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IRAN: IL PJAK LANCIA L’APPELLO AD “AUTOGOVERNO E AUTODIFESA” NEL KURDISTAN ORIENTALE. “FALSA LA NOTIZIA SU UN’OFFENSIVA DI TERRA CURDA A FIANCO DEGLI USA”
Nell’ambito dell’aggressione israelo-statunitense che da sabato 28 febbraio ha portato guerra e bombardamenti in tutto l’Iran, nelle ultime ore diverse agenzie di stampa, tutte legate alla destra trumpiana Usa o alla destra israeliana, hanno riportato la notizia di una presunta offensiva via terra, contro l’esercito iraniano, di “migliaia di combattenti curdi” che sarebbero stati “armati dalla CIA” allo scopo. Anche alcune testate italiane hanno ripreso la notizia. Il Corriere della Sera l’ha addirittura scelta come notizia di apertura della sua edizione cartacea uscita stamattina, 5 marzo 2026, nelle edicole. Tutte le organizzazioni politiche del Rojhelat (Kurdistan iraniano) – alcune delle quali da fine febbraio hanno formato una coalizione – hanno smentito la notizia. “Lavoriamo all’interno di una coalizione formata da forze del Rojhelat. Qualsiasi movimento sarà annunciato da questa coalizione e nessuna forza può scavalcarla”, riferisce per esempio una fonte del Partito per la Libertà del Kurdistan (PAK), legato ai partiti conservatori e nazionalisti curdi della regione del Kurdistan in Iraq, da sempre vicini politicamente agli Usa. Non solo, anche il ministro della Guerra di Trumo, Pete Hegseth, e la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, hanno negato di aver armato gruppi armati curdi e organizzato offensive via terra. “Finora nessuno dei partiti curdi iraniani ha accettato di essere il proxy di terra per l’attacco israelo-statunitense”, commenta su Radio Onda d’Urto Mattia Berera dell’Accadema della modernità democratica. “Non è detto che questo non avverrà in futuro dal momento che tra loro ci sono diversi alleati storici degli Stati Uniti, ma ad oggi questa è una notizia falsa”, specifica Berera. Quel che è vero, invece, è che il Partito per la vita libera in Kurdistan, il Pjak (che fa parte del movimento di liberazione e confederalista curdo ispirato alle idee di Abdullah Öcalan) ha diffuso un appello alla popolazione del Kurdistan iraniano. Il Pjak – che riveste un ruolo trainante all’interno della Coalizione di recente formazione – invita gli abitanti delle aree a maggioranza curda dell’Iran a “istituire l’autogoverno e l’autodifesa”. L’appello invita i giovani a prendere le armi e la popolazione a formare comitati di autodifesa per proteggersi dagli attacchi, anche da quelli israelo-statunitensi, che in Rojhelat hanno fatto centinaia di vittime. L’appello chiama poi all’istituzione di comitati di autogoverno locali e invita i soldati del regime presenti sul territorio a disertare e unirsi alla popolazione. “Questo appello va nella direzione del volersi costituire come una terza via contro i piani di Israele e Stati Uniti di ristrutturazione del Medio oriente, e anche contro la Repubblica Islamica, che da sempre attacca, arresta, uccide i curdi in Iran, in particolare i militanti del Pjak”, spiega Mattia Berera nell’intervista. “Si tratta di non soccombere alle guerre imposte sulla testa del proprio popolo e rafforzare le proprie autodifese sociali in tutti i sensi: dai servizi, all’autodifesa locale, alla gestione delle proprie comunità”, aggiunge. L’approccio del Pjak, i cui dirigenti hanno più volte ribadito di essere a favore di una sollevazione contro il regime di Teheran che parta dalla società curda e iraniana, ma di essere contrari all’intervento militare delle potenze egemoniche dall’esterno, si rifà alla lettura dell’attuale fase imperialista e di escalation bellica nel capitalismo del movimento di liberazione curdo e al paradigma elaborato da Abdullah Öcalan, in particolare rispetto al ruolo che un movimento socialista, internazionalista e anti-capitalista dovrebbe avere rispetto a questo scenario. “È importante cogliere il fatto che questa non è più la Guerra fredda. Nessuno stato al mondo oggi rappresenta, come l’Unione Sovietica in passato, l’afflato e il desiderio di miliardi di persone per la libertà e l’uguaglianza. Oggi ogni scontro tra stati è in realtà solo una contrattazione all’interno di un sistema unico per chi deve pesare di più e chi di meno”, afferma l’esponente dell’Accademia della modernità democratica ai nostri microfoni. Quello che sta facendo il Pjak è di “non scegliere l’uno o l’altro stato ma scegliere se stessi come popolo, come struttura e come società“. Secondo Mattia Berera, quella tra lo “schierarsi con la Repubblica Islamica o con gli Stati Uniti e Israele non è, in realtà, una vera scelta: se si sta in questa polarizzazione si sta da un’unica parte, quella della ristrutturazione capitalista e imperialista”. L’intervista di Radio Onda d’Urto a Mattia Berera, esponente dell’Accademia della modernità democratica, struttura internazionale nata su impulso del movimento curdo e si occupa di diffondere la proposta politica e il paradigma del movimento curdo nel mondo. Ascolta o scarica.  
