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FRANCIA: LA MOBILITAZIONE NON SI FERMA, TRASMISSIONE SPECIALE SU SABATO 17 OTTOBRE
Continuano le mobilitazioni in Francia. Questa mattina, lunedì 19 ottobre, l’accesso al Louvre, il museo più visitato al mondo nel cuore di Parigi, è stato bloccato da un gruppo di manifestanti in solidarietà verso il movimento dei liceali. Sul fronte repressivo intanto, solo durante il fine settimana ci sono stati 2.331 fermi di polizia; 350 di questi fermi sono stati disposti tra ieri e oggi solo nella capitale Parigi. E sono già decine di casi di custodia cautelare in carcere, di cui 13 a Marsiglia, città nella quale la Prefettura ha disposto per oggi il divieto di manifestazione. Intanto il ministro della giustizia Darmanin ha sostenuto che le autorità hanno “indubbiamente fallito” nelle gestioni delle piazze e  accusato quello dell’interno Nunez, che ha ammesso che la polizia abbia “perso il controllo” in alcune città  e ha presentato le proprie dimissioni al presidente Emmanuel Macron. Macron non le ha accettate e ieri in diretta tv nazionale ha annunciato il pugno di ferro contro i manifestanti. Lunedì mattina abbiamo realizzato una trasmissione speciale con le valutazioni a freddo sulla giornata di sabato. In studio Giacomo e Siham, inviati della radio a Parigi e Marsiglia per seguire i cortei del 17 ottobre e con il giornalista Cesare Piccolo, storico corrispondente della radio che vive da oltre trent’anni a Parigi. Ascolta o scarica
October 19, 2026
Radio Onda d`Urto
FRANCIA: GILET GIALLI E MOVIMENTO STUDENTESCO SI SALDANO CONTRO IL CAROVITA. “PIAZZE BOLLENTI”, LA REDAZIONE INVIATA A PARIGI E MARSIGLIA
Giro di boa per le mobilitazioni francesi. Questo sabato 17 ottobre lo sciopero contro il caro-vita riunisce gilet gialli, studenti e studentesse delle scuole superiori, sindacati, agricoltori e trasportatori. Oltre 1700 le iniziative di lotta previste, tra blocchi e manifestazioni (vedi la mappa su 17octobregiletjaune.net), sin da questa mattina in Francia. La lotta contro le pessime condizioni in cui versa l’istruzione pubblica, da 4 settimane in piazza con il movimento studentesco, prova così a saldarsi con quella contro la crisi del costo della vita e l’aumento dei prezzi dei carburanti e per migliori condizioni di vita per le classi popolari. Ripristinate le granate stordenti in mano alle forze di polizia, inizialmente bandite dopo le prime proteste studentesche. Fin dalle prime ore del mattino le prime provocazioni poliziesche. A Lione i reparti antisommossa hanno utilizzato gas lacrimogeni contro i manifestanti lungo le rive del Rodano. A Rennes, un gruppo di manifestanti ha bloccato avenue Charles et Raymonde Tillon erigendo barricate, dove è intervenuta la gendarmerie. Ore 11.20 – Il collegamento da Parigi con Giacomo, della redazione di Radio Onda d’Urto che da lunedì si trova in Francia per seguire le mobilitazioni. Ascolta o scarica. Ore 11.30 – Da Marsiglia Siham, della redazione di Radio Onda d’Urto, nel cuore della manifestazione composta da migliaia di persone raggiunta immediatamente da cariche della polizia. La testa del corteo ha risposto con le barricate. Ascolta o scarica. Ore 11.40 – Nuove cariche di polizia a Marsiglia, come racconta Siham della nostra redazione. Ascolta o scarica.
