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Ambulatorio comunitario
-------------------------------------------------------------------------------- Unsplash.com -------------------------------------------------------------------------------- “Apriamo con il sogno di chiudere il prima possibile”. Detta così potrebbe suonare come un paradosso, ma la verità è che a Casetta rossa sono abituati a guardare al cuore delle questioni: perché il luogo da “chiudere il prima possibile” è l’ambulatorio popolare che verrà inaugurato a fine marzo dai ragazzi dello storico spazio sociale romano a Garbatella, in via Percoto 6. “Si tratta di una risposta parziale ma necessaria alle tante carenze dei servizi sanitari – spiega Luciano Ummarino, presidente di Casetta rossa e assessore alla Cultura del Municipio VIII – una nuova realtà di sanità popolare autorganizzata, autogestita e accessibile che nasce sulla scorta di esperienze come l’ambulatorio popolare di Roma est (Quarticciolo) e quello di via dei Transiti a Milano”. Il progetto prevede fin dalla prima fase l’erogazione a titolo universale e gratuito di visite specialistiche – si partirà con cardiologia e dermatologia ma l’intenzione è quella di ampliare lo spettro, a partire dalle cure dentali – oltre alle attività di prevenzione e di orientamento: “Per noi è di fondamentale importanza fornire servizi di accompagnamento per i più fragili – dice Alfredo Cicchinelli, referente del progetto – come ad esempio i migranti che non hanno diritto alle coperture del SSN o gli anziani che rinunciano alle prestazioni perché non sono in grado di utilizzare gli strumenti tecnologici”. I lavori per l’adeguamento della struttura, che sorgerà in quella che era la sede del vecchio cinema Avana e che adesso ospita le attività dell’associazione che ne ha conservato il nome, sono a buon punto ma per stringere i tempi i ragazzi di Casetta hanno pensato a una call for action per il fine settimana del 6/8 marzo, quando si tratterà essenzialmente di completare lo sgombero dei locali e di renderli adeguati dal punto di vista igienico; i volontari non mancano ma chiunque volesse dare una mano è il benvenuto. “E, a proposito di volontari, è sorprendente l’elevato numero di medici e ausiliari che hanno dato la piena disponibilità al progetto fin dal primo momento – racconta Cicchinelli – a dimostrazione di una sensibilità crescente nei riguardi di un problema che sta assumendo proporzioni inaccettabili”. Il cuore della questione è naturalmente la devastazione del sistema sanitario, alla quale nessuna delle forze politiche può dirsi estranea. Tagli alla spesa lineari o indiretti (riduzione delle risorse) che proseguono ininterrotti dal 2010 e che nel 2024 hanno costretto un italiano su 10 (9,6%, pari a 5,8 milioni di persone, fonte Istat) a rinunciare alle cure. Liste di attesa spesso inaffrontabili, punti di pronto soccorso prossimi al collasso – dal primo gennaio un Ps su quattro opera ufficialmente sotto organico – e carenza ormai cronica di personale hanno nei fatti messo in discussione quel principio universalistico che era cardine e vanto del nostro SSN. Le realtà sociali cercano di costruire esperienze alternative, peraltro in condizioni complicatissime: sarebbe interessante ascoltare cosa avrebbero da dire a riguardo i demonizzatori degli spazi sociali, gli apologeti della repressione e i teorici dello sgombero. Perché in fondo le iniziative come questa servono anche a rispondere a un’ondata repressiva fondata su quella che è sostanzialmente una truffa culturale e politica a tutti gli effetti. Quelli di Casetta rossa sono fatti così, gente abituata a tenere la posizione badando ai bisogni reali delle persone. La dice lunga a riguardo il progetto Casetta solidale, partito nel 2020 in piena emergenza covid e tuttora attivo, che ha visto gli attivisti di Garbatella distribuire decine di migliaia di pacchi alimentari alle famiglie in difficoltà economica. Aprire un ambulatorio popolare non significa smettere di lottare per il diritto a una sanità migliore e accessibile a tutti. Per questo sperano, ancora prima di aprirlo, che non serva più. Per questo sperano di chiuderlo presto. Nel frattempo è stata aperta una raccolta fondi dedicata e già molto partecipata – alla quale è possibile accedere qui. Chi volesse dare la propria disponibilità a qualsiasi titolo o semplicemente richiedere informazioni può scrivere a ambupopgarbatella@gmail.com. -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Ambulatorio comunitario proviene da Comune-info.
