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L’eredità dei partigiani: la consapevolezza che “la libertà è come l’aria” e “la verità è nemica della guerra”
Sabato 17 gennaio scorso è stato celebrato l’81° anniversario dell’eccidio della Banda Tom, una formazione costituita e operante in Monferrato e che si era aggregata alle Brigate Matteotti. Gli interventi dello storico Mirco Carrettieri e della rappresentante della sezione ANPI di Casale Monferrato sono stati applauditi ‘a scena aperta’ e poi a lungo dai presenti alla commemorazione di: * Giuseppe Augino – 22enne di Valguarnera Carropepe (Enna) * Alessio Boccalatte – 20enne di Casale Monferrato * Aldo Cantarello – 19enne di San Michele (Alessandria) * Luigi Cassina, detto Ginetto o Tarzan – 25enne di Casale Monferrato * Giovanni Cavoli, detto Dinamite – 34enne di Solero (Alessandria) * Albert Harbyohire, detto Harry – 31enne inglese * Giuseppe Maugeri – 23enne di Siracusa * Antonio Olearo, detto Tom – 24enne di Ozzano Monferrato (Alessandria) * Remo Peracchio – 21enne di Montemagno Monferrato (Asti) * Boris Portieri – 17enne di Rovigo * Giuseppe Raschio – 21enne di San Michele (Alessandria) * Luigi Santambrogio, detto Gigi – 17enne di Casale Monferrato * Carlo Serretta, detto Scugnizzo – 17enne I 13 partigiani della banda fondata e capitanata da Tom erano stati catturati a Casorzo, nel Monferrato astigiano, il 14 gennaio 1945. Trasferiti a Casale Monferrato, dove erano stanziate le truppe della RSI e dell’esercito nazista, vennero torturati e fucilati. I loro ultimi attimi di vita sono stati descritti da don Angelo Allara, a cui fu concesso di incontrali mentre erano imprigionati e poi, il 15 gennaio, di assistere all’esecuzione della loro uccisione: > Triste, mi ritiro in disparte e vedo passare davanti a me le vittime: tutti > hanno al collo la Medaglia Miracolosa e in mano il foglietto che loro avevo > dato, e mi salutano con lo sguardo come per dirmi “grazie, Padre, l’unico > conforto avuto in questo momento ci viene dal sacerdote”. Quel corteo andava > verso la morte e io pensavo: dopo la morte, vi sarà per essi il Paradiso. La testimonianza di don Allara è stata raccolta nel memoriale che Giuseppe Angrisani, vescovo della diocesi monferrina dal 1940 al 1971, pubblicò nel 1946, e recentemente ristampato. Alla commemorazione della Banda Tom i contenuti di questo libro sono stati descritti da Francesco Mancinelli, il rettore del Santuario della Madonna di Crea a Serralunga di Crea: Per l’occasione in rappresentanza della sezione ANPI di Casale Monferrato è intervenuta Carla Gagliardini, che ha annunciato l’esito della ricerca condotta in collaborazione la sezione ANPI di Londra per accertare l’identità e documentare la storia del partigiano Harry, che per tutti gli 80 anni trascorsi dalla sua uccisione in Monferrato è stato ricordato ritenendo che si chiamasse Albert Harbyohire e fosse un ufficiale della Royal Army Force in missione in Italia. Invece si chiamava Harry Darbyshire ed era un artigliere inglese che, sfuggito alla cattura o alla prigionia dei nazisti, si era aggregato alla Banda Tom. E, dopo aver rammentato che il perno della democrazia sono le ‘regole’ fondanti lo stato di diritto, tra cui il “sistema di pesi e contrappesi tra i