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DATA CENTER: IL RUOLO NELLA LOGISTICA MILITARE. INTERVISTA AD ANTONIO MAZZEO
I data center sono diventati infrastrutture fisiche vitali e bersagli primari nella logistica di guerra moderna, trasformandosi da semplici magazzini di dati a veri e propri fattori di potere strategico. I server gestiscono flussi immensi di informazioni per l’intelligence, la pianificazione e i modelli di supporto alle decisioni. Regolano in tempo reale il movimento, lo stoccaggio e la consegna di carburante, munizioni, pezzi di ricambio e truppe, dove la disponibilità immediata decide l’esito del conflitto. Gli stessi centri elaborano carichi civili e militari, rendendo difficile separare le funzioni strategiche da quelle quotidiane della popolazione. I conflitti recenti (come gli attacchi con droni contro hub nel Golfo Persico) dimostrano che i data center sono esposti a bombardamenti e danni strutturali diretti. L’interruzione dell’alimentazione o la distruzione di un nodo centrale provoca il blocco immediato non solo delle catene logistiche della difesa, ma anche dei servizi essenziali. La difesa “moderna” spinge verso la sovranità digitale, il cloud sovrano e soluzioni di calcolo altamente resilienti (inclusi progetti di data center trasportabili o orbitali). La NATO ha compreso che le infrastrutture centralizzate sono troppo vulnerabili ai moderni sistemi di attacco droni e missilistici. La risposta è quindi  lo spostamento della potenza di calcolo direttamente sulla linea del fronte tramite Data Center Trasportabili e soluzioni di “Tactical Cloud”. Aziende specializzate e partner storici della Difesa (come l’italiana Italtel) forniscono alla NATO unità mobili che integrano i server ad altissima densità gestiti dalla NATO. Per far dialogare questi centri mobili ad alta velocità, la NATO sta testando sul campo le prime reti 5G tattiche militari (come il progetto pilota PP5 guidato dalla Spagna nella base di Lešť in Slovacchia, garantendo uno scambio dati sicuro in tempo reale. Questo progetto pilota rappresenta una pietra miliare sia per la difesa collettiva degli alleati della Nato sia per l’innovazione tecnologica applicata alla difesa. Pubblicata di recente, la Strategia Digitale della Difesa 2026-2030 segna il passaggio definitivo da un modello incentrato sulle reti (net-centric) a uno focalizzato sulle decisioni abilitate dai dati (decision-centric e data-driven). Entro la fine del 2026, la NATO e i ministeri della difesa alleati puntano al consolidamento delle prime capacità operative del Digital Backbone, una federazione di reti sicure e scalabili in grado di connettere sensori e decisori politici o militari superando i confini nazionali. In questo senso è da leggere il mega-piano che la Nato ha siglato con Accenture e Leonardo: un contratto da circa 200 milioni di euro con Accenture e Leonardo per lo sviluppo del Protected Business Network (PBN). Quale il ruolo dei data center nella logistica militare? Ne abbiamo parlato con Antonio Mazzeo giornalista e ricercatore no war Ascolta o scarica             
October 8, 2026
Radio Onda d`Urto
Smisurata preghiera della vetrina
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La trasparenza non basta
di Federico Giusti Cosa si cela dietro all’avvento dell’economia di guerra e alla militarizzazione del corpo sociale Non è la prima volta, e non sarà l’ultima, che ai cittadini venga …
No ai treni di guerra!
23-29 marzo settimana contro la logistica di guerra ferroviaria A Torino Sabato 28 marzo ore 16 presidio antimilitarista a Porta Susa Le ferrovie sono uno strumento per fare la guerra. Anche nelle ferrovie, un fiume di soldi pubblici vengono destinati alla guerra, sottraendoli alla sicurezza dei trasporti ed ai servizi per studenti e lavorator pendolari. Il 19 novembre 2025 è stato pubblicato dalla Commissione Europea il pacchetto sulla mobilità militare dell’Unione, poi approvato dal Parlamento europeo a larga maggioranza il 17 dicembre successivo. Un passo ulteriore verso una “Schengen militare”. Questa misura, insieme alla tabella di marcia per la trasformazione dell’industria della difesa dell’UE sono settori prioritari nel Libro bianco e nella Defence Readiness Roadmap 2030. Il pacchetto ha come scopo la preparazione delle infrastrutture a dual use entro il 2027; per questo prevede 17,65 miliardi di euro proposti nell’ambito del prossimo bilancio dell’Europa (2028-2034) per la mobilità militare; circa 500 progetti hotspot e investimenti mirati per eliminare i punti di strozzatura lungo i corridoi prioritari e infine strumenti per identificare, potenziare e proteggere le infrastrutture strategiche. Per quanto riguarda l’Italia, i progetti sono compresi nei 1,74 miliardi (oltre il 50% destinati al trasporto via ferro) previsti dal Connecting Europe Facility nell’ambito dell’Action Plan 2.0 militare europeo. Dopo le stazioni in provincia di Pisa (Tombolo e Pontedera) e di Udine (Palmanova), gli interventi sono concentrati nelle stazioni di Genova e La Spezia. In particolare il finanziamento dell’Unione Europea prevede 28.774.201,50 € erogati a RFI per lo scalo di Genova Sampierdarena- Parco Fuori Muro e 9.274.599,00 € erogati all’Autorità del sistema portuale del Mar Ligure Orientale per lo scalo di La Spezia Marittima. È interessata anche Milano Smistamento, dove sono in corso lavori per il nuovo terminal intermodale, che potrebbe assumere importanza nei traffici militari, vista la collocazione geografica (asse Reno-Alpi, vicinanza coi valichi).La linea ad alta velocità in costruzione tra Torino e Lyon è indicata come snodo nevralgico di un corridoio militare, che dovrebbe terminare a Kiev. Dal 23 al 29 marzo l’assemblea Antimilitarista ha lanciato una settimana di informazione e lotta contro la logistica militare ferroviaria. Ne abbiamo parlato con Tiziano Antonelli del Coordinamento antimilitarista livornese, che lo scorso 12 marzo ha partecipato alle iniziative che hanno rallentato di diverse ore un treno di munizioni diretto a Palmanova Ascolta la diretta:
March 25, 2026
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