March 1, 2026
Comune-info
L’autonomia differenziata va avanti, nonostante la sentenza della Corte Costituzionale
L’autonomia differenziata va avanti, nonostante la sentenza della Corte Costituzionale 192/2024[i] abbia indicato sette punti incostituzionali della cosiddetta “Legge Calderoli”[ii]. Il 18 febbraio 2026 sono state approvate in una riunione del Consiglio dei Ministri, cui hanno partecipato i Presidenti delle Regioni interessate[iii], le intese che riguardano 3 materie catalogate “Non LEP” cioè che non dovrebbero riguardare i Livelli Essenziali delle Prestazioni[iv]: “protezione civile”, “professioni” e “previdenza complementare e integrativa”, sulle quali le 4 Regioni del Nord (Veneto, Lombardia, Piemonte, Liguria) potranno esercitare potestà legislativa esclusiva. Ad esse si aggiunge una quarta materia (“tutela della salute -coordinamento della finanza pubblica”)[v]. La sentenza 192/2024 della Corte costituzionale [i] metteva in risalto la necessità di attribuire un ruolo centrale al Parlamento nella definizione e approvazione delle Intese. La procedura che il Ministro Calderoli sta seguendo, al contrario, emargina  il Parlamento, chiamato ad esprimere pareri e alla fine a votare a favore o contro la legge di ricezione, spogliato del potere di emendamento su materie legislative di propria competenza [vi]. Inoltre  la Corte Costituzionale nella citata sentenza aveva  ripetutamente specificato che ogni funzione devoluta dallo Stato alle Regioni avrebbe dovuto  avere una motivazione  specifica, Regione per Regione, mentre le 4 pre intese sono copie identiche delle stesse richieste di attribuzione, come se Veneto, Lombardia, Piemonte, Liguria fossero uguali per particolarità territoriali e  condizioni socio-economiche. Spicca, come esempio per cogliere la gravità dell’attacco ai diritti sociali, l’articolo 3 delle preintese sulla Sanità [vii],  che prevede che le Regioni potranno differenziare le tariffe dei rimborsi, creare fondi sanitari integrativi, assumere personale oltre quello stabilito nella ripartizione del Piano sanitario nazionale, spostare addirittura poste del bilancio, per capire che siamo al primo passaggio della “secessione dei ricchi”. I prossimi passi di attuazione dell’autonomia per le 4 Regioni saranno  alla  Conferenza unificata Stato Regioni Enti locali, che dovrà esprimere entro 60 gg un parere (non vincolante), quindi poi un passaggio alle due Camere, che formalizzeranno entro 90 gg una valutazione attraverso atti di indirizzo (anche essi non vincolanti), quindi il Presidente del Consiglio o il Ministro per gli Affari Regionali redigeranno un testo definitivo che verrà controfirmato dal Presidente di Regione, deliberato in CdM e trasmesso alle Camere per il voto definitivo, a maggioranza assoluta dei componenti, con una probabile conclusione dell’iter entro il 2026. L’Associazione Carteinregola, da sempre schierata e impegnata per contrastare l’autonomia regionale differenziata, si unisce ai Comitati per il Ritiro di ogni autonomia differenziata, l’unità della Repubblica, l’uguaglianza dei diritti e al Tavolo NO AD nell’esprimere una netta critica  su queste procedure accelerate che sembrano ignorare   la sentenza 192/2024 della Corte costituzionale e nel chiedere,  alle Regioni che non sono state coinvolte in questa cruciale fase preliminare, di far sentire la propria voce e di rivendicare i propri diritti [viii]; alle forze parlamentari di fermare  l’iter delle preintese fino a quando non si siano definite procedure che rispettino e rispecchino il ruolo centrale delle Camere; alle organizzazioni politiche, di far sentire la loro voce di protesta e di prepararsi alle elezioni del 2027 con il preciso intento di cancellare l’articolo 116 terzo comma della Costituzione  e di elaborare una revisione complessiva del Titolo V, improvvidamente modificato nel 2001. Noi continueremo la nostra campagna di informazione alle cittadine e ai cittadini, insieme a tutte le forze sociali che si battono per la difesa della Costituzione e dei diritti dei cittadini (il testo è  tratto in parte dal Comunicato dei Comitati per il Ritiro di ogni autonomia differenziata, l’unità della