Dialogo Caracas-Washington risultato della Diplomazia Bolivariana di Pace, Rodriguez: “Il popolo venezuelano rimanga unito”Rodriguez: “Non abbiamo paura di dialogare con gli USA”
La Presidente vicaria (facente funzioni) del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha
ribadito venerdì 16 gennaio che il suo Paese non ha paura di stabilire
“relazioni” bilaterali con gli Stati Uniti, perché, nonostante siano state
segnate da difficoltà nel corso della loro esistenza, si tratta di legami
“storici”.
“Non abbiamo paura di stabilire relazioni con un Paese di questo emisfero, con
gli Stati Uniti. Si tratta di relazioni storiche, mantenute persino dal nostro
liberatore Simón Bolívar. Sono relazioni storiche, che hanno indubbiamente
subito battute d’arresto, credo dovute alla scarsa comprensione da parte della
[Casa Bianca] della realtà politica, economica e sociale del Venezuela” – ha
affermato la Presidente durante un incontro con i membri del Consiglio Nazionale
per l’Economia Produttiva.
Alla vigilia dell’incontro con gli USA, ha affermato che le autorità venezuelane
sono consapevoli che gli Stati Uniti “sono molto potenti, una potenza nucleare
letale”, ma nonostante questa differenza di potere, Caracas è convinto che sia
possibile negoziare su un piano di parità.
Delcy Rodríguez (a sinistra) saluta il Ministro dell’Industria e della
Produzione Nazionale del Venezuela, Alex Saab. Caracas, 16 gennaio 2026. Ufficio
stampa presidenziale venezuelano
“Abbiamo visto il loro operato nella storia dell’umanità. Lo sappiamo. E non
abbiamo paura di affrontarlo diplomaticamente, attraverso il dialogo politico,
come è opportuno, e di risolvere una volta per tutte questa contraddizione
storica “ – ha sostenuto, riferendosi al contrasto tra, da un lato, la Dottrina
Monroe (e la attuale e vergognosa Dottrina Rubio, in violazione con il diritto
internazionale) difesa dal Paese nordamericano e, dall’altro il bolivarismo
venezuelano e la Diplomazia Bolivariana di Pace.
Dialogo Caracas – Washington su energia, commercio e cooperazione economica, ma
al servizio del popolo venezuelano
Sebbene si debba ammettere che da 18 trimestri consecutivi il Venezuela, guidato
dal governo socialista bolivariano di Nicolas Maduro fosse in crescita economica
– diventando il primo Paese in crescita in Sudamerica nel 2025 – e che la Legge
di Bilancio 2026 (presentata dalla stessa Delcy Rodriguez, in qualità di
vicepresidente) aveva già previsto un futuro investimento del 77,8% del bilancio
in piani sociali, l’aggressione USA del 3 gennaio ha scombussolato i piani del
governo bolivariano.
Rodríguez, garantendo la continuità con il governo Maduro, soprattutto per
quanto riguarda il Programma di Ripresa Economica del 2018, ha dichiarato:
“Ratifichiamo pienamente il programma di ripresa economica , prosperità e
crescita presentato al Paese dal Presidente Nicolás Maduro nel 2018, che ci ha
permesso di essere dove siamo; che ha permesso all’economia venezuelana di
essere un’economia leader nella crescita in America Latina”.
Con l’avvio degli attuali dialoghi con gli USA, Rodriguez ha rivelato al
pubblico che Caracas e Washington stanno “affrontando questioni di energia,
commercio e cooperazione economica in vari modi”, sebbene abbia sottolineato che
“questa agenda economica deve essere al servizio del popolo venezuelano”, in
conformità con le linee guida definite dal presidente Nicolás Maduro.
Delcy Rodríguez saluta un membro del Consiglio Nazionale per l’Economia
Produttiva. Caracas, 16 gennaio 2026.Ufficio stampa presidenziale venezuelano
Il modello, ha spiegato, si basa sulla produzione nazionale di cibo, manufatti,
medicinali e altri beni strategici, attraverso un’alleanza tra il settore
pubblico e gli enti privati. Ha inoltre riferito che sono stati implementati
programmi di assistenza sociale, sottolineandone l’importanza nel
fornire supporto psicologico e alimentare alla popolazione di fronte
all’impatto dell’attacco di Washington (2).
In questo modo, ha sostenuto, ci si aspetta che “i nuovi investimenti che
potrebbero arrivare nel Paese saranno volti a potenziare i processi produttivi
nazionali attorno a ciò che si produce in Venezuela “, perché questa espressione
di sovranità ha permesso “di superare le gravi condizioni generate dal blocco
criminale” degli Stati Uniti.
Quest’anno si prevedono maggiori risultati, investimenti e benessere per il
popolo venezuelano, ha assicurato la presidente ad interim della Repubblica
Bolivariana del Venezuela, Delcy Rodríguez, attraverso i suoi social media: “Nel
2025, la nostra industria degli idrocarburi e i 14 motori dell’economia hanno
registrato una performance straordinaria e quest’anno si prevedono risultati,
investimenti e benessere ancora maggiori per la nostra gente”.
