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UTILI MONSTRE PER BANCHE E AZIENDE ENERGETICHE, PAGANO I CONSUMATORI. SCHETTINO: “UN’ECONOMIA CHE SI BASA SULL’ANTAGONISMO DI CLASSE”
Utili milionari per i colossi energetici e bancari. Profitti record anche per le aziende italiane, come Italgas che chiude il primo trimestre con ricavi in crescita del 44,1%, cioè 661milioni. Per quanto riguarda le banche, Banco Bpm ha chiuso i primi 3 mesi del 2026 con un utile di 480 milioni di euro, in crescita del trimestre prcedente del 15%. Unicredit invece chiude i primi 3 mesi dell’anno con un utile di 3,2 miliardi di euro. Al contempo arriva l’allarme del Fondo Monetario Internazionale sul caro energia: “con i prezzi attuali, la famiglia media dell’Ue perderebbe circa 375 euro nel 2026, pari allo 0,7% del consumo medio, a causa di tutti gli aumenti di prezzo”. Va peggio per l’Italia, dopo la fine del taglio delle accise, dove la benzina è arrivata a sfiorare i 2 al litro al self. Quasi 10 euro in più per fare il pieno. Oltre i carburanti, a svuotare i redditi italiani sono anche i rincari su trasporti e generi alimentari. Il Codacons, elaborando gli ultimi dati Istat sul rincaro dei prezzi, ha provato a quantificare i danni per l’economia reale italiana. “Un’inflazione al +2,8% si traduce, a parità di consumi e considerata la spesa totale delle famiglie, in una stangata media da +926 euro annui per la famiglia tipo (2 adulti e un figlio) che sale a +1.279 euro annui per un nucleo con due figli”, scrive oggi l’associazione dei consumatori. Il commento sugli ultimi dati economici di Fmi e Istat con Francesco Schettino, economista e docente all’università della Campania “Luigi Vanvitelli”. Ascolta o scarica
STATI UNITI, ISRAELE E LA GUERRA NEL GOLFO CHE SCIVOLA NEL BARATRO. INTERVISTE E AGGIORNAMENTI
Raid continui di Israele e Usa sull’Iran, con Teheran che replica colpendo una petroliera in Qatar, pozzi in Kurdistan iracheno, basi e sedi diplomatiche Usa nei paesi del Golfo. Missili e droni di Iran, Hezbollah e anche Houthi con diversi feriti pure su diverse zone di Israele, che nel frattempo martella di attacchi la Palestina, anche con armi occidentali e pure italiane: è quanto denuncia l’azione legale promossa da numerose ong italiane e arrivata oggi per la prima volta in udienza al  al Tribunale civile di Roma. Dichiarare nulli i contratti di fornitura militare con lo Stato di Israele firmati da Leonardo e Stato italiano: questa la richiesta di A Buon Diritto, Acli, Arci, AssoPacePalestina, Attac Italia, Pax Christi e Un Ponte Per, con la partnership legale della Fondazione Hind Rajab e insieme a Hala Abulebdeh, cittadina palestinese. Oggi udienza tecnica a trattazione scritta: il giudice ha 30 giorni di tempo per pronunciarsi sui nodi preliminari della causa di Roma. L’intervista a Minoo Mirshahvalad, sociologa iraniana, oggi ricercatrice di sociologia dell’Islam all’Università di Copenaghen, in Danimarca. Ascolta o scarica. Raid incessanti di Tel Aviv pure sul Libano, con 13 morti solo dall’alba. Una vera e propria strage è stata compiuta dai jet israeliani sul sud di Beirut sud, a Jnah, con 5 morti e 21 feriti gravi, tutti civili; bombardate quattro auto parcheggiate in strada Un altro attacco ha colpito un veicolo a Khaldeh, appena a sud di Beirut, uccidendo altre 2 persone e ferendone 3. Sempre da Israele il ministro Katz conferma di voler trasformare il sud del Libano in una landa desolata, come fatto a Gaza, demolendo le abitazioni in cui vivono 600mila libanesi, la metà scarsa del totale degli sfollati interni in meno di un mese di aggressione militare. Tel Aviv vuole occupare il territorio libanese fino al fiume Litani, cioè almeno 30 km almeno, dove però continua la resistenza di Hezbollah, a cui oggi è arrivato il primo messaggio della neoguida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei. In un messaggio al segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, Teheran promette di “continuare a sostenere con tutto il cuore il movimento di resistenza” libanese. Allargando lo sguardo al mare, resta chiuso al traffico marittimo lo stretto di Hormuz, dove passa il 20% degli idrocarburi. Su questo Londra fa sapere che nel fine settimana ospiterà un vertice con 30 Paesi per, secondo Starmer, “studiare i modi di protezione delle rotte commerciali globali”, che impattano soprattutto in Europa. Proprio contro l’Europa si scaglia il segretario di Stato Usa, Rubio, che attacca chi non concede l’uso delle basi: “gli Usa riesamineranno il loro rapporto con la Nato”. “Sto considerando di ritirarci, gli altri Paesi imparino a difendersi da soli