Repubblica, l’uguaglianza dei diritti e Tavolo NO AD  diffuso il 19 febbraio 2026) In calce le interviste a Marina Boscaino, portavoce Comitati no AD; Dall’autonomia differenziata alla riforma della magistratura, la politica sta scardinando la Costituzione – (20 febbraio 2026) e a Marco Esposito, giornalista e saggista Perché la maggioranza decide di cominciare il percorso delle riforme dalla giustizia – (19 febbraio 2026) Vai a Autonomia Regionale Differenziata, cronologia e materiali Vai al  libro di Carteinregola Autonomia differenziata Perchè NO– le 23 materie che possono cambiare i connotati al nostro Paese e ai diritti dei cittadini (> vai alla pagina con l’indice e il libro scaricabile gratuitamente del giugno 2024) Intervista Marco Esposito 27 febbraio 2026 Per osservazioni e precisazioni scrivere a laboratoriocarteinregola@gmail.com -------------------------------------------------------------------------------- NOTE [i] Vedi Sentenza Corte Costituzionale 86/2024 sulla Legge 26/06/2024, n. 86 (Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione). pubblicata il 3 dicembre 2024 (vai al testo della sentenza preceduto dal comunicato dei Comitati per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata, l’uguaglianza dei diritti e l’unità della Repubblica Vai alla pagina.) [ii] LEGGE 26 giugno 2024, n. 86 Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione. (24G00104)  note: Entrata in vigore del provvedimento: 13/07/2024 (Ultimo aggiornamento all’atto pubblicato il 04/12/2024)  (GU n.150 del 28-06-2024) https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2024;86 [iii] Vedi sito istituzionale del Ministero degli Affari regionali: Autonomia, via libera in CdM agli schemi di intesa preliminare con le 4 Regioni. Esulta Calderoli: “Storica prima volta, ora avanti nel percorso.” https://www.affariregionali.it/it/il-ministro/comunicati/autonomia-via-libera-in-cdm-agli-schemi-di-intesa-preliminare-con-le-4-regioni-esulta-calderoli-storica-prima-volta-ora-avanti-nel-percorso/ Vedi sito istituzionale della Regione Piemonte 18 febbraio 2026 Autonomia differenziata: via libera del Consiglio dei ministri alle intese preliminari https://www.regione.piemonte.it/web/pinforma/notizie/autonomia-differenziata-via-libera-consiglio-dei-ministri-alle-intese-preliminari [iv] I Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) sono gli standard minimi di qualità e quantità dei servizi (ad esempio istruzione, sanità, assistenza, trasporti) che lo Stato italiano deve garantire in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. Il loro scopo è assicurare diritti civili e sociali fondamentali indipendentemente dalla residenza, contrastando disuguaglianze e garantendo uguaglianza sostanziale [v] Vedi Autonomia differenziata: il Ministro Calderoli sottoscrive le pre intese con Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria 25 novembre 2025 https://www.carteinregola.it/autonomia-differenziata-il-ministro-calderoli-sottoscrive-le-pre-intese-con-veneto-lombardia-piemonte-e-liguria/ [vi] Il modello utilizzato è quello delle procedure dei Trattati internazionali o delle Intese con le confessioni religiose. Nel caso, però, delle Intese ex art. 116 terzo comma, non si tratta di istituzioni internazionali o religiose,  ma di  competenze del Parlamento [vii] Allegato 2. Tutela della salute – Coordinamento della finanza pubblica – Art. 3 (Disposizioni in materia di gestione delle risorse finanziarie in materia sanitaria) 1. La Regione Liguria può, previa intesa con i Ministri della salute e dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, fermo restando il rispetto dei livelli essenziali di assistenza di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 65 del 18 marzo 2017: a. definire in autonomia la gestione del sistema tariffario di rimborso, di remunerazione e di compartecipazione per gli assistiti, in deroga alla normativa vigente in materia; le disposizioni oggetto di deroga potranno essere specificate nello schema di intesa; b. definire in autonomia la programmazione degli interventi sul patrimonio edilizio e tecnologico delle aziende del sistema sanitario regionale, in deroga alla normativa vigente in materia; le disposizioni oggetto di deroga potranno essere specificate nello schema di intesa; c. definire in autonomia l’individuazione di sistemi di governance delle aziende sanitarie e degli enti del servizio sanitario regionale, anche mediante l’istituzione e la gestione di fondi sanitari integrativi, previa iscrizione degli stessi nell’Anagrafe dei fondi sanitari, in deroga alla normativa vigente in materia; le disposizioni oggetto di deroga potranno essere specificate nello schema di intesa; d. fermo restando il limite complessivo della spesa sanitaria, allocare le risorse tra i diversi ambiti e finalità della medesima, in deroga ai vincoli di spesa specifici per le politiche di gestione della spesa sanitaria. [viii] A fine settembre 2024 4 Regioni hanno presentato ricorso alla Consulta rispetto alla legge 86/24  
February 27, 2026
carteinregola
L’Ordini dei Medici: “Con l’Autonomia differenziata si accentuano le disuguaglianze di salute”
Non basta la Costituzione a fermare il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Roberto Calderoli: nei giorni scorsi il Consiglio dei ministri ha approvato le intese preliminari per l’Autonomia regionale differenziata (AD) firmate dal ministro su delega della presidente Meloni con Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria. Ci dovranno essere ora il parere della Conferenza Unificata e poi il parere delle Camere con atti di indirizzo. Questa fase si conclude con il ritorno degli Schemi di intesa in Consiglio dei ministri, con il Governo che stilerà gli schemi di intesa definitiva e li invierà alle rispettive Regioni. Il percorso istituzionale prevede poi la fase delle approvazioni: la Regione deve approvare l’intesa definitiva e darne comunicazione al Governo, dopodiché il Consiglio dei ministri delibera l’intesa definitiva e un disegno di legge di approvazione dell’intesa entro 45 giorni. Il disegno di legge viene poi trasmesso alle Camere, con allegata l’intesa, per poi essere sottoposto alle Camere nel suo passaggio definitivo. Questa fase si conclude con l’approvazione delle Intese da parte del Parlamento, andando a completare il percorso di attribuzione (https://www.affariregionali.it/it/il-ministro/comunicati/autonomia-via-libera-in-cdm-agli-schemi-di-intesa-preliminare-con-le-4-regioni-esulta-calderoli-storica-prima-volta-ora-avanti-nel-percorso/). A parere del costituzionalista Massimo Villone i testi approvati disattendono chiaramente la sentenza n° 192/2024 della Corte costituzionale, soprattutto nella parte in cui la Consulta ha dato un’interpretazione costituzionalmente orientata dell’Autonomia Differenziata. Massimo Villone, che non esclude il ritorno in Consulta per far valere l’elusione – che si mostra con piena evidenza – della sentenza 192/2024, sottolinea soprattutto l’incompatibilità dell’Autonomia Differenziata con la mancata previsione di risorse aggiuntive volte alla perequazione, “cui al contrario si aggiunge nei preaccordi la garanzia dello Stato di piena discrezionalità della Regione nell’allocazione di tutte le risorse disponibili. In specie, si dissolve in tal modo il servizio sanitario nazionale aprendo – come già in Lombardia – a vaste privatizzazioni” (M. Villone, “Autonomia regionale, ora serve un <<no>> da Fico”, la Repubblica – Napoli, 20 febbraio 2026). Le intese con Veneto, Lombardia, Liguria e Piemonte prevedono, infatti, che siano le Regioni a stabilire gli standard formativi che danno diritto a esercitare le professioni (escluse quelle sanitarie). Inoltre, le quattro regioni potranno fissare tariffe diverse da quelle nazionale per remunerare la sanità convenzionata, istituire fondi sanitari integrativi. A scendere in campo contro l’Autonomia Differenziata di Calderoli sono anche gli ordini dei medici, che denunciano il rischio che vengano accentuate in questo modo le prerogative regionali che potrebbe incrementare le diseguaglianze in sanità già da tempo presenti. A far sentire la propria voce sono i 106 Presidenti che compongono il Consiglio nazionale della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, che con una mozione approvata all’unanimità, chiedono di fare un passo indietro e di