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Nazionalizzare ENI: la proprietà privata è una tassa imposta a tutta la società
Il piccolo Comune abruzzese di Valle Castellana ha rilevato il controllo di un distributore di benzina che stava chiudendo, e che quindi ora è sotto il totale controllo pubblico (del Comune). Risultato: non dovendo conseguire alcun profitto, il distributore di benzina comunale può permettersi di abbassare il costo del carburante […] L'articolo Nazionalizzare ENI: la proprietà privata è una tassa imposta a tutta la società su Contropiano.
August 29, 2026
Contropiano
Valle Castellana: il piccolo Comune che ha “nazionalizzato” il distributore di benzina
In provincia di Teramo c'è un piccolo Comune da 800 abitanti che in queste ore sta facendo parlare di sé. Si tratta di Valle Castellana, l'ente locale guidato dal 2017 dal sindaco Camillo D'Angelo che insieme alla sua amministrazione ha deciso di comprare l'ultimo distributore di benzina rimasto sul territorio. Di fronte allo spettro della chiusura, il Comune è passato all'azione, avviando una gestione diretta che negli ultimi anni ha permesso la vendita del carburante praticamente al prezzo di costo, senza profitto. La scelta dell'amministrazione ha avuto risalto in queste ore, con il prezzo ... Questo è un articolo di approfondimento riservato ai nostri abbonati. Scegli l'abbonamento che preferisci (al costo di un caffè la settimana) e prosegui con la lettura dell'articolo. Se sei già abbonato effettua l'accesso qui sotto o utilizza il pulsante "accedi" in alto a destra. ABBONATI / SOSTIENI L'Indipendente non ha alcuna pubblicità né riceve alcun contributo pubblico. E nemmeno alcun contatto con partiti politici. Esiste solo grazie ai suoi abbonati. Solo così possiamo garantire ai nostri lettori un'informazione veramente libera, imparziale ma soprattutto senza padroni. Grazie se vorrai aiutarci in questo progetto ambizioso. Username Password Ricordami     Password dimenticata The post Valle Castellana: il piccolo Comune che ha “nazionalizzato” il distributore di benzina appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 26, 2026
L'INDIPENDENTE
L’app che confronta i prezzi dei distributori di carburante in tutta Italia
C’è uno strumento pubblico, gratuito e poco conosciuto, che permette di scoprire dove conviene fare rifornimento nella propria zona: si chiama Osservaprezzi Carburanti, è raggiungibile dal portale ufficiale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, di recente lanciato anche come applicazione per smartphone, e permette di individuare i distributori con il prezzo più basso, anche lungo un percorso o su un’intera tratta autostradale. La sua utilità si misura proprio in giornate come questa: oggi il governo torna a riunirsi per decidere se prorogare lo sconto sulle accise sul gasolio, reintrodotto il 27 luglio dopo la nuova impennata dei prezzi e in scadenza il 6 agosto. È l’ultimo capitolo di una serie di interventi sulla tassazione dei carburanti avviata a marzo, in risposta alla guerra in Medio Oriente e alla chiusura dello stretto di Hormuz. Il conto per chi guida si aggira intanto sui due euro al litro per la benzina self service e supera i due euro e nove centesimi per il gasolio: i valori più alti dell’anno, secondo i dati del Mimit. Al blocco temporaneo dello stretto si è aggiunto lo stop alle esportazioni di gasolio deciso da Mosca un mese fa, mentre alcune raffinerie europee restano ferme e le scorte di diesel sono ai minimi da giugno 2022. Il risultato è un sorpasso ormai strutturale: il gasolio, tradizionalmente più economico, costa oggi più della benzina, con ricadute dirette su autotrasporto, pendolari e riscaldamento. Sul fronte delle misure, il governo è intervenuto una prima volta il 18 marzo, tagliando le accise di 25 centesimi al litro su benzina e gasolio