SUDAFRICA: MIGLIAIA DI MIGRANTI E RIFUGIATI IN FUGA DALLA VIOLENZA XENOFOBA DI “MARCH AND MARCH”
Nelle città sudafricane, le attività commerciali sono state chiuse e la polizia
è stata dispiegata per le strade a seguito delle manifestazioni
anti-immigrazione che si sono svolte in tutto il paese. Scade infatti oggi la
deadline fissata al governo sudafricano da “March and March”, organizzazione dai
marcati tratti xenofobi. Entro oggi, secondo l’organizzazione, tutti i migranti
irregolari dovrebbero lasciare il paese. March and March è stata protagonista
negli ultimi mesi di campagne di intimidazione che hanno alimentato violenze
contro migranti africani in diverse aree del paese.
March and March è nata nel marzo 2025 ed è guidata da Jacinta Ngobese-Zuma, ex
giornalista radiofonica. Radicata soprattutto in KwaZulu-Natal, con epicentro a
Durban, il movimento sembra essere appoggiato, a detta di diversi osservatori,
da sponde politiche come il MK Party dell’ex presidente Jacob Zuma, ActionSA e
l’Inkatha Freedom Party (zulu conversatore). L’obiettivo dichiarato è
l’espulsione di tutti i migranti irregolari.
Il governo Ramaphosa ha di fatto un atteggiamento ambivalente. Da quando le
proteste contro migranti e rifugiati sono riesplose sono aumentati gli arresti e
i rimpatri di persone irregolari, guidati soprattutto dal Department of Home
Affairs: oltre centomila deportazioni dall’insediamento del governo di unità
nazionale nel 2024. Deportazioni che sono drasticamente accelerate nelle ultime
settimane. Al contempo, il governo, assieme alle agenzie ONU, ha avviato
incontri istituzionali a cui siedono allo stesso tavolo rappresentanti delle
comunità migranti e portavoce delle proteste xenofobe.
Migliaia di persone hanno intanto deciso di lasciare il paese. Secondo Al
Jazeera i manifestanti provengono sia dalla classe media sudafricana ché dalla
classe operaia e appartengono a diverse comunità del paese. Molti di loro sono
laureati ma non riescono a trovare un lavoro. In Sudafrica il tasso di
disoccupazione è superiore al 30%; tra gli under 35, sfiora il 45%.
Da Nairobi Alberto Magnani giornalista e africanista Ascolta o scarica