Dal Coordinamento Fiorentino contro il Riarmo una proposta di una petizione popolare
Questa mattina in Palazzo Vecchio a Firenze Il Coodinamento Fiorentino contro il
Riarmo in rappresentanza di realtà territoriali che si oppongono all’economia
di guerra e allo spirito bellicistico della compagine governativa, ha illustrato
in una conferenza stampa la proposta di una petizione popolare per un diverso
uso di quanto destinato alle spese militari e per far uscire l’Italia dai
paesi sostenitori di imprese belliche e per la risoluzione pacifica dei
conflitti restando fedele al dettato costituzionale.
Questo il comunicato stampa :
Coordinamento Fiorentino contro il Riarmo
PETIZIONE POPOLARE (ex Art. 50 della Costituzione) al parlamento italiano
NON ARMI MA PANE
PER UN’ITALIA CHE RIPUDIA LA GUERRA
La preoccupante situazione economica dell’Europa e del nostro paese si lega
strettamente alle guerre in atto, in cui il nostro paese è coinvolto e a cui si
risponde con un
aumento vertiginoso delle spese militari. Il piano di 800 mld per riarmare
l’Europa e
l’impegno a portare le spese militari al 5% entro il 2035 sottraggono risorse
preziose alle
necessità delle popolazioni, oltre ad intensificare le tensioni belliche che
rischiano di
sfociare in una catastrofe.
Il blocco del rifornimento di gas dalla Russia e la situazione nello stretto di
Hormuz,
causata dallo sconsiderato attacco di USA e Istraele contro l’Iran, hanno
prodotto una crisi
energetica che l’Italia e l’Europa affrontano abbandonando completamente
qualsiasi
progetto di riconversione energetica e di utilizzo di fonti alternative.
L’Europa è coinvolta nel conflitto fra NATO e Russia, così come nel genocidio
del
popolo palestinese, così come nell’attacco di USA e Israele all’Iran: mentre ha
varato
numerosi pacchetti di sanzioni contro la Russia, fornendo all’Ucraina miliardi
in armamenti,
dall’altra parte è rimasta e rimane silenziosa e passiva (tranne rare eccezioni)
di fronte allo
sterminio dei palestinesi e all’occupazione illegale delle loro terre da parte
di Israele.
L’Italia è uno dei principali fornitori di armi a Israele, terza dopo USA e
Germania. Anche
sull’attacco ingiustificato all’Iran e sulla scellerata invasione del Libano ad
opera di Israele
l’Europa decide di non alzare la voce a difesa del diritto internazionale, e
l’Italia
silenziosamente approva l’uso delle basi militari presenti sul suo territorio
per le truppe
statunitensi impegnate in Medio Oriente.
I governi europei, per scelta e per incompetenza, hanno abbandonato
definitivamente
l’arma della diplomazia: asserviti ai poteri forti che regolano il mondo,
rimangono silenziosi
e complici dei peggiori massacri, oppure corrono ad armarsi diffondendo allarmi
insensati
riguardo a minacce che non esistono e a cui solo loro credono.
Con queste scelte l’Italia viola l’art.11 della Costituzione, che sancisce il
ripudio della
guerra e e indica nella diplomazia e nella cooperazione internazionale la via
per risolvere
le controversie, e viola anche la legge 185 del 1990, che proibisce il commercio
di armi
con paesi impegnati in conflitti bellici (per non parlare di genocidi e
invasioni)
In questa situazione, il Coordinamento Fiorentino contro il Riarmo fa propria la
petizione popolare lanciata dal Comitato Art.11 e a cui hanno già aderito sia
singoli sia
realtà collettive.
Con questa petizione chiediamo al Parlamento Italiano di assumere le seguenti
deliberazioni:
– recedere dall’impegno di portare la spesa militare al 5% del PIL entro il
2035,
nonché dal piano di 800 mrd ‘Rearm Europe/Readiness 2030’
– interrompere immediatamente qualsiasi sostegno economico e militare
all’Ucraina
nella guerra contro la Russia: l’Italia ha già versato al governo Zelensky oltre
3 miliardi di
euro, una somma enorme sottratta alla spesa sociale
– adoperarsi per trattative concrete su basi realistiche per la cessazione
immediata
del conflitto con la Russia, opporsi al versamento da parte UE di 90 mrd di euro
al governo
di Kiev per la prosecuzione della guerra
– rifiutare qualsiasi complicità nel genocidio del popolo palestinese e quindi
di
bloccare il flusso di armi verso Israele, nel rigoroso rispetto della legge
185/90 contro
l’esportazione di armamenti
– mantenere a tutti gli effetti l’Italia estranea alla guerra di Israele e USA
contro l’Iran
e il Libano, vietando agli USA l’uso delle basi sul territorio italiano, il
nostro spazio aereo,
supporti logistici o di intelligence, mezzi navali, aerei o terrestri,
– aprire, sulla base di una rigorosa e acclarata neutralità, trattative con
l’Iran, quale
Paese non nemico, per la circolazione di navi italiane nello stretto di Hormuz
Chiediamo che l’Italia, quale paese neutrale, possa assumere una collocazione
internazionale che le permetta di essere costruttrice di pace e di convivenza
pacifica tra i
popoli.
Coordinamento Fiorentino contro il Riarmo
Nel pomeriggio poi consueto appuntamento col presidio in San’Ambrogio dove hanno
preso la parola i sanitari del Coordinamento Toscano SAS che hanno illustrato le
gravi implicazioni dell’economia di guerra sul sistema sanitario nazionale
costantemente depauperato di risorse e personale a favore del settore privato
negando di fatto il diritto universale alla salute.
Coordinamento fiorentino no riarmo Coordinamento fiorentino no riarmo
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Redazione Toscana