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Centinaia in corteo al Pilastro, ora rimettere in discussione il progetto
Si sta concludendo ora il corteo rionale del Pilastro con centinaia di persone, a cui abbiamo partecipato come Potere al Popolo dopo aver contriuito alla mobilitazione e al presidio di questi mesi. Il Pilastro ha dato una risposta di comunità, con serenità e determinazione, all’operazione di militarizzazione messa in campo […] L'articolo Centinaia in corteo al Pilastro, ora rimettere in discussione il progetto su Contropiano.
March 7, 2026
Contropiano
MuBasta: il Rione Pilastro non vi vuole!
ll MuBa, “Museo delle bambine e dei bambini”, è un progetto faraonico voluto dal Comune di Bologna, i cui costi totali attesi ammontano a 6.355.599 euro. Le specifiche tecniche, e i render, vengono presentate sul sito del Comune stesso. Il 30 Dicembre nasce il “Comitato MuBasta”, costituito da residenti del Pilastro, il cui obbiettivo, dichiarato fin da subito, è impedire la privatizzazione, e la cementificazione, dei restanti spazi verdi pubblici del quartiere. Uno degli elementi centrali evidenziati in svariati comunicati è il rifiuto di progetti calati dall’alto, inefficaci a rispondere alle reali necessità di chi abita il Rione Pilastro. La mobilitazione ha saputo delineare una coesistenza tra tematiche sociali, quali le contraddizioni della gentrificazione e della marginalizzazione, ed ambientali. Ed è proprio per questo carattere intersezionale che numerosx solidali sono giuntx in aiuto nel corso dei mesi successivi. Di Andrea Bellafoto Il Comitato, nella speranza di poter bloccare il progetto sul nascere, ha più volte organizzato presidi sotto Palazzo d’Accursio, sede del Consiglio Comunale, richiedendo un appuntamento urgente con la Giunta. Nonostante i tentativi, lunedì 23 febbraio, alle sei di mattina, l’impresa edile, scortata da otto camionette dei reparti anti-sommossa e una ventina di agenti della digos, ha iniziato i lavori all’interno dell’area prevista, recintata da novembre. Il 25, dunque, il Comitato ha deciso di recarsi all’alba al parco, ed unx delle persone presenti è riuscitx ad arrampicarsi sull’unico platano rimanente. Sono quindi intervenuti i reparti anti-sommossa, tentando di allontanare con scudi e manganelli lx residenti e lx solidali presenti. La situazione è rimasta in stallo per diverso tempo, fin quando diversx giovani del quartiere non sono giunte al parco, iniziando a colpire ripetutamente le recinzioni del cantiere. La folla presente, a questo punto altamente variegata in composizione, ha quindi allontanato gli operai e divelto le recinzioni. > Gli agenti antisommossa, accerchiati, hanno dovuto retrocedere, fino ad > abbandonare il parco Quella sera è stato quindi instaurato il presidio permanente all’interno dell’area di cantiere. Le giornate successive sono state caratterizzate dalla creazione di momenti di socialità spontanea, creatività, ed immaginazione di un parco diverso. Si è delineata una partecipazione altamente diversificata: famiglie, bambinx e ragazzx del Rione, persone giunte da quartieri diversi e membri del Comitato. Quest’ultimoè diventato un’entità unica, comprensiva sia dellx residenti che dellx solidali, il cui ruolo attivo nel mantenimento del presidio è stato di centrale rilevanza in quelle giornate, durante le quali elcunx residenti hanno anche realizzato una struttura abitabile in legno attorno al platano. LA REPRESSIONE DEL COMITATO La permanenza nel “parco liberato” è durata fino a lunedì 2 marzo, interrotta da un violento sgombero, al quale il Comitato, malgrado l’organizzazione preventiva, non ha potuto opporsi. La questura di Bologna ha disposto uno schieramento inverosimile di forze dell’ordine: 14 camionette, 2 idranti e 2 blindati.  L’incursione all’interno del presidio è stata anticipata dagli agenti della Digos, che hanno aperto le tende dove si trovavano lx attivistx e strattonato con forza chi dormiva sulla struttura in legno, costruita appositamente attorno al platano nei giorni prima. Nonostante i tentativi di resistenza da parte di chi si trovava sul posto, sei persone sono state arrestate e portate, nel giro di un’ora, in questura. Da quel momento in poi lo scenario è cambiato completamente: è stato impiantato un controllo permanente del reparto celere, tuttora in vigore, anche nelle ore notturne. Affinché questa turnazione possa essere garantita, ancora adesso a Bologna sono presenti in pianta stabile unità di polizia inviate da Milano e Padova. Di Andrea Bellafoto Una volta diffusa la notizia degli arresti, è stato chiamato un presidio solidale sotto alla Questura, fino a quando, nelle prime ore del pomeriggio, non sono state ottenute informazioni precise: tre dellx arrestatx verranno rilasciate in giornata, con diverse accuse a carico, e altrx tre invece saranno trasferite al carcere della Dozza, in attesa di un processo “in direttissima”.  La repressione subita dal Comitato non ne ha leso la determinazione, e la sera del giorno stesso è stata indetta un’assemblea urgente, alla quale hanno partecipato circa 200 persone. Al termine è stata realizzata una “battitura” sulle nuove recinzioni e la risposta della polizia non si è fatta attendere: celere schierata e fitto lancio di lacrimogeni, anche ad altezza uomo. Nel giro di pochi minuti, sono state effettuate alcune cariche a freddo, che hanno portato all’arresto di altre tre persone.  