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Fiori mancati
Forse Giorgia pensava che con la benzina sopra I due euro, l’inflazione che galoppa, I salari fermi da 30 anni, il potere d’acquisto in picchiata, stipendi da 7-800 euro al mese prospettive zero, I giovani italiani le mandassero dei fiori. * da Facebook L'articolo Fiori mancati su Contropiano.
October 18, 2026
Contropiano
La benzina scende di pochi centesimi e sembra un affare: la trappola della normalizzazione
Uno, nove, nove: le cifre luminose in cima alla colonnina dicono questo, e accanto c’è la fila. Auto incolonnate, motori accesi, qualcuno che fa i conti a mente in attesa del proprio turno. Da lunedì 28 settembre la scena si ripete davanti ai distributori Eni, dove la benzina non può superare 1,99 euro al litro e il gasolio 2,19. Nei telegiornali passa come una buona notizia, e in un certo senso lo è: circa diciassette centesimi in meno rispetto ai prezzi medi dei giorni precedenti, otto euro e mezzo risparmiati su un pieno da cinquanta litri. Peccato che a fine luglio del 2025 la benzina self costasse in media 1,72 euro al litro e il gasolio 1,66. Lo stesso pieno, al prezzo “calmierato” di oggi, costa tredici euro in più di allora. Sul diesel la differenza sale a ventisei. Detto in parole povere: facciamo la fila per pagare un prezzo che poco più di un anno fa avrebbe aperto i telegiornali come uno scandalo. E il sollievo ha pure una data di scadenza: trenta giorni, forse prorogabili fino a fine anno. Come ci siamo arrivati? A metà degli anni Novanta Joseph Overton, dirigente di un centro studi liberista del Michigan, descrisse una finestra invisibile che delimita ciò che una società considera accettabile in un dato momento. Una finestra che si può spostare. Sui prezzi il meccanismo ha un nome ancora più preciso: negli anni Settanta gli psicologi Daniel Kahneman e Amos Tversky lo chiamarono ancoraggio. Giudichiamo un numero confrontandolo con l’ultimo che abbiamo visto. Dopo mesi di rincari, con il gasolio che a metà settembre ha superato il record storico del 2022, l’ancora non è più 1,72. È 2,15, e da lì, 1,99 sembra un regalo. Già nel 1895 Gustave Le Bon, nella Psicologia delle folle, indicava in affermazione, ripetizione e contagio gli strumenti per guidare le masse. Il Novecento ha industrializzato il pricipio: nel 1933 il regime nazista fece produrre il Volksempfänger, una radio a basso costo pensata per entrare in ogni casa. Nel 1977 tre psicologi americani ne hanno dato la prova in laboratorio: un’affermazione già sentita ci sembra più credibile di una nuova. Oggi la radio in ogni casa è diventata uno schermo in ogni tasca, acceso dalla mattina alla sera, e la ripetizione è amplificata all’ennesima potenza. Cambia soprattutto la velocità: uno studio pubblicato su Nature Communications ha misurato che nel 2013 un argomento restava tra i cinquanta più discussi su Twitter per diciassette ore e mezza, tre anni dopo per meno di dodici. Più rapido il ricambio, più corta è la memoria, e senza il ricordo sparisce anche il termine di paragone. Anche la cronaca di questi giorni ha la sua regia, e non serve immaginare complotti: basta mettere in fila le date. Sabato 26 settembre il governo ha dimezzato lo sconto sull’accisa del gasolio, da 12,2 a 6,1 centesimi al litro. Lunedì è partito il tetto di Eni, società di cui lo Stato controlla circa un terzo tra ministero dell’Economia e Cassa depositi e prestiti. Poi si è mossa IP, dal primo ottobre toccherà a Q8: insieme fanno più della metà dei distributori italiani. Dal 6 ottobre dovrebbero scattare le accise mobili, uno sconto legato all’extragettito Iva che oggi nessuno è in grado di quantificare. La presidente del Consiglio ha parlato di un