Aumenti fittizi e sicurezza assente: Glovo finisce (di nuovo) nel mirino della magistraturaA distanza di poche ore l’uno dall’altro, due interventi della magistratura
italiana hanno riacceso i riflettori su Glovo-Foodinho, il gigante del delivery
finito a febbraio sotto controllo giudiziario per lo sfruttamento dei
lavoratori. Da allora, nonostante le promesse, sarebbe cambiato poco. Il
Tribunale di Torino — fa sapere l’Unione Sindacale di Base (USB) — ha imposto «a
Glovo di garantire al rider calzature ergonomiche, abbigliamento adeguato alle
varie condizioni climatiche (estate-inverno-pioggia), un luogo di riparo durante
l’attesa degli ordini e l’accesso gratuito ai servizi igienici», senza però
ottenere alcun adeguamento. I magistrati milanesi hanno invece bocciato il piano
per gli aumenti salariali annunciato dalla multinazionale, rilanciando allo
stesso tempo la necessità di assumere i rider come lavoratori subordinati e
superare il sistema dei falsi autonomi. Piuttosto che adeguarsi, Glovo ha deciso
di passare all’attacco, minacciando di lasciare il mercato italiano.
Con la sentenza del Tribunale di Torino, passata in giudicato il 20 agosto
scorso, si arricchisce il panorama giurisprudenziale a tutela dei lavoratori del
food delivery. Secondo i giudici torinesi, infatti, è compito delle piattaforme
dotare i lavoratori dei dispositivi di sicurezza necessari, da un abbigliamento
adeguato a un luogo di riparo durante l’attesa degli ordini. Un capitolo a parte
viene dedicato agli strumenti per mitigare i rischi dell’esposizione alle alte
temperature, come i copricapo con visiera, occhiali da sole, creme solari e
borracce termiche. L’ordinanza d’urgenza del Tribunale di Torino, giunta a
seguito di un ricorso avanzato da un lavoratore Glovo-Foodinho, ha riconosciuto
le mancanze dell’azienda che — denuncia l’associazione di categoria SLANG USB —
«continua a comportarsi come se fosse al di sopra delle regole e delle decisioni
delle istituzioni italiane. La sicurezza dei rider continua a essere un problema
da scaricare sui lavoratori».
A febbraio, la Procura di Milano ha disposto il controllo giudiziario per
Foodinho, la società con cui la spagnola Glovo opera in Italia, denunciando una
condizione di «sfruttamento del lavoro» e «paghe sotto la soglia di povertà».
Due mesi dopo Foodinho-Glovo ha presentato un piano per uscire dal
commissariamento. Sulla carta, il compenso orario veniva aumentato da 10 a 14
euro, prevedendo 3 euro a consegna (dai 2,5 precedenti). Le indagini dei
magistrati hanno però dimostrato che si trattasse di un aumento fittizio:
facendo affidamento su un nuovo algoritmo basato sul “tempo effettivo
calmierato”, Foodinho-Glovo sarebbe riuscita a tagliare, in media, 3 ore di
retribuzione per ogni 10 ore di tempo effettivamente impegnate dal rider. In
altre parole, sulla base di non meglio specificati criteri statistici,
l’algoritmo calcola il tempo che il fattorino dovrebbe impiegare per effettuare
una consegna. Gli eventuali minuti eccedenti non vengono conteggiati e lasciati
dunque fuori dal compenso.
Nelle prossime settimane il giudice per le indagini preliminari si esprimerà
sulla sospensione del controllo giudiziario per Foodinho-Glovo. Alla luce delle
conclusioni a cui è arrivata la Procura milanese, appare probabile la proroga
del commissariamento. Per evitarlo, i magistrati chiedono innanzitutto la
massima trasparenza del funzionamento dell’algoritmo impiegato dall’azienda, ad
oggi «completamente opaco, non intellegibile e tanto meno verificabile», per
citare le parole del pm Paolo Storari riportate dal Corriere. Tiene poi banco la
regolarizzazione dei rider con contratto subordinato — almeno per gli oltre
5mila che ogni anno effettuano 4mila consegne ciascuno — per combattere la
precarietà del settore e superare definitivamente il sistema dei falsi autonomi.
Al riguardo, i magistrati stimano un’evasione contributiva da parte di
Foodinho-Glovo di almeno dieci milioni di euro l’anno. Di fronte a un quadro
giudiziario sempre più compromesso, il colosso del delivery minaccia di lasciare
il mercato italiano, dove conta all’attivo circa 40mila rider.
The post Aumenti fittizi e sicurezza assente: Glovo finisce (di nuovo) nel
mirino della magistratura appeared first on L'INDIPENDENTE.