March 5, 2026
Radio Onda d`Urto
Turchia: il Parlamento verso la riammissione dei membri del PKK, con prudenza
Dopo un lungo tergiversare, la commissione parlamentare turca “per la Solidarietà Nazionale, la Fratellanza e la Democrazia”, nata nell’ambito del processo di pace fra stato e PKK, ha approvato una relazione che definisce una roadmap per la risoluzione del conflitto con l’organizzazione armata curda, rispondendo finalmente agli atti unilaterali da […] L'articolo Turchia: il Parlamento verso la riammissione dei membri del PKK, con prudenza su Contropiano.
February 24, 2026
Contropiano
Milano ancora in piazza per il Rojava e per Ocalan.
Diverse centinaia di persone, malgrado la pioggerellina milanese, hanno attraversato la città, gridando per la difesa dell’esperienza del Rojava e per la liberazione del leader kurdo Ocalan da 27 anni incarcerato nell’isola turca di Imrali. La forte musica kurda si è alternata senza sosta ai numerosi interventi volti a raccontare cosa è stata e cosa è quell‘esperienza rivoluzionaria che dovrebbe essere un faro in questa umanità allo sbando ed invece è sottoposta ad attacchi continui. Ocalan, che continua a guardarci dai suoi enormi ritratti che coprono il camion, riesce a dare la linea al suo popolo pur nella sua durissima detenzione. Un popolo che lo ama e che lo richiede a gran voce, in libertà. Ogni volta che dalla Turchia sembra che qualcosa si sblocchi, ogni volta tutto si ferma, la lentezza del processo di pace è estenuante. Dall’altra parte la rivoluzione in quel pezzo di Kurdistan, il Rojava, che vede un formidabile protagonismo delle donne. La comunità kurda e i movimenti milanesi oggi erano in piazza, segnati, questi ultimi, sicuramente dalla stanchezza di due anni e mezzo che ha visto tutti impegnati ad arginare il genocidio in Palestina, tutt’ora in corso. Le lotte, oggi, almeno in parte, si sono incontrate: sicuramente quella con i giovani e le giovani iraniane, ma anche quella con la resistenza palestinese. Nel frattempo per le strade si incrociano turisti o supporters delle squadre delle olimpiadi: guardano straniti, forse si chiedono di quale squadra sia quella bandiera rossa, verde, gialla. E’ quella di milioni di kurdi, un popolo che resiste con tutte le sue forze. Per capire meglio la situazione della regione, si può ascoltare, da Radio Onda d’Urto, la registrazione di un importante incontro tenutosi a Milano il giorno 11 febbraio. https://www.radiondadurto.org/2026/02/13/mesopotamia-la-pace-possibile-la-proposta-di-ocalan-gli-audio-dellincontro-dell11-febbraio-2026-a-milano/ Andrea De Lotto
February 15, 2026
Pressenza
Roma: concluso corteo Defend Rojava
Un resoconto dal corteo con 2000 persone che si è svolto oggi a Roma a difesa della rivoluzione del Rojava. L'altro tema della manifestazione è stata la libertà di Ocalan di cui domani ricorre l'anniversario dell'arresto.  L'esperienza delle donne del Rojava ci da anche le indicazioni per lottare qui. 
