Tag - sanità

La scommessa dello sciopero generale del 30 ottobre
Siamo già da diverso tempo in campagna elettorale ed ora, con l’approvazione dello Stabilicum alias “nuova legge truffa”, ci siamo dentro fino al collo. Eppure non c’è in giro una discussione sui temi che stanno a cuore alla stragrande maggioranza delle persone che vivono nel nostro Paese. Non si parla […] L'articolo La scommessa dello sciopero generale del 30 ottobre su Contropiano.
October 13, 2026
Contropiano
Tasche vuote (1/4: Tasche vuote)
Trasmissione su lavoro-economia-sociale Prima parte sulle vertenze: chiusura dello stabilimento Birra del borgo; vertenza Leroy Merlin Notizie istituzionali: un excursus sui provvedimenti di governo e parlamento Approfondimento: la sanità come parte del salario sociale, elemento decisivo del welfare e politiche di finanziarizzazione in atto
October 4, 2026
Radio Onda Rossa
MILANO: CUB SANITÀ IN PRESIDIO SOTTO IL PIRELLONE. “BASTA PROFITTO SULLA PELLE DI PAZIENTI E LAVORATORI”
Nuovo presidio oggi pomeriggio, giovedì 1 ottobre, sotto Palazzo Pirelli a Milano. A chiamarlo, Cub Sanità a sostegno della RSU dell’Ospedale San Raffaele di Milano convocata, nelle stesse ore, dalla Commissione Sanità di Regione Lombardia. Una convocazione giudicata tardiva dal sindacato di base, visto che arriva a quasi un anno di distanza dalla lettera di denuncia inviata alla Commissione da Margherita Napoletano, storica delegata Cub che, proprio a seguito di questa e altre denunce sulla malagestione interna ai reparti dell’Ospedale San Raffaele, a fine luglio venne licenziata con effetto immediato dalla direzione del personale. Un licenziamento pretestuoso, e tutto politico, ancora al centro della mobilitazione che, oggi, ha scandito le proprie rivendicazioni al grido di “Basta profitto sulla pelle dei pazienti e dei lavoratori“. Tra le istanze fondanti del presidio – oltre al sostegno all’RSU impegnata nell’audizione – il malcontento per la continuazione degli appalti e delle esternalizzazioni dei servizi all’interno del San Raffaele, la netta contrarietà a politiche incentrate sulla logica del profitto a discapito di pazienti, lavoratrici e lavoratori e, ancora una volta, la richiesta di reintegro di Margherita Napoletano. “Regione Lombardia deve intervenire al San Raffaele per garantire servizi di qualità e tutela dei diritti di lavoratori e lavoratrice. – scrive il sindacato di base sui propri profili social – Basta profitto sulla pelle dei lavoratori e dei pazienti. Oggi in presidio anche contro il licenziamento di Margherita Napoletano!” Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, il bilancio della giornata con Margherita Napoletano, delegata della CUB Sanità, che ha partecipato in prima persona all’incontro in Commissione Sanità di Regione Lombardia Ascolta o scarica
October 1, 2026
Radio Onda d`Urto
Di Battista, salvato da Cuba e dai suoi medici
Ieri sera, in collegamento a DiMartedì, Alessandro Di Battista ha raccontato per la prima volta pubblicamente le vere ragioni del suo malore a Cuba. “Ho un tumore al cervello”. Lo ha raccontato con parole di rara dignità e forza, ma una forza lontanissima da quella “retorica del guerriero” che ha […] L'articolo Di Battista, salvato da Cuba e dai suoi medici su Contropiano.
September 30, 2026
Contropiano
COME USB SABOTA E STRUMENTALIZZA GLI SCIOPERI A FINI POLITICI.
