COME USB SABOTA E STRUMENTALIZZA GLI SCIOPERI A FINI POLITICI.PUBBLICHIAMO VOLENTIERI UNA LETTERA APERTA DI UNA OPERATRICE SANITARIA DI
BOLOGNA CHE METTE IN EVIDENZA COME NON TUTTI I SINADCATI DI BASE DIFENDONO
GLI INTERESSI REALI DEI LAVORATORI.
BUONA LETTURA.
SI COBAS NAZIONALE
*Lettera aperta di un OSS alle lavoratrici e ai lavoratori dei Servizi di
Assistenza Domiciliare del Comune di Bologna in appalto, che hanno partecipato
allo sciopero del 22 giugno*
Care colleghe e colleghi,
visto che in tante/i avete partecipato allo sciopero del 22 giugno scorso,
vorrei condividere con voi alcune considerazioni sulle cose – a mio avviso molto
gravi – che stanno accadendo e di cui probabilmente non siete al corrente. Vi
prego quindi di portare pazienza e di leggere questa mia lettera fino in fondo.
Dopo le ultime comunicazioni del sindacato USB sugli incontri con il Comune e le
cooperative del consorzio Aldebaran, come “Comitato di Lotta Lavoratori Cadiai”
abbiamo diffuso un comunicato (https://www.facebook.com/share/p/18Sdvy8BAU/) –
che vi ho mandato e che spero abbiate letto – in cui esprimevamo le nostre
perplessità: nessuna vera trattativa sindacale sul merito delle nostre
rivendicazioni è infatti realmente in corso, ma solo una serie di generici
incontri “conoscitivi” con esponenti politici e funzionari del Comune (durante i
quali, tra l’altro, non si è nemmeno fatto cenno ad alcune di tali
rivendicazioni, in primo luogo quella riguardante il marcatempo digitale).
Vorrei innanzitutto precisare che il Comitato del quale faccio parte, è composto
da un piccolo gruppo di lavoratori e lavoratrici di Cadiai, che perlopiù non
hanno in tasca tessere né sindacali né di partito, ed è aperto a tutte e tutti.
Il nostro intento, con il comunicato che abbiamo fatto circolare, era quello di
dare un contributo positivo allo svolgimento della lotta, che abbiamo appoggiato
e a cui abbiamo aderito fin dall’inizio. Tra le altre cose, nel comunicato,
chiedevamo la convocazione di un’assemblea sindacale perché vi potesse essere un
confronto diretto tra i/le lavoratori/trici e il funzionario di USB, Federico
Serra. Per tutta risposta, non solo il nostro comunicato è stato ignorato da
USB, ma XX ed io siamo stati esclusi dalla chat del sindacato dedicata alle
comunicazioni sullo sciopero, senza alcun preavviso e senza dare uno straccio di
spiegazione, né a noi, né gli altri lavoratori e lavoratrici iscritti alla chat.
La rimozione di XX e del sottoscritto dalla chat, è stata materialmente opera di
YZ, la delegata USB che ben conoscete, ma l’ordine è chiaramente partito da
Serra. Non tutte/i però sanno – visto che nessuno ce lo ha comunicato! – che da
oltre un mese YZ non è più una lavoratrice di Cadiai. Eppure, continua a
svolgere inspiegabilmente le funzioni di delegata sindacale, non si sa bene a
quale titolo!
Giunti a questo punto, dati i metodi burocratici e opportunistici di USB, ci
troviamo costretti a rendere più esplicite le nostre critiche, cosa che non
abbiamo fatto finora per non creare tensioni e divisioni tra le lavoratrici e i
lavoratori che partecipano alla lotta – che ci auguriamo possa continuare,
sebbene con altre modalità che la rendano realmente efficace.
Per chi non lo sapesse, USB è legata a doppio filo a un partito politico di
estrema sinistra che si chiama Potere al Popolo (PaP). Federico Serra ne è stato
il candidato presidente alle ultime elezioni regionali, e con ogni probabilità
ci riproverà come candidato sindaco alle prossime comunali, che si terranno da
qui a pochi mesi. Questo forse aiuta a chiarire il motivo per cui USB sta
gestendo il seguito dello sciopero del 22 giugno, non come una lotta sindacale,
ma come una querelle politica. La nostra impressione – che è quasi una certezza
– è insomma che USB stia strumentalizzando la nostra lotta per dare visibilità
al candidato di Potere al Popolo e al suo programma politico (tra i cui punti
qualificanti c’è, guarda caso, la “reinternalizzazione” dei servizi pubblici
dati in appalto alle coop e ai privati), nel quadro della campagna elettorale
per le prossime elezioni comunali.
Per noi, che se abbiamo sacrificato una giornata di salario il 22 giugno, lo
abbiamo fatto unicamente per vedere accolte le nostre rivendicazioni – e non per
partecipare alla campagna elettorale di questo o quell’altro politicante –
questo equivale a un vero e proprio sabotaggio della lotta!
E a un sabotaggio della lotta equivale anche il metodo infame che consiste
nell’avere creato un gruppo di lavoratori e lavoratrici legati a USB –
isolandolo dal resto del mondo, e in primo luogo dalle voci critiche – anziché
cercare di estendere la mobilitazione al maggior numero possibile di
lavoratori/trici del SAD e alle altre figure professionali impiegate dalle
cooperative sociali, che hanno problematiche del tutto simili alle nostre
(educatori etc.), al di là della loro iscrizione o meno a questo o quel
sindacato.
Infine, equivale a un sabotaggio della lotta il fatto di trattare le lavoratrici
e i lavoratori come mere pedine, incapaci di pensare ed agire autonomamente, e
che devono perciò tutto delegare al funzionario sindacale di turno. Come se
fossimo bambini, bisognosi di essere presi per mano da mamma-sindacato e guidati
passo passo, perché “solo il sindacato sa come si fa”… mentre l’unica cosa che
USB è riuscita a fare, finora, è trasformare una lotta potenzialmente vincente,
in un inutile teatrino politico.
Attenzione! Questo non significa che scioperare non serva a nulla! Al contrario,
dal mio punto di vista, lo sciopero rimane l’arma per eccellenza dei lavoratori.
Colpire nel portafoglio chi ci sfrutta ogni giorno, è l’unico modo per ottenere
il miglioramento delle nostre condizioni di lavoro e dei nostri salari. Ma è
altrettanto vero che un solo sciopero di poche ore, gestito come è stato gestito
finora, non porterà a nulla… se non a uno 0,1% di voti in più al prossimo
candidato sindaco di Potere al Popolo.
Grazie per l’attenzione. Se avete bisogno di ulteriori chiarimenti, sono a
vostra disposizione.
F. [Lettera firmata]
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