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Amatrice, dieci anni dopo il terremoto, è ancora un gigantesco cantiere
Sono trascorsi dieci anni dalla tragica notte del 24 agosto 2016, quando una scossa di magnitudo 6 devastò l’Appennino centrale, provocando 299 vittime e oltre 40mila sfollati. Il centro di Amatrice è diventato il simbolo di quella tragedia, ma il cratere del disastro si è esteso per circa ottomila chilometri quadrati, coinvolgendo 138 comuni tra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo. I dati sulla ricostruzione sono ancora impietosi: al 31 maggio 2026 risultano infatti 8.393 i cantieri privati in corso, oltre 7.500 dei quali relativi a edifici gravemente danneggiati. Dal sisma, complessivamente, sono stati autorizzati 23.361 cantieri privati e ne sono stati conclusi 14.968, poco più del 64,1%. Numeri che mostrano la vastità del lavoro ancora da completare. Il ritardo continua a pesare soprattutto sulla vita delle persone. Le richieste di contributo per la ricostruzione privata hanno raggiunto quota 36.149, per un valore complessivo di 17,82 miliardi di euro. Le pratiche approvate sono 24.650, mentre i contributi concessi ammontano a 12,59 miliardi e le somme effettivamente liquidate hanno superato gli 8 miliardi. Sono ancora 8.759 i nuclei familiari che non hanno fatto ritorno nelle abitazioni originarie: tra questi, circa 2.200 vivono nelle Soluzioni abitative d’emergenza e 5.700 ricevono un contributo per sistemarsi autonomamente. Sul versante della ricostruzione pubblica, al 30 aprile 2026 risultano programmati 3.667 interventi, per un valore superiore a 4,85 miliardi di euro. La struttura commissariale considera «sbloccato e avviato» il 98% delle opere, pur riconoscendo che i lavori materialmente in corso e gli interventi conclusi rappresentano circa il 40% della programmazione. Diversa la valutazione di ActionAid che, classificando le opere in base all’effettiva apertura dei cantieri, calcola come il 66,3% si trovi ancora nelle fasi precedenti all’inizio materiale dei lavori e solo il 33,6% abbia raggiunto la fase esecutiva o conclusiva. Ad Amatrice il quadro resta particolarmente critico. Sul fronte della ricostruzione privata, al 28 maggio 2026 risultano presentate 1.501 richieste di contributo, 1.199 delle quali relative a edifici gravemente danneggiati. Gli interventi attivati erano 828: 348 risultavano conclusi e 480 ancora in corso. Nel solo centro storico, su 69 interventi previsti tra aggregati edilizi ed edifici singoli, erano stati aperti 20 cantieri. Secondo l’Ufficio tecnico comunale, l’avanzamento complessivo della ricostruzione pubblica e privata si attesterebbe intorno al 40%. Separato è il dato relativo alle opere pubbliche: secondo ActionAid, al 30 aprile 2026, per 136 dei 172 interventi programmati non erano ancora materialmente iniziati i lavori. L’emergenza abitativa resta intanto molto grave, con circa mille persone ancora ospitate nelle casette prefabbricate e meno di uno sfollato su cinque rientrato nella propria abitazione. I ritardi della ricostruzione derivano da una pluralità di fattori e non possono essere ricondotti a un’unica responsabilità. Nei centri storici, gli interventi su quartieri medievali densamente edificati sono resi più complessi dalla presenza di immobili con numerosi proprietari, da controversie ereditarie e da titolarità non ancora definite. Sui tempi hanno inciso anche procedure burocratiche articolate, contenziosi e le conseguenze della pandemia. A questo quadro si è aggiunta una discontinuità istituzionale: dal 2016 si sono succeduti cinque governi e diversi commissari, mentre nel tempo sono mutate anche le priorità della ricostruzione. Restano, infine, difficoltà operative legate alle imprese. Nel frattempo, ad Amatrice molti servizi essenziali