October 17, 2026
Radio Onda d`Urto
FRANCIA: OLTRE MILLE EVENTI ANNUNCIATI PER IL 17 OTTOBRE. A PARIGI MANIFESTAZIONE DALLE 11.00 A PLACE DE L’OPÈRA
In Francia, dopo settimane di mobilitazioni di massa e conflittuali di studenti e studentesse, dalle scuole superiori alle università, quella di oggi è un’altra giornata di iniziative di piazza per rilanciare la giornata di lotta a livello nazionale chiamata per domani, sabato, dai Gilet Jaunes, alla quale si unirà anche il mondo della scuola in stato di agitazione. La lotta contro le pessime condizioni in cui versa l’istruzione pubblica, che ha visto nelle ultime settimane scendere in piazza centinaia di migliaia di studenti e lavoratori della scuola francesi nelle ultime settimane, si salda così con quella contro il carovita e per migliori condizioni di vita per le classi popolari. Sul portale ufficiale delle mobilitazioni previste per il 17 ottobre alle 11.00 di questa mattina erano registrati 1365 eventi tra manifestazioni , blocchi a stazioni di servizio, ferrovie, porti, autostrade, raffinerie, ponti e presidi alle rotonde lungo le principali strade automobilistiche. Radio Onda d’Urto sta seguendo le mobilitazioni in Francia con Giacomo inviato a Parigi Ascolta o scarica 
October 16, 2026
Radio Onda d`Urto
“LA MEMORIA DELL’OLOCAUSTO USATA DALL’ESTREMA DESTRA PER PROMUOVERE LEGGI XENOFOBE”. INTERVISTA ALLO STORICO ENZO TRAVERSO
Radio Onda d’Urto ha intervistato a Parigi lo storico Enzo Traverso, professore alla Cornell University dello stato di New York, Stati Uniti. Tra i temi trattati nell’intervista, la presa del potere dei partiti fascisti nel novecento avvenuta grazie ai partiti considerati all’epoca moderati. Un fatto che si sta ripetendo anche oggi, nonostante i cosiddetti cordoni sanitari che si stanno rivelando sempre più fragili. Abbiamo anche affrontato l’incapacità della sinistra di far fronte agli ideali ultra conservatori della destra estrema, che aumenta i consensi sulle paure della gente, anche senza offrire prospettive reali per un futuro cambiamento. Enzo Traverso ci ha poi spiegato come i nuovi fascisti abbiano cambiato i loro target passando da posizioni antisemite a quelle islamofobe. In questo modo si spiegano anche razzismo e repressione verso i figli dell’immigrazione, in Francia come altrove. Si tratta infatti di strumenti del potere per mantenere l’ordine razziale e di classe. L’intervista si conclude spiegando il modo in cui la militarizzazione della società e l’impunità sempre più legalizzata delle polizie, spinte dalle destre, stia erodendo lo stato democratico dal suo interno. Intervista allo storico Enzo Traverso Ascolta o scarica  Enzo Traverso ha vissuto quasi trent’anni in Francia dove ha insegnato presso la facoltà di scienze politiche dell’Università della Piccardia “Jules Verne” di Amiens e presso l’École des hautes études en sciences sociales di Parigi. Al centro della sua vasta produzione scientifica si colloca l’analisi critica del fascismo, del nazismo e dei totalitarismi. Enzo Traverso rifiuta le interpretazioni del fascismo come una semplice “parentesi” storica, descrivendolo invece come un prodotto intrinseco della modernità occidentale. L’antisemitismo e la Shoah sono da lui indagati non come follie improvvise, ma come esiti di processi cumulativi legati alla violenza industriale, al colonialismo e alla burocrazia moderna. É il contenuto dell’opera “La violenza nazista, una genealogia”. Oltre alla genealogia del terrore totalitario, Enzo Traverso ha dedicato importanti ricerche al rapporto tra intellettuali e potere, esplorando la figura dell’esiliato e del pensatore critico. É il caso di “Cosmopolitismo e minoranze”. Ha inoltre approfondito la “questione ebraica” in Europa, analizzando le oscillazioni tra l’assimilazione e la militanza rivoluzionaria. Da qui lo scritto “Gli ebrei e la Germania”. Negli ultimi anni ha esteso la sua ricerca alla memoria collettiva della sinistra globale. In “Melanconia comunista” ha elaborato il concetto di “melanconia di sinistra” per descrivere il lutto e la nostalgia legati al crollo delle utopie del XX secolo. Infine, le sue opere più recenti affrontano le mutazioni contemporanee dei totalitarismi, coniando e analizzando il concetto di “postfascismo” per interpretare le nuove destre populiste e xenofobe, connettendo così la memoria storica alle sfide urgenti del nostro presente.