appello raccolto e si è detta «molto contenta» dell’adesione delle compagnie. Lo Stato riduce il proprio sconto, le compagnie calmierano e il governo ringrazia. E così il listino che sul gasolio ha appena battuto ogni record diventa la notizia di un risparmio. Intanto il gruppo Eni ha chiuso il primo semestre con un utile netto rettificato di 3,6 miliardi di euro, il 43 per cento in più dello stesso periodo del 2025, mentre la Figisc, la federazione dei gestori aderente a Confcommercio, parla di «dumping e concorrenza sleale». Chi gestisce una pompa bianca, con margini legati ai litri venduti, non ha i mezzi per rispondere a un tetto fissato da chi, insieme a IP, controlla quasi quattro distributori su dieci. La solidarietà, insomma, ha anche un ritorno di mercato. L’inverno, poi, deve ancora arrivare. Il commissario europeo all’Energia Dan Jorgensen ha avvertito che le forniture non mancheranno, ma i prezzi saranno molto alti. Secondo il direttore dell’Agenzia internazionale dell’energia, Fatih Birol, l’Europa è tra le regioni più esposte alla carenza di diesel. Dal primo ottobre, secondo l’Arera, la bolletta elettrica dei circa tre milioni di clienti vulnerabili salirà in un solo trimestre del 37,3 per cento. La fila, del resto, ha una sua logica, anche perché otto euro su un pieno si fanno sentire, eccome; il paradosso, però, sta tutto qui. Paghiamo la benzina quasi il sedici per cento in più di un anno fa, il gasolio quasi un terzo, e invece di chiedere conto dei rincari ci mettiamo in coda per festeggiare lo sconto. Perfino le associazioni dei consumatori hanno applaudito la scelta di Eni e la rabbia che dovrebbe montare contro i prezzi si scioglie nella piccola soddisfazione di aver trovato il distributore giusto: il risultato è che al posto della protesta c’è la fila. Poi il tetto scadrà, con il freddo alle porte e la domanda di energia in crescita. E se il listino tornerà a salire, nessuno si ricorderà dei prezzi precedenti: rimpiangeremo l’1,99 euro al litro. Il prossimo sconto verrà misurato da lì, e ci sembrerà di nuovo un affare, fino al prossimo rincaro e alla fila successiva. 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September 30, 2026
L'INDIPENDENTE
La mossa ENI sui carburanti: non generosità, ma una farsa ben congegnata
Da lunedì 28 settembre, nelle stazioni della rete Enilive, la benzina non può superare 1,99 euro al litro e il gasolio 2,19. Secondo Eni, la misura porta i prezzi circa 17 centesimi sotto i livelli medi. Durerà inizialmente trenta giorni, ma potrà essere prorogata fino a fine anno in base all’andamento […] L'articolo La mossa ENI sui carburanti: non generosità, ma una farsa ben congegnata su Contropiano.
September 30, 2026
Contropiano
Eni abbassa i prezzi, aumentiamo la mobilitazione!
Il nervosismo dei consumatori è arrivato fino al cielo, pare. E sarà un caso, una coincidenza fortuita, l’Eni – società petrolifera tuttora controllata dallo Stato attraverso la Cassa depositi e prestiti (30,92%) e il Ministero dell’economia (2,17%) – ha deciso di fissare un prezzo massimo ai carburanti per 30 giorni […] L'articolo Eni abbassa i prezzi, aumentiamo la mobilitazione! su Contropiano.
September 26, 2026
Contropiano
Nazionalizzare ENI: la proprietà privata è una tassa imposta a tutta la società
Il piccolo Comune abruzzese di Valle Castellana ha rilevato il controllo di un distributore di benzina che stava chiudendo, e che quindi ora è sotto il totale controllo pubblico (del Comune). Risultato: non dovendo conseguire alcun profitto, il distributore di benzina comunale può permettersi di abbassare il costo del carburante […] L'articolo Nazionalizzare ENI: la proprietà privata è una tassa imposta a tutta la società su Contropiano.