espungere, dagli schemi di intesa preliminare con Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, appena approvati dal Consiglio dei Ministri, la materia delle Professioni. E questo per garantire “omogeneità nel riconoscimento dei titoli abilitanti, anche in relazione alla mobilità internazionale dei professionisti”. A destare apprensione, anche le intese su “tutela della salute – coordinamento della finanza pubblica”, per cui le Regioni potranno riallocare risorse derivanti da efficientamenti della spesa su altri ambiti sanitari regionali, e “Protezione civile”. Il Consiglio nazionale Fnomceo esprime infatti “grande preoccupazione che, nel processo di attuazione delle norme sulla autonomia differenziata, si comprometta l’unicità del SSN, in assenza di una profonda revisione del Ministero della Salute quale garante di uguaglianza dei cittadini di fronte alla salute, ai sensi dell’art. 3 della Costituzione”. Il timore è quello che l’ulteriore accentuazione delle autonomie regionali in tema di tutela della salute sia un ulteriore fattore che potrebbe incrementare le diseguaglianze in sanità già da tempo presenti nel Paese che, in questi venti anni di sanità delle Regioni, non hanno trovato soluzioni adeguate. “Siamo convinti che, a fronte di ogni intervento sull’autonomia differenziata che incida sulla sanità, commenta il Presidente Filippo Anelli, sia necessario rafforzare il Ministero della Salute, restituendogli un ruolo importante di governance centrale. Questo per rispettare quel concetto di uguaglianza, formale e sostanziale, di tutti cittadini, previsto dall’articolo 3 della Costituzione. Un’uguaglianza richiamata, quando si parla di tutela della salute, diritto fondamentale di ogni individuo, all’articolo 32, laddove la Repubblica garantisce cure gratuite a chi non può permettersele, e che si è voluta realizzare attraverso l’istituzione del nostro Servizio sanitario nazionale”. Anche il Segretario Nazionale Anaao Assomed, Pierino Di Silverio, Ha fortemente criticato i percorsi in atto di autonomia differenziata allargata all’ambito sanitario: “La sanità pubblica italiana, ha sottolineato Di Silverio, si fonda su un principio costituzionale imprescindibile: garantire a tutti i cittadini, indipendentemente dal luogo di residenza, il diritto universale e uniforme alla tutela della salute. L’introduzione di ulteriori forme di autonomia regionale rischia invece di ampliare le disuguaglianze territoriali già oggi evidenti, creando un sistema sanitario sempre più frammentato e diseguale. Le Regioni promotrici giustificano tale scelta con l’obiettivo di migliorare efficienza e qualità dei servizi. Tuttavia, l’esperienza degli ultimi anni dimostra che una maggiore autonomia, in assenza di un solido sistema di perequazione e di garanzie uniformi sui livelli essenziali di assistenza (LEA), finisce per rafforzare i divari esistenti tra territori, penalizzando soprattutto le aree più fragili del Paese” (https://www.anaao.it/content.php?cont=44789). Qui la mozione su Autonomia differenziata approvata dalla FNOMCEO: https://portale.fnomceo.it/wp-content/uploads/2026/02/Mozione-autonomia-differenziata-vers-finale.pdf. Giovanni Caprio
February 23, 2026
Pressenza
USA scongelano beni venezuelani, Delcy Rodriguez: “I fondi sbloccati saranno investiti in sanità, settore elettrico e gas”
La presidente vicaria del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha annunciato martedì 27 gennaio 2026 gli Stati Uniti hanno iniziato a scongelare i beni venezuelani, annunciando l’acquisto di attrezzature mediche ed elettriche. In un evento trasmesso dal canale statale VTV, Rodríguez ha affermato di aver “stabilito canali di comunicazione di rispetto e cortesia” sia con Trump che con il Segretario di Stato americano Marco Rubio. “Stiamo definendo un programma di lavoro e, nell’ambito di tale programma di lavoro, (…) stiamo sbloccando risorse del Venezuela che appartengono al popolo venezuelano, le stiamo sbloccando e questo ci consentirà di investire risorse significative in attrezzature per gli ospedali”, ha affermato. Grazie allo scongelamento dei beni del suo Paese negli Stati Uniti a seguito dei colloqui con il governo