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Roma. Assemblea in piazza per il NO sociale al referendum. Verso la manifestazione nazionale del 14 marzo
Venerdi si è tenuta una assemblea popolare del comitato per il NO sociale a Piazza Vittorio per rilanciare la manifestazione nazionale del 14 marzo per il no al referendum, al governo Meloni e alla guerra, in cui si sono confrontati forze sociali, politiche e giuristi per il no. Al microfono […] L'articolo Roma. Assemblea in piazza per il NO sociale al referendum. Verso la manifestazione nazionale del 14 marzo su Contropiano.
March 7, 2026
Contropiano
Murale antifascista ANPI a Palermo non piace al Governo: chiesto intervento di Valditara
Nei giorni scorsi è stato inaugurato un murale realizzato sul muro perimetrale della scuola “Alberico Gentili” di Palermo su iniziativa dell‘ANPI e raffigurante una donna e un uomo, opera del noto artista palermitano Igor Scalisi Palminteri. Si tratta di Olema Righi, staffetta partigiana con nome di battaglia Wanda, e di Pompeo Colaianni, uno dei comandanti delle Brigate Garibaldi, le formazioni partigiane organizzate dal Partito Comunista Italiano durante la Resistenza, con il nome di battaglia Nicolò Barbato, in omaggio ad una delle figure più significative dei Fasci siciliani. Entrambe figure significative della lotta antifascista che ci ha condotto alla Repubblica democratica di oggi basata sulla Costituzione. Forma di Stato a cui dev’essere allergica l’onorevole M. Carolina Varchi, presidente del Comitato per le Pari Opportunità della Camera dei deputati che, accecata dalla bandiera rossa dipinta alle spalle del comandante Barbato e fumante d’ira, ha denunciato al ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara l’onta subita da una scuola, luogo di formazione della gioventù, in quanto deturpata da un simbolo sfacciatamente comunista ad opera di una associazione “politicamente schierata” come l’ANPI! L’onorevole non ha apprezzato la scelta – pur se coerente con la sua mission parlamentare – di valorizzare la parità di genere raffigurando, accanto ad un uomo valente che ha fatto la nostra storia, una donna meno nota, ma altrettanto valente. Ringraziamo l’onorevole Varchi per aver così pubblicizzato e reso visibile anche a livello nazionale l’opera e auspichiamo una miriade di simili iniziative sulle pareti degli istituti scolastici di ogni ordine e grado. Sperando che, allontanando gli attuali venti di guerra, non ci sia più bisogno di esaltare figure in armi per richiamare la Storia del nostro Paese… Uno dei numerosi articoli sull’argomento: https://www.balarm.it/MHYx. Fausta Ferruzza, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Palermo  -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Roma, Manifestazione all’ambasciata USA. “No all’aggressione contro l’Iran e al servilismo del governo
Ieri pomeriggio si è svolto un presidio di protesta sotto l’ambasciata statunitense a Roma, in via Bissolati. Insieme agli attivisti italiani erano presenti anche cittadini iraniani che hanno denunciato i bombardamenti e l’accanimento contro il proprio paese da parte di Israele e USA. Per circa due ore si sono alternati […] L'articolo Roma, Manifestazione all’ambasciata USA. “No all’aggressione contro l’Iran e al servilismo del governo su Contropiano.
March 4, 2026
Contropiano
Italia. Sulla guerra all’Iran dilettanti allo sbaraglio
Tra la faccia inebetita del ministro degli Esteri Tajani e l’incidente del ministro della Difesa Crosetto bloccato a Dubai, nelle ore in cui tutto il mondo tremava per l’avvio dell’aggressione militare statunitense ed israeliana all’Iran, gli esponenti del governo italiano sono sembrati cadere tutti dal pero. La prima dichiarazione di […] L'articolo Italia. Sulla guerra all’Iran dilettanti allo sbaraglio su Contropiano.
