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Delibera modifiche NTA del PRG: colpo di scena (forse rientrato)
(MA SIAMO SEMPRE IN CAMPAGNA ELETTORALE) Il 13 luglio 2026 la Regione Lazio ha inviato una lettera al Comune di Roma, chiedendo di sospendere l’approvazione definitiva della Proposta di Deliberazione con le controdeduzioni alle osservazioni alla delibera adottata nel dicembre 2024 con le modifiche alle Norme Tecniche di Attuazione (NTA) del Piano Regolatore (1). Il Comune le ha risposto sul sito istituzionale (2), senza pubblicare il testo della lettera regionale, annunciando che “continuerà secondo il calendario stabilito”, a partire dalla seduta del giorno successivo, cioè il 16 luglio. Poi però il 16 luglio l’Assemblea non ha trattato la delibera, rinviando a giovedì 23 luglio 2026. Sul sito istituzionale è quindi comparso un nuovo comunicato, che informa di un incontro tra le strutture tecniche di Roma Capitale e della Regione Lazio che si è tenuto la stessa mattina prima dell’Assemblea, e annuncia un “tavolo interistituzionale tra Comune e Regione”, convocato dall’Amministrazione regionale martedì 21 luglio, “per analizzare il testo delle Norme tecniche di attuazione controdedotte“ (3) La questione riguarda il ruolo regionale nell’approvazione delle varianti urbanistiche comunali(4): nel novembre 2022, pochi mesi prima delle elezioni regionali, la Regione Lazio, con alcuni commi della Legge di stabilità regionale (5), ha conferito a Roma Capitale funzioni urbanistiche in materia di approvazione delle varianti allo strumento urbanistico generale che non comportassero “modifica delle caratteristiche essenziali dello strumento urbanistico generale o dei relativi criteri di impostazione“, nel qual caso sarebbe rimasta “ferma l’applicazione delle ordinarie procedure“, cioè l’approvazione regionale della variante. Il 4 marzo 2025 la Regione guidata dal centrodestra di Francesco Rocca, aveva dato “l’accertamento positivo” alla delibera adottata nel dicembre 2024 dall’Assemblea capitolina, ritenendo che non comportasse “modifiche della caratteristiche essenziali” delle NTA vigenti, nonostante tali modifiche riguardassero 62 articoli e circa 250 commi. Invece nella lettera del 13 luglio 2026 inviata ora al Comune, la Regione ha osservato che il testo destinato all’approvazione definitiva – quello della Proposta di deliberazione con le controdeduzioni alle osservazioni- è molto diverso da quello della delibera adottata. Gli articoli che sono stati modificati dopo l’adozione del 2024, in seguito alle osservazioni di soggetti terzi, ma in molti casi anche alle modifiche apportate dagli stessi uffici comunali (6) sono 44, per 103 commi, ma quasi tutte modifiche riguardano commi già precedentemente modificati. Per queste modifiche la Regione Lazio ha comunicato nella lettera che intende riservarsi una nuova valutazione sull’applicazione della legge del 2022 rispetto al perimetro delle prerogative urbanistiche trasmesse a Roma Capitale per le varianti, e nel frattempo ha chiesto al Comune di sospendere l’iter di approvazione, di sottoporre la nuova delibera all’ “obbligatorio procedimento di verifica regionale“, e di procedere alla ripubblicazione, cioè a una nuova a raccolta di osservazioni dei cittadini interessati riguardanti il testo ulteriormente modificato dalle controdeduzioni. Alcune considerazioni a margine. 1) LA REGIONE SI ACCORGE SOLO ORA CHE SI TRATTA DI UNA  SOSTANZIALE REVISIONE DEL PIANO REGOLATORE Come fin dall’inizio evidenziato da Carteinregola e altre associazioni, queste modifiche alle Norme tecniche non sono affatto, come sostenuto fino a poco tempo fa dai suoi promotori e sostenitori, semplici adeguamenti, semplificazioni o chiarimenti per scongiurare i contenziosi, ma un importante provvedimento urbanistico che cambia di molto l’impostazione del 2008, in alcuni casi migliorandone gli aspetti di interesse pubblico, in altri – per Carteinregola particolarmente rilevanti – peggiorandoli, a favore di una preoccupante estensione degli interventi ammissibili per favorire l’iniziativa privata a discapito dell’interesse pubblico.. Basti confrontare quanto descritto nella prima proposta approvata dalla Giunta nel 2023 (7) con le iperboliche definizioni utilizzate dal Sindaco Gualtieri nella presentazione della Proposta di Delibera definitiva organizzata dal Partito Democratico il 13 luglio in Campidoglio alla vigilia del suo approdo in Aula: “Nuove NTA, per una città più giusta e più moderna“ (8). Laddove la relazione del 2023 evidenziava che “…occorre, pertanto, procedere ad una attualizzazione e revisione mirata dell’impianto normativa del vigente Piano, al fine di correggerne ed aggiornarne i riferimenti di legge in esso contenuti e al fine di restituire un testo delle NTA vigenti di diretta ed univoca interpretazione aggiornato secondo ai nuovi principi disciplinari della rigenerazione urbana …” il Sindaco ha più volte parlato di una “grande riforma” che prosegue nel solco della stagione urbanistica del PRG del Sindaco Veltroni. Difficile sostenere a questo punto che la delibera non comporti la “modifica delle caratteristiche essenziali dello strumento urbanistico generale o dei relativi criteri di impostazione“, anche se l’intervento regionale è sicuramente tardivo, rispetto all’inspiegabile catalogazione delle modifiche precedenti come “poco rilevanti”. 2) SE ERA UN RIFORMA URBANISTICA, ROMA CAPITALE AVREBBE DOVUTO VARARE UNA ADEGUATA INFORMAZIONE E PARTECIPAAZIONE DEI CITTADINI Da questo punto di vista appare ancora più evidente l’inadeguatezza della comunicazione e della condivisione con la cittadinanza di tale riforma, che fin dall’inizio come Carteinregola avevamo più volte chiesto che fosse oggetto di una campagna informativa, con assemblee pubbliche portate avanti insieme ai Municipi (9). Invece non c’è stato nessun dibattito pubblico, all’infuori delle numerose riunioni della Commissione Urbanistica, che tuttavia sono rimaste nel ristretto abito degli addetti ai lavori, non fosse altro che per le competenze tecniche necessarie a comprendere le problematiche affrontate in quella sede e soprattutto le ricadute delle scelte in atto. Nell’happening in Campidoglio, come in una sorta di rimozione collettiva, si è detto che la Delibera è stata oggetto di un processo condiviso e partecipato con i cittadini e con i Municipi. Facciamo presente che sulla prima proposta di modifica delle NTA del 2023 i Consigli dei Municipi II, III, IX, X, XII e XIV non hanno espresso alcun parere (10), e che in ogni caso la delibera licenziata dalla Giunta è poi stata profondamente modificata in sede di Assemblea capitolina: circa 80 commi modificati, senza contare le ulteriori modifiche su quelle della Giunta.A breve faremo una verifica di quante osservazioni inviate dai Municipi siano state effettivamente recepite nella Delibera definitiva in approvazione, ma a una prima sommaria ricognizione risultano ben poche. A partire dalle richieste avanzate dal I Municipio, che ci sembrano per lo più ignorate, nonostante i ringraziamenti della Presidente al citato evento. 