e vadano loro prendere il petrolio a Hormuz”, rincara Trump, che però per stasera annuncia “importanti aggiornamenti sull’Iran”. Qui il ministro degli esteri Aragchi fa sapere di avere ricevuto “messaggi” dall’inviato Usa, Witkoff. Sempre sul piano negoziale, l’Iran – con la mediazione di Pakistan e Cina – avrebbe inviato altri 5 punti, considerati irrinunciabili, per deporre le armi di fronte all’aggressione israelo-Usa. L’intervista a Francesco Vignarca, della rete italiana Pace e Disarmo. Ascolta o scarica. In Italia intanto tiene ancora banco ancora Sigonella, off limits per alcuni F-15 Usa partiti dalla Gran Bretagna e diretti a bombardare l’Iran. Venerdì socrso la Difesa ha negato l’atterraggio: appurato che non si trattava di mezzo non logistici è stato deciso lo stop. “Ho fatto solo rispettare gli accordi”, frena Crosetto, con palazzo Chigi che si affretta a ribadire: “i rapporti con Washington sono solidi”. Le opposizioni chiedono a Crosetto di riferire in Parlamento, cosa al momento non prevista. In aula arriverà invece, giovedì 9 aprile, la Meloni, con comunicazioni relative alle “linee della ripartenza” dopo la scoppola del referendum. La premier, dice di voler chiarire “una volta per tutte i provvedimenti su cui il governo è impegnato e continuerà a lavorare” nell’ultimo anno di legislatura, diventato improvvisamente una montagna da scalare per la destra, dopo i 15 milioni di no nel voto referendario sulla giustizia che hanno squassato gli equilibri interni. Intanto ieri è arrivata l’ennesima fiducia – contro le opposizioni e pure i 3 deputati di Vannacci – sul decreto Bollette, meno di un pannicello caldo di fronte alla tempesta della recessione economica alle porte, tra impennata del petrolio e conseguente boom dell’inflazione. L’esecutivo cerca di raggranellare un altro mezzo miliardo di euro entro venerdì, quando è convocato un Cdm per prorogare il congelamento delle accise fino al 30 aprile, mentre anche il resto d’Europa vede nero: oggi la Germania ha dimezzato le stime di crescita, mentre a Bruxelles si parla apertamente di recessione e austerity, oltre che di programmi di “razionamento e riduzione” dell’energia. Antonio Tricarico, economista e responsabile finanza pubblica e multinazionali di Re:Common. Ascolta o scarica.
April 1, 2026
Radio Onda d`Urto
Basta speculazione sistemica sui prezzi di carburanti e bollette
L’associazione consumatori A.Ba.Co., insieme all’avvocato Vincenzo Perticaro e con la collaborazione di ASIA USB, ha recentemente presentato un esposto per denunciare la dinamica speculativa sui prezzi dell’energia: una situazione che sta procurando immensi profitti da parte dei colossi dell’energia a scapito della cittadinanza, approfittando della situazione di crisi internazionale. L’esposto è […] L'articolo Basta speculazione sistemica sui prezzi di carburanti e bollette su Contropiano.
April 1, 2026
Contropiano
Competizione USA-Cina: guerra al mercato energetico globale e cause dei rincari sul carburante
La guerra all’Iran viene letta anche come un tentativo da parte degli USA di adottare una Grand Strategy di contenimento dell’ascesa cinese dal punto di vista tecnologico e non solo, colpendo i Paesi che riforniscono la RPP di petrolio. Nonostante gli impatti della guerra sull’ambito energetico globale siano evidenti la Cina dimostra una capacità di reggere le interferenze in materia energetica grazie alla sua gestione e pianificazione in tale ambito. Non si può dire lo stesso del contesto “occidentale”, dove il limite maggiore è dato dalla quasi totale finanziarizzazione dell’energia e dell’aggancio dei prezzi alla Borsa di Amsterdam. A livello nostrano, a fronte del neonato decreto per lo sconto sulle accise dei carburanti, un decreto palliativo che non risolve i rincari in quanto durerà venti giorni soltanto, è chiaro che non esista alcun tipo di ragionamento prospettico sul tema energetico, ma anzi si continui ad agevolare la speculazione. Ne parliamo con Dario Di Conzo, docente a contratto all’Università di Napoli “L’Orientale” dove insegna “Riforme economiche della Cina Contemporanea”
March 19, 2026
Radio Blackout - Info
Presentata denuncia contro la speculazione sui prezzi della benzina
La speculazione sui prezzi dei carburanti è già ben visibile. La guerra in corso in Medio Oriente ha visto il prezzo di gas e petrolio schizzare subito verso l’alto, ma i carburanti stoccati nelle raffinerie sono stati acquistati quando i prezzi erano ancora bassi. Eppure alle pompe di benzina sono […] L'articolo Presentata denuncia contro la speculazione sui prezzi della benzina su Contropiano.
March 13, 2026
Contropiano