February 14, 2026
Radio Onda Rossa
C’è qualcosa per cui vale rischiare la vita?
di Enrico Semprini Il mio maestro mi diceva che se non ci sono princìpi e valori per i quali si è disposti a sacrificare fin anche la propria vita, allora la vita non ha valore. Concordo fino in fondo con questo assunto e mi chiedo: esiste una ipotesi rivoluzionaria sul tappeto per la quale valga la pena di rischiare la
February 14, 2026
La Bottega del Barbieri
“LIBERARE ÖCALAN, DIFENDERE IL ROJAVA”: SABATO 14 FEBBRAIO 2026 MANIFESTAZIONI A ROMA, MILANO E CAGLIARI
Il 15 febbraio 2026 ricorrerà il ventisettesimo anniversario del rapimento del leader e cofondatore del Partito dei Lavoratori del Kurdistan Abdullah Öcalan nel 1999, a Nairobi, in Kenya. Da quel giorno Öcalan è detenuto sull’isola-carcere di Imrali, nel mar di Marmara, in Turchia. Il leader del Movimento di liberazione curdo si trovava in Kenya perché diretto in Sud Africa, dove Nelson Mandela gli aveva offerto asilo politico dopo che diversi paesi europei – Italia compresa – glielo avevano negato. Da mesi, infatti, aveva lasciato la Siria – minacciata dalla Turchia di invasione se non l’avesse cacciato dal proprio territorio – per intraprendere un viaggio in Europa in cerca di appoggio diplomatico per una soluzione politica della questione curda. La cattura di Öcalan, e la sua consegna allo stato turco, furono orchestrate dai servizi segreti di diverse potenze capitaliste e imperialiste globali. Per questo il Movimento di liberazione curdo parla di “complotto internazionale”. Ogni anno, il 15 febbraio – il “giorno nero” – le comunità curde, che vedono in Öcalan la propria avanguardia politica, scendono in piazza in Kurdistan, in Europa e nel mondo insieme alle persone solidali con la loro causa. Quest’anno, 2026, l’anniversario del rapimento di Öcalan cade in un momento storico nel quale l’esperienza rivoluzionaria di autogoverno della Siria del nord-est (Rojava) secondo il modello del confederalismo democratico (ideato proprio dal leader del movimento curdo) affronta una minaccia esistenziale – l’ennesima – a causa della pesante offensiva mossa dal cosiddetto governo di transizione siriano dai primi giorni del mese di gennaio. Per questo in Italia, sabato 14 febbraio 2026 sono previste tre manifestazioni di piazza: a Roma (Piazza Indipendenza, ore 14.30), a Milano (Largo Cairoli, ore 14.30) e a Cagliari (Piazza Garibaldi, ore 17). La parola d’ordine, quest’anno, è “Liberare Öcalan, difendere il Rojava”. Su Radio Onda d’Urto è intervenuto, per presentare i cortei, Tiziano Saccucci dell’Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia. Ascolta o scarica.   *La rete locale della campgana “Rise up 4 Rojava” ha organizzato una partenza collettiva per raggiungere il corteo di Milano da Brescia: appuntamento alle ore 13 alla Stazione Fs. Riportiamo di seguito il comunicato di Uiki Onlus, Rete Kurdistan, Centro socio-culturale Ararat di Roma e Associazione confederalismo democratico Kurdistan di Milano: Kobane è sotto assedio. Undici anni fa era l’ISIS a stringere d’assedio la città simbolo della resistenza curda, oggi sono le forze del nuovo governo siriano, affiancate da milizie filoturche, a chiudere ogni via di fuga. Cambiano gli attori, ma non la logica: cancellare l’esperimento politico curdo e ridurlo a una parentesi da archiviare con la forza. Il ritiro forzato delle Forze della Siria Democratica (SDF) da Raqqa, Tabqa e Deir ez-Zor ha ridotto drasticamente il territorio amministrato dall’Amministrazione Autonoma Democratica del Nord-Est della Siria (DAANES). Kobane è oggi senza elettricità, acqua, riscaldamento, carburante e collegamenti internet, mentre migliaia di civili provenienti dai villaggi circostanti hanno trovato rifugio in città, aggravando una situazione già al collasso. Bambini, anziani e famiglie dormono all’aperto o in tende improvvisate, mentre le strutture sanitarie operano senza corrente. Le SDF continuano a difendere la popolazione civile e a garantire la custodia dei prigionieri ISIS, ma il collasso di prigioni e campi rischia di favorire fughe di massa e la riorganizzazione di cellule jihadiste, minacciando la stabilità regionale e la sicurezza