August 29, 2026
Contropiano
Valle Castellana: il piccolo Comune che ha “nazionalizzato” il distributore di benzina
In provincia di Teramo c'è un piccolo Comune da 800 abitanti che in queste ore sta facendo parlare di sé. Si tratta di Valle Castellana, l'ente locale guidato dal 2017 dal sindaco Camillo D'Angelo che insieme alla sua amministrazione ha deciso di comprare l'ultimo distributore di benzina rimasto sul territorio. Di fronte allo spettro della chiusura, il Comune è passato all'azione, avviando una gestione diretta che negli ultimi anni ha permesso la vendita del carburante praticamente al prezzo di costo, senza profitto. La scelta dell'amministrazione ha avuto risalto in queste ore, con il prezzo ... Questo è un articolo di approfondimento riservato ai nostri abbonati. Scegli l'abbonamento che preferisci (al costo di un caffè la settimana) e prosegui con la lettura dell'articolo. Se sei già abbonato effettua l'accesso qui sotto o utilizza il pulsante "accedi" in alto a destra. ABBONATI / SOSTIENI L'Indipendente non ha alcuna pubblicità né riceve alcun contributo pubblico. E nemmeno alcun contatto con partiti politici. Esiste solo grazie ai suoi abbonati. Solo così possiamo garantire ai nostri lettori un'informazione veramente libera, imparziale ma soprattutto senza padroni. Grazie se vorrai aiutarci in questo progetto ambizioso. Username Password Ricordami     Password dimenticata The post Valle Castellana: il piccolo Comune che ha “nazionalizzato” il distributore di benzina appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 26, 2026
L'INDIPENDENTE
L’app che confronta i prezzi dei distributori di carburante in tutta Italia
C’è uno strumento pubblico, gratuito e poco conosciuto, che permette di scoprire dove conviene fare rifornimento nella propria zona: si chiama Osservaprezzi Carburanti, è raggiungibile dal portale ufficiale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, di recente lanciato anche come applicazione per smartphone, e permette di individuare i distributori con il prezzo più basso, anche lungo un percorso o su un’intera tratta autostradale. La sua utilità si misura proprio in giornate come questa: oggi il governo torna a riunirsi per decidere se prorogare lo sconto sulle accise sul gasolio, reintrodotto il 27 luglio dopo la nuova impennata dei prezzi e in scadenza il 6 agosto. È l’ultimo capitolo di una serie di interventi sulla tassazione dei carburanti avviata a marzo, in risposta alla guerra in Medio Oriente e alla chiusura dello stretto di Hormuz. Il conto per chi guida si aggira intanto sui due euro al litro per la benzina self service e supera i due euro e nove centesimi per il gasolio: i valori più alti dell’anno, secondo i dati del Mimit. Al blocco temporaneo dello stretto si è aggiunto lo stop alle esportazioni di gasolio deciso da Mosca un mese fa, mentre alcune raffinerie europee restano ferme e le scorte di diesel sono ai minimi da giugno 2022. Il risultato è un sorpasso ormai strutturale: il gasolio, tradizionalmente più economico, costa oggi più della benzina, con ricadute dirette su autotrasporto, pendolari e riscaldamento. Sul fronte delle misure, il governo è intervenuto una prima volta il 18 marzo, tagliando le accise di 25 centesimi al litro su benzina e gasolio per venti giorni; è seguita una sequenza di decreti che ha rinnovato lo sconto, riducendone via via l’entità, fino a farlo scadere il 3 luglio. La nuova impennata di fine luglio ha imposto un decreto ponte, che dal 28 luglio al 6 agosto taglia di 17 centesimi al litro, tra accise e Iva, il prezzo del solo gasolio – esteso dal 30 luglio anche a Hvo e biodiesel – lasciando fuori la benzina. È su questa proroga che l’esecutivo si