismo riflessioni sulla questione ebraica, SE, pag. 18). Inoltre Sartre scrive che “gli ebrei non hanno tra loro una comunità di interessi né di credenze. Non hanno patria, non hanno storia. L’unico legame che li unisce è il disprezzo ostile in cui li tengono le società che li attorniano” (63). Ma questa visione di Sartre, che ho sempre condiviso, è oggi smentita dalla realtà storica seguita alla nascita di Israele. Il sionismo è una smentita di quella declinazione della parola ebreo che Sartre ci proponeva nel 1954. Per ragioni storiche del tutto comprensibili una parte degli ebrei, i nazional-sionisti hanno pensato che l’unico modo per non essere schiacciati dai nazisti era diventare nazisti. Il nazional-sionismo ha cinicamente incarnato questa convinzione. Con l’aiuto dell’Occidente i nazional-sionisti hanno fondato uno stato che fin dal principio era destinato a perseguire il genocidio della popolazione che su quel territorio viveva da secoli. Gli israeliani disprezzano gli ebrei che non diventano israeliani. Come i nazisti considerano gli ebrei non israeliani un pericolo per l’identità del sangue e della terra. Per tutto questo la parola ebreo sta diventando di nuovo difficile da pronunciare senza provare un certo imbarazzo, soprattutto per chi (come me) sa di avere molto ebraismo nella sua formazione culturale, letteraria, filosofica, esistenziale. Per l’ebreo che è in me è diventato difficile non sentirmi minacciato dal nazional-sionismo. Ogni giorno di più mi rendo conto del fatto che la grande maggioranza della popolazione mondiale odia gli israeliani, la loro arroganza e la crudeltà che esercitano contro un popolo di persone indifese. Lo sanno gli israeliani che tutto il mondo li odia? Oppure pensano di essere protetti dal fatto che i poteri tedeschi, francesi, polacchi e italiani, responsabili di un genocidio che uccise sei milioni di ebrei, ora sono untuosamente proclivi a perseguitare chiunque dica la verità su Israele? È imprudente fidarsi degli europei, perché l’antisemitismo, quello vero, quello delle camicie brune, minaccia di riemergere insieme al nazionalismo bianco che è in ascesa non soltanto in Sassonia. Dal 7 ottobre 2023, l’esercito israeliano ha iniziato a perdere soldati anche così: non per un razzo, non per un’imboscata. Per mano propria. Il dato è tracciabile, e la sua traiettoria è verticale. Nel 2022 i suicidi tra i militari erano 14. Nel 2023 sono saliti a 28, sette dei quali tra ottobre e dicembre. Nel 2024, 21. Nel 2025, 22 , il numero più alto degli ultimi quindici anni. Nei primi sei mesi del 2026, almeno 16. A luglio, due soldatesse si sono tolte la vita a meno di 48 ore l’una dall’altra. Il dato pre-guerra, nella decade precedente, oscillava intorno a 12 all’anno. Ma questa è solo la superficie. Un rapporto della Knesset parla di 279 tentativi di suicidio tra gennaio 2024 e luglio 2025. Un rapporto di sette a uno tra tentativi e suicidi portati a termine. Il 78% dei suicidi nel 2024 riguardava soldati di combattimento. Prima della guerra la percentuale era tra il 42 e il 45%. Solo il 17% di chi si è ucciso aveva parlato con uno psicologo militare nei due mesi precedenti. Il Ministero della Difesa ha ammesso di aver trattato 20.000 soldati feriti in due anni. Il 56% presentava disturbi psichiatrici. Magen David Adom ha registrato un aumento del 45% nelle chiamate di emergenza legate alla salute mentale. Le diagnosi di PTSD tra i militari sono cresciute del 40% dal settembre 2023, e le proiezioni parlano di un aumento del 180% entro il 2028. Oltre 1.100 soldati sono stati congedati per disturbo post-traumatico dalla guerra di Gaza. Israele sta giocando col fuoco I segni si moltiplicano: nel medio oriente è finita l’epoca in cui gli Arabi accettavano la tracotanza di Israele in cambio di sicurezza e di soldi statunitensi. La guerra all’Iran ha messo in moto un processo di disintegrazione dell’egemonia Usa sull’area. Si può essere indifferenti all’odio che cresce contro Israele? L’odio non è un buon sentimento, né un buon consigliere. Ma non c’è modo di sottrarsi all’odio quando tutti sono costretti ad assistere all’esecuzione di un genocidio, alla tortura prolungata di una intera popolazione indifesa e stremata. Se l’odio non è un buon sentimento, l’odio per un popolo intero è foriero di orrori futuri, ma come evitare che l’odio dilaghi, se un popolo di assassini semina terrore contro una popolazione indifesa? L’odio per Israele e per gli israeliani dilaga, questo è risaputo. Dopo avere letto la notizia del suicidio di tre soldati israeliani (due dei quali donne) negli ultimi giorni, sono andato in Instagram a vedere le reazioni. I commenti a questa notizia sono interessanti (e agghiaccianti). Prima c’è la notizia ufficiale: Two female soldiers in the ‘Israeli’ military took their own lives over the past two days, according to a report by Haaretz. Military police have opened investigations into both cases. The report says 16 active-duty ‘Israeli’ soldiers have taken their own lives since the start of 2026. It also states that at least nine regular and reserve soldiers who participated in the Gaza war died after taking their own lives following the completion of their active service. The cases come amid growing concerns over the mental health of military personnel since the start of the war in Gaza. Poi ci sono i commenti: Good news. I want more! Une vie consacrée à assassiner des enfants et à coloniser la Terre des pauvres palestiniens. Quel gâchi pour tout le monde ! Le colonialisme est un cancer. We want more, we want more! Un torturador no se redime suicidándose, pero algo es algo Excited to hear more! -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Nazional-sionismo pericolo per gli ebrei proviene da Comune-info.
