“Foglio di via illegittimo”: Extinction Rebellion vince il ricorso al Consiglio di Stato
Il Consiglio di Stato ha annullato il foglio di via di un anno a un’attivista di
Extinction Rebellion per aver partecipato una manifestazione al Tesla Store nel
2025. Per i giudici la misura violava il principio di proporzionalità ed era
priva di elementi concreti per qualificare l’attivista come socialmente
pericolosa e lesiva della libertà di movimento. Per il movimento è una “sentenza
storica che mette nero su bianco l’illegittimità delle politiche repressive del
governo.”
Dopo oltre un anno di ricorsi, il Consiglio di Stato ha dichiarato illegittimo
il foglio di via della durata di un anno emesso dalla Questura di Milano nei
confronti di un’attivista di Extinction Rebellion, per aver partecipato aduna
manifestazione al Tesla Store. I giudici hanno inoltre condannato il Ministero
dell’Interno al pagamento delle spese legali. “Il Consiglio di Stato mette oggi
nero su bianco, in una sentenza storica, quello che movimenti, avvocati e
costituzionalisti ripetono da anni: il foglio di via è una misura illegittima e
gravemente lesiva delle libertà personali” commenta Extinction Rebellion.
I fatti risalgono al 7 marzo 2025, quando decine di persone avevano preso parte
a un’azione con Extinction Rebellion e occupato il Tesla Store di Milano in
Piazza Gae Aulenti. L’iniziativa mirava a denunciare la responsabilità dei
miliardari nella crisi climatica e nell’aumento delle diseguaglianze sociali e
il ruolo di Elon Musk nell’avanzata di movimenti politici di estrema destra a
livello internazionale .
La protesta si era conclusa con 22 persone denunciate per manifestazione non
preavvisata e 10 anche per violenza privata. Nelle settimane successive, 7 di
loro avevano ricevuto un foglio di via obbligatorio, una misura di prevenzione
del Codice Antimafia, che consente di allontanare da un Comune per un periodo
compreso tra 6 mesi e 4 anni, soggetti ritenuti “socialmente pericolosi” che non
abbiano nel Comune “legami significativi”, come residenza, lavoro, studio o
motivi familiari. Nonostante ciò, il foglio di via era stato notificato anche a
una giovane residente in un Comune limitrofo, con grossi rapporti personali e
famigliari con Milano, stravolgendo la sua vita quotidiana e isolandola dalla
rete di relazioni.
Nel foglio di via il Questore riportava che l’attivista avesse mostrato “una
pervicace inclinazione a tenere condotte in grado di turbare l’ordine e la
sicurezza pubblica”, nonostante durante la manifestazione il suo ruolo si fosse
limitato a distribuire succo di frutta e biscotti alle altre persone. I legali
di Extinction Rebellion avevano immediatamente presentato ricorso al TAR
Lombardia, evidenziando i legami della giovane con la città, tra cui la presenza
dei nonni. Il TAR aveva però respinto la richiesta di sospensione, motivando la
decisione anche con il fatto che la protesta fosse avvenuta nello stesso periodo
di atti vandalici contro veicoli Tesla compiuti da soggetti diversi, ritenuti
idonei a generare “un clima di incertezza tra i consumatori” e un danno diretto
all’azienda.
Data l’assurdità di punire una persona per atti non da lei compiuti, il caso è
stato portato davanti al Consiglio di Stato, che ha infatti ribaltato la
decisione: i giudici hanno riconosciuto la violazione del principio di
proporzionalità e l’assenza di elementi concreti per qualificare l’attivista
come socialmente pericolosa. La misura è stata giudicata sproporzionata rispetto
ai fatti contestati e lesiva della libertà di movimento. Nel frattempo, per mesi
l’attivista non ha potuto entrare a Milano senza autorizzazione preventiva della
Questura, talvolta negata, anche per esigenze legate allo studio.
“Quello che mi è successo è un chiaro esempio di come funziona la macchina di
violenza e intimidazione dell’apparato poliziesco statale il cui obiettivo non è
proteggerci, ma punire e isolare chi esprime dissenso,” ha dichiarato
l’attivista. “Io ho avuto la possibilità di difendermi, ma non tutte ce l’hanno.
Da questa esperienza ho imparato che non dobbiamo farci paralizzare dalla
repressione, ma portare solidarietà a chi ne è colpito e disobbedire ancora,
perché quando lo facciamo insieme funziona, tanto che a seguito della
concomitanza di azioni svolte da vari gruppi nei confronti di Tesla lo showroom
di Milano è stato chiuso!”.
Storie come questa rendono evidente il clima repressivo che si respira in
Italia, destinato ad intensificarsi e normalizzarsi a causa della recente
conversione in legge dell’ultimo decreto sicurezza. “Di fronte a questo clima di
soffocamento delle libertà democratiche e di partecipazione alla vita politica
comune” conclude l’attivista “è essenziale rafforzare le relazioni e creare reti
di solidarietà che non si lascino intimorire e spezzare dalla repressione.
Perché è solo insieme che è possibile difendere la Terra da chi sta traendo
profitto dalla sua distruzione.”
Fonti
* Extinction Rebellion:
https://extinctionrebellion.it/press/2025/03/07/occupata-tesla-milano/
* Oxfam: https://www.oxfamitalia.org/emissioni-super-ricchi-futuro-del-pianeta/
* La Repubblica:
* https://www.repubblica.it/esteri/2024/12/21/news/elon_musk_afd_destra_uk_donazioni-423900716/
Extinction Rebellion