confronta oggi, con l’ipotesi, ancora sul tavolo, di allargare lo sconto anche alla benzina. Il cuore del sito è la sezione “Ricerca impianti“, che offre cinque modalità di ricerca, tutte accessibili dalla barra in alto. La più immediata è “in zona“: si cerca entro un raggio impostabile intorno alla propria posizione, individuata tramite geolocalizzazione, oppure disegnando a mano un’area sulla mappa. Chi preferisce partire da un riferimento amministrativo può usare “per area geografica“, selezionando in sequenza Regione, Provincia, Comune e infine i singoli distributori. Per chi è in viaggio, la modalità “su percorso” permette di inserire indirizzo di partenza e di arrivo, e confrontare i prezzi lungo il tragitto; la ricerca “per tratta autostradale” fa un lavoro analogo selezionando direttamente una delle tratte della rete autostradale, utile a chi percorre un’autostrada specifica senza conoscerne gli svincoli. Chiude l’elenco “per impianto“, pensata per chi conosce già il nome del distributore e vuole controllarne rapidamente il listino. In tutte le modalità si può filtrare per tipo di carburante – benzina, gasolio, Gpl, metano, Gnl – e ordinare i risultati dal più economico al più caro, con la mappa che si aggiorna in tempo reale man mano che si affinano i criteri. Dal 20 luglio esiste anche un’app dedicata, che si chiama “Osservaprezzi Carburanti”, scaricabile gratis su iOS e Android, che attinge agli stessi dati del portale ma con una logica più semplice: si seleziona la Regione, si apre una mappa con gli impianti della zona e si clicca su un distributore per leggerne il prezzo e lo scarto rispetto alla media regionale del giorno. Mancano però le cinque modalità di ricerca del sito – niente selezione per Provincia e Comune, niente ricerca su percorso o per tratta autostradale, niente ricerca diretta per nome dell’impianto – e le associazioni dei consumatori l’hanno criticata fin dal debutto: il Codacons lamenta l’assenza di un confronto diretto tra i prezzi dei vari distributori in un’unica lista e segnala listini fermi anche a giugno, mentre l’Unione Nazionale Consumatori contesta il raggio di ricerca, limitato a 10 chilometri. C’è poi una seconda funzione, meno nota ma altrettanto utile: la sezione “Confrontare i prezzi dei carburanti“, disponibile solo sul portale, visto che al momento non risulta replicata nell’applicazione. Viene applicata una metodologia comune a livello europeo per rendere paragonabili carburanti diversi, tradizionali e alternativi, esprimendo il costo di ciascuno in base a una percorrenza standard di 100 chilometri, anziché al semplice prezzo al litro o al chilo. I dati, aggiornati al 2023, sono il modo più diretto per capire, al netto delle diverse unità di misura, se convenga davvero passare al Gpl, al metano o a un’alimentazione elettrica rispetto alla propria auto a benzina o gasolio, una domanda che, con i prezzi attuali, si fanno sempre più automobilisti, e che non può avere risposta dalla sola lettura del cartello all’impianto.   The post L’app che confronta i prezzi dei distributori di carburante in tutta Italia appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 4, 2026
L'INDIPENDENTE
BOLIVIA: GOVERNO PROCLAMA LO STATO DI EMERGENZA CONTRO I BLOCCHI DEGLI INDIGENI. TESTIMONIANZA DA LA PAZ