3) COSA HA FATTO DELL’URBANISTICA QUESTA MAGGIORANZA REGIONALE Stupisce l’iniziativa della Regione Lazio, visto che, come detto, nel marzo 2025 ha dato il via libera alla Delibera adottata nonostante le consistenti modifiche alle NTA, ma soprattutto stupisce che manifesti la preoccupazione per il mancato “rinnovato adempimento partecipativo”  in quanto “la pubblicazione e la facoltà di osservare [cioè di mandare osservazioni NDR] costituiscono l’unico canale di emersione degli interessi dei privati e della collettività“. Noi teniamo a ricordare la strenua e perdente battaglia che abbiamo portato avanti contro la Proposta di legge regionale 171 (11), oggi Legge LR 12/2025, che ha sdoganato moltiplicazioni di cubature, cambi di destinazione, abitabilità di soffitte e cantine, approvata dell’attuale maggioranza di centrodestra ignorando le obiezioni poste dalla società civile e dalle opposizioni (12), forse uno dei peggiori provvedimenti urbanistici del Lazio, insieme allo sciagurato precedente del Piano Casa della Presidente Polverini e del suo assessore Ciocchetti. Una legge cementifera contro il Paesaggio e l’ambiente, alla quale, va riconosciuto alla Giunta Gualtieri e all’Assemblea capitolina, Roma ha tempestivamente posto i limiti che erano stati concessi ai comuni (13). Quindi l’iniziativa regionale non è detto che vada nella direzione di un miglioramento per l’interesse pubblico. Anzi. 4) CHI DECIDE IL GOVERNO DEL TERRITORIO Il Presidente Rocca ha già espresso dei dubbi sull’ avvalersi della legge che ha introdotto l’autonomia regionale differenziata, che riconosce alle Regioni che ne facciano richiesta poteri legislativi esclusivi su materie oggi concorrenti stato -regioni, tra cui il Governo del territorio, cioè l’urbanistica (14). Contemporaneamente il Presidente ha fatto parte di un tavolo Governo- Roma Capitale – Regione Lazio che ha lavorato sul Disegno di legge “Modifica dell’articolo 114 della Costituzione in materia di Roma Capitale”, approvato in prima lettura alla Camera dei deputati il 29 aprile scorso, con l’astensione del Partito Democratico (15), nonostante la riforma fosse fortemente voluta dal Sindaco Gualtieri. Tale riforma costituzionale prevede il passaggio dei poteri legislativi su 11 materie, in cui è compreso il governo del territorio, da materie concorrenti Stato/Regione Lazio a materie concorrenti Stato/Roma Capitale, per quanto concerne il territorio comunale. Non è chiaro a questo punto quale sia l’obiettivo della maggioranza regionale, o perchè abbia fatto questo repentino voltafaccia. 5) QUALCHE DOMANDA Non è nostra consuetudine esercitarci in dietrologie, ma la battaglia senza esclusione di colpi in vista delle prossime elezioni nazionali e comunali si è annunciata da tempo a sta entrando sempre più nel vivo. Si è visto anche nella kermesse capitolina sulla Delibera delle NTA con la regia del Partito Democratico (8), dove le regole urbanistiche che incidono sulla vita della città e dei cittadini, e sulla tutela del nostro patrimonio collettivo, sono diventate essenzialmente una medaglia da appuntarsi al petto e una chiamata a raccolta della maggioranza di governo della città per serrare i ranghi in vista della sfida elettorale, mentre sul fronte regionale e nazionale la collaborazione del Modello Giubileo pare svaporata dall’avvcinarsi della primavera del 2027. Ecco, campagna elettorale permettendo, vorremmo una classe politica – nazionale, regionale, comunale, municipale – che si preoccupasse dei cittadini facendo scelte di merito e non di convenienza politica. Roma e i romani se lo meriterebbero. 16 luglio 2026 Per osservazioni e precisazioni scrivere a laboratoriocarteinrgeola@gmail.com vai a Modifiche alle NTA del PRG cronologia materiali NOTA (1) VEDI Modifiche Norme Tecniche, la Delibera con le controdeduzioni al voto dell’Assemblea Capitolina (2) (dal sito di Roma Capitale 14 luglio 2026(> vai alla pagina) Norme Tecniche Attuazione PRG: Roma Capitale invia risposta tecnica a Regione Roma Capitale ha trasmesso alla Regione Lazio una nota di risposta alla richiesta di sospendere la trattazione della proposta di deliberazione relativa all’aggiornamento delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore Generale. Nella risposta l’Amministrazione Capitolina ribadisce la correttezza dell’iter seguito e conferma la sussistenza di tutte le condizioni previste dalla normativa per la prosecuzione dell’esame della delibera da parte dell’Assemblea Capitolina, che continuerà secondo il calendario stabilito, a partire dalla seduta di domani. Nella nota di risposta l’Amministrazione capitolina evidenzia in particolare che: •    la Regione Lazio si è già espressa sulla variante in sede di adozione, ritenendo che essa non incidesse sulle caratteristiche essenziali del Piano Regolatore Generale. Le modifiche intervenute nel corso dell’iter non hanno alterato quell’impianto né le finalità della variante, che restano quelle di aggiornare e coordinare le Norme Tecniche di Attuazione alla normativa sopravvenuta, senza modificare le scelte pianificatorie già assunte;  •    le osservazioni formulate dagli uffici costituiscono un ordinario strumento istruttorio finalizzato al coordinamento normativo, all’adeguamento tecnico, alla correzione di errori materiali e al miglioramento della chiarezza del testo, senza introdurre nuove scelte urbanistiche né incidere sull’assetto sostanziale del Piano;  •    le integrazioni derivanti dal confronto con la Soprintendenza recepiscono prescrizioni e indicazioni connesse alla tutela del patrimonio storico, archeologico, architettonico e paesaggistico della città, assicurando la piena conformità della variante al quadro normativo vigente, senza modificare l’impianto sostanziale del provvedimento. (3) vedi sito istituzionale 16 luglio: Norme tecniche attuative PRG: incontro Roma Capitale e Regione Lazio (4) ASKA NEWS Roma, Regione Lazio a Campidoglio: stop a voto su Norme tecniche. Si chiede di valutare la ripubblicazione dell’atto (5) LR n. 19/2022 – art. 9, commi 61 e seguenti) VEDI SITO REGIONE LAZIO Funzioni urbanistiche attribuite ai comuni Le funzioni che vengono conferite, ai sensi della suddetta