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Rivarolo Canavese (TO): Alpini nelle scuole pubblicizzano campi estivi di lavoro per la Patria
All’Istituto Superiore “Aldo Moro” di Rivarolo Canavese (TO) anche gli Alpini hanno avuto il loro spazio privilegiato per presentare ad alunne e alunni delle classi terze e quarte, e alle loro famiglie, il piano per le vacanze, organizzato in campi scuola estivi, di cui “la parola d’ordine” sarà «condivisione […di un’] esperienza indimenticabile». La segnalazione di un genitore arriva il 13 marzo scorso all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e, nel corpo della email si fa notare, molto opportunamente, che le vacanze non saranno davvero tali, almeno sul piano formale, perché varranno come ore del pacchetto Formazione Scuola-Lavoro. Il lavoro è ispirato a “nobili fini”, verranno fornite competenze per salvare i boschi dalle fiamme, per conoscere il corso dei torrenti, le falde e i rischi connessi (l’attività idrogeologica, sarà questa?) e altro ancora, come si può leggere sul sito dell’Associazione Nazionale Alpini. Ma tutto in chiave militaresca, con ordine e disciplina, cameratismo, efficienza e, perché no, forse anche un alzabandiera per la Patria ogni tanto. Finalmente, dopo mesi abbastanza inutili passati sui libri, si lavora. Lavoro orientativo, come ripete con ostinazione l’agenda del Ministero dell’Istruzione e del Merito che, dall’ASL (alternanza scuola lavoro) finalmente legge con Renzi, passa ai percorsi di orientamento e competenze al lavoro (PCTO) e oggi, più seccamente scuola, trattino, lavoro, più che congiunzione assimilazione della prima al secondo (questioni non solo linguistiche, come sappiamo). Rivarolo Canavese, un paese di circa 12.300 anime, a 34 km da Torino, fa parte della Città Metropolitana insieme a un numero elevato di piccoli centri. Pur mantenendo la propria municipalità, essi rappresentano l’hinterland di una città senza ancora una vocazione post-Marchionne, post-Elkann. Del resto, questi paesi sono, da un passato che sembra lontanissimo, un ex bacino di lavoratori dell’altrettanto ex FIAT, presi nella dispersione di un indotto industriale di cui ora rimangono capannoni e depositi in rovina. Così queste realtà locali, con il loro piccolo centro urbano dignitoso, talvolta bello di vecchie chiese e palazzi di antichi padroni, cercano di ricostruirsi una nuova, moderna identità. Il Sindaco di Rivarolo, Martino Zucco Chinà, ci prova con la Lista Civica in cui è stato eletto, sostenuto dalla stampa locale, non caso il foglio cattolico Il Risveglio popolare e il settimanale Prima il Canavese. Ma “prima” di? Forse prima della “invasione” degli immigrati? O della gentrificazione che ha portato in questa periferia chi non può permettersi una casa a Torino? L’istituto in questione è un tecnico industriale che prova a definirsi anche liceo scientifico, 3 indirizzi formativi, 1300 studenti provenienti da 70 paesi limitrofi. Ragazzi certamente non tutti autoctoni, seconde, terze generazioni di calabresi, di siciliani, di quell’altrove che il canavesano non so se accoglie nel suo afflato sentimental-popolare. Dal sito della scuola ricavo che ci si diverte abbastanza – a proposito di vacanza dopo l’inverno sui libri – certo, pur sempre ammoniti sui pericoli della vita adolescente, con Mister Jack che inscena le ludopatie, con la poesia servita con un menù culinario e altre amenità formative (il vero menù della scuola sta sul sito ufficiale, in offerta al cliente). Ovviamente l’istituto non si è fatto mancare l’ormai diffuso appuntamento sul bullismo con la polizia locale e un agente della giudiziaria di Torino. Oggi, nella deriva neoliberale, talvolta dalle sfumature grottesche, che ha investito la scuola superiore, rinforzata dal recente 4+2, studio ozioso, lezioni ex cattedra, interrogazioni, sono materiale da cassonetto. L’età evolutiva, davvero bisognosa di attenzione ai bisogni specialissimi del suo scorrere, è affidata a una didattica privata di ogni aggancio filosofico, prima ancora che pedagogico. Militari, attori di avanspettacolo, associazionismo esperto. Ma anche di questo scriveremo prossimamente, qui, sul sito dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, per un dedicato contrasto alla stupidità didattica.      Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
LAVORO: A VENEZIA PRESIDIO “PER ANNA E PER TUTT3: NON SI PUÒ MORIRE DI LAVORO”
La Rete degli Studenti Medi, l’Unione degli Universitari e la CGIL di Venezia scenderanno in presidio questa sera, martedì 20 maggio, per dire “basta con le morti di lavoro” e per ricordare Anna Chiti, la 17enne morta sabato scorso sul catamarano turistico su cui lavorava senza contratto. L’appuntamento è alle ore 18,00 a Venezia, presso il Piazzale della Stazione. “Scendiamo in piazza – scrivono le realtà organizzatrici sui propri profili social – perché pretendiamo che si fermino le morti sul lavoro e per ribadire a gran voce che quanto accaduto ad Anna non è solo una tragedia, ma una vergogna in un Paese che accetta che si lavori senza un’adeguata formazione e misure di sicurezza minime”. Al  centro della contestazione, la mancanza di sicurezza e tutele sui posti di lavoro, l’inerzia del governo su queste tematiche, ma anche i PCTO, ovvero i Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento. Secondo studenti e studentesse, infatti, questi percorsi di alternanza scuola-lavoro “più che fornire strumenti utili, ci abituano ad un’idea di lavoro improntata allo sfruttamento”. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Viola Carollo, coordinatrice regionale della Rete degli Studenti Medi del Veneto Ascolta o scarica
May 20, 2025
Radio Onda d`Urto
Morire di scuola
Si continua a morire nella “Buona Scuola” che nel 2003 istituì la “Alternanza Scuola-lavoro” e poi, a partire dal 2018, cambiò il nome in PCTO (Percorso per le Competenze Trasversali e l’Orientamento). Da non dimenticare che: LORENZO PARELLI fu il primo studente (18 anni) che, il 21 gennaio 2022, durante uno stage presso l’Azienda metalmeccanica “Burimec”, morì schiacciato sotto una trave di ferro. GIUSERPPE LENOCI, a soli 16 anni, il 14 febbraio 2022, durante un tirocinio formativo, perse la vita sul furgone di una ditta termoidraulica a Molino di Tenna (Fermo) che si schiantò contro un albero. GIULIANO DE SETA, uno studente di 18 anni, il 16 settembre del 2022, durante uno stage scolastico presso l’Azienda “Bc Service” di Noventa di Piave in provincia di Venezia, viene ucciso da una barra d’acciaio. ANNA CHITI, una studentessa di 17 anni, pochi giorni fa, e precisamente il 17 maggio del 2015, muore cadendo da un catamarano nella darsena di Venezia, proprio nel suo primo giorno di Scuola-Lavoro. Non si può continuare a morire nella Scuola di un Apprendi-Stato dello sfruttamento militarizzato. E CON GLI STUDENTI E LE STUDENTESSE GRIDIAMO INSIEME: NO ALLA SCUOLA-LAVORO NO AL PCTO (Percorso per le Competenze Trasversali e l’Orientamento) NO ALLE ARMI NO ALLE GUERRE. Pino Dicevi
May 20, 2025
Pressenza