School Days: a MagicLand giocando ci si arruola
Il 13 e il 14 maggio scorso nel parco divertimenti “MagicLand” di Valmontone, in
provincia di Roma, si è svolta un’iniziativa dal nome evocativo “School Days”,
indirizzata a tutte le scuole di ogni ordine e grado e caratterizzata da una
serie di attività in collaborazione con le Forze Armate e con le Forze
dell’Ordine.
Se si legge la lista degli eventi programmati ci si rende conto che,
dall’Esercito all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, tutti i principali enti e
corpi che si occupano di difesa e sicurezza sono coinvolti. Si va
dall’educazione civica e ambientale alla simulazione di scenari operativi,
passando per prove pratiche su come le discipline STEM possano incidere in
maniera decisiva nelle varie attività delle Forze Armate e delle Forze
dell’Ordine. Ovviamente non poteva mancare la sezione dedicata all’orientamento
professionale dove bambini e bambine, per non parlare degli adolescenti,
potranno subito imparare quanto è bello indossare una divisa.
Il tutto viene presentato in maniera accattivante: “dall’Infanzia alla
Secondaria il parco si trasforma in una Scuola senza pareti, dove si impara con
il corpo, con il cuore, con la mente” – così si legge nei primi paragrafi del
catalogo della presentazione.
Peccato che non ci sia alcun riferimento al fatto che giovani fin dalla più
tenera età vengano indirizzati verso professioni che, essendo fortemente
gerarchiche, non hanno nulla in comune con una pedagogia che debba insegnare la
libertà di pensiero e lo spirito critico.
Per non parlare di quale influenza negativa possano avere nello sviluppo di
sincere abitudini democratiche queste esperienze dirette con pratiche militari,
visto che per la loro stessa natura strumentale Forze Armate e Forze dell’Ordine
sono autorizzate a sospendere la democrazia al loro interno.
Ancora più preoccupante è il fatto che tutta questa serie di valori venga
comunicata tramite il gioco, una maniera apparentemente innocente ma che ha un
elevatissimo impatto performativo sulla mente di chi vi partecipa. D’altronde
non è un caso che il gioco venga fortemente raccomandato come forma di
apprendimento privilegiato dalle vecchie e nuove didattiche per competenze.
Di fronte a tutto ciò l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e
delle università auspica che una scuola senza pareti possa essere una scuola che
permetta ai suoi studenti e alle sue studentesse di scoprire la ricchezza e la
bellezza della società civile con tutta la sua complessità e la varietà di punti
di vista. Non certo un luogo dove immaginarsi con indosso una divisa e magari in
una delle tante guerre che portano solo morte e distruzione.
Fonte: https://magicland.it/it/landing/schoolday
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
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