poteri” sancite nella Costituzione italiana scritta dopo il referendum del 1946 e in vigore dal 1° gennaio 1948, Carla Gagliardini ha ricordato che il ripudio della guerra è stato un cardine della resistenza contro il regime fascista: Rammentando che il fascismo si era insinuato nelle menti degli italiani proprio esortandoli all’intervento nella prima guerra mondiale, Mirco Carrattieri, docente di storia contemporanea all’Università di Bergamo e recentemente autore di Alle origini dell’arcobaleno. Discorsi e azioni di pace a Modena 1945-1969, ha affermato: “la verità è il nemico della guerra”. > Responsabile scientifico di Liberation Route Italy, membro del comitato scientifico dell’Istituto Cervi e direttore generale dell’Istituto Nazionale “Ferruccio Parri”, Mirco Carrattieri ha confrontato la composizione della Banda Tom a quella di altre formazioni della resistenza italiana soffermando l’attenzione sull’età dei suoi componenti, molto giovani e alcuni giovanissimi. Tra i presenti alla celebrazione c’erano dei ragazzi, studenti dell’I.C. “Sobrero” di Casale Monferrato, a cui nel tragitto dal Teatro Municipale alla Cittadella ho chiesto di commentare le orazioni che avevano appena ascoltato. Nelle loro risposte ho sentito risuonare quelle, appena ricordate da Mirco Carrattieri, pronunciate nel 1955, primo decennale della liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista e dal regime fascista, dal giurista attivista del movimento Giustizia e Libertà e fondatore del Partito d’Azione rivolgendosi agli studenti milanesi: > …la libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a > mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia > generazione hanno sentito per vent’anni e che io auguro a voi giovani di non > sentire mai – Piero Calamandrei, Discorso sulla Costituzione Sabato 17 gennaio scorso a Casale Monferratola la commemorazione della Banda Tom era cominciata, come di consueto, con la celebrazione della messa al duomo, da dove le autorità e le rappresentanze della città e del territorio hanno sfilato fino al Teatro Municipale, in cui si è tenuta l’assemblea pubblica. Il corteo era aperto dalla banda “La Filarmonica di Occimiano”, che ha esordito suonando Bella Ciao, in seguito cantata dai partecipanti alla deposizione di corone d’alloro alla lapide che ricorda i 13 partigiani nel luogo dove vennero fucilati. Maddalena Brunasti
Dante Di Nanni, una memoria che non muore mai
Di anni ne sono passati ottantuno dal giorno in cui, il 18 maggio 1944, il giovane comunista appartenente ai GAP nato il 27 marzo 1925 nel capoluogo piemontese (di Dante Di Nanni quest’anno ricorre il centenario della nascita), subiva l’assalto di un nutrito gruppo di nazifascisti, giunti nell’edificio di via […] L'articolo Dante Di Nanni, una memoria che non muore mai su Contropiano.
Ciò che (non) ci riguarda delle autodeterminazioni altrui
Allora, last time: inneggiare al 7 ottobre è una operazione esecrabile, perché il 7 ottobre c’è stato un attacco da parte di Hamas che è sfociato in azioni del tutto terroristiche, con uccisione seriale di centinaia di civili e soldati. Inciso: se avessero ucciso solo soldati, pensate che Israele non […] L'articolo Ciò che (non) ci riguarda delle autodeterminazioni altrui su Contropiano.
