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Il pestaggio più grave mai documentato nella storia in carcere
“Quando vedemmo i video delle violenze restammo sconvolti: non ci saremmo mai aspettati una cosa del genere da parte di servitori dello Stato”. Lo ha detto il pubblico ministero, aprendo la requisitoria nell’aula bunker di Caserta. E quando un magistrato che di mestiere vede omicidi e pestaggi tutti i giorni dice di non essersi mai aspettato una cosa simile dallo Stato, vuol dire che siamo davanti a qualcosa di davvero osceno. Il 6 aprile 2020, all’alba della pandemia, nel carcere di Santa Maria Capua Vetere i detenuti del reparto Nilo vennero massacrati per più di quattro ore. La colpa quella di aver chiesto delle mascherine, il giorno prima, dopo il primo caso di Covid in un reparto vicino. Ci sono 103 persone imputate: agenti penitenziari, medici dell’Asl, vertici del Dap (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria). Dopo le botte, naturalmente, il depistaggio. Perché non basta spaccare le ossa a un uomo indifeso, bisogna anche riscrivere la realtà per farlo sembrare colpevole. Referti medici falsificati per nascondere le lesioni, una rivolta inventata di sana pianta per coprire quella che fu una spedizione punitiva organizzata. Nelle carte del processo si legge, testualmente, “un falso galattico”. Io questo schema lo conosco a memoria, e ogni volta lo rivedo identico, fotocopiato. L’ho vissuto sulla mia pelle per sedici anni, e ancora oggi mi chiedo come sia possibile continuare ad agire sempre allo stesso modo, con la sicurezza di chi ha coperture ben precise dall’alto. E infatti c’è un dettaglio di questa vicenda che non sfugge a chi vuole vedere. Antonio Fullone, all’epoca provveditore regionale del Dap in Campania, è per l’accusa l’uomo che organizzò quella perquisizione diventata massacro. È innocente fino a condanna definitiva, deve essere chiaro, perché le garanzie valgono per tutti. Ma nell’agosto del 2025, mentre il processo è ancora in corso, Fullone è stato nominato dirigente generale della Direzione Generale della Formazione del Dap, il vertice della formazione di tutto il personale penitenziario italiano. Una nomina firmata sotto il governo di cui fa parte Andrea Delmastro Delle Vedove, sottosegretario alla Giustizia con delega all’amministrazione penitenziaria, lo stesso che nel giugno 2020 si era precipitato davanti a quel carcere per applaudire pubblicamente agenti già indagati per tortura. Non serve aspettare una sentenza per leggere il segnale politico di una promozione del genere. Il messaggio è arrivato, forte e chiaro, a tutto l’apparato dello Stato: chi protegge il corpo fa carriera, chi parla resta solo a pagarne il prezzo. È lo stesso identico messaggio che ho visto recapitare agli uomini coinvolti nella morte di mio fratello e nei successivi falsi e depistaggi, anno dopo anno, processo dopo processo. Ed è lo stesso messaggio che oggi, in questo governo, continua a essere recapitato a chi indossa una divisa: copri e farai carriera.
June 30, 2026
Comune-info
NAPOLI: OLTRE 10MILA PERSONE PER DIRE “NO AI CPR, NE’ A CASTEL VOLTURNO NE’ ALTROVE”.