September 8, 2026
Comune-info
“NESSUNO SPAZIO AL FASCISMO”: CA’ DI DAVID (VR) E TERMENO (BZ) SI MOBILITANO CONTRO LA CALATA NERA
Dopo il ritrovo del Veneto Fronte Skinheads a Pietramurata, l’estrema destra rispunta a Ca’ di David e a Termeno. Pronta la risposta antifascista che ha organizzato due presidi per chiedere di ritirare gli spazi, anche privati, concessi a gruppi reazionari e violenti. Il più partecipato dei due appuntamenti si terrà da giovedì 10 settembre fino a domenica 13 nella frazione veronese di Ca’ di David, dove è previsto il raduno nazionale di CasaPound con ospiti inquietanti con precedenti anche penali, case editrici cosiddette non conformi e gruppi musicali “rock contro il comunismo”. Tra gli ospiti più noti Gianluca Iannone, fondatore e presidente di CasaPound e frontman del gruppo nazirock Zetazeroalfa, Franco Nerozzi, “vecchia conoscenza delle Procure per ambigue attività solidali, incluso un tentato colpo di Stato alle isole Comore”, Jacopo Massetti di Brescia ai Bresciani, Salvatore Ferrara della Rete dei patrioti, Ivan Sogari del Veneto Fronte Skinheads. Al raduno dei camerati da salotto non potevano mancare le sedicenti case editrici legate all’estrema destra, quali Altaforte edizioni, Passaggio al Bosco, Inquadrature perfette, Cinabro edizioni. Tra i temi collanti quello della remigrazione “genialata di cui i volpini del terzo millennio si sono fatti strappare il copyright da Vannacci” e alla quale sarà dedicata la giornata di sabato. “Una rete pericolosa” quella che si ritroverà alla quattro giorni di CasaPound, come ha detto ai nostri microfoni la giornalista e militante del Circolo Pink Paola Bonatelli, contro la quale è stato organizzato un presidio antifascista questo giovedì 10 settembre. Appuntamento alle ore 18.30 in piazza della Chiesa – piazza Roma, Ca’ di David, Verona. Abbiamo analizzato il profilo dei personaggi e degli organizzatori che si ritroveranno al raduno nazionale di CasaPound con la giornalista e militante del Circolo Pink Paola Bonatelli. Dopo di lei Giovanna, cittadina antifascista di Ca’ di David, ci racconta le ragioni della protesta. Ascolta o scarica L’estrema destra si organizza anche a Termeno, in provincia di Bolzano, dove questo sabato 12 settembre, si terrà un incontro provinciale dei giovani del partito “Süd-Tiroler Freiheit”. Ospite “d’onore” sarà Jean-Pascal Hohm, presidente dell’organizzazione giovanile dell’AfD “Generation Deutschland”. Jean-Pascal Hohm propaga la remigrazione, la sostituzione etnica e “faceva anche parte di un gruppo di hooligan dell’Energie Cottbus, di estrema destra e inclini alla violenza, che all’epoca si era fatto notare allo stadio per gli slogan antisemiti di stampo neonazista, i saluti nazisti e le aggressioni ai poliziotti”. Contro il “palcoscenico per chi disprezza la democrazia, tollera l’antisemitismo e stringe alleanze con i neofascisti” il collettivo “Hohm go home” ha organizzato un presidio che si terrà a Termeno sabato 12 settembre alle ore 16 in luogo in via di definizione. Per tutti gli aggiornamenti sul luogo esatto, si consiglia di seguire le pagine social di Bozen Solidale. Abbiamo fatto il punto con Matteo di Bozen Solidale – Spazio 77, tra le realtà promotrici del presidio. Ascolta o scarica
September 8, 2026
Radio Onda d`Urto
Elezioni in Sassonia: grazie Mr. Draghi, grazie Mrs. Von der Leyen!
di Marco Bersani Le recenti elezioni in Sassonia-Hanhalt, regione tedesca dell’ex-Germania est, hanno visto lo schiacciante successo di Alternative fur Deutschland (Afd), formazione di estrema destra che si ispira direttamente al nazismo, che ha raccolto il 44% dei voti Continua a leggere L'articolo Elezioni in Sassonia: grazie Mr. Draghi, grazie Mrs. Von der Leyen! proviene da ATTAC Italia.
