Tag - Onu

Chi trova un amico, trova… le bombe
Crimini del Terzo Millennio. Il 19 marzo 2011 comincia l’operazione “Odissey Dawn”, aggressione militare contro la Libia. di Bruno Lai. La coalizione tra Stati Uniti d’America, Francia, Spagna, Regno Unito, Canada e Italia dà il via alla guerra in Libia contro il regime del colonnello Mu’ammar Gheddafi. L’aggressione contro la Libia ha alcune caratteristiche delle “Nuove Guerre” che hanno inondato
Board of Peace: Micaela Frulli, prof.ssa di diritto internazionale
Insieme a una compagna del Team Legale della Sumud Flotilla e a Micaela Frulli, professoressa dell'università di Firenze di Diritto Internazionale, parliamo del Board Of Peace. Il 17 novembre il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite approva la Risoluzione Onu 2803, nonché il piano di pace proposto da Trump sulla vita delle persone palestinesi. Gli unici due voti astenuti sono di Cina e Russia, i quali avrebbero potuto mettere il veto ma hanno preferito astenersi. Di cosa si parla in questa risoluzione? Non si parla di oltre 2 anni di genocidio, non sono messi al centro i/le palestinesi, la ricostruzione non la paga Israele bensì la banca mondiale e gli altri Stati. Di cosa tratta la risoluzione e il board of peace ne parliamo con l'aiuto della compagna e della professoressa, che ci aiutano a fare chiarezza sul contenuto ma anche di contestualizzare il processo entro cui si afferma questo nuovo organo sovranazionale. Il board of peace affianca l'Onu oppure lo scavalca?  Si tratta di uno dei due approfondimenti che verrà fatto dai microfoni di Radio Onda Rossa, il secondo avrà una sguardo più geografico e spaziale sulla ricostruzione di Gaza.  
February 26, 2026
Radio Onda Rossa
«Board»: il mondo che Trump creò
articoli di Franco Astengo e di Mario Sommella «Board»: l’Onu personale di Trump di Franco Astengo Forse in maniera inopportuna ma mi permetto egualmente di sollevare un tema che mi pare fortemente sottovalutato. Si tratta di questo: nella crisi degli organismi sovranazionali e in particolare dell’ONU, in una fase di scontro frontale all’insegna della “logica dei blocchi” il presidente USA
January 23, 2026
La Bottega del Barbieri
Può esistere una cittadinanza globale?
di Luca Graziano Viviamo in un’epoca in cui la parola cittadinanza sembra aver perso il suo significato originario. Nata per unire, oggi essa divide. Definisce confini, stabilisce appartenenze, assegna diritti in modo diseguale. È diventata una condizione geografica più che un riconoscimento universale dell’essere umano. Ogni giorno, nel Mediterraneo, lungo il confine tra Messico e Stati Uniti o nei deserti
January 11, 2026
La Bottega del Barbieri
Francesca Albanese non si ferma: ecco il report che accusa l’Occidente
Nonostante una intensa campagna di disinformazione e di odio nei suoi confronti Francesca Albanese continua nel suo lavoro di Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati e pubblica un nuovo report. Il genocidio di Gaza: un crimine … Leggi tutto L'articolo Francesca Albanese non si ferma: ecco il report che accusa l’Occidente sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Sanzioni ad Albanese: un attacco al diritto internazionale
Nel mondo al contrario nel quale viviamo, gli Stati Uniti, mentre accolgono in pompa magna il premier israeliano Netanyahu, destinatario di un mandato di arresto emesso dalla Corte penale internazionale, accusano Francesca Albanese, Relatrice speciale per i territori palestinesi delle Nazioni Unite, di portare avanti «una campagna politica ed economica contro gli Stati Uniti e Israele». Il Segretario di Stato Marco Rubio ha infatti annunciato il 10 luglio sanzioni contro gli «illegittimi e vergognosi sforzi di Albanese per fare pressione sulla Corte penale internazionale affinché agisca contro funzionari, aziende e leader statunitensi e israeliani». > Al centro dell’attacco è chiaramente l’ultimo rapporto della Relatrice Onu, > pubblicato il 30 giugno, che denuncia il legame del settore privato con il > genocidio. Come leggiamo nel sommario: «Mentre i leader politici e i governi si sottraggono ai loro obblighi, molte aziende hanno tratto profitto dall’economia israeliana di occupazione illegale, apartheid e ora genocidio. La complicità esposta dal rapporto è solo la punta dell’iceberg; non sarà possibile porvi fine senza ritenere il settore privato responsabile, compresi i suoi dirigenti (…). Questo è un passo necessario per porre fine al genocidio e smantellare il sistema globale che lo ha permesso». Ma è tutto il suo lavoro ad essere denigrato. Il suo mandato è iniziato nel 2022, e da allora, convenzioni internazionali alla mano, denuncia le violazioni dei diritti umani del popolo palestinese a opera di Israele e dei suoi complici. La Relatrice speciale è un’esperta indipendente con il compito di monitorare i diritti umani nei territori palestinesi, i suoi rapporti non hanno potere sanzionatorio ma possono aumentare la pressione internazionale e