March 2, 2026
Contropiano
Sei contraddizioni nella riforma della magistratura
Quando si vuole cambiare una parte della Costituzione il minimo richiesto sarebbe che le nuove norme siano coerenti tra loro e con quelle che non vengono coinvolte nelle modifiche. Invece, il testo della legge di revisione costituzionale di sette articoli del Titolo IV della seconda parte della Carta Costituzionale è colmo di contraddizioni. Ecco le sei incongruenze più evidenti. * Il Consiglio Superiore della Magistratura viene duplicato: uno per i giudici, l’altro per i pubblici ministeri. Una scelta che dai promotori viene ritenuta coerente con la netta separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti, che è in palese contrasto con la composizione dell’Alta Corte Disciplinare, nuovo organismo istituito dalla riforma, dove si ritroveranno insieme giudici e pubblici ministeri. * Se le carriere tra magistrati giudicanti e requirenti devono essere assolutamente divise, non si comprende per quale ragione la riforma introduca la possibilità che il Consiglio Superiore della Magistratura dei giudici possa – per meriti insigni – ammettere alle funzioni giudicanti della Corte di Cassazione anche “appartenenti alla magistratura requirente”. * L’Alta Corte Disciplinare esercita la giurisdizione disciplinare nei riguardi dei magistrati ordinari, escludendo quelli amministrativi, contabili e militari. In questo modo l’Alta Corte si configura come un giudice speciale. Ci si può chiedere quale sia la ragione per trattare in modo diverso i magistrati ordinari da tutti gli altri, tenendo conto che la vigente Costituzione stabilisce che “non possono essere istituiti giudici straordinari o giudici speciali” (art. 102). * Il testo di revisione prevede che “contro le sentenze emesse dall’Alta Corte in prima istanza è ammessa impugnazione, anche per motivi di merito, soltanto dinanzi alla stessa Alta Corte, che giudica senza la partecipazione dei componenti che hanno concorso a pronunciare la decisione impugnata”. Ma la Costituzione prescrive che “contro le sentenze … è sempre ammesso ricorso in Cassazione per violazioni di legge” (art. 111). * Togliendo al Consiglio Superiore della Magistratura la competenza relativa ai provvedimenti disciplinari e lasciando quella relativa ai trasferimenti dei magistrati, di fatto si crea un conflitto di competenze per i trasferimenti d’ufficio, poiché il potere di trasferire spetta ai Consigli Superiori e quello di utilizzare il trasferimento come sanzione spetta all’Alta Corte. * Nell’Alta Corte faranno parte “sei magistrati giudicanti e tre requirenti”. Si tratta di una proporzione (2/3 e 1/3) che non rispecchia il numero reale dei giudici e dei pubblici ministeri in servizio (3/4 e 1/4). Nessuno ha spiegato perché la proporzione è stata alterata a favore dei magistrati requirenti e a scapito dei giudicanti. Di fronte a queste evidenti incongruenze e ad altre scelte irragionevoli (basti ricordare il sorteggio) contenute nel testo di revisione della Costituzione ci si può chiedere se i presentatori (Giorgia Meloni e Carlo Nordio) l’abbiamo davvero scritto, o almeno letto e compreso. Se non si trattasse della Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro della Giustizia si potrebbe parlare di dilettanti allo sbaraglio. Forse invece queste contraddizioni sono volute, per incuneare scientemente contrasti tra i magistrati e nelle norme costituzionali relative alla magistratura. “Divide et impera”, ci ammonisce la nota locuzione latina. In ogni caso, non è possibile approvare questa riforma sgangherata della Costituzione. Anche soltanto, come scrisse Dante Alighieri, “per la contradizion che nol consente”. Rocco Artifoni
February 25, 2026
Pressenza
Anche le scuole di Bruxelles contro il governo militarista. Serve un fronte europeo unito contro la guerra!
Il messaggio che arriva dalle facciate delle scuole di Bruxelles è di una chiarezza disarmante: “On veut 35h plus de profs, pas des F-35!” (Vogliamo le 35 ore e più prof, non gli F-35, scuole a St. Gilles, fonte: Alerte OTAN n°98 – 1er trimestre 2026″ p. 19). Questo slogan non è solo efficace, ma è il cuore politico di una mobilitazione che sta scuotendo il Belgio e che parla direttamente alla realtà italiana. Il bivio è tracciato: o si finanzia l’istruzione e il lavoro, o si finanzia la guerra. Tertium non datur. Nel 2025 in Belgio è giunto al potere il nuovo governo federale detto “Arizona“, una coalizione di destra e centro, che mette insieme nazionalisti fiamminghi, liberal-conservatori e cristiano-democratici, soprannominata così per i colori dei partiti che ricordano la bandiera dello Stato USA dell’Arizona. L’esecutivo è guidato da Bart De Wever, leader della Nuova Alleanza Fiamminga, e ha avviato un’agenda che combina agenda neoliberale (tagli alla spesa sociale, riforme del lavoro e delle pensioni) e svolta securitaria, con l’obiettivo di portare la spesa militare al 2% del PIL entro il 2029 in perfetta obbedienza alla NATO. Per raggiungere questi obiettivi, i sindacati descrivono misure dure che colpiscono pensioni, salari, condizioni di lavoro e servizi essenziali, spingendo milioni di lavoratori e studenti alla mobilitazione. La protesta di massa è culminata in scioperi su scala nazionale e in cortei di centinaia di migliaia di persone, come quello del 14 ottobre 2025 in cui la capitale belga è stata invasa da 140.000 persone che denunciano un governo