È entrata in vigore in Bolivia la Legge 1740 che disciplina gli stati di eccezione, a oltre cinque settimane dall’inizio delle ampie proteste con blocchi che hanno paralizzato il Paese. Promulgata dal presidente Rodrigo Paz, la norma definisce il quadro giuridico per l’applicazione di misure straordinarie in situazioni di crisi che possano minacciare l’ordine costituzionale, la sicurezza pubblica, la sovranità nazionale o il funzionamento delle istituzioni democratiche. Con la pubblicazione della legge, le Forze Armate saranno autorizzate a reprimere le proteste, in particolare, togliere i blocchi stradali che caratterizzano le proteste boliviane. Rodrigo Paz, al potere da sette mesi, si trova ad affrontare settimane di malcontento da parte di diversi settori (operai, agricoltori, minatori, trasportatori e insegnanti) che hanno eretto decine di blocchi stradali a causa della rabbia per la grave crisi economica boliviana e ne chiedono le dimissioni. Tuttavia secondo l’intervista che Radio Onda d’Urto ha realizzato con Luis Arequipa, cittadino di La Paz, “il problema di fondo non risiede in una rivendicazione di carattere economico, né di carattere sociale. Le proteste in corso sono di carattere prettamente politico” e riguarda la rappresentanza dei popoli indigeni all’interno dei centri di potere.  Le proteste sono animate dagli strati popolari che abitano la Bolivia rurale e le periferie delle grandi città. Una larga fetta di popolazione che da anni continua ad impoverirsi anche a causa delle politiche liberali imposte dagli ultimi due governi, che hanno invece favorito i grandi latifondisti e il settore agroindustriale. Ad esacerbare la situazione era poi esploso lo scandalo della benzina contaminata, allungata con varie sostanze per contenere gli aumenti del costo del petrolio a causa della guerra degli Stati Uniti e Israele, all’Iran. La benzina contaminata che è stata distribuita in Bolivia, aveva rovinato o messo fuori uso i motori dei mezzi di trasporto pubblico e privato. Sullo scandalo è in corso un’inchiesta, ma il popolo ha incolpato il governo che aveva scelto la società che importava i carburanti dal Cile e che si è resa colpevole della contaminazione della benzina. Di tutto questo abbiamo parlato con Luis Arequipa, cittadino di La Paz, capitale della Bolivia. Ascolta o scarica La versión original de la entrevista en español con Luis Arequipa. Escuchar o descargar
June 11, 2026
Radio Onda d`Urto
UTILI MONSTRE PER BANCHE E AZIENDE ENERGETICHE, PAGANO I CONSUMATORI. SCHETTINO: “UN’ECONOMIA CHE SI BASA SULL’ANTAGONISMO DI CLASSE”
Utili milionari per i colossi energetici e bancari. Profitti record anche per le aziende italiane, come Italgas che chiude il primo trimestre con ricavi in crescita del 44,1%, cioè 661milioni. Per quanto riguarda le banche, Banco Bpm ha chiuso i primi 3 mesi del 2026 con un utile di 480 milioni di euro, in crescita del trimestre prcedente del 15%. Unicredit invece chiude i primi 3 mesi dell’anno con un utile di 3,2 miliardi di euro. Al contempo arriva l’allarme del Fondo Monetario Internazionale sul caro energia: “con i prezzi attuali, la famiglia media dell’Ue perderebbe circa 375 euro nel 2026, pari allo 0,7% del consumo medio, a causa di tutti gli aumenti di prezzo”. Va peggio per l’Italia, dopo la fine del taglio delle accise, dove la benzina è arrivata a sfiorare i 2 al litro al self. Quasi 10 euro in più per fare il pieno. Oltre i carburanti, a svuotare i redditi italiani sono anche i rincari su trasporti e generi alimentari. Il Codacons, elaborando gli ultimi dati Istat sul rincaro dei prezzi, ha provato a quantificare i danni per l’economia reale italiana. “Un’inflazione al +2,8% si traduce, a parità di consumi e considerata la spesa totale delle famiglie, in una stangata media da +926 euro annui per la famiglia tipo (2 adulti e un figlio) che sale a +1.279 euro annui per un nucleo con due figli”, scrive oggi l’associazione dei consumatori. Il commento sugli ultimi dati economici di Fmi e Istat con Francesco Schettino, economista e docente all’università della Campania “Luigi Vanvitelli”. Ascolta o scarica