Lorena Fornasir: c’è una politica ottusa accanto alle vite infrante dei profughi
Abbiamo intervistato Lorena Fornasir, dopo che la Questura ha disposto che i
volontari potevano assistere in Piazza Libertà (o Piazza del Mondo) a Trieste i
migranti solo dalle 18 alle 20 e solo dal lunedì al venerdì (weekend quindi
escluso, “per consentire il libero svago” di chi frequenta il centro di
Trieste).
Lorena, cosa pensi di queste ultime limitazioni della Questura, ci vedi qualcosa
dietro?
Dietro questa caparbietà nella restrizione oraria, ci vedo solo una politica
ottusa, legata ad un pensiero schiacciato sulla politica secutitaria incapace di
rispondere ai bisogni profondi cura che ha la stessa società.
L’ordine e il decoro invocati possono diventare qualsiasi cosa, qualsiasi abuso
di potere, specie se associato alla parola: “sicurezza”. Ed é ciò che avviene
von lo sfratto della solidarietà dopo le otto di sera e prima delle sei.
Cosa pensate di fare in reazione a questi ultimi provvedimenti?
Cosa pensiamo di fare?
Noi non siamo tutti.
Noi del gruppo Cura riteniamo politico, etico, fondamentale il fatto di
continuare a portare i nostri corpi nel luogo da cui siamo sotto sequestro per
due ore al giorno e poi sfrattati.
Vogliamo sovvertire l’ordine mortifero di una politica ottusa con la resistenza
accanto alle vite infrante dei profughi. Il carrettino verde della Cura é il
nostro testimone. Non abbandoniamo nessuno. Semplicemente ci siamo. Non siamo in
piazza dopo le otto di sera! Siamo nel marciapiede di fronte.
Non é una risposta lungimirante. É la pratica della strada.
Redazione Friuli Venezia Giulia