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Fine vita, un anno fa moriva Martina Oppelli
Il suo ultimo videomessaggio alla politica: “Fate una legge che abbia un senso, una legge che tenga conto di ogni dolore possibile” Associazione Luca Coscioni: “Il Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia, smentito dalla Consulta sull’incostituzionalità della legge regionale ‘Liberi Subito’ proposta da oltre 8.000 cittadini, ne riprenda subito la discussione. A livello nazionale, si approvi la legge “Eutanasia legale” A un anno dalla morte di Martina Oppelli, 50enne triestina affetta da sclerosi multipla, avvenuta il 31 luglio 2025, l’Associazione rilancia il suo ultimo videomessaggio, registrato poco prima della sua morte tramite “suicidio assistito” in Svizzera, dove era stata accompagnata dai disobbedienti civili Claudio Stellari e Matteo D’Angelo. Entrambi, insieme a Marco Cappato che è il responsabile civile di Soccorso Civile, e Felicetta Maltese, che ha fornito supporto logistico ed economico per il viaggio, si sono poi autodenunciati. Nel suo ultimo video messaggio, riportando la sua esperienza personale, segnata dai tre dinieghi ricevuti dalla sanità regionale e da oltre trent’anni di battaglia contro la malattia, Martina Oppelli rivolgeva un appello al Parlamento, chiedendo l’approvazione urgente di una legge “sensata” sul fine vita che garantisca a chiunque una fine dignitosa senza costringere le persone malate a estenuanti calvari burocratici o a dolorosi e costosi viaggi all’estero. “Martina Oppelli ha chiesto per mesi che venissero verificate le sue condizioni secondo quanto previsto dalla Corte costituzionale. Di fronte a dinieghi e ritardi, è stata costretta ad andare in Svizzera. Questa attesa e questa incertezza non possono diventare la normalità per altre persone”, hanno dichiarato Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente Segretaria nazionale o Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni. “A distanza di un anno, il confronto in Parlamento sul fine vita resta aperto. La politica nazionale deve approvare la legge di iniziativa popolare “Eutanasia legale”, che parte dal giudicato costituzionale, e che è capace di tutelare realmente le persone che vivono condizioni di sofferenza intollerabile, senza cancellare o comprimere diritti già esistenti. Nel frattempo, le Regioni hanno il dovere di organizzare procedure capaci di rendere concretamente esercitabili i diritti già riconosciuti. Il Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia, smentito dalla Consulta sull’incostituzionalità della legge regionale ‘Liberi Subito’ proposta da oltre 8.000 cittadini, ne riprenda subito la discussione”. Sul piano regionale, in Friuli-Venezia Giulia manca ancora una legge che disciplini le procedure per la verifica delle condizioni di accesso all’aiuto medico alla morte volontaria e i tempi, nel rispetto delle sentenze della Corte costituzionale. Ad agosto 2023, con oltre 8.200 firme raccolte a fronte delle 5.000 richieste, in Regione è stata presentata la proposta di legge regionale di iniziativa popolare “Liberi Subito”, per definire tempi senza ingiustificati ritardi e procedure chiare e certe per l’accesso all’aiuto medico alla morte volontaria. Il percorso legislativo, però, è stato bloccato: il 10 aprile 2024 la terza commissione regionale ha respinto il testo e il 20 giugno il Consiglio regionale ne ha impedito la discussione attraverso una votazione pregiudiziale. Alla luce anche della sentenza 204/2025 della Corte costituzionale, che ha chiarito la possibilità per le Regioni di intervenire sull’organizzazione del Servizio sanitario per rendere effettivi i diritti già riconosciuti dalla Consulta, l’Associazione Luca Coscioni ha chiesto al Consiglio regionale di riprendere l’esame della proposta di legge. L’assenza di una disciplina regionale continua infatti a produrre incertezza, disuguaglianze e mancanza di garanzie per le persone malate, per le famiglie e per gli operatori sanitari. Redazione Friuli Venezia Giulia