per venti giorni; è seguita una sequenza di decreti che ha rinnovato lo sconto, riducendone via via l’entità, fino a farlo scadere il 3 luglio. La nuova impennata di fine luglio ha imposto un decreto ponte, che dal 28 luglio al 6 agosto taglia di 17 centesimi al litro, tra accise e Iva, il prezzo del solo gasolio – esteso dal 30 luglio anche a Hvo e biodiesel – lasciando fuori la benzina. È su questa proroga che l’esecutivo si confronta oggi, con l’ipotesi, ancora sul tavolo, di allargare lo sconto anche alla benzina. Il cuore del sito è la sezione “Ricerca impianti“, che offre cinque modalità di ricerca, tutte accessibili dalla barra in alto. La più immediata è “in zona“: si cerca entro un raggio impostabile intorno alla propria posizione, individuata tramite geolocalizzazione, oppure disegnando a mano un’area sulla mappa. Chi preferisce partire da un riferimento amministrativo può usare “per area geografica“, selezionando in sequenza Regione, Provincia, Comune e infine i singoli distributori. Per chi è in viaggio, la modalità “su percorso” permette di inserire indirizzo di partenza e di arrivo, e confrontare i prezzi lungo il tragitto; la ricerca “per tratta autostradale” fa un lavoro analogo selezionando direttamente una delle tratte della rete autostradale, utile a chi percorre un’autostrada specifica senza conoscerne gli svincoli. Chiude l’elenco “per impianto“, pensata per chi conosce già il nome del distributore e vuole controllarne rapidamente il listino. In tutte le modalità si può filtrare per tipo di carburante – benzina, gasolio, Gpl, metano, Gnl – e ordinare i risultati dal più economico al più caro, con la mappa che si aggiorna in tempo reale man mano che si affinano i criteri. Dal 20 luglio esiste anche un’app dedicata, che si chiama “Osservaprezzi Carburanti”, scaricabile gratis su iOS e Android, che attinge agli stessi dati del portale ma con una logica più semplice: si seleziona la Regione, si apre una mappa con gli impianti della zona e si clicca su un distributore per leggerne il prezzo e lo scarto rispetto alla media regionale del giorno. Mancano però le cinque modalità di ricerca del sito – niente selezione per Provincia e Comune, niente ricerca su percorso o per tratta autostradale, niente ricerca diretta per nome dell’impianto – e le associazioni dei consumatori l’hanno criticata fin dal debutto: il Codacons lamenta l’assenza di un confronto diretto tra i prezzi dei vari distributori in un’unica lista e segnala listini fermi anche a giugno, mentre l’Unione Nazionale Consumatori contesta il raggio di ricerca, limitato a 10 chilometri. C’è poi una seconda funzione, meno nota ma altrettanto utile: la sezione “Confrontare i prezzi dei carburanti“, disponibile solo sul portale, visto che al momento non risulta replicata nell’applicazione. Viene applicata una metodologia comune a livello europeo per rendere paragonabili carburanti diversi, tradizionali e alternativi, esprimendo il costo di ciascuno in base a una percorrenza standard di 100 chilometri, anziché al semplice prezzo al litro o al chilo. I dati, aggiornati al 2023, sono il modo più diretto per capire, al netto delle diverse unità di misura, se convenga davvero passare al Gpl, al metano o a un’alimentazione elettrica rispetto alla propria auto a benzina o gasolio, una domanda che, con i prezzi attuali, si fanno sempre più automobilisti, e che non può avere risposta dalla sola lettura del cartello all’impianto.   The post L’app che confronta i prezzi dei distributori di carburante in tutta Italia appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 4, 2026
L'INDIPENDENTE
BOLIVIA: GOVERNO PROCLAMA LO STATO DI EMERGENZA CONTRO I BLOCCHI DEGLI INDIGENI. TESTIMONIANZA DA LA PAZ