Oltre 10mila persone in piazza a Napoli nella mattinata di sabato 20 giugno per il corteo regionale contro l’ipotesi di una lager per migranti (Cpr) a Castel Volturno. La manifestazione, partita da piazza Garibaldi e terminata in zona Prefettura, ha ribadito invece a gran voce le richieste di lavoratori, studenti, associazioni e classi popolari: politiche fondate su diritti, lavoro e inclusione, in materia soprattutto di permessi di soggiorno, case e redditi degni. Il corteo, che ha scelto come parole d’ordine “Inventare l’avvenire. No Cpr, No War, No Racism”, è stato lanciato dal Movimento Migranti e Rifugiati di Napoli, con il sostegno di decine di realtà del territorio partenopeo e di altre province campane. Tra le realtà presenti l’ex Opg Je So Pazzo, che in una nota post corteo parla della necessità di “dire che nessuna persona è illegale e che non accetteremo di vivere in una società costruita sulla paura, sulla segregazione e sulla guerra tra poveri. Mentre il governo Meloni investe in deportazioni, detenzione amministrativa e nuovi Cpr, noi continuiamo a stare dalla parte di chi lotta per diritti, dignità e libertà. A Castel Volturno come ovunque, i Cpr vanno chiusi. Da Napoli è arrivato un messaggio chiaro: non ci faremo dividere, non ci faremo silenziare”. Su Radio Onda d’Urto Moussa Diakitè, portavoce del Movimento Migranti e Rifugiati di Napoli e Mimma D’Amico, compagna del centro sociale Ex Canapificio di Caserta. Ascolta o scarica
June 20, 2026
Radio Onda d`Urto
Cittadinanza in uniforme: all’IIS Volta di Aversa (CE) l’Aeronautica è solo la punta dell’ice-berg
Dal 20 al 24 aprile e dal 4 al 8 maggio 2026 tre classi quinte dell’Istituto di Istruzione Superiore “A. Volta” di Aversa (CE) hanno partecipato ad un percorso di Formazione Scuola Lavoro/Orientamento in collaborazione con il 9° Stormo F. Baracca dell’Aeronautica Militare Italiana, inquadrato dal 2006 nella 1° Brigata aerea “operazioni speciali”, di stanza presso l’aeroporto Caserta-Grazzanise. Fonte: wikipedia La prima parte del percorso (aprile) è stata di tipo teorico e si è svolta all’interno della scuola condotta dal personale militare. Gli argomenti sono esplicitati nell’allegato A alla circolare del Dirigente scolastico e comprendono «manutenzione aeronautica, aerotecnica, avionica, propulsione, meteorologia aeronautica, sicurezza del volo e dei luoghi di lavoro.» Il percorso del mese di maggio si è invece tenuto presso la sede del 9° Stormo, ma i contenuti non sono esplicitati nella relativa circolare. L’assenza non è un dettaglio tecnico. In un’alternanza scuola-lavoro, la parte pratica è il cuore dell’esperienza formativa. Sapere cosa fanno concretamente gli studenti dentro una base militare per 5 giorni è una questione di trasparenza educativa elementare. Per quanto riguarda gli obiettivi pedagogici l’accordo di rete cita lo sviluppo di competenze tecnico-professionali, orientative e trasversali. Quali competenze trasversali (le così dette soft skills) non è dato sapere. Ma quanto sono presenti i militari in questo istituto? Dando un’occhiata agli altri accordi di rete della scuola troviamo i «Percorsi di legalità » descritti così nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) 2025-2028 – il documento programmatico che definisce l’identità formativa della scuola: > «La scuola in rete con l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, la > Polizia di Stato, la polizia municipale, vigili del fuoco, ha programmato una > nutrita serie di eventi culturali, manifestazioni, nonché concerti, allo scopo > della conoscenza, della presa di coscienza e/o rafforzamento degli obiettivi > di cittadinanza attiva e di convivenza democratica. Gli alunni e le alunne > avranno modo di comprendere e fare propri i principi fondanti del rispetto del > sé, dell’altro e delle regole.» Il quadro si fa più chiaro: la presenza militare non si limita all’orientamento professionale, ma entra nel cuore della formazione civica. Vale la pena fermarsi sull’ultima parola: regole. Non si citano i diritti, la partecipazione, il dissenso, il pensiero critico. La parola regole non è casuale, ma rivela l’impostazione pedagogica sottostante: la cittadinanza come conformità all’ordine esistente e non come capacità di interrogarlo, modificarlo, contestarlo quando necessario. Cosa significa davvero cittadinanza attiva? > La cittadinanza attiva — nelle sue formulazioni teoriche più solide, da Dewey > a Freire, da Nussbaum a Bourdieu — non è la conoscenza delle istituzioni né il > rispetto delle norme. È la capacità di agire come soggetto politico: > partecipare, deliberare, dissentire, costruire dal basso spazi di vita comune. Include, necessariamente, la possibilità di contestare le istituzioni quando queste si rivelano ingiuste o inadeguate. Include il conflitto come risorsa democratica, non come patologia sociale da reprimere. Include la disobbedienza civile, che ha una storia teorica e pratica riconosciuta in ogni democrazia matura. La convivenza democratica, analogamente, non è la coesistenza pacifica sotto la tutela dell’autorità. È la capacità di gestire il pluralismo, il disaccordo, la differenza — senza affidarsi al monopolio della forza per tenerli sotto controllo. Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza non sono soggetti democratici nel loro funzionamento interno, ma sono organizzazioni gerarchiche, basate sull’obbedienza verticale, sulla disciplina, sull’esecuzione degli ordini. Svolgono funzioni legittime e necessarie in uno Stato di diritto, tuttavia il modello di convivenza che incarnano strutturalmente è quello dell’ordine garantito dall’autorità, non della partecipazione costruita dal basso. Quando sono loro a spiegare “come si vive insieme”, il messaggio implicito — indipendentemente dalla buona fede dei singoli operatori — è preciso: la convivenza è una questione di rispetto delle regole; lo Stato si presenta con la divisa; il cittadino è un soggetto da educare alla compliance. È l’opposto di ciò che la pedagogia critica ha elaborato in decenni di riflessione. È, per usare la categoria di Paulo Freire, un’educazione “bancaria” applicata alla democrazia: si depositano nei ragazzi i valori dell’ordine, senza mai attivare la loro capacità di pensiero autonomo e azione collettiva. Il caso del Volta di Aversa non è isolato. Rientra infatti in una tendenza documentabile a livello nazionale che come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università portiamo alla conoscenza di tutti: la progressiva occupazione degli spazi formativi da parte di soggetti militari e paramilitari, che si propongono come agenti educativi su temi — legalità, cittadinanza, convivenza, orientamento professionale — che richiederebbero invece competenze pedagogiche, autonomia critica, pluralismo di voci. Questa tendenza non passa da imposizioni esplicite. Passa da convenzioni, reti, PCTO, protocolli d’intesa, passa dal linguaggio rassicurante della legalità e dei valori condivisi. Passa, come in questo caso, dalla sostituzione silenziosa di una parola con un’altra: diritti con regole. È quella sostituzione che vale la pena insegnare ai ragazzi a riconoscere. Ma non sarà un carabiniere a fargliela notare. Purtroppo nel PTOF dell’Istituto Volta l’educazione alla cittadinanza attiva e alla convivenza democratica appare affidato solo alle divise. Silvia Delitala, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! 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Caserta. “Si scrive CPR, si legge lager”. Il no di Potere al Popolo al nuovo CPR
Il Governo Meloni vuole costruire un lager in ogni Regione. La guerra contro i migranti serve a questo esecutivo – ma anche ai precedenti – per costruire consenso, per distrarre dai veri nemici e, perché no, per far fare un po’ di soldini facili a pezzi di imprenditoria nostrana. Sulla […] L'articolo Caserta. “Si scrive CPR, si legge lager”. Il no di Potere al Popolo al nuovo CPR su Contropiano.
May 6, 2026
Contropiano
Caserta. Solidarietà ai lavoratori licenziati dalla TMA-Jabil
Il nome TMA dirà forse poco a tanti. È il nome della nuova azienda venuta fuori dalla cessione della Jabil, multinazionale statunitense dell’elettronica, a un imprenditore locale. Chi si è accorto del cambio di proprietà sono sicuramente i suoi dipendenti. Da quando è arrivata TMA (agosto 2025) sono già quattro […] L'articolo Caserta. Solidarietà ai lavoratori licenziati dalla TMA-Jabil su Contropiano.
April 28, 2026
Contropiano
Caserta. Le Donne contro guerra e genocidio lottano contro politiche imperialiste e di pinkwashing
L’incontro di ieri organizzato da Donne contro guerra e genocidio in collaborazione con l’assemblea di Potere al Popolo Caserta è stato a mio avviso un utile momento di riflessione su come oggi ripensare un movimento con protagoniste donne e altre soggettività oggetto di discriminazione di genere che non si faccia […] L'articolo Caserta. Le Donne contro guerra e genocidio lottano contro politiche imperialiste e di pinkwashing su Contropiano.
April 18, 2026
Contropiano