October 16, 2026
Radio Onda d`Urto
FRANCIA: “BLOCCHIAMO TUTTO”. LE VOCI DEGLI STUDENTI DELLE PERIFERIE VERSO LA GIORNATA DI MOBILITAZIONE DI SABATO 17 OTTOBRE
“Da protesta studentesca a movimento di rivolta urbana”. Sono le parole incendiarie del premier Lecornu in Francia, di fronte a oltre un mese di rivolta studentesca in tutto il Paese, a cui si è unita anche la componente di chi lavora  nella scuola. Lecornu, che ha sempre rifiutato di incontrare studentesse-i per discutere le loro proposte, a partire da 10 miliardi di euro subito per l’istruzione, ricorre ancora una volta ai muscoli. Dopo 8mila fermi in un mese, quasi il 90% minorenni, ora il premier transalpino traballante promette di riversare nelle piazze migliaia di agenti nella giornata di sabato, quando la lotta per l’istruzione pubblica e contro razzismo e classismo verso le periferie potrebbe incontrare quella contro il carovita, lanciata dai Gilet Jaunes. Da Parigi Giacomo, inviato di Radio Onda d’Urto Ascolta o scarica  Qui le interviste raccolte durante l’ennesimo corteo studentesco nelle periferie parigine Ascolta o scarica  Queste le interviste realizzate durante il presidio che si è svolto mercoledì sera davanti al comune di Saint Denis, periferia nord dell’ile de France. Un presidio organizzato per denunciare le violenze di polizia. Intervista a Simon Duteil, abitante di Saint Denis, insegnante e del sindacato Solidaires Ascolta o scarica  Intervista a Agathe Grenouillet, avvocata, attiva nel sindacato Saf, composto da legali legati alla sinistra Ascolta o scarica 
October 15, 2026
Radio Onda d`Urto
FRANCIA: MIGLIAIA DI PERSONE IN STRADA A PARIGI E IN TUTTA LA FRANCIA. LA DIRETTA DEL CORTEO
Prosegue per la terza settimana in Francia la mobilitazione a oltranza di studenti e studentesse oggi di nuovo in piazza per il quinto atto della protesta  contro il governo francese, mentre lo stesso spera in un rallentamento del movimento con l’avvicinarsi delle vacanze scolastiche. Tutt’altro: la giornata nazionale di mobilitazione inizia fin dalle prime ore del mattino con il 90% delle università chiuse o bloccate, fa sapere il sindacato Union étudiante. Diversi blocchi in mattinata anche davanti alle scuole superiori, seguiti da cortei di decine di migliaia di persone, principalmente liceali, studenti universitari e insegnanti, nelle principali città d’Oltralpe. A Parigi, il corteo di studenti universitari e liceali partito dall’Hotel del Ville si è unito a quello sindacale partito alle 14 da Place d’Italie per raggiungere unitariamente il Ministero dell’Istruzione. Qui il corteo si è scontrato con la polizia che ha bloccato la strada. La gendarmerie francese ha sparato lacrimogeni e usato idranti contro i manifestanti. “Non ci ascoltano, andremo noi da loro”, aveva annunciato in mattinata l’Union étudiante, mentre da giorni le organizzazioni studentesche chiedono di essere ricevute dal Primo Ministro Lecornu. La lunga diretta del corteo con Giacomo, inviato da Radio Onda d’Urto a Parigi e le tante interviste che sta raccogliendo dalle mobilitazioni studentesche Ascolta o scarica  Gli episodi di violenza poliziesca, proseguono. Ieri 20 membri del personale dell’Istruzione Pubblica sono rimasti feriti, tra cui 5 dirigenti scolastici. Si tratta del secondo bilancio giornaliero più grave per il personale dall’inizio del movimento, dopo quello del primo ottobre. Il totale degli insegnanti feriti dall’inizio del movimento è di 147 unità, cifra che include anche la mattinata di martedì. Solo la scorsa settimana erano 200 gli studenti feriti da polizia e gendarmi. Avviate fino ad ora 36 indagini su casi di violenze degli agenti nelle proteste. Ne parla, a Radio Onda d’Urto, Gianni Mainardi, storico collaboratore da Parigi Ascolta o scarica 
October 13, 2026
Radio Onda d`Urto
FRANCIA: PLACE DE LA BASTILLE INVASA DAL MOVIMENTO STUDENTESCO. LA MOBILITAZIONE NON SI FERMA
