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Firma l’appello per la libertà di insegnamento nelle scuole
Nel 2000 Alleanza Nazionale, erede del Movimento Sociale Italiano, e Azione Giovani lanciarono una campagna pubblica contro gran parte dei manuali di storia diffusi nella scuola italiana, accusati di faziosità nel descrivere soprattutto gli avvenimenti legati alla Resistenza e alla caduta del nazi-fascismo. Non arrivarono a bruciare i libri, ma furono create delle pseudo liste di proscrizione e quel clima intimidatorio favorì l’assalto di una libreria deturpando centinaia di copie di un libro di testo. Oggi, Azione Studentesca (legata a Gioventù Nazionale, quindi a Fratelli d’Italia) tramite un questionario inviterebbe studenti e studentesse a segnalare se hanno: “uno o più professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni”. Si tratta, peraltro, della stessa organizzazione per la quale non si dovrebbe parlare di Antifascismo nel corso delle lezioni di educazione civica. Mentre esponenti dei partiti di governo plaudono all’iniziativa, la sottosegretaria Frassinetti (MIM) minimizza asserendo che, in fondo, non è accaduto nulla di grave. A suo dire, ci troveremmo soltanto di fronte a una sorta di sondaggio anonimo. Non siamo per nulla stupite/i: la sottosegretaria è espressione di quel Ministero che in questo ultimo periodo ha censurato, e in parte impedito, che nelle scuole si potesse discutere liberamente di pace e guerra e, in particolare, del genocidio Palestinese. Di fronte a quella che appare, al di là di ogni ragionevole dubbio, una intollerabile schedatura, ribadiamo che la scuola pubblica statale italiana garantisce professionalità e pluralità di presenze, diversamente dalle scuole private (abbondantemente finanziate dal governo Meloni) che assumono il personale con criteri ben diversi tra quali anche la omogeneità ideologica. Questa sorta di schedatura è stata vissuta dal mondo dell’istruzione come parte integrante di quel composito tentativo di demolire la scuola come luogo di formazione del sapere critico per formare dei cittadini consapevoli, perché, nonostante il governo e i suoi pacchetti sicurezza, nelle nostre aule si continua a parlare di accoglienza operando per decostruire la paura del diverso e ogni forma di razzismo. Nelle scuole si parla di pace tra i popoli e non di patrie e di interessi nazionali da difendere con le armi; si parla delle guerre in corso e persino delle responsabilità delle multinazionali nel disastro climatico; si afferma, motivandola, la necessità del dialogo tra le diverse culture e le diverse religioni. Certe iniziative ricordano che quanti, oggi come nel passato, hanno paura della cultura e impediscono con la censura il confronto fra le idee, non intimidiranno le/i docenti italiani\e che non rinunceranno a difendere la nostra Costituzione, frutto della lotta partigiana, il suo carattere antifascista e il diritto alla libertà di insegnamento. Di seguito i primi firmatari di questo appello * Donatella della Porta, Scuola Normale Superiore di Pisa * Micaela Frulli, Università di Firenze * Tomaso Montanari, Rettore dell’Università per Stranieri di Siena  * Donatella Di Cesare, Università “La Sapienza” di Roma * Roberta De Monticelli, Università di Ginevra e San Raffaele Milano * Gabriella Falcicchio, Università di Bari * Salvatore Cingari, Università di Perugia * Maria Carreras Goicoechea, Univerità di Catania * Angelo d’Orsi, Università degli Studi di Torino * Giuseppe Burgio, Università Kore di Enna * Padre Felice Scalia, filosofo e teologo della Compagnia di Gesù * Andrea Cozzo, Università di Palermo * Eric Gobetti, Storico e ricercatore * Ernesto de Cristoforo,  Università di Catania * Mauro Biani, Disegnatore satirico e Educatore professionale * Mons. Giovanni Ricchiuti, Movimento Pax Christi Italia * Gianni Piazza, Università di Catania * Attilio Scuderi, Università di Catania * Roberto Lovattini, Movimento di Cooperazione Educativa * Marco Antonio Pirrone, Univerità di Palermo * Alessandra Algostino, Università di Torino * Roberta Leoni, docente Presidente Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università * Ludovico Chianese, docente in quiescenza Napoli * Cristina Ronchieri, docente Massa * Serena Tusini, docente Massa * Irene Carnazza, docente Torino * Alessandra Alberti, docente Torino * Federico Giusti, delegato RSU e RLS * Elena Abate, ATA Milano * Maria Teresa Silvestrini, docente in quiescenza, La Scuola per la Pace Torino * Tersea Modafferi, docente Catania * Nino De Cristofaro, docente Catania * Nadia Germano, giornalista freelance Siracusa * Candida Di Franco, docente in quiescenza Palermo * Miria Pericolosi, Donne in nero Verona * Antonio Mazzeo, docente e giornalista no war * Lorenzo Perrona, docente Siracusa * Michele Lucivero, docente e giornalista pubblicista OdG Puglia * Giuseppe Saraceno, docente Pisa * Stefano Bertoldi, docente, giornalista, collaboratore di Radio Onda D’urto * Giuseppe Curcio, USB P.I. Bologna * Fausto Pascali, docente Pisa * Mariella Setzu, attivista antimilitarista Cagliari * Sara Conte, docente Cobas Scuola Grosseto * Stefano Cobello, sociologo COMPLETA IL FORM PER ADERIRE ALL’APPELLO Invia un modulo. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
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… più firma. E la firma conta o forse no. Comunque la trovate in coda. «Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché l’avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada». ERACLITO «Eraclito»: olio su tavola di Hendrick ter Brugghen, 1628,
January 30, 2026
La Bottega del Barbieri
Firmiamo per fermare Meloni – di Effimera
È partita la raccolta firme promossa da un comitato autonomo di giuristi e attivisti sindacali perché si tenga un referendum per cancellare la legge di modifica costituzionale in tema di giustizia varata dal governo Meloni (si veda n. 295 del 20 dicembre 2025: la Cassazione ha comunicato di avere ricevuto in data 19 dicembre 2025 [...]