internazionale. Alla base della DAANES c’è il Confederalismo Democratico, il progetto politico sviluppato da Abdullah Öcalan, leader storico del movimento curdo. La sua visione rifiuta lo Stato-nazione come strumento di oppressione e propone autonomie locali, consigli popolari, parità di genere, economia cooperativa e autodifesa comunitaria. Questo modello ha ispirato la costruzione di un progetto di Siria plurale, dove curdi, arabi, cristiani, ezidi e altre minoranze hanno coabitato, sperimentando forme di democrazia diretta e convivenza tra identità diverse. È qui che l’ISIS è stato sconfitto, al prezzo di migliaia di vite, dimostrando che un Medio Oriente libero e democratico è possibile. La rivoluzione del Rojava e l’esperimento dell’autogoverno sono oggi messi in pericolo non solo dalle offensive militari, ma anche dall’inerzia della comunità internazionale, che osserva mentre città come Kobane vengono isolate e private dei servizi essenziali. In questo contesto, la liberazione di Abdullah Öcalan rimane centrale. Dal 1999, Öcalan è detenuto in isolamento sull’isola-prigione di Imrali: la sua detenzione non rappresenta solo una violazione dei diritti umani, ma costituisce un ostacolo alla pace e alla risoluzione della questione curda in ognuno dei paesi in cui il Kurdistan è diviso. Öcalan ha più volte proposto soluzioni politiche e negoziati per il riconoscimento dei diritti dei curdi all’interno dei paesi in cui questi vivono, e la sua liberazione è un passo fondamentale per sostenere l’autogoverno del Rojava e le prospettive di stabilità regionale. Inoltre il leader curdo ha mostrato la sua volontà di concludere il conflitto ancora una volta il 27 febbraio scorso, aprendo la via ad un nuovo processo di pace con lo scioglimento del PKK. Quel processo, è ora più fragile che mai. Come nel passato, la resistenza continua. A Kobane, la popolazione civile si mobilita per difendere la città, con donne e uomini, curdi ed ezidi, armeni e siriaci che sostengono la difesa dei quartieri. Quello che è in gioco non è soltanto un territorio, ma un intero modello politico: la possibilità concreta di costruire una Siria democratica, plurale e inclusiva, che sfidi il fondamentalismo e il centralismo autoritario. Il 14 febbraio 2026 ci ritroveremo in corteo a Roma e Milano per chiedere la liberazione di Abdullah Öcalan e di tutti i prigionieri politici in Turchia, per difendere la rivoluzione curda e il futuro delle comunità del Nord-Est della Siria. Tacere oggi significherebbe voltare le spalle a chi ha combattuto l’ISIS e tradire chi dimostra, da oltre dieci anni, che un Medio Oriente libero e democratico è possibile. La resistenza continua, e noi saremo al loro fianco. ROMA – 14 Febbraio ore 14:30 – Piazza indipendenza MILANO – 14 Febbraio ore 14:30 – Largo Cairoli Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia Retekurdistan Italia Comitato Il tempo è Arrivato – Libertà per Öcalan Centro Socio-Culturale Ararat Associazione Confederalismo Democratico Kurdistan
February 11, 2026
Radio Onda d`Urto
BRESCIA: 13 E 14 FEBBRAIO INIZIATIVE DI “RISE UP 4 ROJAVA”. CENA PER LA MEZZALUNA ROSSA CURDA E PARTENZA COLLETTIVA PER IL CORTEO NAZIONALE A MILANO (14/02)
La campagna “Rise up 4 Rojava – Brescia” ha organizzato due iniziative che si svolgeranno venerdì 13 e sabato 14 febbraio 2026: una cena al centro sociale Magazzino 47 per sostenere la Mezzaluna rossa curda, preceduta dalla proiezione di “Blooming in the desert” insieme alla regista Benedetta Argentieri, e la partenza collettiva per raggiungere – da Brescia – il corteo nazionale a Milano (sabato 14 febbraio) per la liberazione di Abullah Öcalan e per supportare la Resistenza della Siria del nord-est (Rojava). Di seguito il programma:  “VENERDÌ 13 E SABATO 14 FEBBRAIO 2026 RISE UP FOR ROJAVA! CON LA RESISTENZA, CONTRO LE GUERRE DEL CAPITALISMO Due giornate a supporto della resistenza del Rojava e in difesa del Confederalismo democratico VENERDÌ 13/02/26 C.S.A. Magazzino 47 – Via Industriale 10, Brescia ore 18.30 Proiezione di “Blooming in the desert” con la regista Benedetta Argentieri ore 20.00 Cena a sostegno della Mezzaluna Rossa Kurdistan (a cura della comunità curda di Brescia) MENÙ: Chorba + piatto unico (Bulgur, kebab/falafel, cacik, insalata, patatine) Sottoscrizione: 15 euro Prenotazioni: 03045670 (Radio Onda d’Urto) I fondi raccolti dalla cena andranno a sostenere gli interventi umanitari della Mezzaluna Rossa Curda in supporto alla popolazione di Kobane. SABATO 14/02/26 Piazza Cairoli – Milano ore 14.30 MANIFESTAZIONE NAZIONALE per la liberazione di Abdullah Öcalan e di tutti/e i/le prigionieri/e politici/che in Turchia, per difendere la rivoluzione curda e il futuro delle comunità del Nord-Est della Siria. Partenza in treno da Brescia Ritrovo ore 13.00 Stazione FS”