August 4, 2026
Pressenza
Da oggi un numero gratuito in FVG aiuta i cittadini a far valere il diritto di ottenere visite ed esami nei tempi previsti
L’Associazione Luca Coscioni amplia il Numero Bianco, nato sui diritti sul fine vita, per informare le persone anche su uno strumento di tutela ancora poco conosciuto: il modulo scaricabile  per chiedere una soluzione alternativa quando l’attesa supera i limiti previsti La regione Friuli Venezia Giulia è tra le regioni che registrano le maggiori difficoltà nel rispetto dei tempi delle liste d’attesa. Molti cittadini, però, non sanno che quando la prestazione viene fissata oltre i termini previsti possono chiedere una soluzione alternativa all’attendere mesi per una visita specialistica o un esame diagnostico. È la situazione in cui si trovano molte persone che, davanti a liste d’attesa sempre più lunghe, non conoscono gli strumenti previsti per far rispettare i tempi indicati nella propria prescrizione medica. Ogni richiesta di primo accesso per una prestazione sanitaria deve infatti riportare una classe di priorità, alla quale corrisponde un tempo massimo entro cui la prestazione dovrebbe essere garantita. Se la data proposta supera quel termine, il cittadino può chiedere l’attivazione delle procedure previste per ottenere la prestazione entro i tempi stabiliti. Un diritto che però, nella pratica, resta poco conosciuto: molte persone non sanno che questa possibilità esiste, non sanno a chi rivolgersi o non riescono a orientarsi tra moduli e procedure. Per colmare questo vuoto informativo, il Numero Bianco dell’Associazione Luca Coscioni (06 9931 3409) impegnata a livello internazionale nella tutela del diritto alla salute, amplia oggi il proprio servizio: accanto alle informazioni sui diritti nel fine vita, offre ai cittadini orientamento anche sulle liste d’attesa, spiegando come muoversi per far valere i propri diritti. «Un diritto non conosciuto rischia, nei fatti, di non essere esercitato. Questo vale quando una persona deve affrontare una scelta delicata sul fine vita, ma anche quando deve accedere a una prestazione sanitaria in tempi congrui. Su entrambi i temi, la complessità delle procedure e la difficoltà nel reperire informazioni chiare possono generare tempi incerti, confusione e impedire ai cittadini di conoscere e utilizzare pienamente i propri diritti», spiega l’Associazione Luca Coscioni. Chiamando il Numero Bianco, i cittadini possono ricevere informazioni su come attivare il percorso previsto per le liste d’attesa e su quali passaggi seguire per presentare la richiesta alla struttura sanitaria. La chiamata è gratuita. Se gli operatori sono impegnati, è possibile lasciare un messaggio e ricevere un richiamo. L’Associazione invita inoltre tutti i cittadini a segnalare eventuali difficoltà o inadempienze scrivendo a informazioni@associazionelucacoscioni.it, così da poter valutare eventuali azioni legali o iniziative di tutela collettiva. Per maggiori informazioni e per scaricare il modulo: www.associazionelucacoscioni.it/liste-attesa Redazione Friuli Venezia Giulia
July 23, 2026
Pressenza
15 giugno Pordenone udienza sulla presenza di ordigni nucleari nella base di Aviano