December 23, 2025
Effimera
Firma la petizione: Interrompiamo il transito di armi dai porti italiani
ESIGIAMO L’IMMEDIATA CESSAZIONE DI OGNI TRANSITO DI ARMI E COMPONENTISTICA MILITARE NEI PORTI ITALIANI, E IN PRIMO LUOGO DI QUELLE DESTINATE A ISRAELE E AD ALTRI PAESI CHE OPPRIMONO E BRUTALIZZANO ALTRI POPOLI COMMETTENDO CRIMINI CONTRO L’UMANITÀ, IL CRIMINE DI APARTHEID E DI GENOCIDIO. ALCUNI DATI 1) Nella Relazione governativa del 2025, l’Agenzia delle Dogane riporta, per l’anno 2024, 212 operazioni di esportazioni di materiali militari a Israele per un valore complessivo di 4.208.757 euro che sono da riferirsi a licenze rilasciate in anni precedenti. Inoltre, nel 2024, sono continuati gli interscambi di materiali militari tra Italia e Israele: sono state rilasciate 42 nuove autorizzazioni di importazione di armamenti per il nostro Paese per 154.937.788 euro e, sempre nel 2024, ne sono state effettivamente importate per 37.289.708 euro. 2) Sta inoltre continuando in Italia la produzione di droni “munizioni circuitanti” (detti anche “droni kamikaze”) Hero 30. Sono prodotti dalla RWM Italia su licenza della israeliana U Vision. Vengono prodotti non solo per le nostre Forze Armate ma anche per l’esportazione:  il primo destinatario è stata nel 2023 l’Ungheria verso cui l’Italia (governo Meloni) ha autorizzato l’esportazione di 160 droni Hero 30 e relativo materiale per un valore di circa 150 milioni di euro. L’esportazione di materiale d’armamento, componenti, attrezzature militari e tecnologie è espressamente vietata qualora si riscontri la violazione dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale da parte del paese destinatario. Tale divieto è stabilito dalla Legge 185/1990 “Nuove norme sul controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento”, così come dall’articolo 11 della Costituzione italiana. Stesse disposizioni sono presenti anche nel Trattato Internazionale sul commercio delle armi (ATT) – sottoscritto dall’Italia – e nelle risoluzioni dell’Assemblea delle Nazioni Unite e di altri organismi internazionali.  Nel 2024 l’UAMA non ha concesso nuove autorizzazioni per il commercio di armi verso Israele, ma le operazioni già autorizzate negli anni precedenti continuano. L’Italia, quindi, continua a inviare armamenti e fornire supporto logistico ad un governo responsabile del massacro in atto nella Striscia di Gaza, della violazione del Diritto Internazionale Umanitario e della Violazione della Quarta Convezione di Ginevra per Crimini contro l’Umanità e Crimini di Guerra, nonché attualmente sotto processo per violazione della Convenzione sul Genocidio. Alcune aziende italiane aggirano il divieto previsto dalla legge. Nel mese di febbraio 2025 nel porto di Ravenna è stato sequestrato un carico di 14 tonnellate di componenti di armi “illegali”.  Il  carico, che doveva transitare verso lo stato di Israele, è stato bloccato nell’area portuale poiché l’azienda produttrice non disponeva dell’autorizzazione a esportare materiale bellico. Firma anche tu per  lo stop ad ogni transito di armi dai porti italiani soprattutto di quelle destinate a Israele e ad altri paesi che si macchiano di crimini contro l’umanità. Non vogliamo più essere complici dei massacri e dei genocidi che si stanno compiendo nella Striscia di Gaza e nel mondo. CLICCA QUI PER FIRMARE LA PETIZIONE SU CHANGE.ORG. Promotori della petizione: BDS Italia Un Ponte Per Fari di pace (Pax Christi e Weapon Watch)  GPI – Giovani Palestinesi d’Italia Partito dei CARC Gaza Free Style Peace Link Gruppo Autonomo Portuali (GAP) Coordinamento Nazionale No Nato Assopace Palestina Cambiare Rotta Rete Romana Palestina OPAL Emergenza Gaza Rifondazione Comunista Abbasso la guerra – OdV Antropologə per la Palestina LABIBA APS Warfree – Rete Imprenditori, Commercianti e Professionisti per la Pace e la Transizione Ecologica Comitato Riconversione Rwm – Sardegna Comitato Regionale Sardo – Insieme per la pace disarmata Cultura è Libertà – una campagna per la Palestina Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università (elenco in continuo aggiornamento)