restano provvisori. Il nuovo ospedale potrebbe aprire nel 2027, mentre devono ancora essere ricostruite o completate la sede del Comune, la stazione dei carabinieri, quella della polizia stradale, le banche e l’ufficio postale. Secondo il Giorgio Cortellesi, il 20% delle persone è seguito dai servizi di assistenza perché tende a isolarsi e fatica a uscire di casa. La perdita dei luoghi di incontro ha indebolito le relazioni sociali e il senso di appartenenza: il rischio è che la progressiva ricostruzione materiale proceda senza riuscire a ricomporre pienamente la comunità. Nel frattempo, il prossimo 31 dicembre si concluderà formalmente lo stato di emergenza, con il passaggio allo “stato della ricostruzione”. La struttura commissariale verrà prorogata, restando essa operativa fino al 2029. Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto formeranno il cosiddetto “Primo Cratere”, destinatario di misure specifiche. The post Amatrice, dieci anni dopo il terremoto, è ancora un gigantesco cantiere appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 25, 2026
L'INDIPENDENTE
La realtà fa capolino: il Tav è vicino ad affondare
La linea ad alta velocità Torino-Lione si trova in una fase critica del suo sviluppo, con una combinazione di sfide ingegneristiche, ritardi logistici e un’incertezza finanziaria che ne mettono in dubbio non tanto la realizzazione nei tempi e nei costi previsti ma proprio la costruzione dell’opera che rischia così di […] L'articolo La realtà fa capolino: il Tav è vicino ad affondare su Contropiano.
July 27, 2026
Contropiano
BAGNOLI (NA): I COMITATI BLOCCANO I TIR DELLA COPPA AMERICA CHE PROVOCANO VORAGINI E INQUINAMENTO
Nuovi blocchi e tensioni a Bagnoli, Napoli, dove cittadini e comitati popolari contestano i lavori per l’America’s Cup, che definiscono “i lavori della vergogna”. Dopo il peggioramento dell’aria certificato da Arpac, le voragini che si stanno aprendo e il traffico notturno dei camion, nuovi blocchi su via Bagnoli. Nonostante la pioggia e un tentativo di sgombero da parte della Digos, in centinaia hanno fermato i camion, prima attorno a mezzanotte e poi all’alba di mercoledì, orari in cui le autorità – dopo il corteo di 5mila persone sabato – avevano assicurato che non ci sarebbero stati transiti. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, abbiamo fatto il punto con Eddy dell’assemblea popolare di Bagnoli, Napoli. Ascolta o scarica Riportiamo il comunicato inviatoci dall’Assemblea popolare di Bagnoli. Malgrado pioggia e tentativo di sgombero ieri sera da parte della Digos, doppio blocco dalle 23:30 all’1:00 di notte (ma non dovevano fermarsi la notte?) ed anche dalle 5 alle 7 all’alba. Sempre e solo dei TIR garantendo transito auto, mezzi pubblici e privati. La risposta dopo la straordinaria mobilitazione di sabato mattina: blocchi e manifestazioni continueranno e si intensificheranno finché non saranno sospesi i lavori. Inoltre avvisiamo alla cittadinanza tutta: il manto stradale versa in condizioni disastrose costituendo un pericolo per la viabilità e la sicurezza dei camionisti stessi, e con gli sforamenti continui dei limiti di legge sulla salubrità dell’ aria, indichiamo (e diffidiamo) i diversi livelli istituzionali preposti alla sicurezza e alla tutela della salute pubbliche quali responsabili di eventuali danni a persone e cose.  
February 11, 2026
Radio Onda d`Urto
Fiumicino. Il gioco del porto
C’è un porto a Fiumicino che non è mai stato costruito nonostante abbiano tentato di farlo. Erano cominciati persino i lavori nel 2010 con l’obiettivo di portare a termine quello che sarebbe dovuto essere il nuovo porto turistico di Fiumicino, ma vennero poco dopo interrotti. Il porto fu messo sotto […] L'articolo Fiumicino. Il gioco del porto su Contropiano.
August 21, 2025
Contropiano