del presidente statunitense Donald Trump, Rodriguez ha riferito che, con queste risorse liberate, nel Paese si potranno acquistare attrezzature per gli ospedali venezuelani. Nel corso di una sessione di lavoro dedicata al settore sanitario, il capo di Stato facente funzioni ha indicato che questo programma di lavoro consentirà di investire in importanti attrezzature per gli ospedali, l’elettricità e l’industria del gas. “Abbiamo annunciato la creazione di due fondi sovrani, il primo per rispondere alle esigenze sociali della nostra gente e il secondo per affrontare l’intera situazione dei servizi pubblici e delle infrastrutture”, ha aggiunto Rodríguez. Lorenzo Poli
February 4, 2026
Pressenza
Dalla guerra ai corpi mutilati: un ponte di cura tra Napoli e l’Ucraina
Dalla guerra ai corpi mutilati: un ponte di cura tra Napoli e l’Ucraina Ci sono morti che non ritornano. Ci sono arti che non ricrescono. In Ucraina la guerra continua, mentre oltre centomila amputati, tra civili e soldati, provano a sopravvivere e a curarsi nello stesso tempo. Gli ospedali lavorano sotto allarme, tra blackout, carenze di materiali, spostamenti pericolosi. Mine, artiglieria, droni: una guerra che non solo uccide, ma lacera. E mentre l’attenzione internazionale si sposta altrove, il sistema sanitario ucraino fatica a reggere un’urgenza che non è episodica, ma quotidiana e strutturale. Mancano materiali, tecnici specializzati, centri di riabilitazione, possibilità logistiche sicure. Il bisogno di protesi cresce mentre la guerra continua a produrre nuovi corpi da ricostruire. Parlare di amputati non significa parlare solo di ferite. Significa parlare di futuro. Di autonomia. Di dignità. O della loro negazione. È dentro questo scenario che prende forma, a Napoli, un progetto che unisce tecnologia digitale avanzata e solidarietà concreta. Un progetto che nasce dall’incontro tra l’associazione Dateci le Ali, presieduta da Tania Genovese, e l’Ortopedia Meridionale del dottor Salvio Zungri. Non come esercizio di innovazione, ma come risposta a un’assenza reale: la possibilità, per migliaia di persone, di accedere a una protesi senza dover affrontare viaggi impossibili o percorsi sanitari ormai impraticabili. Il “Progetto Ucraina” lavora su un’idea semplice e radicale allo stesso tempo: portare la costruzione delle protesi direttamente dove servono. Attraverso la scansione 3D dei monconi in Ucraina, i dati vengono elaborati a Napoli, modellati digitalmente, e restituiti come file pronti per la stampa e l’assemblaggio in loco. La tecnologia, qui, non è un fine. È uno strumento di prossimità. Un ponte tra bisogni reali e risposte possibili. Un modo per accorciare le distanze quando le distanze diventano una forma di esclusione. Questo progetto si innesta in un lavoro quotidiano che da anni attraversa la vita di persone concrete. Con Dateci le Ali, Tania Genovese opera accanto alla comunità ucraina, soprattutto a donne e famiglie, accompagnando percorsi di inserimento, istruzione, formazione, ricerca di casa e di lavoro. Un impegno fatto di relazioni, di ascolto, di presenza. Un lavoro che ha già portato all’invio di ambulanze, aiuti medici, sostegno continuo, e che ha trasformato la solidarietà da gesto emergenziale a responsabilità strutturata. È proprio questa continuità, questo stare dentro le vite, che oggi rende possibile un salto ulteriore: dalla risposta all’urgenza alla costruzione di soluzioni capaci di durare. Parlare di protesi significa parlare di diritto alla cura. Parlare di cura significa parlare di dignità. Significa chiedersi se una comunità internazionale è disposta a farsi carico non solo delle vittime che muoiono, ma anche di quelle che restano. Di chi deve reimparare a camminare, lavorare, esistere mentre intorno la guerra non è ancora finita. La guerra in Ucraina non è finita. Anche se scompare dai titoli. Anche se cambia forma. Continua nei corpi, nelle menti, nella vita quotidiana di migliaia di persone. Raccontare progetti come questo non significa celebrare qualcuno. Significa ricordare che esiste una responsabilità collettiva. E che, a volte, questa responsabilità prende la forma concreta di una protesi, di una rete che si attiva, di una città che non volta lo sguardo. Perché ci sono morti che non ritornano. Ma ci sono vite che dipendono ancora da ciò che scegliamo di fare. Per comprendere meglio da dove nasce questo percorso e che cosa significa portarlo avanti ogni giorno, abbiamo raccolto le parole di Tania Genovese, presidente dell’associazione Dateci le Ali. Nelle sue risposte, il racconto di un impegno nato nei primi giorni della guerra e cresciuto accanto alle persone, tra confini attraversati, ferite da curare e futuro da ricostruire. 