September 8, 2026
ATTAC Italia
I nuovi nazisti
-------------------------------------------------------------------------------- Il toro di Wall street. Foto di Daniel Lloyd Blunk-Fernández su Unsplash -------------------------------------------------------------------------------- Carl Amery, filosofo ecologista tedesco, scriveva, nell’affaccio al nuovo secolo in Hitler precursore. Il XXI secolo inizia con Aushwitz? (Libreria Editrice Fiorentina, 2011 [1998]), che la base del nuovo nazismo non sono quelli con la testa rasata e gli scarponi borchiati, ma il popolo comune convertito allo “spirito del tempo” del “credo neocannibalistico” della lotta darwiniana per la selezione di individui e nazioni nel contesto delle leggi del mercato nell’unico grande capitalismo globale. E ci risiamo: quel grembo è ancora fecondo (Bertldt Brecht). I principi della regolazione sociale sono tornati a essere quelli della “formula hitleriana”: la natura è “crudele regina”, le sue risorse non bastano al benessere di tutti. Sono “scarse” e bisogna conquistarle e massimizzarne l’utile. L’uguaglianza, il pacifismo, le libertà individuali sono bacilli lassisti che infettano la forza dello stato. A qualcuno viene in mente qualche riferimento precursore alla lotta delle destre contro “ideologia walk? La supremazia spetta ai più forti e si realizza con l’esercizio costante della forza: tecnologica, economica e militare. La guerra è quindi necessaria per stabilire le gerarchie di potere tra i popoli. Così nasce la la guerra mondale. Leggete ora il “Manifesto di Plantier”, titano della sorveglianza di massa e della guerra digitale, i sermoni teocratici del suo fondatore Peter Thiel, i programmi all’ordine del giorno di Dialog, la rete di 222 miliardari della Silicon Valley, militari Nato, politici euroatlantici e comunicatori fondata dieci anni fa dallo stesso Thiel insieme all’investitore Auren Hoffman. Uno. “Orientarsi in una Terza guerra mondiale”, ovvero come gestire i mercati e le infrastrutture in mezzo a una catastrofe umanitaria, ecologica, bellica senza precedenti. Due. “Battlefield Technologies”, ovvero quali sono le migliori tecnologie integrate da usare nel campo di battaglia: Intelligenza Artificiale, droni autonomi e potenza di calcolo nei sistemi d’arma, intelligence. Tre. “Bring Back Nuclear”, ovvero rilanciare il nucleare come l’unica fonte energetica capace di soddisfare i mostruosi consumi di elettricità delle nuove tecnologie informatiche (data center, motori elettrici, ecc.). Quattro. “It’s Fun to Be in Charge”, letteralmente: “È divertente stare al comando”, ovvero: come transitare tutto il potere ai vertici delle imprese tecnologiche. Il loro modello di stato sono le tecnoautarchie di Singapore o Dubai. Cinque. “Build-a-Cult”, ovvero fondare sette religiose apocalittiche con culti capaci di introiettare nelle popolazioni la fine del mondo, ma non quella della fine del capitalismo (come disse il filosofo Fredric Jameson). Sembra che nell’ultimo Forum di Dialog che avrebbe dovuto svolgersi questo agosto vicino a Dublino – rovinato dall’hacktivista svizzera Maia Arson Crime, che ha violato la segretezza dell’evento – fosse prevista anche una sessione dedicata all’”amore”. Per un momento avevamo sperato nell’emergere di qualche sentimento umano tra i padroni del mondo, ma non si tratterebbe di niente di diverso di un sito di incontri sentimentali esclusivo per miliardari single. Questi signori dispongono di risorse finanziarie, apparati di comunicazione e di sorveglianza di massa, relazioni personali con le élite politiche tali da rendere quanto mai “realistiche” le distopie immaginate da Aldous Huxley e George Orwell. -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo I nuovi nazisti proviene da Comune-info.
August 30, 2026
Comune-info
Decreto anti-maranza”: un testo culturale “oltre il moderno” – di Pietro Saitta
Probabilmente non vi è alcuna ragione per scrivere l’ennesimo articolo scandalizzato e critico sull’atrocità del decreto “anti-maranza”. Farlo sembrerebbe postulare l’esistenza di interlocutori e di razionalità classiche. Implicherebbe, cioè, l’illusione di muoversi entro spazi sociali in cui a contare sono la capacità di pressione dell’opinione pubblica, l’interesse per le argomentazioni razionali sui temi della [...]
August 1, 2026
Effimera
Crisi tra Kiev e Varsavia. Il nodo è la memoria nazista e banderista dell’Ucraina
Nel silenzio quasi totale dei media italiani, si sta consumando una significativa crisi diplomatica tra Polonia e Ucraina. Un silenzio di cui è facile capire i motivi: non solo sarebbe poco furbo, in questo momento in cui bisogna propagandare l’unità dell’Europa al fianco dell’Ucraina, ma anche e soprattutto perché il […] L'articolo Crisi tra Kiev e Varsavia. Il nodo è la memoria nazista e banderista dell’Ucraina su Contropiano.
June 27, 2026
Contropiano