informano il lavoro della Corte penale internazionale. Israele aveva già cominciato una campagna per screditare Albanese. Oggi, infatti, se si cerca il suo nome su Google si troverà una pagina sponsorizzata dell’Israel National Digital Agency dove si legge che «Le sue dichiarazioni pubbliche sono state caratterizzate dalla distorsione dell’Olocausto, dalla negazione del diritto all’esistenza di Israele e da una retorica che minimizza o giustifica la violenza terroristica – un linguaggio fondamentalmente in contrasto con i principi della legge internazionale sui diritti umani». Come scrive Elisabetta Rosso su FanPage: «La pagina sponsorizzata fa parte di una campagna controversa del governo israeliano. Da mesi la Israeli Government Advertising Agency – agenzia che opera come gruppo di comunicazione per il governo di Benjamin Netanyahu – sta cercando di manipolare la narrazione con strumenti propri della comunicazione commerciale». Come il video costruito con l’intelligenza artificiale sugli aiuti umanitari distribuiti a Gaza e la campagna contro l’UNRWA.  Craig Mokhiber su Mondoweiss spiega che «L’ordine di sanzioni e le dichiarazioni che le accompagnano costituiscono una violazione diretta della Carta delle Nazioni Unite, della Convenzione sui privilegi e le immunità delle Nazioni Unite e dell’Accordo sulla sede delle Nazioni Unite (Accordo sul Paese ospitante)». E, continua Mokhiber, può essere considerata una violazione degli USA della Convenzione sul genocidio delle Nazioni Unite, in base alla quale Israele è attualmente sotto processo presso la Corte penale internazionale. Le sanzioni sono un vero e proprio attacco al sistema delle Nazioni Unite, di cui la Relatrice è parte insieme alla Corte penale internazionale, già sanzionata dagli USA lo scorso febbraio all’indomani del pronunciamento in cui giudicava «plausibile» il genocidio perpetrato da Israele. Si screditano gli organi che si sono fatti portavoce delle più forti denunce contro il genocidio, crimini di guerra e contro l’umanità commessi da Israele. L’obiettivo finale del governo Trump, e del suo alleato Netanyahu, è far crollare l’intera impalcatura del diritto internazionale liberale e lasciare mano libera alla legge del più forte nello scacchiere internazionale. > Sono i governi reazionari occidentali, quindi, a essere i primi nemici del > sistema dei diritti umani e della pace.  Sono decine le dichiarazioni di solidarietà da parte della società civile in tutto il mondo: il portavoce delle Nazioni Unite Stéphane Dujarric ha dichiarato che «l’uso di sanzioni unilaterali contro i relatori speciali o qualsiasi altro esperto o funzionario delle Nazioni Unite è inaccettabile», così come l’Unione Europea tramite la portavoce della Commissione per gli Affari esteri El Anouni.  Ancora nessuna voce, invece, da parte del governo italiano, che da una parte aderisce alla delegittimazione della Corte penale internazionale, aiutando la fuga del torturatore Al-Masri, dall’altra rimane in silenzio di fronte all’annuncio delle sanzioni statunitensi a Francesca Albanese. Un silenzio imbarazzante che coinvolge anche il capo dello Stato Sergio Mattarella, ma che non stupisce dato il suo legame storico con Israele. Nel 2005 fu proprio Mattarella il relatore in commissione del Memorandum di intesa con Israele in materia di cooperazione nel settore militare e della difesa. Evidentemente, le istituzioni di questo Paese non considerano Francesca Albanese “un’eccellenza italiana” da sostenere così come non riconoscono il diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione.  Immagine di copertina da Wikicommons SOSTIENI, DIFENDI, DIFFONDI DINAMOPRESS Per sostenere Dinamopress si può donare sul nostro conto bancario, Dinamo Aps Banca Etica IT60Y0501803200000016790388 tutti i fondi verranno utilizzati per sostenere direttamente il progetto: pagare il sito, supportare i e le redattrici, comprare il materiale di cui abbiamo bisogno L'articolo Sanzioni ad Albanese: un attacco al diritto internazionale proviene da DINAMOpress.
July 14, 2025
DINAMOpress
Guerra, patria, patriarcato
Improvvisamente la guerra è tornata. In questi seicento giorni ho partecipato a un crescendo di dibattiti. Spesso mi sono lasciata trasportare dalle emozioni, da incredulità, da rabbia. Da paura, anche, perché siamo nel centro della guerra: le basi militari sono … Leggi tutto L'articolo Guerra, patria, patriarcato sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Le Multinazionali Complici del Genocidio Palestinese: il rapporto di Francesca Albanese
Il rapporto di Francesca Albanese, Relatrice Speciale delle Nazioni Unite, Da un’economia di occupazione a un’economia di genocidio rivela come il settore privato globale sia diventato complice attivo del genocidio in corso. L’indagine, basata su oltre 200 comunicazioni e un … Leggi tutto L'articolo Le Multinazionali Complici del Genocidio Palestinese: il rapporto di Francesca Albanese sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.