disposto a impoverire la vita quotidiana per arricchire le spese militari e privatizzare la protezione sociale. Verso la fine di novembre 2025, i principali sindacati belgi hanno lanciato una ondata di scioperi nazionale di tre giorni contro le politiche di austerità e gli attacchi ai diritti sociali promossi dall’esecutivo “Arizona”. Su tre giorni, servizi pubblici e trasporti sono stati paralizzati a livelli tali da mettere in ginocchio il paese: treni con servizi fortemente ridotti, scuole e asili chiusi, sanità e raccolta rifiuti coinvolti nello sciopero, e aeroporti principali come Bruxelles-Zaventem e Charleroi hanno cancellato tutti i voli in partenza e arrivo. L’azione di fine novembre è stata pensata come un’escalation rispetto alle proteste precedenti, e ha riportato al centro dello scontro la frattura tra un governo che insiste sulle misure antisociali e i lavoratori che reclamano dignità, salari adeguati, tutela dei diritti e pieno finanziamento dei servizi pubblici. Queste giornate di sciopero non sono un episodio isolato: i sindacati hanno articolato un piano di mobilitazioni che comprende agitazioni settoriali e manifestazioni rotanti per tutto il primo trimestre del 2026. In questo quadro si inserisce anche la scelta di aumentare sensibilmente la spesa militare con programmi di acquisto di caccia F-35A, droni MQ-9B e sistemi di difesa NASAMS, oltre al rilancio di un servizio militare volontario. Questa politica, secondo l’analisi dello storico Anton Jäger, non affronta la disuguaglianza sociale né risponde alle esigenze reali di giovani e lavoratori, ma trasferisce potere e risorse verso un complesso militare-industriale e le sue pressioni politiche. Anche in Italia la legge di bilancio 2026 prosegue sulla stessa traiettoria: mentre per Scuola e Università si lasciano le briciole – appena sufficienti a coprire rinnovi contrattuali già erosi dall’inflazione – la spesa per la Difesa continua la sua ascesa strutturale. L’insieme di tagli e compressione dei servizi pubblici contribuisce ad aggravare precarietà, insicurezza lavorativa e fratture sociali, alimentando una narrazione secondo cui “missili e cannoni sono essenziali” mentre scuole e ospedali devono adattarsi ai vincoli di bilancio. La militarizzazione non è solo una questione di bilanci, ma di egemonia culturale. Se in Belgio il governo propone il ritorno di un servizio militare volontario per creare una riserva di 20.000 giovani, in Italia assistiamo alla proliferazione di protocolli tra il Ministero della Difesa e gli atenei. L’orientamento scolastico e i percorsi STEM vengono sempre più piegati alle esigenze dell’industria bellica e delle forze armate. Per l’Osservatorio contro la militarizzazione nelle scuole e nelle università l’esperienza belga offre lezioni preziose: quando lavoratori, studenti e sindacati si uniscono attorno a rivendicazioni condivise contro austerità e riarmo, si incrina il mito che l’aumento delle spese militari sia inevitabile o neutrale. Collegare queste lotte a quelle italiane significa dare forza a una mobilitazione transnazionale capace di opporsi alla svendita dell’istruzione e del welfare in nome degli interessi militari e geopolitici, perché ogni euro destinato a un caccia F-35 è un euro sottratto alla manutenzione di un’aula o allo stipendio di un ricercatore. Non nel nostro nome, non con i nostri soldi, non sui nostri banchi. Uniti in una lotta che sappia rompere il ricatto tra spese militari e diritti sociali, possiamo rivendicare una comunità educativa e sociale fondata sui bisogni di chi studia, lavora e vive ogni giorno nella Scuola e nell’Università.  SOLIDARIETÀ TOTALE ALLE SCUOLE E AI LAVORATORI IN LOTTA IN BELGIO E IN TUTTI I PAESI EUROPEI! Rosanna Rizzi -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
L’Italia nel Board of Peace. Dire una cosa giusta e farne una sbagliata
Motivando alla Camera le ragioni per cui l’Italia sarà presente come osservatore al Board of Peace, il ministro degli esteri Tajani ha detto una cosa giusta: “L’Italia è sempre stata protagonista nell’area del Mediterraneo. Non possiamo non essere parte di una strategia che dovrà vederci ancora in prima linea”. Il […] L'articolo L’Italia nel Board of Peace. Dire una cosa giusta e farne una sbagliata su Contropiano.
February 19, 2026
Contropiano
Il NO sociale definisce le tappe verso manifestazione del 14 marzo e referendum
Il Comitato per il NO sociale al referendum costituzionale del prossimo marzo, ha cominciato a scaldare i motori sia verso la manifestazione nazionale a Roma del 14 marzo sia nell’articolazione di quella che sarà una campagna politica e referendaria allo stesso tempo. L’appello del Comitato che ha lanciato la manifestazione […] L'articolo Il NO sociale definisce le tappe verso manifestazione del 14 marzo e referendum su Contropiano.
February 19, 2026
Contropiano
Board of Peace. La creatura di Trump per demolire l’Onu e liquidare i palestinesi
La prima riunione del Board of Peace, l’ircocervo affaristico/politico creato da Trump, si riunirà per la prima volta a Washington il prossimo giovedi 19 febbraio. Da qualsiasi punto di vista lo si guardi è fin troppo evidente che si tratta di un passaggio di quella “demolizione” dell’ordine internazionale perseguita dall’amministrazione […] L'articolo Board of Peace. La creatura di Trump per demolire l’Onu e liquidare i palestinesi su Contropiano.
February 17, 2026
Contropiano