𝐔𝐝𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚 PREVISTA IL 15 GIUGNO A PORDENONE, A SEGUITO DELLA 𝐝𝐞𝐧𝐮𝐧𝐜𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐩𝐨𝐬𝐢𝐭𝐚𝐭𝐚 DA ASSOCIAZIONI E SINGOLI IN MERITO ALLA PRESENZA E IMPORTAZIONE DI ORDIGNI NUCLEARI PRESSO LE BASI MILITARI DI GHEDI (BRESCIA) E AVIANO (PORDENONE). Diverse associazioni pacifiste storiche che si occupano di disarmo, di rafforzamento delle Nazioni Unite come organizzazione di Pace, dell’impatto umanitario e ambientale del militarismo e degli ordigni nucleari in particolare, dopo avere partecipato alle conferenze preparatorie prima dell’adozione del #TPNW a New York nel 2017, dopo avere raccolto firme in Italia per la ratifica del TPNW entrato in vigore nel gennaio 2021 senza firma o ratifica italiana, dopo avere tenuto contatti con i parlamentari italiani dei Governi che si sono succeduti dal 2017 al 2022 a questo scopo, dopo avere richiesto ad alcuni enti locali come il Comune di Roma – e averla ottenuta – , l’adesione all’appello dell’International Campaign to Abolish Nuclear Weapons (ICAN) alle città, in mancanza di sostanziali cambiamenti nella postura governativa italiana, che dichiara di far riferimento al #TNP ed è vincolata ad accordi N.A.T.O. in contrasto con il dettato Costituzionale e con diverse norme dell’ordinamento italiano e internazionale, hanno intrapresa la seguente iniziativa. 22 associazioni hanno commissionato nel 2021 uno studio agli avvocati di IALANA (𝐼𝑛𝑡𝑒𝑟𝑛𝑎𝑡𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙 𝐴𝑠𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑡𝑖𝑜𝑛 𝑜𝑓 𝐿𝑎𝑤𝑦𝑒𝑟𝑠 𝐴𝑔𝑎𝑖𝑛𝑠𝑡 𝑁𝑢𝑐𝑙𝑒𝑎𝑟 𝐴𝑟𝑚𝑠) sullo specifico caso italiano. Nel 2022 lo studio effettuato da Joachim Lau, Claudio Giangiacomo, Aaron Lau e altri collaboratori, è stato pubblicato in italiano: 𝐼𝐴𝐿𝐴𝑁𝐴, 𝐴𝑏𝑏𝑎𝑠𝑠𝑜 𝑙𝑎 𝐺𝑢𝑒𝑟𝑟𝑎, “𝑃𝑎𝑟𝑒𝑟𝑒 𝑔𝑖𝑢𝑟𝑖𝑑𝑖𝑐𝑜 𝑠𝑢𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑑𝑖 𝑎𝑟𝑚𝑖 𝑛𝑢𝑐𝑙𝑒𝑎𝑟𝑖 𝑖𝑛 𝐼𝑡𝑎𝑙𝑖𝑎, maggio 2022, Multimage, Firenze. Lo studio conferma l’ illegalità della presenza e dell’importazione di bombe nucleari nelle basi di Ghedi e Aviano. È stato immediatamente distribuito in occasione del primo Meeting degli Stati Parte del TPNW a Vienna nel giugno 2022. Successivamente è stata prodotta una versione in inglese del testo: ” Legal Opinion on the Presence of Nuclear Weapons in Italy”, febbraio 2025, Multimage, Firenze, distribuito sia a Lakenheath in UK agli attivisti contrari al ritorno delle bombe nucleari USA, sia a New York in occasione del Terzo Meeting degli Stati Parte del TPNW nel marzo 2025. Contemporaneamente è stata depositata la prima denuncia scritta dall’avvocato Ugo Giannangeli in collaborazione con Elio Pagani di “Abbasso la guerra” presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Roma il 2 ottobre del 2024, archiviata dopo soli 9 giorni senza alcuna notifica ai denuncianti, che sono venuti a conoscenza del fatto solo molti mesi dopo insieme alla motivazione: “la non giustiziabilità dell’atto politico”. Nel gennaio 2024 è stato denunciato il Prefetto di Pordenone per omissione, non avendo risposto a ripetuti solleciti riguardo al rilascio di Piani di emergenza nucleare esterna alla base di Aviano. Più di un anno dopo, in sede di udienza, la Giudice Granata ha archiviato la denuncia in quanto proveniente da “Ente non Esponenziale”. Nell’ottobre 2025, quindi, la denuncia è stata depositata presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Brescia per Ghedi e di Pordenone per Aviano con come prima firmataria l’associazione ente esponenziale WILPF Italia APS (che in precedenza aveva firmato ma con nominativi singoli). Il Tribunale di Brescia ha archiviato subito, non ravvisando alcun crimine. Il Tribunale di Pordenone stava per archiviare senza notificare ai denuncianti ma l’avvocato Pierumberto Starace ha presentato l’opposizione, che è stata accolta dalla giudice Francesca Vortali, sottolineando il fatto che fra le prime denuncianti c’è un’associazione storica – WILPF Italia APS – che ha ricevuto come membro ICAN (International Campaign Against Nuclear Arms) un Premio Nobel per la Pace nel 2017. Riteniamo essenziale informare quante più realtà possibili ed eventualmente richiamare la Vostra presenza quella mattina fuori dal tribunale e successivamente, lungo il cammino che continueremo a percorrere insieme per liberarci dalla minaccia nucleare. La lista delle associazioni aderenti si è già molto allungata. Per aderire e/o informazioni scrivere a abbassolaguerra@gmail.com -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Cinquant’anni fa in Friuli