February 6, 2026
Radio Onda d`Urto
La tragedia curda che l’Occidente nasconde
un articolo di Mario Sommella. A seguire link e aggiornamenti. Il popolo kurdo tra guerra permanente e negata:la tragedia che l’Occidente finge di non vedere Ci sono guerre che fanno rumore e guerre che vengono tenute apposta nel silenzio. La questione kurda appartiene a questa seconda categoria: un dolore lungo, stratificato, quasi “normale” per chi guarda da lontano, e quindi
January 20, 2026
La Bottega del Barbieri
SIRIA: CORRISPONDENZA DAL ROJAVA. “CHIEDIAMO ANCHE IN EUROPA UNA MOBILITAZIONE GENERALE A DIFESA DELLA RIVOLUZIONE”
“Sappiamo che in queste ore c’è molta disinformazione; il nemico, il cosiddetto Governo provvisorio siriano di Damasco fa una forte contropropaganda. Quanto sappiamo qui, in Rojava, è che ancora tutto in gioco, però sicuramente la situazione è grave. E’ in corso una mobilitazione generale in tutto il Rojava; tutte le persone devono essere pronte a difendere la rivoluzione con vari mezzi, ovviamente non solo a livello armato. Tutto infatti è volto alla difesa anche ideologica della rivoluzione delle donne e dei principi che hanno costruito l’Amministrazione autonoma e il confederalismo democratico. Quello che si chiede all’Europa in questo momento è di costruire una mobilitazione generale, di intervenire, di produrre contenuti, di scendere in strada e di tenere alta l’attenzione”. Così, a Radio Onda d’Urto, una compagna internazionalista che si trova in Rojava, la Siria del Nord e dell’Est, sotto attacco frontale da parte di Al Jolani e delle sue milizie jihadiste, con il beneplacito e il sostegno attivo della Turchia e di tutte le potenze regionali e globali. La corrispondenza su Radio Onda d’Urto di lunedì 19 gennaio con una compagna internazionalista dal Rojava. Ascolta o scarica A livello internazionale, la rete Rise Up 4 Rojava chiama alla mobilitazione immediata: “Attaccano la rivoluzione delle donne e la lotta per una società democratica e socialista, oggi in corso in Iran e Siria. Ora la Turchia e gli islamisti di Damasco stanno minacciando tutta la Siria nord-orientale di guerra. In questo momento è fondamentale agire velocemente per fermare la guerra. È necessaria una pressione internazionale in Occidente per sostenere la resistenza del popolo nella Siria settentrionale e orientale. Chiamiamo tutte-i le-gli internazionalisti e coloro che lottano per la libertà di agire e difendere la rivoluzione. Chiediamo azioni per costruire pressioni nelle strade e per proclamare a gran voce: “Non accettiamo alcun attacco alla rivoluzione del Rojava. Vediamo lo Stato turco dietro questi crimini di guerra. Siamo uniti nella lotta. Viva la guerra del popolo rivoluzionario! Difendere la rivoluzione del Rojava per una Siria democratica!” Sempre a fianco del Rojava, in Italia domenica 18 gennaio, oltre un centinaio di persone si è ritrovato alla sede dell’Associazione Confederalismo Democratico – Kurdistan Milano, in viale Monza, 255 per l’assemblea “Defend Rojava”. Dal Rojava, la richiesta “all’Europa è di mobilitarsi, scendere in piazza e cambiare la narrazione dei fatti per supportare la rivoluzione. Per questo anche a Milano è fondamentale una mobilitazione d’urgenza. Convocata per questo una prima conferenza stampa mercoledì 21 gennaio” spiega a Radio Onda d’Urto Sherkan, compagno milanese. Ascolta il commento di Sherkan dopo l’assemblea Defend Kurdistan di Milano. Ascolta o scarica
January 19, 2026
Radio Onda d`Urto
ROJAVA: INCONTRO TRA COALIZIONE ANTI-DAESH E FORZE DEMOCRATICHE SIRIANE. DAMASCO COLPISCE ANCORA DEIR HAFER
