Libano: i primi passi di una fragile tregua
Dopo oltre un mese di quotidiani attacchi israeliani contro Beirut e soprattutto
contro il sud del paese, si apre una nuova tregua tra Israele e il Libano. La
tregua, mediata dagli Stati Uniti, ha visto per la prima volta in oltre 30 anni
contatti diplomatici diretti tra Israele ed il governo libanese, ma resta
estremamente fragile e reversibile poiché, ancora una volta, non scioglie i nodi
politici e militari alla base del conflitto.
Da un lato Israele mantiene la propria strategia di occupazione militare nel sud
del Libano e si riserva il diritto di intervenire militarmente contro qualsiasi
situazione definita unilateralmente come “minaccia” alla propria sicurezza;
dall’altro Hezbollah conserva una capacità di fuoco notevole ed ha ancora una
volta dimostrato di saper mettere in difficoltà il governo sionista. A pesare è
anche la posizione del governo libanese, sempre più orientato a contenere il
ruolo di Hezbollah, senza però avere la forza di imporre militarmente il disarmo
o la marginalizzazione politica di un partito che rappresenta un terzo degli
abitanti del paese.
Ne parliamo con Marco Magnano, giornalista freelance attualmente a Damasco: