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IRAN: LA TREGUA PER ORA REGGE, “MA CHI STA PAGANDO IL PREZZO PIÙ ALTO DELLA CRISI È IL POPOLO IRANIANO”
Situazione in stallo tra Stati Uniti e Iran, o almeno in apparenza visto il quadro di tensione crescente – sia politica sia economica – che tra minacce incrociate e trattative sottobanco continua a paralizzare mezzo mondo. Gli ultimi scambi sono tra il portavoce della Commissione per la sicurezza nazionale iraniana, Ebrahim Rezaei, per il quale “se Usa e Israele riprenderanno gli attacchi, l’Iran accelererà sull’atomica”, e Donald Trump, che incontrando i vertici dell’esercito Usa ha affermato di “valutare la ripresa dei raid”. Per ora, però, gli Usa tengono in piedi la tregua, che ha quanto meno il vantaggio – rispetto alla guerra – di costare di meno. Da fine febbraio a oggi, il Pentagono ha infatti speso quasi 30 miliardi di dollari, senza riuscire né a ribaltare il regime iraniano, né a interrompere la catena dell’uranio iraniana. L’Iran continua inoltre a mantenere il controllo dello Stretto di Hormuz, tutt’ora chiuso esternamente dagli Usa, ma internamente in mano a Teheran. Nella capitale iraniana, però, si sono verificate nel corso della giornata piccole scosse di terremoto che potrebbero essere preludio di un sisma ben più significativo. Per Siamak, attivista iraniano, parte del Collettivo rivoluzionario Jina, “un terremoto in questo momento sarebbe il colpo finale, perché aggraverebbe la grave situazione di crisi, economica e sociale, con cui sta già facendo i conti la popolazione”. È infatti proprio “la popolazione iraniana quella che sta pagando, e pagherà, il prezzo più alto della situazione innescata in Iran dall’aggressione israelo-statunitense, soprattutto quella parte di popolazione che stava lottando contro il regime” – aggiunge Siamak. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è intanto arrivato a Pechino dove domani, giovedì 14 maggio, incontrerà Xi Jinping. Sul tavolo, anche un accordo sulla guerra in Iran, – che secondo Siamak sarebbe quello che occorre ora al popolo iraniano – ma la Cina non sembra avere tutta questa fretta. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Siamak, attivista iraniano parte del Collettivo rivoluzionario Jina Ascolta o scarica
May 13, 2026
Radio Onda d`Urto
Donna, vita, libertà: una veglia a Napoli per il popolo iraniano e per la pace
NAPOLI, SABATO 24 GENNAIO – VEGLIA PER IL POPOLO IRANIANO UN GESTO SIMBOLICO NEL SEGNO DELLA PACE, DELLA NONVIOLENZA E DELLA SOLIDARIETÀ AI CIVILI Sabato 24 gennaio alle ore 19:30, in Piazzetta Aldo Masullo (Scale di via Cimarosa), si terrà la “Veglia per il popolo iraniano”, promossa dal Presidio Permanente di Pace IoCiSto insieme all’ANPI – Sezione collinare Romero Aedo. L’iniziativa nasce come gesto simbolico e non violento, per esprimere vicinanza alle sofferenze di una popolazione colpita da anni da sanzioni, isolamento, repressione e dinamiche geopolitiche che ricadono in primo luogo sui civili. In merito alle osservazioni e alle diverse posizioni emerse intorno a questa iniziativa, riteniamo utile chiarire il senso e le intenzioni che l’hanno animata. Il riferimento al popolo iraniano e all’espressione “Donna, Vita, Libertà” non intende proporre una lettura univoca o semplificata degli eventi in corso, né cancellarne la complessità. Vuole piuttosto richiamare un orizzonte universale di diritti, dignità e libertà, che riguarda ogni essere umano, al di là di confini, schieramenti o interessi geopolitici. Riteniamo legittime le differenze di analisi e di posizionamento politico. Condividiamo però un punto che consideriamo essenziale e non negoziabile: il rifiuto di ogni ingerenza militare, di ogni escalation armata e di ogni strumentalizzazione bellica dei conflitti. Nessuna pace può nascere da sanzioni, operazioni militari o guerre per procura. Il principio che guida questa veglia è chiaro: giù le mani dall’Iran, come da ogni altro popolo. Rispettiamo la scelta di chi ha deciso di non partecipare all’iniziativa e auspichiamo che resti aperto uno spazio di confronto, riflessione collettiva e ricerca di convergenze, nel segno della nonviolenza, del dialogo e della pace. Alla veglia sarà presente anche Rosita Shoaei, attivista iraniana, che porterà la sua testimonianza. L’iniziativa è aperta alla cittadinanza. Stefania De Giovanni
January 22, 2026
Pressenza