Siria. Nel pomeriggio di venerdì 16 gennaio una delegazione della coalizione guidata dagli Usa ha incontrato le Forze democratiche siriane, “per – ha spiegato il portavoce, Farhad Shami – cercare di evitare l’attacco diretto da parte dei miliziani di Al Jolani”, alias esercito siriano. L’incontro è avvenuto a Deir Hafer, dove anche nelle ultime ore Damasco ha scagliato colpi d’artiglieria e droni contro aree popolate da civili. Come spiega l’agenzia di stampa curda Firat News, “nel mezzo dell’escalation militare e dei crescenti attacchi da parte del governo provvisorio siriano e delle milizie sostenute dalla Turchia nelle regioni di Deir Hafer e Maskanah, vicino ad Aleppo, un convoglio militare, comprendente forze della Coalizione internazionale anti-ISIS e delle Forze democratiche siriane (SDF), ha raggiunto Deir Hafer passando per la città di Maskanah…dopo l’incontro, le parti hanno effettuato un pattugliamento congiunto nel centro della città. Nel frattempo, è stato riferito che nella città di Raqqa è in corso un altro incontro tra ufficiali della Coalizione Internazionale e comandanti delle Forze democratiche siriane”. Le stesse forze di autodifesa dell’Amministrazione autonoma della Siria del Nord e dell’Est, in un comunicato stampa, respingono le minacce “del “Ministero della Difesa” a Damasco, che tentano di prendere di mira i combattenti delle Forze Democratiche Siriane; appelli disperati e sfacciati che riflettono una situazione di bancarotta politica e militare, e un tentativo fallito di creare discordia tra le componenti della regione….Le Forze Democratiche Siriane, con i loro combattenti curdi, arabi, siriaci e di altre componenti, costituiscono una forza nazionale unita, e si sono uniti con il sangue per affrontare il terrorismo e proteggere i civili. Questi combattenti e le loro famiglie sono figli di questo Paese, patrioti nel loro impegno, chiari nelle loro scelte, e hanno dimostrato attraverso anni di sacrifici che la loro unità è più forte di tutti i tentativi di incitamento e tali appelli disperati non avranno alcun effetto su di loro e porteranno solo a una maggiore coesione tra i figli della regione e a un sostegno alle loro forze. I tentativi di dividere le fila e seminare discordia non cambieranno nulla delle realtà sul terreno, e le Forze Democratiche Siriane, insieme ai popoli del nord e dell’est della Siria, rimarranno un fronte unito contro il terrorismo e contro chiunque cerchi di riportarlo in forme nuove”. Sul terreno, intanto, le forze jihadiste-governative – sostenute da droni, aerei da ricognizione e forze speciali della Turchia – continuano ad ammassare rinforzi proprio verso Deir Hafer, intimando alle Fds di evacuare l’intera area. Solo oggi una ventina i colpi d’artiglieria sparati (oltre ad almeno un drone esplosivo) su zone civili, per costringere le persone ad abbandonare le proprie case. Raid pure più a nordest, attorno alla diga di Tishrin, fondamentale per garantire elettricità al cantone di Kobane. Sempre in Siria è invece calato un inquietante silenzio su Sheikh Maqsoud e Ashrafiyeh, i 2 quartieri curdi di Aleppo, attaccati all’Epifania sempre dagli jihadisti. La situazione, dopo il ritiro delle forze interne dell’autogoverno del Rojava, ha raggiunto un livello estremo di atrocità. L’accesso a Internet è stato completamente interrotto, ma fonti curde sul posto indicano che le autorità siriane stanno compiendo massacri contro i civili, con case incendiate, vittime e giovani spariti. A livello internazionale, ribadito quindi l’appello della campagna Rise Up For Rojava e di tante altre realtà solidali a non lasciare cadere sotto silenzio il violento attacco di Damasco – e Ankara – contro  il progetto politico rivoluzionario del confederalismo democratico, che unisce popolazioni curde, arabe, assire, ezide e di tanti altri gruppi nel complesso mosaico mediorientrale. Di questo si parlerà domenica a Milano, dalle ore 12, con un’assemblea pubblica indetta dall’Associazione Confederalismo Democratico – Milano Kurdistan in viale Monza, 255. Su Radio Onda d’Urto Sherkan Xozat-li, dell’Associazione Confederalismo Democratico – Milano Kurdistan. Ascolta o scarica
January 16, 2026
Radio Onda d`Urto