PUBBLICHIAMO VOLENTIERI UNA LETTERA APERTA DI UNA OPERATRICE SANITARIA  DI BOLOGNA CHE METTE IN EVIDENZA COME NON TUTTI I SINADCATI DI BASE  DIFENDONO GLI INTERESSI REALI DEI LAVORATORI. BUONA LETTURA. SI COBAS NAZIONALE *Lettera aperta di un OSS alle lavoratrici e ai lavoratori dei Servizi di Assistenza Domiciliare del Comune di Bologna in appalto, che hanno partecipato allo sciopero del 22 giugno* Care colleghe e colleghi, visto che in tante/i avete partecipato allo sciopero del 22 giugno scorso, vorrei condividere con voi alcune considerazioni sulle cose – a mio avviso molto gravi – che stanno accadendo e di cui probabilmente non siete al corrente. Vi prego quindi di portare pazienza e di leggere questa mia lettera fino in fondo. Dopo le ultime comunicazioni del sindacato USB sugli incontri con il Comune e le cooperative del consorzio Aldebaran, come “Comitato di Lotta Lavoratori Cadiai” abbiamo diffuso un comunicato (https://www.facebook.com/share/p/18Sdvy8BAU/) – che vi ho mandato e che spero abbiate letto – in cui esprimevamo le nostre perplessità: nessuna vera trattativa sindacale sul merito delle nostre rivendicazioni è infatti realmente in corso, ma solo una serie di generici incontri “conoscitivi” con esponenti politici e funzionari del Comune (durante i quali, tra l’altro, non si è nemmeno fatto cenno ad alcune di tali rivendicazioni, in primo luogo quella riguardante il marcatempo digitale). Vorrei innanzitutto precisare che il Comitato del quale faccio parte, è composto da un piccolo gruppo di lavoratori e lavoratrici di Cadiai, che perlopiù non hanno in tasca tessere né sindacali né di partito, ed è aperto a tutte e tutti. Il nostro intento, con il comunicato che abbiamo fatto circolare, era quello di dare un contributo positivo allo svolgimento della lotta, che abbiamo appoggiato e a cui abbiamo aderito fin dall’inizio. Tra le altre cose, nel comunicato, chiedevamo la convocazione di un’assemblea sindacale perché vi potesse essere un confronto diretto tra i/le lavoratori/trici e il funzionario di USB, Federico Serra. Per tutta risposta, non solo il nostro comunicato è stato ignorato da USB, ma XX ed io siamo stati esclusi dalla chat del sindacato dedicata alle comunicazioni sullo sciopero, senza alcun preavviso e senza dare uno straccio di spiegazione, né a noi, né gli altri lavoratori e lavoratrici iscritti alla chat. La rimozione di XX e del sottoscritto dalla chat, è stata materialmente opera di YZ, la delegata USB che ben conoscete, ma l’ordine è chiaramente partito da Serra. Non tutte/i però sanno – visto che nessuno ce lo ha comunicato! – che da oltre un mese YZ non è più una lavoratrice di Cadiai. Eppure, continua a svolgere inspiegabilmente le funzioni di delegata sindacale, non si sa bene a quale titolo! Giunti a questo punto, dati i metodi burocratici e opportunistici di USB, ci troviamo costretti a rendere più esplicite le nostre critiche, cosa che non abbiamo fatto finora per non creare tensioni e divisioni tra le lavoratrici e i lavoratori che partecipano alla lotta – che ci auguriamo possa continuare, sebbene con altre modalità che la rendano realmente efficace. Per chi non lo sapesse, USB è legata a doppio filo a un partito politico di estrema sinistra che si chiama Potere al Popolo (PaP). Federico Serra ne è stato il candidato presidente alle ultime elezioni regionali, e con ogni probabilità ci riproverà come candidato sindaco alle prossime comunali, che si terranno da qui a pochi mesi. Questo forse aiuta a chiarire il motivo per cui USB sta gestendo il seguito dello sciopero del 22 giugno, non come una lotta sindacale, ma come una querelle politica. La nostra impressione – che è quasi una certezza – è insomma che USB stia strumentalizzando la nostra lotta per dare visibilità al candidato di Potere al Popolo e al suo programma politico (tra i cui punti qualificanti c’è, guarda caso, la “reinternalizzazione” dei servizi pubblici dati in appalto alle coop e ai privati), nel quadro della campagna elettorale per le prossime elezioni comunali. Per noi, che se abbiamo sacrificato una giornata di salario il 22 giugno, lo abbiamo fatto