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Anche le scuole di Bruxelles contro il governo militarista. Serve un fronte europeo unito contro la guerra!
Il messaggio che arriva dalle facciate delle scuole di Bruxelles è di una chiarezza disarmante: “On veut 35h plus de profs, pas des F-35!” (Vogliamo le 35 ore e più prof, non gli F-35, scuole a St. Gilles, fonte: Alerte OTAN n°98 – 1er trimestre 2026″ p. 19). Questo slogan non è solo efficace, ma è il cuore politico di una mobilitazione che sta scuotendo il Belgio e che parla direttamente alla realtà italiana. Il bivio è tracciato: o si finanzia l’istruzione e il lavoro, o si finanzia la guerra. Tertium non datur. Nel 2025 in Belgio è giunto al potere il nuovo governo federale detto “Arizona“, una coalizione di destra e centro, che mette insieme nazionalisti fiamminghi, liberal-conservatori e cristiano-democratici, soprannominata così per i colori dei partiti che ricordano la bandiera dello Stato USA dell’Arizona. L’esecutivo è guidato da Bart De Wever, leader della Nuova Alleanza Fiamminga, e ha avviato un’agenda che combina agenda neoliberale (tagli alla spesa sociale, riforme del lavoro e delle pensioni) e svolta securitaria, con l’obiettivo di portare la spesa militare al 2% del PIL entro il 2029 in perfetta obbedienza alla NATO. Per raggiungere questi obiettivi, i sindacati descrivono misure dure che colpiscono pensioni, salari, condizioni di lavoro e servizi essenziali, spingendo milioni di lavoratori e studenti alla mobilitazione. La protesta di massa è culminata in scioperi su scala nazionale e in cortei di centinaia di migliaia di persone, come quello del 14 ottobre 2025 in cui la capitale belga è stata invasa da 140.000 persone che denunciano un governo disposto a impoverire la vita quotidiana per arricchire le spese militari e privatizzare la protezione sociale. Verso la fine di novembre 2025, i principali sindacati belgi hanno lanciato una ondata di scioperi nazionale di tre giorni contro le politiche di austerità e gli attacchi ai diritti sociali promossi dall’esecutivo “Arizona”. Su tre giorni, servizi pubblici e trasporti sono stati paralizzati a livelli tali da mettere in ginocchio il paese: treni con servizi fortemente ridotti, scuole e asili chiusi, sanità e raccolta rifiuti coinvolti nello sciopero, e aeroporti principali come Bruxelles-Zaventem e Charleroi hanno cancellato tutti i voli in partenza e arrivo. L’azione di fine novembre è stata pensata come un’escalation rispetto alle proteste precedenti, e ha riportato al centro dello scontro la frattura tra un governo che insiste sulle misure antisociali e i lavoratori che reclamano dignità, salari adeguati, tutela dei diritti e pieno finanziamento dei servizi pubblici. Queste giornate di sciopero non sono un episodio isolato: i sindacati hanno articolato un piano di mobilitazioni che comprende agitazioni settoriali e manifestazioni rotanti per tutto il primo trimestre del 2026. In questo quadro si inserisce anche la scelta di aumentare sensibilmente la spesa militare con programmi di acquisto di caccia F-35A, droni MQ-9B e sistemi di difesa NASAMS, oltre al rilancio di un servizio militare volontario. Questa politica, secondo l’analisi dello storico Anton Jäger, non affronta la disuguaglianza sociale né risponde alle esigenze reali di giovani e lavoratori, ma trasferisce potere e risorse verso un complesso militare-industriale e le sue pressioni politiche. Anche in Italia la legge di bilancio 2026 prosegue sulla stessa traiettoria: mentre per Scuola e Università si lasciano le briciole – appena sufficienti a coprire rinnovi contrattuali già erosi dall’inflazione – la spesa per la Difesa continua la sua ascesa strutturale. L’insieme di tagli e compressione dei servizi pubblici contribuisce