Francia: il governo macronista prova a sedare le mobilitazioni studentesche, con il premier Lecornu che assicura ‘decisioni a fine ottobre’ su fondi per le scuole ma solo per il 2027, cioè dopo le presidenziali e quindi con altri ministri e un altro esecutivo. Risposta della piazza: “Vogliamo 10 miliardi di euro subito per la scuola pubblica o non ci fermeremo”, hanno scandito oggi nelle piazze studentesse e studenti. A Parigi giovedì 8 ottobre decine e decine di migliaia di persone hanno invaso piazza della Bastiglia, chiamando in causa l’Eliseo: “Macron dimission”, Macron dimissioni, lo slogan più urlato. Martedì prossimo nuovo sciopero con l’Intersindacale della scuola, mentre sabato 17 ottobre ci potrebbe essere una convergenza con la mobilitazione nazionale convocata dai Gilet Jaunes. La corrispondenza con Andrea Di Gesù, compagno italiano da anni a Parigi e nostro collaboratore.  Ascolta o scarica Dopo la corrispondenza da Parigi, duri scontri con la polizia, che ha chiuso tutte le entrate e le uscite dalla Bastiglia. Scontri pure a Marsiglia e Strasburgo
October 8, 2026
Radio Onda d`Urto
FRANCIA: “SENZA ASCOLTARE I GIOVANI, IL PAESE È NEI GUAI”, 100 MILA IN PIAZZA A PARIGI, LE CORRISPONDENZE DAL CORTEO
Terza giornata nazionale di mobilitazione studentesca in Francia. Sono almeno 256.000 le persone che hanno manifestato in Francia nel quadro del cosiddetto ‘atto 3’ della mobilitazione studentesca, di cui 56.000 a Parigi, secondo il ministero dell’Interno. I sindacati annunciano invece 500 mila manifestanti in tutto il Paese, di cui 100.000 a Parigi. 1.800 licei bloccati su 3.700 in tutta la Francia, “un nuovo record”, secondo le cifre dell’Union syndicale lycéenne. Il movimento, nato a settembre nella regione parigina, si è rapidamente esteso a tutto il Paese. Una mobilitazione che mette al centro non soltanto la scuola, ma il modello sociale francese: risorse pubbliche, precarietà, disuguaglianze e diritto allo studio. Ma insieme alla mobilitazione cresce anche la repressione. Dal 28 settembre sono state effettuate 6.059 fermi. Il governo riferisce inoltre di 215 studenti feriti. Sono dieci le indagini aperte dall’IGPN, l’ispettorato che controlla l’operato della polizia. Una risposta repressiva che ha già provocato feriti gravi. A Lens, un quindicenne ha perso una mano in seguito all’esplosione di una granata davanti a un istituto; un’altra studentessa o studente, nei giorni scorsi, ha riportato gravi lesioni a un occhio. Alla mobilitazione studentesca si stanno affiancando sindacati e organizzazioni sociali. La CGT ha sostenuto la protesta, mentre la Confédération Paysanne ha invitato gli agricoltori a far convergere le proprie rivendicazioni con quelle degli studenti, anche attraverso la partecipazione con i trattori. All’inizio del corteo parigino, intorno alle ore 15, ci siamo collegati da Place de la République con Massimo Meloni che vive a Parigi da oltre 40 anni e che fa parte di un collettivo di Gilet Jeunes del quartiere Belleville. Ascolta o scarica Gli aggiornamenti delle 17.30 dal corteo parigino con il giornalista e nostro collaboratore Cesare Piccolo. Ascolta o scarica Alle 17.45 ci siamo collegati per le prime valutazioni a caldo della giornata con Andrea Di Gesu, compagno italiano attivo in diversi movimenti francesi e docente di filosofia politica a Sciences Po Paris. Ascolta o scarica
October 6, 2026
Radio Onda d`Urto
Da Budapest a Parigi, la solidarietà non si ferma
Il 30 settembre si sono svolti due processi importanti per quello che conosciamo come “Budapest complex”: l’appello riguardante la richiesta di estradizione di Rexino Abazaj detto Gino, a Parigi, e l’appello per Maja T. e Gabri, a Budapest. E proprio il 30 settembre ci sono state le rispettive sentenze. Con Michele Zerocalcare siamo andati a Parigi dove era prevista una giornata per stare vicino a Gino con interventi di politici, artisti, personaggi del mondo della cultura e della politica francese, il tutto nella bellissima e storica cornice de la Borse du travaille, luogo del sindacalismo parigino. Insomma, potevamo scegliere se andare a Budapest ancora una volta o andare a  Parigi. Pensavamo di conoscere già la situazione del tribunale ungherese e le sue lungaggini e sapevamo pure che molti compagni tedeschi stavano raggiungendo Budapest per dare vicinanza e supporto a Maja, così abbiamo pensato di andare a Parigi per stare con Gino e Zaid. Due giorni di divertimento puro, tra spostamenti, pioggia, notizie di merda che arrivano. Mi ero portato una valigia di 27 kg, incollata fin dalla Magliana con il trenino per Fiumicino, trascinata fino all’imbarco (che mi ha fatto pagare un supplemento) per arrivare all’hotel trovato con fatica e scoprire che c’era l’ascensore rotto e noi eravamo, ovviamente, al sesto piano. Le cose promettevano bene, c’erano proprio i segnali, i pianeti sembravano essersi allineati per regalarci un ribaltamento dei verdetti. E infatti questi ribaltamenti ci sono stati, sì, col cazzo. Alle 8.00 di mattina veniamo a sapere che il pullman dei solidali tedeschi è stato fermato a 7km da Budapest e alle 9.30 comincia ad arrivare la notizia delle condanne: sette anni per Maja T. e sei per Gabri. La giornata cominciava proprio alla grande. Il giudice, a questo giro, era stato velocissimo. Raggiungiamo sotto la pioggia la Bourse du travaille, speranzosi e radianti di gioia come un furetto bagnato preso a calci e con ben otto ore di anticipo sull’evento incontriamo i compagni del comitato francese. Alle 14.00 arriva la notizia del rigetto dell’appello da parte della corte di giustizia francese e quindi la volontà di procedere con l’estradizione di Gino. Diciamocelo, non era un fulmine a ciel sereno e ce lo aspettavamo. Ma una parte di tutti e tutte noi era rimasta speranzosa, non voleva crederci e fino all’ultimo una zona nascosta del nostro cervello collettivo rifiutava l’idea di vedere Gino portato via. Per questo quando è arrivata la notizia c’è stato un momento di silenzio e gelo per tutta la sala. Poi ha preso parola l’avvocato, ha spiegato la situazione e poi di nuovo silenzio. Ridere e scherzare, riusciamo a farlo (e chi ci conosce sa quanto possiamo essere insopportabili) anche ai funerali, però adesso non ci veniva proprio. Dove abbiamo sbagliato? Cosa potevamo fare di più? Cosa possiamo fare adesso? Le domande che mi giravano e mi girano tutt’ora nella testa. Passano le ore e continuano ad arrivare persone, poi la sala si riempie e un compagno legge la lettera di Gino, un boato rompe quel silenzio e un coro è il modo per abbracciarci con tutte quelle persone che non conosciamo. Dopo l’assemblea un corteo improvvisato e poi a cena. Nel dopo cena eravamo con un po’ di compagni e c’era con noi Zaid. Zaid è proprio un pischello. Era con noi la sera a berci una birra con il sorriso sulle labbra. Fra due settimane tocca a lui, la corte si esprimerà sulla richiesta di estradizione a suo carico verso l’Ungheria. Io non parlo francese, tedesco, niente e i miei scambi con lui sono solo gesti, pacche sulle spalle, sorrisi, risate, mediate da altre persone a cui chiedo di dirgli delle cose da parte mia. Poi vedo alcune persone a lui molto vicine che lo guardano con malinconia e lui che cerca di trasmettergli forza, di dirgli di non preoccuparsi. Andando via parlavamo con Michele e ci dicevamo, certo che tutti pensano che quando partiamo ci andiamo a divertire e invece passiamo giornate in mezzo a cose pesantissime, brutte notizie e rotture de cazzo. Eh vabbè, ma la solidarietà è così, è na rottura de cazzo, per quello dobbiamo essere in tanti a farla. Quando mi è stato chiesto se mi andava di scrivere qualcosa per Dinamo su questi giorni ho pensato che era il caso di farlo, che era il caso di mettere in fila gli eventi, di ribadire la sproporzione di questo processo. Di parlare di cittadinanza, del fatto che questi ragazzi dovrebbero avere la cittadinanza come “premio” per aver partecipato alla vita culturale e politica dei paesi in cui erano, per essersi occupati dei diritti di tutti, per averli difesi, e invece oggi pagano un prezzo enorme per non aver fatto finta di niente e per non essere stati ignavi. Ma poi mi è venuto fuori questo raccontino così, perché queste cose già le sapete voi che leggete Dinamo e mi piaceva raccontarvi qualcosa di diverso. Oggi come non mai la parola solidarietà ha bisogno di prendere sostanza e senza compagni e compagne non so proprio come possiamo pensare che ciò avvenga. Per chiudere le parole di