È entrata in vigore in Bolivia la Legge 1740 che disciplina gli stati di eccezione, a oltre cinque settimane dall’inizio delle ampie proteste con blocchi che hanno paralizzato il Paese. Promulgata dal presidente Rodrigo Paz, la norma definisce il quadro giuridico per l’applicazione di misure straordinarie in situazioni di crisi che possano minacciare l’ordine costituzionale, la sicurezza pubblica, la sovranità nazionale o il funzionamento delle istituzioni democratiche. Con la pubblicazione della legge, le Forze Armate saranno autorizzate a reprimere le proteste, in particolare, togliere i blocchi stradali che caratterizzano le proteste boliviane. Rodrigo Paz, al potere da sette mesi, si trova ad affrontare settimane di malcontento da parte di diversi settori (operai, agricoltori, minatori, trasportatori e insegnanti) che hanno eretto decine di blocchi stradali a causa della rabbia per la grave crisi economica boliviana e ne chiedono le dimissioni. Tuttavia secondo l’intervista che Radio Onda d’Urto ha realizzato con Luis Arequipa, cittadino di La Paz, “il problema di fondo non risiede in una rivendicazione di carattere economico, né di carattere sociale. Le proteste in corso sono di carattere prettamente politico” e riguarda la rappresentanza dei popoli indigeni all’interno dei centri di potere.  Le proteste sono animate dagli strati popolari che abitano la Bolivia rurale e le periferie delle grandi città. Una larga fetta di popolazione che da anni continua ad impoverirsi anche a causa delle politiche liberali imposte dagli ultimi due governi, che hanno invece favorito i grandi latifondisti e il settore agroindustriale. Ad esacerbare la situazione era poi esploso lo scandalo della benzina contaminata, allungata con varie sostanze per contenere gli aumenti del costo del petrolio a causa della guerra degli Stati Uniti e Israele, all’Iran. La benzina contaminata che è stata distribuita in Bolivia, aveva rovinato o messo fuori uso i motori dei mezzi di trasporto pubblico e privato. Sullo scandalo è in corso un’inchiesta, ma il popolo ha incolpato il governo che aveva scelto la società che importava i carburanti dal Cile e che si è resa colpevole della contaminazione della benzina. Di tutto questo abbiamo parlato con Luis Arequipa, cittadino di La Paz, capitale della Bolivia. Ascolta o scarica La versión original de la entrevista en español con Luis Arequipa. Escuchar o descargar
June 11, 2026
Radio Onda d`Urto
UTILI MONSTRE PER BANCHE E AZIENDE ENERGETICHE, PAGANO I CONSUMATORI. SCHETTINO: “UN’ECONOMIA CHE SI BASA SULL’ANTAGONISMO DI CLASSE”
Utili milionari per i colossi energetici e bancari. Profitti record anche per le aziende italiane, come Italgas che chiude il primo trimestre con ricavi in crescita del 44,1%, cioè 661milioni. Per quanto riguarda le banche, Banco Bpm ha chiuso i primi 3 mesi del 2026 con un utile di 480 milioni di euro, in crescita del trimestre prcedente del 15%. Unicredit invece chiude i primi 3 mesi dell’anno con un utile di 3,2 miliardi di euro. Al contempo arriva l’allarme del Fondo Monetario Internazionale sul caro energia: “con i prezzi attuali, la famiglia media dell’Ue perderebbe circa 375 euro nel 2026, pari allo 0,7% del consumo medio, a causa di tutti gli aumenti di prezzo”. Va peggio per l’Italia, dopo la fine del taglio delle accise, dove la benzina è arrivata a sfiorare i 2 al litro al self. Quasi 10 euro in più per fare il pieno. Oltre i carburanti, a svuotare i redditi italiani sono anche i rincari su trasporti e generi alimentari. Il Codacons, elaborando gli ultimi dati Istat sul rincaro dei prezzi, ha provato a quantificare i danni per l’economia reale italiana. “Un’inflazione al +2,8% si traduce, a parità di consumi e considerata la spesa totale delle famiglie, in una stangata media da +926 euro annui per la famiglia tipo (2 adulti e un figlio) che sale a +1.279 euro annui per un nucleo con due figli”, scrive oggi l’associazione dei consumatori. Il commento sugli ultimi dati economici di Fmi e Istat con Francesco Schettino, economista e docente all’università della Campania “Luigi Vanvitelli”. Ascolta o scarica