La Resistenza continua: le voci di Napoli per la libertà
Manifestazione del 28 settembre in piazzetta Aldo Masullo: memoria partigiana, testimonianze e solidarietà con Gaza. Il 28 settembre la Sezione ANPI Collinare “Aedo Violante” e la libreria IoCiSto hanno organizzato una manifestazione in occasione dell’ottantaduesimo anniversario delle Quattro Giornate di Napoli. Intorno alle 11:00, in piazzetta Aldo Masullo, accanto alle scale di via Cimarosa , si è tenuto un commovente momento di riflessione, che ha teso un filo rosso tra la lotta di liberazione della città e la resistenza del popolo palestinese. Tra i primi interventi, Souzan Ezz Fatayer , che, definendosi una “palestinese-vomerese”, ha ricordato il suo arrivo a Napoli e la scoperta della storia di una città capace di liberarsi da sola dal fascismo e dall’occupazione nazista. Inevitabili le analogie con la situazione attuale a Gaza e in Cisgiordania. Sono seguiti momenti estremamente toccanti con gli interventi degli esponenti napoletani di Emergency e di Anna Formato , portavoce dei Sanitari per Gaza , che hanno posto l’accento sulla sofferenza delle popolazioni civili, soprattutto donne e bambini, elencando l’inaccettabile e brutale tributo di morti, mutilati e feriti che continua, nonostante la forte e incessante pressione popolare internazionale. Piera Violante , figlia di Aedo, ha raccontato la storia del padre, giovane studentessa del liceo Sannazaro che, dopo aver rischiato di essere deportato o fucilato, partecipò attivamente alla cacciata dei nazisti dal Vomero. Ha ricordato anche la madre, Rosalia Ruggi D’Aragona , anch’essa impegnata nella lotta partigiana in città. L’attore Biagio Manna ha letto, commuovendosi, una poesia di Aedo. Altre poesie, non meno intense, sono state interpretate da Ciro Tremolaterra e Marina Troiani , mentre Carlo Falcone , Gennaro Savoia , Ernest Ferraro , Annamaria Palmieri e Amedeo Borzillo hanno portato riflessioni personali e letture. L’evento si è concluso con la testimonianza di Francesco Amoretti , figlio di Antonio, che ha ricordato l’importanza di ribellarsi quando le ingiustizie diventano insopportabili. Gli interventi sono stati intervallati dalle esecuzioni musicali di Marco Francini , Carlo Di Gennaro e Miryam Lattanzio . I numerosi partecipanti hanno ascoltato e cantato insieme ai musicisti Blowin’ in the Wind , Generale e, in chiusura, Bella Ciao . Quest’ultima, intonata dalla voce intensa di Miryam Lattanzio e subito raccolta da tutto il pubblico, ha trasformato la manifestazione in un grande coro collettivo, lasciando negli occhi e nei cuori dei presenti la forza della memoria e la speranza di un futuro migliore. La mobilitazione non si ferma. Il prossimo appuntamento è per il 2 ottobre : al mattino con il corteo promosso dagli studenti delle scuole superiori del territorio, che ricorderà i funerali delle vittime delle Quattro Giornate, e la sera davanti all’Ospedale pediatrico Santobono, per esprimere solidarietà ai bambini di Gaza. Redazione Napoli
Compagno cittadino, fratello partigiano…
Credo siano pochi i lettori di Contropiano che non hanno familiarità con la canzone Per i morti di Reggio Emilia, colonna sonora di tante manifestazioni e cortei dagli anni sessanta a oggi. Una canzone di forte valore politico e di grande impatto emotivo che ha scolpito nella memoria di generazioni […] L'articolo Compagno cittadino, fratello partigiano… su Contropiano.