unicamente per vedere accolte le nostre rivendicazioni – e non per partecipare alla campagna elettorale di questo o quell’altro politicante – questo equivale a un vero e proprio sabotaggio della lotta! E a un sabotaggio della lotta equivale anche il metodo infame che consiste nell’avere creato un gruppo di lavoratori e lavoratrici legati a USB – isolandolo dal resto del mondo, e in primo luogo dalle voci critiche – anziché cercare di estendere la mobilitazione al maggior numero possibile di lavoratori/trici del SAD e alle altre figure professionali impiegate dalle cooperative sociali, che hanno problematiche del tutto simili alle nostre (educatori etc.), al di là della loro iscrizione o meno a questo o quel sindacato. Infine, equivale a un sabotaggio della lotta il fatto di trattare le lavoratrici e i lavoratori come mere pedine, incapaci di pensare ed agire autonomamente, e che devono perciò tutto delegare al funzionario sindacale di turno. Come se fossimo bambini, bisognosi di essere presi per mano da mamma-sindacato e guidati passo passo, perché “solo il sindacato sa come si fa”… mentre l’unica cosa che USB è riuscita a fare, finora, è trasformare una lotta potenzialmente vincente, in un inutile teatrino politico. Attenzione! Questo non significa che scioperare non serva a nulla! Al contrario, dal mio punto di vista, lo sciopero rimane l’arma per eccellenza dei lavoratori. Colpire nel portafoglio chi ci sfrutta ogni giorno, è l’unico modo per ottenere il miglioramento delle nostre condizioni di lavoro e dei nostri salari. Ma è altrettanto vero che un solo sciopero di poche ore, gestito come è stato gestito finora, non porterà a nulla… se non a uno 0,1% di voti in più al prossimo candidato sindaco di Potere al Popolo. Grazie per l’attenzione. Se avete bisogno di ulteriori chiarimenti, sono a vostra disposizione. F. [Lettera firmata] L'articolo COME USB SABOTA E STRUMENTALIZZA GLI SCIOPERI A FINI POLITICI. proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
Sanità, al via le nuove tariffe: cosa cambia per esami e visite
Da ieri, 21 settembre 2026, è in vigore il nuovo tariffario nazionale per una parte delle prestazioni di specialistica ambulatoriale e assistenza protesica. La revisione riguarda in particolare 448 prestazioni e 222 codici protesici tra visite, esami diagnostici, procedure ambulatoriali e dispositivi per persone con disabilità, aggiornando gli importi con cui il Servizio sanitario nazionale remunera strutture pubbliche e private accreditate. Non si tratta dunque del prezzo pagato dal cittadino: quanto resta a carico dell’assistito dipende da compartecipazione, esenzioni e specifiche regole regionali. L’aumento medio delle tariffe interessate è stimato al 5,8%, con variazioni diverse da prestazione a prestazione. Il decreto del Ministero della Salute, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 settembre 2026, arriva dopo l’apertura di un contenzioso: il precedente tariffario del novembre 2024 era stato impugnato e il TAR del Lazio ne aveva disposto l’annullamento, differendone gli effetti di 365 giorni. I Ministeri hanno presentato appello e la controversia è ancora pendente. Per superare le criticità, è stata avviata una nuova rilevazione dei costi, coinvolgendo strutture pubbliche e private accreditate, e i valori sono stati ridefiniti. La distinzione fondamentale è quella tra tariffa e ticket. La tariffa indica quanto il Servizio sanitario nazionale riconosce alla struttura che eroga una determinata prestazione; il ticket è invece la quota eventualmente pagata dal paziente. Nella maggior parte delle Regioni il ticket ordinario resta soggetto al tetto massimo di 36,15 euro per ricetta. Per questo l’aumento degli importi stabiliti dal nuovo nomenclatore può tradursi solo in parte, o non tradursi affatto, in una maggiore spesa per il cittadino. Ad esempio, per una prima visita cardiologica con elettrocardiogramma la tariffa nazionale sale a 38 euro: dove si applica il tetto di 36,15 euro, il paziente non esente non pagherà comunque più di quella cifra. In tal caso, l’aumento effettivo rispetto ai precedenti 33,60 euro sarebbe