legge, a seguito della sottoscrizione della convenzione riguardano: * l’approvazione delle varianti al Piano regolatore generale e alle norme tecniche attuative, inclusa l’approvazione di progetti di opere che costituiscono variante agli strumenti urbanistici; * l’approvazione delle varianti derivanti dai Programmi integrati di intervento di cui alla l.r. 22/1997 * l’approvazione delle varianti di cui agli artt. 4, commi 1 e 5, e 6 bis della l.r. 36/1987 * l’approvazione delle varianti derivanti dai programmi di rigenerazione urbana di cui all’art. 2, comma 6, della l.r. 7/2017 * l’approvazione dei piani attuativi, dei programmi urbanistici e dei programmi pluriennali di attuazione ai sensi degli artt. 1, 1 bis e 9, della l.r. 36/1987 * l’approvazione delle deliberazioni previste agli artt. 3, 4 e 5 della l.r. 7/2017 * l’approvazione della variazione dello strumento urbanistico di cui all’art. 8, comma 1, del d.P.R. 160/2010 * l’approvazione dei progetti per le opere pubbliche o di pubblica utilità comportanti varianti al piano regolatore di cui all’articolo 19 del d.P.R. 327/2001 * l’approvazione dei regolamenti edilizi o di loro varianti di cui all’art. 71 della l.r. 38/1999 * l’approvazione del programma urbano dei parcheggi di cui all’art. 6 della legge 122/1989 * l’approvazione delle tabelle parametriche per la determinazione dell’incidenza degli oneri di urbanizzazione di cui all’art. 16 del d.P.R. 380/2001. ART.19 commi da 61 a 68      Conferimento di funzioni in materia di governo del territorio e di pianificazione urbanistico-edilizia a Roma Capitale nonché ai comuni capoluogo di provincia e a quelli con popolazione superiore a cinquantamila abitanti 61.  Al fine di semplificare i procedimenti amministrativi in materia di governo del territorio e di pianificazione urbanistico-edilizia, Roma Capitale, ferme restando le funzioni ad essa già conferite dalla normativa statale e regionale, provvede all’approvazione delle varianti al Piano regolatore generale e alle norme tecniche attuative, ivi incluse quelle derivanti dai Programmi integrati di intervento di cui alla legge regionale 26 giugno 1997, n. 22 (Norme in materia di programmi integrati di intervento per la riqualificazione urbanistica, edilizia ed ambientale del territorio della Regione) e successive modifiche, le varianti di cui agli articoli 4, commi 1 e 5, e 6 bis della legge regionale 2 luglio 1987, n. 36 (Norme in materia di attività urbanistico–edilizia e snellimento delle procedure) e le varianti derivanti dai programmi di rigenerazione urbana di cui all’articolo 2, comma 6, della legge regionale 18 luglio 2017, n. 7 (Disposizioni per la rigenerazione urbana e per il recupero edilizio), in conformità alla legge 17 agosto 1942, n. 1150 (Legge urbanistica) e successive modifiche, secondo le disposizioni di cui ai commi 62 e 63. 62.  Le varianti di cui al comma 61 sono adottate dall’Assemblea capitolina, garantendo idonei processi di partecipazione e informazione dei cittadini. Le varianti adottate sono depositate per trenta giorni presso la segreteria comunale in libera visione al pubblico, dandone avviso; nei successivi trenta giorni dalla data di pubblicazione dell’avviso di deposito, chiunque può presentare osservazioni. Nei successivi sessanta giorni l’Assemblea capitolina si esprime sulle osservazioni presentate e approva le varianti apportando le modifiche conseguenti al recepimento delle osservazioni ritenute accoglibili. Le varianti approvate sono pubblicate sull’albo pretorio di Roma Capitale, dandone notizia sul relativo sito istituzionale, e acquistano efficacia il giorno successivo a quello della loro pubblicazione.(14) 63.  Le varianti adottate ai sensi del comma 62 sono trasmesse alla Regione entro dieci giorni dal loro deposito presso la segreteria comunale. Qualora, entro i successivi venti giorni, la Regione accerti che le varianti adottate, per la loro portata generale, determinano la modifica delle caratteristiche essenziali dello strumento urbanistico generale o dei relativi criteri di impostazione, ne dà comunicazione a Roma Capitale che provvede secondo le disposizioni di cui all’articolo 66 bis della legge regionale 22 dicembre 1999, n. 38 (Norme sul governo del territorio) e successive modifiche. 64.  Per le finalità di cui al comma 61, Roma Capitale provvede, altresì, all’approvazione: a)  dei piani attuativi, dei programmi urbanistici e dei programmi pluriennali di attuazione ai sensi degli articoli 1, 1 bis e 9, della l.r. 36/1987 e successive modifiche prescindendo dalla trasmissione alla Regione della relativa deliberazione di adozione; b)  delle deliberazioni previste agli articoli 3, 4 e 5 della l.r. 7/2017, prescindendo dalla trasmissione alla Regione prevista dall’articolo 1, commi 2 e 3, della l.r. 36/1987; c)  della variazione dello strumento urbanistico di cui all’articolo 8, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 160 (Regolamento per la semplificazione ed il riordino della disciplina sullo sportello unico per le attività produttive, ai sensi dell’articolo 38, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133) e successive modifiche, prescindendo dall’assenso della Regione; d) dei progetti per le opere pubbliche o di pubblica utilità comportanti varianti al piano regolatore di cui all’articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità) e successive modifiche, prescindendo dalla verifica di cui all’articolo 50 bis della l.r. 38/1999; e)  dei regolamenti edilizi o di loro varianti di cui all’articolo 71 della l.r. 38/1999, fermo restando il rispetto dei criteri generali stabiliti dalla Giunta regionale ai sensi dell’articolo 70 della l.r. 38/1999, prescindendo dalla verifica di compatibilità prevista dall’articolo 94, comma 1, lettera a), della legge regionale 6 agosto 1999, n. 14 (Organizzazione delle funzioni a livello regionale e locale per la realizzazione del decentramento amministrativo); f)  del programma urbano dei parcheggi di cui all’articolo 6 della legge 24 marzo 1989, n. 122 (Disposizioni in materia di parcheggi, programma triennale per le aree urbane maggiormente popolate, nonché modificazioni di alcune norme del testo unico sulla disciplina della circolazione stradale, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 15 giugno 1959, n. 393); g)  delle tabelle parametriche per la determinazione dell’incidenza degli oneri di urbanizzazione di cui all’articolo 16 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia) e successive modifiche. 65.  Le deliberazioni di cui ai commi 62 e 64 sono trasmesse alla Regione a fini conoscitivi entro dieci giorni dalla loro approvazione. 