STATI UNITI, ISRAELE E LA GUERRA NEL GOLFO CHE SCIVOLA NEL BARATRO. INTERVISTE E AGGIORNAMENTI
Raid continui di Israele e Usa sull’Iran, con Teheran che replica colpendo una petroliera in Qatar, pozzi in Kurdistan iracheno, basi e sedi diplomatiche Usa nei paesi del Golfo. Missili e droni di Iran, Hezbollah e anche Houthi con diversi feriti pure su diverse zone di Israele, che nel frattempo martella di attacchi la Palestina, anche con armi occidentali e pure italiane: è quanto denuncia l’azione legale promossa da numerose ong italiane e arrivata oggi per la prima volta in udienza al  al Tribunale civile di Roma. Dichiarare nulli i contratti di fornitura militare con lo Stato di Israele firmati da Leonardo e Stato italiano: questa la richiesta di A Buon Diritto, Acli, Arci, AssoPacePalestina, Attac Italia, Pax Christi e Un Ponte Per, con la partnership legale della Fondazione Hind Rajab e insieme a Hala Abulebdeh, cittadina palestinese. Oggi udienza tecnica a trattazione scritta: il giudice ha 30 giorni di tempo per pronunciarsi sui nodi preliminari della causa di Roma. L’intervista a Minoo Mirshahvalad, sociologa iraniana, oggi ricercatrice di sociologia dell’Islam all’Università di Copenaghen, in Danimarca. Ascolta o scarica. Raid incessanti di Tel Aviv pure sul Libano, con 13 morti solo dall’alba. Una vera e propria strage è stata compiuta dai jet israeliani sul sud di Beirut sud, a Jnah, con 5 morti e 21 feriti gravi, tutti civili; bombardate quattro auto parcheggiate in strada Un altro attacco ha colpito un veicolo a Khaldeh, appena a sud di Beirut, uccidendo altre 2 persone e ferendone 3. Sempre da Israele il ministro Katz conferma di voler trasformare il sud del Libano in una landa desolata, come fatto a Gaza, demolendo le abitazioni in cui vivono 600mila libanesi, la metà scarsa del totale degli sfollati interni in meno di un mese di aggressione militare. Tel Aviv vuole occupare il territorio libanese fino al fiume Litani, cioè almeno 30 km almeno, dove però continua la resistenza di Hezbollah, a cui oggi è arrivato il primo messaggio della neoguida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei. In un messaggio al segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, Teheran promette di “continuare a sostenere con tutto il cuore il movimento di resistenza” libanese. Allargando lo sguardo al mare, resta chiuso al traffico marittimo lo stretto di Hormuz, dove passa il 20% degli idrocarburi. Su questo Londra fa sapere che nel fine settimana ospiterà un vertice con 30 Paesi per, secondo Starmer, “studiare i modi di protezione delle rotte commerciali globali”, che impattano soprattutto in Europa. Proprio contro l’Europa si scaglia il segretario di Stato Usa, Rubio, che attacca chi non concede l’uso delle basi: “gli Usa riesamineranno il loro rapporto con la Nato”. “Sto considerando di ritirarci, gli altri Paesi imparino a difendersi da soli e vadano loro prendere il petrolio a Hormuz”, rincara Trump, che però per stasera annuncia “importanti aggiornamenti sull’Iran”. Qui il ministro degli esteri Aragchi fa sapere di avere ricevuto “messaggi” dall’inviato Usa, Witkoff. Sempre sul piano negoziale, l’Iran – con la mediazione di Pakistan e Cina – avrebbe inviato altri 5 punti, considerati irrinunciabili, per deporre le armi di fronte all’aggressione israelo-Usa. L’intervista a Francesco Vignarca, della rete italiana Pace e Disarmo. Ascolta o scarica. In Italia intanto tiene ancora banco ancora Sigonella, off limits per alcuni F-15 Usa partiti dalla Gran Bretagna e diretti a bombardare l’Iran. Venerdì socrso la Difesa ha negato l’atterraggio: appurato che non si trattava di mezzo non logistici è stato deciso lo