di 2,55 euro. Anche per l’agoaspirato della mammella, nelle stesse condizioni, il ticket passerebbe da 31,25 a 36,15 euro. Le prime visite specialistiche sono state in generale rivalutate: per molte di esse la tariffa si colloca intorno ai 26 euro. Il prelievo di sangue venoso aumenta invece di 50 centesimi. L’aggiornamento riguarda inoltre la riabilitazione, la dialisi e l’assistenza protesica su misura, riferita a dispositivi quali ortesi, protesi per gli arti, calzature ortopediche, protesi oculari e ausili ottici. Per quest’ultima il Ministero ha rivisto gli importi tenendo conto dell’aumento dei costi di materiali, componentistica e manodopera specializzata. Particolarmente rilevante è l’incremento del 44% previsto per 98 codici relativi agli ausili ottici, che erano rimasti esclusi dagli aumenti previsti dal precedente decreto del novembre 2024. I requisiti per accedere ai dispositivi garantiti dai Livelli essenziali di assistenza, però, non cambiano. Per finanziare la revisione sono stati stanziati 100 milioni di euro per il 2026 e 183 milioni annui dal 2027. Secondo le stime del Ministero, l’impatto complessivo sui ticket sarà contenuto e riguarderà soltanto i cittadini non esenti (si parla di una media di 1,50 euro in più a utente ogni anno). Restano infatti valide le esenzioni per reddito, patologia o età. Il decreto conferma infine la validità massima di 180 giorni delle ricette specialistiche, salvo termini più brevi stabiliti dalle Regioni. È sufficiente prenotare visita o esame in tempo: la prescrizione resta valida fino al giorno dell’appuntamento, anche se fissato oltre i sei mesi. The post Sanità, al via le nuove tariffe: cosa cambia per esami e visite appeared first on L'INDIPENDENTE.
September 22, 2026
L'INDIPENDENTE
CURAMI – PRIMA DI TUTTO LA SALUTE: “CASE DELLA COMUNITÀ, CUORE DELLA MEDICINA DI PROSSIMITÀ PER UN’ALTRA MEDICINA”
“Curami – Prima di tutto la salute”, la trasmissione di e con Donatella Albini, medica del centro studi e informazione sulla medicina di genere, già delegata alla sanità del Comune di Brescia, e con Antonino Cimino, medico e referente di Medicina Democratica – Movimento di lotta per la salute – Brescia. Curami va in onda sulle nostre frequenze tutti i sabati, alle ore 12,00, e in replica il mercoledì alle ore 12.30. La seconda puntata della terza stagione, in onda sabato 19 settembre, si intitola “Case della comunita, cuore della medicina di prossimità per un altra medicina”. Ospiti della trasmissione sono Carlo Barbieri, medico di Medicina generale e Silvia Chiari, vicepresidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche. Conduce Donatella Albini. La puntata di sabato 19 settembre Ascolta o scarica
September 22, 2026
Radio Onda d`Urto
Non autosufficienza, riarmo e “no alla patrimoniale”
Ma davvero possiamo “permetterci” il riarmo e di non tassare gli extraprofitti e le grandi ricchezze in un paese dove esiste un enorme questione rappresentata dalle difficoltà infinite delle famiglie con anziani non autosufficienti? Le stime disponibili collocano nell’ordine dei 25 miliardi di euro la spesa pubblica annua per l’assistenza […] L'articolo Non autosufficienza, riarmo e “no alla patrimoniale” su Contropiano.
September 18, 2026
Contropiano
I GENITORI MONTANI DISAGIATI – VAL DI SUSA SI MOBILITANO PER LA PRESENZA DI PEDIATRI SUL TERRITORIO
Ai nostri microfoni Anna Pierro, del “Comitato genitori montani disagiati della Val Susa”, che ha lanciato una petizione che richiede il ripristino di una presenza stabile di pediatri nel territorio. La petizione “Salviamo la sanità dei bambini in Valle di Susa” ha messo nero su bianco una serie di obiettivi per migliorare la vita delle famiglie con bambini che si vedono costrette, in molti casi, a spostamenti fino a 50-60 chilometri per raggiungere il pediatra più vicino. Ad oggi, la petizione ha raccolto 2865 firme.  Vivere in montagna non può significare avere meno diritti, soprattutto quando si parla della salute dei più piccoli. È con questo spirito che il nostro comitato informale, costituito lo scorso 7 agosto, si è messo in gioco.
September 16, 2026
Radio Blackout