Ha inoltre sottolineato che, dopo il Primo Consiglio Nazionale dell’Economia
Produttiva del 2026 (3), ha ascoltato attentamente i rappresentanti dei vari
settori produttivi del Paese e che questi hanno presentato la tabella di marcia
che guiderà il cammino di crescita economica a beneficio dei venezuelani.
Ogni centesimo ricevuto e investito dai fondi sovrani verrà reso noto
Per quanto riguarda i ricavi che il Paese otterrà dalla vendita del suo petrolio
greggio, Rodriguez ha sottolineato che saranno destinati a “due fondi sovrani”,
uno destinato a “migliorare il reddito dei lavoratori “ e un altro a migliorare
le infrastrutture e i servizi.
La presidente vicaria ha ribadito che i due fondi sociali sovrani, recentemente
annunciati, avranno lo scopo di “equilibrare le disuguaglianze”. Lo ha
annunciato sabato durante una giornata di assistenza completa nell’agglomerato
urbano di Ciudad Tiuna, i cui spazi sono stati colpiti dall’attacco militare
perpetrato dagli Stati Uniti (USA) contro il Venezuela.
“Abbiamo creato due fondi sociali. Questa settimana lavoreremo con il Consiglio
dei Ministri dell’Economia e il Consiglio dei Servizi Pubblici. Il primo fondo
sovrano sarà destinato alla protezione sociale; qualsiasi reddito derivante
dalla produzione di petrolio e gas andrà direttamente a sostenere il reddito dei
nostri lavoratori, i programmi sanitari, la sicurezza alimentare, l’istruzione e
l’edilizia abitativa. Il secondo fondo sovrano sarà destinato ai servizi
pubblici, alle infrastrutture, all’acqua, al gas, all’elettricità e alle strade”
– ha sottolineato, sottolineando anche che il governo nazionale riferirà su ogni
centesimo che entra e viene investito dai due fondi sovrani.
“Quello che vogliamo è che queste valute estere siano destinate allo sviluppo
economico e sociale del Venezuela attraverso la creazione dei fondi sovrani che
ho annunciato ieri […]. Le entrate petrolifere devono essere per tutto il
Venezuela e per tutto il popolo venezuelano , in tutte le sue circostanze” – ha
sottolineato .
A sostegno della sua tesi, ha spiegato che un aumento del reddito dei lavoratori
ha un impatto positivo sui consumi – e quindi sui settori industriale e
commerciale – mentre la rivitalizzazione economica consentirà “la sostituzione
strategica delle importazioni” e l’aumento delle casse pubbliche attraverso la
“riscossione delle imposte”, nell’interesse di “colmare i divari fiscali”.
“Nessuno impazzisca qui , perché il piano di diversificazione della nostra
economia lontano dalle entrate petrolifere deve proseguire, e questo Consiglio
economico nazionale deve diventare il motore affinché le piattaforme industriali
abbiano accesso al credito, affinché i settori economici abbiano accesso al
credito, affinché i comuni, attraverso consultazioni popolari, abbiano la
garanzia di un sostegno finanziario per gli imprenditori […], affinché il
credito diventi un motore dell’apparato produttivo del Venezuela” – ha
aggiunto.
Il popolo venezuelano rimanga unito contro l’estremismo golpista
Sabato 17 gennaio 2026, la presidente vicaria del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha
esortato i venezuelani a restare uniti, sottolineando che “l’estremismo sta
lavorando” per dividere il popolo venezuelano.
“L’appello è a restare uniti. Il nemico è all’opera, sia il nemico esterno che
l’estremismo interno; stanno lavorando per dividere il nostro popolo, e la
migliore risposta è la calma, la pazienza e la prudenza strategica ” – ha
affermato durante una visita alla comune di Heroínas de la Patria a Fuerte
Tiuna, uno dei quartieri colpiti dall’aggressione statunitense del 3 gennaio
2026, culminata nel sequestro del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie,
Cilia Flores (1).
Rodríguez ha affermato che il Paese sudamericano è la “terra dei liberatori” e
ha quindi esortato “il popolo di Simón Bolívar a continuare a fornire esempi
storici di superamento delle difficoltà “. “Che nulla ci abbatta, nulla ci
sconfigga e che quello spirito, lo spirito di Bolívar, che era uno spirito
vittorioso e indistruttibile, sia lo spirito del Venezuela di oggi”, ha
aggiunto.
La presidente ad interim ha ribadito il suo appello, chiedendo il rilascio di
Maduro e Flores. “È la volontà del popolo venezuelano: che il presidente Maduro
torni, che la primera combatiente torni” – ha affermato.
La centralità della Diplomazia Bolivariana di Pace nel dialogo
Fin da subito, il fatto che Delcy Rodriguez sia stata propensa al dialogo con
gli USA da un lato ha creato scetticismo nel movimento in solidarietà
internazionale alla Rivoluzione Bolivariana, mentre dall’altro è stato usato
proprio dai peggiori anti-chavisti (sia dentro sia fuori il Venezuela) al fine
di dare un immagine cedevole del suo attuale governo, come se fosse pronto a
“piegarsi al volere degli USA” (spesso diffondendola con fake news e notizie
distorte).