29, 30, 31 Agosto – Dai monti ai piani: partigian*
L’11 Agosto ’44 al suono della Martinella inizia l’avanzata delle brigate partigiane per la Liberazione totale della città dalle truppe nazifasciste Il 31 Agosto l’intero territorio comunale viene liberato e i giorni successivi anche Sesto, Campi e l’intera Piana vedono la cacciata dei nazifascisti Csa next-Emerson, Cantiere Sociale Cienfuegos di Campi Bisenzio e Circolo Arci di Quinto Basso insieme per continuare una memoria collettiva e dal basso dell’operato di quelle donne e uomini che hanno combattuto il nazifascismo Perchè la storia della Liberazione dalle nostri parti è storia di gente comune, di rabbia e di amore. È la storia di chi che non ha atteso gli Alleati e si è alzato da solo contro il regime fascista. E’ la storia e la memoria sono ingranaggi collettivi ———————————————————————————————————————————————- Programma Venerdì 29 Agosto al Csa Next-Emerson ore 19.00 – “Archivi storici: una cassetta degli attrezzi per una memoria collettiva” ne parliamo con Anpi Oltrarno, Biblioteca Franco Serantini – Pisa, Collettivo Articolo 21 – Sesto Fno ore 20.30 – Cena Resistente ore 22.00 – Concerto con ” I suonatori de la leggera” Sabato 30 Agosto al Circolo Arci La Costituzione di Quinto Basso ore 19.00 – Presentazione libro sulla Resistenza fiorentina (dettagli a presto) ore 20.30 – Cena Resistente ore 22.00 – Concerto (dettagli a presto) Domenica 31 Agosto al Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos di Campi Bisenzio ore 10.00 inizio torneo di calcetto antirazzista ore 13.00 Pranzo resistente ore 17.00 Conclusione torneo e premiazioni Pranzo e cene dei tre giorni benefit
Domenica 15/06 – camminata al cippo caduti di Radio Co.Ra.
DOMENICA 15 GIUGNO CAMMINATA AL CIPPO DEI CADUTI DI RADIO CO.RA. >> h 9.30 ritrovo al Csa Next-Emerson in via di Bellagio >> h 10.00 Partenza per il cippo di Radio Co.ra. a Cercina con soste e racconti durante il percorso >> h 13.00 Arrivo al cippo e pranzo a cura del Circolo di Cercina A seguire testimonianze e canti resistenti a cura dei “Suonatori della Leggera” Durante l’iniziativa diretta di Radio Wombat >> Consigliato abbigliamento comodo, scarpe da ginnastica e pantaloni lunghi Circolo Cercina, Radio Wombat, Csa Next-Emerson, Collettivi studenteschi area sestese, Suonatori della Leggera, Anpi Sesto Fno
La festa della ” Liberazione” a Firenze: le foto
Come da tradizione il 25 aprile è per Firenze giorno della festa della “Liberazione”, non solo come celebrazione della Resistenza Partigiana al nazifascismo, ma come una festa popolare : un momento gioioso di primavera  dopo un lungo inverno. Così non certo sobriamente  come avrebbero voluto le istituzioni , in due piazze cittadine in Piazza Poggi  ai piedi del colle su cui sovrasta il Piazzale Michelangelo, e successivamente  in Piazza Santo Spirito in Oltrarno luogo simbolo della resistenza popolare antifascista, si è radunata una folla soprattutto giovane , straordinariamente  numerosa. Pranzo all’aperto organizzata da una delle ultime Case del Popolo rimaste nel centro storico cittadino , il “Circolino” di San Niccolò, con vino rosso ( in abbondanza)   e gente stesa sui prati  sotto un sole caldo  che a tratti  appariva fra le nuvole dense di una giornata incerta ma che ha comunque graziato   i numerosi eventi    istituzionali e non che hanno caratterizzato la giornata. Piazza Santo Spirito  in Oltrarno con  i banchini degli Antifascisti stracolma,  è stata raggiunta nel pomeriggio dal corteo che  è partito da Piazza Poggi attraversando  tutto l’Oltrarno,  per poi proseguire per rendere omaggio ai caduti Partigiani in Piazza Tasso . Un corteo  inevitabimente aperto dallo striscione che ricorda come a Gaza prosegue  una nuova Resistenza.  A distanza di ottanta anni da quando il mondo pensava  di aver risolto il problema dei nazionalismi competitivi ed aver finalmente imposto la pace e la cooperazione, i tempi non sono cambiati e il suprematismo occidentale  un fascismo più subdolo e pervasivo sta nuovamente minacciando l’umanità. Foto Cesare Dagliana Fi 25 aprile Fi 25 aprile Fi 25 aprile Fi 25 aprile Fi 25 aprile Fi 25 aprile Fi 25 aprile Fi 25 aprile Fi 25 aprile Fi 25 aprile   Redazione Toscana