A Mosca c’è stato un attentato dai contorni ancora oscuri
Tre persone sono morte e altre 21 sono rimaste ferite nell’esplosione che, nella
serata di ieri, ha colpito l’ingresso del ristorante italiano Balzi Rossi,
situato in piazza Kudrinskaya, nel centro di Mosca. Dopo le prime incertezze
sulle cause della deflagrazione – era stata inizialmente ipotizzata una fuga di
gas – il Comitato nazionale antiterrorismo russo (NAC) ha parlato di un vero e
proprio attentato, rendendo noto che una donna ha tentato di introdursi
all’interno del locale con un ordigno esplosivo artigianale. La dinamica e il
possibile obiettivo dell’attacco restano tuttavia al centro delle indagini,
mentre diversi media indipendenti e blogger russi fanno riferimento alla
presenza nel locale di un generale, probabilmente il nuovo capo dell’aeronautica
russo, Alexander Chaiko.
Secondo quanto ricostruito, mentre la donna cercava di entrare nella struttura
con l’ordigno, sarebbe stata fermata da una guardia di sicurezza. Nel momento
del controllo, il dispositivo è esploso. Tra le vittime figurano la presunta
attentatrice, l’addetto alla sicurezza e un cliente del ristorante. I feriti,
come riferito dal NAC, hanno riportato lesioni di diversa gravità e stanno
ricevendo tutte le cure necessarie, come dichiarato da Alexey Kuznetsov,
assistente del ministro della Salute. Le indagini sono attualmente in corso: sul
luogo dell’esplosione stanno operando investigatori e criminologi del Comitato
investigativo russo. La polizia e la Guardia Nazionale hanno limitato l’accesso
alla zona circostante il grattacielo, mentre il traffico è stato interrotto. Il
Dipartimento dei trasporti di Mosca ha inoltre rinviato la seconda edizione del
Festival ciclistico notturno.
Elementi ancora non confermati emergono dalle ricostruzioni dei media
indipendenti. Il ristorante, secondo quanto riportato da diverse fonti, era
chiuso al pubblico perché ospitava un evento privato. Il portale d’informazione
Astra, citando un testimone, sostiene che nel locale si stesse festeggiando il
compleanno di un generale, non rendendone nota l’identità. Il giornalista russo
Oleg Kashin ha affermato che il festeggiato sarebbe il comandante in capo delle
Forze Aerospaziali russe, il generale colonnello Alexander Chaiko, accusato da
Kiev di aver avuto un ruolo nelle operazioni militari nell’area di Bucha e
sanzionato dall’Unione Europea. Questa ipotesi non ha, nel momento in cui questo
articolo viene pubblicato, ricevuto conferme ufficiali. Il canale Telegram
VChK-OGPU sostiene inoltre che tra gli invitati fosse presente anche il deputato
della Duma di Stato Zelimkhan Mutsoev.
Il quotidiano Kommersant, citando proprie fonti, ha ricostruito una dinamica che
suggerirebbe un attacco mirato: «Si ipotizzava che la bomba fosse stata fatta
esplodere a distanza da qualcun altro e che la donna che la trasportava potesse
non sapere che si trattava di un ordigno esplosivo». Secondo il giornale, la
donna si sarebbe presentata all’ingresso con una scatola, sostenendo che
contenesse un regalo destinato agli ospiti, e la guardia, insospettita, avrebbe
deciso di ispezionarla. Kommersant riferisce inoltre che il dispositivo aveva
una potenza equivalente a circa un chilogrammo di tritolo ed era caricato con
sfere metalliche. Il quotidiano evidenzia come le rigorose misure di sicurezza
predisposte per l’evento potrebbero avere evitato un bilancio molto più grave,
limitando gli effetti dell’esplosione all’ingresso del ristorante.
Secondo quanto riferito da Astra, nelle vicinanze del ristorante erano
parcheggiate numerose auto con targhe nere, generalmente utilizzate da strutture
militari e governative, circostanza che ha alimentato le speculazioni sulla
presenza di alti funzionari tra gli invitati. Una residente del palazzo di
piazza Kudrinskaya ha raccontato ai giornalisti di aver visto uomini e donne in
abiti eleganti uscire dal locale a piedi nudi, tenendo in mano le scarpe, subito
dopo l’esplosione. Le indagini proseguono.
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