La testimonianza di chi c’era, da militante, volontario e giornalista di Sergio Sinigaglia Il 6 maggio del 1976 ero a Udine. Vi abitavo da più di due mesi. Ero arrivato il 28 febbraio, un sabato, su incarico di Lotta Continua. Terminato il servizio di leva un paio di settimane prima, la segreteria nazionale della “Commissione Forze Armate” mi aveva proposto
Fine vita: anche in Friuli Venezia Giulia parte la mobilitazione dell’Associazione Luca Coscioni contro la legge del governo
Da oggi al 19 aprile tavoli a Trieste Qui il dettaglio delle piazze Filomena Gallo: “Già 20 persone hanno ottenuto il via libera al suicidio assistito: con questa legge non lo avrebbero avuto” Marco Cappato: “Il Governo vuole fermare un diritto perché ha finalmente iniziato a funzionare. Meloni ritiri la legge per lasciare il Parlamento libero di decidere” È partita anche in Friuli Venezia Giulia la mobilitazione nazionale dell’Associazione Luca Coscioni per chiedere al Governo Meloni il ritiro definitivo della proposta di legge sul fine vita, presentata 9 mesi fa e da allora ferma all’esame del Senato senza alcun avanzamento, e per chiedere al Consiglio regionale l’approvazione della legge “Liberi subito” per stabilire tempi e procedure chiare nell’attuazione. Fino al 19 aprile, volontarie e volontari saranno presenti con banchetti e iniziative a Trieste, con l’obiettivo di informare e raccogliere adesioni all’appello pubblico. L’iniziativa si inserisce in una mobilitazione nazionale che coinvolge oltre 100 appuntamenti in più di 80 città italiane, mentre in Parlamento resta bloccata la proposta di legge del Governo Meloni che restringe drasticamente i diritti oggi esistenti, stabiliti dalla Corte Costituzionale con la sentenza sul caso Cappato–Dj Fabo e le successive pronunce. “In Italia grazie alla sentenza della Consulta 20 persone hanno già ottenuto il via libera dal Servizio sanitario nazionale, e in 14 hanno effettivamente avuto accesso all’aiuto alla morte volontaria, spesso dopo lunghi percorsi giudiziari”, ha dichiarato Filomena Gallo, Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni. “Nessuna di queste avrebbe potuto farlo se la proposta di legge del Governo fosse stata in vigore: invece di semplificare, introduce ostacoli che renderebbero l’accesso di fatto impossibile”. “Dopo i primi 3 anni dalla sentenza della Corte costituzionale del 2019, durante i quali nessuno aveva ottenuto accesso all’aiuto alla morte volontaria, dal 2021 le persone hanno iniziato a vedere riconosciuti i propri diritti”, ha dichiarato Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni. “È proprio perché la sentenza ha iniziato a essere applicata che il Governo ora tenta di bloccarla con una legge. Chiediamo alla Presidente del Consiglio di ritirare questa proposta e lasciare il Parlamento libero di decidere”. Con la mobilitazione in corso anche in Friuli Venezia Giulia, l’Associazione Luca Coscioni rilancia tre richieste: * Il ritiro del testo governativo; * L’avvio di un confronto parlamentare libero anche sulla base della proposta di legge popolare “Eutanasia Legale”; * L’adozione, da parte delle Regioni, di procedure certe e tempi rapidi per garantire i diritti già riconosciuti come stabilito nella legge “Liberi subito”, modificata sulla base delle indicazioni della Corte costituzionale. Redazione Friuli Venezia Giulia
April 12, 2026
Pressenza
Giornata mondiale della Salute: su Liste di attesa ecco il modulo dell’Associazione Luca Coscioni per abbattere i tempi
Qui L’ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI METTE A DISPOSIZIONE UN MODULO PER RICHIEDERE VISITE E ESAMI NEI TEMPI PREVISTI PER LEGGE In occasione della Giornata mondiale della Salute, l’Associazione Luca Coscioni rilancia anche in Friuli Venezia Giulia la campagna per il rispetto dei tempi di legge nelle liste d’attesa, denunciando ritardi e opacità della Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa gestita da Agenas. Secondo l’analisi dell’Associazione, la piattaforma, attiva dal giugno 2025, fornisce dati limitati, cumulativi e poco significativi, senza distinzione tra Regioni, aziende sanitarie o strutture. Le informazioni sui tempi di attesa e sulle prenotazioni sono incomplete e spesso difficili da interpretare: in alcuni casi vengono sommate prestazioni gratuite e a pagamento, e percentuali e valori assoluti non sempre coincidono, rendendo impossibile valutare correttamente il rispetto dei tempi previsti dalla legge. I dati ufficiali elaborati dall’Associazione mostrano un quadro allarmante: tra gennaio e settembre 2025 il rispetto dei tempi di legge è stato del 41,9% per gli Esami e del 35,8% per le Visite, con violazioni rispettivamente del 58,1% e del 64,2% dei casi. Considerando tutte le prenotazioni insieme, solo il 39,9% dei cittadini ha ricevuto la prestazione nei tempi massimi previsti. “In pratica – dichiarano FIlomena Gallo, Segretaria Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni e il Professor Marcello Crivellini, docente di Analisi e Organizzazione di Sistemi Sanitari al Politecnico di Milano e consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni – oltre il 60% dei cittadini è condannato a un limbo di attesa senza certezze, con la possibilità di rivolgersi al privato a pagamento o rinunciare alle cure. Non è accettabile. Per questo motivo chiediamo al Ministro della Salute e a tutti i Presidenti di regione di controllare e intervenire con misure adeguate sul proprio territorio, anche di tipo sanzionatorio rispetto a situazioni in violazione di legge, nonché di attivarsi immediatamente per fornire e rendere pubblici per i cittadini i dati mancanti sulla Piattaforma. Solo così sarà possibile avere un quadro chiaro e trasparente della situazione al fine di proporre ed attuare le soluzioni necessarie di lungo termine per rendere il diritto alla cura realmente fruibile”.  Per questo motivo, l’Associazione ha inviato una richiesta ufficiale alla Regione Friuli Venezia Giulia, sollecitando: * la piena trasparenza dei dati, disaggregati per ASL, struttura e tipologia di prestazione; * l’effettiva applicazione del percorso di tutela, che garantisca la prestazione nei tempi massimi previsti dalla legge; * l’adozione di un piano operativo straordinario per ridurre i ritardi, con priorità alle prestazioni più critiche, come richiesto anche dalla mozione parlamentare del 1 aprile 2026. Per aiutare i cittadini, l’Associazione mette a disposizione sul proprio sito un modulo scaricabile per richiedere il percorso di tutela nei casi di ritardo, che garantisce la prestazione entro i tempi massimi, in regime di intramoenia o presso altra struttura convenzionata, senza costi aggiuntivi oltre al ticket. L’Associazione invita inoltre tutti i cittadini a segnalare eventuali difficoltà o inadempienze scrivendo a info@associazionelucacoscioni.it, così da poter valutare eventuali azioni legali o iniziative di tutela collettiva. Per maggiori informazioni e per scaricare il modulo: www.associazionelucacoscioni.it/liste-attesa Redazione Friuli Venezia Giulia
April 12, 2026
Pressenza