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TRAVAGLIATO (BS): PROTESTA DENTRO E FUORI IL COMUNE CONTRO LA REALIZZAZIONE DEL MAXI DATA CENTER
Si infiamma la protesta contro il maxi datacenter in progetto a Travagliato, a sud-ovest di Brescia. Martedì sera il Consiglio comunale ha visto la mobilitazione dei cittadini dentro e fuori dalle aule. Fuori dal Comune un presidio partecipato da oltre 300 persone con striscioni e cartelli; dentro la sala consiliare colma di cittadini e cittadine. Tre le interruzioni tecniche alla seduta del Consiglio. Al centro della protesta il futuro dell’area Averolda a nord del paese bresciano, dove è in progetto un maxi datacenter promosso dalla società Terna Energia: 50mila i metri quadrati di consumo di suolo, fino a 300 i Megawatt di fabbisogno energetico. Numeri enormi per questo “mega-bunker” in progetto per Travagliato, dedicato all’archiviazione di dati per il cloud computing e l’Intelligenza Artificiale. Non è dato sapere quali sarebbero le società utilizzatrici finali del datacenter, né quanta acqua servirebbe per raffreddarlo, tantomeno quanto calore potrebbe produrre. È una struttura di dimensioni paragonabili al consumo energetico istantaneo di grandi città, considerando che 300 Megawatt corrispondono al fabbisogno di circa 300mila abitazioni. Potrebbe fruttare al Comune 12 milioni di euro.  Un  progetto “fuori scala per il territorio” e che a detta delle minoranze consiliari è stato nascosto alla cittadinanza. Secondo il sindaco Renato Pasinetti invece, l’iter è ancora in una fase preliminare e mancano gli elementi per una valutazione complessiva. Prossimo appuntamento il di 24 agosto in occasione della Conferenza dei servizi convocata dalla Provincia di Brescia che dovrà valutare questione della connessione alla rete nazionale, subordinata alla realizzazione dell’impianto. L’opposizione contesta in modo particolare il metodo e la gestione del calendario, come ha spiegato ai nostri microfoni il consigliere di opposizione e capogruppo di “Travagliato Bene Comune”, Alberto Trainini. Ascolta o scarica
July 23, 2026
Radio Onda d`Urto
DI TRALICCI E ORO NERO
> Da Brughiere, 17.04.2026 «Risulta chiaro il concetto che ha determinato la nuova dislocazione dei reparti: ricerca del nemico per batterlo nei suoi punti più delicati» (Diario storico del Comando divisione Garibaldi Carnia, 1945) E così, solo ora abbiamo potuto sapere che a fine marzo l’abbattimento di un solo traliccio in Italia avrebbe bloccato per alcuni giorni il rifornimento di petrolio nell’Europa centrale. L’oro nero infatti, una volta arrivato nel porto di Trieste, viene immesso nell’Oleodotto Transalpino (TAL) il quale pare soddisfi nientemeno che il 40% del fabbisogno petrolifero della Germania, il 90% di quello dell’Austria e oltre il 50% di quello della Repubblica Ceca. Ma tutto quel petrolio greggio non scorre sottoterra lungo migliaia di chilometri per grazia ricevuta, per sola forza d’inerzia. Avendo bisogno d’essere pompato, necessita di energia, tanta energia, proveniente da strutture installate un po’ dappertutto sulla terra. Il traliccio abbattuto, ad esempio, che porta il numero 416 ed è stato posizionato da Terna, è situato a Terzo, un paese piccolino di trecento abitanti sulla strada fra Tolmezzo e Paluzza. Incredibilmente, la notizia del sabotaggio è stata data soltanto dalla stampa tedesca, mentre qui in Italia veniva smentita dal Gruppo TAL (che gestisce l’oleodotto), il quale l’ha definita «notizia destituita di fondamento», preferendo definire l’accaduto «un rallentamento tecnico delle attività»: versione tuttavia smentita a sua volta dalla stessa Terna, la quale viceversa attribuisce a mani «ignote» il danneggiamento della propria linea elettrica. E in effetti le immagini diffuse sono inequivocabili, mostrando alcuni montanti del traliccio tranciati di netto. Quanto ai responsabili dell’azione, avvenuta proprio in un periodo in cui il petrolio scarseggia in tutto il mondo a seguito della guerra scatenata da Stati Uniti d’America ed Israele contro l’Iran, le indagini sono ancora in corso. C’è chi ci vede lo zampino di qualche 007 straniero più o meno deviato, e chi la mano di qualche ribelle nostrano più o meno anarchico. Due ipotesi entrambe comprensibili. La prima, perché il modo migliore per dissuadere il dilagare di cattivi esempi è quello di attribuirli a trame di Stato e giochi di potere. La seconda, perché ad evocarla è il luogo stesso in cui è avvenuto il sabotaggio. Perché la Carnia è terra di resistenza e di anarchia. È qui, in mezzo a queste montagne, che si è formata la prima brigata partigiana d’Italia, è qui che fu creata la prima Zona libera dal nazifascismo (esperienza che durò due mesi, nell’estate del 1944, prima di venir repressa nel sangue), è qui che gli anarchici erano talmente radicati da dare vita a interi paesi. Laddove le forze d’occupazione presidiavano strade e villaggi, i partigiani si muovevano nei boschi, appoggiandosi a malghe e stavoli. Non sarebbe in fondo tanto strano se oggi gli eredi di Aso ripercorressero quegli stessi sentieri di montagna per andare alla ricerca del nemico e batterlo nei suoi punti più delicati.
Una indagine scuote grandi aziende e militari, ma già non se ne parla più
C’è una indagine in corso della quale sui mass media sembra già essere scattato il silenziatore. Dopo la notizia girata con rilievo dieci giorni fa, sono ormai giorni che nessuno sembra avere interesse per novità o considerazioni in merito ad una inchiesta che pure si annuncia cicciosa e rognosa. I […] L'articolo Una indagine scuote grandi aziende e militari, ma già non se ne parla più su Contropiano.
April 4, 2026
Contropiano
Gli amici di merende: l’irresistibile gioco della corruzione
Ogni gruppo di amichetti che si rispetti è in genere legato da una passione in comune e pare che il requisito fondamentale per prendere parte alla costruzione della Torino Lione […] The post Gli amici di merende: l’irresistibile gioco della corruzione first appeared on notav.info.
March 30, 2026
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