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Lorena Fornasir: c’è una politica ottusa accanto alle vite infrante dei profughi
Abbiamo intervistato Lorena Fornasir, dopo che la Questura ha disposto che i volontari potevano assistere in Piazza Libertà (o Piazza del Mondo) a Trieste i migranti solo dalle 18 alle 20 e solo dal lunedì al venerdì (weekend quindi escluso, “per consentire il libero svago” di chi frequenta il centro di Trieste). Lorena, cosa pensi di queste ultime limitazioni della Questura, ci vedi qualcosa dietro? Dietro questa caparbietà nella restrizione oraria, ci vedo solo una politica ottusa, legata ad un pensiero schiacciato sulla politica secutitaria incapace di rispondere ai bisogni profondi cura che ha la stessa società. L’ordine e il decoro invocati possono diventare qualsiasi cosa, qualsiasi abuso di potere, specie se associato alla parola: “sicurezza”. Ed é ciò che avviene von lo sfratto della solidarietà dopo le otto di sera e prima delle sei. Cosa pensate di fare in reazione a questi ultimi provvedimenti? Cosa pensiamo di fare? Noi non siamo tutti. Noi del gruppo Cura riteniamo politico, etico, fondamentale il fatto di continuare a portare i nostri corpi nel luogo da cui siamo sotto sequestro per due ore al giorno e poi sfrattati. Vogliamo sovvertire l’ordine mortifero di una politica ottusa con la resistenza accanto alle vite infrante dei profughi. Il carrettino verde della Cura é il nostro testimone. Non abbandoniamo nessuno. Semplicemente ci siamo. Non siamo in piazza dopo le otto di sera! Siamo nel marciapiede di fronte. Non é una risposta lungimirante. É la pratica della strada. Redazione Friuli Venezia Giulia
October 29, 2026
Pressenza
ROTTA BALCANICA: IN AUMENTO LE PERSONE IN FUGA DA GUERRE, FAME E CARESTIE. VOLONTARI BRESCIANI A TRIESTE A SUPPORTO DELLA RETE LOCALE DI ACCOGLIENZA
Lungo la “rotta balcanica” arriva in Italia e in Europa una parte rilevante dei rifugiati del nostro continente. Sono principalmente siriani, afghani, iracheni, iraniani, pakistani che fuggono da guerre, fame, persecuzioni politiche ed eventi climatici estremi. Lungo tutta la rotta a livello delle frontiere ( Turchia, Grecia, Bulgaria, Albania, Macedonia, Bosnia, Serbia, Croazia, Ungheria, Austria) continuano a verificarsi misure che mettono a rischio le persone migranti come violenze, torture, respingimenti e restrizioni arbitrarie. Trieste rappresenta la porta di ingresso per tutti quei migranti che vogliono raggiungere i paesi dell’Europa Occidentale. Da tempo a Trieste opera la Diaconia Valdese nel supporto ai migranti. In collaborazione con International Rescue Committee (IRC) Italia, la Diaconia monitora il flusso di migranti alla stazione centrale, offrendo assistenza legale e supporto informativo. Il monitoraggio del primo trimestre del 2026 certifica un leggero aumento rispetto allo stesso periodo del 2025. In totale sono state monitorate 2180 persone. Da segnalare un deciso aumento di persone in arrivo dal Nepal, 400 quelle certificate di cui almeno 100 donne. Tanti sono giovani uomini ma anche minori non accompagnati e piccoli nuclei famigliari con bambini piccoli. Afghanistan, Pakistan, Turchia, Nepal e Bangladesh i principali paesi di provenienza. Il punto sulla Rotta Balcanica con Marta Pacor, operatrice socio-legale di Diaconia Valdese a Trieste Ascolta o scarica  L’incontro con i migranti avviene nella piazza di fronte alla stazione centrale. Attorno alla piazza, gravitano in maniera stabile diverse realtà, che nel bene e nel male si danno da fare per supportare le persone in movimento. Una di queste è “Linea d’Ombra” che offre ai migranti cure mediche, indumenti puliti, cibo e socialità a chi passa in transito per la città di Trieste. Da diverso tempo compare in piazza anche una piccola parte di cittadini di Trieste in supporto alla rete dei Fornelli resistenti. I Fornelli resistenti sono l’esempio più interessante di quello che la “piazza del Mondo” vorrebbe fare ed essere: un centro di resistenza e di azione etico-politica volta a creare una comunità sociale e politica “messaggere di un futuro con cui dovremo fare i conti”. Nel corso del 2025 sono state accolte oltre “15.000 vite migranti, assistendole con cure sanitarie, scarpe, abbigliamento, giacche, zaini, coperte, sacchi a pelo”. In questi giorni a Trieste si trova la Rete Fornelli Resistenti di Brescia e Franciacorta insieme a una delegazione di Ape Brescia. Abbiamo raggiunto in piazza , durante la distribuzione del cibo, Siria e Stefano Ascolta o scarica 
April 17, 2026
Radio Onda d`Urto