66.  Le disposizioni relative al conferimento di funzioni per l’approvazione delle varianti di cui ai commi 64, lettera a) e 65 si applicano, inoltre, ai comuni capoluogo di provincia e ai comuni con popolazione residente superiore a cinquantamila abitanti. Sono fatte salve le disposizioni relative al conferimento di funzioni per l’approvazione delle varianti di cui ai commi da 61 a 65 per i comuni che, alla data del 30 giugno 2024, abbiano già sottoscritto la convenzione di cui al comma 67.(15) 67.  L’esercizio delle funzioni di cui ai commi da 61 a 65 decorre dalla data di sottoscrizione di apposita convenzione tra i comuni interessati e la Regione concernente le modalità, anche organizzative, di esercizio delle stesse. 67 bis. La Regione esercita il potere di direttiva, vigilanza e controllo sul corretto esercizio delle funzioni conferite. A tal fine, il dirigente o il responsabile dell’ufficio competente del comune delegato trasmette annualmente alla Regione un elenco dei provvedimenti approvati. La Regione può effettuare controlli, anche a campione, sui procedimenti in corso e conclusi; a tale scopo può richiedere ai comuni informazioni e copia della documentazione amministrativa e tecnica.(16) 67 ter. La Regione esercita i poteri sostitutivi in caso di inerzia nell’esercizio delle funzioni conferite, nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 19 della legge regionale 6 agosto 1999, n. 14 (Organizzazione delle funzioni a livello regionale e locale per la realizzazione del decentramento amministrativo) e successive modifiche e dall’articolo 49 dello Statuto.(16) 67 quater. La Regione, previa contestazione, dispone, con deliberazione della Giunta regionale, la revoca delle funzioni conferite: a)  qualora, nell’effettuare i controlli di cui al comma 67 bis, accerti ripetute e gravi violazioni nell’esercizio delle funzioni amministrative conferite; b) in caso di reiterato ricorso alla procedura sostitutiva, previsto nel comma 67 ter, in conseguenza dell’omesso esercizio delle funzioni conferite.(16) 68.  Sono attribuite a Roma Capitale le funzioni amministrative concernenti la valutazione ambientale strategica di cui alla Parte II del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale) e successive modifiche, relativa ai programmi e ai piani di cui ai commi da 61 a 65 aventi impatti significativi sull’ambiente. Roma Capitale, nell’ambito della rispettiva autonomia organizzativa, individua la struttura cui affidare la funzione di autorità competente ai sensi del d.lgs. 152/2006, garantendo, in particolare: * a)  separazione di funzioni rispetto all’autorità procedente; * b)  adeguato grado di autonomia; * c)  competenza in materia di tutela ambientale e di sviluppo sostenibile. 9 novembre 2022 Il Consiglio regionale del Lazio approva il collegato alla legge di stabilità 2022 con 32 voti favorevoli e 11 contrari, che contiene le norme che riguardano l’urbanistica, che attribuiscono a Roma Capitale nuove competenze in materia di pianificazione e sulla valutazione ambientale strategica. Stesse competenze in materia di pianificazione urbanistica sono attribuite ai Comuni capoluogo e a quelli con popolazione superiore a 50mila abitanti. 23 novembre 2022 La giunta Gualtieri approva la Deliberazione n. 433 Funzioni in materia urbanistica. Legge regionale 23 novembre 2022 n. 19 art. 9 comma 61 e seguenti. Presa d’atto del conferimento a Roma Capitale. Approvazione schema di convenzione e autorizzazione alla sua sottoscrizione. Scarica la delibera 22 dicembre 2022 La Giunta capitolina approva la delibera Funzioni in materia urbanistica. Legge regionale 23 novembre 2022 n. 19 art. 9 comma 61 e seguenti. Presa d’atto del conferimento a roma capitale. Approvazione schema di convenzione e autorizzazione alla sua sottoscrizione. (Protocollo N. 38485 del 22/12/2022) scarica 28 dicembre 2022 La Giunta regionale approva la delibera con la convenzione scarica Deliberazione 28 dicembre 2022, n. 1249 Funzioni in materia urbanistica attribuite a Roma capitale ai sensi dell’articolo 9, commi da 61 a 67, della legge regionale 23 novembre 2022 n. 19. Approvazione dello schema di convenzione con Roma capitale. 4 marzo 2025 con una nota la Direzione Regionale Urbanistica del Lazio conferma che l’iter di approvazione della variante alle Norme Tecniche di Attuazione del PRG di Roma potrà proseguire con modalità semplificata: l’atto firmato dai dirigenti della Pisana è stato protocollato il 12 febbraio, praticamente subito dopo essere stato ricevuto dal Comune, stabilendo che la variante non comporta modifiche alle caratteristiche essenziali dello strumento urbanistico generale e quindi non sarà necessario applicare le procedure ordinarie previste dalla normativa vigente, in particolare l’articolo 66 bis della Legge Regionale 38/1999. vedi anche Roma Roday 5 marzo 2025 Piano regolatore di Roma, neanche la Regione è più un ostacolo. Rocca dà l’ok alle modifiche di Gualtieri di Valerio Valeri (6) sepre Aska News: …Secondo la Regione Lazio, il testo oggi in Aula “differisce in misura estesa e diffusa da quello adottato con la Dac n. 169/2024 e a suo tempo trasmesso a questa Direzione, per effetto sia del recepimento di osservazioni accolte o parzialmente accolte, sia di numerosissime osservazioni d’ufficio (che si sostanziano in ripensamenti di codesta amministrazione sul contenuto della variante), queste ultime neppure riconducibili all’apporto partecipativo dei soggetti interessati”. IL nuovo passaggio in Regione, prima dell’approvazione finale, sarebbe, così, determinato da il dato stesso, obiettivo e incontestabile, della sopravvenuta difformità tra il testo verificato e il testo che si intende approvare”. (7)PROPOSTA DI DELIBERAZIONE – Variante parziale al PRG vigente Revisione delle Norme Tecniche di Attuazione Relazione 13 giugno 2023 Variante parziale al PRG vigente Revisione delle Norme Tecniche di Attuazione Allegato A alla Proposta di Deliberazione 13 giugno 2023 (8) (9) vedi i nostri articoli/letteree: Modifiche al PRG: no all’approvazione senza informazione e partecipazione 2 aprile 2024 Minimo Sindacale (modifiche al Piano Regolatore senza dibattito con la città) 25 novembre 2024 (10) i Consigli dei Municipi VII, VIII, XI, XIII e XV, con deliberazioni in atti, hanno espresso parere favorevole; il Consiglio del Municipio VI, con deliberazione in atti, ha espresso parere contrario i Consigli dei Municipi I, IV e V, con deliberazioni in atti, hanno espresso parere favorevole con osservazioni; (11) VEDI 26 settembre 2024 Carteinregola invia alla Commissione Urbanistica regionale Le osservazioni di Carteinregola