In questo momento di confusione, sono giuntx lx giovani del Rione, che si sono unitx nel respingere le forze dell’ordine. Nonostante la polizia abbia tentato di effettuare dei fermi, la conoscenza del territorio dellx ragazzx del Pilastro ha impedito che ciò potesse avvenire.  > Qualche ora dopo, due dellx tre arrestatx sono statx rilasciatx dalla > questura, mentre l’ultimx, giuntx all’ospedale, con un braccio rotto, è stata > dimessa la mattina seguente La repressione è continuata fino al 4 marzo: mentre larga parte del Comitato si era recata alla Dozza in attesa del rilascio dellx arrestatx, la Questura, approfittando della scarsa presenza al parco, ha tentato di sequestrare i materiali del presidio. La polizia locale, recatosi sul posto, ha emanato tre verbali, appellandosi all’articolo 18 TULPS, il quale prevede una pena pecuniaria per gli organizzatori di una “riunione in luogo pubblico in assenza di preavviso di tre giorni” che, aggravata dal Pacchetto Sicurezza, ammonta da 1000 a 10.000 euro.  Il presidio, nonostante sia assente una struttura stabile, perdura tutt’oggi, le attività di coinvolgimento della cittadinanza e di socialità continuano prendere vita, in vista del “Corteo Rionale” programmato per sabato 7 marzo. BOLOGNA LABORATORIO DELL’(IN)SICUREZZA MELONIANA  La risposta della questura al percorso MuBasta prosegue la stretta repressiva nel capoluogo emiliano inaugurata contro il movimento per la Palestina. Il cambio di passo è avvenuto sia nella violenza poliziesca di piazza che nella violenza giudiziaria nelle aule del tribunale, forte della copertura creata dai recenti Ddl Sicurezza. Negli ultimi mesi a Bologna si sono verificati svariati casi di lesioni gravi subite dallx manifestantx (caso emblematico quello di Lince), sono stati recapitati oltre 100 avvisi di inizio indagini, e decine di denunce a partecipanti del movimento cittadino. Allo stesso modo, il dispiegamento di forze di polizia contro il Comitato è stato smisurato, con cariche a freddo e lacrimogeni sparati ad altezza uomo sullx abitanti del quartiere. La repressione del dissenso risulta ancora più evidente sul piano giuridico: nel corso di tre giorni sono stati effettuati nove fermi, conclusi con tre detenutx per due notti in carcere, un “foglio di via” da Bologna, e un insieme di altre denunce per resistenza, inoltre tre sanzioni amministrative con pene pecuniarie aggravate dal Pacchetto Sicurezza. La repressione del percorso è finalizzata a interrompere un percorso di lotta ecologista e sociale che, nelle settimane scorse, è stato partecipato dal Rione nella sua interezza: adultx, genitori con figlix piccolx, ragazzx d’ogni età. È forse questa eterogeneità la più grande novità rispetto ai recenti percorsi ecosociali a difesa del parco Don Bosco, portata avanti dal Comitato Besta tra il 2023 ed il 2024, e la nascita del Comitato Giardini San Leonardo nel 2025 in tutela dell’omonima area verde. Il quartiere tornerà in piazza questo sabato, con il corteo contro la gentrificazione e la repressione del rione popolare. La copertina è di Andrea Bellafoto SOSTIENI, DIFENDI, DIFFONDI DINAMOPRESS Per sostenere Dinamopress si può donare sul nostro conto bancario, Dinamo Aps Banca Etica IT60Y0501803200000016790388 tutti i fondi verranno utilizzati per sostenere direttamente il progetto: pagare il sito, supportare i e le redattrici, comprare il materiale di cui abbiamo bisogno L'articolo MuBasta: il Rione Pilastro non vi vuole! proviene da DINAMOpress.
March 7, 2026
DINAMOpress
Dopo i lacrimogeni, multe al Pilastro contro il presidio
Come Potere al Popolo pensiamo che lo “scontro” interno alla maggioranza non dica nulla nel merito della questione del Pilastro, dica tutto su una maggioranza comunale totalmente irregimentata, dove non c’è nessun margine di discussione anche quando una zona popolare viene investita con tutta la forza della repressione, fisica ed […] L'articolo Dopo i lacrimogeni, multe al Pilastro contro il presidio su Contropiano.
March 5, 2026
Contropiano
Bologna. Il Comune affida al governo Meloni la militarizzazione del Pilastro
Le giornate del Pilastro sono diventate una questione nazionale: un rione abbandonata dalla giunta comunale che chiede di ridiscutere un progetto di cementificazione, che chiede collegamenti, servizi e dignità al pari di ogni altra zona di Bologna è stato consegnato alla militarizzazione del governo Meloni. In questo senso, nessuno tra […] L'articolo Bologna. Il Comune affida al governo Meloni la militarizzazione del Pilastro su Contropiano.
March 4, 2026
Contropiano
Bologna. Scene cilene stanotte al Pilaastro
La responsabilità politica delle scene cilene di questa sera al Pilastro è della Giunta Lepore-Clancy che ha chiuso ogni possibilità di soluzione politica, dando invece completamente la gestione di una legittima protesta sociale in mano a Polizia e Carabinieri. Non è la prima volta che succede a Bologna, è la […] L'articolo Bologna. Scene cilene stanotte al Pilaastro su Contropiano.
March 3, 2026
Contropiano
Sgombero al Pilastro: Lepore si fa risolvere i problemi da Piantedosi
Più di cento agenti in assetto antisommossa, camionette e idranti per sgomberare questa mattina il presidio al Parco del Pilastro. Si sono avverate le minacce di Ara e Madrid nella forma delle manganellate su persone che cercavano di gestire la situazione in maniera ordinata. Nella calca uno dei presidianti ha […] L'articolo Sgombero al Pilastro: Lepore si fa risolvere i problemi da Piantedosi su Contropiano.
March 2, 2026
Contropiano