ad aggravare precarietà, insicurezza lavorativa e fratture sociali, alimentando una narrazione secondo cui “missili e cannoni sono essenziali” mentre scuole e ospedali devono adattarsi ai vincoli di bilancio. La militarizzazione non è solo una questione di bilanci, ma di egemonia culturale. Se in Belgio il governo propone il ritorno di un servizio militare volontario per creare una riserva di 20.000 giovani, in Italia assistiamo alla proliferazione di protocolli tra il Ministero della Difesa e gli atenei. L’orientamento scolastico e i percorsi STEM vengono sempre più piegati alle esigenze dell’industria bellica e delle forze armate. Per l’Osservatorio contro la militarizzazione nelle scuole e nelle università l’esperienza belga offre lezioni preziose: quando lavoratori, studenti e sindacati si uniscono attorno a rivendicazioni condivise contro austerità e riarmo, si incrina il mito che l’aumento delle spese militari sia inevitabile o neutrale. Collegare queste lotte a quelle italiane significa dare forza a una mobilitazione transnazionale capace di opporsi alla svendita dell’istruzione e del welfare in nome degli interessi militari e geopolitici, perché ogni euro destinato a un caccia F-35 è un euro sottratto alla manutenzione di un’aula o allo stipendio di un ricercatore. Non nel nostro nome, non con i nostri soldi, non sui nostri banchi. Uniti in una lotta che sappia rompere il ricatto tra spese militari e diritti sociali, possiamo rivendicare una comunità educativa e sociale fondata sui bisogni di chi studia, lavora e vive ogni giorno nella Scuola e nell’Università.  SOLIDARIETÀ TOTALE ALLE SCUOLE E AI LAVORATORI IN LOTTA IN BELGIO E IN TUTTI I PAESI EUROPEI! Rosanna Rizzi -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
La Germania è in crisi, vaga nella nebbia e …
… e nella repressione. di Vincenzo Comito (*) e di Osservatorio Repressione. Premessa Le ultime notizie dal paese teutonico indicano che la sua crisi economica non si arresta ed entra ormai nel suo quarto anno. Appare per altro verso ormai chiaro che essa è più grave di quanto possa sembrare a prima vista e che non si tratta tanto di
January 24, 2026
La Bottega del Barbieri
Accordo Ue-Mercosur. Scontri in piazza e divaricazioni tra i governi europei
Le proteste degli agricoltori a Bruxelles hanno bloccato nuovamente l’accordo Unione Europea-Mercosur e riaprono il dibattito sul suo impatto sociale. Centinaia di trattori hanno fatto occupato giovedi il centro di Bruxelles e hanno portato a scontri con la polizia durante una protesta di massa degli agricoltori europei contro l’accordo di […] L'articolo Accordo Ue-Mercosur. Scontri in piazza e divaricazioni tra i governi europei su Contropiano.
December 19, 2025
Contropiano
UNIONE EUROPEA: SOSPETTI DI FRODE AL COLLEGIO D’EUROPA, FERMATA LA RETTRICE FEDERICA MOGHERINI
Terremoto nelle Istituzioni Europee con il fermo della rettrice del Collegio d’Europa di Bruges, Federica Mogherini, ex alto rappresentante per la politica estera dell’Unione Europea ed ex Ministra degli Esteri nel governo guidato da Matteo Renzi, nel 2014. Il fermo, che deve essere convalditato entro 48 ore, arriva per presunte irregolarità nell’assegnazione da parte del Servizio Europeo per l’Azione Esterna di un programma di formazione finanziato dall’Unione Europea. Insieme a lei fermati anche Stefano Sannino, 65emme, diplomatico italiano ex segretario generale del Servizio Europeo per l’Azione Esterna ed un manager del Collegio. I reati ipotizzati sono turbativa e frode in appalti pubblici, corruzione, conflitto di interessi e violazione del segreto professionale. Per il fermo di Mogherini e di Sannino, che potrebbe tramutarsi in arresto, la magistratura ha chiesto ed ottenuto la rimozione dell’immunità diplomatica. Da Buxelles il collegamento con Federico Baccini, corrispondente dalla capitale belga per l’Osservatorio Balcani e Caucaso. Ascolta o scarica