alla PL del Lazio “Semplificazioni e Misure Incentivanti il Governo del Territorio” – prima parte 10 giugno 2025 Carteinregola invia ai consiglieri regionali del Lazio le osservazioni sull’art. 2 della PL 171 del 9 agosto 2024 e alle ulteriori modifiche introdotte dalla Commissione Urbanistica (scarica il PDF )vedi Regione Lazio: in Consiglio si vota una cascata di cemento (le osservazioni di Carteinregola all’art. 2 della PL 171) 10 giugno 2025 (12) 16 /17 luglio 2025 All’alba del 17 luglio la PL 171 è definitivamente approvata con 26 voti favorevoli e 8 contrari. (vedi Nell’indifferenza generale il centrodestra del Lazio cambia – in molto peggio – le regole dell’urbanistica (ma salva i cinema chiusi) Il centro destra fa marcia indietro sulle norme che permettevano trasformazioni delle sale cinematografiche chiuse in strutture commerciali e quant’altro, e sulle prerogative urbanistiche di Roma e dei capoluoghi di provincia (ferma restando l’incognita della versione finale della Legge dopo le modifiche introdotte dagli emendamenti, restano tutte le altre modifiche normative devastanti, a cui si aggiunge un emendamento last minute della Giunta che inserisce le normative sulla trasformazione dei seminterrati in abitazioni, negozi e uffici. scarica il resoconto stenografico 31 luglio 2025 La Proposta di legge 171 è pubblicata sul BUR – N 63 con la denominazione Legge LR 12/2025 ed è pubblicata sul sito regionale Scarica LR 12/2025 Legge 12/2025 Art. 1    Modifiche alla legge regionale 18 luglio 2017, n. 7 “Disposizioni per la rigenerazione urbana e per il recupero edilizio” e successive modifiche vedi Legge Regione Lazio 12/2025, le modifiche alle Legge 7/2017 (Rigenerazione Urbana) Vai alle Osservazioni di Carteinregola al testo approvato della LR 12/20225 – Modifiche alla LR della rigenerazione urbana 7/2017 (pubblicate il 2 dicembre 2025) (13) vedi 12 dicembre 2025 l’Assemblea Capitolina approva la 230ª Proposta (Dec. G.C. n. 163 del 20 novembre 2025) Disposizioni attuative per interventi di rigenerazione urbana e per il recupero edilizio ai sensi dell’art. 1 comma 2 bis della legge Regionale n. 7/2017, come modificata dalla legge Regionale n. 12/2025 Scarica la Deliberazione n. 316 Disposizioni attuative per interventi di rigenerazione urbana e per il recupero edilizio ai sensi dell’art. 1 comma 2 bis della legge Regionale n. 7/2017, come modificata dalla legge Regionale n. 12/2025” approvata l’approvazione arriva dopo un animato confronto con le opposizioni di centro destra con i voti, oltre che dalla maggioranza, anche dei consiglieri di alcune opposizioni, Azione, Italia Viva e M5S (vedi L’Assemblea Capitolina approva la Delibera che fissa limiti per l’applicazione della Legge regionale della Rigenerazione urbana ) Vai alla registrazione dell’Assemblea capitolina del 12 dicembre 2025 prima parte Vai alla registrazione dell’Assemblea capitolina del 12 dicembre 2025 seconda parte (14) vedi 23 agosto 2025 Intervenendo al Meeting di Rimini che ha al centro il tema dell’autonomia differenziataAutonomia l presidente del Lazio Rocca è intervenuto sollevando dubbi sull’autonomia differenziata «Mantenere il principio di solidarietà nel Paese» (15) vedi La Lettera/appello della società civile alle istituzioni affinchè non sia approvata la modifica costituzionale in materia di Roma Capitale 4 giugno 2026
July 17, 2026
carteinregola
L’avvertimento mafioso di Vladimir Zelenskij a Vladimir Putin
Che sia davvero tempo di por fine al massacro di soldati ucraini e russi e dare pace al martoriato Donbass, terrorizzato ormai da dodici anni dagli attacchi dei nazisti di Kiev, è questione su cui rifiutano di convenire solo le soldataglie neonaziste e i ras che, dalla pace, avrebbero solo […] L'articolo L’avvertimento mafioso di Vladimir Zelenskij a Vladimir Putin su Contropiano.
June 7, 2026
Contropiano
Militarizzazione delle scuole ad Aversa: la lettera del M.I.R. alla Dirigente Scolastica
PUBBLICHIAMO VOLENTIERI LA NOTA INVIATA DA ERMETE FERRARO, PRESIDENTE DEL M.I.R. ITALIA, ADERENTE ALL’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ, ALLA DIRIGENTE SCOLASTICA DELL’IIS “LEONARDO DA VINCI” DI AVERSA (CE) IN RELAZIONE ALLA SCONCERTANTE VISITA DI STUDENTI, STUDENTESSE E DOCENTI AL COMANDO NATO DI GIUGLIANO, UNA STRUTTURA MILITARE PERICOLOSAMENTE COINVOLTA IN SCENARI DI GUERRA CON LA PARTE SBAGLIATA DELLA STORIA. Alla D.S. dell’I.I.S. ’Leonardo da Vinci’ di Aversa (CE), prof.ssa Margherita Montalbano   ceis03100v@istruzione.it    Oggetto: visita di studenti e docenti al Comando NATO di Giugliano Gent. Dirigente, ancora una volta registriamo con sconcerto un’iniziativa che vorrebbe essere di natura ‘didattico-educativa’, ma è invece finalizzata all’ennesimo contatto ravvicinato tra scolaresche, strutture ed impianti militari e centri di comando palesemente legati ad allarmanti scenari di guerra, che sempre più minacciano la pace e la sicurezza. Abbiamo appreso infatti – visitando il sito del J.F.C., ossia il Comando della NATO per il Sud Europa, l’area balcanica ed il Medio Oriente – che alcune classi dell’Istituto Statale da lei diretto hanno fatto visita a quella struttura e che lei stessa si è congratulata col suo Comandante, l’Ammiraglio Wikoff – che è anche a capo della Marina degli USA per l’ambito europeo ed africano – ringraziandolo perfino per tale ‘opportunità’. Da docente, e come presidente nazionale e referente territoriale del più antico movimento italiano per la pace e la nonviolenza, esprimo netta disapprovazione per questa iniziativa che ben poco ha di formativo, laddove contribuisce piuttosto a rafforzare il drammatico processo di militarizzazione delle scuole e delle università nel nostro Paese. Nello spirito di apertura nonviolenta al dialogo, comunque, sarei lieto di potermi confrontare con docenti e studenti su questo tema, nell’ambito di iniziative di educazione civica e, specificamente, di educazione alla pace. Confidando in un positivo riscontro, la saluto cordialmente. Prof. Ermete Ferraro, Presidente M.I.R. Italia – Coord. M.I.R. Napoli --------------------------------------------------------------------------------
Lettera al mondo di un tredicenne senza speranza
Da qualche giorno, il caso del tredicenne che ha accoltellato la sua professoressa di francese sta ovviamente occupando la mia homepage Facebook. Come da prassi le emozioni vanno dallo sconcerto alla perplessità, dalla paura alla rabbia, dall’analisi sociale al pregiudizio, dalla comprensione alla vendetta. Delle porcate ideologico-nazistoidi di questo governo, […] L'articolo Lettera al mondo di un tredicenne senza speranza su Contropiano.