Cavalcare questa narrazione ha uno scopo, da parte del sistema mediatico
occidentale e del suo establishment: frammentare ancora di più il movimento in
solidarietà alla Rivoluzione Bolivariana facendo leva su uno scetticismo emotivo
e non ragionato. Rodriguez è sostenuta dalla base chavista ed è sostenuta dal
91% dei venezuelani godendo di stima, oltre che di territorialità, cosa di cui
pochi capi di stato godono.
Come ha ribadito recentemente Rodriguez, la Diplomazia Bolivariana di Pace –
ossia la “filosofia del dialogo” con chiunque – è parte delle grandi innovazioni
umanistiche della Rivoluzione Bolivariana che ha segnato una svolta in politica
estera rispetto ai governi pre-chavisti in Venezuale, oltre che ha segnare un
esempio per chiunque in ambito esterno uscendo dalle logiche dell’unilateralismo
ed aprendo al multipolarismo. Lo strumento diplomatico usato come prevenzione
esclusiva ai conflitti militari, diplomatici, economici e geopolitici. Questo è
lo strumento che è applicato ora dal governo bolivariano nel dialogo con
Washington.
Diosdado Cabello Rondón, segretario generale del Partito Socialista Unito del
Venezuela (PSUV), il 13 ottobre 2025 ha espresso la sua posizione quando era
stato consultato in merito alla convocazione di una riunione del Consiglio di
sicurezza delle Nazioni Unite promossa dal Paese nei giorni precedenti.
Cabello aveva sottolineato che “il Venezuela utilizza tutti i meccanismi
diplomatici per evitare sempre qualsiasi conflitto, non solo nel territorio
venezuelano, ma in qualsiasi parte del mondo. Il Venezuela si è sempre
caratterizzato, durante la rivoluzione, per avere una diplomazia di pace”, e ha
esortato le persone a ricordare “come i diplomatici venezuelani sono stati
utilizzati in passato, ad esempio in El Salvador, dove gli squadroni della morte
sono stati creati dall’ambasciata venezuelana”. Ha ricordato: “Quando Luis
Herrera Campins era presidente, negli anni ’70 e ’80 c’erano gli squadroni della
morte; persone che non avevano scrupoli di alcun tipo e usavano il corpo
diplomatico per creare squadroni della morte insieme alla CIA, per assassinare
figure religiose, leader popolari e leader sindacali. Con il Comandante Chávez
siamo entrati in una nuova fase; prima di non ingerenza, ma anche di una
diplomazia di pace, dove il nostro attuale presidente Nicolás Maduro ha
ricoperto la carica di Ministro degli Esteri per sette anni. È una scuola.
Abbiamo presentato il nostro Paese come una forza di pace davanti a tutti gli
organismi competenti” – ha concluso.
Oggi, più che mai, il governo bolivariano guidato dalla Presidente vicaria Delcy
Rodriguez è questo: governare dialogando in pace per la pace senza dimenticare
la sovranità del proprio Paese e il diritto all’autodeterminazione dei popoli.
(1) Con il pretesto di combattere il narcoterrorismo, il 3 gennaio gli Stati
Uniti hanno lanciato una massiccia aggressione militare in territorio
venezuelano (1), colpendo Caracas e gli stati di Miranda, Aragua e La Guaira.
L’operazione si è conclusa con il rapimento di Nicolás Maduro e di sua moglie,
Cilia Flores, che sono stati condotti a New York. Le aree prese di mira erano di
interesse militare, ospitavano sistemi di difesa aerea e infrastrutture di
comunicazione, sebbene anche le aree urbane siano state colpite e vi siano state
vittime civili. Caracas ha descritto le azioni di Washington come una ”
aggressione militare molto grave ” e ha avvertito che l’obiettivo degli
attacchi “non è altro che impossessarsi delle risorse strategiche del Venezuela,
in particolare del petrolio e dei minerali, nel tentativo di spezzare con la
forza l’indipendenza politica della nazione”. Molti Paesi in tutto il mondo, tra
cui Russia e Cina, hanno chiesto il rilascio di Maduro e di sua moglie.
(2) Il Ministero degli Esteri russo ha sottolineato che al Venezuela deve
essere garantito il diritto di decidere autonomamente del proprio destino, senza
alcuna ingerenza esterna. Secondo il Ministero degli Interni, della Giustizia e
della Pace del Venezuela, nell’attacco sono morte almeno 100 persone , tra cui
32 cubani appartenenti alla squadra di sicurezza che proteggeva Maduro.
(3) incontro con i leader aziendali nazionali, pubblici e privati, per
coordinare e promuovere gli investimenti nel Paese.
Fonti:
https://actualidad.rt.com/actualidad/582571-delcy-rodriguez-no-tener-miedo-relaciones-eeuu
https://actualidad.rt.com/actualidad/582706-extremismo-trabaja-delcy-rodriguez-llama-union
Lorenzo Poli