1) Se dovessi tornare all’inizio: qual è la prima immagine, o il primo episodio, che associ alla nascita di Dateci le Ali? Un bisogno immediato di rispondere, di dare un aiuto concreto. Già pochi giorni dopo l’inizio dell’invasione mi trovavo alla frontiera: ho visto mamme disperate, bambini con lo sguardo perso nel vuoto, pieni di paura. Da lì è nato tutto. 2) Tu sei ucraina e vivi da anni in Italia. Che cosa significa oggi appartenere a una comunità che porta la guerra dentro, anche a migliaia di chilometri di distanza? Io vivo la guerra ogni giorno: leggendo le notizie, parlando con i miei familiari, sentendo il loro dolore. Non esistono distanze quando si porta la sofferenza nel cuore. 3) Il tuo impegno tocca la vita concreta delle persone. Qual è oggi il bisogno più grande che vedi intorno a te? Non essere indifferenti. C’è bisogno di tutti noi: per chi è rimasto in Ucraina, per le famiglie che si sono integrate qui, ma soprattutto per gli adolescenti e i giovani, che rischiano di perdersi. 4) Come ti senti tu, umanamente, in questo rapporto quotidiano con persone che hanno perso così tanto? Cerco di sdrammatizzare quando posso, di offrire opportunità, di incoraggiarli ad andare avanti e a continuare a sognare un futuro migliore, nonostante tutto. 5) Quando hai capito che serviva qualcosa di strutturato come il progetto sulle protesi? Visitando gli ospedali e parlando con i ragazzi amputati. Lì ho capito che dovevamo trovare un modo concreto per aiutarli, anche a distanza. 6) Che cosa ti ha colpito di più nel lavoro su questo progetto? Che, anche dopo aver perso una parte di sé, queste persone non hanno mai perso la voglia di vivere né la speranza di vedere la propria nazione ricostruita. 7) In che modo questo progetto cambia concretamente la vita delle persone che seguite? Restituisce speranza, dignità e soprattutto mobilità. Significa poter tornare a vivere, non solo sopravvivere. 8) Che ruolo ha Napoli in tutto questo percorso? Napoli è una città profondamente accogliente, con un popolo dal cuore immenso, capace di grande solidarietà. 9) Che idea ti sei fatta di come il mondo stia guardando oggi all’Ucraina? Purtroppo c’è ancora molta disinformazione. Serve tanta pazienza per aprire gli occhi di molte persone e raccontare la verità. 10) Come possiamo sostenere concretamente Dateci le Ali e il popolo ucraino? Standoci vicini, sostenendo il nostro lavoro e donando attraverso i nostri canali. Anche un piccolo gesto può fare la differenza. Ringrazio Tania Genovese e il dottor Salvio Zungri per la disponibilità e per aver condiviso il loro lavoro e la loro visione È possibile sostenere i progetti dell’associazione Dateci le Ali attraverso una donazione, tramite il modulo disponibile al link seguente: Modulo-Adesione-come-Associato-Dateci-Le-Ali-APS (3) Lucia Montanaro
January 29, 2026
Pressenza
CURAMI – PRIMA DI TUTTO LA SALUTE: ADOLESCENZA E PRE-ADOLESCENZA, “VITE, NON EMERGENZE”
Nella puntata di “Curami – prima di tutto la salute” di sabato 24 gennaio 2026, Donatella Albini, che cura la rubrica su Radio Onda d’Urto insieme ad Antonino Cimino, discute sulla delibera della regione Lombardia del 22/12/2025 – passata pressoché sotto silenzio – “linee di indirizzo regionali per la gestione dell’emergenza comportamentale in pre adolescenza e adolescenza”, insieme a Onorio Rosati, consigliere regionale di Avs, ed Emanuela Bavazzano, psicologa, psicoterapeuta e attivista di Psichiatria Democratica. “Dal pronto soccorso, al ricovero, fino alla continuità territoriale si tratta di vite che non vedono futuro, non di emergenze sanitarie”, commenta Donatella Albini. Ascolta o scarica.