March 29, 2026
Contropiano
“Ai mercanti della morte”, la potente lettera di Don Mimmo Battaglia
Nell’ottica del mero approfondimento dei fatti e di un sereno confronto, di seguito segnaliamo all’attenzione dei nostri lettori la lettera scritta dal Card. Domenico Battaglia, Arcivescovo di Napoli, pubblicata l’8 marzo 2026 sul sito della diocesi di Napoli, diventata popolare solo in questi gironi. Il cardinale di Napoli, Don Mimmo Battaglia, ha scritto una lettera potente e dolorosa rivolta ai “mercanti della morte”, a chi continua a fare affari con la guerra mentre il mondo conta i suoi morti. Leggete questa lettera. Con calma. Con rispetto. Con il cuore aperto: Ai mercanti della morte, a voi che fate affari con il sangue degli uomini, a voi che contate i profitti mentre le madri contano i figli, a voi che chiamate “strategia” ciò che il Vangelo chiama scandalo, rivolgo parole che non nascono dalla diplomazia, ma dalla ferita. Vi scrivo da questa terra che trema. Trema sotto i passi dei poveri, sotto il pianto dei bambini, sotto il silenzio degli innocenti, sotto il rumore feroce delle armi che avete costruito, venduto, benedetto dal vostro cinismo. Vi scrivo mentre il mondo sembra aver imparato di nuovo il linguaggio di Caino. Quel linguaggio antico e terribile che domanda: “Sono forse io il custode di mio fratello?” E invece sì, lo siamo. Lo siamo tutti. E voi, più di altri, perché avete scelto non soltanto di voltare lo sguardo, ma di trarre guadagno dalla ferita del fratello. Ci sono notti, in questo tempo, in cui l’umanità sembra smarrirsi. Notti lunghe, dove il cielo non consola e la terra restituisce soltanto macerie. Eppure proprio lì, nel cuore della notte, il Vangelo continua a ostinarsi. Continua a dire che nessun uomo è nato per essere bersaglio. Che nessun bambino ha il destino della polvere. Che nessuna madre deve imparare a riconoscere il figlio da un brandello di stoffa. Che la pace non è una debolezza da deridere, ma la forma più alta della forza. Voi fate il contrario del pane. Il pane si spezza per sfamare. Le armi spezzano i corpi per affamare il futuro. Il pane mette gli uomini a tavola. Le armi scavano fosse, svuotano case, allungano tavole senza commensali. Il pane ha il profumo delle mani. Le armi hanno l’odore freddo dei bilanci. E ditemi: come fate? Come riuscite a dormire sapendo che dietro ogni contratto c’è una carne aperta? Che dietro ogni firma c’è una scuola svuotata, un ospedale abbattuto, un volto cancellato? Come fate a chiamare “mercato” ciò che, davanti a Dio, ha il nome più semplice e più terribile: peccato? Non vi parlo da giudice. Non ho tribunali da aprire. Vi parlo da uomo e da pastore. Da credente ferito dalla ferocia dei tempi. Da vescovo che sente nelle viscere il grido di Cristo ancora crocifisso nei popoli umiliati, nelle città devastate, nei corpi senza nome che il mare restituisce e la guerra nasconde. Perché il Crocifisso oggi ha le mani dei civili sepolti sotto le bombe. Ha gli occhi sbarrati dei bambini che non sanno dare un nome all’orrore. Ha il volto delle donne che stringono fotografie invece di abbracciare figli. Ha la sete dei profughi, la paura dei vecchi, il tremore di chi non ha più una casa e nemmeno una lingua per raccontare il dolore. E voi, mercanti della morte, continuate a passare sotto quella croce come passarono un giorno i soldati, spartendovi le vesti del condannato. Solo che oggi non tirate a sorte una tunica: tirate a sorte interi popoli. Scommettete sulle frontiere, sui rancori, sulle escalation, sugli equilibri armati. E intanto chiamate pace la paura, chiamate ordine il dominio, chiamate sicurezza la minaccia permanente. Ma non c’è sicurezza dove si semina morte. Non c’è futuro dove si educano i giovani al sospetto. Non c’è giustizia se la ricchezza di pochi si fonda sul lutto di molti. E non ci sarà pace finché la guerra resterà un investimento accettabile. Il Vangelo, invece, non tratta. Il Vangelo non benedice le industrie della distruzione. Il Vangelo non si abitua ai morti. Il Vangelo non sopporta che il dolore diventi statistica e che i massacri si consumino dentro il commento stanco di un notiziario. Il Vangelo mette un bambino al centro. Sempre. E quando un bambino è al centro, tutte le vostre ragioni crollano. Crollano le dottrine militari, le alleanze opportunistiche, le giustificazioni geopolitiche, i linguaggi tecnici con cui nascondete la vergogna. Perché davanti a un bambino ucciso non esiste più destra o sinistra, oriente o occidente, amico o nemico: esiste solo l’abisso. Io vi chiedo, allora, non solo di fermarvi. Vi chiedo di convertirvi. Sì, convertirvi. Parola antica, parola scandalosa, parola necessaria. Convertirsi significa smettere di pensare che tutto abbia un prezzo. Significa riconoscere che la vita umana è sacra, o non sarà più umana. Significa uscire dalla logica del profitto per entrare in quella della custodia. Significa avere il coraggio, finalmente, di perdere denaro per salvare uomini. Abbiate un sussulto. Uno solo, ma vero. Lasciate che vi raggiunga il pianto che avete tenuto fuori dalle vostre stanze. Lasciate entrare il nome dei morti nei vostri consigli di amministrazione. Lasciate che una madre vi venga a disturbare i conti. Lasciate che il Vangelo vi rovini la quiete. Perché non c’è pace senza disarmo del cuore, e non c’è disarmo del cuore finché la mano resta aggrappata al profitto. La guerra non comincia quando cade la prima bomba. Comincia molto prima: quando il fratello diventa un ostacolo, quando il povero diventa irrilevante, quando la compassione viene giudicata ingenua, quando l’economia smette di servire la vita e decide di usarla. Eppure io non vi scrivo per consegnarvi alla disperazione. Vi scrivo perché persino per voi esiste una strada. Dio non smette di bussare nemmeno alle porte più blindate. Anche per voi c’è una possibilità di riscatto. Anche per voi c’è un Venerdì Santo che può aprirsi alla Pasqua. Ma dovete scendere. Scendere dai piedistalli del potere, dai linguaggi che assolvono, dalle stanze dove la morte viene progettata senza odore e senza volto. Dovete tornare uomini. Prima che dirigenti, azionisti, strateghi, intermediari: uomini. Uomini capaci di vergogna, e quindi di verità. Io sogno il giorno in cui le vostre fabbriche cambieranno vocazione. In cui il ferro non diventerà proiettile ma aratro, in cui l’ingegno non servirà a perfezionare l’offesa ma a custodire la vita, in cui i capitali saranno spesi per curare, istruire, ricostruire, accogliere. Sogno il giorno in cui la parola “profitto” non farà più rima con “funerale”. E so che qualcuno sorriderà, chiamando tutto questo ingenuità. Ma l’unica vera ingenuità, oggi, è credere che la guerra salvi. L’unica vera follia è pensare che si possa continuare a incendiare il mondo senza bruciare con esso. L’unico realismo possibile, ormai, è la pace. Per questo vi affido una domanda che non vi lascerà in pace, spero: quanto sangue vi basta? Quanto dolore deve ancora attraversare la storia perché comprendiate che state trafficando non con merci, ma con figli, con madri, con volti, con carne amata da Dio? Fermatevi. Prima che sia troppo tardi per i popoli. Prima che sia troppo tardi per voi. Fermatevi, e ascoltate il Vangelo della pace, che non urla ma insiste, che non schiaccia ma converte, che non umilia ma chiama per nome. Ascoltate Cristo, disarmato e vero, che continua a dire: “Beati gli operatori di pace.” Non i calcolatori di guerra. Non i garanti dell’equilibrio armato. Non i venditori di paura. Gli operatori di pace. Il mondo ha bisogno di mani che rialzino, non di mani che armino. Ha bisogno di coscienze sveglie, non di profitti ciechi. Ha bisogno di profeti, non di mercanti. E noi, Chiesa del Vangelo, non taceremo. Non per ideologia, ma per fedeltà. Non per ingenuità, ma per obbedienza a Cristo. Non perché ignoriamo la complessità della storia, ma perché conosciamo il valore infinito di ogni vita. A voi, mercanti della morte, dico dunque l’ultima parola non come condanna, ma come supplica: restituite il futuro. Restituite il respiro. Restituite i figli alle madri, i padri alle case, i sogni alla terra. Restituitevi alla vostra umanità. La pace vi giudicherà. Ma, se lo vorrete, la pace potrà ancora salvarvi. Con dolore, con speranza, con il Vangelo tra le mani.”   Don Mimmo Card. Battaglia   Redazione Napoli
March 14, 2026
Pressenza
Fede popolare e costruzione politica nella lettera di Maduro dal carcere
Il messaggio del presidente Maduro (vedi sotto) non può essere letto come una semplice dichiarazione celebrativa per l’8 marzo. Esso si colloca dentro una tradizione storica e culturale che appartiene profondamente all’America Latina: quella che unisce fede popolare, liberazione nazionale e partecipazione democratica dei popoli. Il riferimento evangelico alla fede […] L'articolo Fede popolare e costruzione politica nella lettera di Maduro dal carcere su Contropiano.