December 2, 2025
Radio Onda d`Urto
L’informazione come motore del cambiamento
Nell’ambito dell’incontro internazionale Pressenza, giovedì 6 novembre all’ULB (Università Libera di Bruxelles) è stato lanciato un invito a tutti gli attori del cambiamento a scambiarsi le proprie esperienze di impegno. Una quarantina di persone hanno risposto all’invito: giornalisti di diversi media, storici, registi, formatori, professori, attivisti e militanti hanno condiviso le loro azioni e aspirazioni per un’informazione indipendente e libera, in grado di mettere in luce i conflitti dimenticati dai media tradizionali e proporre soluzioni positive partendo dalla base sociale. La particolarità di questo evento è stata probabilmente il mix culturale, che ha permesso di aprire gli occhi e comprendere meglio altre realtà. Persone provenienti da Senegal, Mauritania, Congo RDC, Cile, Italia, Perù, Spagna, Francia, Belgio, Germania, Stati Uniti e Argentina hanno così condiviso le loro aspirazioni e proposte per un futuro pieno di speranza. foto Redazione Bruxelles Rédaction Bruxelles
November 9, 2025
Pressenza
La riunione internazionale di Pressenza inizia a Bruxelles con una tavola rotonda sull’obiezione di coscienza
Giovedì mattina, 6 novembre, presso l’Auberge de Jeunesse Jacques Brel (Bruxelles), in collaborazione con Agir pour la Paix, sono iniziate le attività internazionali legate alla riunione annuale internazionale di Pressenza con una tavola rotonda sulla situazione dell’obiezione di coscienza al servizio militare e alla guerra. L’evento è stato coordinato da Tatiana De Barelli della redazione francofona di Pressenza. Sam Biesemans (Ufficio europeo degli obiettori di coscienza), Jean-Louis Vander Heiden (Agir pour la Paix), Eytan Bornstein, attivista antimilitarista israeliano, e Pia Figueroa, condirettrice di Pressenza, hanno condiviso le loro esperienze di impegno personale e sociale. Il pubblico è rimasto colpito dalle loro testimonianze intense e piene di speranza. Foto di Julia Montier Rédaction Bruxelles
November 8, 2025
Pressenza
Le associazioni dei giornalisti contro il licenziamento politico di Gabriele Nunziati
Il licenziamento politico del giornalista Gabriele Nunziati, continua a fare rumore. La Federazione Internazionale dei Giornalisti e la Federazione Europea dei Giornalisti hanno preso posizione criticando il licenziamento di Nunziati, corrispondente da Bruxelles per l’agenzia ‘Nova’, la cui collaborazione con l’agenzia di stampa è stata interrotta il 27 ottobre per […] L'articolo Le associazioni dei giornalisti contro il licenziamento politico di Gabriele Nunziati su Contropiano.
November 8, 2025
Contropiano
Mai fare domande su Israele e neanche a Bruxelles. Licenziato giornalista
Il 13 ottobre scorso la portavoce della Commissione europea, Paula Pinho, tiene una conferenza stampa per resocontare del rognoso incontro tra la presidente della Commissione, Von der Leyen, e il commissario ungherese Varheliy, relativo alle voci di spionaggio dell’Ungheria verso i membri della Commissione. Sullo sfondo, ovviamente, le tensioni con […] L'articolo Mai fare domande su Israele e neanche a Bruxelles. Licenziato giornalista su Contropiano.
November 5, 2025
Contropiano
A Bruxelles s’è svegliata Biancaneve
“La verità distrugge la stupidità”, scrive Han Kang, Nobel per la Letteratura 2024, in “L’ora di greco” (Adelphi 2011). Citando una frase in greco antico dal sapore fortemente socratico, subito aggiunge: “Ma è poi vero? Quando la verità distrugge la stupidità, ne subisce l’influenza e si modifica? E allo stesso […] L'articolo A Bruxelles s’è svegliata Biancaneve su Contropiano.
August 8, 2025
Contropiano