January 24, 2026
Radio Onda d`Urto
ISERNIA, MOLISE: DA VENTI GIORNI IL SINDACO DORME IN TENDA PER DIFENDERE IL DIRITTO ALLA SANITÀ PUBBLICA
A seguito di vari tagli nel settore della sanità pubblica si trovano ancora carenze all’interno degli ospedali pubblici molisani. Tra questi c’è anche l’ospedale cittadino di Isernia “Ferdinando Veneziale” che negli ultimi anni è stato ridimensionato e rischia un ulteriore ridimensionamento di alcuni suoi reparti. Il sindaco Piero Castrataro  ha deciso di mobilitarsi in prima persona dormendo in una tenda fuori dall’ospedale per rivendicare il diritto alla sanità. Con le sue parole “stiamo chiedendo il minimo indispensabile per essere salvati e stabilizzati nel momento in cui c’è un evento, come l’infarto, il trauma o l’ictus, che obbliga a raggiungere l’ospedale in breve tempo”. Domenica 18 gennaio è stata organizzata una fiaccolata nella città di Isernia, un’occasione per la cittadinanza molisana di scendere in piazza e continuare la battaglia per difendere la sanità pubblica. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto abbiamo avuto il sindaco di Isernia Piero Castrataro Ascolta o scarica.
January 14, 2026
Radio Onda d`Urto
[entropia massima] Collettiva
Puntata 11 di EM, collettiva, presentiamo i filoni di approfondimento dei quattro cicli e parliamo di come negli Stati Uniti l'agenzia ICE, Immigration and Customs Enforcement, utilizzi i dati sanitari di milioni di persone come strumento di contrasto all’immigrazione. AntropoLogica quest'anno sarà interdisciplinare. Interverranno non solo antropologhe e antropologi, ma anche chi con loro lavora e si meticcia professionalmente, per analizzare i processi che studia attraverso varie lenti disciplinari. Per il ciclo Estrattivismo dei Dati, proponiamo una riflessione sulla trasformazione dei dati sanitari in strumenti di controllo e deportazione negli Stati Uniti. Un racconto sulla brutalità dell’ICE, sull’uso dei dati della sanità pubblica per colpire i più vulnerabili e sulla deriva punitiva dello Stato sociale. Cosa succede quando curarsi diventa pericoloso? Nelle prossime puntate di LSLS sarà ospite Marco Cuffaro ricercatore geofisico del CNR che ha partecipato all'ultima campagna oceonografica con un team norvegese nel Mar Artico. Oltre ad aver studiato una zona della dorsale atlantica tra le isole Svalbard e la Groenlandia, il team ha scoperto un giacimento di metano abiotico. In Emergenza0 continueremo ad affrontare tematiche relative all’interazione uomo-ambiente, con un’attenzione particolare ai processi geologici. Riparleremo della recente attività dell’Etna e del petrolio nel mondo.
January 12, 2026
Radio Onda Rossa
53 ONG: “le misure di Israele ostacolano l’azione umanitaria”
Le organizzazioni umanitarie internazionali operanti nel Territorio Palestinese Occupato avvertono che le recenti misure di registrazione introdotte da Israele rischiano di fermare le operazioni delle ONG internazionali proprio mentre i civili affrontano bisogni umanitari acuti e diffusi, nonostante il cessate il fuoco a Gaza. Il 30 dicembre, 37 ONG internazionali […] L'articolo 53 ONG: “le misure di Israele ostacolano l’azione umanitaria” su Contropiano.
January 3, 2026
Contropiano