Gino che dicono quello che c’è da dire: Ciao a tutti, compagni, Saluto tutti i presenti che mi sono stati vicini in questo periodo, coloro che hanno lottato e continuano a lottare per me. Non avrei potuto superare tutte queste prove senza il vostro prezioso aiuto. Non mi sono mai sentito solo, e questo è il dono più grande che mi abbiate fatto. Mi scuso per non poter essere qui con voi oggi. Attualmente sono impegnato nella gestione della crisi con i miei avvocati per preparare i prossimi passi a seguito della decisione della Corte di Cassazione. Come sapete, oggi la Corte ha autorizzato la mia estradizione in Germania; me l’aspettavo, ce l’aspettavamo, non siamo rimasti sorpresi. Questa estradizione è una scelta politica, come del resto tutte le decisioni giudiziarie relative al caso di Budapest. La persecuzione è evidente, in quanto legata all’assurda teoria del complotto, che si configura come l’ennesimo esempio di criminalizzazione della lotta antifascista, un fenomeno che si sta diffondendo dall’America all’Europa. Le condanne di Maja e Gabriele di questa mattina a Budapest, così come la situazione degli altri compagni arrestati e implicati in questo caso, sono legate all’attuale clima di persecuzione contro gli antifascisti. Dalle accuse di terrorismo antifascista mosse contro gli arrestati negli Stati Uniti e in PrairieLand, all’inserimento del collettivo Autistici/Inventati nella lista delle organizzazioni terroristiche e al blocco dei loro conti, così come di quelli di Rote Hilfe in Germania, il clima prevalente è chiaro. In Francia, dodici antifascisti sono ancora in carcere nel caso di Lione, in seguito alla morte di un militante neonazista lo scorso febbraio. Essere antifascisti e resistere alla deriva della società attuale non può più limitarsi alle parole, ma richiede di assumersi delle responsabilità, che possono avere gravi conseguenze. Di fronte a ciò, dobbiamo prepararci. Io sono albanese, ma sono cresciuto in Italia, dove vivo da quando avevo tre anni. La mia famiglia è albanese, ma è anche italiana. Io no. Anche la famiglia di Zaid è tedesca, ma lui non lo è. Questo privilegio non ci è stato concesso. Non ci consideriamo vittime, ma siamo consapevoli che le vite dei migranti che scelgono di lottare sono soggette a questo ricatto. Avremmo potuto diventare cittadini europei se fossimo rimasti in silenzio, ma non è stata questa la nostra scelta. La criminalizzazione dell’antifascismo è indissolubilmente legata a quella dei migranti, come vediamo sia in Europa che in America, dove le camicie brune dell’ICE sono attive. Tutto sembra andare nella direzione sbagliata, eppure: Eppure, abbiamo visto persone da tutta Europa e non solo mobilitarsi, essere presenti, lottare per noi e per gli altri. Eppure, abbiamo assistito a una solidarietà non superficiale, ma autentica. Non siamo soli, e non lo siamo mai stati. Eppure, abbiamo visto un immenso coraggio di fronte a situazioni apparentemente senza speranza. E soprattutto, abbiamo visto la responsabilità collettiva di coloro che hanno risposto all’appello quando ce n’era bisogno. Se dovrò affrontare il carcere in Germania, lo farò con la convinzione che continueremo a resistere insieme, come non abbiamo mai smesso di fare in passato. Oggi, qui, la nostra responsabilità collettiva è sapere che nulla si ferma, che l’antifascismo non è sconfitto ma rimane una lotta costante. Oggi, qui, noi – io, tu – rinnoviamo la nostra promessa di essere al fianco di chi sta combattendo e di chi combatterà. Siamo e saremo al fianco di Zaid. Promettiamo che nessuno sarà lasciato solo. Tengo la testa alta. Vi amo. Gino Forza Gino, non vediamo l’ora di rivederti. Forza Zaid, siamo con te. Immagine di copertina, Palazzo di Giustizia, Parigi (foto di Diego Delso, Wikimedia Commons). Immagine nell’articolo scattata dall’autore. Questo articolo è gratuito, ma produrlo richiede tempo e impegno. Per mantenere la nostra informazione libera e accessibile, abbiamo bisogno del tuo contributo, anche piccolo. 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October 3, 2026
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