DL “SICUREZZA”: TILT ISTITUZIONALE E MAGGIORANZA IN CONFUSIONE SUL PROVVEDIMENTO ULTRALIBERTICIDAGoverno e maggioranza, bacchettati persino dal Quirinale, corrono affannati per
convertire in legge l’ultimo e cosiddetto “dl sicurezza”, voluto in pompa magna
a febbraio 2026, pochi giorni dopo la manifestazione di 50mila persone contro lo
sgombero del centro sociale Askatasuna di Torino.
Dentro il testo c’è un pacchetto molto ampio di misure in materia di sicurezza
pubblica, immigrazione, cortei, ordine pubblico, tutele e poteri per le forze di
polizia. Ne abbiamo parlato su Radio Onda d’Urto Federica Resta, ricercatrice in
diritto penale e avvocata; Leonardo Fiorentini, segretario di Forum Droghe e
Nicoletta Dosio, storica compagna del movimento No Tav in Val di Susa
Partiamo dal tema delle ultime ore, l’emendamento della maggioranza che
introduce un compenso, dello stato, per il legale che offre consulenza e
informazioni a chi presenta domanda di rimpatrio volontario, anzichè difenderne
i diritti, a partire da quello di rimanere dove vive, cioè in Italia. La
mancetta è di circa 600 euro, ma solo per ognuno degli assistiti effettivamente
rimpatriati. Il Consiglio nazionale forense ha chiesto al Parlamento di
eliminare ogni riferimento al proprio coinvolgimento, mai avvenuto secondo
l’organo di rappresentanza degli avvocati. Federica Resta, ricercatrice in
diritto penale e avvocata. Ascolta o scarica
Sempre nel nuovo pacchetto sicurezza c’è il capitolo che riguarda le sostanze.
Forum Droghe esprime una netta condanna l’approvazione dell’emendamento
presentato dal senatore Lisei alla legge di conversione del decreto sicurezza,
che introduce una nuova stretta repressiva mascherato da intervento tecnico. Si
tratta di un ulteriore e grave peggioramento della legislazione sulle droghe,
che va nella direzione opposta rispetto a quanto sarebbe necessario: ridurre il
ricorso al carcere, limitare la repressione penale, contrastare il
sovraffollamento e riportare razionalità e proporzionalità in un sistema
sanzionatorio da anni segnato da automatismi ideologici e da effetti socialmente
devastanti. “Siamo di fronte all’ennesimo irrigidimento repressivo”, dichiara a
Radio Onda d’Urto Leonardo Fiorentini, segretario di Forum Droghe. Ascolta o
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C’è poi il capitolo più corposo, quello espliticamente pensato contro le
manifestazioni, il conflitto e il dissenso. Nel testo viene dettagliato il
“divieto di partecipazione a riunioni o ad assembramenti in luogo pubblico, con
la sentenza di condanna per uno dei reati” indicati, una ventina. Viene anche
introdotta l’ipotesi di arresto in flagranza differita. Sanzione amministrativa
da un minimo di 413 euro a un massimo di 10mila euro per i promotori di
manifestazioni che non ne danno avviso, almeno tre giorni prima, al questore.
Il commento ai nostri microfoni di Nicoletta Dosio storica del movimento No Tav
in Val di Susa. Ascolta o scarica
In chiusura c’è anche il capitolo che amplia a dismisura i poteri investigativi
della polizia penitenziaria per reati commessi in carcere. Agenti di polizia
penitenziaria potranno entrare in carcere con un’identità falsa, mescolarsi tra
i detenuti e raccogliere informazioni sui reati compiuti dentro le mura.Non
solo: gli agenti possono anche istigare i reati stessi. In pratica i poliziotti,
fingendosi detenuti, potranno comprare o vendere droga, cellulari o far girare
soldi sporchi perché saranno “finalizzate all’acquisizione di prove”. Con
un’aggiunta su cui giuristi e difensori penalisti hanno espresso importanti
dubbi: uno scudo penale che mette gli agenti al riparo da conseguenze
giudiziarie per gli atti compiuti durante l’operazione sotto copertura.