stop. “Ho fatto solo rispettare gli accordi”, frena Crosetto, con palazzo Chigi che si affretta a ribadire: “i rapporti con Washington sono solidi”. Le opposizioni chiedono a Crosetto di riferire in Parlamento, cosa al momento non prevista. In aula arriverà invece, giovedì 9 aprile, la Meloni, con comunicazioni relative alle “linee della ripartenza” dopo la scoppola del referendum. La premier, dice di voler chiarire “una volta per tutte i provvedimenti su cui il governo è impegnato e continuerà a lavorare” nell’ultimo anno di legislatura, diventato improvvisamente una montagna da scalare per la destra, dopo i 15 milioni di no nel voto referendario sulla giustizia che hanno squassato gli equilibri interni. Intanto ieri è arrivata l’ennesima fiducia – contro le opposizioni e pure i 3 deputati di Vannacci – sul decreto Bollette, meno di un pannicello caldo di fronte alla tempesta della recessione economica alle porte, tra impennata del petrolio e conseguente boom dell’inflazione. L’esecutivo cerca di raggranellare un altro mezzo miliardo di euro entro venerdì, quando è convocato un Cdm per prorogare il congelamento delle accise fino al 30 aprile, mentre anche il resto d’Europa vede nero: oggi la Germania ha dimezzato le stime di crescita, mentre a Bruxelles si parla apertamente di recessione e austerity, oltre che di programmi di “razionamento e riduzione” dell’energia. Antonio Tricarico, economista e responsabile finanza pubblica e multinazionali di Re:Common. Ascolta o scarica.
April 1, 2026
Radio Onda d`Urto
Basta speculazione sistemica sui prezzi di carburanti e bollette
L’associazione consumatori A.Ba.Co., insieme all’avvocato Vincenzo Perticaro e con la collaborazione di ASIA USB, ha recentemente presentato un esposto per denunciare la dinamica speculativa sui prezzi dell’energia: una situazione che sta procurando immensi profitti da parte dei colossi dell’energia a scapito della cittadinanza, approfittando della situazione di crisi internazionale. L’esposto è […] L'articolo Basta speculazione sistemica sui prezzi di carburanti e bollette su Contropiano.
April 1, 2026
Contropiano
Competizione USA-Cina: guerra al mercato energetico globale e cause dei rincari sul carburante
La guerra all’Iran viene letta anche come un tentativo da parte degli USA di adottare una Grand Strategy di contenimento dell’ascesa cinese dal punto di vista tecnologico e non solo, colpendo i Paesi che riforniscono la RPP di petrolio. Nonostante gli impatti della guerra sull’ambito energetico globale siano evidenti la Cina dimostra una capacità di reggere le interferenze in materia energetica grazie alla sua gestione e pianificazione in tale ambito. Non si può dire lo stesso del contesto “occidentale”, dove il limite maggiore è dato dalla quasi totale finanziarizzazione dell’energia e dell’aggancio dei prezzi alla Borsa di Amsterdam. A livello nostrano, a fronte del neonato decreto per lo sconto sulle accise dei carburanti, un decreto palliativo che non risolve i rincari in quanto durerà venti giorni soltanto, è chiaro che non esista alcun tipo di ragionamento prospettico sul tema energetico, ma anzi si continui ad agevolare la speculazione. Ne parliamo con Dario Di Conzo, docente a contratto all’Università di Napoli “L’Orientale” dove insegna “Riforme economiche della Cina Contemporanea”
March 19, 2026
Radio Blackout - Info
Presentata denuncia contro la speculazione sui prezzi della benzina
La speculazione sui prezzi dei carburanti è già ben visibile. La guerra in corso in Medio Oriente ha visto il prezzo di gas e petrolio schizzare subito verso l’alto, ma i carburanti stoccati nelle raffinerie sono stati acquistati quando i prezzi erano ancora bassi. Eppure alle pompe di benzina sono […] L'articolo Presentata denuncia contro la speculazione sui prezzi della benzina su Contropiano.
March 13, 2026
Contropiano