March 10, 2026
Contropiano
Sanità pubblica lombarda a rischio: stop a nuove convenzioni privatistiche nel pubblico!
“Non applicate la delibera regionale sulla super-intramoenia: a rischio il diritto all’accesso universalistico alla salute”! 27 organizzazioni chiedono con una lettera aperta l’esercizio della “obiezione di diritto” ai Direttori generali delle ASST e IRCCS lombardi sulla delibera regionale sulla sanità, XII/4986, 15 settembre 2025 “Non applicate la delibera regionale sulla sanità, la n° XII/4986, 15 settembre 2025, che di fatto istituisce la super-intramoenia, con una ulteriore scalata a forme privatistiche di sanità, che si abbatterebbe sulle fasce più fragili della popolazione”: con questo invito 27 organizzazioni si rivolgono a tutti i Direttori generali delle ASST e IRCCS della Regione Lombardia,  con una lettera aperta inviata via pec. “Quello che chiediamo è una sorta di disobbedienza civile, un’obiezione di diritto” hanno scritto i 27 firmatari “perché con la delibera in questione si mette ulteriormente a rischio l’accesso universalistico alla sanità da parte delle persone. Un rischio grave connesso alla cosiddetta sperimentazione di convenzioni tra la sanità pubblica e le diverse forme di sanità integrativa, mutue, assicurazioni, fondi, aggiungendo ulteriori prestazioni a pagamento in ‘libera professione’ da parte degli operatori sanitari pubblici, da cui sarebbero esclusi i meno abbienti e tutti quelli che non possono permettersi assicurazioni sanitarie e quant’altro”. Le 27 organizzazioni sottolineano che non si tratta di una semplice estensione dei rimborsi per chi ha sottoscritto polizze o gode di qualche “welfare aziendale”, ma di un meccanismo “salta la fila” anche nel pubblico, peggiorando ancora di più le diseguaglianze di accesso alle prestazioni sanitarie e contribuendo in maniera drammatica all’allungamento delle liste d’attesa. “Ma c’è un punto chiave e per il quale ci appelliamo ai Direttori con l’invito all’obiezione di diritto: l’introduzione di un’ulteriore libera professione (ALPI), aggiuntiva a quella esistente, rischia di far superare i limiti del 50% di orario complessivamente dedicato alla intramoenia rispetto alla attività sanitaria istituzionale” hanno specificato i firmatari, “aggravando il carico di lavoro per gli operatori sanitari. Inoltre, considerato che si applica anche ai ricoveri e non solo alle prestazioni ambulatoriali e diagnostiche, la super-intramoenia confermerà e aggraverà il ruolo sostitutivo, anziché integrativo, di fondi sanitari, mutue, assicurazioni, welfare aziendale, allargandosi sull’attività istituzionale, ovvero il soddisfacimento dei Livelli Essenziali di Assistenza”. L’invito ai Direttori è di valutare in modo approfondito la situazione aziendale per non aggravare gli squilibri tra le diverse attività, istituzionali e libere professionali e il mancato rispetto dei LEA per tutti/e. Di seguito l’elenco delle associazioni firmatarie della lettera ai Direttori Generali ASST e IRCCS:  Coordinamento Lombardo Sportelli Salute, Medicina Democratica, Arci, Partito della Rifondazione Comunista, Avanti PSI Milano, Partito Comunista Italiano, Associazione Naga Milano, Comitato per la Sanità Pubblica del Municipio 9, Cooperativa Labriola Milano, Centro Culturale Emilio Caldara, Attac Italia, Comitato per il ritiro di ogni autonomia differenziata, Movimento Consumatori, CARC, Associazione Gaia Milano, Associazione Milano in Salute, Coordinamento Comitati Salute Rhodense, Forum per il diritto alla salute, Coordinamento contro la guerra e il riarmo Milano Sud, CASP Bergamo, Movimento Milano Civica, Associazione la Nostra Voce Conta; Casa del Volontariato di Legnano, Simone Zambelli Assessore alla Salute Municipio 8, Anita Pirovano Presidente Municipio 9 Milano, Associazione Aiutiamoli Legnano, Associazione Pari&Dispari Legnano. Magistratura Democratica
March 9, 2026
Pressenza
In Lombardia si continua a lottare per difendere la sanità pubblica
In questi giorni, in 60 diverse strutture ospedaliere della Lombardia viene consegnata e protocollata la stessa lettera che chiede ai Direttori Generali del Servizio Sanitario Pubblico Lombardo di rigettare un nuovo provvedimento della Giunta Regionale Lombarda che punta ad affossare ancor più il Sistema Sanitario Nazionale in favore dei privati. I passaggi sono complicati e per capire meglio quali sono i nuovi marchingegni che faranno sì che il servizio pubblico scada ancor di più e le liste d’attesa crescano, vi invitiamo a leggerla. In particolare giovedì 5 marzo abbiamo seguito il gruppo di attivisti e attiviste che hanno a lungo volantinato davanti all’ospedale San Paolo e sono quindi entrati a consegnare la lettera. Battaglieri, generosi, giovani dentro, martellanti nel ricordare cosa siano i diritti, quale sia la storia di un servizio sanitario che era stata una conquista negli anni ’70 e che ora viene colpito a ripetizione. Sono gli uomini e le donne che sostengono gli sportelli salute che aiutano a far valere i propri diritti, accompagnando le persone a ottenere ciò che è stato loro prescritto, con i tempi indicati dal medico. In due parole: ciò che dovrebbe essere normale va reclamato; lasciar andare tutto significa abbracciare il privato (per chi può) o smettere di curarsi (per chi non può). Da tempo nelle piazze di Barcellona si grida: “Retallar en sanitat és assasinar.” In catalano suona bene, difficile ritrovare un ritmo in italiano: “Tagliare in sanità vuol dire assassinare”. Una semplice verità. Consultate www.sportellisalute.lo.it  Non è un semplice sito: è uno strumento di resistenza e di lotta, a cui unirsi e dare una mano. L’11 aprile, comunque, si andrà in piazza, numerosi, nel capoluogo lombardo. Foto di Andrea De Lotto Andrea De Lotto
March 6, 2026
Pressenza
Lettera al Ministro Valditara dal Liceo “Casiraghi” di Cinisello Balsamo (MI) sulla libertà di insegnamento
PUBBLICHIAMO VOLENTIERI LA LETTERA GIUNTA DAI/DALLE DOCENTI DEL LICEO “CASIRAGHI” DI CINISELLO BALSAMO (MI) INDIRIZZATA A MINISTRO DELL’ISTRUZIONE E DEL MERITO GIUSEPPE VALDITARA SULLA LIBERTÀ DI INSEGNAMENTO A SEGUITO DELLA GRAVE SCHEDATURA DEI DOCENTI DA PARTE DI ASSOCIAZIONI DI ESTREMA DESTRA, CLICCA QUI PER IL NOSTRO ARTICOLO. All’attenzione del Ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara Siamo docenti del Liceo Giulio Casiraghi, siamo donne e uomini, lavoratrici e lavoratori dell’educazione e della cultura, e proprio per questo riconosciamo il grande valore della scuola come uno degli istituti fondamentali della democrazia che per noi significa prima di tutto la libertà del pensiero critico, del dialogo e del confronto, anche serrato, tra posizioni diverse. Crediamo nella scuola pubblica perché crediamo che la democrazia sia il mondo visto da diversi punti di vista e proprio per questo ogni giorno entriamo in classe con professionalità, attenzione e cura verso i nostri allievi e allieve. E proprio per questo abbiamo deciso di insegnare nella scuola pubblica. Ognuna e ognuno di noi ha una sua posizione politica, sulla propria città, sulla propria nazione, sul nostro comune mondo e non potrebbe essere altrimenti, visto che non sarebbe possibile educare dei futuri cittadini senza esercitare noi stessi la cittadinanza come impegno attivo. Per questo respingiamo con indignazione e grande sconforto l’iniziativa presa da Azione studentesca, movimento giovanile del partito Fratelli d’Italia, di chiamare gli studenti alla delazione degli “insegnanti di sinistra”. Siamo indignati per la mancanza di rispetto verso quello che cerchiamo di fare ogni giorno, educare giovani donne e uomini alla fatica del pensiero critico, alla riflessione sul passato e sul presente, alla consapevolezza che nulla di ciò che è umano ci è estraneo. Il richiamo alla delazione offende e preoccupa tutte le componenti della scuola, a prescindere dal proprio punto di vista sul mondo. Lo sconforto nasce invece dalla constatazione che coloro che hanno scritto quel testo non hanno ancora compreso che in una repubblica democratica, e il nostro paese lo è dal 1946, tutti i pensieri sono liberi e tutti dovrebbero avere pensieri politici, rivolti alla comunità della quale si sentono parte, e quindi non c’è bisogno di delatori anonimi per pensieri pubblici e liberi. Indirizziamo a Lei questa lettera aperta nel suo ruolo di Ministro della Repubblica e a lei chiediamo la difesa della libertà di pensiero e di insegnamento come nel dettato della Costituzione italiana, di cui Lei come Ministro e noi come pubblici ufficiali siamo garanti. Cinisello Balsamo, Milano, 3 febbraio 2026 -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Lettera alla Dirigente del Liceo “Botta” di Ivrea da parte di un pacifista
PUBBLICHIAMO UNA CORAGGIOSA LETTERA GIUNTA ALL’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ DA PARTE DI UN ASSIDUO LETTORE PACIFISTA RIVOLTA ALLA DIRIGENTE SCOLASTICA DEL LICEO “BOTTA” DI IVREA, LA QUALE AVREBBE INVITATO I RAGAZZI E LE RAGAZZE DELLA SUA SCUOLA AD ASSISTERE AL PASSAGGIO DELLA FIAMMA OLIMPICA USANDO UN PASSAGGIO DEL DISCORSO “POCO PACIFISTA” E “PIUTTOSTO GUERRAFONDAIO” DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SERGIO MATTARELLA. PER INVIARE LETTERE E COMUNICATI STAMPA, SCRIVERE A STAMPA.OSSERVATORIONOMS@GMAIL.COM. Da uomo di pace scrivo alla Direttrice didattica del liceo “Botta” di Ivrea e indirettamente ai suoi alunni. Le chiedo scusa Direttrice per questa mia intrusione. Lei sta invitando i suoi studenti a partecipare al passaggio della Fiamma Olimpica di Cortina 2026. Beh, fino a qui niente da dire, ma poi scrive ai suoi studenti: «Come rimarcato del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della cerimonia della Fiaccola Olimpica tenutasi a Roma il 5 dicembre scorso, si invita a riflettere sugli alti valori di pace, solidarietà, speranza e unione […]». Ma mi perdoni, ma stiamo parlando dello stesso presidente della Repubblica e cioè colui che: 1. Ha paragonato la Russia al Terzo Reich, posizione, espressa ex cathedra lo scorso febbraio a Marsiglia; 2. Che dice che la spesa per il riarmo è necessaria, anche se è impopolare, alla faccia della nostra Costituzione; 3. È lo stesso che non ha mai speso una parola sulla denuncia per genocidio nei confronti di Israele, anzi più volte ha proprio ammonito: piano con le parole; 4. È lo stesso che non ha detto nulla sul Presidente degli Stati Uniti, che vuol deportare milioni di palestinesi, prendersi il Venezuela, prendersi Groenlandia, Panama, Canada? Non è questa una vera logica da Terzo Reich? Oppure sono solo difettucci della democrazia, dovuti ad eccesso di dazi? Che dire gentilissima Dirigente, faccia come crede, ma dica le cose come stanno. Il nostro Presidente, costantemente salutato dai media come “saggio guardiano della Costituzione”, non ha dato il buon esempio di essere uomo di pace. Non ha rispettato la Costituzione, anzi ha autorizzato il governo a lanciarsi in una guerra, se non direttamente, certo finanziandola, una guerra che oltre a non essere difensiva, l’unica autorizzata dalla Carta costituzionale, non è imposta da accordi internazionali e, per dirla tutta, non è neppure nei nostri interessi. Non solo Mattarella ha tradito il dettato costituzionale, ma vi ha aggiunto del suo inviando messaggi ostili alla Russia, dando così la stura a un inverecondo piagnisteo, coltivato dai media, sull’aggressività della Russia verso l’Italia. Senza toccare il tema Palestina, il nostro Presidente non ha detto una parola al governo che ha permesso a Benjamin Netanyahu in questi giorni di attraversare indisturbato i cieli italiani. Un uomo su cui pende un mandato di arresto della Corte Penale Internazionale per crimini di guerra. Un uomo che evita accuratamente lo spazio aereo spagnolo, perché lì qualcuno il diritto internazionale lo prende sul serio. Non lo so, forse lei, gentilissima Dirigente, vive su un altro pianeta. Il nostro Paese se non è direttamente in guerra la guerra, allora la finanzia a scapito della povera gente che non ha soldi per curarsi. La Pace, gentile Direttrice, è condizione essenziale per fermare una deriva bellicista che aggrava la condizione generale delle persone che si stanno impoverendo. Qui ci sarebbe molto da dire e da fare, sia nelle scelte nette che riguardano le politiche di riarmo, sia lo sviluppo che si vuol dare ai territori e al lavoro. L’industria bellica è contrapposta allo sviluppo di pace, e da essa non nasce nulla che non sia il preavviso del dilagare della distruzione già in corso e non lontano da noi. La scelta della pace non è una sorta di pia illusione in cui collocare i desideri e le aspettative lontane dalle possibilità politiche e sociali dei territori, è una scelta politica coerente che definisce con chi lottare e privilegia e assiste l’economia e le imprese che non lavorano per la guerra. Accanto a questa scelta di territori liberi dalla politica di riarmo, ci sono le scelte che riguardano la salute, la scuola, il lavoro, la produzione di energia, le città, le scelte urbanistiche, i servizi territoriali e ognuno di questi capitoli contiene politiche che estendono eguaglianza e possibilità a tutti, a partire naturalmente da chi meno ha e che dev’essere più tutelato. Per questo considero negativamente l’interpretazione che Lei dà alle parole di Mattarella e alla direzione che lo stesso Presidente da a livello nazionale ed europeo. Parli ai suoi ragazzi con l’autonomia che le è propria, ma non usi le parole del Presidente come parole di Pace, perché non lo sono affatto. Cordiali saluti GIORGIO FRANCO -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente